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	<title>cammina &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/cammina/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cammina"</description>
	<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 01:30:46 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[GESU' CAMMINA SULL'ACQUE]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/?p=339</link>
<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 20:59:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 

GESU&#8217; CAMMINA SULLE ACQUE
Subito dopo Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family:Arial;"><em><span style="font-size:medium;color:#0000ff;"><strong></strong></span></em> </p>
<p><em></p>
<h2><span style="font-size:medium;color:#0000ff;">GESU' CAMMINA SULLE ACQUE</span></h2>
<p></em><span style="font-size:medium;"><strong><span style="color:#0000ff;"><em>Subito dopo Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, mentre egli avrebbe congedato la gente. Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo. Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Ma alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro camminando sul mare. E i discepoli vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: "E' un fantasma!" E dalla paura gridarono. Ma subito Gesù parlò loro e disse: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!" Pietro gli rispose: "Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull'acqua". Egli disse:"Vieni!" e Pietro, sceso dalla barca, camminò sull'acqua e andò verso Gesù. Ma vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!" Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?" E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò. Allora quelli che erano nella barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: "Veramente tu sei Figlio di Dio".</em><br />
Matteo 14, 22-33</span></strong></span></p>
<div class="imgl"><span style="font-size:medium;color:#0000ff;"><strong><img src="http://www.ucebi.it/images/padre4.jpg" alt="immagine" /></strong></span></div>
<p><span style="font-size:medium;color:#0000ff;"><strong>Giovanni Battista era stato assassinato e Gesù aveva nel suo dolore cercato un po' di solitudine sin dalla mattina, ma la gente, disorientata ed abbattuta, lo aveva ostinatamente cercato, e lui se ne era preso cura fino alla sera. Aveva sfamato tutti spezzando e moltiplicando pochi pani e pochi pesci. Infine li aveva congedati e aveva voluto che i discepoli prendessero il largo per precederlo sull'altra riva del lago. Ecco Gesù sulle colline intorno al lago di Tiberiade finalmente solo. L'oscurità avvolge tutto. I pensieri sono tanti. Tante le angosce. Gesù prega. Soltanto in mezzo al mare una piccola luce, una lanterna ondeggiante in una piccola imbarcazione mentre man mano il vento si alza e le onde si fanno sempre più minacciose. Ecco il <em>primo quadro</em>: i discepoli in mezzo ad un lago in tempesta. Gesù lontano. Due solitudini e tante domande: perché ci ha inviati in mare da soli? Lui sicuro lassù, noi in pericolo quaggiù. A cosa vale la sua preghiera se ci lascia soli proprio quando abbiamo più bisogno di lui? Le ore passano, è notte fonda, l'angoscia aumenta. Può esserci qualcosa di più precario di una barca alla deriva nell'oscurità? Per Matteo questa è una metafora della chiesa. Così ci si sente a volte. Disorientati, abbandonati, in pericolo. Al buio. Nessuna risposta agli angoscianti interrogativi. <em>Secondo quadro</em>. Gesù cammina sul mare. Fra il primo e il secondo quadro, un passaggio: Gesù scende la montagna nell'oscurità. Lascia la terra ferma, affronta le onde e il vento contrario. Si avvicina alla barca. Il secondo quadro è quello della paura che attanaglia i discepoli. La paura è un sentimento naturale. Quando si ha paura ci si prepara a difendersi e quando si può, si scappa via. Difficile fuggire da una barca in mezzo al mare. Lo sanno molto bene i tanti profughi che in questi giorni, in queste ore affrontano su imbarcazioni fatiscenti il Mediterraneo in cerca di approdi sicuri e sempre più spesso finiscono il loro lungo cammino ingoiati dalle onde. Difficile fuggire. La paura è grande. Il pericolo è grande. La nostra società è ammalata di paura. Se si sonda un po' tramite il web il mare informatico delle nostre paure c'è davvero da riflettere. Digitando in Google la frase: "Io ho paura" sono venute fuori pagine e pagine di riferimenti alle paure degli italiani. Un mare oscuro e profondo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><strong><span style="color:#0000ff;">Da uno dei tanti siti leggo: <em>"Mi guardo intorno con un po' di sgomento e mi rendo conto che da qualche tempo ho cominciato ad avere paura. Non mi sento più sicuro in questo paese. Guardo il telegiornale e assisto impotente a una serie di servizi sulla criminalità degli stranieri. La prima notizia tratta di una zingara che ha cercato di rapire un bambino. La seconda di un extracomunitario che ha violentato una ragazza. La terza notizia parla di furti in villa commessi da stranieri. Io però non ho paura degli extracomunitari: in questo momento, in questo paese, ho paura dei miei connazionali. Ho paura degli italiani." Continua poi Marino Buzzi di Ferrara: "Io cammino per le vie di Bologna, la città in cui lavoro, e percepisco la paura delle persone che stanno per la strada. Quando ti fermi a chiedere un'informazione la gente scappa e ti guarda terrorizzata, se cammini più velocemente degli altri e ti avvicini troppo a qualcuno quello subito si volta a guardarti e afferra la propria borsa come se tu volessi rubargli il portafogli. Ho sentito ragionamenti del genere "tutti a casa propria" oppure "i soldi devono rimanere nelle regioni di provenienza", a un certo punto (sempre in treno, sono pendolare) qualcuno teorizzava di mandare a casa tutti gli extracomunitari, di curare tutti i "froci" e di dividere il nord dal sud. Beh almeno lui aveva le idee chiare. Quello che è un po' confuso e spaesato sono io. (Š) Sì, io mi sento meno sicuro in questo paese e ho molta paura. Degli italiani però". </em></span></strong></span></p>
<p><span style="font-size:medium;color:#0000ff;"><strong>Molti di noi possono specchiarsi in questa paura che poi è reazione preoccupata alle paure costruite ad arte da chi dal panico trae vantaggi e potere. Il razzismo e la violenza contro le minoranze sono i frutti avvelenati delle paure verso nemici che sono tali soltanto nell'immaginario collettivo che qualcun altro ha contribuito a creare. Come la paura dei fantasmi di cui parla il testo. La paura dei fantasmi è espressione dei sensi di colpa mai confessati. Anche collettive. E' il passato che torna con nodi mai compitamente affrontati. Se i fantasmi rappresentano il regno dei morti che invade il mondo dei vivi, la paura dei fantasmi è in ultima analisi paura della morte. Di noi individui e della nostra società in declino. Abisso profondo e insondabile. Ma Gesù scambiato nella notte per un fantasma ci offre anche altre suggestioni. La chiesa può vedere Gesù non più come il Signore vivente vicino alla sua chiesa in pericolo, ma come il simulacro appannato di un passato glorioso che non può più tornare, un Gesù che viene dal passato come un'ombra, disincarnato ed evanescente. Ecco Gesù che dice: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". <em>Terzo quadro</em>. Esperienza uditiva più che visiva. Il vedere è conseguenza dell'udire. Se è vero che l'esortazione "Non temere" è contenuta nella Bibbia 365 volte, evidentemente Dio conosce il nostro punto debole e il nostro bisogno di incoraggiamento tutti i giorni della nostra vita. L'assicurazione di questa presenza nei momenti più angosciosi dell'esistenza dei credenti è un dono dello Spirito, l'esperienza inattesa di chi grida al cielo la propria paura. Anche King ne fece esperienza. Fu all'inizio della sua battaglia contro la segregazione negli autobus a Montgomery. Nel cuore della notte l'ennesima telefonata: "Negro, siamo stanchi di te e del casino che stai combinando. Se entro tre giorni non sei via dalla città ti faremo saltare il cervello e la casa". Racconta lui stesso che abbattuto andò in cucina e lì gridò a Dio la sua stanchezza, il suo desiderio di tirarsi indietro in quella lotta più grande di lui. Ma poi ­ come dice lui stesso ­ sentì una voce interiore che diceva: "Martin Luther, prendi posizione per la giustizia, per la verità. E vedrai che Io sarò con te". La barca ondeggia. E' buio. Non ci sono sicurezze. Una voce raggiunge la chiesa: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Il <em>quarto quadro</em> ci stupisce per l'audacia della proposta. E' Pietro che si accinge a scavalcare le sponde della barca ed avventurarsi sulle onde sulla sola parola di Gesù: "Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull'acqua". E' una proposta limite, si avvicina molto a quel grande peccato che consiste nel tentare Dio. Gesù fu così tentato da Satana: "Se sei Figlio di Dio ordina che queste pietre divengano pani" "Se sei Figlio di Dio gettati giù" (dal pinnacolo del tempio). Di lì a poco gli avrebbero detto: "Se sei Figlio di Dio salva te stesso e scendi giù di croce". E come se Pietro volesse metterlo alla prova. L'unica grande differenza era che la proposta di Pietro coinvolgeva anche lui. Una parola sola e lui avrebbe messo i piedi fuori dalla barca. C'è un unico caso, mi sembra, in cui Dio invita il suo popolo a metterlo alla prova. Lo fa attraverso il profeta Malachia (3, 10). "Portate tutte le decime alla casa del tesoro e poi mettetemi alla prova in questo, vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla". Interessante che qui lo scendere dalla barca significhi rinunciare ad una parte delle proprie sicurezze economiche per consacrazione verso Dio. Pietro mette alla prova Cristo rinunciando anche alla piccola sicurezza di una barca in mezzo al mare. Noi siamo invitati a mettere alla prova Dio e la sua capacità di benedizione rinunciando a parte delle nostre sicurezze economiche per consacrarle a Dio. Ma anche rinunciando alle confortevoli mura delle nostre chiese per camminare in mezzo alle onde del nostro mondo con le sue insidie e i suoi abissi. Sulla sola parola di Cristo che dice: "Vieni". Pietro incredibilmente si avvia. <em>Quinto quadro</em>. Avanza esitante. Sta a galla. Come poeticamente si esprime il salmista riferendosi a Dio che apre il Mar Rosso alla fuga del popolo di Israele dall'Egitto, anche Pietro cammina in un luogo in cui le orme non sono visibili (Salmo 77, 19b). Finché tiene lo sguardo su Cristo gli abissi non lo minacciano. Appena però si guarda intorno, prendono di nuovo il sopravvento le paure: il vento, le onde, l'oscurità, la precarietà. La paura per la propria sopravvivenza. E comincia ad affondare. Quale più potente metafora per il cammino della chiesa! E' possibile per la comunità dei credenti uscire da se stessa, rinunciare alle proprie sicurezze anche economiche solo se guardiamo a Cristo che è davanti a noi e ci chiama. Se ci fermiamo a considerare come stanno le cose intorno a noi e dentro di noi, se pensiamo alle nostre fragilità, se guardiamo al mondo con i suoi abissi, se temiamo per la nostra sopravvivenza come chiese e come comunione di chiese, allora si affievolisce la voce di Cristo che ci chiama fuori e presi dalla paura siamo sopraffatti. E affondiamo. Forse però, come si esprime Eduard Schweizer, la fede nasce proprio qui dove Pietro fallisce, la fede è espressa dal grido estremo "Signore, salvami!". E' la consapevolezza che senza Cristo siamo definitivamente perduti. <em>Quinto quadro</em>. La mano stesa di Cristo, la sua presa forte. Pietro è salvo. E anche noi. E' tempo di salire sulla barca. In chiesa cerchiamo di calmarci, come il vento. Una parola ancora ci scuote dentro, mentre gli abiti bagnati ci ricordano il nostro cadere e il nostro risalire. E la parola di Gesù che dice a Pietro e a noi: "Uomo, donna di poca fede, perché hai dubitato?" Già, perché? Mille ragioni. Siamo figli di questo secolo di disincanto, siamo razionalisti, siamo realisti, vediamo i pericoli, e i pericoli sono veri: le onde sono alte, il vento è contrario, il mare è profondo. Ed è notte. E noi siamo piccoli. E anche la barca. E poi non siamo fatti per camminare sul mare. Siamo stati pazzi a mettere i piedi fuori della barca. E siamo salvi per miracolo. Già, per miracolo. Ma perché giustifichiamo il nostro dubbio? Perché vi sostiamo senza vergognarcene? Perché ci rassegniamo al dubitare come ad un destino? Il destino non esiste e Cristo ci chiede di resistere alla nostra natura di uomini e donne che dubitano. Bonhoeffer si esprime così: "Il comandamento di Gesù ha sempre come scopo quello di pretendere la fede di un cuore indiviso". Conviviamo con il dubbio ma dobbiamo contrastarlo. Ogni giorno. Ogni ora. Viene il momento dell'adorazione, ed è il <em>sesto quadro</em>: "Veramente tu sei Figlio di Dio!". Eccoci qua prostrati davanti a Cristo, sfiniti per la fatica di tenerci a galla, dolenti per aver scambiato Gesù per un fantasma del passato, bagnati per la nostra poca fede, stanchi per aver remato a lungo contro vento. Ma felici perché siamo vivi e perché Gesù, figlio di Dio, veramente Figlio di Dio, è proprio qui con noi, nella nostra piccola fragile barchetta.</p>
<p>Anna Maffei </strong></span></p>
<p><strong><span style="font-size:medium;color:#0000ff;">UCEBI-UNIONE CRISTIANA EVANGELICA BATTISTA D'ITALIA</span></strong></p>
<p><a href="http://www.ucebi.it/sermoneass.php"><span style="font-size:medium;color:#0000ff;"><strong>http://www.ucebi.it/sermoneass.php</strong></span></a></p>
<p></span></div>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Orrore in Grecia: decapita la compagna poi va in strada con la sua testa]]></title>
<link>http://frammentidimondo.wordpress.com/?p=90</link>
<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 06:55:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniosim</dc:creator>
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<description><![CDATA[ATENE - Decapita la fidanzata e poi se ne va in giro con la testa di lei. E&#8217; successo oggi sul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>ATENE - Decapita la fidanzata e poi se ne va in giro con la testa di lei. E' successo oggi sull'isola greca di Santorini. Protagonista della macabra vicenda è un uomo di 35 anni, che è stato arrestato dalla polizia dopo una rocambolesca fuga.</p>
<p>Tutto comincia nella casa della coppia a Vourvoulos, nel nord dell'isola. Lui, che in passato era stato ricoverato in una clinica psichiatrica e ha una storia di violenza domestica alle spalle, taglia la testa alla compagna. In seguito lascia l'abitazione e cammina per le vie del villaggio con il macabro trofeo. Fuggi fuggi tra la gente che si trova per strada. Poi arriva la polizia.</p>
<p>Quattro agenti tentano di bloccare l'omicida, ma lui li attacca con il coltello che ha ancora in mano e ne ferisce uno. Prende la loro macchina e scappa. Ma la fuga dura poco: dopo qualche metro l'auto si schianta contro una motocicletta. I poliziotti sparano all'uomo e riescono ad arrestarlo. Questo di Santorini è uno dei crimini più efferati avvenuti in Grecia negli ultimi anni.</p>
<p>Un episodio simile in Canada. Mercoledì scorso nella provincia canadese di Manitoba è accaduto un fatto simile, ma ancora più raccapricciante: un uomo, Vince Wiguang Li, è salito su un autobus e ha decapitato un passeggero, poi ha cercato di mangiarne la testa. La polizia ha tentato di nascondere i particolari più forti, ma la comunicazione radio di un agente in cui si racconta che l'assassino è un cannibale è finita su internet. (<a href="http://frammentidimondo.wordpress.com/2008/08/03/e-un-cannibale-il-killer-che-ha-decapitato-un-passeggero-di-un-bus/" target="_blank">Leggi l'articolo</a> di Frammenti di Mondo)</p>
<p style="text-align:right;"><em>Repubblica</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nasce la valigia che cammina]]></title>
<link>http://affaritaliani.wordpress.com/?p=245</link>
<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 11:13:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>affaritaliani</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Trascinare un trolley per aeroporti e stazioni sarà solo un lontano ricordo. Arriva anche nel merc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/cultura-valigia-cammina300708.html"><img class="aligncenter" src="http://www.affaritaliani.it/static/upl/val/valigia-che-cammina.jpg" alt="" hspace="4" vspace="4" /></a></p>
<p>Trascinare un trolley per aeroporti e stazioni sarà solo un lontano ricordo. <strong>Arriva anche nel mercato italiano la valigia che cammina,</strong> l'ultimo ritrovato in termini di pelletteria da viaggio. Si tratta di un nuovo concetto di valigia, intesa questa volta come "essere vivente", che <strong>grazie alla presenza di ruote alimentate da un motore elettrico ricaricabile</strong> prima del viaggio, potrà muoversi autonomamente.</p>
<p>La valigia si basa su una soluzione di <strong>design che scarica l'85% del peso sulle ruote</strong>, e comprende anche alcune <strong>caratteristiche di sicurezza</strong> come la chiusura approvata dalla Tsa ed il Live Locator ID, un codice che aiuta a ritrovarla in caso di smarrimento; a questo si aggiunge anche un comodo ombrello<strong><a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/cultura-valigia-cammina300708.html">...I DETTAGLI</a></strong> </p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td class="NewsContentFoto" align="center"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[22 aprile 2008, 22 cose da fare da oggi in poi!]]></title>
<link>http://arcanopennazzi.wordpress.com/?p=574</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 11:25:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arcano Pennazzi</dc:creator>
<guid>http://arcanopennazzi.it.wordpress.com/2008/04/22/22-aprile-2008-22-cose-da-fare-da-oggi-in-poi/</guid>
<description><![CDATA[
 
Oggi 22 aprile 2008 è il 38esimo Earth Day, giorno della Terra. Potevo forse non parlarvene? ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:justify;"><img style="vertical-align:top;" src="http://arcanopennazzi.files.wordpress.com/2008/04/terra.jpg" alt="" width="320" height="320" /></h3>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<h3 style="text-align:justify;">Oggi 22 aprile 2008 è il 38esimo Earth Day, giorno della Terra. Potevo forse non parlarvene? Cosa puoi fare per partecipare attivamente? Tanti nostri piccoli gesti quotidiani possono, tutti insieme, aiutare il mondo a guarire dalla febbre.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Questi eco-consigli sono stati estrapolati dalle indicazioni del decalogo di Al Gore, dalle indicazioni del World Watch Institute e incidono sulle emissioni di CO2 nei principali settori dei paesi occidentali, ovvero produzione industriale, consumi di energia, di risorse, trasporti.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Oggi prendeteli così, poi magari con calma e se vi va di commentarli, possiamo fare ancora molto meglio, ma se riuscissimo ad applicare tutti questi 21 punti saremmo già su un altro pianeta!</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Grazie a Lara che mi ha spedito l'informazione! Ricordo a tutti che il "mio" blog è uno spazio aperto a chiunque abbia voglia di condividere nuove idee e vecchi saperi che ci migliorano la vita.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Eccoli:</h3>
<h3 style="text-align:justify;">1. Cerca il bollino verde. Scegli prodotti con una certificazione "eco". Sceglili di qualità, durevoli, belli e funzionali: quelli fuori moda o scomodi da usare tendono a essere buttati prima.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">2. Cambia la luce. Sostituisci una lampadina normale con un’altra a basso consumo per risparmiare 70 kg di CO2 l’anno e tanti soldi in bolletta (almeno 60 euro l’anno se le si cambia in tutta la casa). Le vecchie lampadine al tungsteno dovrebbero in realtà chiamarsi "stufette": il 95% dell’elettricità la sprecano in calore inutile.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">3. Smettila di starnutire sugli alberi. Meno "usa e getta": per detergere, pulirsi, farsi la barba, scrivere… c’è sempre un’alternativa migliore della carta vergine.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">4. Più riciclo. La carta riciclata riduce del 20% la CO2 e salva gli alberi. La plastica diventa mille cose diverse. Riciclare il vetro fa risparmiare il 30% di CO2 e il 120% di materie prime. Riciclare le lattine di alluminio l’85%, e con 37 lattine si fa una caffettiera nuova.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">5. Risparmia con "classe". Un frigo di classe "A" va per 43 ore con la stessa energia consumata da uno di classe "C" in 16. Usa lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico: il tasto "1/2" inganna, dà risparmi solo del 20%. E un bucato a 90°C consuma sette volte tanto che a 30°!</h3>
<h3 style="text-align:justify;">6. Niente luci rosse. Stereo, tv e dvd in "stand-by" succhiano da 70 a 150 euro all'anno d’elettricità, non per il led ma perché stanno accesi per "sentire" il telecomando. No, spegni tutto con il pulsante.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">7. Riscalda meglio. Non coprire i caloriferi con niente. Abbassa il termostato, ogni grado in meno fa risparmiare l’8% annuo. Se la caldaia ha più di vent’anni, sostituiscila.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">8. Climatizzatore. Usalo moderatamente, non installarlo su una parete assolata, e quand’è acceso le finestre vanno chiuse.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">9. Ai fornelli. Pentole dello stesso diametro della corona dei fornelli, altrimenti si spreca fino a un terzo di calore. E col coperchio! Senza si consuma il quadruplo di gas.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">10. Meno carne. 1 kg di carne consuma 100 volte le risorse di 1 kg di cereali. 1 kg di patate assorbe 500 litri d'acqua, 1 kg di grano 900... 1 kg di carne da 25.000 a 100.000! E ogni hamburger fa fuori mezzo metro quadrato di foresta. Insomma, più verdure, solo di stagione, più cibi locali e meno trasporti internazionali.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">11. Meglio da agricoltura biologica. Oltre a inquinare meno, consumare meno energia ed emettere la metà dei gas delle altre, le fattorie bio hanno anche un ruolo "attivo" nel ridurre i gas serra. Ogni ettaro bio assorbe 1,5 kg di tonnellate di CO2 all'anno: per l’attuale superficie italiana fanno 1.650 mila tonnellate di CO2 all’anno!</h3>
<h3 style="text-align:justify;">12. Acqua di rubinetto. Ha tanti eco-vantaggi, costa poco, è controllatissima. Raccoglila in una brocca al mattino per la sera, così il cloro evapora ed è pure buona!</h3>
<h3 style="text-align:justify;">13. In macchina meno e meglio. Il 46% delle emissioni di CO2 dei trasporti viene da auto private. L’auto ben tagliandata può consumare il 5% in meno. Con le gomme gonfie, il 2%. Non partire subito: a freddo "beve" il 50% in più.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">14. Se si può, in treno. Da Milano a Roma un passeggero in aereo genera 80 kg di CO2; in auto da solo, 70 kg; in treno tre volte meno: 23 kg!</h3>
<h3 style="text-align:justify;">15. Usa solo pile ricaricabili. Durano da 500 a 1000 cicli. Quelle usa e getta sono bombe chimiche irrecuperabili, per produrle si consuma 200 volte l’energia che contengono, l’80% finisce nella spazzatura normale contaminandola, e comunque non sono riciclabili in alcun modo.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">16. Al computer. Attiva la funzione "risparmio energia". In pausa pranzo spegnilo bene, anche il monitor; e lo schermo Lcd consuma la metà.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">17. Energia pulita. Accendi il contratto con un fornitore di energia rinnovabile.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">18. Pianta un albero. Un solo albero assorbe almeno 1 tonnellata di CO2 nella durata della sua vita.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">19. In libreria. "50 cose da fare per salvare il mondo e risparmiare denaro" di Andreas Schlumberger (Apogeo, a Impatto Zero) e "Salvare il mondo senza essere Superman", di Roberto Rizzo (Einaudi).</h3>
<h3 style="text-align:justify;">20. Informati online. Leggere una notizia su Internet fa risparmiare il 97% d’energia rispetto a un quotidiano. Un’occhiata al sito di Al Gore (<a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/wp-admin/www.climatecrisis.net">www.climatecrisis.net</a>), poi <a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/wp-admin/www.climatechange.eu.com">www.climatechange.eu.com</a> (nuova campagnaUE, "You control climate change". Pare facile: "Abbassa. Spegni. Ricicla. Cammina") e…</h3>
<h3 style="text-align:justify;">21. <a href="http://arcanopennazzi.wordpress.com/wp-admin/www.impattozero.it">www.impattozero.it</a>. C’è il calcolatore della tua CO2 personale. Sai quanta ne emette ogni italiano in media, al giorno? 21 kg.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Stefano Carnazzi<span style="font-size:x-small;"></p>
<h3>
<h3 style="text-align:justify;"> </h3>
<p style="text-align:justify;"> </p>
</h3>
<p></span></h3>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sasso Canale]]></title>
<link>http://clausblog.wordpress.com/2007/11/08/sasso-canale/</link>
<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 19:07:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>bluecatmx</dc:creator>
<guid>http://clausblog.it.wordpress.com/2007/11/08/sasso-canale/</guid>
<description><![CDATA[Domenica sono tornato con Marlen su questa panoramica cima dell&#8217;Alto Lario. La giornata è sta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica sono tornato con Marlen su questa panoramica cima dell'Alto Lario. La giornata è stata limpida e ventosa, il che ci ha permesso di godere a pieno della magnifica vista e dello spettacolo dei colori autunnali. Dalla vetta ho potuto ripercorrere con lo sguardo l'avventurosa discesa dalla Val di Bares di due anni fa; da solo in quest'isola di wilderness dove la natura si è rimangiata le poche tracce delle presenza umana, sentieri inclusi, e dove restano vecchi alpeggi abbandonati e solo in fondo alla valle un gruppo di baite abitate da qualche vecchio pastore.</p>
<p align="center">
<a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/1861719370/" title="Photo Sharing"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2384/1861719370_3bde888d17_s.jpg" width="75" height="75" alt="" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/1860882507/" title="Photo Sharing"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2124/1860882507_00a241f077_s.jpg" width="75" height="75" alt="" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/1860843351/" title="Photo Sharing"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2222/1860843351_580c9dea91_s.jpg" width="75" height="75" alt="" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/1861630664/" title="Photo Sharing"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2128/1861630664_f41a5b2851_s.jpg" width="75" height="75" alt="" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/1861618514/" title="Photo Sharing"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2173/1861618514_7b3e3307ae_s.jpg" width="75" height="75" alt="" /></a></p>
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<title><![CDATA[Ritorno]]></title>
<link>http://clausblog.wordpress.com/2007/08/21/ritorno-2/</link>
<pubDate>Tue, 21 Aug 2007 18:08:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>bluecatmx</dc:creator>
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<description><![CDATA[Arrivata la neve sulle crode è ora di rientrare alla base. Visto il meteo schifoso che c&#8217;è s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivata la neve sulle crode è ora di rientrare alla base. Visto il meteo schifoso che c'è stato in giro per le alpi non ci possiamo lamentare. Con un po' di culo e qualche spostamento abbiamo schivato tutte le perturbazioni. Siamo stati prima ad Ailefroide (merita una visita: nel gruppo dell'Ecrins,arrampicate su bel granito,camminate in quota e relax) Poi passando per la Val Chisone (di nuovo merita) siamo approdati in Dolomiti, Val di Fassa.</p>
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<title><![CDATA[Valle del Dosso]]></title>
<link>http://clausblog.wordpress.com/2006/09/25/valle-del-dosso/</link>
<pubDate>Mon, 25 Sep 2006 10:16:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>bluecatmx</dc:creator>
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<description><![CDATA[Obbiettivo di questo fine settimana è stato accompagnare degli amici sul Pizzo Martello per un espe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Obbiettivo di questo fine settimana è stato accompagnare degli amici sul Pizzo Martello per un <a href="http://lnx.manoweb.com/wifi/blog/?p=12" target="_blank">esperimento</a>. Partiamo nel primo pomeriggio da  Caiasco, al termine della strada che sale da Dosso del Liro. Con un lungo e piacevole traverso sui ripidi pendii della valle superiamo diversi nuclei di baite fino a giungere al Ponte di Madri. Da qui proseguiamo sulla sponda destra del torrente per poi attraversarlo ancora e poi di nuovo fino a raggiungere l'alpe Mugium. Ora, con qualche problema di visibilità,  superiamo l'alpe Caurga e, salendo ancora per poco in direzione della Bocchetta di Cama, piantiamo le tende a circa un'ora dalla vetta. Il mattino seguente, dopo una notte di pioggia incessante, saliamo in vetta accompagnati da nebbia e pioggia che a tratti crea qualche problema di orientamento. Infine torniamo in fondovalle per l'itinerario di salita</p>
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<title><![CDATA[Pizzo Suretta e Angelone]]></title>
<link>http://clausblog.wordpress.com/2006/09/01/pizzo-suretta-angelone/</link>
<pubDate>Fri, 01 Sep 2006 15:20:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>bluecatmx</dc:creator>
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<description><![CDATA[La sveglia suona alle 3.45, rapida colazione nel rincoglionimeto più totale e partenza alla volta d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La sveglia suona alle 3.45, rapida colazione nel rincoglionimeto più totale e partenza alla volta dello Spluga. Alle 6.30 inizio a salire verso il bivacco, salgo abbastanza lento un po' sono mezzo addormentato un po' mi devo riabituare agli scarponi rigidi che in questa stagione non ho mai calzato! Comunque in un paio d'ore arrivo all'inizio del piccolo ghiacciaio del Suretta. Qui vengo colto da qualche interrogativo sul proseguimento. Il ghiacciaio tristemente ritirato, pieno di massi e con dei bei crepi, le continue scariche dalle pareti, mi fanno esitare per un po' fermo al margine del ghiacciaio, ma alla fine rompo gli indugi, picca e ramponi e salgo. Attraverso il ghiacciaio rimanendo abbastanza centrale per stare lontano dal rischio di scariche , per contro devo  superare diversi crepacci. Uscito dal ghiacciaio salgo l'ultima rampa di infido detrito mobile per giungere infine in vetta poco prima delle 10. Mi trattengo un po' in compagnia di una coppia salita dalla stessa via e poi scendiamo assieme verso valle. Dopodichè mi trasferisco all'Angelone per un'arrampicata pomeridiana con Marco. Al quarto sperone fatta una via 5a,4c,4c poi un monotiro 5a più qualche metro fuorivia (e volo evitato di un soffio) di 6b+ e infine Marco attacca ignaro un 6b+ su placca tecnica e dopo il secondo spit vola, lui cade per circa 6m io mi ritrovo 2.5m più in altro, per fortuna senza nessuna conseguenza.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/244667998/" title="Photo Sharing"><img src="http://static.flickr.com/87/244667998_9042663124_s.jpg" alt="SchwarzHorner" height="75" width="75" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/244667015/" title="Photo Sharing"><img src="http://static.flickr.com/95/244667015_c54c203a1f_s.jpg" alt="Ghiacciaio del Suretta N" height="75" width="75" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/244665983/" title="Photo Sharing"><img src="http://static.flickr.com/96/244665983_2f105603b4_s.jpg" alt="CIMG3733" height="75" width="75" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/244664225/" title="Photo Sharing"><img src="http://static.flickr.com/84/244664225_96f5481c3d_s.jpg" alt="Ferrè e Pizzo dei Piani" height="75" width="75" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/bluecat_mx/245257571/" title="Photo Sharing"><img src="http://static.flickr.com/90/245257571_331bd3d750_s.jpg" alt="Crepo" height="75" width="75" /></a></p>
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<title><![CDATA[Pizzo Martello]]></title>
<link>http://clausblog.wordpress.com/2006/08/04/pizzo-campanile-e-pizzo-d-gratella/</link>
<pubDate>Fri, 04 Aug 2006 19:25:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>bluecatmx</dc:creator>
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<description><![CDATA[Partiamo dal solito ponte di Dangri alle 6 e grazie alla temperatura ancora fresca raggiungiamo la c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://clausblog.wordpress.com/files/2006/08/oo44d60d7ec59442.jpg" alt="oo44d60d7ec59442.jpg" align="right" hspace="5" vspace="5" />Partiamo dal solito ponte di Dangri alle 6 e grazie alla temperatura ancora fresca raggiungiamo la <a href="https://clausblog.wordpress.com/2005/05/07/val-darengo/" target="_blank">capanna Como</a> in poco più di 3 ore. Saliamo al Passo dell'Orso e da qui scendiamo in Valle del Dosso per poi percorrerne la testata fino nei pressi della Bocchetta di Cama. Infine lungo la cresta W , tenendoci sempre a S del filo,raggiungiamo la vetta. Per la sola salita ci sono volute circa 6 ore e oltre 1800m di dislivello. Ne è valsa decisamente la pena per la bellezza e la solitudine dei luoghi attraversati e per la vista dalla vetta. Dal Pizzo Martello si ha infatti una visuale perfetta su tutta la catena dei Muncech: a W  P. Paglia, Mater de Paia, Cima Dermone, Cardinello e giù fino al Passo S. Jorio tutta la dorsale della Valcavargna; a E P. Caurga, P. Campanile, P. San Pio, Pizzo Cavregasco, Pizzo Rabbi, Pizzo Ledù, Sasso Canale e Berlinghera. Al ritorno, dal Passo dell'Orso sono salito da solo anche sul <a href="http://clausblog.wordpress.com/2006/05/02/pizzo-della-gratella/" target="_blank">Pizzo della Gratella</a>. In discesa ho sentito gli effetti 2000m di salita. La stanchezza nella discesa è comunque stata alleviata dalla gran quantità di mirtilli che ho mangiato strada facendo e dalla vista dei paesaggi ormai familiari illuminati da una luce del tutto particolare, con il verde brillante dei pascoli,le ombre di faggi e castagni, le forme solide e rassicuranti delle vecchie baite, le pareti e le cime esaltati dalla luce radente e calda del sole che si avvicina all'orizzonte.</p>
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<title><![CDATA[Passo Servizio]]></title>
<link>http://clausblog.wordpress.com/2006/07/12/passo-servizio/</link>
<pubDate>Wed, 12 Jul 2006 18:21:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>bluecatmx</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giro infrasettimanale per fuggire dal caldo urbano e godersi un po&#8217;di sano relax. Saliamo da S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Giro infrasettimanale per fuggire dal caldo urbano e godersi un po'di sano relax. Saliamo da Starleggia, mancando il sentiero per l'alpe del Servizio, proseguiamo per un po' nell'amena valle della Sancia per poi salire un faticoso canale. Dall'uscita di questo in breve siamo al bivacco e al passo. Ottima vista sui monti della Vallespluga, della valle del Drogo e più in la sulle pareti nord del gruppo del Masino. Al rientro abbiamo preso un po' di pioggia...rinfrescante!</p>
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