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	<title>agro-nocerino-sarnese &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/agro-nocerino-sarnese/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "agro-nocerino-sarnese"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 06:07:36 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Castelnuovo Cilento. arrestati due pregiudicati dell'agro nocerino-sarnese ]]></title>
<link>http://agropoli.wordpress.com/?p=353</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 09:22:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>feliciano1979</dc:creator>
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<description><![CDATA[Castelnuovo Cilento. arrestati due pregiudicati dell&#8217;agro nocerino-sarnese 
per rapina in dann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><span style="text-transform:uppercase;"><strong>Castelnuovo Cilento. arrestati due pregiudicati dell'agro nocerino-sarnese </strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">per rapina in danno di anziana </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;">Il 24 luglio 2008, alle ore 14.40, sulla SP 430, all'altezza dello svincolo per Perito (SA), i Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile del NOR della Compagnia di Vallo della Lucania, congiuntamente a quelli della dipendente Stazione di Castelnuovo Cilento, hanno tratto in arresto: MARCIANO Pasquale, nato a Sarno (SA) il 25 dicembre 1978, residente ad Angri (SA), in Via Nazionale 35/8, coniugato, operaio, pregiudicato; CICALESE Francesco, nato a Pagani il 16 gennaio 1968, ivi residente in Via Fiuminale 49, libero, nullafacente, pregiudicato; perchè resisi responsabili, in concorso, del reato di rapina a mano armata (Artt.110 e 628 c. 3 num. 1) C.P.). Nello specifico, alle ore 14.30 precedenti, mentre il CICALESE rimaneva alla guida dell'autovettura Fiat Panda tg. BS E62607, il MARCIANO si introduceva, a volto scoperto, dalla porta principale, nell'abitazione di CAMMAROTA Iole, nata a Castelnuovo Cilento il 03 maggio 1928, ivi residente in Via Grimmita 19 e si portava nella camera da letto dove, dall'interno di un cassetto, asportava la somma di 9.000 (novemila) euro in contanti, assicurandosi poi la fuga a bordo della predetta autovettura minacciando con una pistola la CAMMAROTA che, avendolo visto passare nel corridoio della sua abitazione, lo aveva seguito per vedere chi fosse. L'immediata segnalazione data da un vicino di casa ad una pattuglia dell'Aliquota Radiomobile di questa Compagnia, in transito nei pressi dell'abitazione della rapinata, consentiva all'equipaggio di individuare e bloccare l'auto dei malfattori, dopo circa dieci minuti, mentre si dava a precipitosa fuga sulla predetta S.P. 430. A seguito di perquisizione personale e veicolare parte della refurtiva, 8.500/00 (ottomilacinquecento) euro sono stati rinvenuti occultati dietro una cassa acustica dell'impianto stereo della predetta vettura, mentre, nonostante accurate ricerche nella campagna costeggiante tutto il tragitto percorso dai rapinatori nella loro fuga (circa 15 chilometri), non è stato possibile rinvenire l'arma usata per minacciare l'anziana e la restante parte dei soldi (500 euro), probabilmente caduti quando i malfattori si sono disfatti della pistola dall'auto in corsa. Gli 8.500 euro recuperati sono stati restituiti alla legittima proprietaria. L'autovettura Fiat Panda utilizzata per la rapina è stata sequestrata. Le indagini esperite nell'immediatezza hanno consentito di accertare che il MARCIANO era a conoscenza del luogo dove erano custoditi i soldi perchè parente della rapinata (marito della nipote). Gli arrestati, riconosciuti anche dalla parte offesa, dopo il fotosegnalamento, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Vallo della Lucania come disposto dalla competente A.G., informata di reparti che hanno proceduto. </span></p>
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<title><![CDATA[Tonino era andato troppo in là / M. Fumagallo]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=754</link>
<pubDate>Thu, 15 May 2008 14:46:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>verderosa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cara Luciana,  ecco la pagina che scrissi su &#8220;Il Manifesto&#8221; del 28.4.05 su Tonino Espos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Cara Luciana,  ecco la pagina che scrissi su "Il Manifesto" del 28.4.05 su Tonino Esposito Ferraioli a 27 anni dal suo assassinio. Magari dopo ne riparliamo.  Con affetto / Michele Fumagallo</strong></em></p>
<h2><span style="color:#ff0000;">IL MANIFESTO del 28 Aprile 2005  / STORIE  /  Tonino era andato troppo in là</span></h2>
<p align="left">Un primo maggio a Scampia per legare lavoro e lotta alla criminalità non può dimenticarsi di Esposito Ferraioli, ucciso dalla camorra a Pagani 27 anni fa. Nessun colpevole</p>
<p align="left">MICHELE FUMAGALLO</p>
<p align="left">La manifestazione sindacale del primo maggio a Scampìa, uno dei posti più devastati dalla delinquenza organizzata nel Sud d'Italia, è molto utile se farà da battistrada ad altri impegni nei luoghi dove la violenza criminale ha iniettato un veleno che ha debilitato il corpo sociale. L'agro nocerino-sarnese è uno di questi. Inoltre, non sarebbe male se si riaprisse un dibattito sui miti <!--more-->legati a soluzioni meccaniche (si pensi al binomio delinquenza-povertà) che hanno lasciato sul terreno pesanti delusioni. Un esempio concreto: negli anni Settanta del secolo scorso, molti pensarono che con l'industrializzazione del territorio, soprattutto con l'arrivo della grande industria e delle multinazionali, quindi con imprenditori arrivati dall'estero, si sarebbe messa fuori gioco la delinquenza creando un paese più libero, non solo dal punto di vista economico ma civile.</p>
<p align="left">Il pomodoro e la criminalità</p>
<p align="left">A Pagani e nell'Agro non fu così. La camorra imperversava già nell'industria del pomodoro come in quella dell'edilizia dove operavano, grazie al loro rapporto con la politica, falsi e improvvisati costruttori edili. Poi, però, la violenza camorristica avrebbe coinvolto anche le grandi fabbriche. L'omicidio di Tonino Esposito Ferraioli, operaio e sindacalista della Cgil alla  mensa della Fatme, fu uno shock per tutti. Sono passati 27 anni da quel barbaro assassinio camorristico avvenuto a Pagani il 30 agosto del 1978. Anni in cui è accaduto di tutto nella zona: dalla moltiplicazione dell'abusivismo edilizio agli omicidi di camorra (si ricordi, subito dopo il terremoto, l'assassinio del sindaco Marcello Torre), dalla fine delle illusioni legate al binomio sviluppo-pulizia morale allo sfruttamento bestiale di extracomunitari e disoccupati; ma anche, all'opposto, una mobilitazione sindacale, politica e intellettuale per non dimenticare (e dio solo sa quanto la memoria del passato sia oggi più che mai fondamentale per il futuro), anche se oggi tutto questo è un po' appannato in una cittadina dove è forte, tra l'altro, l'iniezione di sfiducia degli epigoni locali berlusconiani che amministrano il comune.</p>
<p align="left">A 27 anni di distanza da quel delitto, a tutt'oggi impunito, due avvenimenti ci riportano a quell'episodio che lasciò una grande ferita nel cuore di tutta una generazione della sinistra. La pubblicazione degli atti del convegno dell'università di Salerno sulle «Linee d'ombra dell'identità repubblicana», con il saggio di Marcello Ravveduto e la costruzione, nel centenario della Cgil salernitana, dell'archivio del sindacato dove un posto di tutto rispetto è dedicato alla ricerca su quell'operaio.</p>
<p align="left">Via Zito è la strada che divide il rione Palazzine. Un affastellamento di edifici che fa da spartiacque tra il centro storico di Pagani e le montagne che separano il caos dell'agro nocerino-sarnese da ciò che c'è dall'altra parte e cioè la Costiera Amalfitana. In una calda notte estiva del 30 agosto 1978, Tonino Esposito Ferraioli, cuoco della mensa della Fatme-Ericson di Pagani, è a casa della fidanzata Angela, anche lei inserviente alla stessa mensa. Una coppia unita che più non si può: nella vita, nel lavoro e persino nell'avere tutti e due quel cognome doppio, Esposito Ferraioli. Quella sera la discussione tra i due verte sui preparativi del matrimonio già stabilito da lì a poco più di un mese. Verso le due di notte, Tonino deve rientrare a casa perché sa che la madre ha il solito vizio di aspettare il suo ritorno in piedi. Un vizio che Assunta Messano, oggi novantenne, non si toglierà mai e racconterà  in seguito in un'intervista di grande commozione («La sera quando doveva tornare a casa io non andavo a dormire... Mi mettevo fuori al balcone... Lo riconoscevo da lontano perché aveva una Citroen con i fari grandi... Quante notti alla finestra ho pianto nell'assurda speranza di rivederlo tornare a casa, le ore passavano inutilmente, mio figlio non c'era più»).</p>
<p align="left">Quella notte, dunque, Ferraioli si dirige verso la sua Citroen parcheggiata all'angolo di Via Zito. Gli si affianca a fari spenti una A112 blu con due persone a bordo. Tonino ha appena il tempo di salutare Angela che è affacciata alla finestra, quando parte una scarica di colpi da una lupara che lo tramortisce a terra. Angela urla e corre in strada. Il dramma di Tonino si svolge nel silenzio più assoluto, nessuno si avvicina al luogo del delitto, nessuno ha visto niente. Poi, però, il quartiere si rianima al suono delle sirene dei carabinieri e della polizia.</p>
<p align="left">Tonino viene trasportato di corsa all'ospedale di Nocera Inferiore dove morirà un'ora dopo, colpito in più punti dalla rosa di pallettoni che gli ha spappolato milza e fegato.</p>
<p align="left">La fabbrica e la criminalità</p>
<p align="left">Il delitto colpì un uomo che aveva messo il naso nel controllo delle attività produttive e delle mense in un periodo in cui le cosche dettavano legge in tutto il territorio, ma soprattutto colpì un uomo buono e fu uno shock devastante per tutto un mondo sindacale e politico che aveva sottovalutato le degenerazioni presenti nella grande fabbrica. Eloquente fu il commento del dirigente dei Ds Isaia Sales, allora giovane militante del Pci e suo amico, nel video che ne ricavò il regista Michele Schiavino quattro anni fa: «Era una persona dolcissima che non avrebbe fatto male a una mosca. Rivendicava non per sé ma per gli altri. In ogni delitto cerchi sempre un qualche movente, ma nel caso di Tonino c'era la cattiveria più totale. Chiunque ha architettato l'omicidio, chi lo ha messo in pratica, chi lo ha tollerato, deve essere assicurato alla giustizia. Fino a quando nessuno pagherà per quell'omicidio, io credo che nessuno di noi sarà tranquillo».</p>
<p align="left">L'inchiesta della magistratura è sempre aperta e non è stata archiviata: questo lascia ovviamente dei margini di speranza negli amici che in questi anni hanno vissuto la condizione amarissima e pasoliniana di coloro che «sanno ma non hanno le prove». Nelle interrogazioni parlamentari che vari deputati della sinistra fecero nel 1982 (Abdon Alinovi, Giuseppe Amarante, Mario Catalano, Eliseo Milani, Famiano Crucianelli), anche il governo di allora si spinse a riconoscere che Ferraioli nella sua lotta per i diritti dei lavoratori e contro l'uso di carne di provenienza sospetta (i furti di tir erano all'ordine del giorno) era stato eliminato dalla delinquenza. Ma erano i tempi delle decine e decine di omicidi che la camorra lasciava sul terreno e Tonino venne sepolto sotto questa massa di cadaveri. «L'omicidio di Antonio Esposito Ferraioli - dice il ricercatore Marcello Ravveduto che sta preparando un libro inchiesta sul caso - è il classico delitto perfetto: si dimentica la vittima, scompaiono gli assassini, svaniscono i mandanti, si confondono le indagini». A una prima fase di mobilitazione è poi subentrato il silenzio, favorito anche dalla sostanziale impotenza dell'inchiesta giudiziaria. Ma il ricordo degli amici, il lavoro della precedente amministrazione progressista al comune che rilanciò l'impegno e la nascita dell'Associazione Ferraioli, oggi federata nel circuito dell'organizzazione antimafia Libera, hanno contribuito a rilanciare la questione.</p>
<p align="left">Tonino Esposito Ferraioli, quasi un eroe per caso della lotta contro la camorra? Aveva iniziato nell'adolescenza con gli scouts la sua attività al servizio del prossimo. «Tonino - racconta uno dei suoi amici - era forse l'espressione più buona di quelli che erano i valori dello scoutismo, cioè la pace, la fratellanza, la giustizia. Insomma, divenne un uomo giusto. Una persona dolce, educata. Un timido che vinceva la timidezza con l'intelligenza». «Questa è una cosa che resterà per sempre dentro di noi - aggiunge il cognato Alfonso Baccaro, oggi impegnato  nell'Associazione. Sono stato un fratello maggiore per lui. Quando l'ho conosciuto aveva circa otto anni, io il doppio ed ero fidanzato con la sorella. Lottiamo da anni perché questo delitto assurdo non resti impunito, soltanto che, più tempo passa, più questa speranza si diluisce. Stiamo preparando la nuova edizione del premio dedicato alla sua memoria, una manifestazione che in tanti abbiamo voluto per lui e perché i giovani non dimentichino». </p>
<p align="left">I ragazzi devono sapere</p>
<p align="left">Anna Garofalo è insegnante e fa parte anche lei dell'Associazione: «L'impegno principale - dice - è quello di nutrire ancora la memoria. I ragazzi devono sapere che uno come loro, figlio di questa terra, è morto per la giustizia, è stato assassinato in modo barbaro. Oggi, però, è davvero difficile lavorare in un paese distratto da altri avvenimenti. C'è una città assente.</p>
<p align="left">Dell'amministrazione municipale di centro destra meglio non parlare. Ha soltanto cancellato ogni atto che riguardava Ferraioli e la legalità, lasciando un pallido momento di routine in cui i ragazzi delle scuole vengono coinvolti in maniera acritica in iniziative estemporanee e di facciata. C'è insomma la volontà di non costruire nulla che sia duraturo nel tempo. Per questo, vedo un pericolo nel ritorno a fenomeni di bande giovanili contrapposte, che vivono ai margini, che non frequentano le scuole con assiduità. Là dove prima c'era un fronte comune di lavoro, degli appuntamenti, ora non c'è più niente. La difficoltà, ripeto, è di lavorare in un paese preso da altre cose. Ma la memoria di Tonino, proprio perché è memoria di una persona pulita, è l'elemento di coesione tra di noi. Poi, certo, c'è rabbia nel vedere i mandanti ancora liberi, e quindi una grande amarezza. Ma non la resa».</p>
<p align="left">- - - -</p>
<p align="left"> <strong><span style="font-size:xx-small;font-family:Verdana;"><strong><span style="font-size:xx-small;font-family:Verdana;">IL MANIFESTO  </span></strong></span><span style="font-size:xx-small;font-family:Verdana;">del 28 Aprile 2005 /  </span></strong><strong><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Un video, un libro, un film</span></strong>
</p>
<p align="left">Mentre è in preparazione a Pagani il premio dedicato alla memoria di Antonio Esposito Ferraioli per la seconda metà di maggio a cui parteciperanno studiosi e militanti impegnati nella lotta contro la delinquenza organizzata, il ricordo di Ferraioli è stato vivificato dal saggio di Marcello Ravveduto nel volume collettivo «Le linee d'ombra dell'identità repubblicana.</p>
<p align="left">Comunicazione, media e società in Italia nel secondo Novecento» (editore Liguori, curato dai docenti Pietro Cavallo e Gino Frezza). Il libro raccoglie gli atti di un omonimo convegno tenuto tre anni fa all'università di Salerno. Tra le ombre dell'identità repubblicana, analizzate in interventi di Pierre Sorlin, Alberto Abruzzese, Gino Frezza, Pasquale Iaccio, Giovanni De Luna e altri, l'ombra di un omicidio apparentemente perfetto come quello di Ferraioli è messa in luce da Ravveduto, analizzando minuziosamente il film-video che dedicò al giovane operaio e sindacalista il regista Michele Schiavino quattro anni or sono, con 22 interviste ad altrettanti testimoni. Il saggio mette anche in evidenza le vite parallele di quattro giovani ammazzati dalla delinquenza organizzata, quattro meridionali (Rizzotto, Carnevale, Impastato, Ferraioli) che «hanno vissuto esperienze e sensazioni universali: per Rizzotto e Carnevale la guerra e la resistenza, per Impastato il '68, per Tonino il volontariato cattolico e il lavoro come chef nei grandi alberghi del nord». Lo stesso regista sta poi preparando un video per i 100 anni della Cgil salernitana e per l'archivio che lo stesso sindacato sta mettendo in piedi, un archivio in cui la documentazione su Ferraioli saranno parte significativa. (mi. fu.)</p>
<p align="left"> </p>
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