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	<title>aumann &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/aumann/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "aumann"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 08:11:39 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Festival Della Matematica]]></title>
<link>http://vagoesolitario.wordpress.com/?p=63</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 22:08:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vago</dc:creator>
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<description><![CDATA[GIOCARE CON LA MATEMATICA
Dialogo fra i Premi Nobel per l’Economia
Robert Aumann e John Nash
Coord]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.auditorium.com/images/images/4916090/logo_matematica.jpg" align="left" height="192" width="222" /><b>GIOCARE CON LA MATEMATICA</b><br />
Dialogo fra i Premi Nobel per l’Economia<br />
Robert Aumann e John Nash<br />
Coordina Piergiorgio Odifreddi</p>
<p>"<b><i>Se l'Economia è la scienza triste, la Matematica è la scienza triste al quadrato, ma la Teoria dei Giochi è pura Pop Art</i></b>".<br />
Queste sono le testuali parole di Aumann che oggi, insieme a John Nash e Piergiorgio Odifreddi ha tenuto una conversazione sulla Matematica presso l'Auditorium di Roma. In un'ora e trenta minuti molte sono state le cose dette, tanti gli spunti di riflessione, ma infinite le cose che non ho capito :(<br />
Sulla Teoria dei Giochi ero, e lo sono tutt'ora, completamente a digiuno, ma devo ammettere che è davvero interessante. Auman, Odifreddi e Nash oggi hanno conversato di questa affascinante Teoria così come noi comuni mortali parliamo di moda e cinema con gli amici al bar.<br />
I due matematici, premi Nobel per l'economia, hanno toccato temi importanti come il concetto di <b>Punizione</b> e di <b>Informazione</b>, punti cardine della Teoria dei giochi.</p>
<p>Secondo Aumann, proprio sul timore della Punizione si basano le scelte di ogni individuo.<br />
Oggi è lo Stato che con le sue leggi e le sue sanzioni cerca di garantire la convivenza tra gli uomini, di arginare i crimini e di limitare gli imbrogli che ognuno di noi trama a scapito dei propri simili. La Teoria dei Giochi si basa proprio sul seguente concetto: in una società civile si può avere il massimo beneficio solo se si collabara. Ma a che pro dovremmo collaborare tra noi? Siamo davvero così altruisti da preoccuparci non sono delle nostre, ma anche delle sorti altrui? Decisamente no, ecco perchè l'unico modo per cooperare sta nel introdurre in un gioco complesso come la vita una serie di regole che puniscano chi agisce per il solo personale tornaconto.</p>
<p>Propio ieri riflettevo a proposito della religione. L'antica civiltà romana ha iniziato la propria decadenza nel momento in cui "<i>Graecia capta ferum victorem cepit</i>". Con la scoperta del mondo ellenico, gli antichi romani sono entrati in contatto con una culutura impregnata di ateismo e di indifferenza nei confronti della vita spirituale. Da questo momento in poi il popolo ha smesso di credere e di temere i propri dei abbandonando così tutte quelle regole morali che facevano del rigore e della disciplina le carte vincenti della sua società. Venuto meno il rigore morale è iniziata a venir meno una vita fatta di frugalità e di obbedienza agli dei e il disordine è dilagato. Lo Stato certo ha cercato di sostituirsi alla fede, ma è più facile ribellarsi ad esso che ad un Dio.<br />
Venuto meno il timore di una Punizione (quell divina) l'uomo è tornato libero e la libertà ha determinato il collasso dell'Impero Romano.</p>
<p>Aumann ha anche parlato del gioco dell ultimatum: a quattro ragazzi si chiede, indipendentemente l'uno dall'altro, di accettare o meno una certa somma in denaro. Si è dimostrato che una somma di denaro troppo bassa viene spesso rifiutata. Perchè? Perchè i sottoposti non trovano giusto il dover accettare troppo poco denaro quando in realtà potrebbero ottenere di più. Quello che ci si chiede è: ma per quale motivo tra 1000 euro, 200 euro e 0 euro qualcuno debba scegliere o 1000 o niente?<br />
Aumann l'ha spiegata così: nella società di oggi l'uomo sa ottimizzare le <b>regole</b> ma non sa ottimizzare le <b>situazioni</b> della vita.<br />
In questo caso la regola della vita sarebbe il non farsi mettere i piedi in testa, il non scendere a compromessi, il non accettare 200 euro quando se ne possono avere 1000; ma analizzando la particolare situazione è meglio tornarsene a casa con 200 euro in tasca piuttosto che andar via a mani vuote!<br />
Di qui la mia seconda riflessione: se mai dovessi partecipare al gioco dei pacchi su Raiuno accetterò qualsiasi offerta in denaro mi verrà fatta dal conduttore tv :)</p>
<p>E poi dicono che la Matematica non aiuta nella vita di tutti i giorni!</p>
<p><b>Prezzo biglietto: 0 €</b></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Los Negocios y la Teoría de Juegos]]></title>
<link>http://direccionestrategica.org/2007/12/18/los-negocios-y-la-teoria-de-juegos/</link>
<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 16:53:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gonzalo Sagnier</dc:creator>
<guid>http://strategyfocus.org/2007/12/18/los-negocios-y-la-teoria-de-juegos/</guid>
<description><![CDATA[El conocimiento humano es cada día más amplio, pero a la vez está cada día más organizado y acc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://direccionestrategica.wordpress.com/files/2007/12/chess.jpg" title="chess.jpg"><img align="left" src="http://direccionestrategica.wordpress.com/files/2007/12/chess.thumbnail.jpg" alt="chess.jpg" /></a>El conocimiento humano es cada día más amplio, pero a la vez está cada día más organizado y accesible. Las nuevas tecnologías nos ponen a disposición, instantaneamente y de manera gratuita, enormes cantidades de información.</p>
<p>El hecho de que tengamos toda esa información no quiere decir que la utilicemos, ni siquiera que nos esforcemos por integrarla en nuestros procesos de decisión. Recientemente un profesor de la Harvard Business School me comentaba que su especialidad estaba a caballo entre la Estrategia y las Finanzas, eso en Harvard es un handicap. Cualquier trabajo realizado en una de las áreas no cuenta para su progresión profesional en la otra, por lo tanto tiene que forzosamente especializarse.</p>
<p>Hace unos días tuve el privilegio de asistir a una conferencia del Profesor Aumann (Premio Nobel) sobre la Teoría de Juegos. Este es un tema sobre el que me he interesado en el pasado. Los Juegos, analizados científicamente, comparten con los negocios la necesidad de resolver dilemas.</p>
<p>El Dilema del Prisionero se da a medudo en los Comités de Dirección, entre partners, entre proveedor y cliente. La esencia está en decidir si quiero construir una relación a largo plazo de mutuo beneficio o si intentamos garantizar el máximo sin confiar en el adversario y posible partner.</p>
<p>Pero hay otras aplicaciones, la definición de reglas del juego acertadas es una de las más relevanes, esta definición se puede aplicar a obtener un entorno de trabajo (o competitivo) equilibrado, puede ser clave a la hora de evaluar empleados, definir sistemas de incentivos o tomar decisiones regulatorias por parte de la administración.</p>
<p>La belleza de la Teoría de Juegos es que tras unas sesudas demostraciones matemáticas se extraen conclusiones sencillas, fácilmente aplicales a la vida y los negocios.</p>
<p>¿Hacemos suficiente esfuerzo en nuestra empresa por incorporar nuevos ámbitos de conocimiento, técnico, de gestión,...?</p>
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