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	<title>biblioteche-20 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "biblioteche-20"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 07:13:15 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Note dal convegno "Archivi e biblioteche ai tempi del web 2.0"]]></title>
<link>http://bonariabiancu.wordpress.com/?p=455</link>
<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 13:18:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>bonaria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri c&#8217;è stato a Genova il convegno sugli archivi e le biblioteche 2.0 di cui vi avevo parlat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri c'è stato a Genova il convegno sugli <b>archivi e le biblioteche 2.0</b> di cui vi avevo parlato <b><a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/01/22/archivi-e-biblioteche-ai-tempi-del-20/" target="_blank">qualche giorno fa</a></b>: è stata una bellissima esperienza. Intanto c'era il sole che si stagliava sfacciatamente su un cielo nettamente azzurro. E poi la mia emozione da <i>sera prima della partenza</i> (dovuta al fatto di partecipare per la prima volta ad un dibattito con una giornalista, un archivista e soprattutto un filosofo!) si è stemperata grazie all'umanità e alla simpatia dei relatori e delle colleghe - tra le quali le care Paole (Ferrari e D'Arcangelo) che sono state i miei angeli custodi durante tutta la giornata.</p>
<p><a href="http://www.totem.to/carola_frediani.htm" target="_blank"><b>Carola Frediani</b></a>, giornalista di <b><a href="http://www.totem.to/index.htm" target="_blank">Totem</a></b>, si è occupata nel suo intervento di mettere a fuoco i <a href="http://www.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html" target="_blank"><b>concetti del Web 2.0</b></a> a partire dalla celebre <b>meme map</b>, per poi passare ad esplorare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/XML" target="_blank"><b>Xml</b></a>, <b><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Folksonomia" target="_blank">folksonomy</a></b>, <b><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_sociale" target="_blank">reti sociali</a></b>, <b><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mashup_(web_application_hybrid)" target="_blank">mashup</a></b>, e finire con esempi dalle note piattaforme <b><a href="http://del.icio.us/" target="_blank">del.icio.us</a></b>, <b><a href="http://www.flickr.com/" target="_blank">Flickr</a></b> e <b><a href="http://digg.com/" target="_blank">Digg</a></b>.</p>
<p>Il filosofo <a href="http://www.dif.unige.it/epi/hp/penco/" target="_blank"><b>Carlo Penco</b></a>, secondo me incredibilmente somigliante al mio amatissimo <b><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ludwig_Wittgenstein" target="_blank">Ludwig Wittgenstein</a></b>, ha introdotto <b>elementi e pratiche di web 2.0 nell'attività didattica</b>: all'interno dei corsi di Filosofia del Linguaggio e Semiotica presso l'Università di Genova i suoi studenti sperimentano con <b>piattaforme di editing collaborativo</b> la preparazione agli esami e un tipo di <b>comunicazione accademica </b>molto lontana dalla <b>prassi burocratico-pedagogica</b> <b>tradizionale</b>.</p>
<p>Il mio intervento (<strike>a brevissimo in linea</strike> disponibile su <a href="http://www.slideshare.net/bonaria/suggestioni-di-biblioteca-20" target="_blank"><b>Slideshare</b></a> anche per il download), partito invece da considerazioni sui <b>mutamenti culturali e scientifici </b>intervenuti negli ultimi dieci anni, si è articolato su <b>library 2.0</b> intesa come <b><a href="http://www.aib.it/aib/cg/gbdigd07.pdf" target="_blank">biblioteconomia partecipativa</a></b>: biblioteche su <b><a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a></b>, <b><a href="http://www.flickr.com/" target="_blank">Flickr</a></b>, <a href="http://www.secondlife.com" target="_blank"><b>Second Life</b></a>, <b><a href="http://www.librarything.com/" target="_blank">LibraryThing</a></b> - ovvero tutto quello che, anche con relativamente poco sforzo (ma una discreta dose di creatività e visionarietà) <b>le biblioteche possono combinare mettendosi a sperimentare</b> (possibilmente) insieme.</p>
<p>Hanno concluso l'intervento alcune 'raccomandazioni' intorno alla necessità, vitale per le biblioteche e i bibliotecari, di <b>rendersi consapevoli del momento storico in cui viviamo</b> (il mio personale motto del momento è: <b>abbasso il purismo</b> ;-) ), ovvero dei <b>rischi di scomparsa e addirittura di auto-eliminazione</b> che ci minacciano, e intorno all'importanza di costruire alleanze e lavorare insieme per compiere <b>scelte più coerenti con la nostra lunga storia</b> <b>e più oculate nei confronti dei big player</b> che in certi casi 'assediano' il nostro patrimonio.</p>
<p>E' seguito l'ottimo intervento di <b>Stefano Vitali</b>, coautore, insieme con <b>Linda Giuva </b>e <b>Isabella Zanni Rosiello</b> del libro <b><a href="http://www.brunomondadori.com/scheda_opera.php?ID=2273" target="_blank">Il potere degli archivi</a></b>, presentato il giorno prima allo stesso convegno. Per me è stato particolarmente interessante vedere come <b>le sperimentazioni del 2.0 si possano applicare proficuamente all'universo degli archivi</b> - universo del quale so purtroppo pocohissimo ma che intendo approfondire, cominciando dalla lettura del volume succitato.</p>
<p>Siti come <a href="http://www.footnote.com/" target="_blank"><b>Footnote</b></a>, <b><a href="http://polarbears.si.umich.edu/" target="_blank">Polar Bear Expedition</a></b> e soprattutto <a href="http://www.movinghere.org.uk/" target="_blank"><b>Moving here</b></a>, testimoniano di un <b>rinnovato interesse</b> starei per dire civico verso la <b>memoria condivisa</b>, e in particolare verso quei <b>pezzi di storia sociale</b> che spesso è possibile ricostruire solo grazie alla partecipazione dei soggetti coinvolti. Il sito del governo inglese sui migranti mi è sembrato commovente nel suo <b>tentativo di mettere insieme cocci di storie che altrimenti sarebbero inevitabilmente persi</b> nei magazzini della Storia. Davvero un esempio di come le tecnologie aiutino nei procesi sociali e culturali oltre che in quelli strettamente professionali.</p>
<p><b>Il dibattito è stato di estremo interesse</b>: molti hanno partecipato e tutti con domande, critiche e apprezzamenti davvero stimolanti - ringrazio tutti per lo sforzo di attenzione e partecipazione. Mi sembra significativa l'obiezione <i>fondante </i>di Isabella Zanni Rosiello in merito alla <b>mutazione <i>genetica </i>delle biblioteche e degli archivi</b>: dopo questa massiccia iniezione di tecnologia cosa diventeranno le nostre istituzioni? E a quali utenti si rivolgeranno? A fronte dell'<b><a href="http://www.jisc.ac.uk/news/stories/2008/01/googlegen.aspx" target="_blank">incombente analfabetismo informativo</a></b>, cosa diventeranno e cosa cercheranno da noi questi utenti, se non ci preoccupiamo (più) di <b>costruire per loro una base culturale, prima che tecnologica</b>?</p>
<p>Da altri partecipanti sono venute considerazioni su <b>come utilizzare le nuove tecnologie per progetti di inclusione </b>verso gli immigrati da realizzare nelle biblioteche e su come realizzare applicazioni 2.0 a fronte della <b>scarsità di risorse finanziarie e professionali </b>che affligge le nostre strutture. E poi commenti sulla <b>necessità del ricambio generazionale</b>, dell'<b>utilizzo di software open source</b> e di <b>cercarsi uno sponsor</b>, di rispettare l'<b>accessibilità </b>nelle applicazioni 2.0 e di favorire gli <b>imprescindibili appoggi politici</b> che ci permettano di perseguire gli obiettivi di rinnovamento.</p>
<p>Insomma, c'è tanta <b>materia di riflessione e di dibattito</b>. Secondo voi su quali di questi aspetti occorrerebbe primariamente spendersi nella nostra attività di professionisti dell'informazione?</p>
<p>[11.02.2008 -- h. 21,30]</p>
<p>Accolgo volentieri un <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/02/09/note-dal-convegno-archivi-e-biblioteche-ai-tempi-del-web-20/#comment-43168"><b>suggerimento</b></a> di <b><a href="http://mdplab.blogspot.com/" target="_blank">Marco Dal Pozzo</a></b> e inserisco direttamente in questo post le slide dell'intervento.</p>
<p align="center">[slideshare id=259651&#38;doc=suggestioni-di-biblioteca-20-120263633797705-5&#38;w=425]</p>
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<title><![CDATA[Se la memoria è 2.0]]></title>
<link>http://freddyblog.wordpress.com/?p=186</link>
<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 17:19:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>karolla</dc:creator>
<guid>http://freddyblog.wordpress.com/?p=186</guid>
<description><![CDATA[
Come evitare che biblioteche e archivi finiscano seppelliti da una spessa coltre di polvere analogi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://freddyblog.wordpress.com/files/2008/02/rights.jpg" title="rights.jpg"><img src="http://freddyblog.wordpress.com/files/2008/02/rights.jpg" alt="rights.jpg" /></a></p>
<p>Come evitare che biblioteche e archivi finiscano seppelliti da una spessa coltre di polvere analogica mentre il resto del mondo mette il turbo del digitale? Come sfuggire all'estinzione culturale e in che modo rilegittimare queste arche del sapere alla luce delle nuove tecnologie e soprattutto dei nuovi comportamenti?<br />
Se ne è parlato a Genova in un bel convegno intitolato <i><a href="http://www.mentelocale.it/contenuti/comunicati/generic_html?SezioneScelta=comunicato&#38;id_comunicati:int=4093" target="_blank">Archivi e biblioteche ai tempi del web 2.0</a>, </i>cui anch'io ho partecipato  soprattutto per la parte 2.0. E tra le chicche emerse, oltre all'esistenza di bibliotecari e archivisti molto <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/01/22/archivi-e-biblioteche-ai-tempi-del-20/" target="_blank">in gamba e aggiornati sul tema</a>, vorrei segnalare il sito-progetto <a href="http://www.movinghere.org.uk/default.htm" target="_blank">Moving here</a>.</p>
<p>Il sito intende raccogliere e illustrare i percorsi materiali e simbolici degli immigati in Gran Bretagna negli ultimi due secoli: si può quindi raccontare la propria storia (e alcune di quelle già presenti sono emozionanti), corredarla di immagini, aggiungervi le foto storiche dell'archivio, inviare una e-postcard o tracciare le radici della propria famiglia.</p>
<p>Ho l'impressione che nel campo della memoria e della narrazione storica dal basso ci sarebbe tanto da divertirsi con il 2.0 e dintorni.</p>
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