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	<title>a-scuola &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "a-scuola"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 04:09:16 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Facciamo Rinascere un Libro 5: esperienza conclusiva]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=167</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 13:33:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mercoledì 14 maggio, si parte: ultima tappa di un avventuroso viaggio nel mondo del libro antico in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 14 maggio, si parte: ultima tappa di un avventuroso viaggio nel mondo del libro antico iniziato con la nostra adesione al progetto "Facciamo rinascere un libro" giunto ormai al quinto anno. La nostra meta è il centro di restauro "Abadir", situato nel monastero benedettino di San Martino delle Scale. Arrivati a destinazione, cerchiamo (con molta fatica) di stare attenti a rispettare la regola del silenzio. Ci inoltriamo nelle vaste sale del monastero, apprezzando la bellezza e la sacralità che emana il posto.<br />
Ecco il laboratorio di restauro, colmo di macchine, di vecchie pagine di libri ingialliti, colle e altri prodotti che ormai abbiamo imparato a conoscere. L'esperta ce li mostra e ci parla del modo in cui l'uomo, con questi arnesi, riesce a salvare volumi altrimenti destinati alla distruzione.<br />
Indica gli apprendisti restauratori, che con molta precisione rilegano vecchie pagine manoscritti antichi che sono stati loro affidati. Muovono solo le mani, non il corpo, perché rischierebbero di commettere qualche errore e di rovinare la superficie del foglio. Con quanto entusiasmo, con quanta passione e pazienza si cimentano nel loro lavoro, paragonandosi agli amanuensi.</p>
<p>In gran segreto, ci conducono anche nella sala d'arte, tutti rimaniamo affascinati dall'incanto di quel luogo. Gli enormi affreschi, i dipinti su tela, i ritratti di importanti personaggi che hanno fatto la storia della nostra Sicilia, ornano le pareti color avorio della stanza.<br />
Infine, un frate, ci accompagna nella cappella infinitamente ricca di straordinarie file di piccole statue incastonate nel marmo, tra cui spiccano alcune rappresentazioni di santi.<br />
Dopo aver concluso l'esperienza al centro di restauro, ci avviamo al ristorante dove gustiamo piatti prelibati, tipicamente palermitani. La seconda tappa è Monreale con la sua celebre Cattedrale, il Chiostro, i giardini e la villetta da cui si gode la vista di un panorama mozzafiato.<br />
Percorriamo le scalinate per accedere al paesino e ci troviamo in Piazza Guglielmo II, di fronte la Cattedrale di Monreale, pregevole esempio dell'architettura arabo-normanna.<br />
Ci fermiamo a scrutare la facciata della Chiesa, entrati restiamo abbagliati dai mosaici aurei, che rappresentano la grandezza di Dio e soprattutto dall'incantevole Cristo Pantocratore che si erge all'altare, esattamente al centro delle tre navate.<br /> Uno scenario religioso semplicemente magnifico. Ci dirigiamo poi verso il Chiostro, meraviglioso giardino circondato da raffinate colonne colorate da un mix equilibrato di giallo, rosso, arancione.</p>
<p>Si ode lo scroscio dell'acqua che sgorga limpida dalla fontana, in cui, un tempo, i monaci andavano a lavarsi e a purificarsi per raggiungere, sempre più, la pienezza della fede in Cristo.<br />
Poi si apre un sentiero verde che conduce alla villetta e alle balconate da cui si può ammirare uno splendido paesaggio.<br />Tutti gli elementi sembrano trovarsi in perfetta simbiosi.<br />
Conservo un ricordo indelebile di questa gita, perché ho riscoperto il fascino del libro antico.<br />
Buttiamo via le nuove copertine, esageratamente ricche di disegni. Riprendiamo, invece, quelle antiche, dove primeggiano le miniature. Questo l'ho appreso durante gli incontri col dott. Putano, che mi ha ammaliato con la sua maestria eseguendo straordinari capolavori di restauro.<br />
Il libro antico, come ci è stato insegnato, è un oggetto raro, di cui bisogna avere estrema cura e che è "vivo" solo grazie all'attenzione di esperti che sanno come farlo rinascere. Certo, non possiamo trovarlo nelle comuni biblioteche, per scovarlo dobbiamo avere passione ed "essere educati" ad apprezzare le cose belle e preziose.<br />
Al progetto "Facciamo rinascere un libro" va dunque il nostro grazie.<br />
Grazie per averci permesso di avvicinarci al patrimonio culturale del nostro territorio, per averci fatto scoprire la magia di sfogliare manoscritti che pensavano non esistessero più, per averci insegnato che salvaguardare il libro antico significa salvaguardare la nostra storia.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Alla scoperta del vero tonno del Mediterraneo...]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=165</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 13:18:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;orologio della classe segna ancora le otto e un quarto, la lancetta non ne vuole proprio sap]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'orologio della classe segna ancora le otto e un quarto, la lancetta non ne vuole proprio sapere di spostarsi. E io che fremo per assistere all'incontro sul pesce azzurro, nell'ambito dell'iniziativa di educazione al gusto.  Ma poi, bussa qualcuno che non ho mai visto e la curiosità mi assale: chi sarà costui?<br />
Non l'agronomo Massimo Brucato ormai famoso nella mia classe, non il suo collaboratore, bensì il dottor Alfonso Milano. Veniamo condotti nel laboratorio dove il nostro esperto comincia a parlarci del pesce azzurro, dell'importanza che esso ha per gli uomini, di quanto prezioso "patrimonio" si aggiri per le calde acque del Mediterraneo.<br />
Ad un certo punto, però, il sig. Milano blocca la sequenza di immagini che appaiono sul proiettore e ci chiede di immedesimarci: ed ecco che sprofondiamo negli abissi marini, tra alghe e pesci.<br />
Scorgiamo branchi di cicarelli luccicanti, alici che, come predatori famelici, sono in cerca di cibo, e sardine che si appallottolano in forma ellittica per mimetizzarsi agli occhi del temibile squalo.</p>
<p>Continuiamo il nostro viaggio virtuale nell'avventuroso mondo marino e conosciamo da vicino il tonno, il sugarello e il delizioso sgombro di cui, personalmente, vado ghiotto.<br />
Scopro che l'alimento che più amo al mondo è inscatolato principalmente a Lampedusa, dove viene tramandata, di generazione in generazione, l'antica tradizione del pesce sott'olio.<br />
M'immagino di trovarmi in un ristorante in riva al mare di questa meravigliosa isola, a gustare uno squisito sgombro, questa volta alla brace...<br />
Il dottor Milano ci parla poi del tonno, del "vero" tonno, di quello rosso del Mediterraneo, una specie ormai quasi introvabile che non ha nulla a che vedere col tonno pinna gialla, quello "che si taglia con un grissino", per intenderci...<br />
Il tonno che ci presentano (e che è molto costoso proprio perché di grande qualità)in effetti non ha nulla a che vedere con quello che mangiamo abitualmente: le sue carni sono sode, compatte, di color rosso, consistente al palato, ha un gusto deciso.</p>
<p>Pescato nelle zone di Licata, dove viene lavorato e messo sott'olio, è indubbiamente un tonno di ottima qualità. Ora capisco perché i Giapponesi per questa qualità di pesce pagano prezzi da capogiro... Si concludono con questa prelibatezza gli incontri del laboratorio di educazione al gusto, tutti molto interessanti perché ci hanno permesso di scoprire un "patrimonio alimentare" che non conoscevamo e di diventare dei veri e propri gourmet!</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Cari Ragazzi della Panka]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=146</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 10:54:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cari ragazzi della Panka,
qui (ma anche ovunque) il tempo vola, e non sono riuscita a dedicarvi prim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Cari ragazzi della Panka,<br />
qui (ma anche ovunque) il tempo vola, e non sono riuscita a dedicarvi prima un momento per riuscire a scrivervi una qualche mia riflessione.<br />
L'ultimo incontro che abbiamo fatto mi ha fatto pensare a tante cose, come d'altronde hanno fatto tutti i nostri incontri!<br />
Mi è piaciuta molto la disponibilità con qui vi siete raccontati, parlandoci delle vostre esperienze, rispondendo alle nostre insistenti e molto personali domande, aprendo la vostra vita al nostro sguardo scrutatore, curioso di riuscire a leggere nella vostra mente per capire cose che la società ci vieta di conoscere e ci impedisce di pensare: il contatto con la droga, cosa vi ha portato a provarla, di cosa vi ha poi privato questa pericolosa compagna.<br />
Spero non abbiate preso come segnale negativo la costruzione del cartellone: sembra un metodo infantile, ma era per permettere a tutti di partecipare, anche chi non ha abbastanza coraggio per esporsi e parlare, ma che non meno degli altri che intervengono prova il desiderio di farvi domande e di conoscervi meglio. Abbiamo poi deciso di sistemare le sedie in cerchio per rendere partecipi tutti, cercando di eliminare le barriere, materiali e non, che ci potevano separare, così da poter parlare più apertamente e senza sentirci lontani gli uni dagli altri.<br />
L'unica cosa che mi dispiace è di non riuscire a collaborare di più con voi. Di potervi solo scrivere le mie impressioni, e a volte non trovando il tempo neanche per quello. A me, ma anche a tutta la mia classe, è dispiaciuto non poter renderci più utili, non avervi lasciato un qualche segno del nostro passaggio, in modo da aiutare la vostra iniziativa  a crescere più forte.<br />
Parlando per me, ho imparato molto da questa esperienza. Mi ha aiutato a vedere con una nuova luce il problema della droga, su cui ammetto avevo anch'io dei pregiudizi. E vedere tante valide persone che lottano per una causa maggiore, pronte a mettersi in gioco per far crescere ciò in cui credono, mi ha fatto tornare la fiducia nei miei ideali, nei miei sogni.<br />
Grazie per quello che ci avete trasmesso.<br />
A presto, Lara</p>
<p>P.S.    Girando un po' per il vostro blog, ho notato le canzoni (sempre stupende) di Ligabue.<br />
Volevo dedicarvi la canzone “Radiofreccia”.<br />
<span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/88-r1PuzPXM'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/88-r1PuzPXM&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un messaggio di grande valore per i ragazzi]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=127</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 08:51:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ciao ragazzi,
anche se la giornata grigia e piovosa non indurrebbe a riflessioni positive, la mente ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao ragazzi,<br />
anche se la giornata grigia e piovosa non indurrebbe a riflessioni positive, la mente torna al nostro incontro e  non posso fare a meno di restare ammirata per la disponibilità e la voglia di fare che ci mettete ogni volta per noi.<br />
 Anche soltanto il tempo che ci state dedicando, insomma la vostra generosità nel darvi, sono tutte  cose da non dare assolutamente per scontate.<br />
 E' evidente che è la passione per quel che fate che vi anima e questo è già di per sè un  messaggio di grande valore per i ragazzi, in un mondo in cui le cose vengono fatte per ben altri ritorni.<br />
Per questo sono contenta di avervi conosciuti e che i ragazzi vi abbiano conosciuti.<br />
Grazie per tutto quello che state facendo.<br />
Daniela, proof Liceo Pujati di Sacile</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Espressioni del cuore]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=157</link>
<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 15:35:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non riesco a prendere sonno, mi immagino sul palco con gli spettatori che mi lanciano pomodori, rico]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non riesco a prendere sonno, mi immagino sul palco con gli spettatori che mi lanciano pomodori, ricoprendomi di vergogna... Ma poi, il mio cervello(che purtroppo non si spegne mai!) mi rassicura: "Magari farai bella figura..." Ma quel magari non mi ha convince più di tanto e così trascorro le ore notturne in un continuo girarmi e rigirarmi tra le lenzuola del mio letto. Ecco che arriva il temibile giorno: mi alzo tutto intontito, a pezzi, come se avessi arato cento ettari di campo. Fortuna che ho la mattina a disposizione per stravaccarmi sul divano; poi, nel pomeriggio, tutti al Palacongressi per assistere alla manifestazione "Espressioni del cuore", promossa dalle prof.sse Zambuto e Nobile. L'iniziativa, rivolta ai giovani, vuole stimolare lo spirito di solidarietà, per far capire loro che c'è più gioia nel dare che nel ricevere.</p>
<p>Il pendolo di casa suona; è scoccata l'ora cruciale, le sedici.</p>
<p>Oh no, siamo in ritardo! - si inalbera mia madre. </p>
<p>Niente paura, siamo tutti pronti!- dice mio padre.</p>
<p>L'auto, l'auto, l'auto nuova, c'è? - strepita la cara mammina.</p>
<p>Si, si, ho pensato a tutto io! - conferma il papà.</p>
<p>E finalmente possiamo andare sperando che mia sorella, non avendo fatto la pipì a casa, non decida di giocarci qualche piccolo scherzetto lungo il tragitto... Mi guardo attorno: una bolgia di gente si accalca all'ingresso poiché non soltanto io, con la mia scuola, mi sarei dovuto esibire, ma anche tutti gli altri istituti della provincia! E per me, quella, è un vera consolazione... Caos, si va all'arrembaggio dei posti a sedere, che però non bastano, alcuni sono costretti a stare in piedi... Dato che ci vuole ancora un pò prima dell'inizio dello spettacolo, faccio un "terzo grado" a mio padre che deve limitarsi a rispondere con un semplice "si" o "no"...</p>
<p>-Telecamera?</p>
<p>-Si.</p>
<p> -Fotocamera?</p>
<p>-Si.</p>
<p>-Mi riprenderai, vero? (Volevo soddisfare il mio egocentrismo...)</p>
<p>-Si.</p>
<p>-I miei elaborati?</p>
<p>-No.</p>
<p>-Cosa?</p>
<p>-Li ho dimenticati, ma li avrà sicuramente il tuo prof.</p>
<p>-Hai ragione.</p>
<p>Mi metto a cercare per tutto il Palacongressi il professore, ma di lui nemmeno l' ombra. Poi, il "miracolo": individuo la professoressa Fuschi e le sue alunne, a cui chiedo spiegazioni sul fatto che manchi l'insegnante e scopro che non sarebbe venuto: un dolore alla gamba... Mi rammarico per lui, ma anche per me ovviamente... Per niente rassegnato, lo chiamo più volte; mi risponde, gli chiedo sue notizie, mi conferma che non verrà: niente elaborati, niente partecipazione!  Pazienza, sarà per la prossima volta, magari il prossimo anno. - penso un pò amareggiato, tra me e me. Ma la professoressa Fuschi mi consola: "Se vuoi, puoi salire sul palco con noi".<br />
Acconsento subito. Sono felice, quando ci chiamano: "Scuola Media Statale Luigi Pirandello d'Agrigento, venite". Da lì sopra tutto sembra offuscarsi, chissà perché?!?</p>
<p>Peccato che io non possa leggere i miei racconti... Ma mi piace moltissimo la bellissima poesia recitata da un'alunna della prof.ssa di francese, che, anche se emozionata, riesce a far penetrare il suo messaggio nel cuore della gente. Poi, bisbiglio a Salvatore: "Forse è meglio così, forse non avrei spiccicato parola dalla bocca, forse avrei balbettato".  E lui, un pò ironico, risponde: "Si, forse". Scendendo dal palco, mi lancio con Salvo un'occhiata complice, il prossimo anno non andrà così! Tornando verso casa, devo sorbirmi il tormentone di Miriana: "Lollo lo spittacolo", che tradotto vuol dire "Voglio lo spettacolo." Sembra lo faccia apposta ad infierire, chissà che, anche se ha solo due anni, non voglia stuzzicarmi con questa frase...</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riflessioni da spettatore FAI]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=155</link>
<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 08:18:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[
E&#8217; ormai un appuntamento che aspettiamo tutti con molto piacere, quello delle giornate FAI di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://luigi237.files.wordpress.com/2008/04/villa-galluzzo-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-156" src="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/04/villa-galluzzo-1.jpg?w=418" alt="Villa Galluzzo" width="418" height="313" /></a></p>
<p>E' ormai un appuntamento che aspettiamo tutti con molto piacere, quello delle giornate FAI di primavera.<br />
In ques'occasione scopriamo angoli nascosti della nostra città che vengono illustrati con grande disinvoltura da tanti studenti che s'improvvisano ciceroni per un giorno. Girovagando fra gli stretti vicoli del <em>Rabato</em> e seguendo con grande attenzione i miei compagni che fanno da guida, noto però un centro storico abbandonato, fatto di case vecchie e diroccate. Provo un immenso piacere nello scrutare in lontananza la splendida Villa Galluzzo, ma poi mi accorgo che è costeggiata da dimore ormai disabitate, distrutte dal tempo: che peccato! Entro e tutto mi appare diverso: la villa è ristrutturata ed allietata dalle grida di bambini immigrati che abitano nel quartiere, bambini costretti all'elemosina e ad una vita di stenti. Ma dopo li osservo e li vedo giocare a pallone, si divertono mentre improvvisano una partita a pallavolo, affettuosamente coccolati dalle suore che abitano in quell'edificio.</p>
<p>Raggiungo i miei amici intenti ad ammirare il paesaggio: le colline intonacate di verde sembrano raggiungere l'orizzonte infinito, il sole padroneggia dall'alto, oscurato di tanto in tanto da nuvole grigie e scortesi. Non potendo resistere a tanta bellezza, vengo colto da raptus fotografico: comincio a scattare foto all'impazzata, immortalando la natura di cui tanto parlano le poesie di Quasimodo. Prelevato a forza dai miei compagni di classe, mi ritrovo dinanzi alla chiesa di Santa Croce, dinanzi alla sua raffinatezza, dinanzi alle pregevoli statue che essa cela. Mi avvicino all'altare e, attratto da un'insolita botola, guardo dentro: ci sono dei cadaveri di illustri uomini dell'epoca! Un pò impressionato, giungo all'Addolorata, fascinosa chiesa agrigentina. Qui ascolto i miei compagni che si sono offerti per fare da guida alla giornata FAI. Nulla da dire sulla loro preparazione, sono disinvolti e preparati; c'è un solo aggettivo, forse un po' banale, per definirli: bravi! Infine, l'ultima tappa: la cripta. E' come scendere in antri oscuri e bui, come catapultarsi nell'Inferno di Dante e credere che sulla porta ci sia incisa la famosa scritta: Lasciate ogni speranza, o voi che entrate". Ma fortunatamente, anche se un pò a fatica, io riesco a uscire...               Quindi, sotto la pioggerellina fresca di una Via Garibaldi affollata di automobili e gente, inizio a immaginare, immaginare, immaginare... di aggirarmi tra i quartieri medioevali dimenticati e sconosciuti della vecchia Akragas.</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Facciamo rinascere un libro...5]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=153</link>
<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 08:05:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Nell&#8217;aria aleggia un&#8217;atmosfera festosa e allegra: ci attende la prima lezione nell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/04/libro-antico.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-154" src="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/04/libro-antico.jpg" alt="Libro della Biblioteca Lucchesiana" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Nell'aria aleggia un'atmosfera festosa e allegra: ci attende la prima lezione nell'ambito del progetto "Facciamo Rinascere un Libro", ben la QUINTA EDIZIONE. Il mio cuore batte a mille e le mani tremano( anche perché non sono "manine d'oro"!) quando, per la prima volta, mi cimento nell'operazione di "rinascita", separando le fibre di carta di un foglio antico. Ma, fortunatamente, durante i vari incontri tenutisi nella biblioteca scolastica, c'è sempre il dottor Putano ad aiutarmi, a guidare la mia mano nel verso giusto. Trascorriamo meravigliosi pomeriggi incantati dalle abilità artistiche dell'esperto, che ci stupisce con tecniche sempre nuove e originali. Riusciamo persino a creare una mini-agenda cucendo, con tanta pazienza e attenzione, i piccoli fogli di carta che l'avrebbero composta. E che momento piacevole la "siesta" delle quattro, nel corso della quale ci rechiamo in aula professori a sorseggiare un bicchierino di buona cioccolata calda...</p>
<p>E poi l'ilarità generale, quando nel mio maldestro tentativo di prendere il bicchierino, mi verso addosso tutta la cioccolata, cosa che mi fa guadagnare l'appellativo di "imbranato" (definizione peraltro perfettamente appropriata). Al termine di ogni incontro dimentico inoltre sempre qualcosa: lo zaino, la macchina fotografica... e, di conseguenza, mi guadagno un altro epiteto, quale "mezza testa" (veramente meritato!). Unendo cultura a divertimento, però, riusciamo ad entrare in simbiosi con il nostro libro di cui ne scopriamo l'ineguagliabile fascino: le pagine ingiallite, la pergamena un po' accartocciata, la perfezione della miniatura...  Sfogliandolo, ripensiamo alle parole di Padre scordino: "il libro è un tetto sotto cui ripararsi, il libro è la chiave della vita".</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mesaggio da Arianna]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=79</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 22:46:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Venerdì 7 marzo ’08
Ciao ragazzi!!! Sono Arianna, una ragazza della 4alss. Volevo esprimervi u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><em>Venerdì 7 marzo ’08</em></p>
<p>Ciao ragazzi!!! Sono Arianna, una ragazza della 4alss. Volevo esprimervi un po’ le mie impressioni per quanto riguarda il nostro ultimo incontro ma, soprattutto proporvi un’idea che c’è venuta proprio sta mattina.<!--more--></p>
<p>Ho trovato quest’ultimo incontro molto più informale rispetto agli altri e ciò mi ha permesso, ancora di più, di mettermi in un ottica di confronto tra la mia e la vostra storia. La mia curiosità era costantemente attratta da tutti quei frammenti di vita attaccati ai muri. Continuavo a pensare: chi sa quante cose sono successe, chi sa quante parole sono state dette, quanti pensieri…</p>
<p>È stato molto utile anche il filmato. Da piccola passavo spesso davanti all’ospedale e mi ricordo molto bene quelle due panchine rosse. Ero troppo piccola per capire, quindi per me i ragazzi della panchina non erano altro che signori dall’espressione stanca ed annoiata.</p>
<p>Forse l’unica nota negativa di quest’incontro è stato il nostro imbarazzo iniziale che ci ha un po’ impedito di esprimerci a dovere ( anche se secondo me la causa principale è stata il più che abbondante pranzo che c’ha proprio dato il colpo di grazia!!).</p>
<p>Detto questo passo ad illustrarvi l’idea che è nata questa mattina in classe, durante un ora di supplenza. Tutto è nato dal desiderio di volervi regalare qualcosa di nostro, che avesse un significato particolare. Elaborando quest’idea abbiamo pensato ad un lavoro che avrebbe coinvolto sia noi che voi per uno scopo comune. È nata così l’idea di ridipingere una facciata esterna della sede (avevamo pensato alla più rovinata), magari riportando il simbolo che era stato disegnato nel ’96 sul muro dell’ospedale ( il braccio con la scritta). Abbiamo pensato che sarebbe stato un ottimo modo per lavorare tutti insieme e per lasciare un segno del nostro passaggio all’ITACA. Spero che quest’idea vi entusiasmi tanto quanto ha entusiasmato noi.</p>
<p>Saluti</p>
<p>Arianna</p>
<div></div>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Messaggio da Clizia]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=78</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 22:45:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
L&#8217;esperienza vissuta martedì 4 marzo ci ha coinvolte un po&#8217; tutte: ognuna ha espress]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>L'esperienza vissuta martedì 4 marzo ci ha coinvolte un po' tutte: ognuna ha espresso il proprio parere o le proprie aspettative sull'incontro.<!--more--> E' stato interessante e diverso soprattutto perchè non è stata una lezione frontale o un'esposizione in powerpoint, ma abbiamo parlato più noi studentesse che gli esperti. i commenti del dottore erano prorpio appropriati: riuscivano ad esprimere ciò che, chi aveva vissuto l'esperienza e la stava raccontando, non riusciva a dire. è stata un'esperienza che ci ha fatto crescere e ci ha fatto conoscere più a fondo, come è giusto che sia dato che passeremo altri due anni come compagne di classe....Ho notatocon grande piacere l'attenzione che abbiamo mantenuto durante l'incontro. Il silenzio ha regnato durante tutte le due ore quasi ininterrottamente, segno che l'esperienza ci interessava e ci ha coinvolte a fondo. Mi auguro di avere un'altra esperienza del genere, anche su altri temi differenti da quello inerente alla tossicodipendenza.</p>
<p> </p>
<p>Clizia</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Vi ho scritto ascoltando “I giorni” di Ludovico Einaudi.]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=67</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 10:20:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[3° INCONTRO ALLA PANKA - 05 MARZO 2008
Terzo incontro, stesso pensiero: interessante, istruttivo, a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>3° INCONTRO ALLA PANKA - 05 MARZO 2008</p>
<p>Terzo incontro, stesso pensiero: interessante, istruttivo, amichevole. Stavolta il tutto si è svolto direttamente “a casa”, nella sede ufficiale dell'associazione “I ragazzi della panchina”: siamo stati accolti come dei vecchi amici dai sorrisi degli operatori, che ci hanno dato il benvenuto anche con un piccolo rinfresco. La sede l'ho trovata diversa da come l'avevo immaginata, <!--more-->molto più semplice, con uno stanzone più grande come prima stanza, dove sono stati posti due tavolini, un mobile con una tv, un calcetto e scaffali con tanti libri sopra: come ci hanno detto la maggior parte erano “in giro”, presi da coloro che frequentano la Panka (il nome amichevole dato all'associazione), e per una lettrice come me è stato veramente affascinante notare che questo passatempo veniva proposto alle persone per lasciare questo mondo così difficile, per far viaggiare la mente non con sostanze proibite e pericolose, ma con la semplice forza della fantasia. Successivamente ci hanno mostrato le altre due stanze, più piccole, entrambe con un computer e dei tavolini. Ma quello che mi ha colpito di più sono le pareti: vi erano appese foto, disegni, articoli di giornale, manifesti, come per ricordare che l'associazione non era fatta solo di muri e ideologie, ma anche di avvenimenti,di fatiche e sacrifici, di speranze ma soprattutto di persone, persone che avevano lottato per garantire ad altri un posto sicuro in cui lottare contro il loro male, che gli permettesse di essere compresi e accettati, e quindi di guarire.<br />
Sistemate poi alcune sedie nella stanza più grande, il dottor Zamai ha esordito ponendoci una domanda: “Come vi è sembrato l'incontro dell'altra volta?”; questo cercare di renderci partecipi ci fa sembrare di essere i veri protagonisti, come se vedessero anche loro questa come una prova da superare non per un guadagno scolastico, come nel nostro caso, ma come una possibile crescita, che cercano di trasmettere anche a noi. Purtroppo, un po' per l'imbarazzo, un po' per la delicatezza dell'argomento, tendiamo sempre a rimanere taciturni, come se ogni nostra parola rischiasse di rompere un'atmosfera così rilassata, eppure così fragile.<br />
Il Dottor Zamai ha quindi continuato riassumendoci un po' i punti base dei precedenti incontri, sempre con quel modo che fa trasparire la passione e il fascino che un tale argomento esercita su di lui, che tocca un po' tutti noi. Oltre a lui, a Gigi DalBon, agli operatori e allo stagista che abbiamo conosciuto ai precedenti incontri, erano presenti anche altre persone, e in particolare mi ha colpito una signora, ex insegnante, e anche lei protagonista in primissima persona della crescita di questa struttura: il suo primo approccio con la panchina, ancora prima che essa desse il nome all'iniziativa, è avvenuto grazie a una colomba, portata dalla signora in persona a quei ragazzi seduti che incutevano timore agli altri e dagli altri evitati; spero solo di avere anch'io la possibilità e il coraggio, in futuro, di fare un tale gesto.<br />
Ci hanno poi mostrato una videocassetta che raccontava la storia della Panka, degli incontri e vari tentativi per permettere che essa nascesse, e delle persone che hanno dato il via a tutto questo: trasmetteva la speranza che avevano di guarire ma anche la sgradevole sensazione di un incombente fine, forse data anche dalla consapevolezza che molte delle persone che avevano fornito la propria testimonianza per quel filmato non c'erano più; ma come ha sottolineato Fabrizio, un collaboratore, la loro anima non se n'è andata, è sempre li accanto a loro, per sostenere l'associazione ma soprattutto coloro che si rivolgono ad essa per un aiuto. La parte che più mi ha colpito del filmato è stato l'incontro tra un tossicodipendente e un medico, che sottolineava quanto fosse freddo e, in un certo senso, inutile il semplice approccio medico, inteso come somministrazione giornaliera di medicine: il “malato” entra, il dottore dà la dose di medicina, il malato esce; nulla di più. Ma soprattutto mi ha colpito un gesto in particolare: il dottore apriva la boccetta e ne versava il contenuto nel bicchiere, e subito dopo il malato la riprendeva in mano e la scuoteva per verificare se veramente la medicina era finita; l'ho inteso come una mancanza di fiducia nei confronti dell'altro, come se il medico fosse visto dal paziente come uno che “lo vuole fregare”, e un tale ingrediente quale è la fiducia non dovrebbe mancare in un rapporto così importante, da cui dipende l'uscita di una persona da un tunnel che rischia di essere infinito. Ma si può anche vedere come la nascita di un'altra dipendenza: banditi gli stupefacenti, ora la nuova droga consiste in una boccetta con un liquido che allieva i dolori, che appena ingerita ci fa stare meglio, e non solo fisicamente; e come può essere vista questa, se non come una nuova dipendenza?<br />
Ho scritto ascoltando “I giorni” di Ludovico Einaudi. Per il semplice motivo che mi dona la serenità adatta a scrivere, ma anche perchè ha in un certo senso ricreato l'atmosfera di oggi pomeriggio: la pura sensazione di coinvolgimento, di entrare in una causa non nostra, ma che ci tocca in prima persona; perchè racconta tante storie a noi vicine, a cui le nostre vite o quelle di persone che conosciamo in futuro potrebbero assomigliare, ma che ci danno la testimonianza che, come si è caduti, ci si può anche rialzare, e con l'appoggio di qualcuno che ci sorregge nei nostri primi passi.<br />
Questa canzone trasmette anche tranquillità: la tranquillità che molte persone desiderano, che ricercano nella droga, e che subito dopo non riescono più a trovare; ma anche la tranquillità che si può cercare di riconquistare lottando ogni giorno contro il nostro male; la tranquillità che dovrebbero avere tutti, e che hanno coloro che non ci sono più; quella tranquillità che bisogna cercare e per cui si deve vivere, vivere, vivere. E magari da donare a chi non l'ha più.</p>
<p><strong>Lara</strong></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La mia e la vostra storia]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=66</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 10:15:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Venerdì 7 marzo ’08
Ciao ragazzi!!! Sono Arianna, una ragazza della 4alss. Volevo esprimervi un p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 7 marzo ’08</p>
<p>Ciao ragazzi!!! Sono Arianna, una ragazza della 4alss. Volevo esprimervi un po’ le mie impressioni per quanto riguarda il nostro ultimo incontro ma, soprattutto proporvi un’idea che c’è venuta proprio sta mattina.<br />
Ho trovato quest’ultimo incontro molto più informale rispetto agli altri e ciò mi ha permesso, ancora di più, di mettermi in un ottica di confronto tra la mia e la vostra storia. La mia curiosità era costantemente attratta da<!--more--> tutti quei frammenti di vita attaccati ai muri. Continuavo a pensare: chi sa quante cose sono successe, chi sa quante parole sono state dette, quanti pensieri…<br />
È stato molto utile anche il filmato. Da piccola passavo spesso davanti all’ospedale e mi ricordo molto bene quelle due panchine rosse. Ero troppo piccola per capire, quindi per me i ragazzi della panchina non erano altro che signori dall’espressione stanca ed annoiata.<br />
Forse l’unica nota negativa di quest’incontro è stato il nostro imbarazzo iniziale che ci ha un po’ impedito di esprimerci a dovere ( anche se secondo me la causa principale è stata il più che abbondante pranzo che c’ha proprio dato il colpo di grazia!!).<br />
Detto questo passo ad illustrarvi l’idea che è nata questa mattina in classe, durante un ora di supplenza. Tutto è nato dal desiderio di volervi regalare qualcosa di nostro, che avesse un significato particolare. Elaborando quest’idea abbiamo pensato ad un lavoro che avrebbe coinvolto sia noi che voi per uno scopo comune. È nata così l’idea di ridipingere una facciata esterna della sede (avevamo pensato alla più rovinata), magari riportando il simbolo che era stato disegnato nel ’96 sul muro dell’ospedale ( il braccio con la scritta). Abbiamo pensato che sarebbe stato un ottimo modo per lavorare tutti insieme e per lasciare un segno del nostro passaggio all’ITACA. Spero che quest’idea vi entusiasmi tanto quanto ha entusiasmato noi.</p>
<p>Saluti<br />
<strong>Arianna</strong></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il silenzio ha regnato durante le due ore]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=65</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 10:12:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;esperienza vissuta martedì 4 marzo ci ha coinvolte un po&#8217; tutte: ognuna ha espresso i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'esperienza vissuta martedì 4 marzo ci ha coinvolte un po' tutte: ognuna ha espresso il proprio parere o le proprie aspettative sull'incontro. E' stato interessante e diverso soprattutto perchè<!--more--> non è stata una lezione frontale o un'esposizione in powerpoint, ma abbiamo parlato più noi studentesse che gli esperti. i commenti del dottore erano proprio appropriati: riuscivano ad esprimere ciò che, chi aveva vissuto l'esperienza e la stava raccontando, non riusciva a dire. è stata un'esperienza che ci ha fatto crescere e ci ha fatto conoscere più a fondo, come è giusto che sia dato che passeremo altri due anni come compagne di classe....Ho notato con grande piacere l'attenzione che abbiamo mantenuto durante l'incontro. Il silenzio ha regnato durante tutte le due ore quasi ininterrottamente, segno che l'esperienza ci interessava e ci ha coinvolte a fondo. Mi auguro di avere un'altra esperienza del genere, anche su altri temi differenti da quello inerente alla tossicodipendenza.</p>
<p><strong>Clizia</strong></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[EDUCAZIONE ALLA SALUTE - Relazione - Liceo Majorana]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=56</link>
<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 16:47:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da diversi anni il nostro liceo si avvale della ormai consolidata collaborazione del dott. Zamai e d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Da diversi anni il nostro liceo si avvale della ormai consolidata collaborazione del dott. Zamai e dei ragazzi della panchina per affrontare e discutere con i nostri ragazzi il grave problema dell’uso di sostanze stupefacenti, fenomeno sempre più diffuso tra i giovani e tra i giovanissimi.<!--more--><br />
Gli interventi rientrano nel più vasto progetto di educazione alla salute ed hanno per obiettivo:<br />
• la prevenzione e la dissuasione dall’uso di tali sostanze -<br />
• l’acquisizione di un comportamento critico e responsabile -<br />
• la conoscenza scientifica degli effetti diretti e collaterali derivanti dall’uso di tali sostanze -<br />
• il rispetto di sé e della propria salute intesa anche come bene sociale -<br />
Gli interventi avvengono in classe e, fatte salve esigenze particolari, si articolano in due incontri della durata di due ore. Le impressioni raccolte dai nostri ragazzi sono state decisamente positive.<br />
L'investimento emotivo e l’impatto con il dramma umano vissuto dai ragazzi della panchina ha inevitabilmente offerto spunti ed occasioni per una riflessione profonda che in alcuni casi si è tradotta in una vera richiesta di aiuto se non per sé, per il proprio conoscente o per l’amico.<br />
La vasta esperienza e la grande professionalità degli esperti si è manifestata nella capacità di porsi in ascolto in modo discreto, nel saper filtrare e rielaborare con i ragazzi i loro racconti di esperienze vissute direttamente o indirettamente.<br />
Le classi coinvolte nel progetto di prevenzione alla tossicodilpendenza sono state le seguenti: 2/\Bs; IV Ag; 2^Ds; V Eg; 3^Bp; 2^Bp –</p>
<p><strong>DOCENTE REFERENTE: ENZA FUCILE</strong><br />
<strong>IL DIRIGENTE SCOLASTICO: PROF S. CHIAROTTO</strong></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Cheese...formaggio!]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/2008/03/30/cheeseformaggio/</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 15:04:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quel giorno mi sono svegliato di mattina presto e ho scrutato il cielo: le nuvole sono unite e sembr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Quel giorno mi sono svegliato di mattina presto e ho scrutato il cielo: le nuvole sono unite e sembrano disegnare nel cielo tante forme di formaggio.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Oggi l'incontro con l'agronomo, un incontro che sarà indimenticabile (anche per il profumino che poi faremo..., perchè il tema di oggi sarà il formaggio.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Come al solito, l'esperto, carico come un mulo (poverino, che faticaccia!), inizia a poggiare le delizie a norma di genuinità sulla nostra tavola di degustatori principianti, le scarta pian pianino e tutti, nessuno escluso, veniamo colti dall'istinto primordiale: strafoghiamoci, senza dar retta al nobile galateo!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Fortuna, però, che esistono le professoresse...<br />
Come faremmo senza di loro?<br />
Senza i loro sguardi persecutori, senza i loro occhi vigili, attenti e senza quel rimprovero che spesso, anzi sempre ci "fa bene"...</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Quindi, prendiamo posto nei nostri banchetti verde pisello, pregustando, con la bava che colava dalla bocca, i vari tipi di formaggio che esamineremo scrupolosamente.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Cominciamo con l'auricchio e, c'era d'aspettarselo, il primo commento sorge spontaneo: "Hmm...buono"!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Dopo un'analisi più accurata, percepiamo il piccante e il suo sapore inconfondibile, ma anche un po' stereotipato, uguale per tutti gli auricchi del mondo, dovuto al fatto che è un prodotto industriale. </span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ci vengono poi distribuiti altri tipi di formaggio: indubbiamente buoni, gustosi, soprattutto il "fromage" stagionato, puzzolente (perchè non ammetterlo?) ma, almeno per me, davvero insuperabile!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Duro, compatto e soprattutto diverso da tutti gli altri, perché lavorato artigianalmente.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">I miei compagni di classe, invece, si sono dimostrati piuttosto disgustati..., non sono riusciti a "digerire", nel vero senso letterale della parola, lo straordinario gusto di quel formaggio...</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Al giorno d'oggi, purtroppo, siamo abituati al prodotto confezionato; di conseguenza, ahimé, ci straniamo nel percepire quel sentore di "particolare" e di "unico" presente solo in alcune specie di alimenti lavorati artigianalmente.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Al termine dell'incontro, ci siamo concessi il saluto d'addio( un addio temporaneo, è chiaro!) e, con bramosia, abbiamo trangugiato le ultime sottili fette di formaggio rimaste, senza lasciarne nemmeno una alla prof.ssa: oh, che guaio!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Come punizione ci attenderà, forse, un' "interrogazione a tappeto”…</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un violoncellista a scuola]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=135</link>
<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 09:25:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Il violoncellista venuto a scuola inizia a suonare ed è come salire sulla macchina del tempo.Comin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;"><a href="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/03/violoncello.jpg" title="Un violoncellista a scuola"><img src="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/03/violoncello.jpg" alt="Un violoncellista a scuola" /></a></span></p>
<p><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Il violoncellista venuto a scuola inizia a suonare ed è come salire sulla macchina del tempo.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Cominciamo il nostro viaggio a ritroso nei secoli passati, per riscoprire antiche melodie ormai dimenticate.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ascoltiamo le note di Bach e ci lasciamo andare nelle danze tipiche della corte di Lorenzo dei Medici.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Balliamo l'allemanda, la moresca e ancora la corrente, pantomima del corteggiamento.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Poi ci fermiamo alla nostra epoca: è ora di riprendere le forze e di apprendere qualcosa sullo strano strumento: il violoncello.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ci colpisce subito il suo aspetto mastodontico, il suo colore marrone e le due "F" ai lati che servono per far fuoriuscire meglio il suono.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">La sua particolare forma - ci ha spiegato il violoncellista- crea un "effetto ridondante", a cui l'ascoltatore non può sottrarsi, perché viene praticamente ipnotizzato.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">E ora via: catapultiamoci nel film Elisa di Rivombrosa!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Quel motivo ammaliante, quell'atmosfera di cuori infranti e di battaglie finite del sangue, ha destato la nostra attenzione.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Siamo rimasti "imbambolati" a sentire e a ricordare.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Nessuno parla, perché in quei momenti nessuno può.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Finita la musica, siamo purtroppo costretti ad atterrare sul mondo reale, ma speriamo, grazie al progetto in atto nella nostra scuola, di rivivere ancora una volta queste magiche sensazioni ed emozioni.</span><span style="color:white;"><font face="Times New Roman"> </font></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alla biblioteca Lucchesiana!]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/2008/03/16/alla-biblioteca-lucchesiana/</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 19:44:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[Entriamo: veniamo accecati dalla meraviglia.
Che grandiosità la biblioteca Lucchesiana: l&#8217;inc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:8.5pt;color:#000066;font-family:Verdana;"><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Entriamo: veniamo accecati dalla meraviglia.<br />
Che grandiosità la biblioteca Lucchesiana: l'inconfondibile profumo dei libri antichi, la particolare atmosfera, l'imponente sala destano lo stupore generale.<br />
E al centro, come se non bastasse, la statua del suo ideatore: monsignor Lucchesi Palli con un'aquila che domina dall'alto l'intera sala.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Veniamo accolti calorosamente dalla dott.sa Principato, che inizia a parlarci del grande vescovo fondatore della Lucchesiana, ma decide poi all'arrivo di Don Giovanni Scordino, direttore della Biblioteca, di affidare a lui il compito di narrare.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Padre Scordino sembra esercitare un potere incantatorio su di noi.<br />
Il prete, dallo spirito giovane e dal racconto incalzante, si presenta in modo ironico e spigliato, forse perché sa che in questo modo ci avrebbe incantato ancora di più: come si può non ascoltarlo con piacere?</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Non ci stanchiamo nel sentirlo parlare del patrimonio di inestimabile valore che la grande biblioteca cela e dell'importanza che i libri hanno per gli uomini.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ci incuriosiscono le sue associazioni d'idee: la biblioteca come una grande vasca dentro cui immergersi, il libro come "chiave della vita" per decifrarne i contenuti.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Padre Scordino ci mostra poi una piccola stanza, dove un tempo erano custodite preziose monete antiche.<br />
Ma ahimé sono state tutte rubate in un continuo ed inarrestabile susseguirsi di vicende poco edificanti che hanno caratterizzato per decenni la storia della colpito la biblioteca.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Io intanto immagino che monsignor Lucchesi Palli sia lì a riscoprire, insieme a noi, tutte le cose che gli sono da sempre appartenute: ci porge la sua preziosa collezione di monete di bronzo, ci sorveglia vigile per paura che "sgraffigniamo" qualcosa e ci ripete di stare attenti alle sagge parole del direttore.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Dopo questa divagazione personale, mi ritrovo dinanzi la dottoressa Butera della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, che ci presenta il libro di cui ci occuperemo e ci illustra le tecniche per restaurare un manoscritto antico.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Anche se sembra un lavoro molto impegnativo, ci ha rassicurato dicendoci che la pratica sarà veramente coinvolgente ed interessante!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Facile intuire che l’esperienza s’è rivelata straordinaria: noi alunni non ci accorgevamo del trascorrere del tempo e solo guardando l'orologio abbiamo capito che s'era fatto tardi e che dovevamo ritornare a scuola…</span><span style="font-size:14pt;color:white;"><font face="Times New Roman"> </font></span> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Liceo Leopardi Majorana,11 marzo 2008]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 15:53:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Liceo Leopardi Majorana,11 marzo 2008
Mi ritrovo a tarda sera a ripensare all’incontro tenuto oggi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Liceo Leopardi Majorana,11 marzo 2008</em></p>
<p>Mi ritrovo a tarda sera a ripensare all’incontro tenuto oggi in classe riguardo al progetto”tossicodipendenze”.<br />
Tengo a sottolineare che mai prima di oggi l’argomento abbia attirato così tanto la mia attenzione da rendermi quasi immobile ad ascoltare per più di un ora e mezza…<br />
<!--more-->Toccante e a mio parere commovente la testimonianza che abbiamo potuto ascoltare dal signor Luigi Dal Bon,che ci ha raccontato con lucidità e trasparenza la sua triste esperienza nel mondo della droga.<br />
Mi ha colpito,lo ammetto!..era la prima volta che sentivo una testimonianza diretta di chi nel”tunnel nero”,come lo definiscono gli adulti,ci era passato. Mi ripetevo costantemente nella testa le parole che venivano dette,a tratti quasi spaventata dalla”nitidezza”con cui venivano pronunciate.<br />
Ho avuto alla fine un senso di stima verso quell’uomo,si quell’uomo che a differenza di altri ha avuto il coraggio di dare una svolta a una vita già stanca e segnata,nonostante la giovane età.<br />
Un senso di stima perché ha saputo reagire,a differenza di mollare,di lasciarsi scivolare la vita dalla mani..perchè per molti è più facile darla vinta a un destino che ha gia segnato la propria vita..perchè molta gente non ha più la convinzione che lottare porta sempre a una meta,negativa o positiva che possa essere.<br />
Oggi questo incontro mi ha fatto ripensare a molte scene di vita quotidiana che vivo ogni giorno.. scendo alla mattina dalla corriera e li trovo sempre lì,ragazzi sui 20 anni,oramai gregge abbandonato al loro destino…<br />
Alle volte provo rabbia..rabbia perché non riescono a capire quello che si stanno facendo,rabbia per dei genitori che”chissa dove sono”,rabbia perché potrebbero essere dei ragazzi diversi..<br />
Alle volte però penso che non è tutto facile come sembra,che chi ha iniziato ad auto-lesionarsi non l’ha fatto perché era un ragazzo felice,che aveva una vita come tutti..<br />
Mi ritrovo molte volte ad allungare loro un semplice soldo,con la speranza che non lo usino per comprarsi la droga..anche se  a volte ho quasi la sensazione di essere loro complici,di allungare il soldo per dirgli”si ,bravo…io ti do i soldi e tu ti droghi”…<br />
Purtroppo noi giovani,io..non ci sappiamo dare una risposta.<br />
Credo sia molto facile parlarne da estranei che da principali protagonisti…ma credo sia altrettanto difficile,soprattutto alla nostra età,capire completamente il senso di tutto questo.<br />
Concludo riportando una frase che ho annotato sul quaderno che mi ha colpito e che penso non dimenticherò facilmente:” Se oggi mi trovassi faccia a faccia col Luigi di 25 anni fa gli direi: "non dare niente per scontato e lasciati sorprendere dalla meravigliosa bellezza della vita, che ha sempre qualcosa in serbo. E ascoltati di più dentro, per sentire di cosa veramente hai bisogno. E non fuggire davanti alle contrarietà, non scappare a rifugiarti in un mondo illusorio".<br />
Una testimonianza a mio parere di grande volontà e immenso impegno.<br />
Spero di ascoltare,magari tra vent’anni un altro libro di un ragazzo che è uscito da questo incubo, di un altro “ragazzo della panchina”..magari di quel ragazzo che ogni giorno,scendendo dalla corriera guardo in faccia sentendomi tanto inutile…</p>
<p>Un grazie dalla ragazza in ultima fila che oggi,forse veramente per la prima volta come vi ha detto, si è sentita trattata da “adulta”.</p>
<p>Elisa</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[al liceo majorana]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/?p=14</link>
<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 10:32:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;esperienza vissuta martedì 4 marzo ci ha coinvolte un po&#8217; tutte: ognuna ha espresso i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'esperienza vissuta martedì 4 marzo ci ha coinvolte un po' tutte: ognuna ha espresso il proprio parere o le proprie aspettative sull'incontro. E' stato interessante e diverso soprattutto perchè non è stata una lezione frontale o un'esposizione in powerpoint, ma abbiamo parlato più noi studentesse che gli esperti. <!--more-->i commenti del dottore erano prorpio appropriati: riuscivano ad esprimere ciò che, chi aveva vissuto l'esperienza e la stava raccontando, non riusciva a dire. è stata un'esperienza che ci ha fatto crescere e ci ha fatto conoscere più a fondo, come è giusto che sia dato che passeremo altri due anni come compagne di classe....Ho notatocon grande piacere l'attenzione che abbiamo mantenuto durante l'incontro. Il silenzio ha regnato durante tutte le due ore quasi ininterrottamente, segno che l'esperienza ci interessava e ci ha coinvolte a fondo. Mi auguro di avere un'altra esperienza del genere, anche su altri temi differenti da quello inerente alla tossicodipendenza.</p>
<p>Clizia</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[volevo esprimervi le mie impressioni]]></title>
<link>http://iragazzidellapanchina.wordpress.com/2008/03/11/volevo-esprimervi-le-mie-impressioni/</link>
<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 15:49:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ciao ragazzi!!! Sono Arianna, una ragazza della 4alss. Volevo esprimervi un po’ le mie impressioni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao ragazzi!!! Sono Arianna, una ragazza della 4alss. Volevo esprimervi un po’ le mie impressioni per quanto riguarda il nostro ultimo incontro ma, soprattutto proporvi un’idea che c’è venuta proprio sta mattina.<!--more--><br />
Ho trovato quest’ultimo incontro molto più informale rispetto agli altri e ciò mi ha permesso, ancora di più, di mettermi in un ottica di confronto tra la mia e la vostra storia. La mia curiosità era costantemente attratta da tutti quei frammenti di vita attaccati ai muri. Continuavo a pensare: chi sa quante cose sono successe, chi sa quante parole sono state dette, quanti pensieri…<br />
È stato molto utile anche il filmato. Da piccola passavo spesso davanti all’ospedale e mi ricordo molto bene quelle due panchine rosse. Ero troppo piccola per capire, quindi per me i ragazzi della panchina non erano altro che signori dall’espressione stanca ed annoiata.<br />
Forse l’unica nota negativa di quest’incontro è stato il nostro imbarazzo iniziale che ci ha un po’ impedito di esprimerci a dovere ( anche se secondo me la causa principale è stata il più che abbondante pranzo che c’ha proprio dato il colpo di grazia!!).<br />
Detto questo passo ad illustrarvi l’idea che è nata questa mattina in classe, durante un ora di supplenza. Tutto è nato dal desiderio di volervi regalare qualcosa di nostro, che avesse un significato particolare. Elaborando quest’idea abbiamo pensato ad un lavoro che avrebbe coinvolto sia noi che voi per uno scopo comune. È nata così l’idea di ridipingere una facciata esterna della sede (avevamo pensato alla più rovinata), magari riportando il simbolo che era stato disegnato nel ’96 sul muro dell’ospedale ( il braccio con la scritta). Abbiamo pensato che sarebbe stato un ottimo modo per lavorare tutti insieme e per lasciare un segno del nostro passaggio all’ITACA. Spero che quest’idea vi entusiasmi tanto quanto ha entusiasmato noi.</p>
<p>Saluti<br />
Arianna</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[3° incontro alla panka- 5 marzo 2008]]></title>
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<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 15:47:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreapicco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Terzo incontro, stesso pensiero: interessante, istruttivo, amichevole. Stavolta il tutto si è svolt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Terzo incontro, stesso pensiero: interessante, istruttivo, amichevole. Stavolta il tutto si è svolto direttamente “a casa”, nella sede ufficiale dell'associazione “I ragazzi della panchina”: siamo stati accolti come dei vecchi amici dai sorrisi degli operatori, che ci hanno dato il benvenuto anche con un piccolo rinfresco.<!--more-->La sede l'ho trovata diversa da come l'avevo immaginata, molto più semplice, con uno stanzone più grande come prima stanza, dove sono stati posti due tavolini, un mobile con una tv, un calcetto e scaffali con tanti libri sopra: come ci hanno detto la maggior parte erano “in giro”, presi da coloro che frequentano la Panka (il nome amichevole dato all'associazione), e per una lettrice come me è stato veramente affascinante notare che questo passatempo veniva proposto alle persone per lasciare questo mondo così difficile, per far viaggiare la mente non con sostanze proibite e pericolose, ma con la semplice forza della fantasia. Successivamente ci hanno mostrato le altre due stanze, più piccole, entrambe con un computer e dei tavolini. Ma quello che mi ha colpito di più sono le pareti: vi erano appese foto, disegni, articoli di giornale, manifesti, come per ricordare che l'associazione non era fatta solo di muri e ideologie, ma anche di avvenimenti,di fatiche e sacrifici, di speranze ma soprattutto di persone, persone che avevano lottato per garantire ad altri un posto sicuro in cui lottare contro il loro male, che gli permettesse di essere compresi e accettati, e quindi di guarire.<br />
Sistemate poi alcune sedie nella stanza più grande, il dottor Zamai ha esordito ponendoci una domanda: “Come vi è sembrato l'incontro dell'altra volta?”; questo cercare di renderci partecipi ci fa sembrare di essere i veri protagonisti, come se vedessero anche loro questa come una prova da superare non per un guadagno scolastico, come nel nostro caso, ma come una possibile crescita, che cercano di trasmettere anche a noi. Purtroppo, un po' per l'imbarazzo, un po' per la delicatezza dell'argomento, tendiamo sempre a rimanere taciturni, come se ogni nostra parola rischiasse di rompere un'atmosfera così rilassata, eppure così fragile.<br />
Il Dottor Zamai ha quindi continuato riassumendoci un po' i punti base dei precedenti incontri, sempre con quel modo che fa trasparire la passione e il fascino che un tale argomento esercita su di lui, che tocca un po' tutti noi. Oltre a lui, a Gigi DalBon, agli operatori e allo stagista che abbiamo conosciuto ai precedenti incontri, erano presenti anche altre persone, e in particolare mi ha colpito una signora, ex insegnante, e anche lei protagonista in primissima persona della crescita di questa struttura: il suo primo approccio con la panchina, ancora prima che essa desse il nome all'iniziativa, è avvenuto grazie a una colomba, portata dalla signora in persona a quei ragazzi seduti che incutevano timore agli altri e dagli altri evitati; spero solo di avere anch'io la possibilità e il coraggio, in futuro, di fare un tale gesto.<br />
Ci hanno poi mostrato una videocassetta che raccontava la storia della Panka, degli incontri e vari tentativi per permettere che essa nascesse, e delle persone che hanno dato il via a tutto questo: trasmetteva la speranza che avevano di guarire ma anche la sgradevole sensazione di un incombente fine, forse data anche dalla consapevolezza che molte delle persone che avevano fornito la propria testimonianza per quel filmato non c'erano più; ma come ha sottolineato Fabrizio, un collaboratore, la loro anima non se n'è andata, è sempre li accanto a loro, per sostenere l'associazione ma soprattutto coloro che si rivolgono ad essa per un aiuto. La parte che più mi ha colpito del filmato è stato l'incontro tra un tossicodipendente e un medico, che sottolineava quanto fosse freddo e, in un certo senso, inutile il semplice approccio medico, inteso come somministrazione giornaliera di medicine: il “malato” entra, il dottore dà la dose di medicina, il malato esce; nulla di più. Ma soprattutto mi ha colpito un gesto in particolare: il dottore apriva la boccetta e ne versava il contenuto nel bicchiere, e subito dopo il malato la riprendeva in mano e la scuoteva per verificare se veramente la medicina era finita; l'ho inteso come una mancanza di fiducia nei confronti dell'altro, come se il medico fosse visto dal paziente come uno che “lo vuole fregare”, e un tale ingrediente quale è la fiducia non dovrebbe mancare in un rapporto così importante, da cui dipende l'uscita di una persona da un tunnel che rischia di essere infinito. Ma si può anche vedere come la nascita di un'altra dipendenza: banditi gli stupefacenti, ora la nuova droga consiste in una boccetta con un liquido che allieva i dolori, che appena ingerita ci fa stare meglio, e non solo fisicamente; e come può essere vista questa, se non come una nuova dipendenza?<br />
Ho scritto ascoltando “I giorni” di Ludovico Einaudi. Per il semplice motivo che mi dona la serenità adatta a scrivere, ma anche perchè ha in un certo senso ricreato l'atmosfera di oggi pomeriggio: la pura sensazione di coinvolgimento, di entrare in una causa non nostra, ma che ci tocca in prima persona; perchè racconta tante storie a noi vicine, a cui le nostre vite o quelle di persone che conosciamo in futuro potrebbero assomigliare, ma che ci danno la testimonianza che, come si è caduti, ci si può anche rialzare, e con l'appoggio di qualcuno che ci sorregge nei nostri primi passi.<br />
Questa canzone trasmette anche tranquillità: la tranquillità che molte persone desiderano, che ricercano nella droga, e che subito dopo non riescono più a trovare; ma anche la tranquillità che si può cercare di riconquistare lottando ogni giorno contro il nostro male; la tranquillità che dovrebbero avere tutti, e che hanno coloro che non ci sono più; quella tranquillità che bisogna cercare e per cui si deve vivere, vivere, vivere. E magari da donare a chi non l'ha più.</p>
<p>Lara</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Cerealicolando"...]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=127</link>
<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 13:44:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Lunedì: al mattino una ricca colazione e poi subito a scuola.Ma sapevo anche che in biblioteca ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;"><a href="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/03/agronomo.jpg" title="“Cerealicolando”…"><img src="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/03/agronomo.jpg" alt="“Cerealicolando”…" /></a></span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;"></span></p>
<p><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Lunedì: al mattino una ricca colazione e poi subito a scuola.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ma sapevo anche che in biblioteca ci sarebbe stata un'altra interessante lezione nell'ambito del corso di educazione agro-alimentare.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ho lasciato, dunque, che le prime ore di scuola trascorressero lente, aspettando d'incontrare... ce l'avevo proprio sulla punta della lingua: "Agro..." e, poi, ho trovato: &#60;strong&#62;"Agronomo"! </span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Con lui abbiamo passato un'ora alla scoperta dei diversi tipi di cereali, delle varie tecniche di coltivazione, delle varietà colturali.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ma, durante le esaurienti spiegazioni, qualcuno ha cominciato a sbadigliare, contagiando così l'intera classe...</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">"Cerealicolando", però, abbiamo scoperto cose che non conoscevamo, ammaliati dalla pacata voce del dottor Balzani.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Cereale - ha evidenziato l'esperto - per i nostri bisnonni, era sinonimo di "lavoro", di "pane", di miseria sì, ma anche di qualcosa che avrebbe consentito loro di sopravvivere decentemente!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Dinanzi alle sue parole siamo rimasti tutti a riflettere: in effetti per noi adesso il pane, la pasta sono alimenti che caratterizzano la nostra quotidianità; nessuno pensa che possano venire a mancare, tant'è che oggi nessuno "bacia", come si faceva un tempo, il pezzetto di pane caduto a terra. </span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Stavamo pensando a tutto ciò, quando "driiin-driiinnn"!!!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">L'avevamo riconosciuto, quello era il suono della nostra adoratissima campanella: ricreazione!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Con un tumulto di grida gioiose, ci siamo volatilizzati tra i corridoi della scuola, salutando l'agronomo con l'augurio di rivederci la prossima settimana e pronti a divorare il buonissimo panino che ci attendeva.</span></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Poliorama pittoresco]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=114</link>
<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 13:59:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Una mattina col sole vivo che spicca lucente nel cielo terso. Si prospetta una giornata fantastica,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;"><a href="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/02/fanciulla-con-colomba.jpg" title="Poliorama pittoresco"><img src="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/02/fanciulla-con-colomba.jpg" alt="Poliorama pittoresco" /></a></span></b></p>
<p><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Una mattina col sole vivo che spicca lucente nel cielo terso. </span></b><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Si prospetta una giornata fantastica, "condita" magari da qualche esperienza scolastica particolare, un'uscita, un'uscita sarebbe davvero perfetta, proprio quello che ci vuole per rompere la monotonia quotidiana.</span></b><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Oggi mi sono proprio divertito(e anche un pò riposato dopo un'intensa settimana di studi) girovagando fra i quadri, i dipinti e gli affreschi dell'ancora poco famosa galleria d'arte di </span></b><strong><span style="font-weight:normal;font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Piazza San Francesco</span></strong><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">, dove sono esposte temporaneamente alcune delle più importanti opere degli artisti agrigentini dell'Ottocento.</span></b><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Non tutti, però, <span> </span>sembravamo veramente interessati alle spiegazioni del prof. e cercavamo disperatamente(io per primo) un posto a sedere <span>     </span>(sapete, con l'avanzare dell'età, ci si stanca facilmente!)</span></b><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ahimé, nessuno pareva avesse l'energia di seguire a piè veloce, in lungo in largo, l'insegnante che ci richiamava continuamente nel disperato tentativo di farci entrare nell'ottica del dipinto, esplorandolo e catturandone gli aspetti focali.</span></b><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">I piccoli artisti della nostra classe lo facevano con passione, ma molti chiacchieravano o si schernivano simpaticamente a vicenda, suscitando l'immancabile ira del professore che penso sia tornato a casa senza un fil di voce.</span></b><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Eh io, io cosa facevo? Tentavo di convincere il prof. a farmi "immortalare" un momento di festa della breve gita, ma mi ha concesso soltanto uno scatto, che non è poi venuto un granché.</span></b><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ma comunque, giornata noiosa o divertente che sia stata, la bellezza del "Poliorama pittoresco" è riuscita ad ammaliare noi giovani poco sensibili all’antico pensiero artistico. Chissà, magari qualcuno, stimolato da quest'esperienza, deciderà in futuro di diventare pittore o meglio ancora scultore.</span></b></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[PON: finanziamo le eccellenze!]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=106</link>
<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 19:12:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Articolo-podcast: http://www.smspirandag.it/wp_redazione/wp-content/uploads/2008/03/luigi_pon.mp3
N]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;"><a href="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/02/scuola1.jpg" title="finanziamo le eccellenze!"><img src="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/02/scuola1.jpg" alt="finanziamo le eccellenze!" /></a></span></p>
<p><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Articolo-podcast: <a href="http://www.smspirandag.it/wp_redazione/wp-content/uploads/2008/03/luigi_pon.mp3">http://www.smspirandag.it/wp_redazione/wp-content/uploads/2008/03/luigi_pon.mp3</a></span></p>
<p><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Nel pomeriggio la noia sta forse lentamente prendendo il sopravvento su di voi cari amici e compagni di scuola della Pirandello?<br />
E, per caso, state stravaccati sul divano pensando, magari, "Che fare"?</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Allora, non esitate a partecipare ai <strong><span style="font-family:Verdana;">PON</span></strong>, nuovi corsi per le eccellenze di matematica, italiano e inglese, perché col PON potrete migliorare e ampliare le vostre conoscenze in tutti i campi, guadagnando punti a vostro favore con le insegnanti.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Sicuramente, queste nuove attività, saranno molto stimolanti da tutti i punti di vista: potremmo infatti lavorare in gruppo e approfondire diverse tematiche, coniugando lo studio al divertimento. </span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Una volta la settimana ci incontreremo a scuola per tentare di acquisire tutte quelle competenze che ci renderanno più accessibile la scuola superiore e ci spianeranno la strada verso un futuro brillante (almeno così speriamo...).</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Geni, forse no, ma "laureati analfabeti" (come ci parla la cronaca nazionale) neanche!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Io ho deciso, senza esitazioni, di cimentarmi nell'italiano e spero che la mia domanda venga accettata, perchè ci terrei davvero tanto a migliorare.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Ehi, siete ancora in tempo per iscrivervi!<br />
Non si sa mai...</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Potreste esserci anche voi...</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Che la nostra emozionante avventura scolastica cominci!<br />
Non vedo l'ora di confrontarmi con i miei compagni di corso: gli "Eccellenti"!</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aiuto, aiuto! Chiamate il pronto soccorso!]]></title>
<link>http://luigi237.wordpress.com/?p=96</link>
<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 09:39:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>luigi237</dc:creator>
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<description><![CDATA[
-Pronto, parlo col 118?
Sono qui, al Lungo Mare, vicino al Caffè Sport, in compagnia di un infortu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin:0 0 12pt;" class="MsoNormal"><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;"><a href="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/02/soccorso1.gif" title="Aiuto, aiuto! Chiamate il pronto soccorso!"><img width="429" src="http://luigi237.wordpress.com/files/2008/02/soccorso1.gif" alt="Aiuto, aiuto! Chiamate il pronto soccorso!" height="211" style="width:331px;height:166px;" /></a></span></p>
<p><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">-Pronto, parlo col </span><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">118?</span></b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;"><br />
Sono qui, al Lungo Mare, vicino al Caffè Sport, in compagnia di un infortunato caduto dalla bici.<br />
Presto inviate un'ambulanza!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">-E'ferito gravemente?</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">-No, a prima vista, sembrerebbe una frattura, ma non sono un esperto in medicina.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">-D'accordo arriviamo subito.<br />
Intanto lo rassicuri.<br />
Arrivederci!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Come avrete capito, basta una sola telefonata al </span><b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">pronto soccorso</span></b><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;"> per salvare una vita umana. </span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">E questo c'è rimasto ben impresso da quando, qualche giorno fa, in biblioteca, s'è tenuto un incontro con la dott.ssa Celauro e una sua assistente, le quali ci hanno parlato delle tecniche per soccorrere un infortunato.</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Io, probabilmente, non me la sentirei di prendermi eventuali responsabilità nei confronti del povero malcapitato ma guai se agissi con indifferenza!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Il mancato soccorso, come ci hanno ricordato le due dottoresse, è severamente punito dalla legge!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Oh, che botta...<br />
Mi sento girar la testa...<br />
Aiutatemi, chiamate un'ambulanza!</span><span style="font-size:8.5pt;color:white;font-family:Verdana;">Adesso il pronto soccorso dovrà salvare me...Oh Dio!<br />
E ora che mi succederà?</span></p>
]]></content:encoded>
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