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	<title>agenzie-entrate &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "agenzie-entrate"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 06:16:40 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Redditi Online. No del garante: "illegittima diffusione"]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=438</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 17:33:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
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<description><![CDATA[Devo dire che sono pienamente d&#8217;accordo con la decisione del Garante, soprattutto nella parte ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#000080;">Devo dire che sono pienamente d'accordo con la decisione del Garante, soprattutto nella parte evidenziata in rosso. Pubblicare Online non era impossibile, bastava mettere dei filtri tipo casella mail-nomecognome-codice fiscale del richiedente. Non si possono lasciare online i dati alla mercè di tutti, malintenzionati compresi. La caccia alla evasione la si deve fare con il pool creato da Visco, che fa controlli incrociati, con una maggiore tracciabilità delle transazioni, con pene severe per gli evasori, evitando i condoni etc. Ribadisco che decisioni come quelle prese dell'ex viceministro appaiono come una "vendetta" verso alcune persone e danneggiano e non poco la coalizione alla quale egli stesso appartiene.</span></h3>
<p> </p>
<h3>IL CASO/ l'agenzia delle entrate nel mirino dell'Authority</h3>
<h1>«Illegittima diffusione online dei redditi»</h1>
<h2>Il Garante per la privacy: «Lo stop è definitivo». La Procura di Roma acquisirà presto la risoluzione</h2>
<div class="spalla right">
<ul class="notizie-correlate"></ul>
</div>
<p><strong>ROMA</strong> - <strong>L'iniziativa della Agenzia delle Entrate di pubblicare online gli elenchi dei contribuenti è «illegittima». È quanto ha stabilito il Garante per la provacyu in merito alla diffusione online delle dichiarazioni dei contribuenti relative al 2005</strong>. «La modalità utilizzata dall'Agenzia è illegittima» spiega il Garante perché «la decisione dell'Agenzia contrasta con la normativa in materia». L'Autorità Garante per la privacy ha concluso così l'istruttoria avviata sulla diffusione, tramite il sito web dell'Agenzia, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi degli italiani.</p>
<p><strong>STOP DEFINITIVO</strong> - «Il Collegio (composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato), nel ribadire quanto già sostenuto nel provvedimento con il quale aveva immediatamente invitato a sospendere la pubblicazione online, - continua il Garante - ha stabilito che la modalità utilizzata dall'Agenzia è illegittima. L'Agenzia delle entrate dovrà quindi far cessare definitivamente l'indiscriminata consultabilità, tramite il sito, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi per l'anno 2005».</p>
<p><strong>«INIZIATIVA IN CONTRASTO CON LA NORMATIVA» </strong>- La decisione dell'Agenzia secondo il Garante contrasta con la normativa in materia dei dati personali. «In primo luogo - spiega l'Autorità - perchè il Dpr n.600/1973 stabilisce che al direttore dell'Agenzia delle entrate spetta solo il compito di fissare annualmente le modalità di formazione degli elenchi delle dichiarazioni dei redditi, non le modalità della loro pubblicazione, che rimangono prerogativa del legislatore. Attualmente - sottolinea il Garante -, per le dichiarazioni ai fini dell'imposta sui redditi, la legge prevede unicamente la distribuzione degli elenchi ai soli uffici territoriali dell'Agenzia e la loro trasmissione ai soli comuni interessati e sempre con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali».</p>
<p><strong>«SENZA "FILTRI"» </strong>- «L'inserimento dei dati in Internet, inoltre, appare di per sè non proporzionato rispetto alla finalità della conoscibilità di questi dati. <strong><span style="color:#ff0000;">L'uso di uno strumento come Internet rende indispensabili rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L'immissione in Rete generalizzata e non protetta dei dati di tutti i contribuenti italiani (non sono stati previsti "filtri" per la consultazione online) da parte dell'Agenzia delle Entrate ha comportato una serie di conseguenze: la centralizzazione della consultazione a livello nazionale ha consentito, in poche ore, a numerosissimi utenti, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia, di formare archivi, modificare ed elaborare i dati stessi, di creare liste di profilazione e immettere ulteriormente dati in circolazione, ponendo a rischio la loro stessa esattezza. Tale modalità ha, inoltre, dilatato senza limiti il periodo di conoscibilità di dati che la legge stabilisce invece in un anno. L'Autorità ha poi rilevato che non è stato chiesto al Garante il parere preventivo prescritto per legge».</span></strong></p>
<p><strong>«CONSEGUENZE DI CARATTERE CIVILE E PENALE»</strong> - L'ulteriore diffusione online delle dichiarazioni dei redditi «può esporre a conseguenze di carattere civile e penale». Il Garante della privacy dunque, dopo aver stabilito «illegittima» la modalità di diffusione dei redditi da parte dell'Agenzia delle Entrate, avvisa che dovrà essere bloccata la diffusione su tutta la rete Internet. Secondo l'Autorità, «va ritenuta illecita anche l'eventuale ulteriore diffusione dei dati dei contribuenti da parte di chiunque li abbia acquisiti, anche indirettamente, dal sito Web dell'Agenzia».</p>
<p><strong>MEDIA</strong> - Tra le altre cose l'Autorità stabilisce che i mezzi d’informazione potranno rendere noti i dati dei contribuenti che, per il ruolo svolto, sono di sicuro interesse pubblico, a patto che le informazioni vengano reperite secondo la legge, cioè presso i Comuni.</p>
<p><strong>PM ROMA ACUISIRA' RISOPLUZIONE DEL GARANTE </strong>- La Procura di Roma intanto fa sapere che acquisirà presto la risoluzione del Garante della privacy. Gli inquirenti potrebbero entro breve procedere all’iscrizione sul registro degli indagati della persona o delle persone che hanno dato il via libera all’immissione on-line. Dopo questo passaggio il pm Francesco Polino ed il procuratore aggiunto Franco Ionta, che hanno ipotizzato sinora il reato di violazione della privacy, potrebbero avviare l'attività istruttoria con la convocazione di chi è parte in causa. Lunedì la polizia postale aveva trasmesso un primo rapporto sulla questione.</p>
<p> </p>
<p class="footnotes">
<strong><span style="color:#cc2026;">06 maggio 2008</span></strong></p>
<p class="footnotes"><a href="http://www.corriere.it/economia/08_maggio_06/garante_redditi_privacy_stop_23242e70-1b70-11dd-98ce-00144f486ba6.shtml">http://www.corriere.it/economia/08_maggio_06/garante_redditi_privacy_stop_23242e70-1b70-11dd-98ce-00144f486ba6.shtml</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Redditi on line, il Codacons preme,"Risarcimento da 20 miliardi"]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=436</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 22:41:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
<guid>http://candidonews.wordpress.com/?p=436</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;associazione chiede 520 euro per ogni contribuente italiano
Richiesto anche anche l&#8217;os]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'associazione chiede 520 euro per ogni contribuente italiano<br />
Richiesto anche anche l'oscuramento dei siti che pubblicano i redditi</p>
<p><!-- fine OCCHIELLO --></p>
<h1 style="text-align:center;"><!-- inizio TITOLO --><strong>Redditi on line, il Codacons preme<br />
"Risarcimento da 20 miliardi"</strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<div class="fotosxb"><!-- inizio FOTO1 --><!-- fine FOTO1 --><img src="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/codacons/lapr_12837537_33350.jpg" alt="" width="230" height="170" /> <!-- inizio DIDA -->Il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco<!-- fine DIDA --></p>
</div>
<p><!-- inizio TESTO --><br />
<strong>ROMA</strong> - Venti miliardi di euro, e cioè 520 euro per ciascuno dei 38 milioni di contribuenti italiani. E' questa la cifra record chiesta dal Codacons, insieme con l'Associazione Utenti Servizi Finanziari, come risarcimento per la <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/procura-inchiesta/procura-inchiesta.html"><span style="text-decoration:underline;">pubblicazione</span></a> delle dichiarazioni dei redditi da parte dell'Agenzia delle Entrate. L'associazione, che si è costituita parte offesa, chiede anche il sequestro degli elenchi, da chiunque siano detenuti.</p>
<p>La richiesta è stata presentata al Pm di Roma che ha <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/procura-inchiesta/procura-inchiesta.html"><span style="text-decoration:underline;">aperto un'indagine</span></a> sulla vicenda. Una copia della denuncia è stata presentata anche sulla scrivania della polizia postale e del Garante della Privacy che potranno quindi agire anche autonomamente.</p>
<p>Il Codacons, che venerdì <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/polemiche-redditi/polemiche-redditi.html"><span style="text-decoration:underline;">ha denunciato il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco</span></a> presso 104 Procure della Repubblica italiane per violazione della legge sulla privacy, sostiene che "chi vuole mettere il naso negli affari altrui deve avere un interesse qualificato e concreto, come stabilisce l'art. 25 della legge 241/90, e deve in ogni caso lasciare traccia della sua domanda di accesso e del suo interesse".</p>
<p>Secondo il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi, "è da escludere la possibilità di pubblicare tutte le denunce dei redditi su internet in modo generalizzato, e ciò innanzitutto perché tale pubblicazione non garantisce più né sui soggetti che ne vengono in possesso, né sul rispetto dei limiti temporali della pubblicità degli atti".</p>
<p><!--inserto--></p>
<div class="ad-box"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --></div>
<p><!--/inserto--><br />
Tra le richieste del Codacons anche un intervento immediato nei confronti dei <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/dati-in-rete/dati-in-rete.html"><span style="text-decoration:underline;">siti web</span></a> che continuano a pubblicare le dichiarazioni dei redditi degli italiani. Nella istanza - fa sapere l'associazione - si chiede il sequestro degli elenchi, da chiunque detenuti, anche attraverso l'oscuramento dei siti che ancora lo offrono in visione gratuita o a pagamento.</p>
<p><!-- fine TESTO -->(<em><!-- inizio DATA -->4 maggio 2008 <!-- fine DATA --></em>)</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/codacons/codacons.html">http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/codacons/codacons.html</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Redditi on line, curiosità morbosa?]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=431</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 13:08:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
<guid>http://candidonews.wordpress.com/?p=431</guid>
<description><![CDATA[In questo momento, tra le 10 notizie piu lette della catena wordpress italia ben 6 sono relative all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://notizie.interfree.it/adnkronos/img/2008/05/ADN20080502130309_file/redditi730--268x201.jpg" alt="" width="268" height="201" />In questo momento, tra le 10 notizie piu lette della catena wordpress italia ben 6 sono relative alla polemica sui redditi online. Se guardiamo al totale degli articoli postati nel MONDO per Wordpress.com notiamo che ben 4 articoli su 100 sono relativi a questa notizia (al 12esimo posto, al 35esimo posto e cosi via). Su </strong><a href="http://mamozzo.wordpress.com/2008/05/03/redditi-pubblici-un-popolo-di-santi-di-poeti-curiosi-e-navigatori/"><strong><span style="color:#0000ff;">mamozzo'sblog</span></strong></a><strong><span style="color:#0000ff;"> </span>si legge addirittura che, cliccando su E-Mule la parola "redditi":</strong></p>
<p><em>....troverete all’orario attuale più di 30000 file condivisi del tipo :</em></p>
<p><em>Raccolta redditi 2005 - Tutta Italia - Agenzia entrate - 20080501 - rev.00.rar<br />
Dichiarazione Redditi agenzia Entrate Roma FULL.rar<br />
Dichiarazione redditi 2005.txt<br />
Agenzia entrate redditi contribuenti.zip</em></p>
<p><em>Un numero di file impressionante, con una crescita continua; appena stamane erano meno di un decimo che adesso. Per dare un’idea, nemmeno canzoni come “imagine” o i film più celebri o i videogiochi piu ricercati si sono diffusi fino a questo punto anche dopo anni</em></p>
<p><strong>Eccolo qui il paese di poeti, navigatori, santi e pettegoli. Ed io che ancora non ho neanche provato a cliccare sul sito della Agenzia delle entrate sono fuori dal mondo?</strong></p>
<p><strong>Forse si, ma tanto ora i miei vicini sanno quanto guadagno e quindi è tutto piu giusto no? </strong></p>
<p><strong>PS: <span style="color:#ff0000;">tanto per togliervi la curiosità il mio reddito si aggira attorno ai mille euro mensili. Sono un paperone! anzi forse un paperino.</span></strong>..:D</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Redditi sul Web: pericolo o diritto?]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=399</link>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 18:38:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
<guid>http://candidonews.wordpress.com/?p=399</guid>
<description><![CDATA[da quel che ho capito:
1. E&#8217; una legge del 1973 che prevede la pubblicazione annuale di alcuni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><strong><span style="color:#000080;">da quel che ho capito:</span></strong></div>
<div><strong><span style="color:#000080;">1. E' una legge del 1973 che prevede la pubblicazione annuale di alcuni redditi (per sorteggio) e non di tutti quanti.<br />
2. Già oggi si possono avere i redditi di tutti, ma per far questo si deve andare al comune e fare una regolare domanda, esporsi in prima persona quindi, cose che scoraggiano i malintenzionati o gli "Impiccioni" e soprattutto non sono conosciute da tutti (piccola criminalità compresa)<br />
3. Con la decisione presa oggi, aldilà del danno alle singole persone sulla privacy, le grandi aziende potrebbero utilizzare questi dati per creare delle statistiche ed aprire negozi maggiormente in zone a reddito medio alto abbandonando le zone depresse ed acuendo quindi una disparità sociale già forte.<br />
4. Per non parlare delle vecchiette, dei disabili, dei malati, che ora potrebbero essere vittime di piccoli criminali senza scrupoli o imbroglioni pronti a bussare alla porta per fregarli.</span></strong></div>
<p><strong><span style="color:#000080;"> </p>
<p></span></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Provvedimenti come questi oltre a sbugiardare gli evasori vanno anche a danno dei piu deboli, che non necessariamente sono i piu poveri. L'acuirsi di una lotta di classe tra ricchi e poveri non mi pare un buon viatico per una convivenza civile degna di questo nome. Ci sono tantissimi modi per rintracciare gli evasori, c'è anche un numero di telefono per eventuali segnalazioni. Dare il reddito a portata di clic in un paese come questo fatto di guardoni, impiccioni e furbi.. è un errore. La mafia non è l'unico "ente" criminale presente in italia, ci sono tanti "liberi professionisti" del crimine, anche improvvisati, e questo provvedimento da loro una mano a reperire vittime</strong>.</span></p>
<p><strong><span style="color:#0000ff;">In fondo a questo articolo, ve ne è un altro in cui si parla delle norme presenti in altri paesi del mondo. In quei paesi la lotta alla evasione è molto forte, viene però attuata in altro modo evidentemente e non mettendo di pubblico dominio i dati di tutti. Imitiamo i sistemi fiscali e di controllo di questi paesi, evitiamo scelte populiste e socialmente pericolose.</span></strong></p>
<h1>I redditi degli italiani su Internet<br />
poi arriva lo stop del Garante</h1>
<h2>L'Agenzia delle Entrate rende consultabili da chiunque<br />
le dichiarazioni. Poche ore dopo la sospensione</h2>
<p><span style="font-weight:bold;">MILANO</span> - Il passaparola è stato fulmineo. Dopo poche ore infatti il sito era già intasato. Del resto l'occasione era ghiotta: poter scoprire con un clic quanto guadagna (o meglio guadagnava, visto che i dati sono relativi al 2005) il vicino di casa o il collega d'ufficio. O qualche personaggio celebre per gli amanti del gossip.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">COME ACCEDERE AI DATI</span> - L'Agenzia delle Entrate (come anticipato dal quotidiano «Italia Oggi») ha reso disponibili sul Web, per la prima volta nel nostro Paese, i redditi dichiarati da tutti i cittadini italiani nel 2006. Tutto in Rete, anche se in realtà solo per poche ore. Bastava cliccare su <a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#565656;">www.agenziaentrate.gov.it,</span></span></a> poi dalla home page cliccare sul link "Uffici", quindi su «elenco uffici», da qui su «elenchi nominativi dei contribuenti» e infine su «consultazioni elenchi dichiarazioni». A questo punto si cliccava sulla Regione della persona che si stava cercando, sulla provincia e sul comune e dopo aver inserito un codice di sicurezza presente sulla pagina stessa, scaricare il file di testo (<a href="pr4('/Corriere%20della%20Sera/Primo_Piano/Economia/2008/04_Aprile/30/pop_schermate_redditi.xml',450,500)"><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#565656;">guarda le schermate del sito</span></span></a>). Il provvedimento porta la firma di Massimo Romano, direttore dell'Agenzia delle Entrate. Già nel '99, come direttore generale del dipartimento, Romano aveva emanato un provvedimento analogo per attuare la norma di «trasparenza»: si era così tornati a pubblicare gli elenchi dei contribuenti, ma attraverso l'invio agli uffici territoriali del fisco e alle amministrazioni comunali. Romano è stato il primo direttore dell'Agenzia, dal 2001. Durante il precedente governo Berlusconi era stato sostituito da Raffaele Ferrara, ma nel 2006 è tornato a guidare gli stessi uffici, richiamato proprio da Visco.</p>
<p><strong>LO STOP DEL GARANTE</strong> - Fin dalla mattina, però, il sito dell'Agenzia delle Entrate è risultato inaccessibile a causa dei troppi contatti. E successivamente è arrivato anche lo stop del Garante della privacy, che ha «deciso di chiedere formalmente e con urgenza ulteriori delucidazioni all'Agenzia delle Entrate e l'ha invitata a sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet». In serata Francesco Pizzetti, che presiede l'Autorità di garanzia, ha detto al Tg4 che si è trattato di una decisione «priva di una base normativa adeguata: di qui il provvedimento di blocco e la richiesta di spiegazioni al'Agenzia». Il Garante, ha sottolineato Pizzetti, non è in linea di principio contrario alla trasparenza dei redditi: «Una forma di conoscibilità e trasparenza è garantita da anni e anni, attraverso i Comuni e l'Agenzia delle Entrate. Ma è completamente diverso pubblicare i dati in Internet, mettendoli così in condizione di essere consultati in ogni parte del mondo, di finire nei motori di ricerca, di rimanere in Rete per un periodo che nessuno è in grado di controllare, laddove la legge prevede al massimo un anno».</p>
<p><span style="font-weight:bold;">VIP </span>- Attraverso la pubblicazione su Internet, infatti, era possibile conoscere una serie di dati importanti: la categoria prevalente di reddito, l'ammontare del reddito imponibile, l'imposta netta e (per chi ce l'ha) l'ammontare del reddito d'impresa. Come rivelato sempre da «Italia oggi», ad esempio, nel 2005 un industriale come Luciano Benetton dichiarava un reddito imponibile di 1.635.722 euro, contro i 4.272.591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più celebre Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una celebre attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro decisamente inferiore ai 1.824.084 euro di una comica tv, allora più di nicchia, come Luciana Litizzetto.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">VISCO: «FATTO DI DEMOCRAZIA»</span> - Dopo le prime critiche all'iniziativa, è stato lo stesso viceministro all'Economia, Vincenzo Visco, a dichiarare che si tratta di «un fatto di trasparenza, di democrazia». «Non vedo problemi - ha aggiunto - c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano. Era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi».</p>
<p><span style="font-weight:bold;">LA REPLICA DEL GARANTE DELLA PRIVACY</span> - Poco dopo è però arrivata la prima sconfessione del Garante: «L'iniziativa dell'Agenzia delle entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della privacy». Per questo la stessa Authority, nel tardo pomeriggio, ha chiesto la «sospensione» del servizio. Richiesta accolta dall'Agenzia delle Entrate, che in una nota assicura: «Forniremo tutte le delucidazioni». E Visco, in serata: «Abbiamo dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorità Garante della Privacy».</p>
<p><span style="font-weight:bold;">PANNELLA</span> - Inevitabilmente, è scoppiata anche la polemica politica: «Non capisco quale problema ci sia» attacca Marco Pannella. «A una funzione pubblica, corrisponde un servizio pubblico», osserva il leader storico dei Radicali, sottolineando che la privacy non è un concetto che lo entusiasma, perché «è necessario far prevalere il diritto di sapere piuttosto che quello di essere ignorati».</p>
<p><span style="font-weight:bold;">CROSETTO</span> - Di tutt'altro parere Guido Crosetto, parlamentare del Pdl: «È un atto vergognoso». È un modo, spiega l'esponente del Pdl, «per vedere come guadagna il vicino, e creare contrasto fra le persone normali». È un provvedimento che «per una volta, non riguarda i politici ma crea incrinature nella società di cui certo non si sentiva il bisogno», conclude Crosetto.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">«RISARCIMENTO»</span> - Secondo alcune associazioni dei consumatori i cittadini possono chiedere un risarcimento danni per la pubblicazione dei propri dati fiscali. L'Adoc, Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori, considera l'iniziativa «una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali». «Nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista né un'informativa riguardo la pubblicazione di tali dati né una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa» spiega il presidente Carlo Pileri. Secondo il Codacons i cittadini possono chiedere un risarcimento danni. «Stiamo predisponendo sul sito Codacons.it un modello che gli utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e chiedere fino a 1.000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy» dichiara il presidente Carlo Rienzi. Anche l'ufficio legale dell'Adoc «sta valutando la sussistenza di responsabilità dell'Agenzia delle Entrate per un possibile risarcimento danni».</p>
<p> </p>
<p class="footnotes"><strong><span style="color:#cc2026;">30 aprile 2008</span></strong></p>
<p class="footnotes"><a href="http://www.corriere.it/economia/08_aprile_30/fisco_redditi_internet_916ff390-1694-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml">http://www.corriere.it/economia/08_aprile_30/fisco_redditi_internet_916ff390-1694-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml</a></p>
<h1 style="text-align:center;">All'estero dati fiscali protetti dalla privacy</h1>
<p><strong>USA, DICHIARAZIONI PRIVATE</strong> - Le denunce dei redditi sono strettamente private negli Stati Unti e non sono mai rese pubbliche dall'IRS, il fisco americano. «Negli Stati Uniti tutte le informazioni personali riguardanti il contribuente sono protette dalla Federal Tax Law - ha spiegato all'<em>Ansa</em> il portavoce dell'IRS, Andrew DeSouza -. Nessuna informazione privata, come nome, numero sicurezza sociale, indirizzo, numero di telefono, reddito può essere reso pubblico. Noi rendiamo accessibili al pubblico, sul nostro sito Internet, solo dati statistici generali, senza alcun riferimento comunque a informazioni di tipo personale».</p>
<p><strong>GB, SERVE LA LIBERATORIA</strong> - In Gran Bretagna le dichiarazioni sono coperte dal diritto alla privacy. Nessuno può quindi, tanto meno via internet, accedere a file privati senza avere una liberatoria. Sono ovviamente esclusi i commercialisti, che lavorano in delega ai propri assistiti, e gli agenti del fisco. L'unico caso in cui i dati fiscali di singoli cittadini possono divenire di dominio pubblico è quando vengono dischiusi, sotto richiesta di un giudice, in un processo che avviene a porte aperte. Gli impiegati della HM Revenue &#38; Customs, l'agenzia delle entrate britannica, non possono in alcun caso dare accesso a membri del pubblico, compresi i giornalisti, pena la perdita del posto di lavoro.</p>
<p><strong>IRLANDA, ONLINE GLI EVASORI</strong> - Sono oltre 120 i nomi dei contribuenti irlandesi che compaiono negli elenchi pubblicati dall'Amministrazione fiscale e che riportano, oltre ai nomi e ai cognomi, anche la tipologia dell'imposta o del tributo non versati e l'ammontare complessivo, inclusi interessi e sanzioni, pagati per siglare la pace con il fisco e per fare il reingresso tra la platea dei contribuenti fiscalmente corretti.</p>
<div id="rectangle right" class="right"><!-- OAS AD '180x150'begin --></div>
<div id="FinContentBottom11"><strong>GERMANIA, NIENTE ELENCHI</strong> - Anche in Germania non è possibile per il fisco tedesco rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti a causa delle rigorose regole sulla privacy</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I redditi dei contribuenti disponibili (per poco) sul sito dell'agenzia delle entrate ]]></title>
<link>http://massimocalabro.wordpress.com/?p=148</link>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 18:33:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>mascal</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spesso, rimandare, anche per poco, ciò che vorresti fare può essere poco produttivo. Questa matti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Spesso, rimandare, anche per poco, ciò che vorresti fare può essere poco produttivo. Questa mattina un caro amico, al bar, anzi, al bar't (un locale reggino), mi ha detto quanto ho dichiarato nel 2005, lasciandomi di sasso e facendomi sapere che l'agenzia delle entrare aveva reso disponibili on line i redditi di tutti i contribuenti italiani, persone fisiche, aziende, enti ecc ecc. Immediatamente dopo mi sono recato in ufficio e mi son chiesto: li scarico adesso o nel pomeriggio? Ho optato per l'immediatezza ed ho scaricato tutti i file relativi alla città di Reggio Calabria. Poco dopo il Garante della privacy ha ordinato lo stop e degli elenchi nessuna traccia. Adesso alcuni amici dopo aver saputo che sono in possesso di questi file mi tempestano di chiamate e messaggi per averli. In ogni caso c'è da fare un paio di riflessioni. La prima è che come ogni cosa, soprattutto nel campo giornalistico, non bisogna mai rimandare ciò che si ritiene giusto fare (pubblicare). E lo dico perchè se fossi andato sul sito dell'agenzia delle entrate e non avessi trovato i file avrei chiamato io l'amico... la seconda è che, a parte tutto, mi schiero contro la pubblicazione di questo tipo di dati e secondo me ha fatto bene il Garante a vietarne la pubblicazione. Ultima cosa: che sorprese a Reggio....</p>
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