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	<title>alessandro-magno &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/alessandro-magno/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "alessandro-magno"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 06:28:53 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Conferenza: Il patrimonio artistico di Regalbuto e la Chiesa Madre]]></title>
<link>http://regalbuto.wordpress.com/?p=48</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 11:04:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>charry</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Parrocchia  				San Basilio e San Domenico Regalbuto

Conferenza: Il patrimonio  				artistico di R]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><span style="font-family:Verdana;"> Parrocchia  				San Basilio e San Domenico Regalbuto</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.charry.it" target="_blank"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://charry.it/image/caloger.jpg" alt="" width="77" height="95" /></a></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"><strong>Conferenza:</strong> Il patrimonio  				artistico di Regalbuto e della Chiesa Madre. Sabato 21 giugno  				2008. Tratterà l'argomento il Prof. <strong>Paolo Giansiracusa</strong> Docente universitario della storia dell'arte alla facoltà di  				architettura di Siracusa e all'accademia di belle arti di  				Catania. La conferenza sarà preceduta dalla proiezione del  				documentario " Il Valore del Silenzio" per la regia di Vito  				Cardaci. La manifestazione si svolgerà all'interno della Chiesa  				Madre per illustrare il significato delle sue forme  				architettoniche.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"><strong>Programma: </strong><em>Ore 18:00 Sala  				Paolo VI - proiezione del documentario - Ore 18:45 Chiesa Madre -  				Conferenza</em></span></p>
<p style="text-align:justify;">Vi invito vivamente a partecipare per la grande valenza culturale della manifestazione. Vi ricordo che il documentario sarà disponibile in streaming prestissimo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Globalizzatori/1]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/?p=127</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 04:05:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Era un ragazzo con le idee chiare, Alessandro. Non lo chiamavano ancora Magno, ma si capiva che av]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><img src="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/files/2008/06/alessandro-magno.jpg" alt="Alessandro Magno in groppa a Bucefalo  - Museo archeologico nazionale Napoli" width="300" height="231" /></p>
<p style="text-align:justify;">Era un ragazzo con le idee chiare, Alessandro. Non lo chiamavano ancora Magno, ma si capiva che aveva stoffa. Era un tipino così, che a vederlo magari non ci davi due soldi. Con due genitori che levati, uno sempre imbriaco, che zompava da un letto all'altro durante i banchetti, e, già in età, si era invaghito di una ragazzina; l'altra, diciamolo, una matta. Trafficava con i serpenti, fingeva di essere una sacerdotessa... insomma,  di quelle virago che non sai come  prenderle o tenerle a freno, una  montanara venuta giù dall'Epiro, che persino in Macedonia la consideravano barbara, e i Macedoni sull'essere barbari erano di ampie vedute, mica schizzinosi come gli Ateniesi, neh.  Da una simile famiglia, che poteva venire fuori, andiamo? Giusto giusto uno scimunito come Filippo Arrideo, o un ragazzino così, un po' isterico, megalomane, che neanche ha la barba e già, come vince una battaglia, fonda una città e la chiama con il suo nome. Ma chi si crede di essere, poi, il bimbo.</p>
<p style="text-align:justify;">Però, si diceva, aveva le idee chiare. Tanto per cominciare, morto il padre (perché, di preciso non s'è mai capito: si vociferava di un delitto passionale, un ragazzino che aveva sedotto e quello s'era vendicato ammazzandolo, pensate voi che famiglia, dico io!), quando tutti lo danno per spacciato, lui arriva, smanaccia un paio di tribù ai confini e rimette ordine al regno manco fosse un pedalino da rivoltare. Poi dice: «Papà aveva preparato la spedizione in Asia, e noi ci andiamo.»</p>
<p style="text-align:justify;">Che cazzo, in Asia? Piccolo, a momenti manco  hai l'età per tenerti il regno tuo e vuoi andare a rompere le palle ad un altro continente? Sì, ci vuole andare, invece. E ci va, perché col caspita che lo fermi, quando si è messo qualcosa in testa, quello.</p>
<p style="text-align:justify;">L'Asia è grande.  È la prima cosa che salta agli occhi, quando la vedi. È grande, ma grande grande, si potrebbe dire immensa. È tutta una roba che va da qui a là, e non è mai uguale: popoli, popoli, popoli, che neanche i Persiani che la governano sanno proprio di preciso quanti sono. Tanto è vero che alle volte, nelle sfilate, il Re dei Re guarda qualche squadrone dalla divisa strana e dice: «E quelli chi sono?» e il ciambellano  gli deve sussurrare all'orecchio: «Ma sono gli Sciti, maestà!» «Ah, già, gli Sciti!» risponde il re. Chissà perché, gli Sciti se li dimentica sempre, Dario.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando arrivano i Greci - che poi, sono Greci con beneficio d'inventario, vaglielo a dire agli Ateniesi, che i Macedoni sono Greci, e vedrai come s'incacchiano! - è tutta là che li aspetta, l'Asia. Del resto è un continente, mica può spostarsi. E quelli su e giù, su e giù, sempre seguendo quel ragazzino. Che sarà anche isterico, ma porco mondo, pare che abbia un demone che lo guida, nelle battaglie: non ne perde una manco a farlo apposta, e hai voglia a mandargli incontro i migliori generali. Niente, non lo freghi, il bambolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Va. Avanti, fino ai confini del mondo. E i suoi, lì a dirgli: «Vabbè, ma dai, adesso torniamo a casa!» E lui no, <em>tirem innanz</em>, dice, o meglio direbbe, ma è Macedone, e dunque dirà qualcosa in quel greco chi gli aveva insegnato Aristotele, perché il papà era imbriacone zucco, ma per il suo pargolo aveva voluto il migliore maestro sul mercato.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli stanno dietro, i suoi, ma arrancano. I suoi, che poi tanto suoi non sono. Perché si sa com'è, quando passa il tempo, e uno tira troppo la corda: prima mugugnano, poi si sentono esclusi, poi cominciano a rabattare, perché si sentono trascurati. E anche lui, poi, mica che faccia niente per tenerseli come amici. Arriva in Asia e diventa asiatico, si può dire. Si sposa una persiana, e passi. Ma poi organizza anche matrimoni per tutti gli amici con donne persiane, e gli amici si sa come sono fatti. Siamo Greci, si dicono fra loro, e siamo conquistatori: portarsele a letto, le Persiane, sta bene, ma cazzo, sposarsele, è tutta un'altra faccenda, che dopo i figli vengono fuori tutti meticci, e non si capisce mica cosa sono. Erano Macedoni, gli amici, ma se la tiravano con la razza peggio degli Ateniesi, adesso che avevano conquistato un impero.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma Alessandro non li ascolta, non li vede neppure. Lui guarda oltre, come quando li guida in battaglia, che pare stia a spiare l'orizzonte, ma in realtà è già un passo più in là, più lontano di tutti. E vede un mondo che non ha più confini, né in terra, né nelle teste di chi lo abita, dove non c'è più Greco e Persiano, e Macedone e Medo, dove tutto si ibrida e tutto si confonde, e nasce una cosa nuova che non è più noi e loro, ma tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma i corridoi della reggia sono pieni di ombre e di anfratti, e qui lo aspettano, gli amici, e anche i ragazzetti giovani, i paggi, lo aspettano, con i coltelli, per farlo fuori. Piange, Alessandro, quando li scopre (perché sono pure fessi, e si fanno scoprire), e a fargli più male forse non è che abbiano tentato di ammazzarlo, ma che a provarci siano stati proprio loro, i giovani che si era allevato in casa, quelli che avrebbero dovuto avere al mente più aperta al nuovo mondo, e l'intellettuale che il nuovo mondo avrebbe dovuto narrarlo nelle sue storie. Callistene, si chiamava, e glielo aveva mandato al seguito Aristotele. Non gli era mai piaciuto, ad Alessandro, però. Mai fidarsi di chi segue le truppe e segna, segna segna: gente che passa il tempo a segnarsi tutto non si sa mai cosa pensa davvero.</p>
<p style="text-align:justify;">Torna, ma non è più lui. Si sente solo, in quelle grandi regge in cui gli amici bivaccano come fossero cose loro, e a lui  pare invece di essere sempre un po' ospite, e mai completamente soddisfatto. E neanche fra i suoi soldati, si sente più a casa; perché loro continuano a parlargli della loro, di casa, e si ostinano a chiamare casa qualche paese fra i monti di Macedonia, le pecore, le capre, le mogli lasciate presso il focolare, mentre a lui la Macedonia appare sempre più lontana, e piccola, e pulciosa e non ci vorrebbe tornare più, mai più, per nulla al mondo. Gli è rimasto nel cuore quel confine incerto che ha solo intravisto, e non toccato; gli è rimasto il desiderio di arrivare all'Oceano, all'ultima spiaggia. Vede un mondo nuovo, ma la meschinità di chi gli sta attorno lo impastoia e lo frena, perché conquistare un impero non è la fatica, la fatica è dover giorno dopo giorno mediare e limare, mediare e limare.</p>
<p style="text-align:justify;">Limare, mediare, non fanno per lui. La noia è il nemico peggiore con cui combattere. Vince laddove avevano perso tutti gli altri. Ha trent'anni, Alessandro, e si sente vecchio, vecchio per quel mondo nuovo che ha creato, ma che non sa far nascere del tutto. Si annoia, Alessandro, e quando uno è annoiato e stanco e solo anche una banale infreddatura può essere il colpo che ti stronca. Si tuffa, un brivido, che sarà mai per lui che ha sconfitto terribili avversari, schivato colpi mortali sui campi di mille battaglie? E invece è il brivido che ti frega: quando capisce che sta morendo è già troppo tardi, è già agonia.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli eserciti si ritrovano in processione, assieme agli amici, tutti pronti a prostrarsi nuovamente ai suoi piedi, e come spaventati, perché adesso che lui muore capiscono che se la dovranno cavare da soli a governare quello che lui ha messo in piedi, ma traballa. Si affannano, gli amici, a chiedergli di nominare un erede, ché almeno un erede designato da lui toglierebbe le castagne dal fuoco a loro. E lui si prende l'ultima, sublime vendetta: a chi gli domanda a chi lascia il suo immenso regno, dice: «Al migliore», che è un modo educato per dire: «Cazzi vostri, stelline, scannatevi tra voi.»</p>
<p style="text-align:justify;">Muore, bello, giovane e invitto, come loro non saranno mai, o non saranno più. Li lascia a grufolare nel fango mentre ascende verso il cielo: diventa mito. Gli eroi sono così: giovani, belli, ed un po' figli di puttana.</p>
<p>Roberto Vecchioni: Alessandro e il mare [Audio "http://galatea.vaglio.googlepages.com/Alessandro.mp3"]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fratelli e sorelle]]></title>
<link>http://benvenutiinparadiso.wordpress.com/?p=177</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 09:15:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marta Cristina</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Nel Ramayana, Shri Laxmana, fratello del re Shri Rama, fu incaricato da questi di occuparsi di sua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://benvenutiinparadiso.files.wordpress.com/2008/05/shri-ramasitalaxmana-e-hanumana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-178" style="vertical-align:middle;" src="http://benvenutiinparadiso.wordpress.com/files/2008/05/shri-ramasitalaxmana-e-hanumana.jpg?w=227" alt="shri-ramasitalaxmana-e-hanumana" width="227" height="300" /></a><em> </em><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em>Nel Ramayana, Shri Laxmana, fratello del re </em><em>Shri Ra</em><em>ma, fu incaricato da questi di occuparsi di sua moglie, Shri Sita, minacciata da demoni. Uno di questi lo allontanò per tentare di rapirla indisturbato, ma Lui riuscì a proteggerla con un bandan,<strong> un cerchio magico che le disegnò intorno e all’interno del quale non le sarebbe potuto succedere nulla di male…</strong></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em><span> </span>Un’ altra storia racconta che quando Alessandro Magno, nel periodo delle sue campagne in India, fu catturato da un principe, la moglie Roxana, indiana lei stessa,<strong> inviò a questi un raki, un bracciale, con il quale lo eleggeva a fratello.</strong> Il principe liberò subito Alessandro perché non poteva tenere prigioniero “il cognato”, il rispetto che sentiva per quel legame fraterno era troppo forte.</em><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quello tra fratello e sorella è, di solito, un rapporto dettato dal legame di sangue (diverso è scegliersi un fratello!)…oppure se ne parla quando ci si riferisce alla comune appartenenza al genere umano, alla necessità di sentirsi tutti fratelli…lasciando intendere la fratellanza come imprescindibile se si vuole stabilire la pace perché si tratta di un rapporto che manca di egoismo ed interesse.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">E’ capitato a tutti poi di chiedersi<strong> se uomo e donna possano essere amici </strong>…(figuriamoci<a href="http://benvenutiinparadiso.files.wordpress.com/2008/05/dscf0013.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-179" style="float:right;" src="http://benvenutiinparadiso.wordpress.com/files/2008/05/dscf0013.jpg?w=300" alt="" width="270" height="225" /></a> fratelli!)…domanda che ci facciamo quando ci troviamo a rapportarci con l’altro sesso. Per lo più si ritiene che non sia effettivamente e sinceramente attuabile…Scopriamo infatti spesso che<strong> il confine tra simpatia, amicizia e attrazione è molto sottile…</strong>questo succede però se si rimane<span> </span>fermi alla sfera del desiderio sessuale.<strong> </strong>Magari<strong> </strong>non a tutti balza subito all’occhio<strong>, </strong>ma è sul piacere più materiale possibile, la cui soddisfazione dura poco, che si basano molti aspetti della nostra società…</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span> </span></strong>C’è però un lato spirituale dentro di noi che rappresenta proprio questo legame,<span> </span>simboleggiato dalla figura di Shri Vishnumaya, sorella di Shri Krishna…..</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span> </span><em>Appena nata, subito lo aiutò; fu messa nella culla al posto del piccolo Dio che doveva essere ucciso dal perfido zio. Come tentarono di assassinarla, si rivelò salendo in cielo come fulmine… Shri Krishna ricambiò quanto prima; la sorella, rincarnatasi subito dopo in Draupadi, era stata vinta al gioco da un demone che voleva umiliarla e violarne la castità spogliandola in pubblico. Lei teneva stretto tra i denti il lembo del sari (il vestito tradizionale indiano…stoffa avvolta intorno al corpo) ma sapeva che avrebbe ceduto molto presto…pronunciò fiduciosa il nome del fratello e contemporaneamente le scivolò il sari di bocca. Lui fu lì immediatamente… e fece in modo che il sari non finisse mai di srotolarsi!</em><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://benvenutiinparadiso.files.wordpress.com/2008/05/capodanno-2007-2008-vienna-0561.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-181" src="http://benvenutiinparadiso.wordpress.com/files/2008/05/capodanno-2007-2008-vienna-0561.jpg?w=147" alt="" width="147" height="300" /></a><strong>Allora scegliersi come fratello e sorella significa accordare all’altro protezione, aiuto incondizionato…</strong>qualcosa di tanto più forte perché<strong> legame puro,</strong> non dettato dalla necessità del dare e dell’avere, dei diritti e dei doveri dell’amore erotico o di quello verso i figli<strong>…</strong>La sua purezza poi ci tiene lontano da gelosie e senso del possesso, permettendoci di vivere questa relazione in estrema libertà, anzi spingendoci l’un l’altro verso un’evoluzione, magari spirituale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">E’ un modo per esercitare una volta tanto dolcezza, rispetto…amore totalmente disinteressato…serve anche per conoscere i limiti, i confini nei rapporti, nel comportamento verso gli altri…perché quello di fratellanza è un legame che ha delle sue regole, è innocente per sua stessa natura…Allora immaginiamo se questo sentimento, diventato naturale per tutti, cominciasse ad uscire dalla sfera privata…se iniziasse a diventare una lente di ingrandimento sul mondo…</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ancora oggi si celebra la festa del <em>Raksha bandan…</em>che ogni anno viene rinnova questo legame di fratellanza…le sorelle scelgono nuovi fratelli o confermano quelli già scelti…accordandogli ancora una volta amore ed aiuto e mettendo loro al braccio un braccialetto fatto a mano…i fratelli, orgogliosi, fanno alle sorelle un regalo promettendo protezione…vi assicuro che è un momento davvero speciale! E le vibrazioni di gioia si possono sentire nell’aria!</p>
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riflessione sul Copyright.]]></title>
<link>http://lucapilolli.wordpress.com/?p=14</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:59:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucapilolli</dc:creator>
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<description><![CDATA[La conoscenza è condivisa per definizione.
La conoscenza attuale non può essere contenuta nella te]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La conoscenza è condivisa per definizione.<br />
La conoscenza attuale non può essere contenuta nella testa di un singolo individuo, quindi si può definire che il sapere umano è conoscenza collettiva. Relativamente alla creatività, soggetto principale del <a title="Copyright" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright" target="_blank">copyright</a>, come espresso molto efficacemente ed elegantemente nel 1905 dal matematico <a title="Henri Poincaré" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Henri_Poincar%C3%A9" target="_blank">Henri Poincaré</a>: "Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili".<br />
A chi sia "utile" e "come" è una scelta morale e soggettiva. Tuttavia la creatività <strong>è sempre una rielaborazione.</strong> Allora bisognerebbe introdurre almeno il concetto di debito formativo verso la collettività quando si pretende un <a title="Copyright" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright" target="_blank">copyright</a>.<br />
Mi capita di trovare in rete diciture che "vietano la parziale memorizzazione e rielaborazione dell'opera".<br />
E ciò mi stupisce perchè paradossalmente si tenta di vietare e negare funzioni naturali del cervello umano.<br />
Questi divieti mi sembrano un eccessivo protezionismo, ma soprattutto una invasione dalla libertà di memoria e rielaborazione.<br />
Come esposto nel post precedente la conoscenza umana per millenni è stata tramandata attraverso la memorizzazione di informazioni poi tramandate.<br />
Capisco il desiderio di protezione di proprietà e di identità, che a volte molti usano per mascherare interesse e paura, ma non ne capisco i toni e nemmeno l'efficacia.<br />
Parafraso una frase di <a title="Anthony de Mello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_de_Mello" target="_blank">Anthony de Mello</a> "E' solo quando si ha paura che ci si difende".</p>
<p>Ragiono un momento su alcuni concetti della Democrazia. La democrazia dovrebbe proteggere alcuni principi fondamentali come libertà e pari opportunità, e i poteri deboli dai forti ridistribuendo le concentrazioni di risorse. L'operato umano da migliaia di anni viene quantificato in valore monetario. Quindi chi concentra del valore lo deve ridistribuire in parte alla collettività attraverso le tasse.</p>
<p>L'idea di valore quindi di denaro è legata anticamente al baratto, cioè al tempo e al lavoro necessario per produrre il prodotto da barattare.<br />
Questo andava bene nell'era dell'agricoltura o industriale ma attualmente siamo nell'<a id="l2.o" title="era dell'accesso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27era_dell%27accesso">era dell'accesso</a>.<br />
Nel saggio di economia scritto da <a title="Jeremy Rifkin" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Rifkin" target="_blank">Jeremy Rifkin</a> appunto "L'era dell'accesso"<em> "Questo cambiamento prevede il passaggio da un'economia dominata dal mercato e dai concetti di bene e proprietà, verso un economia dominata da valori come la cultura, l'informazione, e le relazioni." </em>(<a title="L'era dell'Accesso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27era_dell%27accesso" target="_blank">Tratto da wikipedia</a>)</p>
<p>Quindi risulta palese che il concetto di <a title="Copyright" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright" target="_blank">copyright</a> crea divario tra chi può accedere e chi non può accedere alle opere, alla cultura, al sapere e le tasse dovrebbero servire oltre che per i servizi primari a creare le condizioni di uguaglianza nei confronti dell'accesso alla conoscenza altrimenti non si può parlare più né di democrazia né di libertà, né di pari opportunità.</p>
<p>La Storia ci mostra come la conoscenza tramandata da <a title="Socrate" href="http://www.radio.rai.it/radio2/alleotto/socrate/" target="_blank">Socrate</a> a <a title="Platone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Platone" target="_blank">Platone</a>, ad <a title="Aristotele" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aristotele" target="_blank">Aristotele</a> e da questo tramandata a <a title="Alexandros" href="http://www.radio.rai.it/radio2/alleotto/alexandros/" target="_blank">Alessandro Magno</a> e Tolomeo abbiano creato la prima grande concentrazione di sapere, la <a title="Biblioteca di Alessandria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_di_Alessandria" target="_blank">Bibblioteca di Alessandria</a> d'Egitto, dove vi studiò anche <a title="Archimede" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Archimede" target="_blank">Archimede</a>.<br />
E' grazie all'accesso alla conoscenza e alla condivisione di questa che l'umanità vive i più grandi progressi.</p>
<p>Secondo me il concetto di <a title="Copyright" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright" target="_blank">copyright</a> crea un cortocircuito nello sviluppo della conoscenza collettiva, un cortocircuito da correggere.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE Osman Hamdi, Teatro Rasi]]></title>
<link>http://portodeisanti.wordpress.com/2008/04/01/lammaestratore-di-tartarughe-osman-hamdi-teatro-rasi/</link>
<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 14:38:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
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<description><![CDATA[
L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHEOsman Hamdi in anteprima al Teatro RasiLunedì 31 marzo ore 21 prese]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="color:#222222;font-size:14px;line-height:25px;"><span class="Apple-style-span" style="color:#000000;font-family:'Lucida Grande';font-size:10px;line-height:normal;white-space:pre;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Ht9Y8imcECA'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Ht9Y8imcECA&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></span></span><span class="Apple-style-span" style="color:#222222;font-size:14px;line-height:25px;"></p>
<p>L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHEOsman Hamdi in anteprima al Teatro RasiLunedì 31 marzo ore 21 presentazione con lettura dal vivo del romanzo a fumetti scritto da Elettra Stamboulis e disegnato da Gianluca Costantini.</span><span class="Apple-style-span" style="color:#222222;font-size:14px;line-height:25px;">Teatro Rasi Via Roma 39 Ravenna</span> <span class="Apple-style-span" style="color:#222222;font-size:14px;line-height:25px;">Nell’ambito della rassegna della non-scuola, curata da Ravenna Teatro, lunedì 31 marzo sarà presentato al pubblico il romanzo grafico di Costantini e Stamboulis L’ammaestratore di tartarughe. Più che la presentazione di un libro (che ancora non c’è, essendo un progetto ancora da terminare), si tratterà di una performance realizzata grazie al lavoro di alcuni adolescenti che frequentano i laboratori teatrali della non-scuola, guidati da Roberto Magnani. Federico Califano, Damiano Gaudenzi, Alessandro Minguzzi e Riccardo Spirandelli interpreteranno dal vivo le prime pagine del libro, aggiungendo suggestioni, sonorità, forzando la parola e la voce, utilizzando una modalità che unisce la visione delle immagini con la presa diretta della voce. Si potranno quindi vedere e ascoltare per la prima volta le prime pagine del libro, come in un cinematografo antico. Gli autori inoltre presenteranno il progetto in un dialogo pubblico.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE Osman Hamdi, Teatro Rasi]]></title>
<link>http://associazionemirada.wordpress.com/?p=128</link>
<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 14:24:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
<guid>http://associazionemirada.wordpress.com/?p=128</guid>
<description><![CDATA[
L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE
Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi
Lunedì 31 marzo ore 21 pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="color:#222222;font-size:14px;line-height:25px;"><span class="Apple-style-span" style="color:#000000;font-family:'Lucida Grande';font-size:10px;line-height:normal;white-space:pre;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Ht9Y8imcECA'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Ht9Y8imcECA&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></span></span></p>
<p>L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE<br />
Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi<br />
Lunedì 31 marzo ore 21 presentazione con lettura dal vivo del romanzo a fumetti scritto da Elettra Stamboulis e disegnato da Gianluca Costantini.<br />
Teatro Rasi Via Roma 39 Ravenna</p>
<p>Nell’ambito della rassegna della non-scuola, curata da Ravenna Teatro, lunedì 31 marzo sarà presentato al pubblico il romanzo grafico di Costantini e Stamboulis L’ammaestratore di tartarughe. Più che la presentazione di un libro (che ancora non c’è, essendo un progetto ancora da terminare), si tratterà di una performance realizzata grazie al lavoro di alcuni adolescenti che frequentano i laboratori teatrali della non-scuola, guidati da Roberto Magnani. Federico Califano, Damiano Gaudenzi, Alessandro Minguzzi e Riccardo Spirandelli interpreteranno dal vivo le prime pagine del libro, aggiungendo suggestioni, sonorità, forzando la parola e la voce, utilizzando una modalità che unisce la visione delle immagini con la presa diretta della voce. Si potranno quindi vedere e ascoltare per la prima volta le prime pagine del libro, come in un cinematografo antico. Gli autori inoltre presenteranno il progetto in un dialogo pubblico.<br />
Il romanzo grafico L’ammaestratore di tartarughe è un progetto che nasce nel 2005, anno in cui al Museo Archeologico di Istanbul gli autori si imbattono nella singolare biografia di Osman Hamdi: egli fu per la cultura ciò che Mustafa Kemal detto Ataturk, di poco più giovane, fu per la politica, ovvero un innovatore assoluto. Primo pittore che ritrasse con modi naturalistici le donne, fu il fondatore del Museo Archeologico di Istanbul, lo scopritore delle tombe regali di Sidone (tra cui quella considerata all’epoca di Alessandro Magno) e Nemrut Dagh, primo archeologo dal nome orientale ad essere accolto nella Società degli archeologi europei, fu anche l’ideatore della legge che protegge il patrimonio artistico del suo Paese dai paesi stranieri. Negli ultimi anni della sua vita organizzò anche la prima Accademia d’Arte… Tuttavia egli non compare nelle storie dell’arte europee. Ha subito una sorta di censura o di omissione involontaria. Il titolo del romanzo riprende quello del quadro più famoso di Osman Hamdi, considerato dalle guide in lingua, la “Monna Lisa” della pittura turca. Il quadro è stato sottoposto a numerose interpretazioni: perché Hamdi si ritrae come un derviscio ammaestratore di tartarughe? è il suo ruolo di insegnante all’Accademia trasfigurato? Oppure è una visione politica, di come vede la cultura nel suo paese, lui l’addestratore?<br />
La ricerca delle tracce della sua biografia è il tessuto narrativo di questo racconto, che è anche una guida alternativa alla conoscenza di un Paese e di una città, Istanbul visti con gli occhi di chi osserva questa parte di terra con occhi che pongono domande, mentre al confine infuria l’ultima guerra del Libano.</p>
<p>Nota biografica<br />
Gianluca Costantini è il direttore artistico di “Inguine MAH!gazine”. Ha pubblicato fumetti e illustrazioni su numerose riviste italiane e straniere, tra cui “Hardcomics”, “Babel” e “WW3”. Ha realizzato numerose mostre come artista visivo, cimentandosi in varie tecniche (mosaico, videoarte, pittura…). Ha recentemente pubblicato Vorrei incontrarti e Diario di un qualunquista (Fernandel edizioni) e Ultimo (su testi di Saturno Carnoli e Andrea Colombari - Edizioni del Vento). È inoltre curatore insieme a Elettra di numerose mostre e iniziative di associazione Mirada.<a href="http://www.gianlucacostantini.com/">www.gianlucacostantini.com</a> Elettra Stamboulis, curatrice e fondatrice dell’associazione Mirada, insegna Italiano in un Istituto Professionale e si occupa di fumetto a vario titolo. Ha curato, tra le altre, le mostre di Marjane Satrapi, Joe Sacco, Per ventiquattromila baci, e il festival di fumetto di realtà Komikazen. Suoi testi e articoli sono stati pubblicati da “Hamelin”, “Storia e problemi contemporanei” e recentemente su l’inserto M de L’Unità. <a href="http://www.stamboulis.eu/">www.stamboulis.eu</a></p>
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<title><![CDATA[L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi]]></title>
<link>http://associazionemirada.wordpress.com/2008/03/27/l%e2%80%99ammaestratore-di-tartarughe-osman-hamdi-in-anteprima-al-teatro-rasi/</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 10:06:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE
Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi
Lunedì 31 marzo ore 21 pres]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE<br />
Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi<br />
Lunedì 31 marzo ore 21 presentazione con lettura dal vivo del romanzo a fumetti scritto da Elettra Stamboulis e disegnato da Gianluca Costantini.<br />
Teatro Rasi Via Roma 39 Ravenna</p>
<p><a href='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/osman15.jpg' title='osman'><img src='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/osman15.jpg' alt='osman' /></a></p>
<p>        Nell’ambito della rassegna della non-scuola, curata da Ravenna Teatro, lunedì 31 marzo sarà presentato al pubblico il romanzo grafico di Costantini e Stamboulis L’ammaestratore di tartarughe. Più che la presentazione di un libro (che ancora non c’è, essendo un progetto ancora da terminare), si tratterà di una performance realizzata grazie al lavoro di alcuni adolescenti che frequentano i laboratori teatrali della non-scuola, guidati da Roberto Magnani. Federico Califano, Damiano Gaudenzi, Alessandro Minguzzi e Riccardo Spirandelli interpreteranno dal vivo le prime pagine del libro, aggiungendo suggestioni, sonorità, forzando la parola e la voce, utilizzando una modalità che unisce la visione delle immagini con la presa diretta della voce. Si potranno quindi vedere e ascoltare per la prima volta le prime pagine del libro, come in un cinematografo antico. Gli autori inoltre presenteranno il progetto in un dialogo pubblico.<br />
          Il romanzo grafico L’ammaestratore di tartarughe è un progetto che nasce nel 2005, anno in cui al Museo Archeologico di Istanbul gli autori si imbattono nella singolare biografia di Osman Hamdi: egli fu per la cultura ciò che Mustafa Kemal detto Ataturk, di poco più giovane, fu per la politica, ovvero un innovatore assoluto. Primo pittore che ritrasse con modi naturalistici le donne, fu il fondatore del Museo Archeologico di Istanbul, lo scopritore delle tombe regali di Sidone (tra cui quella considerata all’epoca di Alessandro Magno) e Nemrut Dagh, primo archeologo dal nome orientale ad essere accolto nella Società degli archeologi europei, fu anche l’ideatore della legge che protegge il patrimonio artistico del suo Paese dai paesi stranieri. Negli ultimi anni della sua vita organizzò anche la prima Accademia d’Arte… Tuttavia egli non compare nelle storie dell’arte europee. Ha subito una sorta di censura o di omissione involontaria. Il titolo del romanzo riprende quello del quadro più famoso di Osman Hamdi, considerato dalle guide in lingua, la “Monna Lisa” della pittura turca. Il quadro è stato sottoposto a numerose interpretazioni: perché Hamdi si ritrae come un derviscio ammaestratore di tartarughe? è il suo ruolo di insegnante all’Accademia trasfigurato? Oppure è una visione politica, di come vede la cultura nel suo paese, lui l’addestratore?<br />
La ricerca delle tracce della sua biografia è il tessuto narrativo di questo racconto, che è anche una guida alternativa alla conoscenza di un Paese e di una città, Istanbul visti con gli occhi di chi osserva questa parte di terra con occhi che pongono domande, mentre al confine infuria l’ultima guerra del Libano.</p>
<p>Nota biografica<br />
Gianluca Costantini è il direttore artistico di “Inguine MAH!gazine”.  Ha pubblicato fumetti e illustrazioni su numerose riviste italiane e straniere, tra cui “Hardcomics”, “Babel” e “WW3”. Ha realizzato numerose mostre come artista visivo, cimentandosi in varie tecniche (mosaico, videoarte, pittura...). Ha recentemente pubblicato Vorrei incontrarti e Diario di un qualunquista (Fernandel edizioni)  e Ultimo (su testi di Saturno Carnoli e Andrea Colombari - Edizioni del Vento). È inoltre curatore insieme a Elettra di numerose mostre e iniziative di associazione Mirada.<a href="http://www.gianlucacostantini.com">www.gianlucacostantini.com</a> Elettra Stamboulis, curatrice e fondatrice dell’associazione Mirada, insegna Italiano in un Istituto Professionale e si occupa di fumetto a vario titolo. Ha curato, tra le altre, le mostre di Marjane Satrapi, Joe Sacco, Per ventiquattromila baci, e il festival di fumetto di realtà Komikazen. Suoi testi e articoli sono stati pubblicati da “Hamelin”, “Storia e problemi contemporanei” e recentemente su l’inserto M de L’Unità.  <a href="http://www.stamboulis.eu">www.stamboulis.eu</a></p>
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<title><![CDATA[L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi]]></title>
<link>http://portodeisanti.wordpress.com/?p=81</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 10:06:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE
Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi
Lunedì 31 marzo ore 21 pres]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE<br />
Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi<br />
Lunedì 31 marzo ore 21 presentazione con lettura dal vivo del romanzo a fumetti scritto da Elettra Stamboulis e disegnato da Gianluca Costantini.<br />
Teatro Rasi Via Roma 39 Ravenna</p>
<p><a href='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/osman15.jpg' title='osman'><img src='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/osman15.jpg' alt='osman' /></a></p>
<p>        Nell’ambito della rassegna della non-scuola, curata da Ravenna Teatro, lunedì 31 marzo sarà presentato al pubblico il romanzo grafico di Costantini e Stamboulis L’ammaestratore di tartarughe. Più che la presentazione di un libro (che ancora non c’è, essendo un progetto ancora da terminare), si tratterà di una performance realizzata grazie al lavoro di alcuni adolescenti che frequentano i laboratori teatrali della non-scuola, guidati da Roberto Magnani. Federico Califano, Damiano Gaudenzi, Alessandro Minguzzi e Riccardo Spirandelli interpreteranno dal vivo le prime pagine del libro, aggiungendo suggestioni, sonorità, forzando la parola e la voce, utilizzando una modalità che unisce la visione delle immagini con la presa diretta della voce. Si potranno quindi vedere e ascoltare per la prima volta le prime pagine del libro, come in un cinematografo antico. Gli autori inoltre presenteranno il progetto in un dialogo pubblico.<br />
          Il romanzo grafico L’ammaestratore di tartarughe è un progetto che nasce nel 2005, anno in cui al Museo Archeologico di Istanbul gli autori si imbattono nella singolare biografia di Osman Hamdi: egli fu per la cultura ciò che Mustafa Kemal detto Ataturk, di poco più giovane, fu per la politica, ovvero un innovatore assoluto. Primo pittore che ritrasse con modi naturalistici le donne, fu il fondatore del Museo Archeologico di Istanbul, lo scopritore delle tombe regali di Sidone (tra cui quella considerata all’epoca di Alessandro Magno) e Nemrut Dagh, primo archeologo dal nome orientale ad essere accolto nella Società degli archeologi europei, fu anche l’ideatore della legge che protegge il patrimonio artistico del suo Paese dai paesi stranieri. Negli ultimi anni della sua vita organizzò anche la prima Accademia d’Arte… Tuttavia egli non compare nelle storie dell’arte europee. Ha subito una sorta di censura o di omissione involontaria. Il titolo del romanzo riprende quello del quadro più famoso di Osman Hamdi, considerato dalle guide in lingua, la “Monna Lisa” della pittura turca. Il quadro è stato sottoposto a numerose interpretazioni: perché Hamdi si ritrae come un derviscio ammaestratore di tartarughe? è il suo ruolo di insegnante all’Accademia trasfigurato? Oppure è una visione politica, di come vede la cultura nel suo paese, lui l’addestratore?<br />
La ricerca delle tracce della sua biografia è il tessuto narrativo di questo racconto, che è anche una guida alternativa alla conoscenza di un Paese e di una città, Istanbul visti con gli occhi di chi osserva questa parte di terra con occhi che pongono domande, mentre al confine infuria l’ultima guerra del Libano.</p>
<p>Nota biografica<br />
Gianluca Costantini è il direttore artistico di “Inguine MAH!gazine”.  Ha pubblicato fumetti e illustrazioni su numerose riviste italiane e straniere, tra cui “Hardcomics”, “Babel” e “WW3”. Ha realizzato numerose mostre come artista visivo, cimentandosi in varie tecniche (mosaico, videoarte, pittura...). Ha recentemente pubblicato Vorrei incontrarti e Diario di un qualunquista (Fernandel edizioni)  e Ultimo (su testi di Saturno Carnoli e Andrea Colombari - Edizioni del Vento). È inoltre curatore insieme a Elettra di numerose mostre e iniziative di associazione Mirada.<a href="http://www.gianlucacostantini.com">www.gianlucacostantini.com</a> Elettra Stamboulis, curatrice e fondatrice dell’associazione Mirada, insegna Italiano in un Istituto Professionale e si occupa di fumetto a vario titolo. Ha curato, tra le altre, le mostre di Marjane Satrapi, Joe Sacco, Per ventiquattromila baci, e il festival di fumetto di realtà Komikazen. Suoi testi e articoli sono stati pubblicati da “Hamelin”, “Storia e problemi contemporanei” e recentemente su l’inserto M de L’Unità.  <a href="http://www.stamboulis.eu">www.stamboulis.eu</a></p>
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