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	<title>associazioni-umanitarie &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/associazioni-umanitarie/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "associazioni-umanitarie"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 00:38:41 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[I Bambini-Atleti in Cina]]></title>
<link>http://agser.wordpress.com/?p=91</link>
<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 19:13:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>agser</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Ecco come funziona in molti casi lo sport in Cina:
http://sostenibile.blogosfere.it/2008/08/pechino]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://agser.wordpress.com/files/2008/08/chinesechildren.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-92" src="http://agser.wordpress.com/files/2008/08/chinesechildren.jpg?w=300" alt="" width="394" height="261" /></a></p>
<p>Ecco come funziona in molti casi lo sport in Cina:</p>
<p><a href="http://sostenibile.blogosfere.it/2008/08/pechino-2008-le-schiavebambine-della-ginnastica-cinese.html" target="_blank">http://sostenibile.blogosfere.it/2008/08/pechino-2008-le-schiavebambine-della-ginnastica-cinese.html</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La Cina sblocca alcuni siti]]></title>
<link>http://agser.wordpress.com/?p=88</link>
<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 10:53:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>agser</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Chi sperava che le olimpiadi in Cina avrebbero portato un po&#8217; di democrazia nel paese della g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://agser.files.wordpress.com/2008/08/chinainternet.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-89" src="http://agser.wordpress.com/files/2008/08/chinainternet.jpg?w=300" alt="" width="600" height="400" /></a><br />
Chi sperava che le olimpiadi in Cina avrebbero portato un po' di democrazia nel paese della grande muraglia, sarà un po' contento (ma non troppo...) nel sentire la notizia che la Cina ha deciso oggi di sbloccare ALCUNI siti verso i quali era vietato l'accesso all'interno del territorio cinese. Uno di questi è proprio il sito dell'associazione "Amnesty International" che, per chi ancora non lo sapesse, si batte per il rispetto dei diritti umani nel mondo, Cina inclusa.</p>
<p>Il seguente articolo, "scovato" all'interno della sezione de "La Repubblica" dedicata alle olimpiadi, spiega in maniera semplice e dettagliata il funzionamento del sistema di filtraggio:</p>
<blockquote><p><strong>Sei cancelli e le parole vietate<br />
Ecco Internet censurato alla cinese</strong><em><br />
dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI</em></p>
<p><em>PECHINO</em> - Una caratteristica originale di Internet in Cina è il ruolo propulsore e decisivo che lo Stato ha avuto nel suo sviluppo. Questo aspetto è stato esposto nei dettagli da uno dei più autorevoli esperti del settore, il dissidente cinese in esilio Xiao Qiang, nella sua audizione del 14 aprile 2005 a Washington ("The Development and the State Control of the Chinese Internet") di fronte alla US-China Economic and Security Review Commission. Molto più di quanto abbia fatto davvero (al di là dei proclami retorici) l'allora vicepresidente americano Al Gore quando a metà degli anni Novanta lanciò lo slogan delle "autostrade dell'informazione", in Cina le autorità di governo hanno avuto inizialmente una funzione maggiore dei privati nel consentire la diffusione della rete. Come nel caso degli aeroporti e dei porti, delle telecomunicazioni e delle autostrade, Internet è stato considerato dai vertici del partito comunista uno strumento al servizio dello sviluppo economico. E per definizione tutto ciò che contribuisce a mantenere alti ritmi di crescita economica è utile a cementare il consenso e la stabilità del regime.</p>
<p>Mentre negli Stati Uniti e in Europa Internet è cresciuto in maniera pervasiva, con un ruolo determinante degli interessi privati fin dall'inizio, e con un approccio bottom-up, in Cina il governo ha promosso e disegnato l'infrastruttura. Questo fra l'altro ha consentito di organizzarla secondo uno schema fortemente centralizzato, come tale più facile da sottoporre a controlli.</p>
<p>Gli utenti Internet in Cina si collegano alla rete globale passando attraverso sei "cancelli" di interconnessione che sono strettamente sorvegliati da agenzie statali. Esistono molti Internet Service Providers privati, ma essi possono operare solo collegandosi al World Wide Web attraverso quei sei cancelli, e pagando il pedaggio politico imposto dal governo. "In realtà - ha detto Xiao Qiang - Internet in Cina è piuttosto un grande Intra-net (rete a circuito chiuso, ndr) su scala nazionale, con accessi limitati all'Internet globale".<br />
<!--inserto--><!--/inserto--><br />
La componente più nota di questi controlli governativi è la censura, soprannominata dai dissidenti The Great Firewall of China (la Grande Muraglia di Fuoco della Cina), la cui funzione consiste nell'oscurare l'accesso ai siti indesiderati.</p>
<p>Sono "invisibili" per un utente che si trovi sul territorio cinese ben 19.000 siti stranieri sgraditi, che vanno da quelli della Bbc ad Amnesty International, da Wikipedia ai missionari cattolici di Asianews. Una censura più selettiva è quella che consiste nell'oscurare con precisione chirurgica solo quelle schermate che contengono alcune delle parole proibite contenute in un corposo "libro nero" del governo.</p>
<p>Per sorvegliare l'informazione che circola in rete il governo impiega trentamila tecnici a tempo pieno, assistiti da programmi di software che talvolta sono made in China, in altri casi sono stati forniti volontariamente dalle grandi società di software occidentali. Quei programmi filtrano le parole, cancellano, censurano, bloccano messaggi. Si è scoperto come uno di questi filtri si introduce di soppiatto all'insaputa degli utenti: il software Qq è il più diffuso per la messaggeria istantanea via Internet; la società cinese che produce Qq, la Tencent, su diposizione delle autorità ha incollato a quel software un programma (nome in codice ComToolKit. dll) che automaticamente blocca tutte le parole proibite.</p>
<p>Il Center for Internet and Society dell'università di Harvard lo ha definito "il più sofisticato sforzo in atto nel mondo" per controllare il cyberspazio. L'università di Berkeley è riuscita a estrarre il programma di software: contiene 1.041 parole sospette. Nella lista nera il 15% sono termini che hanno a che vedere con la pornografia e la pedofilia.</p>
<p>Il resto riguarda invece le libertà politiche e religiose, i diritti umani. Tra le 1.041 parole pericolose ci sono "democrazia", "libertà" e tutti i suoi composti e derivati (Free-China, Free-Net), "corruzione", "manifestazione", "sciopero", "Tibet indipendente", "Falun Gong". C'è anche la locuzione "figli di dirigenti del partito", forse per individuare tentativi di ricerca online sui patrimoni familiari, le aziende che possiedono, i consigli d'amministrazione di cui sono membri.</p>
<p><!-- do nothing --> Le 1.041 parole sospette non vengono necessariamente censurate. Sono i campanelli d'allarme che fanno scattare i filtri della Grande Muraglia di Fuoco. Se un utente residente in Cina clicca troppe volte "Tibet libero" vede misteriosamente interrotta la connessione. Oppure si trova istradato per forza verso il sito ufficiale del governo che esalta "la pacifica liberazione del Tibet" da parte dell'esercito cinese nel 1950.<!--articolo--> <!--contentB--></p>
<div id="contentC"><!-- start include --><!-- end include --></div>
<p><!--content--> <!-- finisce il container --></p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Emergency nell'etere: ogni tanto serve anche la TV!]]></title>
<link>http://doctorgray.wordpress.com/?p=67</link>
<pubDate>Sat, 03 May 2008 09:31:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>doctorgray</dc:creator>
<guid>http://doctorgray.it.wordpress.com/2008/05/03/emergency-nelletere-ogni-tanto-serve-anche-la-tv/</guid>
<description><![CDATA[
 
Dalla NewsLetter di allistante- at - emergency.it :
&#8221; domenica 4 maggio - REPORT
Per la s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p> </p>
<p>Dalla NewsLetter di <a href="mailto:allistante@emergency.it">allistante- at - emergency.it</a> :</p>
<p>" domenica 4 maggio - REPORT</p>
<p>Per la sezione 'Goodnews' del programma REPORT di Milena Gabanelli<br />
sara' trasmesso un video sul Centro di riabilitazione e produzione<br />
protesi di Sulaimaniya (nord Iraq), realizzato e gestito da Emergency<br />
dal 1998. Il video - 7 minuti circa - e' di Fabrizio Lazzaretti e<br />
Paolo Santolini.</p>
<p>RAI3 - domenica 4 maggio - ore 21.30</p>
<p>---</p>
<p>domenica 11 maggio - 'CHE TEMPO CHE FA' per Emergency</p>
<p>Fabio Fazio dedicherà a Emergency l'intera puntata di "Che tempo che<br />
fa" di domenica 11 maggio. Sara' ospite in studio Gino Strada che<br />
presentera' le attivita' dell'associazione e la nuova campagna "Adotta<br />
Emergency, adotta un ospedale". Durante la puntata e' previsto un<br />
collegamento in diretta con il Centro chirurgico di Emergency a Kabul<br />
a cura di Maso Notarianni di Peacereporter. Verra' poi trasmessa<br />
un'intervista a Sunia, la prima paziente operata presso il Centro<br />
Salam di cardiochirurgia, inaugurato un anno fa in Sudan. Jovanotti<br />
sara' ospite musicale della serata.</p>
<p>RAI3 - domenica 11 maggio - ore 20.25 "</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In Iran la pena di morte non si ferma]]></title>
<link>http://agser.wordpress.com/?p=74</link>
<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 14:53:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>agser</dc:creator>
<guid>http://agser.it.wordpress.com/2008/02/26/in-iran-la-pena-di-morte-non-si-ferma/</guid>
<description><![CDATA[
Nonostante nel mese di Dicembre dello scorso anno sia stata votata al Palazzo di Vetro dell&#8217;O]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><a rel="attachment wp-att-73" href="http://agser.wordpress.com/2008/02/26/in-iran-la-pena-di-morte-non-si-ferma/impiccagione/" title="Impiccagione"><img src="http://agser.wordpress.com/files/2008/02/appesic.jpg" alt="Impiccagione" /></a></div>
<div>Nonostante nel mese di Dicembre dello scorso anno sia stata votata al Palazzo di Vetro dell'ONU la moratoria sulla pena di morte, ancora oggi l'Iran continua questa barbara pratica e sembra essere uno dei paesi più "attivi" in questo momento.</div>
<div>Per ulteriori informazioni sulla pena di morte in Iran ecco la pagina dedicata su Wikipedia: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte_in_Iran">it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte_in_Iran</a></div>
<div>Per ulteriori informazioni sulla pena di morte in Iran e nel mondo ecco il sito dell'associazione "Nessuno Tocchi Caino": <a href="http://www.nessunotocchicaino.it/">www.nessunotocchicaino.it</a></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arrivano le Olimpiadi. La Cina non cambia]]></title>
<link>http://agser.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 10:12:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>agser</dc:creator>
<guid>http://agser.it.wordpress.com/2008/02/01/arrivano-le-olimpiadi-la-cina-non-cambia/</guid>
<description><![CDATA[
Nel 2001 il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) aveva assegnato le Olimpiadi alla Cina, con la s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-59" href="http://agser.wordpress.com/2008/02/01/arrivano-le-olimpiadi-la-cina-non-cambia/violazione-diritti-cina/" title="Violazione Diritti Cina"><img src="http://agser.wordpress.com/files/2008/02/olimpiadi_pechino_it_jpgmid.jpg" alt="Violazione Diritti Cina" /></a></p>
<p>Nel 2001 il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) aveva assegnato le Olimpiadi alla Cina, con la speranza che questo favorisse lo sviluppo dei diritti umani all'interno del paese asiatico. Purtroppo, però, le aspettative non sono state mantenute...<br />
Ecco, al seguente indirizzo, un articolo di Peace Reporter che analizza come l'avvento dei Giochi Olimpici nel paese della Grande Muraglia abbia portato, addirittura, per certi versi, al perggioramento delle condizioni dei suoi abitanti:<br />
<a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&#38;idc=3&#38;ida=&#38;idt=&#38;idart=1437">http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&#38;idc=3&#38;ida=&#38;idt=&#38;idart=1437</a></p>
<p>Intanto, Amnesty International si muove <em>per l’attuazione di</em> <em>riforme significative nel campo dei diritti umani, in occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008 </em>e chiede al governo cinese l'attuazione di <em>provvedimenti che riducano significativamente l’applicazione della pena di morte, come primo passo verso la sua completa abolizione; applicare tutte le forme di detenzione in accordo con le norme e gli standard internazionali sui diritti umani e introdurre misure che tutelino il diritto a un processo equo e prevengano la tortura; garantire piena libertà d’azione ai difensori dei diritti umani, ponendo fine a minacce, intimidazioni, arresti e condanne nei loro confronti; porre fine alla censura, soprattutto nei confronti degli utenti di Internet.<br />
</em>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.amnesty.it/campagne/pechino2008/">http://www.amnesty.it/campagne/pechino2008/</a></p>
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