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	<title>arte-conteporanea &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/arte-conteporanea/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "arte-conteporanea"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 08:40:52 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Varie e vane - 3]]></title>
<link>http://francesconardi.wordpress.com/?p=333</link>
<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 13:24:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesconardi</dc:creator>
<guid>http://francesconardi.it.wordpress.com/2008/08/13/varie-e-vane-3/</guid>
<description><![CDATA[1 - Il portavoce di Denis Verdini scuserà se tento una difesa di Sandro Bondi, usurpando la sua uni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em>1 - Il portavoce di Denis Verdini scuserà se tento una difesa di Sandro Bondi, usurpando la sua unica funzione politica di cui si abbia notizia recente. Già che suona come un'impresa impossibile, comunque, farò della difesa un'occasione d'attacco, di modo che scriverne mi venga più facile e gradito. E quindi, se come dice il Riformista non è assolutamente strano che Bondi rilasci interviste a Grazia, altrettanto non sarà strano che questi abbia pure personalissime opinioni circa l'arte contemporanea. Dice che non ne capisce niente, che non gli comunica emozioni, ed io non ci vedo né niente di male né alcuna traccia di incompatibilità con il ruolo istituzionale che occupa. Si sono avuti ministri della famiglia senza famiglia, ministri delle infrastrutture che neanche vi dico e quindi ci possono essere ministri dei beni culturali che non afferrano l'arte contemporanea. Nessuno scandalo.<br />
La difesa è questa e, posta così, lascia spazio ad una rispostina, sullo stesso argomento, a Sergio Soave che su il Foglio forse si fa troppo prendere dalla spirito di assistenza in difesa. Perché la questione non verte sulle capacità di Bondi ma sul come questi sia divenuto ministro. Da quel che ho capito io Sandro Bondi è divenuto ministro perché fedelissimo del suo padrone politico, Silvio Berlusconi, di modo che del ministero per i beni culturali si è fatto quindi obolo di fedeltà. Il che è legittimo, ma fa vomitare. Ed è questo che dovrebbe scandalizzare, e non altro. Del resto, senza Sandro Bondi non si va da nessuna parte. Parola di portavoce, che come si sa non porta né voti né pene.  </em>
</p>
<p style="text-align:justify;"><em>2 - Su Il Foglio di oggi colpiscono due letterine firmate Frank Cimini e Alberto Gambino. In altri tempi si sarebbe potuto pensare che qualche letterista psicologicamente dipendente da Giuliano Ferrara ci stesse provando, ma questi tempi – pare – non sono più quelli. Dunque si deduce che i due letteristi di cui sopra non sono scappati da un romanzo di Puzo lasciato aperto sul comodino ma che invece esistono davvero liberi in natura. Spettacolare.</em></p>
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