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	<title>assistenza-sanitaria &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/assistenza-sanitaria/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "assistenza-sanitaria"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 08:34:57 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[48 ore alla partenza]]></title>
<link>http://usacanada2008.wordpress.com/?p=28</link>
<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 13:27:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteogracis</dc:creator>
<guid>http://usacanada2008.it.wordpress.com/2008/09/21/48-ore-alla-partenza/</guid>
<description><![CDATA[Ci siamo quasi. Siamo pronti, credo. A dir la verità non si è mai pronti per un viaggio del genere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo quasi. Siamo pronti, credo. A dir la verità non si è mai pronti per un viaggio del genere. Ma si fa il possibile per esserlo...</p>
<p>Volo <a href="http://www.lufthansa.it/" target="_blank">Lufthansa</a>, Venezia-Francoforte-New York e ritorno San Francisco-Francoforte-Venezia, 783 euro a testa, acquistato insieme all'assicurazione per l'assistenza sanitaria e le spese mediche (fondamentale negli States, noi abbiamo scelto la <a href="http://www.globy.it/" target="_blank">Globy Rosso</a>) pagata 176 euro a testa (e infine 55 euro a testa di spese agenzia). <br />
Abbiamo prenotato l'auto che ci accompagnerà per l'intero tragitto (su <a href="http://www.alamo.com/" target="_blank">Alamo.com</a>), e sarà una Chevrolet Equinox (un piccolo suv) o simile. Costo del noleggio 3.212 dollari ovvero 2.200 euro circa (con assicurazioni, km illimitati e riconsegna dell'auto a San Francisco). Quindi riassumendo, aereo + assicurazione + auto: 1.750 euro a testa. </p>
<p>Sponsor del viaggio, l'<a href="http://www.x-ide.it" target="_blank">X-Ide</a> (Immagine Design Eyewear), un'azienda con sede a Calalzo di Cadore (Belluno) che proprio quest'anno festeggia il decimo anniversario della propria attività. Ironia, trasgressione, provocazione, curiosità, intelligenza e serietà: questi i valori condivisi dalle persone che compongono il Marchio, e naturalmente da noi. Molto più che un semplice sponsor quindi, un insieme di idee e visioni che porteremo con noi durante questa avventura e che cercheremo di trasmettere a tutte le persone che incontreremo lungo il nostro percorso.   </p>
<p>Media partner, <a href="http://www.dolcevitaonline.it/" target="_blank">Dolce Vita</a> magazine e <a href="http://new.club103.com/" target="_blank">Radio Club 103</a> (presto i dettagli delle "dirette"), altre due realtà vicine al nostro stile di vita e alla nostra voglia di andare, scoprire, raccontare. </p>
<p>E' tutto pronto quindi, si.<br />
40 giorni, negli Stati Uniti, da costa a costa. Un sogno che si avvera. E allora... occhi bene aperti, che si parte!  </p>
[caption id="" align="alignnone" width="448" caption="Andrea, Riccardo, Matteo"]<img src="http://www.aziendaprodaction.com/viaggi/usacanada2008/img/noi1.jpg" alt="Andrea, Riccardo, Matteo" width="448" height="298" />[/caption]
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Milano, <i>Immigrazione sana</i> o <i>pulizia etnica</i>? (di Giuseppe Faso)]]></title>
<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/?p=230</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 15:14:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
<guid>http://sergiobontempelli.it.wordpress.com/2008/05/09/milano-immigrazione-sana-o-pulizia-etnica-di-giuseppe-faso/</guid>
<description><![CDATA[ Tempo fa avevo segnalato a Giuseppe Faso l&#8217;incredibile progetto del Comune di Milano - da me ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-231" src="http://sergiobontempelli.wordpress.com/files/2008/05/copertinaleft.jpg?w=70" alt="" width="70" height="96" /> <em>Tempo fa avevo segnalato a Giuseppe Faso l'incredibile progetto del Comune di Milano - da me già <a title="Sergio Bontempelli - Milano, pulizia etnica" href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2008/04/26/milano-quando-la-pulizia-e-etnica/" target="_blank">descritto e commentato su questo blog</a> - che vorrebbe insegnare le regole della pulizia e dell'igiene</em><em> agli immigrati, considerati evidentemente alla stregua di selvaggi. Giuseppe ha raccolto la palla al balzo e ha pubblicato - sul numero in edicola del settimanale <a title="Left" href="http://www.avvenimentionline.it/" target="_blank">Left</a> - un suo commento "al veleno". Eccolo.</em></p>
<p>«Una certa "fragilità" intrinseca e una scarsa cultura della salute e della prevenzione di alcune popolazioni straniere hanno portato a una recrudescenza di patologie ormai debellate o del tutto marginali nella popolazione milanese...» (<a title="Comune di Milano, Immigrazione Sana" href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie/salute/salute_malattie+immigrati" target="_blank">Comune di Milano</a>). “Immigrazione Sana” è il titolo di un "progetto" presentato nel sito dell’Amministrazione Comunale e segnalatomi da Cinzia, del Naga e Sergio, di Africa Insieme. Si tratta di un documento di rara comicità.<!--more--></p>
<p>E’ difficile capire su che dati certi si basino le affermazioni ivi contenute. Sembra che vi prevalgano una inclinazione alla diceria di senso comune e una fantasia turbata, su cui potrebbe intervenire altro settore della sanità ambrosiana, per un intervento dal titolo “Amministratori psichicamente equilibrati”. Così finalmente smetteremmo di leggere che  ci troviamo davanti, negli immigrati,  a «una condotta sessuale non sempre cosciente, matura e responsabile quando non addirittura legata agli ambiti dell’illegalità». Fatico a immaginare cosa significhino le sinistre allusioni di questa prosa morbosa al rapporto tra sesso e ambito di illegalità – mi vengono in mente solo coloro che praticano forme criminali di turismo sessuale, ma quelli devono trovarsi piuttosto tra i milanesi radicati.</p>
<p>Se una persona in situazione di infrazione amministrativa viene definita per lo più con l’epiteto stigmatizzante di “clandestino” (sempre senza virgolette: una categoria legittima e certa), nel documento meneghino chi è in regola con le leggi italiane viene retrocesso a “regolare”, scritto con le virgolette: regolare per modo di dire, sappiano bene che davvero regolari non lo saranno mai. E perché rimangano regolari solo tra virgolette, nella presentazione di un progetto “Immigrazione Sana” non c’è spazio per informare sul diritto all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, o all’accesso agli strumenti di prevenzione.</p>
<p>Gli immigrati vengono distribuiti in tre grossi spicchi: quelli che portano con sé patologie dal paese d’origine; quelli che presentano patologie “da degrado”; e quelli che hanno patologie comuni al resto della popolazione ma che assumono particolare gravità in situazioni precarie. Ci sono cioè quelli che ci infettano, e quelli sono più esposti perché abitano nel fango e nelle catapecchie. Un quarto spicchio, di persone regolari solo tra virgolette ma sane, non è contemplato. Chi passi da Milano, eviti di pranzare fuori, con tutti quei cuochi e pizzaioli tubercolotici di suo o precari in salute, e non abituati a «rimuovere con apposito detergente…lo sporco nelle superfici utilizzate per i pasti» (vedi oltre).</p>
<p>A questo branco di luridi lebbrosi, abitatori di fogne melmose viene riferito che la salute è un dovere: non un diritto, come ci sembrava, e come viene religiosamente taciuto nel documento - chissà i selvaggi lo venissero a sapere. E perciò, aprano un computer (le catapecchie degradate in cui ci si immagina vivano saranno pur dotate di ADSL, "Milan l’è semper Milan"), e scarichino il manualetto predisposto dall’Amministrazione erede della grande tradizione austriaca. Così impareranno a «curare la pulizia del proprio corpo lavandosi ogni giorno, avere i capelli puliti, detergere i denti dopo avere mangiato, curare l’igiene delle unghie, indossare abiti puliti». E seguano, le loro donne, un corso di formazione (proporrei un bel titolo ad effetto, come “pulizia etnica”), per imparare il vivere civile: «Con scopa e straccio pulito si rimuove regolarmente lo sporco da pavimenti, servizi igienici, superfici utilizzate per il consumo dei pasti. Lo sporco ostinato va rimosso con apposito detergente». E via di questo passo: ce n’è abbastanza per proporre il Comune di Milano, reparto “(Dovere della) salute”, per il Premio Nobel per la pace, visto lo sforzo che fa per civilizzare 170.000 selvaggi.</p>
<p><em>Giuseppe Faso, da Left, n. 19 - 9 Maggio 2008, pag. 81. Il titolo originale dell'articolo è «Pulizia Etnica»</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Milano, quando la <i>pulizia</i> è <i>etnica</i>]]></title>
<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/?p=186</link>
<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 23:12:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
<guid>http://sergiobontempelli.it.wordpress.com/2008/04/26/milano-quando-la-pulizia-e-etnica/</guid>
<description><![CDATA[ Secondo il Comune di Milano gli immigrati hanno una &#8220;scarsa cultura della salute&#8221;, e po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-187" src="http://sergiobontempelli.wordpress.com/files/2008/04/camper.jpg?w=128" alt="" width="128" height="81" /> <em>Secondo il Comune di Milano gli immigrati hanno una "scarsa cultura della salute", e portano le malattie: per questo, un manuale spiega loro come lavarsi e come pulire casa. Roba da non credere.<br />
</em></p>
<p>«Una certa “fragilità” intrinseca e una scarsa cultura della salute e della prevenzione di alcune popolazioni straniere hanno portato ad una recrudescenza di patologie ormai debellate o del tutto marginali nella popolazione milanese (es. tubercolosi), ma anche delle malattie trasmesse nell’ambito di una condotta sessuale non sempre cosciente, matura e responsabile quando non addirittura legata agli ambiti dell’illegalità». Si presenta così il progetto <em>Immigrazione Sana </em>del Comune di Milano, finalizzato - si legge nel <a title="Comune di Milano, Immigrazione Sana" href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie/salute/salute_malattie+immigrati" target="_blank">sito dell'Amministrazione</a> - a "promuovere una concreta e responsabile <em>integrazione</em> degli immigrati sul versante della salute". Che cosa sia la "condotta sessuale legata agli ambiti dell'illegalità" non è molto chiaro, ma non importa: il bello deve ancora venire.<!--more--></p>
<p>«I residenti "regolari" a Milano», spiega il sito del Comune, mettendo chissà perchè tra virgolette la parola <em>regolari, </em>«sono 170.619, così suddivisi: 33.241 Paesi Europei; 39.240 Africa; 37.554 Americhe e 60.435 Asia». Un buon numero di persone, insomma: che, secondo l'illuminata amministrazione <em>lumbard, </em>sono tutte brutte, sporche e malate.</p>
<p>Tre righe sotto, infatti, ci viene spiegato che «la situazione degli immigrati può essere schematizzata in 3 gruppi:<em> </em>patologie che l’immigrato porta con sé dal paese d’origine; patologie da disagio o <em>degrado</em>; patologie comuni anche alla popolazione italiana che assumono particolare gravità in condizioni di vita precarie». Insomma, centosettantamila stranieri si dividono in tre gruppi, corrispondenti ad altrettante malattie:<em> quartum non datur, </em>verrebbe da dire, visto che la possibilità di un ulteriore gruppo - quello degli immigrati in buono stato di salute - non viene nemmeno presa in considerazione.</p>
<p>E siccome la salute è definita un "dovere" - e non un diritto - il Comune si preoccupa di spiegare le elementari regole di prevenzione sanitaria ai <em>selvaggi: </em>i quali, a quanto pare, non sono in grado di lavarsi, ma sapranno sicuramente aprire un computer e leggere un file PDF... Nel <a title="Decalogo per la prevenzione. Comune di Milano, Immigrazione sana" href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/wcm/jsp/fibm-cdm/FDWL.jsp?cdm_cid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/SALUTE_Malattie%20immigrati/a840718048e84874883eeacd59d69fcb/false&#38;cdm_acid=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Content/Il%20decalogo%20per%20la%20prevenzione%20-%20def40f0048e86c9d8a30eacd59d69fcb/def40f0048e86c9d8a30eacd59d69fcb/false" target="_blank">manualetto allegato</a> si raccomanda ai <em>selvaggi</em> di «curare la pulizia del proprio corpo lavandosi ogni giorno, avere i capelli puliti, detergere i denti dopo avere mangiato, curare l’igiene delle unghie, indossare abiti puliti». Ma, soprattutto, si spiegano le difficilissime regole della pulizia della casa: «Con scopa e straccio pulito si rimuove regolarmente lo sporco da pavimenti, servizi igienici, superfici utilizzate per il consumo dei pasti. Lo sporco ostinato va rimosso con apposito detergente». Menomale che c'è il Comune di Milano, verrebbe da dire: altrimenti, centosettantamila uomini primitivi provenienti dalla savana sarebbero rimasti all'oscuro di tutto, lontani dalla civiltà...</p>
<p>Quanto al <em>diritto alla salute </em>- iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale per i cittadini stranieri regolari, prestazioni mediche per gli irregolari, accesso agli strumenti di prevenzione ecc. - il progetto <em>Immigrazione Sana </em>tace. La salute non è mica un diritto: loro comincino a lavarsi, poi si vedrà...</p>
<p><em>Ringrazio Cinzia del NAGA per la segnalazione</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Risk Management Sanitario]]></title>
<link>http://breakerfall79.wordpress.com/?p=8</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 20:14:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcocimmino</dc:creator>
<guid>http://breakerfall79.it.wordpress.com/2008/04/21/il-risk-management-sanitario/</guid>
<description><![CDATA[Nel nostro paese e nel contesto internazionale si assiste oggi ad un rinnovato interesse per il tema]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nostro paese e nel contesto internazionale si assiste oggi ad un rinnovato interesse per il tema della sicurezza e della qualità delle prestazioni sanitarie. Parlare di “<em>qualità</em>” delle cure oggi significa parlare non solo di efficienza ed efficacia delle prestazioni ma anche e soprattutto di sicurezza del servizio offerto. Se il paziente che si rivolge alla struttura sanitaria con una domanda di assistenza che migliori la sua condizione di salute, riceve al contrario un danno dall’atto sanitario, si assiste al fallimento non solo della singola prestazione ma dell’intero sistema che viene meno allo scopo per il quale è stato concepito. E’ in questo mutato contesto che si inserisce il tema del <strong>risk management</strong> nelle aziende sanitarie.</p>
<p>Dallo sviluppo di una procedura di risk management, oltre a conoscenze sui <strong>rischi</strong>, si evidenziano inefficienze di processo, di tipo organizzativo e procedurale, le quali ovviamente rendono la pratica sanitaria particolarmente rischiosa, con aggravi di costi per trattamenti terapeutici ed allungamento delle degenze.</p>
<p>Di fronte a un tale scenario, si è compreso nel tempo che, con la stessa metodologia utile per gestire strategicamente perdite e quindi costi dovuti a <strong>sinistri</strong>, si può gestire in modo strategico i problemi in esame, portando un ritorno, innanzitutto sociale,  all’<strong>azienda sanitaria</strong>. Il risultato da ottenere è un percorso strutturato in fasi precise che utilizza una serie di nuovi e vecchi strumenti statistici, ognuno dei quali è propedeutico all’altro nell’ottica di una visione generale di miglioramento del processo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Italia discrimina rom, rumeni e comunitari nelle cure mediche]]></title>
<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/?p=58</link>
<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 23:15:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
<guid>http://sergiobontempelli.it.wordpress.com/2008/01/31/litalia-discrimina-rom-rumeni-e-comunitari-nelle-cure-mediche/</guid>
<description><![CDATA[  Di seguito il testo di un appello promosso da Elena Rozzi ed ASGI, e inviato nei primi giorni del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://sergiobontempelli.wordpress.com/files/2008/03/ue.thumbnail.jpg" alt="ue.jpg" />  <i>Di seguito il testo di un appello promosso da Elena Rozzi ed ASGI, e inviato nei primi giorni del 2008 ai Ministri</i><i><span> della Salute, dell’Interno, della Solidarietà Sociale, dei Diritti e le Pari Opportunità<span>, dell</span></span>a Famiglia. L'appello chiede interventi urgenti per garantire il diritto alla salute dei cittadini comunitari, e "fa il punto" sulla normativa nazionale in materia di accesso alle cure mediche: ne emerge un quadro disastroso e drammatico, nel quale una porzione non irrilevante della popolazione - Rom, rumeni e comunitari in genere - è di fatto esclusa dall'accesso alle cure urgenti ed essenziali. Ciò in palese violazione delle normative internazionali, europee e persino del Testo Unico sull'Immigrazione. Pubblico questo testo soprattutto per il prezioso quadro che fa della situazione, purtroppo non ancora risolta. </i></p>
<p><span></span>Egregi Ministri,</p>
<p>con la presente, intendiamo sollecitare l’intervento immediato del Governo per risolvere la grave problematica dell’esclusione dall’assistenza sanitaria di alcune categorie di cittadini comunitari: esclusione che, oltre a determinare gravi conseguenze rispetto alla tutela della salute individuale e collettiva, appare sotto alcuni profili in contrasto con i principi della Costituzione italiana e con la normativa vigente.<!--more--></p>
<p>Ci riferiamo, in primo luogo, alla grave problematica dell’accesso alle cure essenziali e alle prestazioni concernenti la tutela della gravidanza e della maternità e l’interruzione volontaria di gravidanza per i cittadini comunitari di fatto soggiornanti in Italia ma privi dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno (inserimento lavorativo, o titolarità di risorse sufficienti e di assicurazione sanitaria).</p>
<p>In secondo luogo, chiediamo che venga affrontata la problematica dell’esclusione dall’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale per alcune categorie di cittadini comunitari che, pur essendo privi dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno, sono meritevoli di particolari tutele (tra cui i minori, le donne incinta o puerpere, le vittime di tratta o grave sfruttamento), nonché per alcune categorie di cittadini comunitari titolari del diritto di soggiorno che tuttavia, in base alle disposizioni diramate dal Ministero della Salute in applicazione del D. Lgs. 30/2007, non sono ammessi all'iscrizione al SSN.</p>
<p><i> I. Accesso alle cure essenziali<br />
</i><br />
Nei confronti dei cittadini comunitari di fatto soggiornanti in Italia ma privi dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno (e dunque non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale) e che non dispongono di un attestato di diritto rilasciato dal paese d’origine, con le circolari del Ministero della Salute del 13.02.2007 e del 3.08.2007 è stato previsto:<br />
-       il mantenimento del codice STP, non oltre la data del 31 dicembre 2007, a favore dei cittadini rumeni o bulgari che fossero già titolari di tale codice al 31 dicembre 2006;<br />
-       l’accesso dei cittadini comunitari non titolari di codice STP alle sole cure “indifferibili e urgenti”;<br />
-       il pagamento delle prestazioni relative alla tutela della gravidanza e della maternità e all’interruzione volontaria di gravidanza a carico dell’assistita, a meno che l'interruzione di gravidanza sia ritenuta una prestazione medicalmente necessaria.</p>
<p>Tali previsioni concretano evidentemente un livello di tutela del diritto alla salute nettamente inferiore a quello previsto per i cittadini extracomunitari irregolarmente soggiornanti sul territorio italiano dall’art. 35, comma 3, del Testo Unico sull’immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286).<br />
Da un lato, la previsione del mantenimento del codice STP per i soli cittadini di nazionalità rumena o bulgara che fossero già titolari di tale codice al 31 dicembre 2006 ha un ambito di applicazione assai ristretto, non solo sotto il profilo soggettivo (essendone esclusi coloro che non erano in possesso del codice STP al 31 dicembre 2006 e/o che sono entrati in Italia successivamente, nonché i cittadini comunitari provenienti da Stati diversi dalla Romania e Bulgaria), ma anche sotto quello temporale, non essendo più applicabile dal 1° gennaio 2008.<br />
D’altro lato, la previsione dell’accesso alle sole cure “indifferibili e urgenti” è evidentemente più restrittiva di quella contenuta nell’art. 35, comma 3, del Testo Unico 286/98. Quest’ultima disposizione garantisce, infatti, agli stranieri extracomunitari irregolarmente presenti sul territorio non solo l’accesso alle cure “urgenti”, ma altresì il diritto alle cure “essenziali, ancorché continuative” [<i>In base alla Circolare Ministero della Sanità n. 5 del 24 Marzo 2000, "per cure urgenti si intendono le cure che non possono essere differite senza pericolo per la vita o danno per la salute della persona; per cure essenziali si intendono le prestazioni sanitarie, diagnostiche e terapeutiche, relative a patologie non pericolose nell'immediato e nel breve termine, ma che nel tempo potrebbero determinare maggiore danno alla salute o rischi per la vita (complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti)</i>"], nonché ai programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. In particolare, viene espressamente garantita la tutela sociale della gravidanza e della maternità, a parità di trattamento con le cittadine italiane, ai sensi delle leggi 29 luglio 1975, n. 405, e 22 maggio 1978, n. 194, e del decreto del Ministro della sanità 6 marzo 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1995, nonché la tutela della salute del minore in esecuzione della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989.<br />
L’art. 35, comma 4 del Testo Unico 286/98 precisa che tali prestazioni “sono erogate senza oneri a carico dei richiedenti qualora privi di risorse economiche sufficienti”. E’ opportuno ricordare che la circolare del Ministero della Salute n°5 del 24 marzo 2000 ha inequivocabilmente e dettagliatamente confermato, nel senso dianzi esposto, l’ampia portata della norma citata. La gratuità delle prestazioni relative alla gravidanza, al parto e all’interruzione volontaria di gravidanza è prevista inoltre dall’art. 10 della legge 194/78 [<i>“L'accertamento, l'intervento, la cura e la eventuale degenza relativi alla interruzione della gravidanza nelle circostanze previste dagli articoli 4 e 6, ed attuati nelle istituzioni sanitarie di cui all'articolo 8, rientrano fra le prestazioni ospedaliere trasferite alle regioni dalla legge 17 agosto 1974, n. 386 (3/a). Sono a carico della regione tutte le spese per eventuali accertamenti, cure o degenze necessarie per il compimento della gravidanza nonché per il parto, riguardanti le donne che non hanno diritto all'assistenza mutualistica”</i>].</p>
<p>Evidente appare allora la distanza tra tali previsioni e le forti limitazioni all’accesso all’assistenza sanitaria poste dal Ministero della Salute. Tali limitazioni stanno producendo conseguenze molto gravi in termini di tutela della salute individuale, in particolare per:<br />
-       coloro che necessitano di cure essenziali (anche a carattere continuativo), benché non strettamente urgenti;<br />
-       le donne che necessitano di prestazioni relative alla tutela della gravidanza e della maternità o all’interruzione di gravidanza; si segnala a tal proposito un rilevante rischio di aumento del ricorso ad aborti clandestini da parte delle donne che non dispongono delle risorse necessarie;<br />
-       i minori, sia alla nascita (per la mancata tutela della maternità di cui sopra) sia successivamente.<br />
Si rileva inoltre come il mancato accesso all’assistenza sanitaria implichi conseguenze negative anche a livello di tutela della salute pubblica (si pensi ad esempio alle vaccinazioni e alla profilassi e cura delle malattie infettive).</p>
<p>Il trattamento deteriore del cittadino comunitario rispetto al cittadino extracomunitario, oltre a rappresentare un’irragionevole disparità di trattamento in violazione del principio di non discriminazione sancito dall’art. 3 della nostra Costituzione, si pone in aperto contrasto con l’art. 1, comma 2, del Testo Unico sull’immigrazione di cui al D. Lgs. n. 286/98, che impone l’estensione ai cittadini comunitari delle disposizioni di cui allo stesso Testo unico, relative ai cittadini extracomunitari, qualora più favorevoli.<br />
L’interpretazione restrittiva adottata dal Ministero della Salute risulta inoltre in contrasto con l’art. 32 della Costituzione italiana, che sancisce la tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e prevede la garanzia di cure gratuite agli indigenti.<br />
La Corte costituzionale ha autorevolmente affermato che le previsioni contenute nell’art. 35 del Testo Unico 286/98 (con riferimento alle cure non solo urgenti ma anche essenziali) costituiscono attuazione del “nucleo irriducibile” del diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione, da riconoscersi ad ogni individuo, rispetto al quale non sono ammessi bilanciamenti con altri valori, quali il contenimento della spesa pubblica, né discriminazioni, in ragione della regolarità o meno del soggiorno (sent. Corte costituzionale n. 252 del 2001)[“<i>secondo un principio costantemente affermato dalla giurisprudenza di questa Corte, il diritto ai trattamenti sanitari necessari per la tutela della salute è “costituzionalmente condizionato” dalle esigenze di bilanciamento con altri interessi costituzionalmente protetti, salva, comunque, la garanzia di "un nucleo irriducibile del diritto alla salute protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana, il quale impone di impedire la costituzione di situazioni prive di tutela, che possano appunto pregiudicare l’attuazione di quel diritto” (cfr., ex plurimis, le sentenze n. 509 del 2000, n. 309 del 1999 e n. 267 del 1998). Questo “nucleo irriducibile” di tutela della salute quale diritto fondamentale della persona deve perciò essere riconosciuto anche agli stranieri, qualunque sia la loro posizione rispetto alle norme che regolano l’ingresso ed il soggiorno nello Stato, pur potendo il legislatore prevedere diverse modalità di esercizio dello stesso. (...) La legge prevede quindi un sistema articolato di assistenza sanitaria per gli stranieri, nel quale viene in ogni caso assicurato a tutti, quindi anche a coloro che si trovano senza titolo legittimo sul territorio dello Stato, il “nucleo irriducibile” del diritto alla salute garantito dall’art. 32 Cost.; stante la lettera e la ratio delle disposizioni sopra riportate, a tali soggetti sono dunque erogati non solo gli interventi di assoluta urgenza e quelli indicati dall’art. 35, comma 3, secondo periodo, ma tutte le cure necessarie, siano esse ambulatoriali o ospedaliere, comunque essenziali, anche continuative, per malattia e infortunio.”</i>].<br />
Dunque, a ben vedere, l’estensione del regime previsto per gli extracomunitari irregolarmente soggiornanti a favore dei cittadini comunitari non iscrivibili all’anagrafe, oltre che essere imposta da una norma di rango primario, quale l’art. 1, comma 2, del d. lgs. n. 286/1998, costituisce immediata attuazione dell’art. 32 della Costituzione.</p>
<p>Ragionare diversamente, in nome di una malintesa superiorità del diritto comunitario rispetto a quello nazionale, significa dimenticare che il vincolo imposto dall’ordinamento comunitario è un divieto di deroga in peius dei diritti spettanti ai cittadini degli Stati membri in base alla normativa europea. Il diritto sopranazionale in materia di libera circolazione e di soggiorno garantisce ai cittadini degli Stati membri determinati diritti, ma non esclude la libertà degli Stati membri di garantirne di ulteriori. Al contrario, lungi dal violare la normativa comunitaria, l’eventuale previsione a favore dei cittadini comunitari di un regime più favorevole rispetto a quello contenuto negli atti normativi europei costituisce una più compiuta integrazione degli obiettivi del Trattato, da sempre volto a favorire nella maniera più piena la libera circolazione e il soggiorno dei cittadini degli Stati membri.</p>
<p>Del resto, non sembra inutile ricordare che, con riferimento al diritto alla salute, la stessa Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, all’articolo 35, riconosce il diritto di “ogni individuo” di “accedere alla prevenzione e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalla legislazioni e prassi nazionali”, aggiungendo che “nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana”.</p>
<p>Si sottolinea infine come la mancata garanzia dell’accesso all’assistenza sanitaria a tutti i minori rappresenti una violazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, ratificata e resa esecutiva con legge 176/91, che stabilisce “il diritto del minore di godere del miglior stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione” e l’obbligo per lo Stato di “garantire che nessun minore sia privato del diritto di avere accesso a tali servizi” (art. 24), “senza distinzione di sorta ed a prescindere[…] dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria […] o da ogni altra circostanza” (art. 2).</p>
<p>Ci rendiamo conto che il fatto che l’Italia garantisca ai cittadini di altri Stati membri un regime più favorevole di quello garantito in altri Paesi della Comunità europea può suscitare comprensibili preoccupazioni a livello politico in termini di onere per la spesa pubblica. Tuttavia, come si è osservato, le scelte in materia non sono discrezionali, ma costituzionalmente vincolate. Val inoltre la pena di considerare come la spesa relativa ai titolari di codice STP costituisca una percentuale assai esigua della spesa sanitaria complessiva: nel 2004, ad esempio, le spese per ricovero ospedaliero per titolari di STP sono state pari allo 0,34% della spesa complessiva per la stessa voce [<i>Fonte: Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes. Elaborazioni su dati Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali (2006)</i>]. Infine, è appena il caso di ricordare che l’erogazione delle cure mediche ai cittadini comunitari privi di risorse economiche non pregiudicherebbe minimamente la possibilità di azionare con gli usuali canali diplomatici le procedure di rimborso della spesa sostenuta a carico delle competenti istituzioni degli stati di provenienza ed anzi vogliamo credere che esse abbiano prospettive di agevole soluzione proprio in quanto riguardanti Paesi membri dell’Unione Europea.</p>
<p><i>II. Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale<br />
</i><br />
Fino all'entrata in vigore del D. Lgs. 30/2007, tutti i cittadini comunitari regolarmente soggiornanti in Italia erano iscritti al SSN, in base al Decreto del Ministro della Sanità 18.3.1999. La Circolare del Ministero della Salute 3.8.2007, emanata a seguito dell'entrata in vigore del D. Lgs. 30/2007, dispone che siano o restino iscritti al Servizio Sanitario Nazionale solo i cittadini comunitari soggiornanti per un periodo superiore ai tre mesi che siano a) lavoratori subordinati o autonomi in Italia, in possesso di contratto di lavoro o dei documenti necessari per lo svolgimento di attività autonoma; b) familiari di lavoratore comunitario o di cittadino italiano; c) disoccupati iscritti nelle liste di collocamento o ad un corso di formazione professionale, che abbiano già esercitato un lavoro in Italia e siano già iscritti al SSN; d) in possesso di attestazione di diritto di soggiorno permanente; e) titolari di specifici formulari comunitari.</p>
<p>Restano così escluse dall’iscrizione al SSN alcune categorie di cittadini comunitari titolari di diritto di soggiorno ovvero:<br />
- coloro che, ai sensi dell’art. 7, co. 1, lett. b) e c) del d. lgs. 30/2007,  hanno diritto di soggiorno per un periodo superiore a tre mesi in base alla dimostrazione della disponibilità di risorse economiche sufficienti e di un’assicurazione sanitaria;<br />
- coloro che sono in cerca di prima occupazione, per i quali l’art. 13, co. 3, lettera b) del d.lgs. 30/2007 sancisce, a determinate condizioni, la regolarità del loro soggiorno.</p>
<p>Si è qui di fronte a un trattamento deteriore dei cittadini comunitari rispetto ai cittadini extracomunitari, in violazione dei principi sopra ricordati, posto che la normativa sui cittadini extracomunitari prevede:<br />
- l’iscrizione volontaria al SSN, in alternativa all’assicurazione sanitaria, per i cittadini stranieri che abbiano richiesto un permesso di soggiorno di durata superiore a tre mesi (art. 34, co. 3 D. Lgs. 286/98; art. 42, co. 6 D.P.R. 394/99);<br />
- l’iscrizione obbligatoria al SSN per gli stranieri regolarmente soggiornanti iscritti nelle liste di collocamento, dunque includendo coloro che sono in cerca di prima occupazione (art. 34, comma 1, lettera a) D. Lgs. 286/98).</p>
<p>Si segnala infine che non è prevista l’iscrizione al SSN di alcune categorie di cittadini comunitari che, pur non integrando i requisiti che conferiscono il diritto di soggiorno, appartengono a categorie meritevoli di particolari tutele e non allontanabili in applicazione del combinato disposto della citata clausola di maggior favore di cui all'art. 1, comma 2 del D. Lgs. 286/98 e di specifiche norme dello stesso Testo unico:<br />
- i minori, il cui diritto alla salute, come sopra osservato, è specificamente garantito dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo: si segnala in particolare che le circolari del Ministero della Salute non prevedono l’iscrizione al SSN dei minori non accompagnati (benché la circolare del Ministero dell’Interno del 18/7/2007 preveda l’iscrizione anagrafica di questi minori sulla base del provvedimento di tutela o affidamento) né dei minori accompagnati i cui genitori non siano titolari del diritto di soggiorno;<br />
- altre categorie di cittadini non allontanabili:<br />
- persone per le quali sussistano motivi umanitari (art. 5, comma 6 T.U.)<br />
- donna incinta o puerpera o marito convivente (art. 19, comma 2, lettera d, T.U., alla luce di Sent. Corte Cost. 376/2000)<br />
- genitore autorizzato al soggiorno dal Tribunale per i minorenni per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del figlio minore presente in Italia (art. 31, comma 3 T.U.)<br />
- con riferimento alle vittime di tratta, si ricorda che la circolare del Ministero della Salute del 3.08.2007 ha limitato il diritto di iscrizione al SSN alle donne che siano già inserite nei programmi di assistenza e integrazione sociale di cui all’art. 18 D.Lgs 286/98, escludendo così: le vittime di tratta e/o di grave sfruttamento di sesso maschile o transgender, che risultano in tal modo gravemente discriminate per motivi connessi unicamente al sesso; le vittime che non siano già inserite in programmi ex art. 18 (si sottolinea in particolare la problematica delle interruzioni volontarie di gravidanza, cui ricorrono spesso le donne che si prostituiscono in strada).</p>
<p>Riteniamo che il riconoscimento del carattere effettivamente universalistico del nucleo essenziale del diritto alla salute, garantito ad ogni persona che si trovi sul territorio nazionale quale ne sia la cittadinanza o la posizione di soggiorno, e la garanzia del pieno accesso all’assistenza sanitaria per determinate categorie meritevoli di particolare tutela facciano del nostro Paese un modello di tutela del diritto alla salute nel panorama europeo e internazionale.</p>
<p>Sulla base delle precedenti considerazioni, chiediamo dunque che, in applicazione degli artt. 3 e 32 della Costituzione; dell’art. 1, comma 2, e degli artt. 34 e 35 del Testo unico di cui al D. Lgs. n. 286/1998; degli artt. 2 e 24 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo:</p>
<p>1)     sia immediatamente assicurato ai cittadini comunitari l’accesso alle cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, nonché ai programmi di medicina preventiva, con particolare attenzione alla tutela della gravidanza e della maternità, alla tutela della salute del minore e alla prevenzione e cura delle malattie infettive (art. 35, comma 3 d. lgs. n. 286/1998), garantendo l’erogazione delle prestazioni senza oneri a carico dei richiedenti qualora privi di risorse economiche sufficienti, salvo le quote di partecipazione alla spesa a parità con i cittadini italiani (art. 35, comma 4 d. lgs. n. 286/1998), in quanto norme più favorevoli che devono essere applicate ai cittadini comunitari ai sensi dell’art. 1 comma 2 d. lgs. n. 286/1998;</p>
<p>2)     sia prevista l’iscrizione obbligatoria e gratuita al Servizio Sanitario Nazionale, indipendentemente dal possesso dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno per periodi di durata superiore a tre mesi:<br />
- per tutti i minori (accompagnati o non accompagnati);<br />
- per le vittime di tratta e/o di grave sfruttamento inserite nei programmi di assistenza e integrazione ex art. 18 d. lgs. 286/98 (così come già previsto dalla circolare del 3.08.07), ma senza discriminazioni in ordine al sesso;<br />
- per le altre categorie di cittadini non allontanabili ai sensi di specifiche norme del D. Lgs. 286/98: persone per le quali sussistano motivi umanitari (art. 5, comma 6 T.U.); donna incinta o puerpera o marito convivente (art. 19, comma 2, lettera d, T.U., alla luce di Sent. Corte Cost. 376/2000); genitore autorizzato al soggiorno dal Tribunale per i minorenni per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del figlio minore presente in Italia (art. 31, comma 3 T.U.), così come già previsto dalla circolare del Ministero della Salute 3.08.2007 per le cittadine comunitarie ammesse a programmi ex art. 18 del d. lgs. 286/98 e in analogia con quanto previsto, per i cittadini stranieri, dalla circolare del Ministero della Sanità del 24.3.2000;</p>
<p>3)     sia prevista l'iscrizione obbligatoria e gratuita al SSN per il lavoratore comunitario in cerca di prima occupazione (art. 13, comma 3, lettera b, d. lgs. 30/2007), in analogia con quanto previsto, per i disoccupati stranieri, dall'art. 34, comma 1, lettera a) d. lgs. 286/1998;</p>
<p>4)     sia prevista l’iscrizione volontaria al SSN per tutte le categorie di cittadini comunitari titolari del diritto di soggiorno per periodi superiori a tre mesi per i quali non vige l’obbligo di iscrizione al SSN, in analogia a quanto previsto dall’art. 34, co. 3 del d. lgs. 286/98 e dall’art. 42, co. 6 D.P.R. 394/99  per i cittadini extracomunitari soggiornanti per periodi di durata superiore a tre mesi.</p>
<p><i>Seguono le firme delle Associazioni.</i></p>
<p><i>Appello promosso da: ASGI, Elena Rozzi</i></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bush boccia l'assistenza sanitaria ai bambini poveri]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2007/10/03/bush-boccia-lassistenza-sanitaria-ai-bambini-poveri/</link>
<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 16:38:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
<guid>http://ale1980italy.it.wordpress.com/2007/10/03/bush-boccia-lassistenza-sanitaria-ai-bambini-poveri/</guid>
<description><![CDATA[&lt;!&#8211;  &#8211;&gt;


 												
 										


Bush non si è fatto intimorire dal coro di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>&#60;!--  --&#62;</p>
<table style="border:2px solid #6e7c8b;" align="right" bgcolor="#e7f7ff" cellpadding="4" cellspacing="0" width="23">
<tr>
<td valign="top"><a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/usaclinton0310.html" target="_self"> 												<strong><br />
</strong> 										</a></td>
</tr>
</table>
<p>Bush non si è fatto intimorire dal coro di proteste. E come annunciato il <strong>ha posto il veto sulla legge che intendeva estendere l'assistenza sanitaria ai bambini poveri</strong> dando vita a un nuovo fronte di scontro con la maggioranza democratica al Congresso. Si tratta della quarta volta dal suo insediamento nel 2001 che Bush usa questa prerogativa presidenziale.</p>
<table align="center" border="0">
<tr>
<td><img src="http://canali.libero.it/affaritaliani/upload/Bu/0003/Bush-interna1.jpg" class="imgPreview" style="width:452px;height:351px;" border="0" height="360" hspace="4" vspace="4" width="465" /></td>
</tr>
<tr>
<td align="center"><em>(foto Ap)</em></td>
</tr>
<tr>
<td align="center">&#160;</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Il provvedimento, il 'Children's Health Insurance Program' (Chip) garantisce la copertura sanitaria solo ai bambini indigenti</strong>, attualmente 6,6 milioni di minori, ma ne esclude altri 4 milioni leggermente più fortunati che comunque non riuscirebbero a pagarsi un'assicurazione sanitaria. Proprio per questi ultimi il provvedimento bocciato da Bush prevedeva fondi extra per 35 miliardi di dollari ai programmi sanitari dei singoli Stati. La somma sarebbe stata raccolta grazie all'incremento della tassazione sulle sigarette.</p>
<p><a href="http://ale1980italy.wordpress.com/files/2007/10/101303_golf.jpg" title="101303_golf.jpg"><img src="http://ale1980italy.wordpress.com/files/2007/10/101303_golf.jpg" alt="101303_golf.jpg" /></a></p>
<p>Un articolo da L'Unità:</p>
<p align="justify"><font face="Times New Roman"><font size="3"><strong><font color="#000000">Sanità pubblica, Bush usa il veto: niente assistenza per i poveri</font></strong></p>
<p></font></font></p>
<p class="corpo" align="justify"><font face="Times New Roman" size="3">Come annunciato, George W. Bush ha posto il veto sulla legge che estende l'assistenza sanitaria ai bambini poveri, approvata dal congresso a maggioranza democratica. La quarta volta dal suo insediamento nel 2001 che Bush usa questa prerogativa presidenziale.</p>
<p>Il provvedimento, il "Children's Health Insurance Program" (Chip) garantisce la copertura sanitaria solo ai bambini indigenti, attualmente 6,6 milioni di minori, ma ne esclude altri 4 milioni leggermente più fortunati che comunque non riuscirebbero a pagarsi un'assicurazione sanitaria. Proprio per questi ultimi il provvedimento bocciato da Bush prevedeva fondi extra per 35 miliardi di dollari ai programmi sanitari dei singoli Stati. La somma sarebbe stata raccolta grazie all'incremento della tassazione sulle sigarette. Bush aveva motivato la contrarietà con ragioni di copertura fiscale e ha proposto uno stanziamento per 30 miliardi, che secondo gli analisti non sono sufficienti a garantire neppure il programma attuale.</p>
<p>I Democratici avevano scelto Graeme Frost, un ragazzino di 12 anni come testimonial della campagna a favore della legge. Il bambino di Baltimora dai microfoni delle radio, dalle tribune del Congresso accusava Bush di volere la sua morte e la morte di tutti i bambini e le bambine come lui che per sopravvivere a malattie e incidenti dipendono da quella sanità pubblica che la Casa Bianca vorrebbe falciare nel nome dell'ideologia privatista e degli interessi del "big business" assicurativo.</p>
<p>Secondo un rapporto del Census pubblicato lo scorso ottobre nel corso degli ultimi 12 mesi gli americani che non hanno copertura sanitaria sono cresciuti di due milioni e mezzo, un incremento record che negli Usa ha portato a 43,6 milioni le persone senza assistenza sanitaria, pari al 15,2% della popolazione. Di questi circa 8,5 milioni sono bambini e adolescenti.</p>
<p>Secondo dati governativi, negli Usa ci sarebbero oltre 30 milioni di persone considerate ufficialmente sotto la soglia di povertà, e solo 10 milioni hanno avuto accesso a servizi rimborsati dallo Stato. Il che vuoi dire anche che quasi 15 milioni di "non poveri" non possono pagarsi l'assistenza sanitaria.</p>
<p>La crescita del numero delle persone senza assistenza è dovuta nella maggior parte dei casi al licenziamento di un componente della famiglia; il licenziamento oltre il posto di lavoro e lo stipendio fa perdere anche l'assicurazione medica. Nel contempo l'amministrazione Bush ha dirottato maggiori risorse pubbliche nelle manovre fiscali a vantaggio dei più ricchi e nella cosiddetta lotta al "terrorismo" tagliando i già miseri fondi a disposizione degli enti Medicaid e Medicare che forniscono una minima assistenza a anziani e meno abbienti. Negli Usa, la cosiddetta patria della "libertà" e della "democrazia", non esiste un sistema sanitario nazionale come in tutti gli altri paesi industrializzati, anche se in via di progressivo smantellamento. Gli enti pubblici offrono, quando possono, una minima assistenza ai pensionati oltre 65 anni e ai poveri con un reddito lordo inferiore ai 16 mila dollari l'anno per una famiglia di 4 pers one.</p>
<p>L'assistenza sanitaria è affidata alle compagnie private che hanno alti costi e che comunque rifiutano i nuovi iscritti se non sono perfettamente sani alla visita di controllo. Per garantirsi da "errori" di valutazione le polizze private spesso richiedono un periodo di "prova" da uno a tre mesi durante il quale l'assicurato paga ma non ha ancora diritto all'assistenza finché non è accertato che non abbia malattie preesistenti. Il sistema che tratta la salute come merce ha inoltre polizze molto alte che costano ai lavoratori pesanti trattenute sulla busta paga e riguardano essenzialmente i lavoratori di grandi aziende; chi lavora in piccole aziende quasi sempre non ha il "benefit" dell'assistenza sanitaria, come i moltissimi occupati nei lavori precari considerati di basso livello.</p>
<p>La maggioranza dei 44 milioni di americani senza assistenza medica sono afroamericani; la popolazione nera priva di copertura è il doppio di quella bianca, rispettivamente il 20,2% contro il 10,7%. Sono di più gli uomini che le donne, 23,3 milioni contro 20,2 milioni; nell'ultimo anno il numero degli uomini è cresciuto di 1,6 milioni, più del doppio della crescita delle donne pari a 760 mila unità. La situazione è diversificata tra i vari Stati e si passa dall'8% della popolazione senza assistenza nel Minnesota al 24,1% nel Texas; lo stato di Bush ha il primato dell'infame classifica con un abitante su quattro. senza assistenza.</p>
<p></font></p>
<p><font face="Arial"><strong><font face="Times New Roman" size="3">da </font><a href="http://wpop4.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=Ydse79HQbIVpvj/WnxIsKLtGozblyiej%2B4DZxOIvHhEO36gcBWkWwWXlr%2B/dHh6iDLB8TkjmvCs%3D&#38;Link=http%3A//www.unita.it" target="_blank"><font face="Times New Roman" size="3">www.unita.it</font></a><font face="Times New Roman" size="3"> - 3 ottobre 2007</font></strong></font></p>
]]></content:encoded>
</item>

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