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	<title>aumento-dei-prezzi-dei-beni-di-prima-necessita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/aumento-dei-prezzi-dei-beni-di-prima-necessita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "aumento-dei-prezzi-dei-beni-di-prima-necessita"</description>
	<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 03:59:58 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Alimentari rincari boom , tasse ai massimi dal 1997]]></title>
<link>http://npacalabria.wordpress.com/?p=330</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 12:54:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>npacalabria</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;inflazione a febbraio l&#8217; inflazione è rimasta stabile al 2,9 5 (stesso dato di gennai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'inflazione a febbraio l' inflazione è rimasta stabile al 2,9 5 (stesso dato di gennaio) . Lo comunica l'Istat in base alla stima preliminare. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,3%. Ma se l' indice rimane al 2,9% lo stesso non si puo' dire del prezzo del cibo. A febbraio i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 5% rispetto a febbraio 2007 e dello 0,5% rispetto al gennaio 2008. Lo comunica sempre l' Istat precisando che si tratta della variazione piu' alta dal 1996. In particolare il pane ha registrato un + 12,5%, la pasta un + 14,4% ed il latte un + 10%. Una brutta notizia per gli italiani che hanno visto gia' nel 2007 la pressione fiscale raggiungere i massimi dal 1997. I prodotti alimentari hanno mostrato una netta accellerazione rispetto a gennaio , quando l' inflazione del capitolo era stata pari al 4,5%. La spinta ha riguardato sia i lavorati che i non lavorati. Per i primi l' aumento tendenziale dei prezzi è stato del 5% (+ 4,4 a gennaio) ; per i secondi il tasso d' inflazione è arrivato al 4,6 (4,4% a gennaio). L'aumento è stato evidente per pane e cereali , voce che ha registrato un' incremento annuale del 9,3%. Latte, formaggi e uova hanno registra0to un + 7,3 con la punta del 10% del latte . La carne ha messo a segno un + 3,7% anche se l' Istat segnala un' inversione di tendenza del pollame (- 0,5% congiunturale e + 5,7 tendenziale dal + 6,7 di gennaio.</p>
<p>BENZINA E GASOLIO. Aumenti a due cifre a febbraio anche per benzina e gasolio. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno il prezzo della verde è aumentato del 13,1% , mentre quello del diesel è cresciuto del 16,9%. L'istituto di statistica segnala invece una diminizione dei prezzi rispetto a gennaio : per la benzina - 0,6% e per il gasolio - 1,4%. Occorre pero' ricordare il calcolo dell' inflazione, i prezzi vengono rilevati il primo ed il 15 di ogni mese. In questo caso sono esclusi i record dei carburanti segnati negli ultimi giornI. L' Italia cresce poco ma nell' ultimo anno il deficit pubblico si è ridotto di molto a causa dell' incremento della pressione fiscale. A certificarlo è l' Istat che ha comunicato che il Pil (prodotto interno lordo) nel 2007 è scresciuto del 1,5%. Secondo le ultime previsioni del governo , che risalgono a novembre, la crescita si sarebbe dovuta attestare sul 1,9%. Cala invece il deficit pubblico che nel 2007 si è attestato all' 1,9% del Pil , il livello piu' basso dal 2000 quando si attesto' allo 0,8% grazie alla gara Umts. Il risultato è migliore del 2,4% stimato dal governo con i provvedimenti programmatici messi a punto lo scorso settembre. L'avanzo primario ha toccato nel 2007 il 3,1% del Pil contro 1,3% del 2006. Si tratta del risultato migliore dal 2001( quando si attesto' al 3,2%) lo rende noto l' Istat. L'ottimo risultato sui conti pubblici si è pero' ottenuto a scapito di un' incremento delle tasse. La pressione fiscale, sempre secondo l'Istat, salita nel 2007 al 4.3% del Pil , il massimo dal 1997 , l' anno dell' Eurotassa nel quale tocco' il 43,7%. Tratto dal Corriere della Sera del 29/2/2008. A meno di due mesi dalle Elezioni Politiche ritengo che un po' di cifre al posto delle solite chiacchiere e dei soliti proclami dei politicanti italici non facciano male. Da queste cifre se ne traggono due cose, la prima è che i prezzi dei generi alimentari e dei carburanti sono saliti alle stelle e che la pressione fiscale è ai massimi storici. Terminata la sbornia elettorale, il nuovo governo , qualunque esso sia si dovra' confrontare con questi problemi, che toccano la vita quotidiana dei cittadini italiani, in special modo quelli meno abbienti. Per quanto riguarda noi neoazionisti, contiamo tramite dei banchetti, di raccogliere le firme per promuovere una petizione popolare sul tema della speculazione dei prezzi, che avevamo intenzione di fare , ma che obtorto collo siamo stati costretti dalla tornata elettorale a rinviare. La faremo non temete. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D'Azione della Calabria e della Basiicata</p>
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<title><![CDATA[Gelo sui consumatori : la perdita del potere d'acquisto è del 35 %]]></title>
<link>http://npacalabria.wordpress.com/?p=329</link>
<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 16:45:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>npacalabria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non si arresta la corsa dei prezzi e stagnano i consumi : l&#8217; Istat ha certificato oggi che le ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non si arresta la corsa dei prezzi e stagnano i consumi : l' Istat ha certificato oggi che le vendite al dettaglio hanno fatto registrare nel 2007 una crescita dello 0,5 %. Un ' altro dato significativo è che a dicembre, mese tradizionalmente dedicato agli acquisti natalizi , si è registrato un calo nell' ordine dello 0,6 % su base annua. Calo ancora piu' accentuato al Sud e nelle Isole (1,1%). Tale andamento preoccupa Confcommercio soprattutto per i riflessi negativi che puo' avere sulle prospettiva di spesa delle famiglie nel 2008 , e quindi, sulla crescita. L' ufficio studi di piazza Belli rileva che la prevedibile riduzione di crescita del prodotto interno lordo e dei redditi per il prossimo anno , verosimilmente portera' alla stagnazione delle vendite , almeno per la prima parte dell' anno in corso se non per tutto il 2008 a prescindere dal t5asso d' inflazione elevato. Inoltre , conclude una nota dell' organizzazione, il profilo riflessivo dei consumi delle famiglie è un fenomeno che colpisce soprattutto i negozi con vocazione relazionale e di vicinato , quelli cioè che basano la propria forza sul servizio ai clienti. Altra doccia fredda sui consumatori arriva dall' Eurispes secondo cui l' inflazione è ormai all' 8 %. Dal 2001 al 2005 l' istituto di ricerca ha calcolato una crescita complessiva dell' inflazione del 23,7 %. Dopo una fase di stasi , spiega l' istituto di ricerca, l' inflazione ha ripreso a crescere nel corso del 2006 e 2007 ad una media del 5 % ed ha registrato negli ultimi mesi del 2007 e in questi primi mesi del 2008 una nuova fiammata fino all' 8 %. In considerazione di questo andamento la perdita del potere d' acquisto tra le diverse categorie si è oramai attestata sul 35 %. è sempre di oggi la notizia che il prezzo della benzina continua a salire , toccando nuovi record. Tratto dal quotidiano La Stampa. Dopo le elezioni, con la vittoria di Veltroni o con la vittoria di Berlusconi, o con la grande coalizione, questi problemi che attanagliano le famiglie italiane si risolveranno d' incanto, e le famiglie italiane vivranno senza pensieri e preoccupazioni, mangiando prodotti di qualita', vestendo alla moda, girovagando in automobile, divertendosi e trastullandosi, bisogna solo tenere duro ed attendere che trascorrano questi pochi mesi. Piero Ferrari segretario regionale della Calabria e della Basilicata del Nuovo Partito D'Azione</p>
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<title><![CDATA[Stime prezzi 1/1/2008 1510-1705 euro in piu']]></title>
<link>http://npacalabria.wordpress.com/2007/12/17/stime-prezzi-112008-1510-1705-euro-in-piu/</link>
<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 22:54:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>npacalabria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Buonasera chiudiamo l&#8217; anno con le stime dell&#8217; andamento dei prezzi per il prossimo anno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera chiudiamo l' anno con le stime dell' andamento dei prezzi per il prossimo anno. Sara' un salasso, aumentera' di tutto, dalla luce, alla benzina , al mutuo per la casa, ecc ecc, il salasso sara' di tale entita'. Le stime Adusbef e Federconsumatori si basano per il 2008 si basano su di un nucleo familiare abitante in un' appartamento di 90 mq, che possiede una sola autovettura ed un solo conto bancario e che ha un reddito annuo disponibile di 28.500 euro. Iniziamo allora, indico l' aumento in euro; Luce 38-45, Gas 72-85, nettezza urbana 30-40, Riscaldamento 125-135, Benzina 120-130, Servizi Bancari 25-30, RC Auto 26-40, Autostrada 24-30, Tariffe Ferroviarie 85-115, Trasporto locale 25-35, Bolli auto 20-30, Rata Mutuo 100.000.000 euro durata 30 anni 500-550, Beni Alimentari 420-440. Stime totali aumenti 2008 1510-1705 euro. Fonte Adusbef-Federconsumatori. Il Nuovo Partito D'Azione invita a firmare la petizione online contro la speculazione sui prezzi di prima necessita' presente sul sito nazionale del partito, ricordo che a partire dal nuovo anno terremo dei banchetti nelle principali citta' italiane, uno lo faremo qua a Cosenza, ricordo inoltre che la cifra drenata dal lavoro dipendente e dalle pensioni, verso altri tipi di reddito, in due anni è stata pari a 80 miliardi di euro. Piero Ferrari segretario regionale per la Calabria del Nuovo Partito D'Azione</p>
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<title><![CDATA[Prezzi:siamo in una situazione insostenibile]]></title>
<link>http://npacalabria.wordpress.com/2007/12/06/prezzisiamo-in-una-situazione-insostenibile/</link>
<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 20:06:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>npacalabria</dc:creator>
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<description><![CDATA[La situazione delle famiglie italiane sta vdiventando oramai insostenibile, anche alla luce degli ul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione delle famiglie italiane sta vdiventando oramai insostenibile, anche alla luce degli ulteriori incrementi previsti  dal 1 Gennaio. è necessario che si continui ad intervenire sui processi di liberalizzazione, soprattutto in tema energetico, fondamentalmente attraverso un' incremento del gas naturale e l' ampliamento della platea di fornitori di luce e di gas. Inoltre, per contrastare i prospettati aumenti ed il perpetrarsi della drammatica situazione delle famiglie, si rendono necessari una serie di interventi sul fronte delle verifiche e dei controlli, su quello dell' intervento di prezzi e tariffe e su quello dell' informazsione ai cittadini. Sul primo versante quindi, bisogna mettere in campo una serie di verifiche e di controlli, al fine di evitare speculazioni sempre presenti nelle filiere, da quelle dell' alimentazione a quelle dell' energia(pane, pasta,benzina,gasolio ecc). Sul secondo versante ecco alcune proposte su quello che le Istituzioni debbono fare: si prema sulla BCE perchè non aumenti il tasso di sconto, al fine di evitare un' aumeto delle rate dei mutui a tasso variabile, si renda possibile la riconversione gratuita del mutuo a tasso variabile, trasformandolo in fisso, si ricostituiscano ingenti fondi per mutui a tasso agevolato in favore delle giovani generazioni, si blocchino gli aumenti dei prezzi dei treni per i pendolari, si ampli la vendita di tutti i farmaci di Fascia C presso la Grande Distribuzione, si accelleri il processo di vendita dei carburanti presso i centri commerciali, si costituisca in ogni paese ed in ogni citta', coerentemente con il concetto di filiera corta, spazi autonomi per la vendita diretta dei prodotti agro-alimentari, si intervenga sul carico fiscale dei carburanti, per evitare che l' erario speculi sugli ingeti aumenti dei costi delle materie prime (essendo la tassazione dell' Iva in percentuale), si diano da parte degli Enti locali indicazioni alle aziende municipalizzate di non ritoccare le tariffe dei servizi pubblici,si determino dal 1 Gennaio le tariffe sociali da parte del Governo, per quanto riguarda i consumi elettrici e, da parte degli Enti locali , per i consumi di gas, al fine di agevolare le famiglie bisognose, si intervenga sul carico fiscale, anche attraverso il recupero del Fiscal Drag sul reddito fisso, per ricostruire la perdita del potere d'acquisto delle famiglie. Per quato riguarda infine il versante dell' informazione ai cittadini, bisogna intervenire sia in relazione ai dati che l' Istat fornisce al Paese, che devono essere ampliati anche attraverso la costituzione di panieri differenziati per fasce sociali e redditi, sia implementando i progetti d'informazione ai consumatori sui prezzi dell' intera filiera agro-alimentare, come "Sms consumatori". Tratto dal sito della Federconsumatori. Questi sono i reali problemi che attanagliano gli italiani, non le camarille partitiche, non le cose rosse o verdi o arancione. E di queste cose noi neoazionisti intendiamo parlare dal 2 gennaio 2008. Piero Ferrari segretario regionale della Calabria del Nuovo Partito D'azione  </p>
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<title><![CDATA[Il pane lievita ancora, rincari del 71 %]]></title>
<link>http://npacalabria.wordpress.com/2007/09/28/il-pane-lievita-ancora-rincari-del-71/</link>
<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 17:15:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>npacalabria</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217; argomento appassiona davvero tutti. Ecome potrebbe essere diversamente visto che si parla d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L' argomento appassiona davvero tutti. Ecome potrebbe essere diversamente visto che si parla di cibo e denari ?. Il rincaro profetizzato, annunciato e temuto trova conferma anche nei dati Istat con proiezione nella provincia di Cosenza. Da gennaio 2007 a settembre si registra un' aumento del frumento duro del 71 %. La farina di frumento tenero invece è aumentata del 31 %<br />
e il mais secco nazionale del 41 %. Ma le brutte notizie non finiscono qui , ma riguardano anche altri alimenti. Il latte spot, ovvero quello della pubblicita', è rincarato del 43 % e con lui i suoi derivati, soprattutto le mozzarelle. Una vera calamita' per i pizzaioli che lamentano un rialzo di un' euro al chilo. Per l' acquisto di frutta e verdura non va certo meglio. Le arance da gennaio ad aprile sono rincarate del 13 %.<br />
Fin qui i dati. Ma comprendere le ragioni dei rialzi non è facile nè immediato. Secondo Italo Garraffa, presidente provinciale della Confederazione Italiana agricoltori (Cia) non si puo' prescindere da ulteriori approfondimenti. Il rincaro c'è ed è innegabile, ma va anche precisato che il grano duro nella provincia di Cosenza ha un costo di 19,40 al quintale. L' aumento del 71 % quindi, non è riconducibile al costo della materia prima , ma al passaggio della filiera. Il prezzo applicato dai produttori è appena il 20 % di quello pagato dai consumatori. Nella nostra provincia continua Garraffa prodotti tipici come uva da tavola, arance e limoni, l' agricoltura le colloca ricavandone appena 1/5 del prodotto finale. Secondo la Cia i prezzi dei prodotti agricoli all' origine sono diminuiti del 2,8 % con cali per alcuni tipi di frutta del 15 %. Non va meglio per gli ortaggi il cui prezzo è calato dell' 11 %e del 10 per i suini. Ma è il caso di dire che i conti non tornano. I consumatori infatti constatano aumenti continui. E gli acquisti diminuiscono , nell' ultimo mese sono crollati del 6 % quelli del pane e del 5 % quelli della pasta, mentre quelli di latte e derivati del 3,2 %. A far economia sono anche quelli amanti della frutta e della verdura. Si compra di meno anche l' alimento principe delle diete mediiterranee. Si registra un calo del 4 %. Una tendenza che non conforta. Federico Longo, La Provincia cosentina. Vi ricordo che sul sito nazionale del partito <a href="http://www.nuovopartitodazione.it/">www.nuovopartitodazione.it</a> è possibile visionare e firmare la nostra petizione contro il carovita. Piero Ferrari segretario NPA Calabria</p>
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<title><![CDATA[Meno concorrenza, prezzi piu' cari al Sud]]></title>
<link>http://npacalabria.wordpress.com/2007/09/18/meno-concorrenza-prezzi-piu-cari-al-sud/</link>
<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 08:35:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>npacalabria</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217; Italia è spaccata in due sul fronte della concorrenza della grande distribuzione e sulle p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L' Italia è spaccata in due sul fronte della concorrenza della grande distribuzione e sulle possibilita' di risparmio per i consumatori. è quanto emerge da un' indagine di Altroconsumo sui supermercati, ipermercati ed Hard discount condotta in 681 punti vendita di 44 citta' italiane. Secondo l' Associazione i due punti estremi sono la citta' di Pisa e Messina. Nella citta' toscana, infratti, per la spesa annua alimentare, di prodotti per l' igiene e per la casa, una famiglia tipo spende 5.500 euro, mentre nella citta' siciliana, per comprare esattamente gli stessi prodotti, la stessa famiglia spende 6.800 euro, circa 1.300 in piu'. La causa di questa differenza è dovuta alla concorrenza tra insegne e punti vendita. In questo caso , prosegue Altroconsumo, sono favoriti i cittadini di Pisa, Firenze e Spezia. Buone possibilita' di risparmio anche a Verona, Perugia, Brescia e Milano. In quasi tutto il Sud invece secondo l' Associazione, la tensione concorrenziale è inesistente ed è penalizzato dalle scarse possibilita' di risparmio chi abita a Napoli, Potenza, Foggia, Catanzaro e Messina. Portafogli alla mano, le citta' che offrono prezzi piu' interessanti ai consumatori sono quelle dove almeno un punto vendita pratica una politica di prezzo aggressiva, con ribassi e promozioni su larga scala dando il via alla rincorsa all' offerta piu' conveniente. Il divario tra Nord e Sud, inoltre si misura sulla forbice dei prezzi all' interno della stessa citta' , a Firenze scegliendo di fare la spesa nel punto meno caro, si possono risparmiare fino a 1.500 euro l' anno. A Foggia premiare con la propria fedelta' il punto vendita meno caro della citta' non sara' cosi' remunerativo : a fine anno per la stessa spesa, si risparmieranno solo 170 euro. Per aiutare il consumatore nella ricerca, l' associazione ha approntato la guida al Superisparmio, che puo' essere chiesta telefonando al numero verde 800.90.50.52 oppure consultando il sito <a href="http://www.altroconsumo.it/">www.altroconsumo.it</a>. Questa iniziativa seppur lodevole per NPA è insufficiente. Bisogna ad esempio che i comuni mettano a disposizione degli spazi per far si' che i produttori del settore agroalimentare possano vendere direttamente al consumatore finale, saltando la filiera, costosa e luoghi deputati alla speculazione sui prezzi. Per ulteriori ragguagli vi rimando alla prima pagina del nostro sito nazionale <a href="http://www.nuovopartitodazione.it/">www.nuovopartitodazione.it</a> , cliccare su Petizione NPA contro l' aumento dei prezzi e se la condividete vi invito a firmarla. Dott Piero Ferrari segretario regionale NPA Calabria</p>
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<title><![CDATA[La verdura fa male (al portafoglio)]]></title>
<link>http://npacalabria.wordpress.com/2007/09/14/la-verdura-fa-male-al-portafoglio/</link>
<pubDate>Fri, 14 Sep 2007 07:35:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>npacalabria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se fosse la trama di un film sarebbe di sicuro un giallo. Tentare di spiegare come fare lievitare il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Se fosse la trama di un film sarebbe di sicuro un giallo. Tentare di spiegare come fare lievitare il costo di una lattiga da 60 centesimi alla pianta a 1 euro o 1 euro e venti nei supermercati è un' operazione davvero complessa. Appena si prova a dare una giustificazione al problema ci si imbatte quasi immediatamente nella questione della filiera. Il punto essenziale sembrerebbe proprio quello dei passaggi : piu' passaggi si fanno piu' aumenta il costo del prodotto rispetto a quello della raccolta. Avviene cosi' che al banco i prezzi degli ortaggi e della frutta risultino il triplo od il quadruplo rispetto alla prima vendita. La lattuga, infatti non è un caso isolato. Tutt' altro. Le pesche sono vendute dai produttori a 35-50 centesimi al al kilo, ma non arrivano ai supermercati a meno di due euro. L' elasticita' del prezzo è un dato che riguarda anche altri prodotti. I peperoni, per esempio, sono venduti dal produttore a 50 centesimi, ma si trovano nei supermercati a non meno di 1,50 euro. Lo stesso vale sulle zucchine che vanno dai 40 centesimi alla raccolta a 1e 30 al grossista e per i pomodori il cui costo varia da 60 centesimi sempre alla raccolta a quasi 1,50 euro. L' altro aspetto poco rassicurante, almeno per il consumatore, riguarda l' estrema instabilita' del listino. è il caso di dire : rivenditore che vai prezzo che trovi. Lo sa bene chi per fare quadrare i conti del proprio bilancio familiare è costretto ad acquisti oculati che impongono una spietata caccia al risparmio, è il caso di Anna che adotta una sua personale tecnica come calmiere dei prezzi. I pomodori di la', i peperoni di qua, tutto seguendo<br />
una precisa mappa dei punti vendita e delle loro offerte. La questione dei rincari precisa Francesco Mazzei, vicepresidente della Cia è molto delicata. Nel 90 % dei casi continua il produttore non ricava dagli aumenti alcun valore aggiunto. Per tutti commenta basti l' esempio delle clementine il cui prezzo per i produttori è scaso fino a 10 centesimi. A fronte di questo ribasso del costo della produzione pero' al banco il consumatore ha continuato a pagare il prodotto non meno di 1 euro e 50 centesimi. A dare piu' forza a queste affermazioni è la stessa voce dei produttori. Gli imprenditori agricoli spiega Renzo Caligiuri, presidente del distretto agroalimentare di Lamezia, sono alle prese con una crisi del settore che non lascia respirare. Q uest' anno afferma abbiamo avuto una crisi sulle primizie del 15-20 % mentre sulla frutta estiva del 20-30 %. I rincari legati ai diversi passaggi della filiera non riguardano solo gli ortaggi o la frutta, alimenti per i quali si debbono tenere in considerazione variabili come il clima o la deteriorabilita' del prodotto, ma interessano altri beni di prima necessita'. In particolare il pane ed il latte. è aperto il dibattito su quanto incida in questi casi l' aumento del costo delle materie prime. Si consideri che la spesa per un litro di latte al dettaglio arriva ad 1 euro e 20 centesimi, il suo prezzo alla stalla è di 40 centesimi. Questo commentano i produttori del latte per noi è insostenibile e portera' inevitabilmente ad un ' aumento del prezzo. I costi secondo alcune cooperative che si occupano sia della produzione che della commercializzazione come il Pino di Tarsia, vanno inevitabilmente incontro ad un rialzo dal momento della raccolta a quello della vendita. A giustificare il rincaro sarebbero il trasporto, la logistica, l' imballaggio. Passaggi della filiera che incidono pesantemente sul prezzo finale. Un punto di vista che per la verita' non convince proprio tutti. In primo luogo gli agricoltori ed in seconda battuta i consumatori. Articolo di Federica Longo pubblicato dal quotidiano La Provincia cosentina in data 13/9/2007. Non convincono nè punto nè poco neanche noi azionisti che tramite la petizione popolare che rappresenta solo il primo passo per cercare di porre un freno alla speculazione sui prezzi, i passi successivi verranno discussi nella Direzione Nazionale. Noi chiediamo l' istituzione da parte del Governo di una commissione parlamentare d' inchiesta sulla speculazione commerciale, revisione del paniere ISTAT, creazione di spacci statali con prezzi politici racchiuse fino ad una fascia Isee , nascita dei cosiddetti frame-market, ed altre misure che trovate sulla home page del nostro sito nazionale. Dott Piero Ferrari segretario NPA Calabria</p>
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