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	<title>bruciori-di-stomaco &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "bruciori-di-stomaco"</description>
	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 06:29:14 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Sport, Business, Ipocrisia]]></title>
<link>http://equilibrismi.wordpress.com/?p=181</link>
<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 17:52:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>equilibrismi</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Oggi iniziano le Olimpiadi di Pechino 2008, accolte dal sottoscritto dal totale disinteresse che l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-182 aligncenter" src="http://equilibrismi.wordpress.com/files/2008/08/logoolimpiaditiennamen.jpg" alt="" width="300" height="198" /></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Oggi iniziano le Olimpiadi di Pechino 2008, accolte dal sottoscritto dal totale disinteresse che lo contraddistingue in occasione di qualsivoglia evento sportivo mediatico, dai Mondiali ai Moto GP.  <strong>Non sono un appassionato di sport, ma soprattutto non mi piace quello guardato e parlato.</strong> Con tutto il rispetto per i milioni di appassionati, non riesco a trovarci nulla di emozionante nè di coinvolgente, quindi ogni volta che ciclicamente si ripetono eventi in grado di catalizzare per giorni l'attenzione di tutti i media e di monopolizzare qualsiasi discussione, dai mezzi pubblici alla macchinetta del caffè,  non faccio altro che innalzare ulteriormente il mio livello di isolamento e di allontanamento da Tv e Quotidiani.</p>
<p style="text-align:left;">Nel caso delle Olimpiadi Cinesi però non si tratta solo di f<strong>ollia generale</strong> per la nuova scoperta nel mondo dello sport, sia esso <strong>il Curling</strong> o <strong>la repubblica di Nauru</strong>, nè di puro tifo sfegatato.</p>
<p style="text-align:left;">Quest'anno le discussioni hanno un livello più impegnato. Si tratta di <strong>diritti umani negati, di Tibet libero!</strong> Tutti, proprio tutti ora si rivelano interessati alla causa, vantano tessere di Amnesty International ed espongono su auto e blog adesivi e banner di sensibilizzazione.  E le diatribe si sprecano. <!--more--> C'è chi ritiene che lo sport non debba occuparsi di queste tematiche, c'è chi è convinto che questa sarà una grande occasione per gettare luce su temi scottanti e attirare l'attenzione sulle violazioni che avvengono in Cina, c'è chi chiede a gran voce atti di protesta da parte degli atleti e chi invece non vuole che questo evento sia rovinato dalla politica.</p>
<p style="text-align:left;">Quello che penso è che la politica, può e deve essere fatta sempre,  ogni parola, <strong>ogni gesto della nostra quotidianità può e dovrebbe essere politico.</strong> E quindi non vedo nulla di male in gesti "politici" alle olimpiadi o intorno alle olimpiadi.</p>
<p style="text-align:left;">Il problema però non è la relazione tra politica e sport, <strong>il problema è la relazione tra politica e business</strong>.  A ben vedere <strong>di "sportivo" nelle Olimpiadi</strong> (come nel Ciclismo, nei GP e nel Calcio) <strong>c'è rimasto ben poco.</strong> Tutto questo susseguirsi di scandali legati al doping, di record infranti di minuto in minuto, di contratti multimilionari, di ragazzini gettati in pasto a procuratori senza scrupoli e all'idolatria delle folle, ha ben poco a che vedere con lo spirito di rivalsa, di superamento dei propri limiti, di divertimento, di sfogo, di appartenenza, che dovrebbe caratterizzare ogni attività sportiva.</p>
<p style="text-align:left;">Business quindi, e come si sa nel libero mercato il business non ha regole e non guarda in faccia a niente e nessuno (tanto c'è la mano invisibile che regola tutto...)  e questo avviene anche nella "comunistissima" Cina.</p>
<p style="text-align:left;">Il problema dei diritti umani in Cina esiste da decenni (il massacro di Piazza Tienanmen è avvenuto nel 1989) e lo si conosceva benissimo al momento della candidatura di Pechino per le olimpiadi di quest'anno,  ma solo pochi giorni prima dell'inaugurazione sembra che abbia cominciato a toccare chiunque.</p>
<p style="text-align:left;">Come purtroppo ormai troppo spesso accade, tutto fa brodo, e tutto fa profitto. Nell'ipocrisia generale, si cerca di salvare capra e cavoli, i politici danno l'impressione di preoccuparsi del problema ma non vogliono indispettire i colleghi cinesi e scaricano il barile sugli atleti e sulla società civile. Gli spettatori, composti da <strong>consumatori e imprenditori, continuano ad ignorare il loro ruolo e la loro complicità con il regime (fa comodo a tutti delocalizzare le imprese, aprire nuovi mercati e acquistare merci sottoprezzo) </strong> e delegano il da farsi ai propri rappresentanti eletti.  E in tutto questo, tv e giornali, cavalcano l'onda del dibattito.</p>
<p style="text-align:left;">Dibattito che puntualmente si affievolirà giorno per giorno e verrà poi rimpiazzato dalle autocelebrazioni o dalle autocommiserazioni per tutte le medaglie conquistate e per quelle che ci saremo fatti soffiare.  <strong>Le violazioni dei diritti umani hanno  avuto il loro momento di popolarità, finiti i giochi, potranno tornare nell'ombra, dove, si sa, è più facile  e meno scomodo commetterle.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dio, Patria e Famiglia!  Si, ma quali?]]></title>
<link>http://equilibrismi.wordpress.com/?p=150</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 21:31:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>equilibrismi</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Rete per me, lettore compulsivo, può rivelarsi una trappola fatale, quindi per evitare notti ins]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La Rete per me, lettore compulsivo, può rivelarsi una trappola fatale, quindi per evitare notti insonni a  saltare di  link  in link, raramente mi metto a seguire discussioni su forum o blog.  Già non riesco ad aggiornare il mio quanto vorrei, figuriamoci se mi metto pure a scrivere su quello degli altri.</p>
<p>Non so come però sono capitato su un blog che ha catalizzato la mia attenzione negli ultimi giorni.  Il titolo del blog è <a href="http://ilpensatore.wordpress.com/" target="_blank">Il Pensatore</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-151 alignright" style="float:right;" src="http://equilibrismi.wordpress.com/files/2008/06/diopatriafamiglia.jpg?w=300" alt="" width="300" height="227" /></p>
<p>E' il blog di un giovane studente di giurisprudenza, meridionale trasferito a Firenze, che si professa moderato ma è dichiaratamente schierato a Centro Destra e <strong>fedele ai valori di Dio, Patria e Famiglia...</strong></p>
<p>Già dopo aver letto il profilo mi prudevano le mani (tanta era la voglia di battere le dita sulla tastiera del mio pc per chiedergli che senso abbia nel 2000 parlare ancora di questa famigerata triade in questi termini.  Con questa cieca devozione e a <strong>iniziali rigorosamente maiuscole</strong>. I motti D'Annunziani e il Fascio sono ormai lontani e onestamente trovo il tutto un po infantile.</p>
<p><!--more--><strong>Quale Dio?  Jahvè, Gesu Cristo, Allah, Buddah</strong>?<em> La religione è un costrutto dell'uomo </em>e il nostro attaccamento ad una religione piuttosto che ad un altra è fondamentalmente determinato dal luogo in cui siamo nati. Cosi come rivendichiamo le nostre radici cattoliche, se noi stessi fossimo nati in un paese arabo ci affideremmo ciecamente alle parole di Maometto.</p>
<p><strong> Quale Patria? Italiana, Europea, Mondiale, Universale, Intergalattica</strong>?  L'attaccamento alla propria Nazione e il ritenerla superiore e migliore di ogni altra è puerile e pericoloso e anche in questo caso è determinato dal luogo in cui mi è capitato di nascere. <strong> Il sentirsi orgogliosi di appartenere ad una specifica cultura e trovare motivo di vanto in ciò è altrettanto stupido che vantarsi del proprio essere biondo.</strong> Certo posso preferire per motivi estetici, storici, culinari, di essere biondo oppure italiano rispetto all'essere castano o cingalese ma siccome<strong> l'esserlo non è in alcun modo merito mio </strong>non vedo perchè mi debba ritenere migliore di altri solo per il fatto di avere avuto la fortuna di esserlo...</p>
<p>E veniamo alla Famiglia.  <strong>Quale Famiglia? L'ideale arcaico</strong> di padre padrone, moglie e figli succubi <strong>tenuto insieme dal sacro vincolo del matrimonio, tanto saldo quanto ipocrita?</strong> Oppure una famiglia magari allargata, magari di fatto, magari omosessuale in cui vi è parità di diritti, di doveri  e di dignità tra  due soggetti che si sono uniti nella convivenza secondo ideali di vita comune e per amore?</p>
<p>Dei tre forse la Famiglia è l'unico vero valore importante, e l'unico che a mio parere dovrebbe riguardare la politica.  Dio in uno stato laico deve rimanere un fatto privato, e lo Stato si deve limitare a garantire il diritto a ciascuno di esercitare il proprio culto.  La patria va onorata in quanto rappresenta le nostre origini e le nostre tradizioni e ci aiuta a capire chi siamo stati e cosa vogliamo diventare ma non deve essere usata per accentuare l'odio ne in modo ignorante come forma di chiusura verso l'esterno.</p>
<p>La famiglia invece deve interessare la politica, perchè rappresenta il nucleo fondante della società, deve essere tutelata, favorita e agevolata ma questo senza sottomettersi ai dictat dogmatici della Chiesa.</p>
<p>Tutti coloro che si ostinano a guardare a questi valori come qualcosa di astratto e che non puo mai essere messo in discussione, come<strong> il nostro Pensatore</strong>,  che <strong>pensa, pensa, scrive e scrive,</strong> <strong>ma</strong> a mio parere <strong>ragiona ben poco</strong>, rischiano troppo spesso di apparire dei <strong>moralisti</strong> (non trovo nulla di male nell'avere una morale ed un etica salda) <strong>falsi ed ipocriti.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il biologico fa male alla salute]]></title>
<link>http://equilibrismi.wordpress.com/?p=149</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 23:29:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>equilibrismi</dc:creator>
<guid>http://equilibrismi.wordpress.com/?p=149</guid>
<description><![CDATA[Che &#8220;Il Giornale&#8221; non fosse un vero &#8220;giornale&#8221; ma uno spudorato e squallido ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Che "<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=264453&#38;START=1&#38;2col=" target="_blank">Il Giornale</a>" non fosse un vero "giornale" ma uno spudorato e squallido organo di disinformazione e propaganda "di famiglia", l'avevo capito tempo fa, quando la mia cara nonna, craxiana e berlusconiana sfegatata, in seguito alla dichiarazione del direttore del Corriere della Sera di non votare per Berlusconi, aveva deciso di disdire l'abbonamento per passare appunto al Giornale.  Spesso mi era capitato, andandola a trovare, di sfogliare il quotidiano e leggere assurdità di ogni tipo, slogan demagogici, mistifiicazioni di ogni tipo e altre amenità.  Questa volta però non si parla di politica o di sicurezza, ma di cibo biologico e Franco Battaglia ha dato il meglio di sè in un accozzaglia di falsità e sillogismi incredibili, che ho scoperto grazie ai ragazzi/e del meetup di <a href="http://ilbenecomune.blogspot.com/" target="_blank">Per il Bene Comune</a>, e che riporto qui sotto, insieme ad alcune considerazioni che sono emerse nel relativo forum.</p>
<p><em>Un caro e affezionato amico, mi ha recentemente sorpreso, data la sua non più giovane età, con una affettuosa lettera ove mi esprimeva il proprio «senso di disagio procurato dal mondo circostante, una specie di crisi personale sulla quale incidono, innanzitutto, i rapporti professionali». Chimico di professione, si lamenta egli di essere all'antica, perché insisterebbe a voler offrire la propria consulenza - che, data l'esperienza accumulata, sarebbe preziosissima - «per il meglio, cioè senza frodare». Non si capirebbe perché «per il meglio» e «senza frodare» dovrebbe essere «all'antica» finché non chiarisce che «frodare» significa, oggi, una cosa diversa che una volta.<br />
Il verbo «frodare» - mi scrive - non va considerato, oggi, nel senso di aliud pro alio (come succedeva una volta). Tipo, per intenderci, il pacco ben confezionato con le illustrazioni di una magnifica radio ma con, dentro, un mattone: come non provare simpatia per chi te l'ha rifilato? <strong>Oggi la frode </strong>è concettuale, esaltativa di ciò che non c'è - e non può esserci. Essa <strong>consiste nell'inventare panacee</strong>, ora <strong>energetichea</strong> (vedi pannelli fotovoltaici), ora<strong> salutistiche</strong> (vedi prodotti omeopatici), ora <strong>nutrizionali </strong>(vedi cibi biologici), approfittando di tutti i mezzi che le norme - specie quelle comunitarie - consentono tra le pieghe delle loro astruserie e <strong>che,</strong> in forza della legge, <strong>inventano un valore aggiunto a prodotti che non valgono niente</strong>. Rimanendo in metafora, le frodi moderne ti vendono apertamente un mattone convincendoti che è una radio, <strong>facendosi aiutare</strong>, in ciò, <strong>da multimiliardarie campagne</strong> rese possibili dalla moderna era dell'informazione. La quale, accanto agli innegabili pregi, pone all'umanità una formidabile sfida: poter distinguere la realtà dalla fantasia, la verità dalla propaganda.<br />
L'amministrazione della mia città, <strong>Modena</strong>, è modernissima e all'avanguardia. <strong>In nome di un comportamento autodefinito «virtuoso»</strong> - e senza naturalmente astenersi dal lamentarsi pubblicamente che Berlusconi abbia cancellato l'Ici per la casa d'abitazione -<strong> sta sperperando ingenti somme di denaro pubblico nelle moderne </strong>(nell'accezione data dal mio amico) <strong>frodi</strong>. Tra cui mi piace citare <strong>i pannelli fotovoltaici, la raccolta dei rifiuti porta-a-porta e la distribuzione di cibi biologici ai bambini delle scuole comunali.</strong> </em><!--more--><em>La questione dei cibi biologici è particolarmente pressante perché essi sono addirittura potenzialmente dannosi e andrebbero vietati, soprattutto ai bambini.<br />
La ragione è semplice. L'agricoltura biologica, per definizione, non fa uso di fertilizzanti, fitofarmaci e pesticidi di sintesi. Senonché, il concime animale è quello più ricco di dannosi batteri; e senza fitofarmaci e pesticidi appropriati, oltre al danno economico della riduzione del raccolto, si ha quello sanitario dovuto al fatto che ogni vegetale si fabbrica da sé le proprie difese naturali, che consistono di sostanze spesso tossiche a chi intenderebbe di quel vegetale cibarsi (basti pensare alle mandorle, che per difendersi dai roditori producono cianuri). Il vegetale biologico, poi, non protetto dall'uomo, produce maggiori quantità di naturali tossine, che sono difese per esso e tossiche per noi. È stato accertato che, <strong>rispetto a chi usa cibo tradizionale, chi si nutre di cibo biologico </strong>è più esposto agli attacchi non solo del batterio della Salmonella, ma anche, fino a 8 volte più esposto, di un pericoloso ceppo del batterio Escheria coli. Ciò che gli amministratori dei Comuni che, come quello di Modena, hanno deliberato di nutrire i bambini con cibo biologico si rifiutano di comprendere è che <strong>la selezione che deve operare l'uomo sulle piante che servono per il proprio nutrimento, deve necessariamente procedere in direzione opposta alla selezione naturale.</strong></em></p>
<p><em>Ma - direte voi - come facevano <strong>gli antichi</strong>? La risposta è semplice: <strong>morivano giovani</strong>. Affinché siano «naturale» l'agricoltura e «solare» l'energia del mondo, 6 miliardi dei suoi abitanti devono morire. <strong>Tale Maurizio Pallante, laureato in lettere e ciò non di meno consulente per l'energia del passato governo</strong>, chiama, questa, decrescita felice. Immagino che la felicità sia nel riuscire a non essere tra quei 6 miliardi.</em></p>
<p>Ora, non voglio stare a disquisire nello specifico sulla questione del<strong> Cibo Biologico</strong>, che  <strong>ha assunto negli ultimi anni una fortissima connotazione trendy e commerciale</strong> e che, anche a causa di questo, ma in parte anche a causa delle metodiche produttive che lo contraddistinguono, si presta facilmente, se poco controllato e/o gestito da persone senza scrupoli o attratte da facili profitti, a frodi (non concettuali ma concrete) o a rischi per la salute dei consumatori.</p>
<p>Quello che mi interessa è porre l'attenzione sui "concetti" portati avanti dal Battaglia.</p>
<p>Innanzitutto mi sembra proprio che <strong>la caratteristica di inventare panacee o proprietà inesistenti a prodotti che non valgono niente, più che del biologico è propria del mercato capitalistico</strong>. Dai cotton fioc alle auto, dai detersivi alle suonerie del cellulare,<strong> il valore di tutto cio che ci viene venduto </strong>trascende dalle reali caratteristiche tecniche o di utilità ma <strong>è determinato principalmente dalle capacità ad esso, ad arte, attribuite</strong>, <strong>di soddisfare bisogni</strong> che sono stati precedentemente<strong> indotti</strong> in noi, <strong>tramite,</strong> qui davvero,  <strong>campagne multimiliardarie</strong>.</p>
<p>In secondo luogo, l'ironia sul comportamento autodefinito "virtuoso" della città di Modena, colpevole di sperperare soldi in politiche sociali e ambientali di tutto rispetto come i pannelli fotovoltaici, la raccolta rifiuti porta a porta e l'introduzione del biologico delle mense.  Chissà se l'amministrazione comunale si sarà macchiata anche del crimine di estensione e tutela delle piste ciclabili.  Probabilmente il giornalista preferirebbe che i soldi venissero spesi in frodi e truffe ai danni dei cittadini molto più concrete e redditizie come la <strong>costruzione di immensi parcheggi sotterranei,</strong> per calamitare ancora più auto e racimolare un po di soldi, la costruzione di <strong>inutili e pericolosi inceneritori</strong>, ops scusate, termovalorizzatori, in cui bruciare rifiuti indifferenziati che arrivano da altri comuni (e ancora racimolare un po di quattrini) oppure costruire <strong>giganteschi grattacieli</strong> con abitazioni di lusso in barba all'edilizia sociale o convenzionata.</p>
<p>Non parliamo poi della contrapposizione tra Biologico e Tradizionale... <strong>Da quando le colture intensive, di massa, industriali sono considerate Tradizionali?</strong> Certo, certo, qui si rischia di scivolare nella pedanteria ma quando si scrive su un giornale penso che non si debbano commettere certi scivoloni etimologici.   E poi la Tradizione, le Radici, l'attaccamento alle proprie origini e alla propria storia, tanto care alla destra reazionaria che fine hanno fatto. Centinaia di anni di agricoltura tradizionale e biologica, portata avanti da cittadini radicati nel proprio territorio, sono stati spazzati via dai profitti delle colture intensive e straniere.</p>
<p>Infine arriviamo alla messa alla berlina di "tale" Maurizio Pallante e della "sua" <a href="http://www.decrescitafelice.it/" target="_blank">decrescita felice</a>.  Se è vero che lui ha fondato in Italia, il movimento della decrescita felice, è necessario far presente che di <a href="http://www.decrescita.it/modules/myalbum/viewcat.php?num=10&#38;cid=1" target="_blank">decrescita</a> si parla da anni, anche se qui in Italia nemmeno un programma come<a href="http://equilibrismi.wordpress.com/2008/03/17/report-pil-e-decrescita/" target="_blank"> Report</a> ha il coraggio di nominarla.</p>
<p>Non starò qui ora a parlare di cos'è la Decrescita, ma sono rimasto allibito nel vedere con quale pochezza Battaglia liquidi il movimento e Pallante stesso per il fatto che essendo laureato in lettere è stato consulente per l'energia del passato governo Prodi.  Beh di certo non c'è paragone<strong> rispetto all'eminente curriculum scolastico e professionale dell'attuale ministra</strong> (ministra, non consulente!) <strong>delle Pari Opportunità</strong> del Governo Berlusconi, Mara Carfagna ( dove compaiono la partecipazione a Miss Italia, alla trasmissione La domenica del Villaggio con Mengacci e un immancabile calendario sexy...)</p>
<p>Riguardo al fatto che la felicità della decrescita di Pallante stia nello sperare di non essere tra i sei miliardi destinati a morire, non penso ci sia nemmeno da commentare ...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La paura e la speranza - Giulio Tremonti]]></title>
<link>http://equilibrismi.wordpress.com/?p=143</link>
<pubDate>Sun, 18 May 2008 21:10:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>equilibrismi</dc:creator>
<guid>http://equilibrismi.wordpress.com/?p=143</guid>
<description><![CDATA[La paura e la speranza.  Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla - Giulio Tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-144 alignleft" style="float:left;" src="http://equilibrismi.wordpress.com/files/2008/05/lapauraelasperanza.jpg" alt="" width="130" height="200" />La paura e la speranza.  Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla - Giulio Tremonti<br />
€ 12,80 pg. 111<br />
Mondadori Editore 2008</p>
<p><em><strong>Che tipo di società vogliamo? </strong>Una società destrutturata e destabilizzata che smorza la voglia e la speranza di avere una famiglia e dei bambini, e una casa e una pensione o una società strutturata e stabilizzata sul lavoro e sulla famiglia e su valori che non siano dominati dal continuo ricatto dell'economia competitiva del precariato?<br />
Mobilità geografica ed evoluzionismo spinto dalla competizione possono andare bene solo per la parte più forte e dinamica della popolazione, non per le masse che stanno alla base della nostra società.<br />
</em><br />
<em><strong>Per cominciare a cambiare non serve molta fantasia, basta non essere ciechi. </strong><br />
Quello che è già successo basta e avanza per spingerci verso orizzonti mentali diversi da quelli dominanti, v<strong>erso una visione diversa della vita, meno materiale e più spirituale, più comunitaria e più responsabile.</strong> Dobbiamo abbandonare la riduzione ideologica riduzione ideologica dell'uomo nel mercato: esisto per consumare, consumo e dunque esisto. </em></p>
<p><em>La fiaba del progresso continuo e gratuito e' finita. Un viaggio lowcost puo anche costare meno di 20€ ma una spesa media al supermercato anche più di 40!: <strong>come in un mondo rovesciato il superfluo viene a costare assurdamente meno del necessario.</strong></em></p>
<p><strong><em>Le cause del male sono nella globalizzazione e nel mercatismo.</em></strong></p>
<p>Queste non sono frasi pronunciate da qualche anticapitalista radicale o da qualche sinistroide intellettuale del movimento altermondialista.<br />
<strong>Questi sono le parole dell'attuale ministro dell'Economia del Quarto Governo Berlusconi, Giulio Tremonti</strong>, nel suo libro La Paura e la Speranza.<!--more--></p>
<p>Devo dire che sono rimasto molto stupito quando ho sentito che Tremonti aveva scritto <strong>un libro "contro" la globalizzazione</strong>. Siccome mi piace leggere di tutto e soprattutto "sentire anche campane diverse", sono corso subito a comprarlo, decisamente incuriosito di sapere cos'avrà mai da ridire un liberista sulla globalizzazione e soprattutto che soluzioni possano essere intraprese da un governo di Destra per far fronte ai mali sociali e ambientali da essa portati.</p>
<p>Devo dire che la prima parte del libro è molto valida ed interessante ed è proprio da questi primi capitoli che ho preso le frasi su citate. Però <strong>più leggevo più cresceva il mio scetticismo</strong> e mi domandavo come fosse possibile che a parlare fosse proprio il ministro di Berlusconi.  Delle due l'una: o Tremonti è del tutto in malafede e vuole solo cercare di tirare acqua al suo mulino facendosi amici i critici moderati della globalizzazione oppure è un povero illuso che riesce a riconoscere la deriva del pensiero liberista ma cerca ad ogni costo di trovare soluzioni ad esso compatibili.</p>
<p>In realtà nella seconda parte del libro viene fuori il Tremonti che conosciamo e il grosso problema è che non entra in contraddizione con il Tremonti blackBlock nè rientra nelle due casistiche su citate. No, egli non è ne in malafede, nè un povero illuso, semplicemente, difende il liberismo a spada tratta trovando cause e soluzioni deliranti.</p>
<p>Innanzitutto considera <strong>la globalizzazione un prodotto delle ideologie di sinistra,</strong> da sempre multiculturale, pluralista, eterogenea e cosmopolita. Gli eccessi negativi da lei prodotti sono il risultato non del liberismo ma del <strong><em>mercatismo.</em></strong> Una alleanza deviata fra il il comunismo e il capitalismo, in cui <strong>il comunismo si è unito al consumismo per diffondere un nuovo materialismo,</strong> in cui il comunismo applica le sue "leggi di sviluppo" non più alla società ma al mercato. La standardizzazione egualitaria del comunismo trova quindi la sua realizzazione nel pensiero unico del mercato globale e nell'uomo consumatore - a taglia unica.</p>
<p>Ma non finisce qui,<strong> tutto il degrado morale e materiale contemporaneo</strong>, la crisi dei valori, il deterioramento delle nostre infrastrutture, l'arretramento di scuola e università, l'inefficienza della burocrazia <strong>è stato provocato dalla cultura del 68!</strong> Si il 1968 con le sue rivolte per la democrazia e i diritti che hanno sublimato i diritti a rispetto dei doveri, hanno decretato la morte dell'autorità e distrutto i suoi simboli di decoro, rango e merito...</p>
<p>Di sicuro non si può dire che le tesi avanzate in questo libro non siano originali e che sulla globalizzazione si dicono sempre le stesse cose trite e ritrite!<strong> Con un riduzionismo disarmante, ignorando qualsiasi nesso logico di causa-effetto conclude il suo libro con allarmanti mistificazioni. </strong></p>
<p>Per quanto riguarda le soluzioni da adottare infatti, Tremonti si dilunga sul concetto di valori e tradizioni, riprendendo il dibattito sulle radici giudaico cristiane dell'Europa sorto nei giorni della stesura della Costituzione Europea. Poi solamente nelle ultimissime pagine propone alcuni punti chiave della politica liberista che l'Europa dovrebbe adottare.</p>
<p><em><strong>V</strong><strong>alori, famiglia e identità; autorità, ordine; responsabilità; federalismo</strong>; sono le sette parole d'ordine per salvarsi dalla crisi globale, suddivise in quattro blocchi concettuali.</em></p>
<p><em>Dobbiamo definire e aggiornare il catalogo dei valori dell'Europa. (...). I valori definiti possono essere simbolizzati con <strong>l'"alzabandiera" nelle scuole</strong>. Anche con le tre bandiere: europea, nazionale, regionale. Chi pensa che questo sia ingenuo o è sciocco o è furbo. <strong>Sono proprio le cose semplici e piccole che contano perchè sono le uniche che i popoli capiscono davvero. </strong></em></p>
<p><em>Dobbiamo alzare le bandiere dell'onore e dell'orgoglio, della legge e dell'ordine. (...) O sono gli "altri" che rinunciano alla loro identità, venendo in Europa o è l'Europa stessa che perde la sua identità.<br />
<strong>Bene e male</strong> come valori politici hanno senso solo in relazione a qualcuno che li impone e <strong>non devono e non possono necessariamente essere valori universali.</strong><br />
L'europa deve rinunciare al disegno di una società perfetta e di un mercato perfetto perchè il benessere non si crea per legge. Dobbiamo essere meno utopisti e più realisti.</em></p>
<p><em><strong>L'idea di famiglia orizzontale, sublima la cultura del consumismo</strong>, consente di passare dal consumo delle cose al consumo delle relazioni e dei sentimenti. (..)  <strong>PACS, DICO </strong>&#38; co. rappresentano uno <strong>shopping giuridico</strong> per consumare al banco un prodotto tipico di questo tempo, un prodotto a<strong> bassa intensità morale. </strong></em></p>
<p>Le proposte concrete che Tremonti sostiene dovrebbero essere prese in considerazione dal Parlamento Europeo sono tante e diversificate. Alcune appaiono in realtà molto interessanti, ma sono talmente generiche da destare  dubbi e sospetti nella loro applicazione:</p>
<ul>
<li>la definizione e l'applicazione di clausole di tutela sociale e ambientale,</li>
<li>l'esclusione dal 3% del patto di stabilità di tutte le spese fatte a favore della famiglia e</li>
<li>lo spostamento dell'asse del prelievo fiscale dalle persone alle cose.  ("<em>pur vivendo nell'età del consumismo, continuiamo a pagare le imposte personali</em>").</li>
</ul>
<p>Altre, a mio parere, denotano una visione miope ed egoistica, <strong>sembra proprio che Tremonti e soci critichino la globalizzazione solo quando arreca danni o crisi in Europa</strong>. Va bene delocalizzare aziende in luoghi con risorse umane a basso costo o occultare utili in paradisi fiscali al fine di risparmiare sui costi e sulle tasse ma poi vogliono erigere barriere e dazi ai prodotti che arrivano da quegli stessi paesi che per forza di cose hanno prezzi più concorrenziali.  Quindi propone:</p>
<ul>
<li>trattati di unione commerciali europa-usa su principi doganali, copyright sussidi e antitrust;</li>
<li> l'introduzione di iva e tariffe doganali sulle importazioni da paesi che violano o sono esclusi tali regole e trattati;</li>
<li>tassazione zero per gli investimenti esteri.</li>
</ul>
<p>Se a tutto ciò aggiungiamo un <strong>piano europeo di sviluppo del nucleare</strong>, l'idea che il<strong><em> volontariato sia (e debba essere) l'unica speranza per produrre a costi limitati la maggior parte dei servizi sociali di cui abbiamo bisogno</em></strong> il suo quadro politico europeo diventa ancor più chiaro: si eludono le vere cause, si trovano capri espiatori, si focalizza l'attenzione solamente su qui piccoli (e irrilevanti) problemi che le masse riescono a comprendere e infischiandosene del resto del mondo cerchiamo di tirare a campare nel nostro piccolo, seppur ingrandito a 27 paesi, orticello. Una visione miope, insostenibile e di dubbia moralità (nonostante tutte le attenzioni ai valori giudaico-cristiani) all'interno della quale <strong>le parole rispetto, solidarietà, sobrietà non trovano mai spazio.</strong></p>
<p>ps: una buffa e drammatica segnalazione che denota la severità dei problemi citati in libri come questo e la velocità con cui le stime e le previsioni vengano anticipate: - nel libro, pubblicato a Marzo 2008 quindi presumibilmente scritto nei mesi precedenti, Tremonti ci dice che <strong>entro il 2030 il prezzo medio del petrolio resterà come minimo sopra i 60 dollari al barile</strong> -  peccato che l'<strong>ANSA del 16 maggio 2008 </strong>abbia già diffuso la notizia di un nuovo record nel prezzo di un barile di petrolio al mercato di New York: <strong>127,44 dollari.</strong> Non sarà la media del prezzo minimo, ma siamo già al doppio di quanto previsto, e vent'anni prima!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dinosauropoli, noi]]></title>
<link>http://equilibrismi.wordpress.com/?p=137</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 22:06:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>equilibrismi</dc:creator>
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<description><![CDATA[non conosco particolarmente Charles Bukowski. Ho letto forse un paio di libri e a quanto mi ricordo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>non conosco particolarmente Charles Bukowski. Ho letto forse un paio di libri e a quanto mi ricordo non è che mi avessero fatto particolarmente impazzire. Probabilmente non ero riuscito a percepire la profonda poesia nascosta sotto tutta la sua volgarità. Per caso proprio oggi ho noleggiato in biblioteca il dvd del film <a href="http://www.factotummovie.com/" target="_blank">Factotum</a> tratto da un suo romanzo e  negli extra c'era pure il documentario Born Into This - Nato per essere Bukowski.</p>
<p>Ebbene, a parte il fatto che ho scoperto un "Hank" che ignoravo, e che mi riprometto di approfondire, sono rimasto particolarmente colpito dalla citazione della poesia "Dinosauria, we".</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/hRc6mHS9PjE'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/hRc6mHS9PjE&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Beh,  nella depressione post elezioni questa poesia dai contenuti cosi anticipatori mi fa proprio dubitare delle coincidenze..</p>
<p><em>Dinosauropoli noi,</em></p>
<p><em>nati così / in mezzo a tutto questo / tra facce di gesso che ghignano / e la signora Morte che se la ride</em></p>
<p><em>e mentre gli ascensori si guastano<br />
e <strong>gli orizzonti politici si dissolvono</strong><br />
e <strong>il ragazzino che riempie le buste al supermercato è laureato</strong><br />
e <strong>i pesci sporchi di petrolio sputano fuori la loro preda oleosa</strong> / e il sole è lì nascosto.</em></p>
<p><em>Noi siamo nati così / in mezzo a tutto questo<br />
<strong>in mezzo a queste guerre ragionatamente folli </strong><br />
in mezzo al vuoto spettacolo dei finestroni di fabbrica rotti<br />
in mezzo ai bar dove le persone non si parlano più<br />
in mezzo alle scazzottate che finiscono con coltelli e pistole</em></p>
<p><em>siamo nati in mezzo a tutto questo<br />
<strong>tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire</strong><br />
<strong>tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli </strong><br />
in una nazione dove le prigioni sono piene e i manicomi chiusi<br />
<strong>in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo </strong><!--more--></em></p>
<p><em>siamo nati in mezzo a tutto questo<br />
in mezzo a tutto questo ci muoviamo e viviamo<br />
a causa di tutto questo moriamo<br />
siamo ridotti al silenzio / castrati / corrotti / diseredati<br />
per tutto questo / questa roba / ci inganna / ci sfrutta / ci piscia addosso<br />
ci rende folli e perversi / ci trasforma in violenti / ci rende inumani / il cuore è annerito<br />
le dita cercano la gola / la pistola / il coltello / la bomba<br />
le dita vanno in cerca di un Dio insensibile<br />
le dita cercano la bottiglia / le pillole / qualcosa da sniffare</em></p>
<p><em>siamo nati in mezzo a questa morte dolorosa che incombe<br />
<strong>siamo nati in una nazione che da sessant’anni accumula debiti / e che presto non potrà neanche pagare gli interessi su quei debiti</strong><br />
e le banche bruceranno / e i soldi saranno inutili<br />
ammazzarsi per strada in pieno giorno non sarà più un crimine / resteranno solo pistole e folle di sbandati<br />
la terra sarà inutile<br />
il cibo diventerà un rendimento decrescente<br />
l’energia nucleare finirà in mano alle masse / il pianeta sarà scosso da un’esplosione dopo l’altra  uomini-robot ormai radioattivi si tenderanno agguati<br />
i ricchi e gli eletti scruteranno il mondo da piattaforme spaziali<br />
l’inferno di Dante al confronto / sembrerà un parco giochi per bambini<br />
non si vedrà più il sole e sarà per sempre notte<br />
gli alberi moriranno / <strong>morirà tutta la vegetazione</strong><br />
uomini radioattivi / si nutriranno della carne di altri uomini radioattivi<br />
<strong>l’acqua del mare sarà avvelenata</strong> / i laghi e i fiumi spariranno<br />
<strong>la pioggia diventerà preziosa come l’oro</strong><br />
la puzza delle carcasse di uomini e animali / si propagherà nel vento scuro<br />
<strong>i pochi sopravvissuti saranno colpiti da nuove spaventose malattie</strong><br />
e le piattaforme spaziali saranno distrutte dall’attrito / dall’esaurirsi delle scorte / dall’effetto naturale del generale decadimento delle cose</em></p>
<p><em>e da tutto questo nascerà / il silenzio più incantevole che abbiate mai sentito<br />
il sole resterà ancora lì nascosto<br />
in attesa del prossimo capitolo.</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[un giorno bisestile per festeggiare il patrono dei precari]]></title>
<link>http://equilibrismi.wordpress.com/?p=99</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 22:59:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>equilibrismi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il problema del precariato colpisce in tanti nonostante tutti i politici di qualunque fazione se ne ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema del precariato colpisce in tanti nonostante tutti i politici di qualunque fazione se ne riempiano la bocca per racimolare qualche voto.</p>
<p><a href="http://equilibrismi.wordpress.com/2008/02/29/san-precario-giornata-del-patrono/san-precario/" target="_blank" rel="attachment wp-att-100" title="San precario"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://www.sanprecario.info/" target="_blank"><img src="http://equilibrismi.wordpress.com/files/2008/03/san_precario.jpg" alt="San Precario" /></a></div>
<div align="center"></div>
<p>Da quest'anno anche i lavoratori precari, gli sfruttati, i sottopagati, sottoccupati, a progetto , cococo e cocopro, le fintissime partite iva e chi ne ha più ne metta, hanno il giorno in cui festeggiare il proprio patrono, San Precario appunto, che viene festeggiato il 29 febbraio, oggi, il giorno più precario che ci sia.</p>
<p>Le <a href="http://www.precaria.org" target="_blank">iniziative</a> sono tante un pò ovunque, concerti, mostre e  momenti per stare insieme, sfogarsi, divertirsi e costruire insieme delle alternative.</p>
<p>Nel frattempo, per quanto non sia un appassionato del reggae (si nonostante i miei dreadlock!!) ascoltatevi questa splendida canzone di <a href="http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&#38;friendID=201055778" target="_blank">Junior Sprea:  Precario </a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abusi di potere, pregiudizi, prevenzione, sicurezza e multe per far cassa. Come rovinare una piacevole giornata in montagna con gli amici]]></title>
<link>http://equilibrismi.wordpress.com/2007/12/31/abusi-di-potere-pregiudizi-prevenzione-sicurezza-e-multe-per-far-cassa-come-rovinare-una-piacevole-giornata-in-montagna-con-gli-amici/</link>
<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 14:52:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>equilibrismi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri mi sono recato in montagna, a Madesimo, con alcuni amici per fare insieme una bella snowboardat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mi sono recato in montagna, a <b>Madesimo</b>, con alcuni amici per fare insieme una bella snowboardata.<br />
Giornata splendida, mite e soleggiata, nonostante la scarsità della neve e l'ovvio affollamento dovuto alle vacanze natalizie.</p>
<p>Nel pomeriggio uno di noi propone di fermarsi alla baita per comprare una bottiglia di acqua. Percorriamo la pista fino alla stazione intermedia della seggiovia e mentre il nostro amico entra nel bar noi ci sediamo in terra ad una decina di metri dall'ingresso, a pochi metri dalle sdraio e circondati da decine di sci e tavole parcheggiate. Io ne approfitto per rollare una sigaretta.</p>
<p>Ad un tratto alle nostre spalle arriva un tizio in tuta da sci che con tono scortese ci chiede se ritenevamo fosse il caso di stare seduti in mezzo alla pista. (solo poco dopo ci rendiamo conto che fosse un poliziotto del distaccamento sciatori poichè la sua tuta da sci recava solamente sulla schiena la scritta Polizia..) Allibiti lo guardiamo, ci guardiamo intorno e alzandoci gli facciamo presente che non ci sembrava affatto di essere in mezzo alla pista, essendo seduti a pochi metri dal bar e circondati da sci e tavole parcheggiate.</p>
<p>Non faccio in tempo ad alzarmi che il tizio si butta letteralmente in ginocchio e con fare sospetto ed esagitato comincia a frugare fra i miei piedi nella neve urlando: <b>"cos'è quello, cos'è quello!!"</b>.  Si rialza dopo qualche secondo con in mano un pezzettino marrone.<!--more-->Lo tocca, lo squadra, lo annusa e senza darci nemmeno il tempo di capire cosa fosse (poteva essere un pezzetto di corteccia - la pista era circondata da decine di alberi -  piutttosto che di terriccio, comincia ad accusarmi che fosse fumo, hashish, droga! e lo getta via.</p>
<p>Se già io e il mio amico eravamo allibiti per la questione dello <b>"stare seduti in mezzo alla pista"</b> siamo assolutamente rimasti inebetiti dall'accusa della droga.  Superato lo stupore gli diciamo che non è detto che fosse fumo (peccato che però lui se ne fosse gia sbarazzato e non potessimo verificare ulteriormente) e che qualunque cosa fosse non era nostra. Il poliziotto risponde che <i>non sta affermando che la droga fosse mia ma che casualmente era ai miei piedi mentre stavo rollando una sigaretta</i>. Io ribatto che è saltato a conclusioni affrettate dettate da suoi pregiudizi: <i><b>snowboarder + capelli rasta + atto di rollare = cannaiolo</b></i>!! (riconosco che il sospetto può essere più che plausibile ma non è in assoluto il mio caso..)</p>
<p>Non vuole sentire ragioni e mi chiede i documenti. Gli domando il perchè e mi risponde con fare indulgente che chiuderà un occhio riguardo alla droga (e infatti l'ha già eliminata) ma che mi fa un verbale per aver stazionato in mezzo alla pista.<br />
Io sempre più esterrefatto quasi non riesco più a formulare frasi di senso compiuto tanto mi sembra irreale la situazione, un po rido, un po ironizzo, un po cerco di essere accondiscendente consegnandogli i documenti, ma soprattutto lo contesto per il fatto del fumo. Mi sembra davvero impossibile che io davvero mi sia potuto sedere sull'unico pezzetto di hashish smarrito su migliaia di metri quadrati di piste da sci!! E mi sembra davvero sospetto che il poliziotto, avvicinatosi a noi solamente con l'intento di farci togliere "dal mezzo della pista" abbia poi individuato con cosi tanta immediatezza e decisione un pezzo di fumo fra i miei piedi, l'abbia raccolto e poi gettato subito.</p>
<p>Non posso fare a meno di pensare che egli mi abbia individuato apposta in mezzo alla folla come elemento al quale al 99% avrebbe trovato un pretesto per rifilare una bella multa.  <i>E' ormai assodato che la cosiddetta attività di prevenzione e controllo messa in atto dalle autorità è principalmente finalizzata "a fare cassa" più che a risolvere davvero i problemi </i>(vedi autovelox, ecopass e compagnia bella).</p>
<p>Ed è anche scontato che <i>si vada a colpire la fascia intermedia di popolazione</i> che è solitamente la <i>più mansueta ed impotente</i>:</p>
<p><b>se insinuo ad un manager che con il suo cayenne sfreccia a 120km/h in città alle quattro di notte  di aver fatto uso di cocaina</b> e poi lo multo per una banalità come minimo <b>rischio di incorrere in cause e ricorsi.</b></p>
<p>Se al contrario fermo <b>un effettivo malvivente</b> beccato a spacciare o forzare appartamenti o auto (rom, marocchino o italiano non importa) rischio per la mia incolumità perchè <b>potrebbe reagire</b>, di sicuro non otterrò soldi dalle sanzioni e anche se finisse in galera <b>non ci guadagnerò nulla</b>.</p>
<p>Quindi è più facile rifarsi sul povero sfigato che, intimidito da una denuncia o da multe salate, si crede fortunato nel vedersi contestata "solo" una banale contestazione che provvederà subito a pagare per evitare di spendere altro tempo e soldi in ricorsi ecc ecc.<br />
Convinto di avere ragione (non ero in mezzo alla pista) e sicuro di essere pulito (non è detto che fosse fumo, non era mio, e non faccio uso di nessun tipo di droga),  gli contesto di aver  gettato via il fumo per far finta di essere il poliziotto buono e farmi solo il verbale di stazionamento pericoloso.  <b>Gli suggerisco </b>di recuperare il fumo, e portare esso e me giù in paese per controlli e accertamenti; tutto quello che avrebbe ritenuto necessario:<b> perquisizioni, esami del sangue, urine, capello, fedina penale, impronte digitali o qualunque altro esame da CSI ritenesse utile per incastrarmi</b>.  Lui non vuole sentire ragioni e mi dice che mi conviene di più pagare il verbale (da 50€!!) per essermi seduto in mezzo alla pista piuttosto che rischiare una denuncia per possesso di hashish (che poi se vogliamo fare i pignoli - <i>non mi drogo ma non vivo su marte</i> - da quello che ho potuto vedere era un pezzettino marrone spesso un millimetro e grosso quanto l'unghia del mignolo quindi probabilmente molto meno anche di qualunque dose per uso personale...).</p>
<p>Ormai è stabilito, mi porta al gabbiotto della polizia di fianco alla seggiovia e mi fa il verbale. Mi chiede se ho qualcosa da dichiarare e gli rispondo che <b>contesto tutto quello che mi viene addebitato e che mi rifiuto di firmare</b>. Lui scrive che non firmo e non ho nulla da dichiarare. Faccio presente che non è vero che non ho nulla da dichiarare anzi... dichiaro che contesto tutto e pretendo che ciò venga scritto. Mi risponde che se non firmo il verbale non posso dichiarare nulla! Gli dico che sarei disposto a firmarlo se ricompilato in modo corretto ma mi risponde mentre se ne va che ha altro da fare.</p>
<p>A questo punto posso solamente, leggo dal verbale, presentare scritti difensivi al sindaco! Si grazie! <b><i>in un paesino di montagna dove son tutti parenti e/o conoscenti secondo voi a chi darebbero ragione?!?</i></b>  Oppure aspettare che il verbale diventi ordinanza, con tutte le spese e more aggiuntive e fare ricorso al giudice di pace (di Sondrio!).</p>
<p>Rileggendo bene il verbale vedo che ha scritto che sostavo a ben 15 metri dal bordo pista su una pista rossa in un momento di elevato affollamento creando pericolo per me e per gli altri.   Tutte assurdità, erano le 15:30 quindi non c'era più affollamento, mi trovavo a forse 5 metri da una baita in un punto pianeggiante largo almeno 300 metri alla confluenza di quattro piste (3 blu e solamente una, rossa) con accesso alla seggiovia. Quindi un'esagerazione dietro l'altra per rendere giustificabile la contravvenzione!!<br />
A questo punto ritenendomi molto offeso dal comportamento discriminatorio dell'agente, constatando l'assurdità e la falsità delle sue affermazioni (faccio snowboard da 12 anni e so bene come comportarsi sulle piste e dove ci si puo fermare o no..) <i>voglio correre il rischio di fare il ricorso</i>, prima al sindaco e poi al giudice di pace.  <i>So bene che andrò, tra raccomandate e viaggi inutili da milano a madesimo e a sondrio a spendere piu soldi e tempo</i>, ma a me ste cose non vanno proprio giu! e <b>se non ci si oppone mai penso che mai potranno cambiare!! </b></p>
<p>Trovo plausibile e legittimo che il poliziotto sia stato insospettito da uno snowboarder con i dreadlocks intento nell'atto di rollare qualcosa e ritengo che abbia svolto il suo dovere ad avvicinarsi e compiere accertamenti sul "cosa" mi stessi rollando.<br />
<i>Se vedo qualcuno scavalcare una finestra o forzare un auto è normale ipotizzare che stia commettendo un reato ma devo anche tener presente che potrebbe semplicemente aver perso le chiavi di casa o lasciato le chiavi nel cruscotto! Quindi giusto avvicinarsi e controllare in ogni caso, sbagliato propendere automaticamente per la seconda ipotesi se la persona sospettata è in giacca e cravatta o per la prima se è trasandata e/o straniera!<br />
</i><br />
Mi infastidiscono questo tipo di pregiudizi che ha portato il poliziotto a dare per scontato che di sicuro qualcosa che non andava nel mio caso ci doveva essere!  E che tra due reati/violazioni (stazionamento pericoloso e uso/possesso di droga) abbia scelto quello più "remunerativo".  Alla faccia della sicurezza e prevenzione; penso sia più rischioso mettersi a snowboardare completamente fumato che sare seduto a bordo pista in luogo pianeggiante e visibile...  Tra l'altro se fosse stato vero che quella era una posizione altamente pericolosa ci saremmo spostati immediatamente e non saremmo stati per 15 minuti a discutere se fosse fumo o no e se lì fosse bordo pista o meno!!</p>
<p>Vedremo proprio come andrà a finire..</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diritti, principi e soprusi]]></title>
<link>http://equilibrismi.wordpress.com/2007/09/23/diritti-principi-e-soprusi/</link>
<pubDate>Sun, 23 Sep 2007 20:08:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>equilibrismi</dc:creator>
<guid>http://equilibrismi.wordpress.com/2007/09/23/diritti-principi-e-soprusi/</guid>
<description><![CDATA[Penso di essere una persona pacata, educata e gentile e mi impegno ogni giorno di piu ad esserlo..
Q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Penso di essere una persona pacata, educata e gentile e mi impegno ogni giorno di piu ad esserlo..</p>
<p>Questo non significa che io sia una persona mansueta e sottomessa.</p>
<p>Anzi, sono spesso stato definito, a scuola, al lavoro, in famiglia, un rompiscatole, per la mia ostinazione a far valere le mie ragioni, ad esprimere il mio pensiero, e a difendere i diritti, miei e degli altri.</p>
<p>Ho letto, sia per passione sia per lavoro quando lavoravo nella gestione del personale e nei servizi clienti, diverso materiale sull'<font color="#999999">assertività</font>, e sono convinto, che essa e la <font color="#999999">gentilezza spontanea e disinteressata</font> siano gli strumenti migliori per garantire una <font color="#999999">società civile, giusta e conviviale</font>.  In certe situazioni e con certe persone però ne la gentilezza ne l'assertività servono, o non mi frega nulla usarle e allora accantono la pacatezza e senza per questo essere violento, inizio piccole e accese battaglie di principio.</p>
<p>Venerdi sera, io, Francesca e un gruppo di una decina di amici/conoscenti, siamo stati invitati a raggiungere un nostro vecchio conoscente che festeggiava il suo compleanno in un elegante ristorante/discoteca di Milano. Arrivati all'entrata, ci si porgono innanzi 4 addetti alla sicurezza e alle liste di ingresso e con il loro volto freddo pieno di sufficienza e supposta superiorità ci scansano con un gesto infastidito.  Neanche fossimo un branco di cani randagi, <font color="#999999">ci viene negato l'ingresso</font> data la nostra scarsa eleganza. Siccome eravamo tutti reduci da un normale venerdi di lavoro a cui era seguito un normale e tranquillo aperitivo, eravamo vestiti in modo del tutto normale,  ne in giacca e cravatta (il venerdi spesso molti di noi in azienda hanno il cosiddetto <font color="#999999">casual day</font>, e molti altri non hanno la costrizione a questa divisa..) ma nemmeno in tuta da lavoro o pantaloncini. Molti degli uomini del gruppo erano in polo, pantalone e scarpa da tennis.</p>
<p>Il principale indiziato di questo attentato al decoro del locale ero probabilmente io,  coi miei lunghi capelli aggrovigliati in grossi dread e con ai piedi del sandali (tra l'altro, discretamente eleganti sandali neri di cuoio, mica infradito di plastica). A parte questo ero forse uno dei vestiti meglio nel mio gruppo, camicia scura e jeans. La maggior parte delle ragazze e dei ragazzi del mio gruppo cominciano a spiegare a questi <font color="#999999">San Pietro dell'eleganza</font> che non sono vestiti in modo indecoroso, che sono stati invitati da un loro amico che ha prenotato il locale per la festa e quindi li pregano di lasciarci entrare.  Loro sono irremovibili.  Mentre scattano le telefonate per far uscire il nostro conoscente, io comincio ad essere molto infastidito dalla situazione.  Infatti, io odio andare per locali, spesso la musica, e gli avventori, non mi piacciono e devo pagare cifre assurde per <font color="#999999">cocktail schifosi serviti in bicchieri di plastica stracolmi di ghiaccio</font>. Quando poi si tratta di locali come questo, da piccola elitè del popolino, in cui ignoranti palloni gonfiati si sentono come Dio in terra durante il giorno del giudizio, allontanando i personaggi a loro sgraditi mentre i prescelti entrano con passo spavaldo e fiero e anche con uno sguardo di disprezzo misto a compassione per i reietti che rimangono fuori,  il mio interesse per la serata svanisce e mi ribolle dentro uno schifo per la pochezza di queste persone.</p>
<p>La consapevolezza, tra l'altro, del fatto che <strong><font color="#999999">questo tipo di selezione all'ingresso</font></strong>, per quanto in molti casi necessaria e anche ben accetta, sia <strong><font color="#999999">del tutto illegittima ed illegale non trattandosi di club privati</font></strong>, mi fa scattare dentro un desiderio di sputtanamento totale di questi soggetti.</p>
<p>Si lo ripeto,  per legge non è consentito rifiutare l'ingresso in un locale pubblico, no i ristoranti, le discoteche e i pub sono esercizi privati ma sono locali pubblici quindi, a meno che non si tratti di circoli o club privati, non possono rifiutare l'ingresso a nessuno!!  Certo, la mia può sembrare una povera ed infantile battaglia, motivata da un sentimento di rivalsa per le tante volte in cui mi sono sentito escluso.. ma non è cosi, a me di entrare in quei posti non può fregar di meno, mi da solo fastidio l'ignoranza delle persone e che si possano violare i diritti delle persone, e interpretare a proprio modo le leggi.</p>
<p>Inoltre mi urta il fatto che chiunque frequenti locali con selezione all'ingresso, sia succube di questa procedura e pensi che sia necessaria e prevista dalla legge.<br />
La mia personale rivalsa nei confronti del locale, non era però ancora iniziata.  Ero ancora nella fase assertiva, con un tono deciso ho chiesto a quello che sembrava il capo dei buttafuori, un individo con la pelle incartapecorita dalle lampade, e i capelli lunghi biondi e ingellati, <font color="#999999">che neanche Lapo nei tempi migliori</font>,  quale fosse il problema.</p>
<p>Mi risponde che non siamo vestiti a modo e con i sandali non si entra.  Gli richiedo se il problema è solo quello e gli spiego che posso recuperare in macchina le scarpe eleganti e la giacca (tornavo dal lavoro e durante l'aperitivo mi ero messo un po in libertà...). Vado alla macchina , mi cambio e torno all'ingresso dove i miei amici e gli altri componenti del gruppo mi riferiscono che il mio <em>"atteggiamento aggressivo e prepotente"</em> non è stato gradito dagli uomini della selezione. La realtà era invece che il fatto di non essere stato remissivo e non averli scongiurati in tono supplichevole di ottenere il permesso di entrare (quando invece è un diritto tutelato dalle leggi) aveva messo in discussione, di fronte a decine di altre persone in coda, la loro autorità e il loro status di <font color="#999999">paladini della sicurezza e del decoro in grado di concedere favori in modo del tutto arbitrario.</font></p>
<p>Ci avviciniamo all'ingresso e passano tutti, anche quelli in scarpe da ginnastica, polo e felpa, veniamo fermati solo io, Francesca, Tonello, Swootry ed un suo amico. Noi tre colpevoli solo di aver commesso il reato di dissidenza davanti al locale e gli altri due per essere con e dietro di noi.  A questo punto, gli animi si accendono, io e Francesca cominciamo a parlare di leggi e diritti, inutilmente vista l'ignoranza delle persone al servizio del locale che si parano davanti <font color="#999999">forti della loro stazza e del loro sguardo truce.</font> Di fronte alla nostra insistenza, la buttano sempre sul personale e ci suggeriscono di spostarci di qualche decina di metri dall'ingresso per "chiarire" la situazione.  Sapendo che sarebbe solo un pretesto per evitare disturbi davanti al locale e passare alla violenza nei nostri confronti inosservati, continuiamo il nostro picchetto... Ciononostante altri soggetti vestiti molto casual entrano lo stesso e io chiedo a tutti i presenti, e a loro, scusandomi e senza nessun intento offensivo ne sarcastico se essi fossero più o meno eleganti di noi. Riceviamo appoggio anche da alcune delle persone interpellate ma a questo punto non è più questione di abbigliamento ma di ordine pubblico. <font color="#999999">La nostra "arroganza" non è gradita.</font></p>
<p>L'amico di Swootry, infastidito dal fatto di non poter entrare nel locale pù di quanto interessasse a noi tre, con meno argomentazioni e più impulsività abbandona il dialogo e comincia ad urlare che lui non ci conosce nemmeno (in effetti non l'avevamo mai visto prima di allora), che abbiamo torto per i modi ma dobbiamo tutti entrare o perlomeno lui..  La security si allarma per la sua focosità e avviene un acceso scambio di improperi finchè, il tipo accusa uno di loro, egiziano, di starsene zitto visto "che non sa nemmeno parlare l'italiano". La situazione degenera, i corpi si protendono allo scontro, sotto i nostri sguardi, ma io <font color="#999999">decido di intromettermi di nuovo, questa volta a difesa del buttafuori egiziano. </font>Allontano l'amico di Swootry dicendogli che il fatto che fosse straniero e non parlasse bene italiano non c'entrasse nulla con la nostra discussione e mi allontano con l'energumeno pregandolo di scusare l'atteggiamento inutilmente razzista e cercando di riportare il tutto ad un maggior livello di dialogo civile.</p>
<p>L'amico di Swootry risale in auto e se ne va incazzato e sgommando, mentre noi riprendiamo la nostra specie di picchetto davanti al locale.</p>
<p>I quattro tizi all'ingresso sono irremovibili quindi siccome di entrare non se ne parla nemmeno più, si passa alla difesa dei principi di legalità e dei diritti quindi <strong><font color="#999999">Francesca chiama la polizia. </font></strong></p>
<p>Mentre attendiamo l'arrivo della volante si va avanti in discussioni e confronti con altri avventori che indipendentemente dall'abbigliamento entrano con disinvoltura. Una ragazza, sentita, inutilmente, chiamata in causa, si volta ad un passo dalla soglia per scagliarmi addosso tutta <font color="#999999">la sua frustrazione di velina mancata </font>dicendomi che se mi tagliassi i miei schifosi capelli forse avrei qualche speranza di entrare in posti chic come quello..  Esterrefatto e ferito da quell'inutile intervento, riesco solo a ribattere, con una grande caduta di stile, che almeno io i capelli li posso tagliare mentre lei la sua brutta faccia se la dovrà tenere per sempre..<br />
Finalmente arriva la polizia, ci chiede spiegazioni e mentre noi riferiamo che gli addetti del locale ci stanno impedendo l'ingresso, (ribadiamo che <font color="#999999">non è legittimo vietare l'ingresso, qualunque sia il motivo, al limiete è possibile, e giusto, allontanare dal locale in caso di dimostrato disturbo o altri abusi)</font> ed ecco che arriva il proprietario (che fino a quel momento si era negato), un tipo tozzo con magliettina aderente e capello ingellato, il quale, con voce accomodante spiega ai due poliziotti che il motivo per cui non ci era concesso l'ingresso non era affatto legato all'abbigliamento o al comportamento ma che il ristorante era pieno e venivano fatte entrare solo persone in lista.  A queste assurdità facciamo notare che molta altra gente continua ad entrare senza il minimo scrupolo ne controllo di liste e che comunque noi rientriamo nella lista poichè il nostro amico ha prenotato il locale. Il proprietario fa il lecchino con le autorità e li invita a seguirli per constatare quanto il locale sia strapieno ed eventualmente incontrare il nostro amico per una verifica delle liste.</p>
<p>Entrano nel locale e ci rimangono quasi una mezzora e Francesca non viene nemmeno lasciata entrare per verificare cosa stia succedendo all'interno del locale tra il padrone e la polizia. Dopo un po ecco uscire la polizia seguita dal nostro conoscente, il quale ci spiega che non c'è verso di farci entrare perchè non è piaciuto il nostro comportamento e la polizia ci conferma che non c'è nulla da fare se non <font color="#999999">sporgere una querela</font> nei confronti del locale.</p>
<p>Nel frattempo molta gente presente fuori dal locale si è dileguata, forse disturbata dalla presenza delle autorità, probabilmente a disagio per il posseso di svariate sostanze. Noi non siamo fra quelli e non abbiamo nulla di cui temere e rimaniamo a parlare a lungo con i due poliziotti, che sono impossibilitati ad intervenire oltremodo ma comunque molto disponibili.  Riconoscono che non siamo sotto effetto di nessuna sostanza, ne che siamo degli esagitati ma ci confermano che non possono costringerli a farci entrare e l'unico modo per procedere è far seguire alla loro chiamata, una querela, per la quale dovremmo andare in questura, <font color="#999999">ma, ci avvisa potremmo correre il rischio di una controquerela.</font> A che titolo ci chiediamo noi...  ci comunicano che come noi li accusiamo di aver violato la legge non facendoci entrare loro ci potrebbero querelare per aver disturbato la quiete del locale, il decoro e la sua immagine e magari anche di <font color="#999999">tante altre cose inventate ma per le quali non farebbero affatto fatica a trovare testimoni</font>.</p>
<p>Sentirci dire queste cose ci fa molto male ed evitiamo di perdere altro tempo. La serata è andata e in fondo ci dispiace anche aver coinvolto un nostro conoscente in un fatto spiacevole. Salutiamo la polizia e altri nostri amici che nel frattempo sono usciti per una sigaretta e ci avviamo alla nostra macchina.</p>
<p>Rimaniamo a lungo a discutere dell'accaduto io, Francesca ed Antonello e siamo tutti veramente sconvolti per il fatto che nonostante le leggi non si possa fare nulla, a meno che non si abbia anche il tempo e il danaro per imbarcarsi in cause infinite..</p>
<p>Con altri dei presenti <font color="#999999">sorgono ipotesi di corruzione,</font> molti sono convinti che il fatto che la polizia si sia intrattenuta cosi a lungo con il proprietario farebbe pensare ad una <font color="#999999">piccola mazzetta </font>per farli tacere ed allontanarci, facendoci pure desistere da eventuali querele.</p>
<p>Io preferisco non pensare ad una tale eventualità, ma allo stesso tempo non potrei esserne che contento. quantomeno, oltre alla cattiva pubblicità fatta per un paio d'ore davanti al locale, almeno il proprietario ci avrebbe smenato un po di soldi, invece di guadagnarne un bel po con le nostre consumazioni... e questo solo per stupidi pregiudizi!</p>
<p>Tonello sostiene che cosi non abbiamo concluso niente e se siamo arrivati fin li dovremmo querelarli, Francesca invece è avvilita perchè sostiene che abbiamo perso la nostra battaglia visto che alla fine non siamo entrati.  Il discorso passa poi su argomenti più generici di <font color="#999999">principi, diritti e libertà personali</font>.</p>
<p>Ci riferiamo al fatto che cosi come un locale aperto al pubblico non possa fare selezione all'ingresso, <font color="#999999">supermercati e negozi non possano costringerti a depositare o incellofanare la propria borsa ne tantomeno eseguire perquisizioni, </font>non solo, non potrebbero nemmeno trattenerti in attesa dell'arrivo della polizia. <font color="#999999"><strong> Non approviamo assolutamente il furto o il taccheggio</strong></font> ma se ci sono delle leggi che tutelano le libertà personali queste, in nome del rischio imprenditoriale del negozio, non devono essere limitate in alcun modo.</p>
<p>Antonello, cosi come la maggior parte delle persone, purtroppo, non trova questo particolarmente grave e ritiene che <font color="#999999"><em>se non si ha niente di cui temere o da nascondere non ci deve esser motivo di rifiutare un controllo o il deposito della borsa...</em></font>  Secondo noi il problema sta proprio in questo..  se la legge ci tutela e ci permette una determinata libertà, per nessun motivo dobbiamo rinunciarvi e per questo motivo doverci anche sentire in torto o guardati in modo sospetto!!  Se il problema sono i furti, si devono cercare altri rimedi senza far ricadere il tutto su cittadini onesti.</p>
<p>Ragionando di questo passo si arriverebbe, ragionando per paradossi, a provvedimenti di restrizione delle libertà personali ben più gravi o si potrebbe anche giustificare il fatto che gli ebrei durante la seconda guerra mondiale fossero costretti ad indossare la stella di David. In fondo, ebrei erano, e se non avevano di che vergognarsi nell'esserlo perchè non indossarla per farsi riconoscere...??</p>
<p>Siamo allibiti che un nostro caro amico non riesca a vedere il punto della nostra discussione! Figurarsi la maggior parte della gente...  Ad ogni modo decidiamo di concludere la serata e tornarcene ognuno a casa propria.  Io e la Fra rincasiamo ancora un po sconvolti, lei scossa per quella che sostiene essere stata una sconfitta.</p>
<p>Io le spiego che le uniche cose che mi hanno ferito sono le divergenze di opinione con Antonello per qualcosa che ritengo fondamentale e gli insulti totalmente gratuiti della tipa all'ingresso mentre in realtà non penso affatto di essere stato sconfitto.  Mi sarei sentito sconfitto se la mia smania di entrare in un locale mi avesse fatto abbassare la testa, mettere da parte la mia dignità e costretto a supplicare a dei poveri ignoranti che fanno un lavoro ingrato, la concessione di entrare. In fondo <font color="#999999">siamo stati coerenti con le nostre idee, eravamo nel giusto, non avevamo nulla di cui temere </font>(non siamo vandali ne teste calde, non eravamo ubriachi ne eravamo in possesso, o avevamo fatto uso, di alcuna droga) <font color="#999999">e non ci siamo umiliati </font>per una serata in discoteca. Certo, non siamo entrati, e il proprietario del locale e quelli della sicurezza non avranno cambiato idea su "quelli come noi", anzi forse avranno rafforzato il loro pregiudizio di attaccabrighe comunisti ma almeno mi rimane la consolazione che gli abbiam fatto passare due ore pessime, fatto entrare la polizia nel locale preoccupando un po gli avventori e magari abbiano dovuto pure sborsare qualche piccola o grande sommetta per liberarsi di noi!!</p>
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