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	<title>aristofane &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/aristofane/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "aristofane"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 00:31:43 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Michele Monetta lez04]]></title>
<link>http://performerss.wordpress.com/?p=55</link>
<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 19:38:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>diegodeidda</dc:creator>
<guid>http://performerss.it.wordpress.com/2008/10/03/michele-monetta-lez04/</guid>
<description><![CDATA[TECNICHE DI MOVIMENTO
Quarta lezione di Michele Monetta
11.07.08
Punti chiave:

Training di scioglim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>TECNICHE DI MOVIMENTO<br />
Quarta lezione di Michele Monetta<br />
11.07.08</p>
<p>Punti chiave:</p>
<ul>
<li>Training di scioglimento della colonna vertebrale</li>
<li>Giochi di reattività corpo-spazio con l'utilizzo di bastoni</li>
<li>Improvvisazione collettiva sull'interazione corporea con l'utilizzo dei suddetti bastoni</li>
<li>Elementi di antropologia delle maschere del Mediterraneo</li>
<li>Improvvisazione con maschera neutra</li>
<li>Maschere della Commedia dell'arte: tipi e figure</li>
<li>Iconografia teatrale sei-settecentesca</li>
<li>Composizione di figure e atteggiamenti delle maschere italiane</li>
<li>Improvvisazione con la maschera della Commedia dell'arte</li>
<li>Visione e commento del brano di pantomima-balletto sulla maschera di Pulcinella tratto dal film "Carosello italiano", regia di Ettore Giannini</li>
</ul>
<p><strong>La maschera</strong><br />
La maschera nel Mediterraneo (caratteristiche che tornano, seppure diversificate, in tutte le popolazioni)<br />
La maschera è una difesa , es. mimetizzandosi nella foresta per la caccia, usando pelli o crani degli animali. L'animale diventa un ponte tra il mondo concreto e il mondo degli spiriti.<br />
La maschera è strumento apotropaico = difesa dai malefici<br />
La maschera è teriomorfa = rappresenta divinità/spiriti attraverso gli animali (gli egizi sono maestri)<br />
La fissità della maschera è impressionante. Condizioni fisiche come il freddo e il disagio provocano gli incubi. Il sogno e l'incubo portano l'uomo alla creazione di miti e storie ricche di maschere.<br />
Esistono associazioni di più animali in una maschera, es. l'ipogrifo: è importante mettere insieme maschere e animali. Nel 1500 nasce la Commedia dell'arte che riscopre gli animali.</p>
<p>"Gli uccelli" di Aristofane scritta nel 414 a.C. narra di due cittadini ateniesi, Pisitero ed Evelpide, che fuggono dalla città cercando un mondo ideale, ovvero quel posto indefinito fra terra e cielo dove regnano le creature alate. Penelope è paragonata all'anatra. Demetra alla gallina. Oros allo sparviero. Un oste zoppo è chiamato Pernice.</p>
<p>VI-VII secolo a.C. nella penisola italica. Etruschi, Osci e Sanniti: queste tre culture si incontrano ad Atella e qui nasce una farsa con maschera ad opera di contadini, alterati un po' dal vino. Sono le farse atellanee che dividono l'umanità in tipi, lo spirito primordiale della Commedia dell'arte, la derisione continua dell'umanità, il teatro in maschera che unisce uomo e animale.</p>
<p>Maccus è la forma arcaica di Pulcinella<br />
Pappus è il vecchio rincitrullito, zoppo (il vecchio Pantalone)<br />
Bucco il chiacchierone, non finisce più di parlare</p>
<p>La maschera non ha psicologia, è energia</p>
<p>Cambiano le forme (tecnologie ecc.) ma i contenuti (dubbi, passioni e paure dell'uomo) restano</p>
<p>Dossenus è un gobbo, furbo e malizioso (i vecchi buffoni di corte)<br />
Sannio è un servo buffo<br />
Maiales è perverso e vizioso<br />
Prostituta era la prostituta</p>
<p>La Commedia dell'arte attuerà una rivoluzione! Capitan Fracassa ha l'atteggiamento del pavone, la voce del leone e lo spirito del coniglio</p>
<p>Plauto mette insieme questo teatro antico.<br />
"Il soldato spaccone" di Plauto (850 a.C.): a Efeso, Pleusicle riesce a liberare Filocomasio, una ragazza da lui amata, che era stata rapita da Pirgopolinice, un soldato spaccone e vanitoso. Con l'aiuto dell'amico Periplecomeno e del servo Palestrione fa credere al soldato fanfarone che Acroteleuza, una cortigiane che si finge moglie di Periplecomeno, si sia invaghita di lui. Lusingato dalla conquista, il soldato lascia libera Filocomasio. Periplecomeno, fingendosi geloso, fa bastonare Pirgopolinice dai servi.</p>
<p>In epoca latina era molto diffusa la pantomima e c'erano due famosi mimi<br />
• mimus centunculus (multicolore e variopinto)<br />
• mimus albis (vestito di bianco)</p>
<p>...sembra di vedere Arlecchino e Pulcinella</p>
<p>Presso gli Etruschi c'era un personaggio mascherato dal nome Phersu. È un sacerdote che fa un gioco crudele. Il teatro si svolge a partire dall'officiante, c'è un rituale e però è tutto un gioco crudele.<br />
La maschera nel mondo latino è phersu = persona (ruolo, maschera) poi abbiamo un termine longobardo, maska, spirito maligno. Le larve arrivano dal basso, hanno la testa nera e il corpo bianco.</p>
<p>Maschera neutra<br />
Inizialmente si chiamava "maschera nobile". Copeau fu il primo a utilizzarle in Europa (...La Sartiglia?!...). Jacques Copeau (Parigi 1879 - Beaune 1949), è stato un attore, regista teatrale, critico e drammaturgo francese. Fondò nel 1909 la Novelle Revue Française insieme a André Gide, Jacques Rivière, Paul Claudel e Jean Schlumberger, e la diresse tra il 1912 e il 1914. La Francia aveva rapporti con l'Oriente, il teatro NÔ. Jaques Lecoq si fece costruire la maschera che vediamo a lezione. Jacques Lecoq (Parigi, 15 dicembre 1921 - Parigi, 19 gennaio 1999) è stato un attore teatrale, mimo e pedagogo francese. Fondatore della Scuola Internazionale di Teatro Jacques Lecoq (École Internationale de Théâtre Jacques Lecoq), è considerato uno dei più significativi pensatori del teatro contemporaneo, noto per i suoi studi sul teatro fisico e per il recupero della maschera e del coro greco e degli insegnamenti della Commedia dell'arte.<br />
Per utilizzare la maschera neutra bisogna dimenticare ciò che si conosce. La maschera neutra non è un tipo, è un'energia. Questa è l'arte del togliere le abitudini e i clichè. I bambini assumono posizioni e atteggiamenti per imitazione.<br />
Se vedo un mare in burrasca, mi sento anch'io come un mare in burrasca! L'uomo è un animale mimico: Uomo a Tokyo vs. Uomo a Orune. Aristotele parla di aria, acqua, terra e fuoco. La maschera neutra lavora sullo stadio della calma.</p>
<p>TRAINING<br />
Maschera neutra<br />
1. La maschera si sveglia, nasce<br />
2. Si mette in piedi perché scopre che il mondo attorno a sé si sviluppa verticalmente e verso l'alto<br />
3. C'è un albero altissimo, una nuvola e una rondine che vola in alto<br />
4. Compiere passaggio per passaggio, un continuo accumulare esperienze<br />
5. Fa due/tre passi avanti per andare verso il sole</p>
<p>Azzero i significati!<br />
Ascolto le percezioni sensoriali!<br />
Vengo colto dalla scoperta!<br />
Non bisogna progettare i movimenti, bisogna scoprirli!<br />
La maschera neutra resta nell'ambito della compagnia e del laboratorio... non va presentata al pubblico. Ha la bellezza di un limite: è solo un esercizio.</p>
<p>Leggiamo il 45° sonetto di Shakespeare. Il testo parla della trasformazione del corpo in pensiero:<br />
The other two, slight air, and purging fire<br />
Are both with thee, wherever I abide;<br />
The first my thought, the other my desire,<br />
These present-absent with swift motion slide.<br />
For when these quicker elements are gone<br />
In tender embassy of love to thee,<br />
My life, being made of four, with two alone<br />
Sinks down to death, oppress'd with melancholy;<br />
Until life's composition be recured<br />
By those swift messengers return'd from thee,<br />
Who even but now come back again, assured<br />
Of thy fair health, recounting it to me:<br />
This told, I joy; but then no longer glad,<br />
I send them back again, and straight grow sad.</p>
<p>Nella metà del 1500 nasce la Commedia improvvisa o Commedia non-premeditata o Commedia italiana. Nel 1700 Goldoni la chiama Commedia dell'arte (= per artisti, professionisti), la commedia fatta d'arte!<br />
Atto notarile a Padova: nel 1545 nasce la prima compagnia della Commedia, la Fraternal Compagnia (artisti che tentavano di vivere unicamente di teatro). Erano poeti, attori. Abbiamo un canovaccio, un metatesto, una scaletta delle battute, inventate sulla scena. In realtà erano talmente allenati che avevano tantissime battute e scenette che sembravano inventate in quel momento, es. un innamorato aveva trenta modi per uscire di scena.<br />
L'Italia in quegli anni faceva scuola a tutta l'Europa. Il motore era "se non lavori bene non mangi". Nasce così il teatro moderno: se ci sono stati Shekspeare e Molière è stato grazie alla Commedia dell'arte. Questo teatro aprì il palcoscenico alle donne. Fin dal teatro greco e in tutto il mondo erano solo gli uomini a recitare. Le donne che recitavano erano tutte molto colte. Per esempio, Isabella Andreini (poetessa), Margherita Costa.<br />
Sono maschere anche coloro che non calzano la maschera, es. gli innamorati venivano truccati.<br />
Metà del 700, Goldoni comincia la rivoluzione della Commedia dell'arte che si era un po' troppo cristallizzata e schiava dei clichè. È il periodo dell'Illuminismo.<br />
Le maschere sono quattro:<br />
1° Vecchio<br />
Pantalone dei Bisognosi</p>
<p>1° Zanni<br />
Il buffone, il comico<br />
Brighella (Bergamo Alta)<br />
Goviello (Napoli)</p>
<p>2° Vecchio<br />
Il dottore, Balanzone<br />
Parla in latino e dice tante fregnacce</p>
<p>2° Zanni<br />
Arlecchino (Bergamo Bassa), più naif, più tontolone<br />
Pulcinella (Napoli)</p>
<p>Arlecchino è il diavolo, l'uomo selvaggio, vero, con la barba riccia e il costume bianco, uno pieno di energia come un gatto</p>
<p>Etimologia del termine:<br />
XXI canto dell'Inferno, verso 118. Dante incontra due diavoli: Alichino e Barbaroccia.<br />
La leggenda di Herla King (..Erlachin..).<br />
In tedesco "re dell'inferno" si dice Hell Konig.<br />
Arlecchino è un'entità, anima dell'Europa.</p>
<p>Arlecchino è molto legato al terreno (come gli animali) e recita con la schiena/spina dorsale. Il comico è grottesco, arriva dalla grotta, dal basso. La comicità ha a che fare con il tragico, non è umorismo.</p>
<p>Pulcinella resta bianco, disponibile, è la natura, è il tutto, è metamorfico, può essere assassino o avere il candore di un bambino che guarda la luna. Pulcinella è legato all'inferno.</p>
<p>Guarda il video di Pulcinella da "Carosello Napoletano" di Ettore Giannini</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/o3mkAZkYvDs'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/o3mkAZkYvDs&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Chi interpreta Arlecchino studia il gatto. Chi rappresenta Pulcinella studia il pulcino e la gallina. Nasce dall'uovo. È ermafrodita, genera sé stessa, fa le uova. Pulcinella si traveste da femmina, e ci crede! Come Totò! Arlecchino ha la sua Colombina. Pulcinella fa l'amore con la palumella (la farfalla notturna). Pulcinella è una gallina. La gallina nel sud Italia è il ponte con il mondo dei morti. Quando muore un parente si mangia brodo di pollo. Pulcinella è come Caronte: ci trascina negli inferi per vedere le cose.</p>
<p>Guarda il video di Pulcinella in "Ferdinando I Re di Napoli" di Gianni Franciolini. Ferdinando I di Borbone (1751-1825), detto il re Lazzarone, di tutto si occupa, tranne che dei disagi in cui versa il suo popolo. Pulcinella, a teatro, gli dà parecchio filo da torcere.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/0fpx4yuxnBg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/0fpx4yuxnBg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Il pubblico mangia l'attore. Le maschere vengono fuori dagli inferi. Lo zanni è la maschera più importante. Le maschere sono animali.</p>
<p>Letture consigliate<br />
"Pulcinella", Bragaglia Ed.Sansoni<br />
"Vita di Arlecchino", F.Nicolini, Ricciardi editore<br />
"La Commedia dell'Arte", V.Pandolfi, Editore le lettere (sono ben 6 corposi volumi)<br />
"Il segreto della Commedia dell'Arte", Taviani/Schino, Ed.Casa Usher<br />
"I teatri di Napoli nel '600", U.P.Giurleo, Ed. F.Fiorentino<br />
"Il mondo di Arlecchino", A.Nicoll, Bompiani<br />
"I Canovacci della Commedia dell'Arte", Ed.Einaudi<br />
"Vita di Scaramuccia", A.Costantini, Einaudi<br />
"Eros nell'arte", Anna Sica</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Querelle tra antico e moderno, una diatriba che dura millenni]]></title>
<link>http://operareview.wordpress.com/?p=108</link>
<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 10:00:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>operareview</dc:creator>
<guid>http://operareview.it.wordpress.com/2008/08/26/querelle-tra-antico-e-moderno-una-diatriba-che-dura-millenni/</guid>
<description><![CDATA[Proprio in questi giorni si è accesa sui maggiori quotidiani nazionali una diatriba tra chi predili]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Proprio in questi giorni si è accesa sui maggiori quotidiani nazionali una diatriba tra chi predilige <em>mises en scène</em> tradizionali, e chi rompe con la tradizione in nome della sperimentazione e dell'innovazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco le puntate salienti di questa divertente querelle:</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/archivio/ricercaAvanzata.jsp"><img src="http://images.corriere.it/images/static/common/ms-archivio.gif" border="0" alt="" /></a> DALL' ARCHIVIO del <strong>CORRIERE DELLA SERA</strong>:</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/24/Carsen_chi_attacca_registi_danneggia_co_9_080824073.shtml">Carsen: chi attacca i registi danneggia l' opera (e se stesso)</a> &#124; <span>24 agosto 2008</span></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/23/alla_lirica_arroccata_stessa__co_9_080823101.shtml">«No alla lirica arroccata su se stessa»</a> &#124; <span>23 agosto 2008</span></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/22/Zeffirelli_bravo_Maazel_basta_orrori_co_9_080822036.shtml">Zeffirelli: bravo Maazel, basta orrori</a> &#124; <span>22 agosto 2008</span></p>
<p style="text-align:justify;">Due fazioni dunque, l'una capitanata dai decani <strong>Franco Zeffirelli (classe 1923) - Lorin Maazel (1930 -)</strong>, l'altra  da <strong>Graham</strong> <strong>Vick (1953) e Robert Carsen (1954)</strong>, alla prima possiamo ascrivere anche la Cavani, Frigerio, alla seconda Krief, in mezzo possiamo collocare come mediatori Luca Ronconi (1933) e Hugo De Ana.</p>
<p style="text-align:justify;">A divertire, come sempre, non sono solo le frecciate, spesso velenose, che per interposta persona, tramite stampa, le due schiere si lanciano, ma altresì i ricorsi e ricorsi storici...  ed ecco riaffiorare alla memoria la prima, <em>querelle </em>teatrale, quella intercorsa tra il conservatore Eschilo e l'anticonformista Euripide, genialmente descritta da Aristofane nelle sue <em>Rane</em>... dove il ruolo di mediatore era assegnato a Sofocle.</p>
<p style="text-align:justify;">In entrambi gli schieramenti spiccano nomi autorevoli, di professionisti che nell'uno e nell'altro caso sanno quello che fanno e tentano di proporre di volta in volta letture diverse di opere liriche molto note, e di appassionare il pubblico, certo a modo loro, e talvolta in modo discutibile, ma mai banale.</p>
<p style="text-align:justify;">E' dunque difficile dire chi abbia ragione e forse la posizione più pacata spetta a Lissner, che afferma "ogni allestimento ha una storia a sè..."</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Francesca Zardini</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lopado­temakho­selakho­galeo­kranio­leipsano­drim­hypo­trimmato­silphio­karabo­melito­katakekhy­meno­kikhl­epi­kossypho­phatto­perister­alektryon­opto­kephallio­kigklo­peleio­lagōio­siraio­baphē­tragano­pterýgōn]]></title>
<link>http://bohkun.wordpress.com/?p=119</link>
<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 17:33:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>BoH</dc:creator>
<guid>http://bohkun.it.wordpress.com/2008/08/14/lopado%c2%adtemakho%c2%adselakho%c2%adgaleo%c2%adkranio%c2%adleipsano%c2%addrim%c2%adhypo%c2%adtrimmato%c2%adsilphio%c2%adkarabo%c2%admelito%c2%adkatakekhy%c2%admeno%c2%adkikhl%c2%adepi%c2%adkossypho/</guid>
<description><![CDATA[Non si tratta altro che della parola più lunga al mondo.
Ma ha senso compiuto? Perchè sono buoni t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Non si tratta altro che della parola più lunga al mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma ha senso compiuto? Perchè sono buoni tutti di scrivere 212 lettere di seguito a caso.</p>
<p style="text-align:justify;">Purtroppo ce l'ha.</p>
<p class="firstHeading" style="text-align:justify;">Dico purtroppo perchè si tratta di una ricetta descritta da Aristofane nella sua commedia <em>Le Ecclesiazuse. </em>Si tratta di un piatto per una cena luculliana di fatto si parte da una base di 17 spezie di vario tipo che vanno dal dolce al amaro per passare a una fricassea di:</p>
<ul>
<li>Vari tipi di pesce</li>
<li>Squalo</li>
<li>Razza</li>
<li>Granchio</li>
<li>Formaggio</li>
<li>Aquila</li>
<li>Merlo</li>
<li>Tordo</li>
<li>Piccione (selvatico e d'allevamento)</li>
<li>Tuffetto (un altro tipo di uccello)</li>
<li>Tacchino</li>
<li>Miele</li>
<li>Vino novello bollito</li>
<li>Tanta Frutta</li>
</ul>
<p>Vi è venuta fame eh?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[III Episodio: Diario di un viaggio nella mitica Grecia ]]></title>
<link>http://worldsitetravellers.wordpress.com/?p=116</link>
<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 12:22:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>worldsitetravellers</dc:creator>
<guid>http://worldsitetravellers.it.wordpress.com/2008/06/27/iii-episodio-diario-di-un-viaggio-nella-mitica-grecia/</guid>
<description><![CDATA[


24 Giugno
 Ore 23.00
Abbiamo dovuto desistere dalle molte opportunita&#8217; di escursioni piu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/06/img00115.jpg"></a></p>
<p><a href="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/06/img001141.jpg"></a></p>
<p><a href="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/06/img00117.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-121" src="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/06/img00117.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>24 Giugno<br />
 Ore 23.00<br />
Abbiamo dovuto desistere dalle molte opportunita' di escursioni piu' o meno<br />
alternative alle isole di <strong>Skopelos ed Alonissos</strong> a causa di un bell'eritema<br />
solare del piu' piccolo del trio. Questo spiacevole episodio - che ha<br />
portato comunque interessanti soluzioni inusuali di bagni diurni in veste di<br />
palombaro con cappello alla Indiana Jones e bagni al tramonto- ci ha<br />
concesso di conoscere un personaggio credo essenziale sulla vita dell'isola:<br />
il <strong>Dott. George Kokkoris</strong> assieme alla <strong>Dottoressa Helen Karatasoglou</strong>.<br />
Personaggi che hanno incontrato,credo almeno una volta le giovani coppie con<br />
figli e chissa' quanti signori un po' piu' maturi.Massima disponibilita'<br />
diurna e notturna nonche' medicine consegnate direttamente in studio senza<br />
doversi recare alla farmacia di <strong>Skiathos citta'</strong>. Veramente Il senso<br />
dell'accoglienza, dell'ospitalita' senza fredde diagnosi seguite da<br />
consistenti ricevute.Siamo infatti tornati 3 volte. Il dottore ci raccontava<br />
di aver curato anche i figli di<strong> Pierce Brosnan</strong> in vacanza la scorsa estate<br />
mentre l'attore girava il <strong>film Mamma Mia</strong> in uscita adesso in Grecia. Una<br />
bella foto immortala il dottore con tutta la famiglia Brosnan.<br />
 Abbiamo appreso anche che esiste un ottimo prodotto Bethel.... che <br />
rappresenta un portentoso lenitivo per qualsiasi problema della pelle, <br />
troppo sole, eritemi, secchezza, tutte cose che in vacanza capitano.<a href="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/06/img00115.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-119" src="http://worldsitetravellers.wordpress.com/files/2008/06/img00115.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p> Dobbiamo consigliare un luogo dove gentilezza, forma, estetica e gusto si <br />
uniscono in un viaggio indescrivibile alla scoperta gastronomica <br />
tradizionale. Si chiama <strong>Nectar&#38;Amvrosia</strong>, una candida rampa di scale alla <br />
curva della statle di Troulos - bus stop 19, proprio davanti al distributore<br />
di benzina. Non l'avremmo visto con facilita' passando in auto, ne forse <br />
vi avremmo posto attenzione perche' Il posto pare un po' turistico.<br />
 In realta' le cose sono andate cosi. Di ritorno da Aselinos ci femiamo <br />
letteralmente disidratati ad un piccolo market con il cartello sulla <br />
strada che dice che li' si puo' trovare tutto, food, rooms to let, car to <br />
rent, boat to rent, pensiamo che un succo di frutta e dell'acqua potevamo <br />
trovarli. Scendiamo le scalette con la ringhiera rovente e ci accoglie una <br />
prosperosa e sorridente signora 100% greca con un caloroso Kalimera al <br />
quale rispondiamo a tono. Troviamo un Reebena al blackcurrant e un <br />
bottiglione d'acqua e soddisfatti ci apprestiamo a pagare quando la <br />
signora comincia a farci domande sulla nostra permanenza in un inglese <br />
stentato ma ben comprensibile - ah la torre di Babele!!!- e ci racconta <br />
che ha 4 figli maschi e una femmina tutti molto operosi e che possono <br />
esserci utili in qualsiasi necessita' - e allora ho capito il cartello- e <br />
che la sua figlia aveva questo ristorante buonissimo non molto lontano da <br />
li' (in effetti la strada parallela!). 'If not good, come back and mama <br />
gives you money back'.E' proprio vero che le madri sono sempre le migliori <br />
PR ma anche quelle piu' oneste perche' dicono la verita' con trasporto e<br />
sono pronte a giocarci la propria faccia.</p>
<p> Bene, la figlia ci ha accolte in una bellissima terrazza panoramica in <br />
cima alla candida scala bianca con candele accese sugli scalini. Vestali <br />
in peplo bianco, calzari e capelli raccolti in crocchie morbide, ci hanno <br />
fatto accomodade in un tavolo d'angolo con vista sulla verdeggiante<br />
campagna.Ogni tavolo finemente apparecchiato e contraddistinto da un <br />
cartiglio di un poeta o un filosofo: a noi ha fatto compagnia Aristofane.<br />
 Il menu' bello anche solo a vedersi, ben diverso da quei luridi ed untuosi <br />
portalistini da taberna di terz'ordine, era quadrato con la copertina di<br />
sughero con pagine in carta spessa invecchiata. Il contenuto, inutile <br />
dirlo semplicemente sfizioso.Antipasti della tradizione greca, olive, <br />
feta, succulenti cozze saganaki, foglie di vite in involtini, verdure <br />
fritte, grigliate e ripiene stufate, Griglia di carne, di pesce, contorni e <br />
dolci da far svenire!Ottima la carta dei vini esclusivamente greci.<br />
 Servizio perfetto. Andremo dalla mamma a raccontare la nostra esperienza <br />
compiacendo cosi' anche il suo orgoglio di madre.<br />
 Cosi' abbiamo festeggiato il <strong>Santo Patrono</strong> <strong>fiorentino</strong> bevendoci una ottima <br />
bottiglia di rose' semi dry ghiacciato!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il foglio.11-6-2008]]></title>
<link>http://controstorie.wordpress.com/?p=156</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 19:20:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>controstorie</dc:creator>
<guid>http://controstorie.it.wordpress.com/2008/06/20/il-foglio11-6-2008/</guid>
<description><![CDATA[SOCRATE NON SI E&#8217; MAI OCCUPATO DI RICERCHE NATURALISTICHE
Riprendiamo dunque da principio ed e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoPlainText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;">SOCRATE NON SI E' MAI OCCUPATO DI RICERCHE NATURALISTICHE</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;">Riprendiamo dunque da principio ed esaminiamo da quale accusa è sorta la calunnia, confidando nella quale Melèto mi ha intentato questo processo. Che cosa dicono dunque con esattezza i miei calunniatori? Procediamo come per un'accusa in piena regola di cui è necessario dare lettura del testo. Essa suona così: "Socrate è colpevole. Egli indaga con animo empio le cose del cielo e della terra, fa prevalere la causa cattiva sulla buona e insegna agli altri a fare altrettanto".</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;">Così press'a poco si esprime. E lo avete potuto constatare voi stessi nella commedia di Aristofane dove appare un Socrate che, muovendosi qua e là nell'alto della scena, dichiara di camminare nell'aria e molte altre stupide cose dice delle quali io non so punto, nè poco. Con ciò non intendo disprezzare affatto tale scienza, se qualcuno mai la possiede; non vorrei proprio che Melèto poi mi accusasse anche di una tale temerarietà. Ed in verità, o Ateniesi, io non mi sono mai occupato di siffatta scienza; e ne chiamo a testimone la gran parte di voi, e vorrei che vi contaste uno per uno tutti quelli che avete udito i miei discorsi, e ce ne siete tanti qui, per sapere chi di voi mi ha mai sentito fare discorsi simili.</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;">Da ciò potrete facilmente dedurre quale valore abbiano le altre accuse che mi sono state mosse.</span></p>
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<title><![CDATA["Gli Uccelli": Satira, Utopia, Teatro]]></title>
<link>http://erdos.wordpress.com/2008/02/01/133/</link>
<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 13:10:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mirko Di Martino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da mercoledì 30 gennaio e fino al 10 febbraio è in scena, al Teatro Mercadante di Napoli, Gli ucce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://erdos.wordpress.com/files/2008/02/gli_uccelli_2.jpg" title="Alessandro Schiavo, Massimo Verdastro, Sandro Lombardi"><img src="http://erdos.wordpress.com/files/2008/02/gli_uccelli_2.jpg" alt="Alessandro Schiavo, Massimo Verdastro, Sandro Lombardi" align="left" height="184" width="280" /></a><i>Da mercoledì 30 gennaio e fino al 10 febbraio è in scena, al Teatro Mercadante di Napoli, <b><a href="http://www.teatroteatro.it/scheda.asp?idscheda=161" target="blank"><i>Gli uccelli</i></a></b>, della compagnia Tiezzi-Lombardi, premio Ubu 2006 al miglior spettacolo e alla miglior regia. </i></p>
<p><b>Utopia è un Non-Luogo, uno spazio che esiste solo come possibilità, come alternativa al reale o come suo modello. </b>Ma Utopia è anche un desiderio eternamente frustrato, un’immagine che svanisce non appena ci si avvicina a guardarla, un mondo sospeso in un’eterna finzione che è vera, verissima, solo per chi sceglie di crederci.</p>
<p align="justify"> <b>A ben vedere, allora, Utopia è il Teatro stesso</b>. Quale luogo è infatti allo stesso tempo più reale e più impossibile di quello costruito sul palcoscenico, ogni sera da capo, all’infinito? E quale altro mondo è così tanto fragile eppure così ostinatamente vitale?</p>
<p><b>E’ di questo, anche di questo, che parla Gli uccelli, lo spettacolo di Federico Tiezzi, regista, e Sandro Lombardi, attore, che da mercoledì 30 gennaio è in scena al Teatro Mercadante di Napoli, fino al 10 febbraio.</b></p>
<p>La storia è quella di due ateniesi, Pisetero (Sandro Lombardi) e Evelpide (Alessandro Schiavo) che lasciano la loro città, sull’orlo del crollo definitivo, per andare in cerca di un luogo dove trascorrere il resto della vita senza seccature. Questo nuovo mondo sarà la città degli uccelli, sospesa nel cielo a metà tra la terra degli uomini e il regno degli dei. Ma ben presto questo utopico regno della libertà si trasformerà in un mondo fin troppo simile al nostro.</p>
<p><b>Premio Ubu 2006 per il miglior spettacolo e la miglior regia, Gli Uccelli, nella riscrittura dello stesso Sandro Lombardi, è un po’ satira socio-politica e un po’ dramma didattico, divertente e colorata in certi momenti, grigia e inquietante in certi altri.</b></p>
<p>Uno spettacolo ricco di invenzioni e fantasia, di simboli e concetti, che vede in scena una splendida compagnia di attori, tutti di grande qualità ed eleganza.</p>
<p><b>Teatro Mercadante<br />
piazza municipio, Napoli</b><br />
biglietteria: 081.5513396<br />
info@teatrostabilenapoli.it<br />
<a href="http://www.teatrostabilenapoli.it">www.teatrostabilenapoli.it</a></p>
<h4>Pubblicato su <a href="http://www.teatroteatro.it">www.teatroteatro.it</a></h4>
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