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	<title>bilancio-partecipativo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/bilancio-partecipativo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "bilancio-partecipativo"</description>
	<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 05:20:14 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Venerdi 15 h.16 Convegno lilliput sullo Sviluppo sostenibile ad Isola, invitati tutti i candidati sindaco.]]></title>
<link>http://retelilliputisoladellefemmine.wordpress.com/2009/05/12/sviluppo-sostenibile/</link>
<pubDate>Tue, 12 May 2009 10:10:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa nonviolenta</dc:creator>
<guid>http://retelilliputisoladellefemmine.wordpress.com/2009/05/12/sviluppo-sostenibile/</guid>
<description><![CDATA[

Pieghevole d&#8217;invito (pdf) LILLIPUTSVILUPPOSOSTENIBILE
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-681" title="LILLIPUTSVILUPPOSOSTENIBILE1" src="http://retelilliputisoladellefemmine.wordpress.com/files/2009/05/lilliputsvilupposostenibile12.jpg?w=300" alt="LILLIPUTSVILUPPOSOSTENIBILE1" width="300" height="212" /></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-682" title="LILLIPUTSVILUPPOSOSTENIBILE2" src="http://retelilliputisoladellefemmine.wordpress.com/files/2009/05/lilliputsvilupposostenibile2.jpg?w=300" alt="LILLIPUTSVILUPPOSOSTENIBILE2" width="300" height="212" /></p>
<p><a href="http://www.webalice.it/locascio.francesco/LILLIPUTSVILUPPOSOSTENIBILE.pdf">Pieghevole d&#8217;invito (pdf) LILLIPUTSVILUPPOSOSTENIBILE</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["Je participe" su Rete del Nuovo Municipio]]></title>
<link>http://carnevali.wordpress.com/2009/05/07/je-participe-su-rete-del-nuovo-municipio/</link>
<pubDate>Thu, 07 May 2009 17:10:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea</dc:creator>
<guid>http://carnevali.wordpress.com/2009/05/07/je-participe-su-rete-del-nuovo-municipio/</guid>
<description><![CDATA[Ecco la recensione al mio libro &#8220;Je participe&#8221; da parte di Angelo M. Cirasino, Rete del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-383" title="2424886352_e3ff30e394_b" src="http://carnevali.wordpress.com/files/2009/05/2424886352_e3ff30e394_b.jpg?w=202" alt="2424886352_e3ff30e394_b" width="202" height="300" />Ecco la recensione al mio libro &#8220;Je participe&#8221; da parte di Angelo M. Cirasino, Rete del Nuovo Municipio [Responsabile nazionale Comunicazione]. Lo ringrazio pubblicamente per le belle parole espresse.</p>
<p><em>C&#8217;è stato un lungo periodo, a partire dalla fine degli anni &#8216;80, in cui la partecipazione si è preoccupata quasi esclusivamente di raccontarsi a se stessa: le dinamiche di autoriconoscimento e di crescita interna delle comunità partecipanti mostravano una netta prevalenza sulle aperture all&#8217;esterno, e negli autoritratti che la riflessione produceva si cercavano essenzialmente le motivazioni per un consolidamento e un&#8217;estensione dei processi a cui si era dato inizio. <!--more-->In una seconda fase &#8211; al cui sviluppo, per usare un&#8217;espressione minimalista, non è stata estranea la Rete del Nuovo Municipio &#8211; dinamiche espansive e di contaminazione (auspicabilmente) positiva hanno gradatamente preso il posto delle prime: la partecipazione lavorava a riprodursi, e l&#8217;accento dell&#8217;analisi cadeva appunto sulle condizioni di replicabilità degli esperimenti condotti, sulla loro capacità di produrre effetti anche in contesti locali differenti o lontani. Siamo oggi alla vigilia di una terza fase in cui, messi un momento da parte i parametri principalmente quantitativi che avevano governato le precedenti, la partecipazione deve interrogarsi sulla propria qualità, vale a dire sulla natura e sulla consistenza degli orizzonti trasformativi lungo i quali si muove e sulla loro capacità di produrre &#8220;benessere&#8221; secondo categorie interpretative più avanzate, complesse ed inclusive rispetto a quelle accreditate dai modelli dominanti dello &#8220;sviluppo&#8221;.<br />
Il libro di Andrea Carnevali, Je participe, ripercorre con chiarezza esemplare i passi di questo processo di maturazione e di trasfigurazione, raccontandolo nel duplice riflesso di un&#8217;esperienza personale di conoscenza e di una vicenda collettiva di trasformazione, quella del Bilancio Partecipativo nell&#8217;XI Municipio romano: «questo libro» &#8211; ci dice l&#8217;autore nel suo incipit &#8211; «è il racconto di una nascita, di una consapevolezza e di un cambiamento. Quello che ho visto, quello che ho vissuto». Un lungo racconto, dunque, che prima, con una magistrale zoomata, colloca con precisione la sua trama all&#8217;interno di una geografia teorica, spaziale e culturale tuttora in evoluzione; e poi ne ricostruisce minuziosamente la storia, partendo dalle sue origini lontane nel lavoro per il decentramento degli anni &#8216;40 e &#8216;50, all&#8217;indomani della Costituzione, per arrivare alle strette dell&#8217;anno appena passato, in cui l&#8217;opzione partecipativa, pur resistendo brillantemente alla generale erosione del consenso verso l&#8217;innovazione, deve segnare il passo di fronte a un quadro di interlocuzione sociale ed istituzionale sempre meno amichevole. Una narrazione limpida e appassionata che racconta la partecipazione al suo interno, la pubblicizza all&#8217;esterno e infine riflette criticamente sui suoi limiti e le sue prospettive, riproducendo così nella sua stessa struttura il cammino &#8211; a tratti incerto, a tratti invece emozionante &#8211; del suo protagonista.<br />
È proprio in quanto rappresentazione dal vivo di uno slittamento di significato, di una metamorfosi strutturale tuttora in atto, che il libro assume un valore nettamente superiore a quello puramente documentale o esegetico diventando proposta tout court: a partire dal titolo, che istituisce immediatamente un legame genetico con l&#8217;esperienza del Maggio francese, esso ci suggerisce che la partecipazione non è solo forma, ma veicolo primario di contenuti di trasformazione sostanziali, che coinvolgono la società nel suo complesso. Non sappiamo, ad oggi, quali strade prenderà la partecipazione in futuro; quello che sappiamo, è che noi ci saremo.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Isola delle Femmine: quale sviluppo?]]></title>
<link>http://retelilliputisoladellefemmine.wordpress.com/2009/05/06/isola-delle-femmine-quale-sviluppo/</link>
<pubDate>Wed, 06 May 2009 22:59:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa nonviolenta</dc:creator>
<guid>http://retelilliputisoladellefemmine.wordpress.com/2009/05/06/isola-delle-femmine-quale-sviluppo/</guid>
<description><![CDATA[

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-675" title="lilliputsvilupposostenibile" src="http://retelilliputisoladellefemmine.wordpress.com/files/2009/05/lilliputsvilupposostenibile.jpg?w=300" alt="lilliputsvilupposostenibile" width="300" height="212" /></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-672" title="lilliputsvilupposostenibile1" src="http://retelilliputisoladellefemmine.wordpress.com/files/2009/05/lilliputsvilupposostenibile1.jpg?w=300" alt="lilliputsvilupposostenibile1" width="300" height="212" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Bilancio Partecipativo e Municipio RM XI sulla Newsletter Rete del Nuovo Municipio]]></title>
<link>http://carnevali.wordpress.com/2009/04/26/bilancio-partecipativo-e-municipio-rm-xi-sulla-newsletter-della-rete-del-nuovo-municipio/</link>
<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 09:17:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea</dc:creator>
<guid>http://carnevali.wordpress.com/2009/04/26/bilancio-partecipativo-e-municipio-rm-xi-sulla-newsletter-della-rete-del-nuovo-municipio/</guid>
<description><![CDATA[ Riporto il testo della mia collaborazione nella Newsletter settimanale della Rete del Nuovo Municip]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;"><img class="alignleft size-full wp-image-326" title="logoarnm_xs_grigio" src="http://carnevali.wordpress.com/files/2009/04/logoarnm_xs_grigio.jpg" alt="logoarnm_xs_grigio" width="268" height="56" /> <!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">Riporto il testo della mia collaborazione nella Newsletter settimanale della Rete del Nuovo Municipio, in questo caso la n. 136 del 23 Aprile 2009, si parla &#8220;ovviamente&#8221; di Bilancio Partecipativo e Municipio Roma XI. Buona lettura.<!--more--></span></span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><em><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">&#8220;Dopo Grottammare, la nostra rassegna settimanale di buone pratiche neomunicipaliste tocca oggi un altro dei luoghi storici della partecipazione in Italia, quel Municipio Roma XI che, nella sua ormai lunga esperienza di Bilancio Partecipativo, ha trasformato il lavoro pluridecennale per il decentramento ed il supporto al &#8220;governo di prossimità&#8221; in un&#8217;opzione politica attualissima, i cui contenuti &#8211; dichiarati e praticati &#8211; sono l&#8217;autogoverno, la democrazia sostanziale, la creazione di reti globali di solidarietà orizzontale fra comunità locali e la riconversione autosostenibile dello &#8220;sviluppo&#8221;. Per tutte le informazioni sul &#8220;caso studio&#8221; vi rimandiamo al bel <a href="http://www.nuovomunicipio.org/documenti/contributi/recCarnevaliNEW.pdf">libro di Andrea Carnevali </a><a href="http://www.nuovomunicipio.org/documenti/contributi/recCarnevaliNEW.pdf">Je participe</a>, di cui il testo che segue rappresenta un condensato critico: grazie ad Andrea per avercelo fornito.&#8221;</span></em></span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><em><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">A Roma, nel Municipio XI, dal 2003, e per i sei anni successivi, alla quotidianità vissuta nei quartieri si sono alternati volantinaggi, telefonate frenetiche, sopralluoghi, studi di zona, dibattiti accesi, votazioni e nuove conoscenze. In pratica, parte delle priorità votate dalla Giunta del Municipio romano sono state decise in forma assembleare. Un percorso che negli anni ha avuto “alti e bassi” tra i quali la difficoltà a coinvolgere cittadini con meno di 35 anni, a coniugare la famiglia e/o il lavoro con gli orari degli incontri [solitamente intorno alle 18], non a caso i pensionati e chi in generale è meno vincolato dal lavoro è stato anche più assiduo nella partecipazione. Oltre a queste difficoltà il “concetto di delega” è stato uno degli elementi più ossidati nella cittadinanza.</span></em></span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"><em><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">Tali aspetti di “fragilità”, riconosciuti da tutti gli attori del sistema, cittadini compresi, hanno però lasciato spazio all’iniziativa dei singoli che hanno avviato percorsi di auto-organizzazione, tanto all&#8217;interno quanto all’esterno del Bilancio Partecipativo.</span></em></span></span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"><em><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">I tagli costanti del Comune verso i Municipi e i fragili equilibri interni alla maggioranza dell&#8217;Undicesimo hanno comportato la difficoltà di far approvare molte delle priorità emerse nelle assemblee. Così dal 2008/2009 la nuova Giunta, insieme ad altri Municipi romani, ha ottenuto dalla Regione Lazio un finanziamento di 20.000 euro per la realizzazione di un progetto di Opera pubblica in forma partecipata.</span></em></span></span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"><em><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">Di certo siamo ad una svolta, nel bene o nel male ci saranno dei cambiamenti, ma per il momento è troppo presto dare una valutazione.</span></em></span></span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"><em><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">Possiamo però dire con tutta tranquillità che, se nei primi anni del duemila termini come municipalismo partecipativo, cittadinanza attiva e autogoverno locale richiamavano alla mente più idealizzazioni lontane che itinerari perseguibili, il Bilancio Partecipativo ha avuto il merito di renderli concreti: aprendo la macchina amministrativa, cedendo sovranità alla cittadinanza e permettendo a questa di interagire con l&#8217;Amministrazione. Un lavoro costante di monitoraggio sul territorio che ha portato molto in termini di osservazioni, segnalazioni e progetti. Tutti effetti concreti che dal 2003 ad oggi sono ricaduti positivamente sul territorio. Questa è l&#8217;eredità che il Bilancio Partecipativo ci ha lasciato: centri culturali e televisioni di zona hanno reso più vivibili i quartieri dormitorio; piste ciclabili sono un&#8217;alternativa alle arterie stradali; percorsi della memoria e naturalistici hanno equilibrato la presenza di parcheggi e centri commerciali.</span></em></span></span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"><em><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">Ora il futuro è in mano alla cittadinanza che deve dimostrare come le politiche partecipative siano non solo un&#8217; opportunità, ma una necessità.</span></em></span></span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;"> </span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">Testo di Andrea Carnevali, autore di Je</span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;"> </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">participe. Un laboratorio di democrazia a Roma sud, BPress, Roma 2009; la <a href="http://www.nuovomunicipio.org/documenti/contributi/recCarnevaliNEW.pdf">nostra recensione</a></span></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;"> </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">del libro è sulla pagina dei contributi di <a href="http://www.nuovomunicipio.org/">nuovomunicipio.org</a>. </span></span></span></span></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:small;"><span style="background:transparent none repeat scroll 0 0;">Per informazioni e ordini: <a href="../">http://carnevali.wordpress.com</a>.</span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.nuovomunicipio.org/"><strong></strong></a><em></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perchè non scoppia la Rivoluzione in Italia? Consigli pratici per cambiare noi stessi e la nostra società]]></title>
<link>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/03/12/perche-non-scoppia-la-rivoluzione-in-italia-consigli-pratici-per-cambiare-noi-stessi-e-la-nostra-societa/</link>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 08:33:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessio in Asia</dc:creator>
<guid>http://ale1980italy.wordpress.com/2009/03/12/perche-non-scoppia-la-rivoluzione-in-italia-consigli-pratici-per-cambiare-noi-stessi-e-la-nostra-societa/</guid>
<description><![CDATA[    
Premessa:
Nell’ultimo anno il cavalier Benito Berlusconi ha comunicato che: 
1) la sua Augusta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[    
Premessa:
Nell’ultimo anno il cavalier Benito Berlusconi ha comunicato che: 
1) la sua Augusta ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Je participe" di Andrea Carnevali]]></title>
<link>http://carnevali.wordpress.com/2009/03/08/je-participe-di-andrea-carnevali-2/</link>
<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 19:58:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea</dc:creator>
<guid>http://carnevali.wordpress.com/2009/03/08/je-participe-di-andrea-carnevali-2/</guid>
<description><![CDATA[Ecco un racconto/studio sul tema del Bilancio Partecipativo. Com’è nata, cosa è stata e quella che s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-278" title="coperta" src="http://carnevali.wordpress.com/files/2009/02/coperta.jpg?w=212" alt="coperta" width="200" height="284" />Ecco un racconto/studio sul tema del Bilancio Partecipativo. Com’è nata, cosa è stata e quella che sarà l’esperienza del Municipio Roma XI la potete leggere in questo libro<span style="font-family:times new roman;">.</span></p>
<p>Andrea Carnevali<br />
Je participe. Un laboratorio di democrazia a Roma sud.<br />
[BPress, 112 pagine, 6 euro]</p>
<p><strong>PER ACQUISTARE</strong> il libro o per ogni altra<strong> INFORMAZIONE</strong> <a href="../democraziapartecipativa/">vai qui</a>.</p>
<p>[Novità, ultimo aggiornamento: 21/03/2009]<!--more--></p>
<p><em>Testo tratto dalla quarta di copertina:</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>Una fotografia scattata al Bilancio Partecipativo dall’angolazione sud di Roma: centri commerciali, quartieri dormitorio e democrazia partecipativa.<br />
Il municipalismo e l’autogoverno si raccontano, nel Municipio Roma XI, attraverso la lente della partecipazione diretta, delle interviste e dell’analisi dei dati. Sullo sfondo il contesto teorico e pratico, le motivazioni e le aspettative, mentre in primo piano i volti delle persone, i risultati conseguiti e i limiti riscontrati.<br />
Questo lavoro vuole essere un punto di riferimento per le amministrazioni e per i cittadini che intendano intraprendere percorsi di democrazia partecipativa, contribuendo in questo modo alla condivisione delle esperienze e al dibattito sullo stato attuale delle pratiche di autogoverno in Italia.</em></p>
<p><em><strong>Je participe</strong> è il racconto di una nascita, di una consapevolezza e di un cambiamento. Quello visto, quello vissuto.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Je participe" su Loop]]></title>
<link>http://carnevali.wordpress.com/2009/02/27/je-participe-su-loop/</link>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 09:18:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea</dc:creator>
<guid>http://carnevali.wordpress.com/2009/02/27/je-participe-su-loop/</guid>
<description><![CDATA[ Segnalo la presentazione del mio libro &#8220;Je participe&#8221; su Loop n°1 anno I [24 febbraio 2]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-211" title="n1409720793_234363_2362" src="http://carnevali.wordpress.com/files/2009/02/n1409720793_234363_2362.jpg?w=222" alt="n1409720793_234363_2362" width="200" height="269" /> Segnalo la presentazione del mio libro &#8220;Je participe&#8221; su Loop n°1 anno I [24 febbraio 2009]:</p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify">Un laboratorio di democrazia a Roma Sud.</p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify">Dall&#8217;introduzione al libro Je participe di Andrea Carnevali, un racconto/studio intorno al tema del Bilancio Partecipativo. Come è nata, cosa è stata e sarà l&#8217;esperienza nel municipio XI di Roma.<!--more--></p>
<p style="background:transparent none repeat scroll 0 0;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><span style="color:#000000;"></span></p>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p align="justify">Nel 2003 ero studente di Sociologia in cerca di un argomento interessante per la tesi di laurea. Durante una serie di incontri ho conosciuto un urbanista, il Prof. Scandurra, che parlava di una pratica che veniva dal Sud America: il Bilancio Partecipativo. Per approfondimenti sono stato indirizzato alla <em>mailing-list </em>della Rete Nuovo Municipio, una piazza virtuale dove amministratori e interessati discutevano di nuove pratiche partecipative.</p>
<p align="justify">Un giorno mi arriva una <em>mail</em> con l&#8217;invito ad un incontro presso la facoltà di Ingegneria de &#8220;La Sapienza&#8221; a Roma, per fare un punto sui primi risultati della Rete. Non ci penso su. Vado. Una volta arrivato mi rendo conto di essere il più giovane, un po&#8217; imbarazzato, ma armato di penna e taccuino. Mi siedo in terza fila e cerco di raccogliere più informazioni possibili. L&#8217;incontro si dimostra pieno di spunti interessanti e mi da l&#8217;occasione di conoscere Luciano Ummarino. Lui era lì per presentare la prima sperimentazione italiana del Bilancio Partecipativo, nel Municipio XI, proprio in quel quartiere che mi aveva visto nascere e crescere. Ho pensato subito che la mia tesi di laurea doveva essere sulla neonata esperienza del <em>mio</em> Municipio. Tornando a casa, mi sento orgoglioso di far parte di questo Municipio un pò speciale della &#8220;riva sinistra del Tevere&#8221;, come si dice fra <em>noi romani.</em></p>
<p align="justify">Comincia la sperimentazione, così come i miei studi. Nel 2003 non esisteva una bibliografia ufficiale, si trovavano pochi articoli su internet, per la maggior parte scritti dal Prof. Allegretti. Pian piano divento consapevole di ciò che sto studiando, lo contestualizzo e penso che il mio ruolo non possa essere solo quello di spettatore. Decido di vivere questa esperienza da protagonista, mi candido al ruolo di delegato e vengo eletto. Da quel momento in poi entro a tutti gli effetti nel processo: riunioni, telefonate, volantinaggi, studi, litigate, votazioni, interviste, assemblee e conoscenze. La tesi prende forma, il mio senso civico aumenta, la voglia di mettermi in gioco è appagata. Partecipare è bello, ma faticoso. Il primo ciclo d&#8217;incontri finisce, mi rimangono un pò di settimane per dedicarmi a tempo pieno alla tesi. A Luglio del 2004 mi laureo con una ricerca dal titolo: <em>Bilancio sociale e democrazia dal basso nel Municipio Roma XI</em>. Nello stesso mese presso il dipartimento DIeS di Sociologia viene avviato un lavoro di analisi e confronto tra due modelli di partecipazione, quello del Municipio V e quello del XI. Mi viene chiesto di partecipare. Accetto. Cominciano mesi di studi, gruppi di lavoro, sbobinature delle interviste, nottate, divertimento e incontri interessanti. In particolare quello con Liliana Cau, ricercatrice che mi aveva già aiutato durante i mesi della tesi, e che ora fa parte del mio gruppo di ricerca. E&#8217; lei a convincermi, in una calda giornata di Luglio, a consegnare la tesi a Massimiliano Smeriglio, allora Presidente del Municipio.</p>
<p align="justify">Arriva l&#8217;estate e parto per Parigi, un paio di settimane di riposo sono necessarie. Mi chiama Liliana da Roma: è importante. Mi dice che Massimiliano ha letto la mia tesi e vuole scrivere un libro. Mi chiede se sono disposto a collaborare. Non faccio domande. Accetto.</p>
<p align="justify">A Natale del 2004 esce il libro <em>Pillola rossa o pillola blu?</em> C&#8217;è molto del mio lavoro e sono orgoglioso, ne acquisto 10 copie, il ricavato andrà in Chiapas, Massico per la realizzazione di una scuola nel Caracol zapatista di Morelia.</p>
<p align="justify">La vita va avanti, esco dall&#8217;Università, continuo a partecipare alle Assemblee. Dal 2005 l&#8217;interesse per le pratiche partecipate in Italia scema, i movimenti cambiano, la società pure. La mia &#8220;missione&#8221; di far conoscere il più possibile il Bilancio Partecipativo va avanti.</p>
<p align="justify">Nel 2006 a Roma ci sono le elezioni amministrative. Smeriglio non si ricandida, Andrea Catarci prende il suo posto come Presidente del Municipio.</p>
<p align="justify">Una mattina passo a salutare Liliana in Municipio e conosco Livio Ciappetta, che nel frattempo è subentrato a Luciano Ummarino come Delegato al Bilancio Partecipativo. Mi spiega che il Bilancio è ad un punto di svolta, ci troviamo d&#8217;accordo sulla necessità di rilanciare il processo. Passano i mesi, inizia la crisi, Veltroni si dimette da Sindaco di Roma, cadono di conseguenza i Municipi, il Governo Prodi viene sfiduciato. Si arriva alle elezioni. La politica nazionale entra di prepotenza in quella locale come mai avevo avuto la sensazione in precedenza. Rifondazione e PD non si presentano unite alle elezioni nazionali, in Municipio c&#8217;è un&#8217;aria tesa. In Italia le votazioni segnano il crollo di Rifondazione e tutto questo si ripercuote anche in Municipio. Livio non viene rieletto, il Presidente si, il Bilancio Partecipativo cambia.</p>
<p align="justify">Questo libro è il racconto di una nascita, di una consapevolezza e di un cambiamento. Quello che ho visto, quello che ho vissuto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[COMUNICATO STAMPA - MUNICIPIO XI, AL VIA IL PROCESSO DI PARTECIPAZIONE PER IL BANDO DELLA REGIONE LAZIO]]></title>
<link>http://liberaroma.wordpress.com/2008/10/27/comunicato-stampa-municipio-xi-al-via-il-processo-di-partecipazione-per-il-bando-della-regione-lazio/</link>
<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 09:33:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Liberaroma</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Si rinnova il processo di consultazione dei cittadini messo in piedi dal Municipio XI di Roma. L’o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[

Si rinnova il processo di consultazione dei cittadini messo in piedi dal Municipio XI di Roma. L’o]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[IX Municipio: bilancio e partecipazione]]></title>
<link>http://liberaroma.wordpress.com/2008/10/09/ix-municipio-bilancio-e-partecipazione/</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 17:51:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Liberaroma</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Daniele Nalbone
Partecipata. E’ l’unico termine da usare quando un’assemblea per il “bilancio par]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Daniele Nalbone
Partecipata. E’ l’unico termine da usare quando un’assemblea per il “bilancio par]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La vera democrazia]]></title>
<link>http://peppecarpentieri.wordpress.com/2008/10/08/la-vera-democrazia/</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 22:23:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>matierno</dc:creator>
<guid>http://peppecarpentieri.wordpress.com/2008/10/08/la-vera-democrazia/</guid>
<description><![CDATA[

    
Tutti conoscono il significato della parola democrazia: governo del popolo. L’articolo 1 dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--><!--[if gte mso 9]&#62;   &#60;![endif]--><!--[if !mso]&#62;--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/zfzFib23u8E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/zfzFib23u8E&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Tutti conoscono il significato della parola democrazia: <em>governo del popolo</em>. L’articolo 1 della nostra Costituzione sancisce: <em>la sovranità appartiene al popolo</em>. Ebbene partendo dal semplice significato delle parole democrazia e sovranità popolare ci rendiamo conto, guardando la nostra società, che questi principi non hanno alcun riscontro con la “realtà” in cui noi viviamo. Il potere con l’uso della Programmazione Neuro Linguistica<a name="_ftnref1" href="#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[1]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> manipola le masse popolari facendo credere loro di essere libere, certe libere di consumare e di spendere moneta di proprietà privata della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_centrale_europea">BCE</a>. <a href="http://it.youtube.com/watch?v=N3vAHoJk8H8">Freud e, soprattutto il nipote Edward Benays fu fra i primi ad insegnare</a> alle corporations SpA come manipolare le menti attraverso la pubblicità e creare bisogni indotti per fare incetta di acquisti. In un <a href="http://peppecarpentieri.wordpress.com/2008/09/05/laltro-modello/">sistema socio-politico</a>, come il nostro, che usa una moneta come mezzo di scambio per le merci, che misura la ricchezza con i soldi e col Prodotto Interno Lordo si intuisce quali siano le declinazioni delle libertà. Chi ha la proprietà del danaro possiede tutto. Per cui la violazione della sovranità monetaria sancisce la morte della democrazia rappresentativa europea. In Italia, si è partiti nel 1981 col ministro del Tesoro Andreatta (docente di Romano Prodi), Governo Forlani, sancendo la separazione fra il Tesoro e la Banca d&#8217;Italia, l’obiettivo finale di privatizzare la Banca d’Italia è stato raggiunto negli anni successivi. Se oggi possiamo ancora rivendicare l&#8217;usurpazione della proprietà della moneta è grazie alla nostra Costituzione che afferma: “<em>la sovranità appartiene al popolo”</em> (compresa quella monetaria ovviamente) e che &#8220;<em>la  Repubblica</em><em> incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l&#8217;esercizio del credito</em>&#8221; (art. 47 Cost.). Tali principi sono palesemente violati dall&#8217;articolo 105/A del trattato di Maastricth &#8220;<em>la BCE</em><em> ha il diritto esclusivo di autorizzare l&#8217;emissione di banconote all&#8217;interno della Comunità</em>&#8221; che di fatto usurpa i diritti dei popoli sovrani europei. Banca d’Italia e BCE  sono di fatto società  indipendenti e fuori dal controllo del popolo. E&#8217; sufficiente leggere la <em>natura</em> ed il numero dei soci partecipanti dal <a href="http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf" target="_blank">sito di Bankitalia</a>, e si percepisce che essa è stata privatizzata dove lo Stato è relegato con INPS ed INAIL a 42 voti contro 540 delle banche private SpA (2008). Ed è stata relegata ad un ruolo di secondo piano come si legge dall&#8217;articolo 1 del suo Statuto: &#8220;<em>Quale banca centrale della Repubblica italiana, è parte integrante del Sistema europeo di banche centrali (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_europeo_delle_banche_centrali">SEBC)</a>. Svolge i compiti e le funzioni che in tale qualità le competono, nel rispetto dello statuto del SEBC</em>&#8220;.  Il &#8220;semplice&#8221; passaggio di mano da privato a pubblico è una palese violazione costituzionale (art. 1 e 47) e dovrebbe essere un reato per &#8220;appropriazione indebita&#8221; delle riserve auree di proprietà dello Stato.<br />
Ricordiamo due precedenti giuridici: nel 2005 Con sentenza 2978/05 la Banca D’Italia veniva condannata a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Signoraggio">signoraggio</a>.<strong> </strong>E nel<strong> </strong>2006, il 21 luglio con la sentenza n. 16751 le SS.UU. civile della Cassazione accoglievano il ricorso di Banca d’Italia sostenendo che: &#8220;[...]<em>lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria</em>[...]&#8220;. I cittadini europei sono “liberi” nella misura in cui sono obbligati a spendere un danaro privato – <em>moneta debito</em> &#8211; creato dal nulla e prestato agli Stati per consumare le merci prodotte dalle corporations SpA amiche dei banchieri. Questo tipo di sistema è virtuale, poiché la moneta è presente solo nei computer, essa è creata dal nulla senza alcun equivalente contro valore in oro, cioè una merce tangibile e reale, e col sistema del prestito (<a href="http://www.scribd.com/doc/6429107/Olivier-Blanchard-Macro-Eco-No-Mia">moltiplicatore monetario</a><a name="_ftnref2"></a>, formula matematica) e della riserva frazionaria &#8211; riserva frazionaria all’8%, accordi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilea_II">Basilea II</a> -<span> </span>essa diventa debito per i popoli. La creazione della <em>moneta debito</em> col moltiplicatore monetario consente alle banche private di prestare soldi anche se non esistono realmente indebitando anche gli Stati in cambio di Titoli di Stato<a name="_ftnref3"></a>, altra carta. Se uno Stato chiede 1 miliardo di euro alla BCE, la Banca d’Italia e cioè i suoi soci SpA possono inserire la quota parte, in cambio di Titoli di Stato, come riserva frazionaria (un quantitativo obbligatorio di soldi contanti da tenere in cassa, l’8%) e creare <em>moneta debito</em> dal nulla col sistema del moltiplicatore monetario. Per esempio, ad Intesa San Paolo SpA (a.d. Corrado Passera) spetterebbe il 30,3% del miliardo di euro e cioè 303 milioni di carta, moneta stampata ed Unicredit SpA (a.d. Alessandro S. Profumo) 157 milioni (quote e partecipazioni al 31 gennaio 2008). L’unico obiettivo di una SpA è massimizzare i profitti e quindi 303 milioni inseriti in cassa come riserva consente di creare inflazione monetaria ed indebitare lo Stato. Altro esempio, un signore A deposita 100 euro in banca, un signore B può chiedere in prestito 92 euro (riserva frazionaria all’8%, accordi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilea_II">Basilea II</a>). Intanto alla banca risultano esserci 100 euro sul conto di A ed ora ha un credito di 82 da B.  In questo modo le banche creano soldi dal nulla mentre i cittadini devono sudare col proprio lavoro. Con questo sistema si creano soldi necessari a corrompere qualunque politico, finanziare le guerre, e sostenere le corporations SpA amiche. Comprendiamo che se queste sono le premesse non esiste alcuna democrazia rappresentativa dato che i partiti sono i migliori camerieri dei banchieri. Questo sistema finanziario virtuale frutto di un&#8217;usurpazione è alla base della crisi finanziaria mondiale dei Paesi che subiscono la dittatura di Banche Centrali che emettono moneta dal nulla di proprietà privata. Ma esistono sistemi più democratici? Si esistono. Il popolo ovviamente deve poter esercitare ogni forma di sovranità e quindi deve essere proprietario della moneta che produce con una “Banca del popolo” ed, il quantitativo deve essere proporzionale alle merci ed i servizi immateriali prodotti per impedire l’inflazione. Inoltre è sufficiente applicare principi e regole già esistenti in molti Stati, 23 negli USA dove c&#8217;è l&#8217;<em>iniziativa,</em> &#8220;Town Meeting&#8221; nel New England, in Brasile  col bilancio partecipativo diffuso poi in 500 città nel mondo, in Svizzera, in Baviera coi referendum locali ed Amburgo con la nuove legge elettorale ed il nuovo Statuto comunale di Chelsea scritto dai cittadini. Quindi in una vera democrazia, il cittadino è il proprietario della moneta, egli deve poter scegliere i propri candidati attraverso il sistema delle “primarie aperte” (diritto di autocandidatura) e deve poter scrivere il programma elettorale del proprio partito (programma partecipato). Ogni cittadino ha diritto di proposta (iniziativa popolare), e cioè proporre un disegno di legge. Nonostante in Italia siano previsti gli istituti dell’iniziativa popolare e del referendum abrogativo, questi confrontati con altri Paesi, <a href="http://peppecarpentieri.wordpress.com/2008/08/01/i-v-day-democrazia-all%e2%80%99italiana-le-parole-sono-importanti/">risultano inefficaci </a>poiché le regole che li attuano sono inefficaci ed ingannano il popolo. Altrove se dei cittadini raccolgono le firme per un’iniziativa popolare da presentare in Parlamento, esso ha l’obbligo di discuterla e se la rigetta viene indetto referendum propositivo dove i cittadini possono approvare la legge senza l’antidemocratico quorum di partecipazione per validità del referendum, che invece in Italia è al 50% + 1 degli aventi diritto al voto, caso unico al mondo. In Brasile esiste in ambito locale il <a href="http://www2.portoalegre.rs.gov.br/op/">Bilancio Partecipativo</a> deliberativo dove i cittadini decidono direttamente come spendere il 25% del bilancio comunale. Il processo decisionale si articola in un anno solare durante la programmazione di assemblee deliberative popolari dove i cittadini elaborano il Piano degli Investimenti in base alle priorità da loro scelte. I rappresentanti eletti e gli uffici tecnici si impegnano ad eseguire le opere edilizie ed i servizi deliberati dal sovrano, il popolo, per l’anno successivo. Negli USA vi sono Stati che hanno tradizioni di democrazia diretta da oltre 300 anni, infatti la pratica dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Town_meeting">Town Meeting</a>, forme di assemblee popolari, servono anche per controllare il mandato dei Sindaci e non di rado i cittadini revocano il mandato &#8211; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Recall_election"><em>recall election</em></a> &#8211; ai loro dipendenti ove non abbiano attuato parte del programma elettorale o per gravi motivi di corruzione e/o bancarotta. Purtroppo in Italia negli Statuti degli Enti Territoriali spesso si legge che i rappresentanti amministrano senza vincolo di mandato, così come accade per i Parlamentari. Ovviamente è più facile mutare gli Statuti degli Enti che la Costituzione per inserire <a href="http://www.scribd.com/doc/3513741/Thomas-Benedikter-democrazia-diretta">strumenti e regole</a> di democrazia diretta. I popoli che hanno grande tradizione di vera democrazia ci dimostrano che devono essere i cittadini a voler inserire strumenti efficaci, così come accaduto in Svizzera, in Brasile dal 1989 ed in alcuni stati degli USA. I sani principi costituzionali come sovranità popolare, tutela dei diritti umani, principio di uguaglianza e trasparenza rimangono fermi sulla carta se non c’è un popolo che li rivendica e li tutela tutti i giorni. La responsabilità del declino italiano è anche di un popolo funzionale e servo del potere che delega ogni cosa. Il potere crea “problemi” per dividere i cittadini, crea infantili dualità “destra” e “sinistra” per auto conservarsi: <em>divide et impera</em>. I rappresentanti eletti stanno di fatto spostando importanti poteri in ambito europeo dove i cittadini non possono controllare nulla e lo stanno accentrando nelle mani di pochi facendo degenerare quel minimo di democrazia rappresentativa oggi presente.<span> </span>E’ necessario risvegliare le coscienze addormentate e riappropriarsi della propria esistenza e dei reali valori umani finora inespressi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>“<em>E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina</em>” (Henry Ford)</strong></p>
<div><!--[if !supportFootnotes]--></p>
<hr size="1" /><!--[endif]--></p>
<div id="ftn1">
<p style="text-align:justify;"><a name="_ftn1" href="#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;">[1]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> <span style="font-size:10pt;">La  <strong>Programmazione Neuro</strong></span><strong><span style="font-size:10pt;"> Linguistica</span></strong><span style="font-size:10pt;"> è una metodologia di sviluppo personale sviluppata nei primi anni ’70 da <a title="Richard Bandler" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Bandler">Richard Bandler</a> e dal linguista <a title="John Grinder" href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Grinder">John Grinder</a> e grazie al contributo scientifico diretto o indiretto di tanti altri studiosi (tra cui Gregory Bateson<sup><span style="color:red;">[<a title="Cita le fonti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cita_le_fonti"><em>senza fonte</em></a>]</span></sup>). Si tratta, a detta dei sostenitori di tale metodologia, di una <a title="Metafora" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metafora">metafora</a> proposta come lettura della realtà che fornisce un modello non solo analitico, ma anche operativo. Ovvero, in altri termini, faciliterebbe il cambiamento, tramite un insieme di tecniche e strumenti (frutto anche dell&#8217;integrazione tra <a title="Psicologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia">psicologia</a>, <a title="Linguistica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linguistica">linguistica</a>, <a title="Cibernetica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cibernetica">cibernetica</a> e <a title="Teoria dei sistemi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dei_sistemi">teoria dei sistemi</a>) relativi alla comunicazione, alla percezione e all’esperienza soggettiva.</span></p>
</div>
<div id="ftn2">
<p><a name="_ftn2" href="#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:10pt;"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&#34;">[2]</span></span><!--[endif]--></span></span></span></a><span style="font-size:10pt;"> Il <strong>moltiplicatore monetario</strong> è il rapporto tra la variazione della <a title="Moneta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moneta">moneta</a> e la variazione della <a title="Base monetaria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Base_monetaria">base monetaria</a> che ne è la causa. Supponiamo che si crei nuova base monetaria per 100 euro. Questa moneta viene accreditata sul conto di una banca 1 (per esempio perché la <a title="Banca centrale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_centrale">banca centrale</a> ha acquistato titoli da un cliente della banca 1).</span></p>
<p class="MsoFootnoteText">
</div>
<div id="ftn3">
<p class="MsoFootnoteText" style="text-align:justify;"><a name="_ftn3" href="#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&#34;">[3]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> I <strong>titoli di stato</strong> sono, di fatto, delle <a title="Obbligazione (finanza)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Obbligazione_%28finanza%29">obbligazioni</a>. L&#8217;emittente è lo stato che riceve un prestito, per un certo periodo, da chi acquista il titolo. Alla scadenza del titolo lo stato rimborsa, oltre al capitale, anche un interesse. Gli interessi possono essere corrisposti anche durante la vita del titolo sotto forma di cedole.</p>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una via "partecipata" al governo della città?]]></title>
<link>http://amarevignola.wordpress.com/2008/06/21/una-via-partecipata-al-governo-della-citta/</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 18:12:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il documento Linee programmatiche di governo. Mandato elettorale 2004-2009 (ovvero il documento di p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il documento <em>Linee programmatiche di governo. Mandato elettorale 2004-2009</em> (ovvero il documento di programma fatto proprio dalla coalizione delle forze politiche che hanno sostenuto il sindaco Roberto Adani alle amministrative del 2004) è composto da 75 pagine, dove sono presentati i diversi obiettivi (per la città) che si intende realizzare, grazie all&#8217;azione dell&#8217;amministrazione comunale, nel corso della legislatura 2004-2009. E&#8217; significativo che il documento inizi proprio trattando del tema della partecipazione e del coinvolgimento della città nelle scelte importanti che l&#8217;amministrazione vuole prendere per la città stessa. Ripercorriamo queste righe iniziali. <!--more-->Ecco l&#8217;<em>incipit</em>: “<em>Dovessi individuare un filo conduttore dei processi di scelta di questa coalizione nella costruzione e nella traduzione pratica di questo programma elettorale, lo individuerei nella volontà di ascoltare e di confrontarsi specie nei momenti di difficoltà con i cittadini.</em>” La prima persona singolare che regge il discorso è ovviamente il sindaco, che in tal modo giunge diretto a presentare una filosofia del governo della città. Il testo poi prosegue: “<em>Dalle riunioni di quartiere, agli incontri a tema, alla presentazione dei progetti, al rapporto con le varie categorie economiche e le associazioni di ogni tipo, passando per i tanti processi di pianificazione partecipata, dal piano regolatore, al piano urbano del traffico, al forum Agenda 21, ai vari piani: urbanistici, di riqualificazione, commerciale, per la salute &#8230; fino ad arrivare ad esperienze tanto positive quanto innovative come quella del bilancio partecipato o del consiglio comunale dei ragazzi.</em> <em>Sono forme di partecipazione da riproporre alla cittadinanza, all&#8217;esperienza del <strong>Bilancio Partecipativo</strong></em> (grassetto nell&#8217;originale; il riferimento è all&#8217;esperienza condotta nel 2003 in cui i cittadini vignolesi furono chiamati ad esprimersi su diversi progetti di investimento per un importo di 250.000 euro; i votanti furono 1.038 pari al 12% circa degli aventi diritto; <a href="http://www2.comune.vignola.mo.it/turismo/bilancio_partecipato.htm" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>) <em>va data una cadenza regolare individuando inoltre percorsi partecipati per la costruzione dell&#8217;insieme delle priorità del Bilancio di Previsione, sperimentando anche nuove formule; interessante sarebbe ad esempio far partecipare in fase propositiva i privati e in fase di approvazione i cittadini che coniughino assieme l&#8217;opera pubblica e l&#8217;intervento privato.</em>” Da quelle dichiarazioni sono passati 4 anni, ovvero i 4/5 della legislatura. Penso che anche chi guarda con simpatia alle forze politiche al governo della città venga spontaneo, rileggendo quelle parole, chiedersi: “cos&#8217;é successo? Cos&#8217;é andato storto?” Forse rileggendo con attenzione le vicende di questi anni qualche giustificazione può anche emergere (compito che non svolgerò qui). In ogni caso sono (da tempo) personalmente convinto che in quel paragrafo introduttivo, in quell&#8217;abbozzo di una filosofia “partecipativa” al governo della città, di una realtà complessa com&#8217;é oggi la città di Vignola, vi sia la via giusta per il governo della città. Formule del tipo “non disturbate il manovratore” non appartengono alla cultura politica del centrosinistra (ieri) e, soprattutto, non appartengono alla cultura politica del Partito Democratico (oggi). E&#8217; giusto trattare il tema senza ideologia, come abbiamo provato a fare a suo tempo come gruppo consiliare DS (<strong><a href="http://amarevignola.wordpress.com/2007/12/28/piu-partecipazione-dei-cittadini-al-governo-locale/" target="_self">vedi</a></strong>), anche perché, va riconosciuto con grande onestà, le esperienze “partecipative” solo di rado portano a risultati significativi, sono cioè sia innovative che efficaci. Ma non voglio mettermi a fare un&#8217;analisi critica di tali esperienze (che pure va fatta) od a cercare di identificare quei requisiti che rendono davvero partecipate e davvero efficaci questi “percorsi” di coinvolgimento (e, cosa non trascurabile, rendono davvero “migliori” le decisioni che in tal modo vengono prese) &#8211; e sono convinto che, lavorandoci bene, in una realtà &#8220;piccola&#8221; come Vignola sia possibile ottenere buoni risultati. Qui mi limito a definire gli “spazi” di un ragionamento sul coinvolgimento dei cittadini – e soprattutto sulle loro forme aggregative (associazioni di interessi, associazioni culturali, di diritti, volontariato, ecc.) &#8211; che l&#8217;amministrazione comunale deve riprendere e rilanciare e che il PD deve fare suo, volendo segnare davvero una discontinuità nel modo di governare una realtà complessa come quella di Vignola. E gli “spazi” di questo ragionamento sono definiti da tre concetti: informazione, partecipazione, rilevanza.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2008/07/partecip11.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-149" src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/07/partecip11.jpg?w=300" alt="" width="300" height="182" /></a></p>
<p><strong>Informazione</strong> e soprattutto informazione facilmente accessibile (1) sull&#8217;agenda del governo cittadino (troppo spesso succede che si viene a conoscenza di una decisione solo quando il processo decisionale è chiuso); disponibilità ed accesso facile (2) ai dati ed alle informazioni che sono rilevanti ai fini della decisione da prendere (troppo spesso ci si serve del <em>gap</em> informativo come strumento di orientamento od anche di &#8220;manipolazione&#8221;); informazione facilmente accessibile (3) sui risultati dell&#8217;azione amministrativa e sulla coerenza tra i risultati conseguiti e gli obiettivi dichiarati.  Ci sono molteplici modi per garantire la circolazione di queste informazioni e tutti vanno usati: dal sito <em>web</em> del Comune alle assemblee di quartiere (assolutamente da ripristinare). Ma non starò a farne l&#8217;elenco. <strong>Partecipazione.</strong> Occorre poi creare dei luoghi, dei momenti, delle “arene” per la partecipazione. Ai diversi livelli. In riferimento ai diversi &#8220;soggetti&#8221; della partecipazione (dalle forze sociali, ai cittadini tutti). Intanto ci sono “tavoli” ed “organi” istituzionali della partecipazione, della consultazione, del confronto (appunto “Consulte”, “Forum”, ecc., fino ai meno formalizzati tavoli di confronto e discussione sulle scelte importanti – citiamo il Bilancio preventivo, a titolo d&#8217;esempio) il cui funzionamento va forse migliorato. Ci sono poi esperienze particolarmente innovative, che vanno sotto il nome di &#8220;democrazia deliberativa&#8221; (o &#8220;partecipativa&#8221;). Personalmente sono un po&#8217; scettico su tali dispositivi &#8220;artificiali&#8221; come le giurie di cittadini, i deliberative polls, ecc. Credo che sia molto più produttivo rafforzare i processi “naturali” di partecipazione, ad esempio tramite percorsi come quello dell&#8217;<strong>istruttoria</strong> <strong>pubblica</strong> (oggi sperimentata, ad esempio, nel Comune di Bologna). In ogni caso, proprio l&#8217;esperienza delle primarie del PD segnalano che quando la posta in gioco è chiara e significativa, quando cioè partecipare conta, i cittadini non si lasciano scappare l&#8217;occasione. Per questo Francesco Galli fa bene a richiamare con insistenza il tema delle <strong>primarie delle idee</strong> (<strong><a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/03/05/partecipazione-e-organizzazione-interna-le-novita-che-vorremmo-nel-pd/" target="_self">vedi</a></strong>) – ovvero il tema di un metodo partecipato tramite cui chiamare gli elettori (nel caso di un&#8217;iniziativa di partito), i cittadini (nel caso di un&#8217;iniziativa istituzionale), ad esprimersi su idee contrapposte. Facendo ovviamente precedere il momento del voto dai momenti dell&#8217;informazione e dell&#8217;argomentazione (dibattito pubblico).<br />
<strong>Rilevanza.</strong> E veniamo così al terzo concetto, in verità già introdotto. E&#8217; il concetto della rilevanza. La partecipazione avviene per cose che sono ritenute importanti, ovvero rilevanti. Quando i miei interessi, i temi per me importanti, “vitali”, si incontrano con le opportunità di partecipazione. Siamo consapevoli che non basta offrire spazi di partecipazione. Occorre una “posta in gioco” significativa, ed occorre che il tema sia ritenuto importante. Con questi ingredienti la partecipazione è assicurata.<br />
Insomma, tutto ciò per arrivare a dire che la filosofia del governo “partecipato” del documento programmatico del 2004 va ripresa, rilanciata, potenziata. L&#8217;amministrazione comunale ha davanti a sé due occasioni importanti; una, anzi, importantissima. La prima è il bilancio di previsione del 2009. E&#8217; l&#8217;ultimo bilancio di previsione di questa legislatura e come tale potrebbe passare sottotono. Però è anche il primo bilancio di previsione dopo la nascita del PD. Vogliamo segnare un&#8217;innovazione? La seconda, ancora più importante, è il PSC (che sta per <em>Piano Strutturale interComunale</em>, ovvero il nuovo piano “regolatore” urbanistico). L&#8217;Unione Terre di Castelli per ora ha messo in campo timidamente un primo ciclo di incontri ed un sito <em>web</em> (un po&#8217; tradizionale, per la verità; <a href="http://www.psccastelli.it/" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>). Un po&#8217; poco. Questa del PSC è una grande occasione, visto che si “disegna” il futuro di questo territorio per i prossimi 15 anni (almeno). Vogliamo investire in “intelligenza collettiva”? Ne vale la pena.</p>
<p><em>La foto a corredo del post si riferisce alla &#8220;camminata di quartiere&#8221; a Vescovada organizzata dal gruppo consiliare DS nell&#8217;ottobre 2005 (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2007/11/26/in-giro-per-la-citta-camminate-di-quartiere-2005/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>).</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Terza pubblicazione: Il bilancio partecipativo a Roma]]></title>
<link>http://carnevali.wordpress.com/2008/04/13/il-bilancio-partecipativo-a-roma/</link>
<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 12:35:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il bilancio partecipativo [ed. Lulu] è un libro tratto da Studi in ricordo di Giorgio Fregosi pubbli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="font-family:times new roman;"><em>Il bilancio partecipativo</em> [ed. Lulu] è un libro tratto da <em>Studi in ricordo di Giorgio Fregosi</em> pubblicato dalla Provincia di Roma. Ora per leggerlo hai due possibilità</span>: <a href="http://stores.lulu.com/brolondo">scaricarlo gratuitamente</a> o <a href="http://stores.lulu.com/brolondo">stamparlo</a> [7,90 euro].</p>
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<p style="text-align:justify;"><a href="http://carnevali.files.wordpress.com/2008/10/schermata.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-105" title="schermata" src="http://carnevali.wordpress.com/files/2008/10/schermata.jpg" alt="" width="204" height="301" /></a><span style="font-family:times new roman;">Il lavoro prende spunto dalla riforma della degli Enti Locali, partita negli anni novanta, per arrivare all&#8217;importanza assunta dalle pratiche di democrazia partecipativa oggi. Con queste intendo tutte quelle politiche che forniscono alla cittadinanza la possibilità di prendere decisioni in merito al proprio territorio. In generale, queste si realizzano attraverso la discussione pubblica, in assemblee o gruppi di lavoro, dei temi come la gestione di una parte del bilancio pubblico, i piani regolatori o altre politiche specifiche. Di fronte ad una significativa eterogeneità di esperienze, è nato l’interrogativo fondamentale di questo lavoro, ossia verificare se e come le pratiche di democrazia partecipativa possano essere applicate in maniera efficace anche in Italia, quali sono le principali modalità adottate e quali sono stati i principali risultati conseguiti. Per fare ciò, ho circoscritto l&#8217;attenzione sul Municipio XI del Comune di Roma.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[On-line il libro &quot;La democrazia partecipativa a Roma&quot;]]></title>
<link>http://carnevali.wordpress.com/2007/11/28/on-line-il-libro-la-democrazia-partecipativa-a-roma/</link>
<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 22:28:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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<description><![CDATA[La ricerca, realizzata fra il maggio 2004 e il febbraio 2005, ha ricostruito il funzionamento concre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://bp2.blogger.com/_nCPc612oL9k/R03tEJafXNI/AAAAAAAAACg/AXjLLxpYBws/s1600-h/logo.jpg"><img style="float:left;cursor:pointer;margin:0 10px 10px 0;" src="http://bp2.blogger.com/_nCPc612oL9k/R03tEJafXNI/AAAAAAAAACg/AXjLLxpYBws/s200/logo.jpg" border="0" alt="" /></a>La ricerca, realizzata fra il maggio 2004 e il febbraio 2005, ha ricostruito il funzionamento concreto dei processi partecipativi a Roma realizzando una comparazione fra due casi: a) il bilancio partecipativo nel Municipio XI; b) la raccolta di osservazioni al Piano Regolatore Generale del Comune nel Municipio V.</p>
<p>E&#8217; possibile scaricarla direttamente su questo <a href="http://www.diesonline.it/admin/materiali/1269410758_partecipazione.pdf">sito</a> [150 pagine; 1,5 Mb].</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Comitato  Class Action, VAS, e Bilancio Partecipativo]]></title>
<link>http://peppecarpentieri.wordpress.com/2007/04/27/comitato-class-action-vas-e-bilancio-partecipativo/</link>
<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 14:38:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>matierno</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;attuale sistema giuridico italiano vede le cause civili per risarcimento del danno durare in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217;attuale sistema giuridico italiano vede le cause civili per risarcimento del danno durare in media 10 anni, anche perché gli avvocati stessi per guadagnare come i colleghi europei &#8220;allungano&#8221; i processi. Invece, il meccanismo competitivo e meritocratico della Class Action consente agli avvocati più bravi di guadagnare di più, essi investono i propri capitali di rischio col fine persino di non far partire nessun processo, senza aver nessun giudizio dal Tribunale grazie agli accordi extragiudiziari. Cioè gli avvocati studiato il caso del danno biologico e morale, fanno &#8220;un&#8217;offerta&#8221; alla corporation per non intentare causa, poiché la sentenza del giudice potrebbe essere più dispendiosa ed aprirebbe una catena di ricorsi infiniti nei confronti della corporation stessa.<br />
In un Paese veramente civile, e non è il nostro caso, le leggi dovrebbero consentire ad ogni cittadino di potersi difendere e riuscire a tutelare i propri diritti in maniera semplice, diretta ed efficace, proprio come la Class Action americana consente di fare, compilando un semplice foglio A4, senza problemi.<br />
In questo Paese l&#8217;unico diritto garantito è quello delle persone giuridiche, le corporation, che puntualmente con l&#8217;unico fine del profitto, aggirano, corrompono, inquinano, dirigono, e comandano persino i dipendenti politici per fare leggi a loro gradite.<br />
In Italia manca una sensibilità diffusa sul tema della prevenzione e del controllo ambientale, manca nei decisori politici e soprattutto nei cittadini. Questa sensibilità è presente solo in una nicchia di popolazione ristretta, come studiosi universitari, e ricercatori.<br />
Ai cittadini manca quella cultura di base necessaria per comprendere e valutare circa i comportamenti da assumere quando un&#8217;Istituzione (controllore) deve svolgere opera di prevenzione e governo del territorio, quando deve svolgere <strong>controlli veri e seri</strong> nei confronti delle aziende (controllati).<br />
Chi prende le decisioni? Come vengono prese queste decisioni?<br />
E&#8217; semplice rispondere a queste domande e per questo motivo che dobbiamo sostenere una politica decisionale diversa da quella odierna.<br />
<strong>I tre pilastri del:</strong><br />
<a href="http://carpentieristudio.blogs.it/2007/01/09/e_nato_il_comitato_cittadinanza_attiva_a~1532773">Comitato Cittadinanza Attiva Ambiente e Legalità</a>;<br />
*. Inserire i <a href="http://beppegrillo.meetup.com/280/messages/boards/view/viewthread?thread=2430971#6624041">Bilanci Partecipativi deliberativi</a>, strumenti di democrazia fiscale e diretta, negli Statuti comunali consente di allargare a tutti i cittadini che vogliono partecipare di entrare nel processo decisionale, questa apertura consente a tutti di controllare l&#8217;Ente Comune.<br />
*. Rendendo obbligatoria la procedura di <a href="http://files.meetup.com/330164/Vas.pdf">;Valutazione Ambientale Strategica (VAS)</a>; si consente ai decisori di evitare di prendere decisioni dannose per l&#8217;ambiente e quindi per la salute umana.<br />
*. Introducendo la;<a href="http://criminology.meetup.com/44/messages/boards/view/viewthread?thread=2758336">Class Action vera</a>; si consente a tutti i cittadini di usare uno strumento di &#8220;giustizia diretta&#8221;, senza spese.</p>
<p>L&#8217;impegno del Comitato sarà quello di informare e parlare alle persone direttamente circa i tre aspetti caratterizzanti la Carta d&#8217;Intenti.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/bJyRV7DRy5I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/bJyRV7DRy5I&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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