<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>bilancio-sociale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/bilancio-sociale/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "bilancio-sociale"</description>
	<pubDate>Sun, 18 May 2008 09:44:59 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Filantropia online: come cambia il nostro modo di donare]]></title>
<link>http://fundraisingnow.wordpress.com/2008/03/09/filantropia-online-come-cambia-il-nostro-modo-di-donare/</link>
<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 18:44:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolo.ferrara</dc:creator>
<guid>http://fundraisingnow.wordpress.com/2008/03/09/filantropia-online-come-cambia-il-nostro-modo-di-donare/</guid>
<description><![CDATA[
by: http://flickr.com/photos/farol/
Internet sta cambiando in maniera significativa sia la quantit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="wlWriterSmartContent" style="display:inline;float:none;margin:0;padding:0;"><a href="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/navajo-bridge-8x6.jpg" rel="thumbnail"><img src="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/navajo-bridge.jpg" border="0" /></a></div>
<p>by: <a href="http://flickr.com/photos/farol/">http://flickr.com/photos/farol/</a></p>
<p>Internet sta cambiando in maniera significativa sia la quantità che la qualità delle risorse per lo sviluppo umano. E lo sta facendo soprattutto attraverso quello che qui ho definito più volte come <a href="http://fundraisingnow.wordpress.com/?s=fundraising+2.0&#38;x=0&#38;y=0" target="_blank"><b>fundraising 2.0</b></a>.</p>
<p>Niente di nuovo, credo, per i lettori di <b><a href="http://fundraisingnow.wordpress.com" target="_blank">Fundraising Now!</a></b>, ma è interessante rilevare l'approccio dell'ultima ricerca di <a href="http://www.KeystoneAccountability.org" target="_blank">Keystone</a>, che conferma l'ineludibile tendenza attraverso lo studio comparato di 24 "mercati filantropici online".</p>
<table bgcolor="red" border="1" width="460">
<tr>
<td width="458">
<blockquote><p><font color="#ffffff"><b>Online philanthropy markets: Also referred to in this study as<br />
‘online social investment markets’, ‘markets’, ‘online giving<br />
platforms’, or ‘platforms’, these websites offer a framework<br />
through which small, individual donors can connect with<br />
charitable citizen-led organisations all over the world to share<br />
their time, expertise, or money. Givers can donate money or time to one or several ‘offerings’ through the same market and, on some occasions, return to the site to receive reports on the offering’s progress. Feedback from websites’ representatives indicated that ‘platform’ was currently<br />
a term favoured over ‘market’</b></font></p></blockquote>
</td>
</tr>
</table>
<table bgcolor="white" border="1" width="1">
<tr>
<td>&#160;</td>
</tr>
</table>
<p>I "marketplace" solidali, sono una delle grandi novità di questi anni: piattaforme in grado di incrociare la domanda di tempo, competenze e risorse economiche da parte di micro-imprenditori e organizzazioni non profit che ne hanno bisogno, con l'offerta da parte di aziende e cittadini che ne dispongono.</p>
<p><b>La ricerca prova ad analizzarli partendo da 4 domande chiave:</b><br />
<font color="#ff0000"><b><br />
&#62;</b></font> i mercati sono solo un mezzo per offrire aiuti di breve periodo o possono costituire uno strumento per sostenere uno sviluppo sostenibile?</p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> esistono strumenti per misurare l'impatto degli investimenti effettuati tramite questi mercati filantropoci?</p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> le opportunità di investimento vengono presentate in modo da creare una larga base di donatori e una relazione di lungo periodo con i donatori?</p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> come possono influenzare positivamente il modo in cui i vari "costituenti" (investitori, intermediari e beneficiari) dialogano tra loro e apprendono reciprocamente?</p>
<p><b>La sfida, secondo Keystone, può essere vinta, purché:</b></p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> si mettano in condizione i donatori di diventare veri e propri investitori nel cambiamento sociale;</p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> si mettano in condizione i beneficiari di mostrare i risultati del loro lavoro attraverso report continuativi, credibili, accessibili e coinvolgenti;</p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font>  le organizzazioni arricchiscano il modo con cui interagiscono con i loro sostenitori attraverso gli strumenti partecipativi del web 2.0;</p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> si costruiscano delle vere e proprie comunità virtuali, in grado di costruire relazioni continuative tra persone in grado di cambiare il mondo attorno a idee e cause in cui possano credere;</p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> unire i donatori e i beneficiari dei progetti, attraverso gli strumenti del web 2.0</p>
<p>Una sfida per cui sembrano pronte soprattutto quelle piattaforme in grado di passare da un approccio <b><font color="#ff0000">neutrale</font></b> a un approccio "<font color="#ff0000"><b>engaged</b></font>".</p>
<p>Ma cosa significa essere "<b><font color="#ff0000">engaged</font></b>" per una piattaforma di filantropia online?</p>
<p><!--more--></p>
<p>Secondo la ricerca di <b>Keystone</b>, significa:</p>
<ul>
<li>promuovere e raccomandare attivamente le organizzazioni e i progetti ospitati sulla loro piattaforma;</li>
<li>effettuare un controllo accurato (la <i><b>due diligence</b></i>) sulla qualità del progetto e dell'organizzazione (e soprattutto sul suo impatto economico e sociale), auspicabilmente attraverso visite in loco;</li>
<li>coinvolgere i beneficiari stessi e gli stakeholder nella valutazione ex ante dei progetti presentati;</li>
<li>effettuare un controllo ex post attraverso audit interni ed esterni, partner local e controlli sul campo;</li>
<li>presentare una rendicontazione accurata (ma anche coinvolgente). Punto su cui tra l'altro molti dei "mercati" esaminati risultano poveri di informazioni;</li>
<li>mettere a disposizione dei vari stakeholder strumenti tipici del web 2.0, come widget, blog, forum per poter dialogare direttamente.</li>
</ul>
<div class="wlWriterSmartContent" style="display:inline;float:none;margin:0;padding:0;"><a href="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/bridge-blue-8x6.jpg" rel="thumbnail"><img src="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/bridge-blue1.jpg" align="left" border="0" /></a></div>
<p><a href="http://flickr.com/photos/wildpianist/"></a></p>
<p><b>Ma quali sono gli ostacoli?</b></p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> innanzitutto individuare degli indicatori di performance più idonei: non sempre una rendicontazione formalmente corretta, l'adempimento di tutte le regole e il rispetto del budget presentato corrispondono infatti a <b>un reale impatto sociale ed economico sul terreno.</b></p>
<p>Tanto per dare un'idea, questi sono alcuni degli indicatori usciti dalla survey:</p>
<blockquote><p>● ‘The percentage of funds going to cause rather than overhead’<br />
● ‘The effective and transparent use of your resources to attain in the best way<br />
possible your organisation’s mission’<br />
● ‘Having a positive impact. Changing and/or improving something that would<br />
have been wasted’<br />
● ‘Doing what you say you will, when you say you will. Being accountable.<br />
Providing excellent ‘customer service’ and strong stewardship’<br />
● ‘Doing the best you can with what you have’<br />
● ‘Good treatment of donors and volunteers, effective programs, judicious<br />
resource utilization’<br />
● ‘Efficient use of resources for social impact, according with the mission of the<br />
organisation’<br />
● ‘Achieving measurable mission goals, and doing it cost-effectively. If your goal is<br />
to help low income women get jobs, don't tell me how many you trained, tell<br />
me how many got jobs that increased their incomes. If you can't then your job<br />
is only half-done’</p></blockquote>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> non ogni tipo di progetto è comparabile a un altro;</p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> i problemi sociali sono spesso troppo complessi per essere ridotti a degli indicatori di performance;</p>
<p><font color="#ff0000"><b>&#62;</b></font> i risultati sono spesso raggiunti ormai terminato il processo di donazione/rendicontazione (si pensi agli effetti positivi dei progetti educativi o a molte attività economiche).</p>
<p>Del resto, <b>non è detto che i donatori siano interessati realmente alle performance</b> così come spesso vengono intese dai "project manager".</p>
<p><b>La ricerca stessa ricorda, infatti, che si dona soprattutto per soddisfare  bisogni emozionali:</b></p>
<p>- innanzitutto perché<b> fa sentire bene</b> (attivando le stesse aree del sistema limbico centrale coinvolte nella produzione di dopamina che vengono attivate da sesso, soldi, droghe e cibo);</p>
<ul>
<li> per sedare un senso di colpa;</li>
<li> per rispondere alla pressione dei pari;</li>
<li> per motivi spirituali;</li>
<li> per conformismo sociale;</li>
<li> per dimostrara uno status;</li>
<li> per altruismo.</li>
</ul>
<p>Detto in altri termini, <b>la credibilità dell'intemediario e la sua capacità di rendicontazione spesso e volentieri vengono considerati elementi secondari</b>. Anzi: spesso si continua a donare alla stessa organizzazione pur sapendo che i propri soldi non saranno spesi in maniera efficaci o andranno sprecati.</p>
<p>Come afferma il presidente di <b>DonorChoose</b>:</p>
<blockquote><p>‘Donors appreciate data as it gives a sense of visibility into the project, for example, the number of students being helped. But what our donors appreciate most is the personal feedback, the hand written letters from the children, the drawings and the glitter falling from the envelope as they open them.’</p></blockquote>
<p>Insomma, se è vero che le informazioni dettagliate sono spesso rassicuranti, è vero che quasi nessuno le legge e che <b>un donatore in genere preferisce report di poche pagine e ad alto impatto emotivo</b> (con immagini, storie, testimonianze...).</p>
<p>C'è però un altro motivo che disincentiva le organizzazioni alla pubblicazione di indicatori di performance. <b>La paura di perdere donatori</b>. Il mercato del fundraising viene spesso visto come un gioco a somma zero. Si ritiene limitato il numero di donatori e si ritiene che una rendicontazione poco dettagliata o povera possa far perdere donatori a scapito di altre organizzazioni.</p>
<p>Questa paura spesso spinge all'omertà rispetto ai dati. <b>Si dimentica però che il mercato delle donazioni online è ancora una nicchia</b> (circa il 2, 3% del totale, anche se siti come Network for good hanno chiuso l'ultimo anno con 35 milioni di dollari di raccolta) e che c'è un ampio spazio per creare nuove relazioni con i donatori, per educarli e crescere insieme, per posizionarsi, anche attraverso un alto grado di "accountability" come leader e i first moover potrebbero giovarsene.</p>
<p><b>Le raccomandazioni finali della ricerca mi sembrano particolarmente rilevanti. I siti di filantropia online dovrebbero:</b></p>
<p><b><a href="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/arrow-1.jpg"><img src="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/arrow-1-thumb.jpg" style="border-width:0;" alt="arrow 1" align="left" border="0" height="30" width="24" /></a> abituare i propri sostenitori a pensare come "investitori sociali" e non più come donatori</b></p>
<p><b><a href="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/arrow-11.jpg"><img src="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/arrow-1-thumb1.jpg" style="border-width:0;" alt="arrow 1" align="left" border="0" height="30" width="24" /></a> creare un sistema di raccolta e certificazione dei dati indipendente, che permetta una comparazione dei dati in diversi mercati e paesi</b></p>
<p><b><a href="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/arrow-12.jpg"><img src="http://fundraisingnow.files.wordpress.com/2008/03/arrow-1-thumb2.jpg" style="border-width:0;" alt="arrow 1" align="left" border="0" height="30" width="24" /></a> costruire un sistema di reporting unico e condiviso, che permetta la comparazione dei dati</b></p>
<p>Per finire, ecco i siti presi in considerazione.</p>
<p>1. Beautiful Foundation: <a href="http://www.beautifulfund.org">http://www.beautifulfund.org</a><br />
2. Bring Light <a href="http://www.bringlight.com">http://www.bringlight.com</a><br />
3. CanadaHelps: <a href="http://www.canadahelps.org">http://www.canadahelps.org</a><br />
4. Changing the Present : <a href="http://www.changingthepresent.org">http://www.changingthepresent.org</a><br />
5. Charity Aid Foundation: <a href="http://www.cafonline.org">http://www.cafonline.org</a><br />
6. Conexion Colombia: <a href="http://www.conexioncolombia.com">http://www.conexioncolombia.com</a><br />
7. DonorEdge <a href="http://www.donoredge.org">http://www.donoredge.org</a><br />
8. DonorsChoose: <a href="http://www.donorschoose.org">http://www.donorschoose.org</a><br />
9. eBay Giving Works: <a href="http://givingworks.ebay.com">http://givingworks.ebay.com</a><br />
MissionFish: <a href="http://www.missionfish.org">http://www.missionfish.org</a><br />
10. Give2Asia: <a href="http://www.give2asia.org">http://www.give2asia.org</a><br />
11. GiveIndia: <a href="http://www.giveindia.org">http://www.giveindia.org</a><br />
12. GlobalGiving: <a href="http://www.globalgiving.com">http://www.globalgiving.com</a><br />
13. Greater Good South Africa: <a href="http://www.myggsa.co.za">http://www.myggsa.co.za</a><br />
14. HelpArgentina: <a href="http://www.helpargentina.org">http://www.helpargentina.org</a><br />
15. Just Give: <a href="http://www.justgive.org">http://www.justgive.org</a><br />
16. Justgiving: <a href="http://www.justgiving.com">http://www.justgiving.com</a><br />
17. Kiva: <a href="http://www.kiva.org">http://www.kiva.org</a><br />
18. Microplace: <a href="http://www.microplace.com">http://www.microplace.com</a>***<br />
19. Modest Needs: <a href="http://www.modestneeds.com">http://www.modestneeds.com</a><br />
20. MyC4: <a href="http://www.myc4.com">http://www.myc4.com</a><br />
21. Network for Good: <a href="http://www.networkforgood.org">http://www.networkforgood.org</a><br />
22. Social Stock Exchange: <a href="http://www.bovespasocial.com.br">http://www.bovespasocial.com.br</a><br />
23. South African Social Investment Exchange: <a href="http://www.sasix.co.za">http://www.sasix.co.za</a><br />
24. Wildlife Direct: <a href="http://www.wildlifedirect.org">http://www.wildlifedirect.org</a></p>
<p>E un elenco di siti di rating:</p>
<p>1. Charity Navigator: <a href="http://www.charitynavigator.org">http://www.charitynavigator.org</a><br />
2. Charity Watch: <a href="http://www.charitywatch.org">http://www.charitywatch.org</a><br />
3. Great Nonprofits: <a href="http://greatnonprofits.org">http://greatnonprofits.org</a><br />
4. GuideStar International: <a href="http://www.guidestarinternational.org">http://www.guidestarinternational.org</a><br />
5. Intelligent Giving: <a href="http://www.intelligentgiving.com">http://www.intelligentgiving.com</a><br />
6. Wise Giving Alliance: <a href="http://www.give.org">http://www.give.org</a></p>
<p><b>Per scaricare il report (100 pagine da leggere con attenzione e mandare a memoria), </b><a href="http://www.keystoneaccountability.org/files/Keystone_Online%20Philanthropy%20Markets.pdf" target="_blank"><b>clicca qui (è un pdf)</b></a></p>
<p>Post correlati su Fundraising Now!</p>
<p><b>&#62;&#62; </b><a href="http://fundraisingnow.wordpress.com/2008/02/18/scandalose-ong-il-tesoro-nascosto-della-solidarieta/" target="_blank"><b>Scandalose ONG? Il tesoro nascosto della solidarietà</b></a></p>
<p><b></b><b><a href="http://fundraisingnow.wordpress.com/2007/09/24/prestiti-non-donazioni-la-rivoluzione-di-kiva-corre-sul-web/" target="_blank">&#62;&#62; Prestiti, non donazioni. La rivoluzione di Kiva corre sul web</a></b></p>
<p><b><a href="http://fundraisingnow.wordpress.com/2007/10/09/donare-in-modo-intelligente-si-puo-forse-si-grazie-a-internet/" target="_blank">&#62;&#62; Donare in modo intelligente si può? Forse sì, grazie a Internet</a></b></p>
<div class="wlWriterSmartContent" style="display:inline;margin:0;padding:0;">Technorati Tag: <a href="http://technorati.com/tags/accountability" rel="tag">accountability</a>,<a href="http://technorati.com/tags/trasparenza" rel="tag">trasparenza</a>,<a href="http://technorati.com/tags/social%20lending" rel="tag">social lending</a>,<a href="http://technorati.com/tags/philathropy" rel="tag">philathropy</a>,<a href="http://technorati.com/tags/filantropia" rel="tag">filantropia</a>,<a href="http://technorati.com/tags/internet%20fundraising" rel="tag">internet fundraising</a>,<a href="http://technorati.com/tags/raccolta%20fondi%20online" rel="tag">raccolta fondi online</a>,<a href="http://technorati.com/tags/marketplace" rel="tag">marketplace</a>,<a href="http://technorati.com/tags/online%20fundraising" rel="tag">online fundraising</a>,<a href="http://technorati.com/tags/kiva" rel="tag">kiva</a>,<a href="http://technorati.com/tags/justgiving" rel="tag">justgiving</a>,<a href="http://technorati.com/tags/justgive" rel="tag">justgive</a>,<a href="http://technorati.com/tags/microplace" rel="tag">microplace</a>,<a href="http://technorati.com/tags/giveindia" rel="tag">giveindia</a>,<a href="http://technorati.com/tags/give2asia" rel="tag">give2asia</a>,<a href="http://technorati.com/tags/globalgiving" rel="tag">globalgiving</a>,<a href="http://technorati.com/tags/helpargentina" rel="tag">helpargentina</a>,<a href="http://technorati.com/tags/charity%20navigator" rel="tag">charity navigator</a>,<a href="http://technorati.com/tags/charity%20watch" rel="tag">charity watch</a>,<a href="http://technorati.com/tags/give" rel="tag">give</a>,<a href="http://technorati.com/tags/intelligent%20giving" rel="tag">intelligent giving</a>,<a href="http://technorati.com/tags/greatnonprofits" rel="tag">greatnonprofits</a>,<a href="http://technorati.com/tags/bilancio%20sociale" rel="tag">bilancio sociale</a>,<a href="http://technorati.com/tags/come%20donare" rel="tag">come donare</a>,<a href="http://technorati.com/tags/donazioni" rel="tag">donazioni</a></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scandalose ONG? Il tesoro nascosto della solidarietà]]></title>
<link>http://fundraisingnow.wordpress.com/?p=593</link>
<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 12:26:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolo.ferrara</dc:creator>
<guid>http://fundraisingnow.wordpress.com/?p=593</guid>
<description><![CDATA[
by http://www.flickr.com/photos/londonannie/
Devo confessarvi che sono un lettore appassionato dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src="http://fundraisingnow.wordpress.com/files/2008/02/magnifying-glass.jpg" alt="Lente di ingrandimento" height="297" width="445" /></div>
<div style="text-align:center;">by <b><a href="http://www.flickr.com/photos/londonannie/" target="_blank"><i>http://www.flickr.com/photos/londonannie/</i></a></b></div>
<p>Devo confessarvi che sono un lettore appassionato della <b><a href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica</a></b>. Ho iniziato a leggerla all'età di 14 anni e da allora non me ne sono mai staccato. E' forse per questo che ho mal digerito, più di quanto forse non lo meritasse, l'ultimo articolo di due giornalisti stimabili come <b>Francesca Caferri</b> e <b>Anais Ginori</b> dal titolo: "<b>ONG, Il tesoro nascosto della solidarietà</b>" (una copia la trovate <b><a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17109" target="_blank">qui</a></b>).</p>
<p>Il titolo, sia detto per inciso, non è di quelli fatti per far saltare in piedi dalla gioia chi, ogni giorno, cerca di lavorare al fianco delle comunità più povere del mondo. Ma <b>i toni scandalistici del titolo, probabilmente, non possono essere imputati ai giornalisti</b> e vanno invece attribuiti alla "penna" salace (e superficiale) di qualche titolista d'assalto.</p>
<p>Quello che ha appesantito la mia digestione è la superficialità, eccessiva, con cui è stato messo insieme il pezzo, a partire dalle fonti per finire con le indicazioni conclusive su come interpretare i dati esposti.</p>
<p>1) Intanto veniamo alla <b>fonte</b>: è la ricerca fatta sui bilanci pubblicati sui siti Internet di alcune organizzazioni non profit dalla società di consulenza <b>Un-Guru per il Sole 24 Ore</b>. Ricerca interessante, fatta tra l'altro da ottimi professionisti, ma consapevolmente limitata alle informazioni disponibili sui siti di alcune (davvero poche) organizzazione e su dati spesso e volentieri diseguali fra loro perché:</p>
<p>- <b>le organizzazioni compilano in maniera diversa i bilanci</b> (e nel compilare in maniera diversa i bilanci anche il totale su cui si calcola la percentuale dei costi di struttura o di comunicazione varia);</p>
<p>- <b>hanno attività diverse</b> (come comparare chi fa ricerca medica con chi fa progetti di cooperazione nel sud del mondo o interventi a favore di persone depresse? solo sulla base dei costi di struttura o di promozione che spesso coincidono con l'attività istituzionale?);</p>
<p>- <b>in alcuni casi dietro un unico marchio si celano più soggetti</b> alcuni solo erogatori di risorse, altri di volontariato, altri di servizi: per cui fondazioni, associazioni, cooperative, comitati e persino srl possono avere un unico marchio e, ovviamente, prendere in esame l'uno o l'altro dei soggetti da risultati completamente diversi sui costi di struttura;</p>
<p><!--more--></p>
<p>Non solo, <b>pur essendo disponibili nuovi dati, pubblicati prima dell'articolo di Repubblica, nell'articolo di Caferri e Ginori sono stati esposti i dati della precedente rilevazione</b> (quelli nuovi, pubblicati dal Sole prima dell'articolo della Repubblica, li trovate sul blog di Un-guru, <b><a href="http://blog.libero.it/UnGuru/mediaviewsk.php?Sor%60zo%26m%3D%7DKg%60%27%7F889c6440%3A%27a080k%25lapg-opweWlk%05%7F15%27z%05kgonmghom%05j%3F" target="_blank">qui</a> , <a href="http://blog.libero.it/UnGuru/mediaviewsk.php?Ior%60zo%26m%3D%7DKg%60%27%7F429c6440%3A%27a080k%25lapg-opweWlk%05%7F15%27z%05kgonmghom%05jA" target="_blank">qui</a></b><b>, <a href="http://blog.libero.it/UnGuru/mediaviewsk.php?Hor%60zo%26m%3D%7DKg%60%27%7F329c6440%3A%27a080k%25lapg-opweWlk%05%7F15%27z%05kgonmghom%05jD" target="_blank">qui </a>e <a href="http://blog.libero.it/UnGuru/mediaviewsk.php?Kor%60zo%26m%3D%7DKg%60%27%7F449c6440%3A%27a080k%25lapg-opweWlk%05%7F15%27z%05kgonmghom%05j%3F" target="_blank">qui</a></b>) pur facendo riferimento, lo si capisce dalla chiusa dell'articolo, ai dati e alle conclusioni dell'articolo più recente. Altrimenti non si capirebbe questa frase: "più piccola è l'ONG, più è redditizia per i donatori" citando il primo posto della minuscola "<b>James non morirà</b>". Ai posti successivi della ricerca esposta, infatti, si trovano praticamente quasi solo medie o grandi organizzazioni (compresa quella per cui lavoro), in palese contrasto con quanto affermato dai due giornalisti.</p>
<p>Insomma, <b>una fonte di per sé non ufficiale</b> (lo potrebbe essere solo un'agenzia per le onlus davvero funzionante), anche se competente, su <b>dati largamente diseguali e incompleti</b> (in molte tabelle manca la possibilità di una comparazione, perché i dati a disposizione neanche lo permettevano), e citati pure nella versione superata: non un granché per degli ottimi giornalisti come Ginori e Caferri. Peccato.</p>
<p>2)<b> Si dice nel pezzo che la solidarietà privata sfugge a qualsiasi tipo di rendicontazione, compreso il 5 per mille.</b> Peccato che anche in questo caso il pezzo sia largamente superato perché l'ultima finanziaria ha giustamente introdotto l'obbligo per le organizzazioni di rendicontare come sono stati spesi questi soldi (qui <b><a href="http://www.quinonprofit.it/?p=211" target="_blank">un simpatico post di quinonprofit</a></b> sulle incongruenze del legislatore). O meglio, come <b>saranno </b>spesi, perché nessuno li ha ancora visti e, per quanto mi riguarda, trovo anche poco serio che già oggi qualcuno dica come li spenderà: ci si impegna con i beneficiari prima ancora di sapere quando si avranno a disposizione i soldi?</p>
<p>In ogni caso, <b>i due giornalisti hanno in mente una precisa forma di rendicontazione per ogni euro raccolto</b> (tipo: quell'euro che mi hai donato è servito esattamente a questo e posso certificartelo e fartene seguire il percorso)<b>?</b> Hanno in mente anche quanto costerà questa rendicontazione centesimo per centesimo, donazione per donazione, 2 euro ogni 2 euro (ma ci sono anche donazioni da 1 euro o meno a cui soggetti come le poste italiane fanno pagare 1 altro euro in commissioni, come dire che i nostri sostenitori in realtà stanno finanziando le poste!).</p>
<p><b>Sanno che molti dei costi di rendicontazione non sono sostenuti da soggetti sia pubblici che privati e che quindi gravano sulle entrate generali dell'organizzazione</b>, <b>quelle che arrivano dai cittadini singoli</b>? Sanno che i soggetti pubblici non finanziano, di norma, i costi sostenuti per gli studi di fattibilità e di riferimento? Cosa che in nessun bando per aziende verrebbe considerato serio?</p>
<p>Ebbene come pensano che un'organizzazione possa operare seriamente, studiando il contesto e creando la rete affinché i propri progetti non naufraghino nel vuoto, se ogni volta che si trova a rendicontare queste cifre non possono essere rendicontate?</p>
<p>3) Le date sono importanti quando da queste si fanno discendere delle conclusioni: <b>dire, per esempio, che lo Tsunami ha fatto da spartiacque fra il mondo del vecchio volontariato e quello delle "aziende dell'umanitario" è un'autentica menzogna</b>, <b>non supportata da alcun dato</b>: tutte le grandi organizzazioni italiane o internazionali operavano da ben prima dello Tsunami  e la maggior parte di queste sin dagli anni '90 opera in maniera professionale facendo "marketing" o "fundraising". <b>Nessuna grande organizzazione internazionale, a dispetto di quello che si mette in bocca a Marcon, ha aperto in occasione o dopo lo Tsunami.</b> Semmai hanno aperto nuove piccole associazioni italiane o alcune semisconosciute organizzazioni internazioni non meglio definite nelle finalità e nei bilanci su cui dovrebbe indagare l'agenzia per le onlus, ma questo è un altro discorso.</p>
<p><b>A cambiare il modo di operare delle ONG non è stato però un disastro ambientale, ma il fatto che i soldi pubblici </b>(a cui malamente le organizzazioni umanitarie si erano abituate) <b>sono diminuiti drasticamente e che il pubblico si è rivelato anche un pessimo pagatore</b> (sempre in ritardo e con regole spesso confuse e ambigue nell'erogazione e rendicontazione dei fondi).</p>
<p><b>Oggi il non profit torna alla sua vocazione originaria, dentro il sociale, nella sua comunità di riferimento e questo gli permette, tra l'altro, una maggiore autonomia</b> (sanno per esempio che i fondi pubblici spesso erano legati a interessi commerciali o politici del paese (si pensi agli interventi umanitari post bellici sostenuti dai paesi stessi che avevano scatenato una guerra)? Sanno che  molte organizzazioni che vivevano di fondi pubblici sono, proprio per questo, scomparse o quasi defunte con uno spreco enorme di risorse?</p>
<p>Di questo passaggio bisognerebbe gioire, invece che scatenargli contro una crociata.</p>
<p>4) <b>Le risorse umane</b>. Sempre nel capitolo dedicato alla presunta rivoluzione post-tsunami si dice che "<i>le nuove aziende umanitarie [hanno] stipendi pressoché identici alla multinazionali dell'industria</i>": vero, se si considera che molta gente è costretta a vivere con 850 ore al mese per 9 ore di lavoro al giorno, 5 o 6 giorni a settimana in città come Roma o Milano.</p>
<p><b> Questa sì è una vergogna</b>, per le multinazionali e per le organizzazioni non profit (anche perché non ci sono più molte dame di San Vincenzo che possono permettersi di fare le volontarie full-time senza alcuna fonte di entrata). L'impressione però è che i due giornalisti alludessero a stipendi molto più alti, da manager super pagati, che non dubito qualcuno abbia (per carità!) ma che <b>di certo non rappresentano la realtà del terzo settore italiano in cui gli stipendi sono probabilmente tra i più bassi d'Europa</b> (bastava leggersi qualche ricerca in merito, come quella condotta da Sodalitas e HayGroup - <b><a href="http://www.sodalitas.it/file/Comunicato_stampa_orunp_2006.pdf" target="_blank">vedi qui</a></b> il pdf -, invece che basarsi sulle dichiarazioni di Marcon per non scivolare nella provocazione pauperistica e un po' demagogica).</p>
<p><b>La professionalità, nel terzo settore come altrove, andrebbe premiata, non condannata, proprio perché più importante è un'oculata gestione delle risorse </b>e più importante è evitare di spendere "<b>600.000 mila euro per ricavarne 90 mila</b>" (come si scrive senza citare la fonte e il nome dell'organizzazone coinvolta).</p>
<p>5) Gli strumenti di rendicontazione e il bilancio sociale. Giustamente Caferri e Ginori tornano spesso sul fatto che la certificazione di bilancio e il bilancio sociale di per sé non sono strumenti sufficienti (e lo dice anche uno, come me, che sta lavorando al bilancio sociale all'interno di un'organizzazione pluricertifcata!). D'accordo, ma perché continuano a ruotare allora attorno alla certificazione e aal bilancio sociale aggiungendo l'ennesimo bollino dell'<b><a href="http://www.istitutoitalianodonazione.it/?r=564&#38;sfNews=3357" target="_blank">Istituto Italiano delle Donazioni</a></b>? Come ho già ripetuto (<b><a href="http://fundraisingnow.wordpress.com/2007/10/09/donare-in-modo-intelligente-si-puo-forse-si-grazie-a-internet/" target="_blank">qui</a></b>), trovo utile la nascita dell'IID in Italia, ma ne conosco anche i limiti, primo fra tutti che i controllati (le organizzazione non profit) sono anche socie e pagano una quota per sottoporsi alla certificazione dell'IID. L'impressione è che, mentre tutti parliamo di liberalizzazioni e in molti si invaghiscono del modello elettorale americano (e della sua trasparenza economica, <b><a href="http://opensecrets.org/pres08/index.asp" target="_blank">qui il sito che mette a confronto la raccolta e la provenienza dei fondi dei candidati</a></b>), alla fine qui da noi  (complici anche articoli come questi) non si riesca a uscire dallo stereotipo un po' veterostatalista del controllo dall'alto.</p>
<p>Voglio sgombrare il campo da ogni equivoco e visto che siamo in tempi di elezioni, e di richieste alla politica, mi ci metto anche io ricordando che abbiamo bisogno:</p>
<p>- di un <b>riordino complessivo della legislazione sul terzo settore</b> (oggi dispersa in mille leggi e leggine) che metta regole chiare e uniformi a tutto il settore;</p>
<p>- di un <b>organismo di controllo</b> (uno solo, per piacere) qualificato, autorevole e forte, sul modello della <b><a href="http://www.charitycommission.gov.uk/" target="_blank">Charity Commision</a></b> inglese (un organismo che però non si limita al controllo, è anche fonte di legittimazione e di promozione del terzo settore). Un organismo che faccia più controlli e più approfonditi, definisca i benchmark, commini e faccia applicare le sanzioni, proponga studi di settore e ricerche sulle donazioni, si ponga, in altri termini, nel ruolo di perno centrale di tutto il non profit.</p>
<p>Insomma, <b>concordo con alcune delle sollecitazioni emerse dall'articolo di Ginori e Caferri</b>, ma continuo a pensare che forse tutto questo serve a togliere potere e voce a quelli che più di tutti dovrebbero averla, i donatori/consumatori.</p>
<p><b>Internet oggi ci offre esempi concreti di come si possa uscire dalla logica dei bollini e si possa invece passare </b>(con l'aiuto di analisti di bilancio indipendenti, giornalisti, associazioni consumeristiche) <b>a un sistema di watchdog</b>, di "cani da guardia" mettendo i donatori nelle condizioni di scegliere, davvero, sulla base delle informazioni.</p>
<p>Di tutto questo ho già scritto, e ne hanno scritto altri (tra tutti vi segnalo, ancora una volta Francesco Santini, <b><a href="http://www.fundraising.it/2005/11/02/trasparenza-nel-nonprofit-un-confronto/" target="_blank">qui </a></b>e <b><a href="http://www.fundraising.it/2006/01/17/la-trasparenza-nel-nonprofit-a-convegno/" target="_blank">qui  </a></b>, il blog di Lentati, <b><a href="http://www.lentatiblog.com/?p=159" target="_blank">qui </a></b>e  Jacopo Gazzola, <b><a href="http://www.jbgazzola.it/blog/?p=51" target="_blank">qui</a></b>).</p>
<p>I sistemi, si chiamano  <b><a href="http://www.charitynavigator.org/index.cfm" target="_blank">Charity Navigator</a></b>,  <b><a href="http://www.intelligentgiving.com/" target="_blank">Intelligent Giving</a></b> e <b><a href="http://www.guidestar.org.uk/index.aspx" target="_blank">GuideStar</a></b> e credo possano essere soluzioni reali, democratiche, universali (ossia non più limitate a 100/200 associazioni conosciute), mature per un sistema, come quello italiano, che ha sempre più bisogno di trasparenza proprio oggi che intraprende, finalmente, anche la strada della professionalizzazione (che non significa e non deve significare, però, la fine del volontarismo ma anzi!).</p>
<p>Non sarebbe niente di nuovo per un paese che qualche anno fa ha vissuto la bella stagione delle trasmissioni consumeristiche in cui si mettevano a confronto i diversi prodotti (<b>erano i tempi in cui la RAI non era condizionata dai suo inserzionisti privati</b>). Putroppo quella stagione è passata, e sembra aver lasciato spazio solo alle urla e agli scandali, dimenticando che ognuno di noi ha il potere di cambiare le cose, il potere e la maturità per scegliere.</p>
<p>A Caferri e a Ginori, che stimo per quanto hanno scritto fin qui chiedo una mano: <b>perché non vi fate voi promotori di un sistema di questo tipo</b> insieme al "mio" giornale "la Repubblica"?</p>
<p><b><a href="http://fundraisingnow.wordpress.com/2007/10/09/donare-in-modo-intelligente-si-puo-forse-si-grazie-a-internet/" target="_blank">Per saperne di più</a></b></p>
<p>Aspetto, come non mai, i vostri commenti (anche negativi, ovviamente).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bilancio]]></title>
<link>http://www.graziapanarelli.com/?p=11</link>
<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 11:25:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>casasxconversano</dc:creator>
<guid>http://www.graziapanarelli.com/?p=11</guid>
<description><![CDATA[BILANCIO
Presentazione annuale di un BILANCIO SOCIALE indicativo degli indirizzi e degli obiettivi s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><b>BILANCIO</b><br />
Presentazione annuale di un BILANCIO SOCIALE indicativo degli indirizzi e degli obiettivi sociali perseguiti e raggiunti ed di un BILANCIO AMBIENTALE relativo in particolare alle ricadute ambientali delle opere pubbliche realizzate o progettate.<br />
Tali indicatori saranno parte integrante e metro di valutazione dell’azione amministrativa dei Bilanci di previsione e rendiconto annuali.</p>
<p><b>APPALTI PUBBLICI</b><br />
Introduzione nei regolamenti Comunali di norme per la lotta al lavoro nero, attraverso la promozione di protocolli<br />
d’intesa tra le parti sociali, che lì dove possibile eliminino i subappalti.<br />
Qualunque appalto inerente, in particolare, l’ambito dei servizi sociali non potrà in alcun caso applicare la norma del “massimo ribasso”.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Convegno - Bilancio Sociale e Cittadinanza Attiva]]></title>
<link>http://listaetica.wordpress.com/2008/01/24/convegno-bilancio-sociale-e-cittadinanza-attiva/</link>
<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 10:29:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>listaetica</dc:creator>
<guid>http://listaetica.wordpress.com/2008/01/24/convegno-bilancio-sociale-e-cittadinanza-attiva/</guid>
<description><![CDATA[ Convegno
Bilancio Sociale e Cittadinanza Attiva: innovazione e sviluppo degli enti
locali.
Bari, Ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> Convegno<br />
Bilancio Sociale e Cittadinanza Attiva: innovazione e sviluppo degli enti<br />
locali.<br />
Bari, Venerdì 25 gennaio 2008 ore 9.00, presso Universus - viale Japigia,<br />
188.<br />
La partecipazione è gratuita.<br />
Il programma dell¹incontro e la scheda d¹iscrizione sono sul sito<br />
www.universus.it.</p>
<p>Parteciperanno:<br />
L'assessore alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva della Regione Puglia<br />
Guglielmo Minervini, il vice direttore generale del Formez Carlo Conte, la<br />
dirigente del settore Cittadinanza Attiva della Regione Puglia Maria Sasso,<br />
l'assessore al bilancio del Comune di Bari Cinzia Capano, l'assessore alla<br />
partecipazione del Comune di Putignano Giovanni Pugliese, gli esperti<br />
Emiliano Di Filippo del Formez, Cristiana Rogate della Refe srl, il<br />
progettista della piattaforma "GovernAzioni" Nello De Padova e Andrea Gelao<br />
responsabile Conetica.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Tel: 080.550.4963<br />
email: <a href="http://it.groups.yahoo.com/group/listaetica/post?postID=ajIhxiXPCjNAA7ZTBzshSX98Hv0W-C8fWXAOKvee0AUO1c7HMrhWxtxhqrUVtpB_R2r3KBlfe0kijzL9JS2PkMsc">segreteria.pa@universus.it</a><br />
www.universus.it</p>
<p>---</p>
<p><a href="http://it.groups.yahoo.com/subscribe/listaetica" target="_blank" title="Iscriviti a listaetica"><font color="#0066cc">ListaEtica</font></a>, l’informazione non profit direttamente dalla fonte<br />
<a href="http://it.groups.yahoo.com/subscribe/listaetica" target="_blank" title="Iscriviti a ListaEtica"><font color="#0066cc">Iscriviti </font></a>per ricevere le anteprime delle notizie nella tua casella di posta elettronica</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Periodo di bilanci]]></title>
<link>http://scegliere.wordpress.com/2008/01/07/periodo-di-bilanci/</link>
<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 16:08:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>filippo</dc:creator>
<guid>http://scegliere.wordpress.com/2008/01/07/periodo-di-bilanci/</guid>
<description><![CDATA[

 
Usualmente l’inizio di un nuovo anno solare combacia per le persone fisiche alla redazione vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></font></span></font></font><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><span style="font-size:12pt;font-family:Arial;"><font face="Arial, sans-serif"></p>
<p align="justify" style="margin-bottom:0;line-height:150%;"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"></font></font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom:0;line-height:150%;"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3"><img src="http://www.one-onlus.org/wp-content/images/bilancio.jpg" /> </font></font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom:0;line-height:150%;"><font face="Arial, sans-serif"><font size="3">Usualmente l’inizio di un nuovo anno solare combacia per le persone fisiche alla redazione virtuale del bilancio sull’anno passato. In base a cosa si basa questo bilancio? Quale sono i suoi criteri?</font></font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom:0;line-height:150%;"><font face="Arial, sans-serif">Certo non si può trascendere dal lato economico, credo tuttavia che tutti noi diamo più importanza ad altri fattori, ad esempio a come raggiungiamo i nostri obiettivi, o perché ancora non siamo riusciti a raggiungerli. Pertanto, più che un bilancio d’esercizio, siamo più protesi a “redigere” un <a href="http://scegliere.wordpress.com/glossario/">bilancio sociale</a>. Per quanto mi riguarda, il mio progetto di blog nato nell’aprile scorso, mi è stato fino ad ora di grande aiuto, sono conscio tuttavia che è davvero un blog “basic”. La prima nuova attività che mi riprometto di mettere in piedi è un glossario. L’idea mi è venuta in mente tra le mie navigazioni in un blog molto interessante: <a href="http://www.2puntozeropertutti.it/">2 punto zero per tutti</a>. Mettere su un glossario sulla Responsabilità sociale d’impresa è davvero un’impresa, quello che mi riprometto di fare in questo anno sono progetti “sostenibili”, conscio che è meglio fare poco e bene. Per fare tutto ciò ho bisogno di te. Mi piacerebbe creare un glossario di qualità, possibile solo tramite la condivisione della conoscenza, in vero spirito web 2.0. Pertanto il vero scopo è quello di attivare una discussione sui temi trattati, dopo aver dato una breve definizione, assolutamente da integrare. Ad esempio il primo termine è “bilancio sociale”, argomento sul quale sono stati redatti libri interi nonché innumerevoli tesi e siti internet come tra i tanti <a href="http://www.gruppobilanciosociale.org/">Gbs </a>e <a href="http://www.bilanciosociale.it/">Bilancio sociale</a>. </font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom:0;line-height:150%;"><font face="Arial, sans-serif">Altra attività volta al sociale che intendo portare avanti in questo intenso anno è per lo meno la <a href="http://www.sanguelangue.it/">donazione di sangue</a>, come il finanziamento di azioni di <a href="http://scegliere.wordpress.com/2007/10/08/il-crm-entra-in-gioielleria/">Cause related marketing</a>. Tu hai dei suggerimenti da farmi? Quali attività si possono intraprendere come soggetto singolo?</font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom:0;line-height:150%;"><font face="Arial, sans-serif">Per quanto riguarda nello specifico il bilancio sociale, ho appena dato uno sguardo al report di sostenibilità di <a href="http://www.italcementi.it/ITA/Sviluppo+Sostenibile/">Italcementi</a>, davvero interessante in quanto combina articoli sulla tematica della sostenibilità al sezione della rendicontazione. </font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom:0;line-height:150%;"><font size="1">Foto tratta da <a href="http://www.one-onlus.org/?page_id=11">qui</a>.</font></p>
<p></font></span></font></font></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Padova con "In viaggio verso la professione"]]></title>
<link>http://uniferpi.wordpress.com/2007/11/13/a-padova-con-in-viaggio-verso-la-professione/</link>
<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 14:18:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
<guid>http://uniferpi.wordpress.com/2007/11/13/a-padova-con-in-viaggio-verso-la-professione/</guid>
<description><![CDATA[
Anche Padova, dalla prossima settimana, sarà interessata dalle attività di Uni&gt;Ferpi.
All]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://uniferpi.wordpress.com/files/2007/11/logo1.gif" alt="logo1.gif" /></p>
<p>Anche <a href="http://www.unipd.it/" title="Padova">Padova</a>, dalla prossima settimana, sarà interessata dalle attività di Uni&#62;Ferpi.</p>
<p>All'interno del I° ciclo di incontri sui mestieri della comunicazione, prenderanno vita due seminari, riservati agli studenti della laurea triennale in <a href="http://www.comunicazione.lettere.unipd.it/" title="Scienze della Comunicazione">Scienze della Comunicazione</a> e della laurea specialistica in Comunicazione delle Organizzazioni Complesse, e un convegno conclusivo, aperto a tutti, dal titolo "Comunicazione in pratica - professionisti e studenti a confronto".</p>
<p>I due seminari saranno tenuti dal prof. Giampietro Vecchiato e dalla dott. ssa Marta Bagno, che approfondiranno rispettivamente i temi riguardanti l'individuazione dei pubblici e le relazioni con i giornalisti, e si svolgeranno giovedì 22 e 29 novembre 2007.</p>
<p>Il convegno, invece, si terrà nell'arco della mattinata di giovedì 6 dicembre 2007, vedrà gli interventi di tre professionisti, soci FERPI, accreditati nel campo della comunicazione: interveranno il dott. Michele Bottoni (responsabile comunicazione regione Nord Est, <a href="http://www.190.it/190/trilogy/jsp/home.do?tabName=HOME+190&#38;BV_UseBVCookie=No&#38;ty_skip_md=true" title="Vodafone Italia">Vodafone Italia</a>), la dott.ssa Alessandra Veronese (direttore comunicazione <a href="http://www.fbov.org/" title="Fondazione Banca degli Occhi">Fondazione Banca degli Occhi</a>, Veneto) e la dott.ssa Lorenza Arzenton (consulente di comunicazione per il <a href="http://e-laborando.regione.veneto.it/" title="Bilancio Sociale, Regione Veneto">Bilancio Sociale, Regione Veneto</a>).</p>
<p>Il gruppo Uni&#62;Ferpi dell'Università di Padova è lieto, pertanto, d'invitarvi al primo vero e grande passo iniziale del nostro viaggio.</p>
<p><a href="http://uniferpi.wordpress.com/files/2007/11/locandina-generale.pdf" title="Locandina riassuntiva dell’iniziativa “In viaggio verso la professione”">Locandina riassuntiva dell’iniziativa “In viaggio verso la professione”</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Master in Fund Raising ]]></title>
<link>http://listaetica.wordpress.com/2007/11/09/master-in-fund-raising/</link>
<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 13:09:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>listaetica</dc:creator>
<guid>http://listaetica.wordpress.com/2007/11/09/master-in-fund-raising/</guid>
<description><![CDATA[UNIVERSITA&#8217; DI BOLOGNA
Master in Fund Raising - http://www.master-fundraising.it
Il 30 novembr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>UNIVERSITA' DI BOLOGNA</p>
<p>Master in Fund Raising - <a href="http://www.master-fundraising.it/">http://www.master-fundraising.it</a><br />
Il 30 novembre scadr¨¤ il bando per le iscrizioni alla 6¡ãedizione del</p>
<p>Master in Fund Raising, che da quest¡¯anno si rivolge anche agli Enti</p>
<p>Pubblici. Da quest¡¯anno il Master gode del prestigioso certificato CFRE</p>
<p>International, primo caso in Italia, che viene concesso solo a pochi</p>
<p>corsi di fund raising in tutto il mondo (<a href="http://www.cfre.org/">www.cfre.org</a>).</p>
<p>- Cosa si impara:</p>
<p>e¡¯ un corso di studi che nasce per fornire strumenti validi sia per</p>
<p>creare relazioni proficue e durature con i potenziali donatori ¨C siano</p>
<p>essi imprese, fondazioni, enti o persone fisiche ¨C sia per individuare e</p>
<p>mettere in atto i migliori strumenti di fundraising.</p>
<p>Il Master universitario di I livello, sotto la leadership del suo</p>
<p>fondatore, il prof. Valerio Melandri, da sei anni insegna in modo</p>
<p>approfondito le strategie e gli strumenti della raccolta fondi e mette a</p>
<p>disposizione i migliori docenti, consulenti e professionisti del fund</p>
<p>raising in Italia.<br />
- A chi si rivolge:</p>
<p>un corso pratico aperto anche ai non laureati in qualit¨¤ di uditori, si</p>
<p>rivolge a tutti coloro che intendono lavorare nel Terzo Settore o nelle</p>
<p>pubbliche amministrazioni come fundraiser, consulenti di fund raising,</p>
<p>direttori o responsabili di marketing e comunicazione per organizzazioni</p>
<p>nonprofit ed enti pubblici.</p>
<p>- Contenuti:</p>
<p>comunicazione, pubbliche relazioni, gestione di risorse umane, etica,</p>
<p>CRM, Bilancio sociale, Sponsorizzazioni, Management in genere.</p>
<p>- Durata:</p>
<p>Le lezioni del Master si svolgono a Forl¨¬ il gioved¨¬ pomeriggio, il venerd<br />
¨¬</p>
<p>e il sabato mattina a settimane alterne. Il corso si concentra nel periodo</p>
<p>Gennaio 2008 ¨C Dicembre 2008, per un totale di 300 ore di lezioni frontali<br />
(inclusi workshop e seminari) e 400 ore di stage presso aziende o<br />
organizzazioni</p>
<p>di alto profilo.</p>
<p>Costo:</p>
<p>Il costo complessivo e¡¯ di 5500€, a copertura della retta, libri e del</p>
<p>materiale didattico. Borse di studio a copertura parziale disponibili.</p>
<p>Per informazioni non esiti a contattarci.</p>
<p>Flavia Piccoli</p>
<p>Master in Fund Raising per il Nonprofit e gli Enti Pubblici</p>
<p>Via S. Pellegrino Laziosi 15,</p>
<p>47100 Forl¨¬</p>
<p>telefono: +39 ¨C 0543/374151</p>
<p>fax: +39 ¨C 0543/374138</p>
<p><a href="mailto:info@master-fundraising.it">info@master-fundraising.it</a></p>
<p>--</p>
<p><a target="_blank" href="http://it.groups.yahoo.com/subscribe/listaetica" title="Iscriviti a listaetica"><font color="#0066cc">ListaEtica</font></a>, l’informazione non profit direttamente dalla fonte<br />
<a target="_blank" href="http://it.groups.yahoo.com/subscribe/listaetica" title="Iscriviti a ListaEtica"><font color="#0066cc">Iscriviti </font></a>per ricevere le anteprime delle notizie nella tua casella di posta elettronica</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Donare in modo intelligente si può? Forse sì, grazie a Internet.]]></title>
<link>http://fundraisingnow.wordpress.com/2007/10/09/donare-in-modo-intelligente-si-puo-forse-si-grazie-a-internet/</link>
<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 22:39:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolo.ferrara</dc:creator>
<guid>http://fundraisingnow.wordpress.com/2007/10/09/donare-in-modo-intelligente-si-puo-forse-si-grazie-a-internet/</guid>
<description><![CDATA[
La trasparenza, non mi stancherò mai di ripeterlo, è non solo un obbligo di ogni organizzazione n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://fundraisingnow.wordpress.com/files/2007/10/intelligent-giving.jpg" alt="Intelligent giving" align="left" /></p>
<p>La trasparenza, non mi stancherò mai di ripeterlo, è non solo <strong>un obbligo di ogni organizzazione non profit</strong>, ma è anche uno dei migliori strumenti di raccolta fondi a disposizione di una causa sociale.</p>
<p><strong>Blog, notiziari, video, annual report, bilanci sociali, reportage dal campo, rendicontazioni sono fondamentali</strong> per accorciare le distanze, emotive e razionali, fra donatore, organizzazione e beneficiari, ma sono anche essenziali per rispondere a quella generalizzata crisi di fiducia che è per ogni fundraiser il primo scoglio da superare di fronte a qualsiasi interlocutore.</p>
<p>Il difetto di ognuno di questi mezzi, però, è quello di essere <strong>comunque generati dall'interno dell'organizzazione stessa</strong> e quindi, nonostante i tanti audit esterni a cui ormai ci sottoponiamo, non totalmente trasparenti agli occhi dei donatori/consumatori.</p>
<p>Quello che serve è, sempre più, un organismo esterno in grado di valutare questa trasparenza.</p>
<p>In Italia, con equivalenti in molti altri paesi, uno sforzo in questo senso è stato fatto con la creazione dell'<strong><a href="http://www.istitutoitalianodonazione.it/?r=564&#38;sfNews=3357" target="_blank">Istituto Italiano della Donazione  (IID)</a></strong>, voluto da <strong><a href="http://www.sodalitas.it/" target="_blank">Sodalitas</a></strong>, l'associazione nata in seno ad Assolombarda.</p>
<p>Ma, come in molti di noi (fundraiser e manager del non profit)  hanno più volte rilevato, <strong>i limiti di questo istituto sono innumerevoli</strong>:</p>
<p>- siamo di fronte, per molte organizzazioni, a una <strong>duplicazione di audit esterni</strong>, compiuta tra l'altro seguendo regole a volte cervellotiche (e distanti dai reali desiderata dei donatori/consumatori);</p>
<p>- queste regole sono spesso meno stringenti di quelle a cui molti di noi si sottopongono e <strong>non distinguono fra organizzazioni con esigenze tra loro completamente differenti</strong> (percentuali di contributi privati, provenienza di questi fondi - servizi offerti o donazioni, per esempio -, impegno istituzionale campagne di sensibilizzazione o realizzazione  di progetti concreti...)</p>
<p>- si palesa un <strong>vero e proprio conflitto di interessi </strong>nel momento in cui i controllati (volontari) sono a loro volta soci (paganti) dell'organismo controllante: esattamente quello che accade per l'IID;</p>
<p>- soprattutto, si impone un bollino dall'alto, <strong>togliendo voce a quelli che davvero dovrebbero averla: i donatori</strong>.</p>
<p>Ci sono soluzioni alternative, ovviamente, e Internet si sta dimostrando anche in questo caso il miglior mezzo per fare trasparenza e per aiutare i donatori a donare in modo intelligente.</p>
<p><img src="http://fundraisingnow.wordpress.com/files/2007/10/intelligent-giving-home.jpg" alt="Intelligent giving home" /></p>
<p>Tre esempi su tutti, <strong>indipendenti</strong>,  totalmente <strong>navigabili </strong>in rete, <strong>ricchi di indicatori</strong> in grado di valutare senza pregiudizi il lavoro delle organizzazioni tenendo in debita considerazione le loro differenze, pensati con gli occhi dei donatori e non con quelli dell'auditor aziendale, sono l'americana <strong><a href="http://www.charitynavigator.org/index.cfm" target="_blank">Charity Navigator</a></strong> e le inglesi <strong><a href="http://www.intelligentgiving.com/" target="_blank">Intelligent Giving</a></strong> e <strong><a href="http://www.guidestar.org.uk/index.aspx" target="_blank">GuideStar</a></strong>.</p>
<p>Tre esempi di come la tutela del donatore/consumatore passi obbligatoriamente (oltre che dal rispetto delle regole statuali) da quello stesso controllo a cui ogni altro prodotto dovrebbe essere sottoposto: quello delle associazioni o degli organismi indipendenti dei donatori/consumatori.</p>
<p><strong>Possibile che non lo si sia ancora capito? Possibile che anche in Italia non possa nascere qualcosa del genere?</strong> La sfida è decisiva in un momento in cui l'affollamento, anche mediatico, rende sempre più difficile la scelta del donatore e sempre più vivo il sentimento di stanchezza di fronte al succedersi senza sosta di nuove campagne di raccolta fondi.</p>
<p>Io aspetto un Charity Navigator o un Intelligent Giving indipendente anche qui in Italia, e voi non ne sentite il bisogno? Dateci un'occhiata e ditemi cosa ne pensate.</p>
<p>Altri post sul tema li trovate su:</p>
<p><strong><a href="http://www.lentatiblog.com/?p=159" target="_blank">Lentati Blog </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.jbgazzola.it/blog/?p=51" target="_blank">JBGazzola</a></strong></p>
<p>su <strong>Fundraising.it</strong>, <strong><a href="http://www.fundraising.it/2005/11/02/trasparenza-nel-nonprofit-un-confronto/">qui </a></strong>e <strong><a href="http://www.fundraising.it/2006/01/17/la-trasparenza-nel-nonprofit-a-convegno/ " target="_blank">qui</a></strong></p>
<p>E visto che repetita juvant (speriamo), anche <strong><a href="http://fundraisingnow.wordpress.com/2007/06/21/la-trasparenza-come-strumento-di-raccolta-fondi/" target="_blank">su questo blog</a></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Trasparenza, rendicontazione e fundraising]]></title>
<link>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2007/09/19/trasparenza-rendicontazione-e-fundraising/</link>
<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 15:50:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniele Fusi</dc:creator>
<guid>http://diariodelfundraiser.wordpress.com/2007/09/19/trasparenza-rendicontazione-e-fundraising/</guid>
<description><![CDATA[
La scorsa settimana ho avuto la fortuna di partecipare come osservatore ad un focus group con i don]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lentatiblog.com/wp-content/uploads/2007/07/ch_nav.jpg" alt="ch_nav.jpg" /></p>
<p>La scorsa settimana ho avuto la fortuna di partecipare come osservatore ad un focus group con i donatori organizzato da un’organizzazione cliente L&#38;P. Il focus verteva sul testing della creatività di una campagna ma quello di cui vorrei scrivere riguarda la parte preliminare dell’incontro, quella in cui, per conoscersi meglio, i partecipanti sono stati intervistati sulle motivazioni per cui hanno scelto di sostenere l’organizzazione.<br />
I sostenitori/tester avevano diverso grado di istruzione, età diverse, e differenti professioni, l’unico elemento comune era l’aver sostenuto l’organizzazione per almeno 3 anni ed alla domanda: “Perchè finanzi XY?” la risposta più gettonata è stata: “Perchè mi mandano i loro dati di bilancio regolarmente e quindi mi fido.”<br />
Ovviamente qui ho semplificato, avendo ascoltato persone così diverse… …le articolazioni di questa risposta sono state molteplici, però il punto della trasparenza e rendicontazione, di come cioè i soldi donati venivano impiegati, è risultato assolutamente centrale.<br />
Ne aveva parlato Paolo Ferrara tempo fa, rispondendo ad un commento del nostro Francesco Quistelli, su come la trasparenza fosse una leva effettiva per le donazioni ed il trovarsi faccia a faccia con i donatori ha assolutamente confermato questo dato.<br />
Non solo i sostenitori più “attenti” ma anche gli “insospettabili” hanno parlato, con cognizione di causa, di fiducia legata all’impiego delle risorse ed alla sua rendicontazione.<br />
Stiamo assistendo alla trasformazione del “piccolo” donatore in vero e proprio investitore sociale? Penso di sì. Credo che la consapevolezza di <strong>investire</strong>, parte dei propri risparmi, in una causa sociale tramite la donazione stia crescendo ed il nostro donatore/investitore ormai si attende dei ritorni da questo, non economici, ci mancherebbe, ma è qualcosa che chiede e che se ottiene lo fidelizza maggiormente.<br />
Proprio in questa direzione va <a href="http://www.charitynavigator.org/index.cfm" target="_blank">Charity Navigator</a> (immagine a inizio post) progetto made in USA che si propone come organo indipendente per il controllo e la rendicontazione delle attività delle organizzazioni nonprofit.<br />
Il portale offre una vera e propria informazione per l’investimento, come normalmente si fa per i titoli quotati in Borsa, ma legata alle associazioni.<br />
Chi sono i virtuosi, chi i “cattivi”, chi è più efficiente e chi, nel corso degli anni è migliorato o peggiorato rispetto ai parametri.<br />
Sicuramente è presto perchè un progetto così prenda piede nel nostro Paese ma credo che a breve i sostenitori chiederanno questo tipo di informazione sempre più spesso e credo anche che, prima ancora che nasca un organo indipendente di “controllo” (<a href="http://www.assodonatori.it/" target="_blank">Assodonatori </a>potrebbe essere, al momento, il più papabile), siano le organizzazioni stesse a dover migliorare sempre di più i propri standard di rendicontazione per accontentare questa domanda (comunicazioni semplificate, utilizzo dei KPI, ecc.), oltre che in un’ottica di correttezza anche perchè conviene ampiamente alla propria attività di raccolta fondi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un tool on-line per la compilazione del bilancio sociale]]></title>
<link>http://comunicandoilsociale.wordpress.com/2007/06/06/un-tool-on-line-per-la-compilazione-del-bilancio-sociale/</link>
<pubDate>Wed, 06 Jun 2007 08:33:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>marco valenti</dc:creator>
<guid>http://comunicandoilsociale.wordpress.com/2007/06/06/un-tool-on-line-per-la-compilazione-del-bilancio-sociale/</guid>
<description><![CDATA[Chi è dedito alla Corporate social responsibility sa bene che il principale documento in cui un’a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Chi è dedito alla Corporate social responsibility sa bene che il principale documento in cui un’azienda rivela e spiega le sue strategie socialmente responsabili è il <strong>bilancio sociale</strong>. Oggi c’è un interessante programma utilizzabile via Internet proprio a questo scopo. A proporlo è uno degli attori più autorevoli in campo internazionale per quanto riguarda l’informazione sulla Csr, ossia <strong>Sri World Group.</strong><br />
Il tool si chiama <strong>OneReport</strong> ed è stato pensato per agevolare coloro che, all’interno delle aziende, devono rispondere ai sempre più poderosi questionari e alle sempre più ficcanti richieste informative delle agenzie di rating etico, quelle che si occupano di valutare le performance socialmente responsabili delle aziende. OneReport, che si auto-definisce una “web-based sustainability reporting solution”, permette ai responsabili della Csr in azienda di raccogliere e gestire online i dati e le informazioni che riguardano le performance Csr della propria azienda e di renderli disponibili in un format predefinito che soddisfa le richieste delle agenzie di rating, le quali infatti hanno contribuito fattivamente allo sviluppo del tool. Così facendo, le aziende hanno anche già bell’e pronta l’ossatura portante del proprio report sociale, per giunta omogenea e quindi confrontabile con quella dei concorrenti. Unico neo i costi.</p>
<p>Tutte le informazioni si possono avere direttamente dal sito: <a href="http://www.one-report.com" title="One Report" target="_blank">www.one-report.com<br />
</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trenta bilanci sociali nel 2006. Responsabilità d’impresa. Il consuntivo Kpmg vede la Puglia in testa al Sud]]></title>
<link>http://comunicandoilsociale.wordpress.com/2007/03/30/trenta-bilanci-sociali-nel-2006-responsabilita-d%e2%80%99impresa-il-consuntivo-kpmg-vede-la-puglia-in-testa-al-sud/</link>
<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 13:30:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>marco valenti</dc:creator>
<guid>http://comunicandoilsociale.wordpress.com/2007/03/30/trenta-bilanci-sociali-nel-2006-responsabilita-d%e2%80%99impresa-il-consuntivo-kpmg-vede-la-puglia-in-testa-al-sud/</guid>
<description><![CDATA[Sono trenta le aziende e gli enti pubblici pugliesi che nel 2006  hanno redatto un bilancio sociale,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono trenta le aziende e gli enti pubblici pugliesi che nel 2006  hanno redatto un bilancio sociale, il documento che attesta ai portatori  d'interesse il proprio operato, rendendo trasparenti programmi, attività e  risultati raggiunti. I dati della società di revisione Kpmg pongono la Puglia al  vertice del Sud. Un primato confortato dal fatto che la Puglia è l'unica regione  del Sud in cui sono presenti tutti e quattro i grandi network internazionali  della revisione (Kpmg, Deloitte, Ernst &#38;Young e Pricewaterhouse &#38;  Coopers). “Il ricorso al bilancio sociale è in forte crescita negli ultimi anni:  nel 2001 ne avevano redatti tre sole aziende. Tutte del comparto creditizio,  spinte dagli inviti alla trasparenza da parte delle istituzioni”, dice Marco  Fabio Capitanio, partner di Kpmg e docente di Revisione aziendale all'Università  di Bari. I soggetti pugliesi che nell'ultimo esercizio hanno redatto un bilancio  sociale appartengono a tre categorie: banche, aziende industriali e dei servizi,  pubbliche amministrazioni.<br />
Secondo Capitanio, le aziende pugliesi più  virtuose hanno per lo più medie dimensioni, gestione familiare e forte vocazione  all'internazionalizzazione. In questi casi, il bilancio sociale rappresenta un  valore aggiunto in termini competitivi: i consumatori sono sempre più esigenti  sugli aspetti etici e ambientali. Particolarmente interessati sono i giovani  imprenditori e le aziende in cui si è da poco compiuto il passaggio  generazionale. Il fenomeno più recente riguarda Province, Comuni e Università,  per garantire la trasparenza dell'attività amministrativa e il progressivo  miglioramento della qualità della vita nella comunità locale. A tal proposito,  tra gli enti pubblici che nel 2006 hanno redatto il bilancio sociale, si  collocano la facoltà di Giurisprudenza di Foggia (primo ateneo in Italia), la  Provincia di Lecce e l'Acquedotto Pugliese, ai quali nel 2007 potrebbe  aggiungersi - come preannuncia l'assessore al Bilancio, Francesco Saponaro - la  Regione.</p>
<p><span style="font-style:italic;">fonte: </span><em>Il Sole 24 Ore, del 23 marzo 2007</em><span style="font-style:italic;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trenta bilanci sociali nel 2006. Responsabilità d’impresa. Il consuntivo Kpmg vede la Puglia in testa al Sud]]></title>
<link>http://comunicazionesociale.wordpress.com/2007/03/30/trenta-bilanci-sociali-nel-2006-responsabilita-d%e2%80%99impresa-il-consuntivo-kpmg-vede-la-puglia-in-testa-al-sud/</link>
<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 13:30:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>marco valenti</dc:creator>
<guid>http://comunicazionesociale.wordpress.com/2007/03/30/trenta-bilanci-sociali-nel-2006-responsabilita-d%e2%80%99impresa-il-consuntivo-kpmg-vede-la-puglia-in-testa-al-sud/</guid>
<description><![CDATA[Sono trenta le aziende e gli enti pubblici pugliesi che nel 2006  hanno redatto un bilancio sociale,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono trenta le aziende e gli enti pubblici pugliesi che nel 2006  hanno redatto un bilancio sociale, il documento che attesta ai portatori  d'interesse il proprio operato, rendendo trasparenti programmi, attività e  risultati raggiunti. I dati della società di revisione Kpmg pongono la Puglia al  vertice del Sud. Un primato confortato dal fatto che la Puglia è l'unica regione  del Sud in cui sono presenti tutti e quattro i grandi network internazionali  della revisione (Kpmg, Deloitte, Ernst &#38;Young e Pricewaterhouse &#38;  Coopers). “Il ricorso al bilancio sociale è in forte crescita negli ultimi anni:  nel 2001 ne avevano redatti tre sole aziende. Tutte del comparto creditizio,  spinte dagli inviti alla trasparenza da parte delle istituzioni”, dice Marco  Fabio Capitanio, partner di Kpmg e docente di Revisione aziendale all'Università  di Bari. I soggetti pugliesi che nell'ultimo esercizio hanno redatto un bilancio  sociale appartengono a tre categorie: banche, aziende industriali e dei servizi,  pubbliche amministrazioni.<br />
Secondo Capitanio, le aziende pugliesi più  virtuose hanno per lo più medie dimensioni, gestione familiare e forte vocazione  all'internazionalizzazione. In questi casi, il bilancio sociale rappresenta un  valore aggiunto in termini competitivi: i consumatori sono sempre più esigenti  sugli aspetti etici e ambientali. Particolarmente interessati sono i giovani  imprenditori e le aziende in cui si è da poco compiuto il passaggio  generazionale. Il fenomeno più recente riguarda Province, Comuni e Università,  per garantire la trasparenza dell'attività amministrativa e il progressivo  miglioramento della qualità della vita nella comunità locale. A tal proposito,  tra gli enti pubblici che nel 2006 hanno redatto il bilancio sociale, si  collocano la facoltà di Giurisprudenza di Foggia (primo ateneo in Italia), la  Provincia di Lecce e l'Acquedotto Pugliese, ai quali nel 2007 potrebbe  aggiungersi - come preannuncia l'assessore al Bilancio, Francesco Saponaro - la  Regione.</p>
<p><span style="font-style:italic;">fonte: </span><em>Il Sole 24 Ore, del 23 marzo 2007</em><span style="font-style:italic;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
