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	<title>brevetto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/brevetto/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "brevetto"</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 22:26:51 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Alvin M. Marks, l'inventore con 122 brevetti.]]></title>
<link>http://demotec.wordpress.com/?p=575</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 15:50:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marianna Lorenzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[


Alvin M. Marks è stato un inventore particolarmente prolifico, un uomo pragmatico ma allo stesso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img src="http://demotec.wordpress.com/files/2008/05/polaroidi.jpg" alt="" width="400" height="334" class="aligncenter size-full wp-image-576" /></div>
<p></p>
<div align="justify">
<strong>Alvin M. Marks</strong> è stato un inventore particolarmente prolifico, un uomo <strong>pragmatico</strong> ma allo stesso tempo <strong>fantasioso</strong>.  Ci ha lasciato una scia interminabile di invenzioni, ben <strong>122</strong> <strong>brevetti</strong>. </div>
<p></p>
<div align="justify">Molte sue idee le utilizziamo <strong>quotidianamente</strong>, e magari non ci è mai venuta la curiosità di sapere quale mente geniale sia riuscita a realizzarle.</div>
<p></p>
<div align="justify">Mr. Marks è stato un grande esperto di <strong>ottica</strong>. Si deve a lui l'invenzione dei <strong>filtri polarizzati</strong> che abitualmente troviamo sugli <strong>occhiali da sole</strong> e sugli <strong>schermi dei televisori</strong> per ridurne i bagliori. Nell'immagine potete ammirare un gioco di filtri polarizzati (in mostra alla Città della Scienza di Napoli). Inoltre ha brevettato anche quei fantastici vetri che da trasparenti diventano scuri con la luce del sole, i <strong>vetri fotocromatici</strong>.</div>
<p><!--more--><br />
<!-- adman --></p>
<div align="justify">Nel 1951 ha registrato un brevetto per un “<strong>sistema intercomunicante tridimensionale</strong>” che può essere usato per realizzare show televisivi e film. Per molti anni è stato presidente della <strong>Marks Polarized Corporation</strong>, dove ha inventato molte modifiche e potenziamenti sul suo dispositivo originario. Ci ha creduto, ma <strong>il </strong><strong>moviemaking tridimensionale</strong> <strong>non è diventata una tecnica molto diffusa</strong>.</div>
<p></p>
<div align="justify">Per il resto della sua carriera, Mr. Marks si è dedicato allo sviluppo di <strong>fonti di energia</strong> <strong>alternative</strong> e <strong>low-cost</strong>. I suoi studi nel 1967 lo hanno reso consigliere sulle nuove tecnologie al Senato degli Stati Uniti.</div>
<p></p>
<div align="justify">Le sue invenzioni nel campo dell'energia includono molti <strong>generatori aerosol</strong> per uso domestico e generatori per uso su larga scala. Ricordiamo il “<strong>windmill</strong>” senza parti in movimento, per il quale propose l'istallazione in posti remoti di enormi schermi che avrebbero emesso nel vento particelle d'acqua cariche elettricamente, per creare corrente.</div>
<p></p>
<div align="justify">Negli ultimi anni stava sviluppando un array di <strong>piccolissime antenne</strong> in grado di catturare la luce del sole e trasformarla in elettricità.</div>
<p></p>
<div align="justify">Nel 1989, Mr. Marks con <strong>Peter G. Diamandis</strong> ottenne il brevetto per una delle sue invenzioni più <strong>audaci</strong>: <strong>un</strong> <strong>treno</strong> <strong>per</strong> <strong>i</strong> <strong>viaggi spaziali</strong>.Il treno, lungo 180 piedi, avrebbe ottenuto la spinta necessaria per raggiungere lo spazio attraversando un <strong>tunnel elettromagnetico</strong>. Il suo costo si sarebbe aggirato sui trilioni di dollari e sarebbero stati necessari 10 anni per costruirlo. Una volta ha detto al New York Times che era un'<strong>idea fattibile</strong> e poteva essere presa in considerazione.</div>
<p></p>
<div align="justify">Alvin M. Marks si è spento sabato scorso all'età di 97 anni, a causa di un cancro al pancreas.</div>
<div align="justify">Vi ho raccontato solo una piccolissima parte dei suoi brevetti, ma basta fare una piccola ricerca su internet per rendersi conto della vastità e della varietà dei suoi studi. </div>
<p></p>
<div align="justify">Vai a &#124;<a href="http://www.nytimes.com/2008/05/31/business/31marks.html?ref=technology">Fonte</a></div>
<p></p>
<div align="justify"><strong><em>Marianna Lorenzo</em></strong></div>
<p></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi ha inventato il telefono?]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/?p=473</link>
<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 22:37:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.wordpress.com/?p=473</guid>
<description><![CDATA[
Per Google Alexander Graham Bell, per il Congresso degli Stati Uniti e buona parte del mondo Antoni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://negroski.wordpress.com/files/2008/03/google-bell-telefono.jpg" alt="google-bell-telefono.jpg" /></p>
<p>Per <strong><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/google-bell/1.html">Google</a></strong> Alexander Graham <strong>Bell</strong>, per il <strong><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Telefono">Congresso degli Stati Uniti</a></strong> e buona parte del mondo <strong><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Meucci">Antonio Meucci</a></strong>. Tanto domani è un altro giorno...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La "spia in ufficio" di Microsoft]]></title>
<link>http://lary1984.wordpress.com/2008/01/17/la-spia-in-ufficio-di-microsoft/</link>
<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 15:44:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>lary1984</dc:creator>
<guid>http://lary1984.wordpress.com/2008/01/17/la-spia-in-ufficio-di-microsoft/</guid>
<description><![CDATA[Microsoft ha presentato in questi ultimi giorni un brevetto di un software capace di monitorare la p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft ha presentato in questi ultimi giorni un brevetto di un software capace di monitorare la produttività, la competenza e il benessere psicofisico di chi sta davanti a un computer. Una specie di "Grande Fratello" in chiave aziendale per cui il dipendente di un'azienda sarebbe collegato al proprio computer attraverso sensori senza fili, che permetterebbero ai suoi superiori di monitarne il battito cardiaco, la temperatura corporea, i movimenti, le espressioni facciali e la pressione del sangue.</p>
<p>La notizia è stata presentata proprio oggi dal quotidiano londinese <a href="http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/article3193480.ece">Times</a>; un reporter ha visionato in esclusiva la domanda di brevetto presentata da Microsoft. Una sorta di "spia in ufficio".</p>
<p>Finora queste tecnologie ad alto impatto per la privacy erano state usate solo per professioni ad alto rischio (piloti, astronauti, pompieri...), ma con questa proposta di brevetto si va oltre ad ogni limite proponendo un monitoraggio su qualsiasi tipo di lavoro.</p>
<p>Microsoft precisa che <i>"i sensori sarebbero in grado di leggere "il battito cardiaco, le reazioni galvaniche della pelle, i segnali del cervello, il tasso di respirazione, la temperatura corporea, i movimenti e le espressioni del volto, la pressione sanguinea. Il sistema può anche individuare automaticamente frustrazione o stress in chi sta usando il computer e offrire e provvedere assistenza a seconda del bisogno"</i>.<br />
I profili individuati dal computer vengono poi confrontati con statistiche di media per suggerire eventuali azioni da mettere in atto allo scopo di ripristinare comportamenti corretti e reazioni normali in soggetti che manifestano  profili fuori "dalla norma".<br />
Il sistema funziona non solo con personal computer fissi, ma anche attraverso computer portatili e telefonini cellulari, il che vuol dire che i dipendenti potrebbero essere controllati anche al di fuori del'ufficio.</p>
<p>Numerosi enti di protezione della riservatezza come ad esempio il Commissariato all'informazione del Regno Unito o il sindacato Unite o ancora esperti legali in materia di riservatezza esprimono le loro critiche sull'argomento: <i>"Questo sistema prevede intrusioni in ogni aspetto della vita dei dipendenti e solleva questioni molto serie in materia di rispetto della riservatezza"</i> o ancora <i>"può essere giustificabile solo in circostanze eccezionali"</i> e <i>"un'iniziativa simile finirebbe per avvelenare i rapporti all'interno di un'azienda"</i>.  Ben Willmott, un docente di relazioni industriali all'Institute of Personnel and Development, ammonisce: <i>"Le nostre ricerche dimostrano che quando i dipendenti si sentono sotto eccessivo monitoraggio o sorveglianza, tendono ad avere un atteggiamento negativo verso i propri datori di lavoro e perciò ad essere meno motivati e impegnati. Le aziende che pensano di introdurre un sistema simile dovrebbero pensarci due volte"</i>.</p>
<p>Riporto la risposta di <b>Horacio Gutierrez, vicepresidente dell' Intellectual Property and Licensing </b>(vedi <a href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/microsoft4/big-brother/big-brother.html">La Repubblica</a>):<br />
<i>"Il tempo richiesto dal processo di approvazione di una brevetto è di circa 3-5 anni. Questa particolare richiesta riguarda un'innovazione finalizzata al miglioramento dei sistemi di monitoraggio di alcuni parametri dell'individuo, e utilizza ad esempio il rilevamento del battito cardiaco di un utente per definire la sua condizione fisica e segnalare quando possa avere bisogno di assistenza nelle sue attività, mettendolo in contatto diretto con altre persone che potrebbero essere in grado di aiutarlo.</p>
<p>É importante ricordare che per la maggior parte delle organizzazioni impegnate nel settore dell'innovazione, alcune delle nostre richieste di brevetto riflettono invenzioni già presenti oggi nei nostri prodotti, mentre altre riguardano innovazioni in via di sviluppo per un potenziale uso futuro.</p>
<p>E' importante inoltre evidenziare che la privacy è una delle maggiori priorità per Microsoft. Le nostre maggiori priorità nel campo della privacy includono infatti temi legati al consenso, all'accesso, alla sicurezza, alla protezione e al trasferimento dei dati, aspetti che possono essere sempre più garantiti attraverso l'innovazione tecnologica, la cooperazione a livello industriale e una regolamentazione appropriata".</i></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nokia brevetta il telefono a triplo slider]]></title>
<link>http://pablogger.wordpress.com/2007/12/18/nokia-brevetta-il-telefono-a-triplo-slider/</link>
<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 17:58:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>pablogger</dc:creator>
<guid>http://pablogger.wordpress.com/2007/12/18/nokia-brevetta-il-telefono-a-triplo-slider/</guid>
<description><![CDATA[Come si può vedere dalla foto del brevetto, un futuro smartphone Nokia, avrà ben 3 slider. I primi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Come si può vedere dalla foto del brevetto, un futuro smartphone Nokia, avrà ben 3 slider. I primi due sono ai lati: a sinistra i classici comandi con il tastierino numerico e a destra i comandi per la gestione dei video o della musica. Il terzo slider, riguarda invece una tastiera qwerty che slitterà verso il basso.</p>
<p><a href="http://pablogger.wordpress.com/files/2007/12/nokia-triple-slider.jpg" title="nokia-triple-slider.jpg"><img src="http://pablogger.wordpress.com/files/2007/12/nokia-triple-slider.jpg" alt="nokia-triple-slider.jpg" height="542" width="384" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vogliono brevettare l'urlo di Tarzan, la UE dice no]]></title>
<link>http://webvillage.wordpress.com/2007/11/02/vogliono-brevettare-lurlo-di-tarzan-la-ue-dice-no/</link>
<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 20:00:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutti conosciamo l&#8217;urlo di Tarzan, intepretato magistralmente da Johnny Weissmuller, tanto che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti conosciamo l'urlo di Tarzan, intepretato magistralmente da Johnny<strong> </strong>Weissmuller, tanto che qualcuno avrebbe intenzione di brevettarlo! Leggete qui:</p>
<p><img src="http://webvillage.wordpress.com/files/2007/11/tarzan.jpg" alt="tarzan.jpg" align="left" />Dai 5 ai 105 anni di età, non c’è nessuno al mondo che non riconosca l’urlo di Tarzan. O almeno così sostengono gli eredi dell’autore che creò la famosa figura dell’uomo-scimmia, Edgar Rice Burroughs, che da circa 10 anni stanno cercando di brevettare, a livello internazionale, il famoso yodel di Lord Greystoke, il titolo nobiliare che apparteneva a Tarzan.</p>
<p>In un’era di ringtones e jingles per telefonini, giochi a computer e pubblicità, gli eredi dell’autore vogliono proteggere l’urlo con un copyright internazionale, ed eventualmente rivenderlo ai fans sotto forma ufficiale. Ma l’ufficio brevetti dell’UE ha rifiutato anche quest’ultima richiesta, sostenendo che il suono prodotto dall’urlo di Tarzan non sarebbe riconducibile a precise note musicali. Poche settimane fa, gli eredi avevano infatti presentato un “accurato spettogramma”, ripreso oggi dal <em>Times</em>, in cui l’urlo viene spezzettato in un totale di 3 secondi come: «Aaaaah-ah-ah-ah-aaaah-ah-ah-ah-aaaah!», e lo hanno accompagnato con una descrizione dettagliata dello yodel del signore della giungla: «L’urlo consiste di 5 fasi distinte: suono sostenuto seguito da modulazione, seguita da suono sostenuto ad una frequenza più alta, seguito da modulazione, che riconduce il suono alla frequenza iniziale».<br />
<a href="http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=ed83b29c-8883-11dc-bca6-0003ba99c53b" target="_blank">Cliccate qui</a> per ascoltare l'urlo di Tarzan.</p>
<p>[<a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_01/urlo_tarzan_brevetto_ue.shtml" target="_blank">Corriere.it</a>]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Infinity computing: dammi un problema, dimmi dove vuoi arrivare, e (se paghi) te lo risolverò]]></title>
<link>http://emanuele2.wordpress.com/2007/03/29/infinity-computing-dammi-un-problema-dimmi-dove-vuoi-arrivare-e-se-paghi-te-lo-risolvero/</link>
<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 14:07:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Emanuele Cipolla</dc:creator>
<guid>http://emanuele2.wordpress.com/2007/03/29/infinity-computing-dammi-un-problema-dimmi-dove-vuoi-arrivare-e-se-paghi-te-lo-risolvero/</guid>
<description><![CDATA[Preparatevi ad un post lungo, che probabilmente non vi interessa. Potete anche andare da un&#8217;al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Preparatevi ad un post lungo, che probabilmente non vi interessa. Potete anche andare da un'altra parte.</p>
<h2>La conferenza</h2>
<p>Nella giornata di ieri, il prof. <a HREF="http://wwwinfo.deis.unical.it/~yaro/">Yaroslav Sergeyev</a>, <em>intisu</em> Yaro(s?), ha tenuto una conferenza alla facoltà di <a HREF="http://www.csai.unipa.it/cclinfo">Ingegneria Informatica</a> dell'<a HREF="http://www.unipa.it/">Università di Palermo</a>. Lo scopo della conferenza era presentarci la sua creazione, l'<a HREF="http://wwwinfo.deis.unical.it/~yaro/arithmetic.html"><em>arithmetic of infinity and infinity computers</em></a>.</p>
<p>Senza scendere troppo nei dettagli, Sergeyev sostiene che bisogna superare le concezioni di infinitudine che fanno parte dell'analisi matematica classica, introducendo un nuovo ente matematico fondamentale, il <em>grossone</em>, e riconducendo le risposte a tutti i problemi a una questione di precisione dei risultati.</p>
<p>OK. Dico subito che sull'organizzazione della conferenza non ho nulla da eccepire - a parte, forse, qualche battutaccia fatta dalla <em>mascotte</em> della nostra facoltà, cui, oramai, siamo tristemente abituati (potere del nepotismo), e il fatto che siamo stati "militarizzati", nel senso che o si veniva alla conferenza o ci si poteva scordare di fare un paio d'esami.</p>
<p>Sull'interesse che noi, futuri ingegneri informatici, possiamo avere per questa nuova, possibile evoluzione della matematica, ho però i miei dubbi.<br />
Con questo non voglio dire che il prof. Sergeyev spari panzane: voglio soltanto dire che, forse, dovremmo concentrarci su come funzionano gli strumenti che dobbiamo usare, prima che su come chiamare l'infinito matematico.</p>
<p>Non ho mai capito il perchè, ma sembra che gli ingegneri informatici abbiano una passione per i lambiccamenti cerebrali matematici che supera ogni umana comprensione: è facilissimo entrare al dipartimento di Informatica e vedere <em>orde</em> di ricercatori / ricercatrici / generici leccaculo del potere costituito, professori non si sa bene di che qualifica, o anche semplici ospiti, che si vantano di aver scritto in <a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio_C">C</a> una funzione che calcola il prodotto tra due matrici in 3,2 secondi invece dei 10 necessari normalmente (sto buttando queste statistiche di tempo un po' lì, è tanto per far capire il concetto).</p>
<p>Quando però poi si tratta di risolvere problemi concreti - perchè, anche per rispondere alla nostra <em>mascotte</em>, noi <strong>non</strong> siamo</p>
<blockquote><p> ingegneri, prima che informatici, con tutto il rispetto per gli smanettoni</p></blockquote>
<p>ma ingegneri informatici, ossia coloro che devono rendere l'informatica che, di per sè, non serve a nulla, qualcosa che sia in grado di aiutare a risolvere i problemi delle altre discipline.</p>
<p>Noi non dobbiamo costruire strade, far funzionare bilance, o dimostrare teoremi - i matematici e i fisici esistono per questo (mi dovete, quindi, spiegare a che cacchio serve fare un numero assurdo di materie matematiche e fisiche, mentre le pochissime di tenore informatico sono fatte velocemente e male.</p>
<p>Rendetevi conto (io l'ho già fatto - anzi, in realtà credo di averlo sempre saputo) che <strong><em>la vita vera non è l'informatica</em></strong>: noi, al massimo, possiamo fornire una strada più facile per porre rimedio ai guai, di qualunque tipo siano. E, cara <em>mascotte</em>, se non ci fossero stati quelli che tu chiami smanettoni, e che io chiamo, più correttamente, <a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Hacker">hacker</a>, tu non saresti in grado di usare la tua schifosa workstation winzozz per vederti i film porno o per scrivere codice scadente. Porta rispetto, e inchinati - anzi, inchiniamoci, di fronte a gente che sarà sempre due o tre spanne avanti a noi.</p>
<p>In soldoni: l'infinity computing riuscirà a farmi elaborare una base di dati più velocemente di quanto possa fare adesso? Ok, imparerò come usarla.<br />
Se invece mi serve solo per farmi le pippe a scrivere una calcolatrice che esamina le proprietà dell'<a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Insieme_di_Cantor">insieme di Cantor</a>, allora non me ne frega punto. Datela in pasto ai matematici.</p>
<h2>Il brevetto</h2>
<p>E qui casca l'asino. Bella presentazione quella fatta dal professor Sergeyev, non c'è che dire. Il problema è che nel "mondo finito" bisognerà tenere conto di un brevetto, depositato dal professore, che copre ogni possibile applicazione pratica - leggi: sfruttabile commercialmente. aaargh - delle teorie, cosa che equivale a dire: ok, se lo faccio io che sono l'autore, va bene; se invece io reimplemento, anche solo per capire meglio come funziona (e dimmi tu, o <em>mascotte</em>, non è questo che fanno i veri ingegneri?), cacchio, potrei violare un brevetto!</p>
<p>Suggerirei ad un certo tal professore - come anche al professori ordinari presenti alla conferenza, e lacchè vari - che dice che</p>
<blockquote><p> nuovi brevetti devono venire dai giovani</p></blockquote>
<p>una visita a <a HREF="http://eff.org/">questo</a> sito. Forse scoprirebbero che la vera libertà che cercano in economia e in politica (non ho intenzione di schierare la mia opinione in questo frangente: se mi seguite da un po', sapete già quali sono <a HREF="http://emanuele2.wordpress.com/2006/11/13/il-compasso-politico/">i miei orientamenti</a>) non ce l'hai, se ingabbi la mente.</p>
<p>Peace out.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quale cartuccia?]]></title>
<link>http://fastinking.wordpress.com/?p=72</link>
<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 20:50:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>fasty</dc:creator>
<guid>http://fastinking.wordpress.com/?p=72</guid>
<description><![CDATA[Quando si decide di acquistare una cartuccia rigenerata è buona regola non basare la propria decisi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;">Quando si decide di acquistare una cartuccia rigenerata è buona regola non basare la propria decisione solo sul prezzo. Evitare di rimane intrappolati nella logica della quotazione al ribasso dovrebbe essere una regola aurea.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Il prezzo, anche se importante non deve vincolare l'utente nella valutazione di un'offerta. Quando si parla di prodotti rigenerati, è necessario fare alcune considerazioni anche sull'azienda che li produce o rivende. Avere garanzie su professionalità, rapidità nella risoluzione di eventuali problemi e sull'efficienza del prodotto, dovrebbe essere determinante nella valutazione.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Troppo spesso si sentono opinioni poco rassicuranti da utenti che hanno provato ad installare una cartuccia rigenerata sulla propria stampante con risultati poco entusiasmanti. Copie sporche o sbiadite, rumori strani, carta che si inceppa continuamente, questi solo alcuni delle problematiche che si trovano ad affrontare gli utenti che fanno del prezzo l'unico parametro di valutazione.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Quindi per poter valutare al meglio il prodotto che si andrà ad acquistare sarà indispensabile conoscere bene l'azienda che lo propone, ed avere assicurazioni in merito ai processi lavorativi (motedologia, test di funzionalità, rispetto delle norme ambientali), alle tecnologie adottate e soprattutto al post vendita.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Un altro aspetto, troppo spesso non considerato, riguarda i prodotti “made in china„. Su questi bisognerebbe aprire un dibattito a parte, ma in questo momento mi limito a sottolineare che acquistare prodotti rigenerati provenienti dai paesi del sud-est asiatico, con l'obbiettivo di risparmiare e ridurre i rifiuti, non è funzionale.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Non lo è perchè il riciclo viene applicato a cartucce prodotte in altri paesi, e perchè il basso costo deriva spesso da condizioni di lavoro al limite della decenza.</p>
<p style="margin-bottom:0;">I prodotti di importazione inoltre vengono spesso definiti compatibili, nel vano tentativo di renderli più appetibili al mercato. Una cosa che pochi sanno però, e che vale la pena di dire, è che nessun produttore OEM (Original Equipment Manufacturer) ha mai autorizzato, e forse mai lo farà, alcuna azienda Italiana o estera per la produzione di cartucce compatibili. Esistono infatti decine di brevetti a tutela della proprietà intellettuale dei marchi, che un prodotto compatibile (ex-novo) viola a prescindere.</p>
<p style="margin-bottom:0;">La rigenerazione parte da un prodotto a fine vita (rifiuto) ed attraverso <a href="http://fastinking.wordpress.com/note-tecniche/come-si-rigenera/">processi lavorativi </a>viene ripristinato affinchè torni a funzionare esattamente come in origine.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Flexiteek, un sistema innovativo che associa il calore del legno e della tradizione con le proprietà evolute di un materiale di sintesi]]></title>
<link>http://sailorado.wordpress.com/?p=17</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 12:11:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>sailorado</dc:creator>
<guid>http://sailorado.wordpress.com/?p=17</guid>
<description><![CDATA[

Nobile ed elegante
Flexiteek ha un rapporto esclusivo con l’estetica ed in particolare la possib]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="center"></div>
<p><a href="http://sailorado.wordpress.com/2008/04/03/flexiteek-un-sistema-innovativo-che-associa-il-calore-del-legno-e-della-tradizione-con-le-proprieta-evolute-di-un-materiale-di-sintesi/flexiteek-la-flessibilita/" rel="attachment wp-att-18" title="flexiteek, la flessibilità"><img src="http://sailorado.wordpress.com/files/2008/04/flexiteek.jpg" alt="flexiteek, la flessibilità" align="right" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;"></span><span style="font-family:Arial;"><b>Nobile ed elegante<br />
</b><a href="http://www.sailorado.it/IT/default_interno.asp?opt=articoli&#38;id=21300&#38;ln=I" title="flexiteek" target="_blank">Flexiteek</a> ha un rapporto esclusivo con l’estetica ed in particolare la possibilità di essere scambiato, a lavoro ultimato, con legno naturale. Toccandolo è subito immediato l’effetto naturale e difficilmente è riconoscibile come materiale sintetico. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;"><b>Ecologico</b><br />
<a href="http://www.sailorado.it/IT/default_interno.asp?opt=articoli&#38;id=21300&#38;ln=I" title="flexiteek" target="_blank"> Flekiteek </a>è altamente ecologico, fattore da non considerare assolutamente in secondo piano. E’ un derivato di sintesi frutto di studi su resine sintetiche ad alta resistenza di classe 0. Dona il calore del legno naturale senza abbattere un solo albero.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span style="font-family:Arial;">Resistente</span></b><br />
<span style="font-family:Arial;">Il prodotto è imbattibile sul piano della resistenza e della manutenzione. Praticamente è un rivestimento che risente in modo minimo delle alterazioni climatiche e delle intemperie climatiche. Non è soggetto alla formazione di microfessure che possono causare infiltrazioni d'acqua. La</span><a href="http://sailorado.wordpress.com/2008/04/03/flexiteek-un-sistema-innovativo-che-associa-il-calore-del-legno-e-della-tradizione-con-le-proprieta-evolute-di-un-materiale-di-sintesi/prua-in-flexiteek/" rel="attachment wp-att-19" title="prua in flexiteek"><img src="http://sailorado.wordpress.com/files/2008/04/flexiteek1.jpg" alt="prua in flexiteek" align="right" /></a><span style="font-family:Arial;"> manutenzione è considerevolmente ridotta rispetto ad un materiale ligneo classico. E’ resistente al fuoco e ai raggi solari: anche dopo molto tempo conserva l’aspetto di una<span>  </span>copertura in teak naturale appena posata. Resistente ai carburanti, agli olii, ai grassi. Le macchie anche più tenaci vengono eliminate con un semplice lavaggio con acqua saponata. La sua particolare struttura sintetica garantisce un ottimo grip anche nelle situazioni più estreme.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;"><b>Malleabile e di facile utilizzo</b>.<br />
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<title><![CDATA[6 marzo 1899 - ASPIRINA™]]></title>
<link>http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/?p=244</link>
<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 22:34:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>almanaccodelgiorno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel 1897 Felix Hoffmann, dopo l&#8217;idea del suo superiore Arthur Eichengrün, chimici impiegati p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nel 1897 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Felix_Hoffmann" title="Felix Hoffmann">Felix Hoffmann</a>, dopo l'idea del suo superiore Arthur Eichengrün, chimici impiegati presso la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Bayer" title="Friedrich Bayer">Friedrich Bayer</a> &#38; Co. derivò il gruppo ossidrile (-OH) dell'acido salicilico con un gruppo acetile, formando l'acido acetil-salicilico.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="455" src="http://drugs.uta.edu/heroin.gif " height="764" /></p>
<p align="justify">Tale composto presentava gli stessi effetti terapeutici dell'acido salicilico, ma con minori effetti collaterali. Nacque così il primo farmaco sintetico - una molecola nuova, non una copia di una molecola già esistente in natura - e la moderna industria farmaceutica. </p>
<p align="justify">il 6 marzo 1899 la BAYER registra il marchio ASPIRINA™ che diventa, prestissimo, il termine generico per indicare l'acido acetilsalicilico.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="649" src="http://www.wackypackages.org/realproductsscans/bayer.jpg" height="448" style="width:469px;height:299px;" /></p>
<p align="justify">Il nome "aspirina" fu brevettato dalla Bayer componendo il prefisso "a-" (per il gruppo acetile) con "-spir-" (dal fiore Spiraea, da cui si ricava l'acido spireico, ovvero l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_salicilico" title="Acido salicilico">acido salicilico</a>) e col suffisso "-ina" (generalmente usato per i farmaci all'epoca).</p>
<p align="justify"><img border="0" width="199" src="http://www.rishtonpharmacy.co.uk/shell/contents/smiles/images_smiles/aspirin_bottle_56_220x328.jpg" height="317" /></p>
<p align="justify">La Bayer perse tuttavia il diritto ad usare il proprio marchio in molte nazioni, dopo che gli Alleati occuparono e rivendettero le sue proprietà dopo la prima guerra mondiale. Il diritto ad usare il marchio "Aspirina" negli Stati Uniti fu acquistato nel 1918 dalla Sterling Drug Inc.. Già nel 1917, prima ancora che il brevetto scadesse, la Bayer non riuscì ad impedire che il nome e la formula del farmaco fossero impiegati da altri. Sul mercato apparvero quindi "Aspirine" prodotte da numerose diverse case farmaceutiche finché nel 1921 una sentenza della corte federale degli Stati Uniti fece di "aspirina" un nome generico non più soggetto a brevetto.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="600" src="http://www.emergiblog.com/wp-content/uploads/2007/03/adult-bayer-aspirin.jpg" height="768" style="width:477px;height:621px;" /></p>
<p align="justify">ll 900 può essere considerato "il secolo dell'aspirina",  J. O. Gasset  nella rivolta delle masse  scriveva: "Oggi, per l'uomo della strada la vita è più facile, più comoda e più sicura che per i potenti di ieri. A lui importa poco di non essere più ricco del suo vicino, se il mondo intorno a lui gli dà strade, ferrovie, alberghi, un sistema telegrafico, benessere fisico e aspirina".</p>
<p align="justify"><img border="0" width="365" src="http://pzrservices.typepad.com/advertisingisgoodforyou/images/dsc_4085_1.jpg" height="464" /><br />
In questo secolo è stato il farmaco più venduto. L'influsso che il farmaco  ha avuto nel novecento lo si può desumere dal fatto che nel Trattato di Versailles, tra le condizioni imposte dai vincitori della prima guerra mondiale agli sconfitti imperi centrali, c'era la rinuncia della Bayer al brevetto sull'aspirina.<br />
In altre nazioni, tra cui l'Italia ed il Canada, il nome "Aspirina" è invece ancora un marchio registrato.</p>
<p align="justify">fonte wikipedia</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[3 gennaio 1888 - Stone brevetta la CANNUCCIA]]></title>
<link>http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/2008/01/02/3-gennaio-1888-stone-brevetta-la-cannuccia/</link>
<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 15:06:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>almanaccodelgiorno</dc:creator>
<guid>http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/2008/01/02/3-gennaio-1888-stone-brevetta-la-cannuccia/</guid>
<description><![CDATA[il 3 gennaio 1888, Marvin Stone, un produttore di bocchini di carta per sigarette, brevetta la CANN]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">il 3 gennaio 1888, Marvin Stone, un produttore di bocchini di carta per sigarette, brevetta la <a href="http://inventors.about.com/library/inventors/blstraws.htm">CANNUCCIA</a>.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="200" src="http://www.abc.net.au/science/news/img/techno/straws070706.jpg" height="311" /></p>
<p align="justify">Stone usava bere un particolare drink alla menta dopo il lavoro servendosi di una cannuccia d'erba di segale, fu così che per poter gustare meglio il suo cocktail preferito, pensò di produrre una cannuccia "artificiale".</p>
<p align="justify">Stone cominciò ad girare delle striscie lunghe di carta attorno ad una matita. l'inizio e la fine della cannuccia venivano incollati così da rinforzare il "tubo".</p>
<p align="justify"><img border="0" width="193" src="http://images.jupiterimages.com/common/detail/48/57/22895748.jpg" height="250" /></p>
<p align="justify">L'utilizzo della nuova cannuccia di Stone si diffuse rapidamente, nel frattempo, Stone, migliorò la sua invenzione producendo una cannuccia con un diametro ridotto in modo che i semi degli agrumi non vi passassero attraverso. Così, la cannuccia si diffuse ulteriormente con l'aumento del consumo di bibite e succhi di frutta.</p>
<p align="justify">Per produrre le cannucce veniva usata una speciale carta paraffinata di Manila così da renderle resistenti ai liquidi.</p>
<p align="justify">Già nel 1890 la fabbrica di bocchini per sigarette di Stone produceva quasi esclusivamente cannucce che venivano arrotolate a mano una per una.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="100" src="http://www.todayinsci.com/S/Stone_Marvin/StoneSpiralStrawThm.jpg" height="125" /></p>
<p align="justify">Nel 1905 Stone brevetta la prima macchina arrotola cannucce, per poter aumentare la produzione in misura della crescente domanda, l'<a href="http://www.stoneindustrial.com/stone/index.cfm?sect=about&#38;page=history">AZIENDA è tuttora nel business delle cannucce in plastica</a></p>
<p align="justify"><a href="http://americanhistory.si.edu/archives/images/d8769-4.jpg"><img border="0" width="498" src="http://americanhistory.si.edu/archives/images/d8769-4.jpg" height="637" /></a></p>
<p align="justify">Nel 1937 <a href="http://invention.smithsonian.org/resources/online_articles_detail.aspx?id=301">Joseph Friedman</a></p>
<p align="justify"><img border="0" width="150" src="http://invention.smithsonian.org/images/uploaded/ART_straw01076901.jpg" height="208" /></p>
<p align="justify">brevetta la prima cannuccia flessibile.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="474" src="http://americanhistory.si.edu/archives/images/d8769-6.jpg" height="638" /></p>
<p align="justify">CURIOSITA': i primi ad utilizzare le cannucce per bere, pare, furono i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Drinking_straw">Sumeri</a>, inventori della birra. A quel tempo la birra era torbida e non filtrata, perciò veniva bevuta con la cannuccia, per evitare che i residui molto amari si depositassero sulle labbra</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[8 novembre 1895 - La scoperta dei raggi X]]></title>
<link>http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/2007/11/07/8-novembre-1895-la-scoperta-dei-raggi-x/</link>
<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 17:29:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>almanaccodelgiorno</dc:creator>
<guid>http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/2007/11/07/8-novembre-1895-la-scoperta-dei-raggi-x/</guid>
<description><![CDATA[ 
l&#8217;8 novembre 1895, il fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen,  durante degli esperimenti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><img border="0" width="370" src="http://www.drg.de/data/wuerdigungen/Nobelpreise/images/Roentgen_WEB.JPG" height="520" /> </strong></p>
<p align="justify"><strong>l'8 novembre 1895</strong>, il fisico tedesco <strong><a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_R%C3%B6ntgen">Wilhelm Conrad Röntgen</a>,</strong>  durante degli esperimenti con l'elettricità, scopre la radiazione elettromagnetica meglio nota come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_X" title="Raggi X">raggi X</a>. </p>
<p align="justify"><img border="0" width="330" src="http://www.dw-world.de/image/0,,671156_4,00.jpg" height="244" /></p>
<p align="justify">Per questa scoperta, Röntgen ricevette il primo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel" title="Premio Nobel">Premio Nobel</a> per la fisica nel 1901.</p>
<p align="justify"><img border="0" width="352" src="http://www.culture.gouv.fr/culture/actualites/celebrations2001/images/Nobel.jpg" alt="consegna del premio a Rontgen" height="243" /></p>
<p align="justify">Röntgen donò il premio in denaro alla sua università.</p>
<p align="justify">Come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Curie" title="Pierre Curie">Pierre Curie</a> avrebbe fatto alcuni anni più tardi, Röntgen rifiutò di brevettare questa scoperta per motivi morali; non volle nemmeno che le nuove radiazioni prendessero il suo nome, anche se questo avvenne, indipendentemente dalla sua volontà</p>
<p align="justify"><img border="0" width="312" src="http://img242.imageshack.us/img242/6623/roentgensxraypictureoftkg3.jpg" height="568" /></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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