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	<title>case-chiuse &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/case-chiuse/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "case-chiuse"</description>
	<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 08:35:07 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Sondaggio Digis, prostituzione: multe si, ma si riaprano le case chiuse.]]></title>
<link>http://minipolitica.wordpress.com/?p=169</link>
<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 10:57:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonellobarone</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Il 74 % degli italiani è favorevole a riaprire le case chiuse e il 9% vuole i quartieri a luci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:MetaBook-Roman;">Il 74 % degli italiani è favorevole a riaprire le case chiuse e il 9% vuole i quartieri a luci rosse. <span> </span>Il 57% del campione è favorevole al provvedimento del Ministro Carfagna e approvato dal Governo Berlusconi teso a prevenire al prostituzione in strada attraverso le multe ai <span> </span>clienti e alle prostitute. </span><span style="font-size:11pt;font-family:MetaBook-Roman;">Quanto emerge dal sondaggio dell’Osservatorio Digis-SKYTG24 presentato oggi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:MetaBook-Roman;"><a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/">www.sondaggipoliticoelettorali.it</a></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cinquant'anni fa, quando l'Italia tollerava]]></title>
<link>http://gamma83.wordpress.com/?p=80</link>
<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 17:59:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>gamma83</dc:creator>
<guid>http://gamma83.it.wordpress.com/2008/09/20/cinquantanni-fa-quando-litalia-tollerava/</guid>
<description><![CDATA[Per gli amanti degli anniversari, oggi non si celebra solo la ricorrenza della breccia di Porta Pia,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Per gli amanti degli anniversari, oggi non si celebra solo la ricorrenza della breccia di Porta Pia, ma anche un cinquantenario storico, per qualcuno addirittura doloroso. È datata 20 settembre 1958 la morte d'imperio delle «<strong>case chiuse</strong>»: a decretarla, esattamente sei mesi prima, la legge 20 febbraio 1958, n. 75, indissolubilmente legata al cognome della senatrice che la propose, la socialista <strong>Angelina Merlin</strong>. Con quel provvedimento venne meno una sorta di istituzione "storica" - senza voler scomodare l'adagio del mestiere più antico del mondo - e il mondo della prostituzione cambiò completamente, non necessariamente in meglio.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">In precedenza, al di fuori delle case di tolleranza, la prostituzione era lecita solo se non era abituale (e non avveniva in locali chiusi). Dopo la «Merlin», non fu possibile aprire nuove case di piacere, mentre a quelle esistenti furono concessi sei mesi per programmarne la chiusura; in base alla legge diventò reato avere la proprietà o la gestione di un "bordello", tollerare abitualmente in un pubblico esercizio la presenza di persone che vi si prostituiscono, indurre una donna a prostituirsi e fare il lenone (il «ruffiano») in pubblico.</p>
<p style="text-align:justify;">Al di fuori del dato normativo, tuttavia, fu proprio un <strong>mondo intero</strong> ad essere cancellato con un colpo di spugna, tanto dalle grandi città, quanto dai piccoli centri come il mio paese. Per i guastallesi che hanno almeno 68 anni, infatti, tra le vie del centro storico ce n'era una assolutamente innominabile nelle conversazioni in famiglia; nei dialoghi con gli amici, invece, quella strada era spesso oggetto di battute, ammiccamenti e, magari, sogni più o meno inconfessabili. Il luogo in questione, naturalmente, era «appetibile» (o, a seconda dei casi, da evitare come il peccato) perché «<em>l'era la strada dal casén</em>», come ricordano puntualmente alcuni anziani: chiedendo l'indirizzo della casa di tolleranza a chi la frequentava (anche senza «combinare» nulla) capita ancora di sentirsi rispondere in meno di un nanosecondo «Via San Ferdinando numero 18!», tanto quel luogo era noto in città, anche a chi non ci ha mai messo piede.</p>
<p style="text-align:justify;">Di quella «casa» non resta granché, anche se l'ingresso è ancora riconoscibile: lo si indovina grazie ad una rientranza in un muro, in corrispondenza della vecchia porta, allora chiusa da un uscio in ferro; vicino c'era un urinatoio, ora scomparso, così come non c'è più il vicolo che da via Cesarea «<em>al purtava drét in casén</em>» (portava dritto nel casino). Quasi intatto, invece, è il ricordo che si è conservato in molti guastallesi: a lungo per mandarsi più o meno garbatamente a quel paese (o «in casino», come si dice altrove) si apostrofavano dicendo «<em>Ma va' dla siùra Maria!</em>» (Ma vai dalla signora Maria!), la prima tenutaria del postribolo; è diventato quasi <strong>leggenda</strong> il suo successore che sulla carta d'identità aveva fatto scrivere «pescatore» come professione, mentre era lui a comprare lenzuola e provviste per la casa. Divenne un personaggio irrinunciabile della società guastallese anche la prima <em>maîtresse</em>, in precedenza prostituta a La Spezia: tutti la chiamavano «Loris» e tengono a ricordare che era una vera signora. «E' stata la prima donna a girare con le "volpi" e le calosce per non sporcarsi i piedi - mi ha detto uno che da ragazzino è cresciuto letteralmente "in strada" -  Quando morì, un frate la portò in cimitero, mentre io e gli altri bambini di strada facemmo i chierichetti; sulla sua tomba erano incisi il suo vero nome ed anche il soprannome, ma era nascosto dal disegno di un fiore», tanto per rimarcare lo stile.</p>
<p style="text-align:justify;">Il casino di Guastalla non brillava né per pulizia, né per la bellezza delle "donnine", ma per molti è stato un luogo di passaggio e - sia permesso dirlo - di formazione. «Compii 18 anni nel 1956 - mi diceva un antico frequentatore della Bassa, poi divenuto critico d'arte - A Guastalla c'era una tradizione: usciti idonei dalla visita militare che ti classificava "uomo", si andava al casino per diventare adulti ad ogni effetto. La casa però si prestava anche per le persone timide o con difficoltà fisiche, che non potevano sfogare altrimenti il loro istinto maschile; c'era anche chi s'innamorava di quelle donne ed alcune di loro hanno iniziato una nuova vita».</p>
<p style="text-align:justify;">Tra quei muri del sesso a tassametro è accaduto davvero di tutto: «Una volta portammo un nostro amico un po' introverso perché facesse la sua prima esperienza - mi raccontava ridendo un altro cliente, un guastallese classe 1923 - Una ragazza gli si avvicinò, lo circuì e lo portò al piano di sopra, dove c'erano le stanze, ma lo vedemmo scendere nemmeno due minuti dopo, piuttosto contrariato. Incuriositi gli chiedemmo spiegazioni e lui ci disse che, alla richiesta di pagamento della marchetta, aveva risposto strabuzzando gli occhi "<em>Quand i cuntadén i vé da me padar par far muntar li vachi dal nostar tòr, i'è lur ch'i paga, mia me!</em>" (Quando i contadini vengono da mio padre per far montare le mucche dal nostro toro, sono loro che pagano, non io!)». Chi viveva la vita grama di quel tempo, tuttavia, ha potuto sperimentare l'altro lato delle prostitute che, smessa la veste "da lavoro", mostravano un'<strong>umanità</strong> non comune. «Con noi erano gentili, cercavano di aiutarci - mi spiegava ancora l'ex "ragazzo di strada" - Una di loro mi comprò un paio di scapre, una addirittura mi propose di prendere il suo cognome, per l'affetto che aveva».</p>
<p style="text-align:justify;">Di ciò non rimane traccia, come delle «passeggiate» delle prostitute che arrivavano in stazione ogni quindici giorni e, nel percorso in centro verso il casino, avevano addosso centinaia di sguardi, sfacciati o furtivi: tutto è chiuso dietro a quella porta che, fino a cinquant'anni fa, nascondeva un angolo d'inferno o di paradiso. Oggi come allora la prostituzione in sé non è illecita, ma lo sono molte condotte che la favoriscono: è contro la legge accompagnare la prostituta nel luogo in cui esercita o permetterle di cambiarsi dentro l'auto; commettono reato pure le prostitute che vivono insieme e prendono gli appuntamenti una per l'altra. Fin dall'inizio il dibattito sulla chiusura delle «case» coinvolse intellettuali di spicco come <strong>Indro Montanelli</strong>, che in <em>Addio, Wanda!</em> scrisse, destando clamore: «In Italia un colpo di piccone alle case chiuse fa crollare l'intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli, la Fede cattolica, la Patria e la Famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre istituzioni trovavano la più sicura garanzia»; pochi anni più tardi gli italiani intrigati dal mondo del meretricio (se non addirittura affezionati) fecero sparire rapidamente dalle librerie un volume piuttosto costoso come <em>Quando l'Italia tollerava</em> di <strong>Giancarlo Fusco</strong> (che andò a ruba anche nella ristampa del 1995) e molto tempo dopo non disdegnarono di guardare <em>Paprika</em> di Tinto Brass.</p>
<p style="text-align:justify;">I frequentatori di allora ricordano con un certo lirismo, magari non sempre giustificato, quei tempi (si veda lo stesso <strong>Luciano De Crescenzo</strong> in <em>Le donne sono diverse</em>)<em> </em>e difficilmente apprezzano i risultati della legge Merlin: «Per eliminare il bubbone, lo sconcio dei casini, la Merlin di fatto ha creato un tumore - ha cetto con convinzione il futuro critico d'arte - perché non diede una valida alternativa a quelle donne, che finirono tutte nelle strade, fino alla situazione indecente di oggi». Chissà che penserebbero di loro Carfagna e gli altri?</p>
<p style="text-align:justify;">- - -</p>
<p style="text-align:justify;"><a title="Qui trovi la pagina che ho scritto per la &#34;Gazzetta di Reggio&#34; sulla casa di tolleranza del mio paese." href="http://gamma83.files.wordpress.com/2008/09/310808-bordello.pdf" target="_blank"><strong>31 agosto 2008 - Gazzetta di Reggio</strong></a>: a questo collegamento troverete la pagina che ho scritto per il mio giornale, proprio in ricordo della vecchia "casa" di Guastalla. Non è stato facile trovare le testimonianze su quell'epoca, ancora meno reperire notizie sull'inizio dell'attività; è stata però un'avventura divertente che non potrò certo dimenticare. Mi sento in dovere di ringraziare infinitamente due colleghi: <strong>Andrea Melosi</strong> che due anni fa mi ha "buttato lì" l'idea, tra un sogghigno e un atto di fiducia, e <strong>Mauro Grasselli</strong> che ha creduto alla mia idea e l'ha fisicamente tradotta in pagina.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cinquant'anni fa addio case chiuse]]></title>
<link>http://modicanews.wordpress.com/?p=177</link>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 19:40:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>modicanews</dc:creator>
<guid>http://modicanews.it.wordpress.com/2008/09/17/cinquantanni-fa-addio-case-chiuse/</guid>
<description><![CDATA[Storia dei postriboli e dell&#8217;abolizione
Cinquant&#8217;anni fa, il 20 settembre 1958, le ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 class="blu">Storia dei postriboli e dell'abolizione</h3>
<p>Cinquant'anni fa, il 20 settembre 1958, le "case chiuse", che fino ad allora "chiuse" lo erano state solo di nome, lo diventarono anche di fatto. Perché, alla mezzanotte della notte tra il 19 e il 20 settembre, entrò in vigore la legge Merlin che, approvata sette mesi prima dal Parlamento, decretava l'abolizione dei bordelli. Davanti a molti lupanari si festeggiò, con falsi funerali, la morte della prostituzione di Stato, mentre all'interno i clienti abituali si godevano (non senza una certa ressa) l'ultima notte di un mondo che sarebbe sopravvissuto solo fino alle 23.59. Alla mezzanotte del 20, anniversario della presa di Porta Pia, tutto doveva essere finito: le "aziende" liquidate, le "signorine" licenziate.</p>
<p><strong>La storia delle case di tolleranza in Italia</strong><br />
La chiusura dei postriboli segnò non solo la fine di un'epoca, ma anche quella di una storia millenaria. Le case di piacere, strutture dove esercitare il mestiere più antico del mondo, in Italia esistevano infatti sin dall'antica Roma: si chiamavano "lupanari", perché in latino il popolo indicava le prostitute come "lupe" (un termine poi ripreso da Giovanni Verga ne "La lupa"). Per altri 1.850 anni tutto continuò a svolgersi senza scossoni: lo Stato continuò a disinteressarsi di quello che succedeva all'interno dei postriboli, dove gli affari andavano sempre a gonfie vele anche in tempo di crisi e carestia.</p>
<p>Bisogna arrivare al 1859 perché si trovi traccia dell'interessamento delle autorità ai bordelli: è la data di un decreto di Cavour in risposta a una richiesta di Napoleone III perché ai suoi soldati, impegnati ad appoggiare la seconda guerra d'indipendenza dei sabaudi contro l'Austria, venissero assicurati luoghi "sicuri" dove prendersi "il riposo del guerriero". E così il conte autorizzò l'apertura, in Lombardia, di alcune "case" controllate direttamente dallo Stato.</p>
<p>Quel decreto fu poi convertito in legge, e il 15 febbraio 1860 venne emanato il "Regolamento del servizio di sorveglianza sulla prostituzione": una data che segna ufficialmente la nascita delle "case di tolleranza", così chiamate perché la loro esistenza era "tollerata" dallo Stato. I bordelli venivano suddivisi da questo regolamento in 3 categorie, per ognuna delle quali era lo Stato a fissare le tariffe: 5 lire per le "case" di lusso, da 2 a 5 lire per quelle di medio livello e 2 lire per quelle "popolari". Inoltre veniva stabilito che i tenutari fossero obbligati a pagare le tasse sugli introiti e che per poter aprire un postribolo fosse necessario ottenere una licenza apposita.</p>
<p><a href="http://modicanews.wordpress.com/wp-admin/#"></a></p>
<p><a href="http://modicanews.files.wordpress.com/2008/09/immaginetake.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-178" title="immaginetake" src="http://modicanews.wordpress.com/files/2008/09/immaginetake.jpg" alt="" width="377" height="500" /></a></p>
<p><strong>Nascono le "case chiuse"<br />
</strong>Nemmeno trent'anni dopo, nel 1888, la vita all'interno delle case di tolleranza era di nuovo in discussione in Parlamento: non perché a qualcuno fosse venuta in mente la possibilità di chiuderle (a qualcuno, in realtà, sì, ma si trattava di voci fuori dal coro) quanto sull'opportunità che nei postriboli, oltre al sesso, fossero venduti anche cibi e bevande. E così tra la destra conservatrice (che voleva vietare la vendita) e la sinistra liberale (che invece era favorevole) si accese una ferocissima battaglia.</p>
<p>Se l'onorevole Vigoni, conservatore, ricordava con orrore della sua visita al "Babi", una delle più famose case di tolleranza di Torino, spiegando che l'atmosfera "già appesantita dal lezzo delle pratiche vergognose e dal fumo dei sigari era pressoché irrespirabile per via del cattivo odore esalante da quella mescolanza eterogenea di cibarie aggiunto ai fiati carichi di vino, di grappa e di rum, assommati al sudore dei corpi". E, orrore nell'orrore, degli uomini presenti molti erano "forse promessi sposi a una casta fanciulla. Alcuni perfino mariti e padri!". Immediata la replica del riformista Felice Cavallotti, il quale, pur riconoscendo che "il piacere venduto in quelle case è assai relativo" poiché non è certo amore, spiegava come "togliere perfino la possibilità di un onesto bicchiere di vino, di uno spuntino, di una chitarra e di un canto, significa davvero ridurne la funzione a quella di brutali sfogatoi della libidine popolare".</p>
<p>Alla fine la spuntò la destra, e la legge Crispi vietò di vendere cibi e bevande, di tenere feste, di cantare e di ballare. Divenne inoltre obbligatorio (e da qui il nome utilizzato fino ad oggi) tenere sempre chiuse le imposte delle finestre, in modo che i passanti non fossero turbati dallo spattacolo dell'interno. Infine, la legge del 1888 fissò modi e tempi dei controlli medici da effettuare sulle "signorine" per evitare la diffusione delle malattie veneree.</p>
<p>Nel 1891 un altro intervento statale, quello del ministro dell'Interno Giovanni Nicotera, modificò il tariffario delle case chiuse: la crisi e l'inflazione, infatti, avevano reso impossibile per le classi meno abbienti affrontare la spesa di 2 lire (lo stipendio medio giornaliero di un operaio si aggirava intorno alle 3 lire), dando nuovo slancio alla prostituzione "libera" (e più economica) ma anche alla diffusione di quelle malattie veneree che l'istituzione delle case di tolleranza si proponeva di combattere. Ecco quindi che le tariffe vennero riviste al ribasso: la minima venne dimezzata e diventò di 1 lira, ulteriormente scontata a 70 centesimi per i sottufficiali. In compenso vennero aumentati i prezzi delle case di lusso, dove la tariffa passo da 5 a 7 lire.</p>
<p> </p>
<p><strong>La battaglia per la chiusura</strong><br />
Per i successivi sessant'anni le case di tolleranza continuarono a prosperare, tra alti e bassi, nonostante due guerre mondiali e qualche sporadico e debole tentativo moralizzatore (quello del presidente del Consiglio, Giuseppe Saracco, nel 1900 e quello di Filippo Turati nel 1919) avesse cercato di abolirle. Ma nel 1948 iniziò la battaglia, durata un decennio, della senatrice socialista Lina Merlin: dopo la Seconda Guerra mondiale, infatti, quasi tutti i Paesi europei avevano abolito la prostituzione di Stato, compresa, nel 1946, la Francia che ne era stata l'inventrice. Resistevano solo l'Italia e la Spagna franchista. La Merlin, eletta membro della Costituente nel '46 e prima donna a sedere in Senato nel '48, riprese immediatamente una battaglia che aveva intrapreso prima del Ventennio nel suo Veneto. Per dieci anni lottò disperatamente per far approvare la sua legge, quella che imponeva l'abolizione delle case chiuse. Venne minacciata di morte, dovette vivere per un periodo in clandestinità, ma non si arrese. Dopo un decennio nel quale non si stancò di spiegare che lei non aveva nessuna intenzione di abolire la prostituzione, perché non si può abolire "il mestiere più vecchio del mondo, che morirà con il mondo", ma solo di cancellare la regolamentazione del metetricio da parte dello Stato, "una vergogna solo nostra tra i Paesi moderni", riuscì nella sua impresa. E la mattina del 20 settembre 1958 si fece fotografare mentre apriva le persiane di una casa chiusa, chiudendo così un'epoca.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le nuove frontiere della prostituzione]]></title>
<link>http://maviserra.wordpress.com/?p=651</link>
<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 21:24:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mavi</dc:creator>
<guid>http://maviserra.it.wordpress.com/2008/09/16/le-nuove-frontiere-della-prostituzione/</guid>
<description><![CDATA[
E&#8217; di qualche giorno fa la notizia della possibile archiviazione, dopo 50 anni, della famosa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maviserra.files.wordpress.com/2008/09/fico05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-653" title="fico05" src="http://maviserra.wordpress.com/files/2008/09/fico05.jpg" alt="" width="500" height="450" /></a></p>
<p>E' di qualche giorno fa la notizia della possibile archiviazione, dopo 50 anni, della famosa <strong>Legge Merlin</strong>. Il Ministro alle Pari Opportunita <strong>Mara Carfagna</strong> ha infatti presentato un decreto legge secondo il quale la prostituzione <em>"in luogo pubblico o aperto al pubblico</em>" diventa un reato. Non ci si potrà più prostituire in luoghi pubblici, ma solo in luoghi privati, in modo da non offendere il pubblico pudore. Multe salate e l'arresto sono le pene nelle quali incorreranno sia le "professioniste" che i clienti, anche coloro che si fermano solo per "contrattare il prezzo".<!--more--></p>
<p>Sui giornali di oggi già le raezioni dei primi multati, il primo, a Roma, ha dichiarato "<em>Non voterò più Alemanno</em>", mentre una nota curiosa (e preoccupante, aggiungerei) è che i vigili urbani romani consigliano alle signore di non vestirsi in modo troppo succinto per non rischiare di essere scambiate per le prostitute che a quanto pare come segno distintivo avrebbero quello della minigonna.</p>
<p>Tralascio i commenti sulla legge, che non mi convince molto, ma siccome, come dice <strong>Simona Ventura</strong> in salsa rossa <em><strong>Dura Lex, Sed Lex</strong></em>,  vorrei fare per la prima volta nella mia vita la Spia.</p>
<p>Se non ci si può più prostituire in luoghi pubblici, oltraggio al pubblico pudore, come definirebbe il Ministro Carfagna o chi per lei questo annuncio plateale riportato da tutti i più grandi quotidiani (<em>che evidentemente non hanno notizie più interessanti da spingere</em>)? Corriere.it:</p>
<blockquote>
<h1>«Metto all'asta la mia verginità<br />
per un milione di euro»</h1>
<h2>L'annuncio di Raffaella Fico, ex concorrente del GF8</h2>
</blockquote>
<p>E' vero, anche io sto cadendo nella provocazione e sto dando risalto a una notizia- bufala creata ad arte per diventare un personaggio: la ragazza non ha avuto spazio nel mondo dello spettacolo. Ma abbiate pazienza, mi è davvero scappata una risata (amara) a leggere l'articolo: ammettiamo che sia una gran scemenza, questa (me lo auguro per lei), ma davvero vendersi è diventato, dichiaratamente, il modo più facile per fare soldi e carriera?</p>
<p>In questo caso, se non venderà la sua (presunta, perché la mano sul fuoco, su una che si vende con un'intervista sul Chi, non ce la metterei di certo) verginità, ha già venduto la dignità, che a differenza della prima, è meglio non perdere proprio mai.</p>
<p><em>Infine, non mi sembra corretto che le ragazze di strada non possano nemmeno passeggiare in minigonna e...</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Puttanate]]></title>
<link>http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/?p=474</link>
<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 10:30:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>panattonimarco</dc:creator>
<guid>http://laconoscenzarendeliberiblog.it.wordpress.com/2008/09/15/puttanate/</guid>
<description><![CDATA[ovvero la legge della Carfagna sulle signorine allegre ed altro.
Diversamente dai pecoroni del PD, p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>ovvero la legge della Carfagna sulle signorine allegre ed altro.</p>
<p>Diversamente dai pecoroni del PD, per i quali qualsiasi stronzata dice Ueltroni o Bersani sono il verbo, è rimasto a chi è dall'altra parte come me la capacità critica di giudicare il governo in carica.</p>
<p>Sulla<span style="color:#ff0000;"> legge sulla prostituzione,</span> è una grandissima cazzata.</p>
<p>E' una legge di facciata, che toglierà la prostituzione dalla strade per portarla in appartamento.</p>
<p>Punto.</p>
<p>La prostituzione è il mestiere più antico del mondo, il rossetto l'hanno inventato le prostitute romane ed era indice di disponibilità a fare pompini, quindi è assurdo pensare di vietarla.</p>
<p>Io sono, e non da oggi, per la riapertura delle case chiuse, legalizzate, dove le donne sono controllate a livello sanitario, non ci sono papponi nè animali albanesi che brutalizzano minorenni.</p>
<p>finalmente invece qualcosa di non ultra cattolico dal governo, è passata in sordina in mezzo al can can fatto dal PD su Alitalia, che <span style="color:#ff0000;">Rotondi ha presentato un disegno di legge sui DICO</span>, ovvero che la Destra farà una cosa che gli ultra liberal della Sinistra hanno stracciato dal programma.</p>
<p>E poi, vista l'ignoranza di alcuni lettori orgogliosi di essere del PD <em>(orgogliosi di cosa poi?)</em>, alcune precisazioni storiche:</p>
<ul>
<li>nonostante l'ipocrisia di Fini, la Destra italiana è figlia di Mussolini.</li>
<li>Mussolini era per le case chiuse, la legge della Carfagna è di orientamento fondamentalista-cattolico e non di destra</li>
<li>Mussolini non era contro il divorzio nè un modello di famiglia cattolica</li>
<li>Mussolini ha fatto i patti lateranensi, quindi Stato e Chiesa ognuno a casa sua. Tutte le voci del governo su aborto, divorzio, staminali ed altro sono indecorose voci di fondamentalismo cattolico che con la Destra storica non hanno nulla a che fare.</li>
</ul>
<p>Su <span style="color:#ff0000;">Alitalia</span>:</p>
<p>Come temevo, l'ho già scritto, Alitalia non è fallita e si è scaricata sulle nostre tasse, ma il Silvio ha salvato i posti di lavoro.</p>
<p>Io speravo che fallisse, invece è andata così.</p>
<p>Un successo del Silvio, una cosa che speravo gli andasse storta.</p>
<p>E <span style="color:#ff0000;">LEHMAN BROTHERS, ovvero è fallita una delle più grandi banche del mondo in America</span> e crolla la borsa da noi...</p>
<p>Questo cosa dimostra?</p>
<p>Assoluta stupidità.</p>
<p>LB è una banca che faceva questo trucchetto, andava dalla banca presso la quale voi avete il mutuo, lo comperava <em>(al 60% del valore)</em> e lo rivendeva ad altri gonzi, assicurando il capitale.</p>
<p>Il giochino era semplice, e funzionava fintanto che la gente pagava le rate.</p>
<p>Il problema è che se non paghi le rate, quello a cui LB ha rivenduto il mutuo vuole i soldi, e LB non li ha.</p>
<p>Questo cosa porterà?</p>
<p>Che le nostre banche, che per avidità hanno comperato da LB questi titoli, ce l'avranno nel culo e quindi presteranno meno soldi agli imprenditori per rientrare delle perdite delle loro speculazioni.</p>
<p>E perchè le borse crollano?</p>
<p>Perchè la gente è del tutto STUPIDA.</p>
<p>Se voi avete azioni della A2A, o ENI o TELECOM, che non c'entrano un cazzo con la banca LB, non vi cambia un cazzo.</p>
<p>Ma no, c'è il panico ed allora i pecoroni corrono a vendere.</p>
<p>E quelli furbi cosa fanno?</p>
<p>Comprano.</p>
<p>E' in questi momenti che la gente fa i veri soldi, perchè a fronte di orde di pecoroni che vendono c'è sempre qualcuno al varco che compra, compra al saldo titoli svenduti da gente in preda al panico ed aspetta, perchè quando il mercato si calma diventeranno ricchissimi grazie alla stupidità.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bitchiness gets you everywhere. (Anche alle pari opportunità)]]></title>
<link>http://astridnausicaa.wordpress.com/?p=311</link>
<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 13:46:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Astrid Nausicaa</dc:creator>
<guid>http://astridnausicaa.it.wordpress.com/2008/09/12/bitchiness-gets-you-everywhere-anche-alle-pari-opportunita/</guid>
<description><![CDATA[
Mara Carfagna ha messo a punto un disegno di legge che ha ad oggetto nuove misure per combattere la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-312" title="carfa" src="http://astridnausicaa.wordpress.com/files/2008/09/carfa.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;">Mara Carfagna ha messo a punto un disegno di legge che ha ad oggetto nuove misure per combattere la prostituzione. No, giuro, non è una barzelletta! Dopo 50 anni cambierà (con ogni probabilità) la legge Merlin, e sarà introdotto il reato di 'esercizio della prostituzione in luogo pubblico', che prevede identiche sanzioni per le prostitute e per i clienti: arresto da 5 a 15 giorni e ammenda da 200 a 3000 euro. Non è invece prevista la regolamentazione delle case chiuse, nulla si dice sulla prostituzione in casa o in luoghi chiusi, e manca una disciplina che si interessi delle condizioni igieniche, sanitarie, e di fornire altre forme di tutela per i diritti di queste donne. "La prostituzione in luoghi chiusi non è legale e non è reato", <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/prostituzione-divieti/approvato-ddl-carfagna/approvato-ddl-carfagna.html" target="_blank">ha detto Mara</a>. Intellegenti pauca.  </p>
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<title><![CDATA[Sostiene la Genni ]]></title>
<link>http://diversamentequilibrata.wordpress.com/?p=848</link>
<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 10:12:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>diversamentequilibrata</dc:creator>
<guid>http://diversamentequilibrata.it.wordpress.com/2008/08/28/sostiene-la-genni/</guid>
<description><![CDATA[Sostiene la Genni che ci sia qualcosa che non va nell&#8217;ordinanza della Sindaca per chiudere i b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sostiene la Genni che ci sia qualcosa che non va nell'ordinanza della Sindaca per chiudere i bassi dove lavorano le prostitute.<br />
Ieri abbiamo parlato a lungo.<br />
Innanzi tutto questa ordinanza qui è un'ordinanza mascherata, perchè, a quanto mi ha spiegato la Genni, non è che dice che non ci si deve prostituire nei bassi. Come, per altro, sospetto che dica anche la legge.<br />
Dice che devono essere destinati all'uso che c'è scritto al catasto, magazzino, stalla, cantina. E non possono essere case. E quindi, se non sono case, niente letto, niente mobili, niente televisione.<br />
Questo, però, va a colpire solamente un certo tipo di prostituzione e, solamente in una certa zona. Sostanzialmente sotto casa mia.<br />
Perchè le ragazze della Maddalena lavorano in appartamento, per esempio.<br />
Da noi lavorano le signore, di giorno.<br />
Parentesi: e, vi giuro, se non me l'avesse detto ieri la Genni che si prostituivano, mai l'avrei sospettato. Per me erano vecchiette che si prendevano il fresco sui gradini, che davano da mangiare ai piccioni.<br />
Mi sono sentita che ho preso il Premio Biancaneve 2008.<br />
Chiusa parentesi.<br />
E poi lavorano una selva di persone, nei bassi, che non sono esattamente transessuali. Sono quasi tutti uomini vestiti da donne, a dire il vero. Ma si distribuiscono abbastanza uniformemente in un arco che va da "tutto su mia madre" alla Genni che guarda le partite di calcio. Mille storie differenti.<br />
Mille sostegni che andrebbero dati.<br />
E invece chiudiamo i bassi, che sta male averci dei travestiti di sessant'anni a tre passi dall'expo, con i turisti che passano. Che figura ci fa la città dei diritti?<br />
Ma c'è un'altra cosa che dice la Genni, che il marito della Sindaca si è comprato un bel po' di case nella zona. Ecco perchè questa necessità di ripulire tutto e bene.<br />
Ci aspettano bei vicoletti lindi e il first-lady alle assemblee di condominio. Ve lo immaginate? Adesso le mie assemblee di condominio ci potresti fare su uno spettacolo. C'è il padrone del basso della Genni che, tutte le volte, arriva, resiste cinque minuti e poi esplode in una sceneggiata diretta verso l'amministratore, in stile Vladimir Luxuria con un'unghia rotta e in napoletano stretto.<br />
Vado all'assemblea solo per il quarto d'ora di sceneggiato. Impagabile.<br />
Comunque, questa sarebbe ordinaria tristissima amministrazione.<br />
Senonchè, sostiene la Genni, sono arrivate assicurazioni, da parte del comune, che costruiranno uno splendido quartiere a luci rosse, tutto per loro e non avranno più bisogno di questi bassi schifosi e maleodoranti.<br />
Ma lui il quartiere a luci rosse non lo vuole. Tanto adesso, il più, si lavora su internet. E poi il nostro è già un quartiere a luci rosse...<br />
Fin qui quello che mi ha detto la Genni.<br />
E prendetelo così, come una cosa che ho sentito e che vi riporto.<br />
Ma questa idea del quartiere a luci rosse è agghiacciante.<br />
Già da tempo vado maturando l'idea che la legge Merlin sia stato il passo avanti più importante che le donne hanno fatto il questo paese, dopo il diritto di voto. La legge Merlin ci ha regalato l'emancipazione sessuale, soprattutto. Perchè un uomo che voglia fare sesso disimpegnato con una donna prima poteva pagare. Adesso può pagare meno facilmente e meno socialmente incoraggiato. E allora c'è spazio anche per imparare a fare sesso gratis. Per scambiarsi piacere. Più appagante ma anche più emotivamente impegnativo.<br />
Ma questo lo scrissi approfonditamente in un altro post.<br />
Una società che riesce a contrastare la prostituzione è una società che riesce a insegnare ai suoi figli che non tutto si può pagare. Non tutto è in vendita.<br />
E quindi io il quartiere a luci rosse non lo voglio perchè in Italia la prostutuzione non può essere tollerata fino a questo punto. Già è tollerata troppo.<br />
E poi i quartieri a luci rosse sono ghetti. Nel nostro quartiere, a quanto pare, sono prostitute anche le vecchiette che danno da mangiare ai piccioni. Ma ci siamo anche noi, c'è il pompiere del quarto piano. Filippo il suonatore di organetto. C'è il call-centre, c'è la moschea. E tutti sono bene integrati. Parliamo, ci diamo una mano uno con l'altro, ci prestiamo il cavatappi, la ventosa per sturare il lavandino. Come vicini normali.<br />
Ammettiamo anche che ci siano luci rosse nel nostro vicolo, ma non ci sono solo quelle.<br />
Io penso che il Comune, a lasciar perdere le cose che dice la Genni sul marito della Sindaca, che quando ha cominciato a parlare del marito della Sindaca io già mi aspettavo succosissimi pettegolezzi. E invece solo una tristezza immbiliare. Comunque dicevo, io penso che il comune, abbia giocato sporchissimo su questa questione dei bassi.<br />
Io penso che, se decidi di non tollerare la prostituzione. E giuro che se la Sindaca lo decide io l'amerò per sempre e incondizionatamente. Se decidi di non tollerare la prostituzione, ti metti d'accordo con il prefetto e cominci a controllare a tappeto, prima di tutto i documenti delle ragazze straniere, che sono quelle che stanno peggio. Poi cerchi gli sfruttatori. E poi fai in modo che la legge, che c'è e che ci dobbiamo tenere, sia applicata. Perchè in Italia la prostituzione è legale ma non si può organizzala né esercitarla al chiuso (e qui, tra l'altro, ci stava la questione dei bassi, forse) ma soprattutto è punito chi sfrutta e chi favorisce la prostituzione.<br />
Allora dico, una legge c'è. E' accettabile. Applichiamola.<br />
Ma perchè ci dobbiamo inventare sciocchi espedienti? Perchè tutta questa storia mi deve sembrare un modo per "ripulire" le strade senza prendere una vera posizione?<br />
Non è che vogliamo nascondere la polvere sotto i tappeti?</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Effetto Sacra Sindone...]]></title>
<link>http://oggihoscopertoche.wordpress.com/?p=17</link>
<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 16:26:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>oggihoscopertoche</dc:creator>
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<description><![CDATA[Achtung! Questo post verrà pubblicato in versione noiosa e prolissa perché… io sono noioso e pro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Achtung! Questo post verrà pubblicato in versione noiosa e prolissa perché… io sono noioso e prolisso. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Vi è mai capitato di avere una doccia? Ehm… cioè, immagino che abbiate a cuore la vostra igiene personale (chi più chi meno, vedi “Wash Me” memorabile parodia MadTV di “Thank U” di Alanis Morissette – ti ho citato Dagne’!). Volevo dire: supposto che ne abbiate una (non di Alanis Morissette, di quella ne basta e avanza una), vi è mai capitato che il relax di una doccia calda, magari pre-sonno (o post-coito), venga turbato da una tenda fredda, plastificata, viscida e dispotica che tenta in tutti i modi di appiccicarvisi(ni) addosso? Se conoscete questa sensazione di disagio (paragonabile a quella di gonfiore di Alessia Marcuzzi), siete stati vittima dell’ </span><span style="font-size:16pt;font-family:Verdana;color:black;">EFFETTO SACRA SINDONE</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">!!!<a href="http://oggihoscopertoche.files.wordpress.com/2008/08/doccia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18" src="http://oggihoscopertoche.wordpress.com/files/2008/08/doccia.jpg?w=181" alt="" width="181" height="300" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Tale funesto evento è evidentemente tanto noto ai più quanto vecchio come il cucco (o almeno vecchio quanto IKEA), tuttavia la causa scatenante è sempre stata oggetto di polemiche e dispute in materia scientifica e, da un po’ di tempo, etica (TA-DA!). Nel corso dei millenni (ricorderete senz’altro la doccia della regina Nefertiti con massaggio plantare e scarabei dorati titilla-capezzoli) eminenti matematici, fisici, chimici, Fulvio, Francesco!, astronomi e (meno eminenti) religiosi si sono arrovellati per cogliere il senso di tutto ciò, quasi come dei novelli (o forse dovremmo dire “vecchielli”) Paolo Bonolis. Finalmente <strong>oggi ho scoperto che </strong>tale irresistibile attrazione tra Miss Viscida e la mia pelle perfetta e levigata deriva dalla combinazione di due forze fisiche: una - direi - “termodinamica” (lo direi se avessi fatto l’esame di fisica II) e l’altra elettromagnetica (idem con patate). Ma vediamo nel dettaglio come si manifesta tale fenomeno. Entro nella doccia facendo attenzione a far aderire perfettamente alle piastrelle arancioni (nei casi peggiori intervallati da margherite… in bagno) il lato della tenda, apro il rubinetto dell’acqua calda. A questo punto la differenza di temperatura tra il micro-clima doccia (più caldo) e il macro-clima cessroom (indovinate un po’: più freddo) fa sì che l’aria calda cominci a salire creando una depressione che risucchia la tenda verso l’interno e cioè verso la mia pelle tumida. Intanto le particelle d’acqua presenti sulla tenda e quelle sulla mia pelle liscia e morbida, una volta a contatto, rimangono attratte per effetto della forza di coesione. Se poi ci mettete anche l’influsso del maligno… no, non satana! Il buco nell’Ozono! Se non ci fosse Mister Buco, non ci faremmo tante docce… </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dubbi ]]></title>
<link>http://danilla.wordpress.com/?p=161</link>
<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 14:26:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>danilla</dc:creator>
<guid>http://danilla.it.wordpress.com/2008/08/08/dubbi/</guid>
<description><![CDATA[Ai margini del dibattito (che non c&#8217;è troppo, direi) su supersindaci e ordinanze creative.
Pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ai margini del dibattito (che non c'è troppo, direi) su supersindaci e ordinanze creative.</p>
<p><em>Primo</em>. Il cardinal <strong>Martino </strong>(con la "o"), pur senza polemizzare specificamente con nessuno, <a title="cardinale Martino - corsera" href="http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_08/martino_vaticano_cardinale_d5a578ce-6512-11dd-ab30-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>sostiene</strong></a> che chiedere l'elemosina per strada è un diritto umano fondamentale. E subito si apre il <a title="sondaggio diritto all'elemosina" href="http://www.corriere.it/appsSondaggi/pages/corriere/d_3097.jsp" target="_blank"><strong>sondaggio</strong></a>.<br />
I favorevoli (al diritto), per ora sono al 50,6%. Mica tanti... si vede che il <em>fastidio</em> per la povertà è forte.</p>
<p><em>Secondo</em>. L'ex-sindaco di Treviso <strong>Gentilini</strong> scrive ai suoi (e ad altri) per convincerli che le multe ai clienti delle prostitute sono soldi buttati via (<em>non mi è chiaro da chi </em>) e che l'unica è riaprire le <a title="case chiuse Gentilini - corsera" href="http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_08/gentilini_donne_psotituirsi_liberi_441258e6-6521-11dd-ab30-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>case chiuse</strong></a>. Perché le signore che fanno il <em>mestiere</em> devono pagare le tasse, ma poi "le donne devono essere libere di fare ciò che vogliono con il proprio corpo".</p>
<p>Sì e no, direi.  Però il dubbio vero è un altro, in effetti: non è che si comincia a includere troppe cose fra i <em>diritti</em> ?<br />
Anche: non sarà che la <em><a title="insurgent city - Carta + antologia" href="http://archivio.carta.org/articoli/narrazioni/insurgentCity/index.htm" target="_blank"><strong>città</strong></a> <a title="insurget - non solo Firenze - Undo net/Gate4" href="http://www.undo.net/cgi-bin/gates/gates.pl?action=viewartisti&#38;id=1063968920&#38;idartista=1064236421" target="_blank"><strong>insorgente</strong></a></em> richiede altri concetti (e certamente politiche pubbliche differenti da quelle in atto)?</p>
<p><strong><span style="color:#99cc00;">---</span></strong><br />
<span style="font-size:11px;line-height:13px;"><em>associazione di idee</em>:  <a title="via della povertà " href="http://www.youtube.com/watch?v=Yp76VsGVLmU" target="_blank"><strong>via della povertà</strong> - live</a> ---  da sentire, più che da vedere, e cmq questo maledetto wp.com non mi permette di ridimensionare, e non vale la pena di vederlo enorme :( </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PROSTITUZIONE:PRIME MULTE A CLIENTI. TRE SANZIONI DA 500 EURO L'UNA A VERONA]]></title>
<link>http://primapaginacasertana.wordpress.com/?p=3767</link>
<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 17:47:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>avv. Antonio Gaudiano</dc:creator>
<guid>http://primapaginacasertana.it.wordpress.com/2008/08/03/prostituzioneprime-multe-a-clienti-tre-sanzioni-da-500-euro-luna-a-verona/</guid>
<description><![CDATA[VERONA - Prime tre multe da 500 euro a Verona ai clienti sorpresi a contrattare prestazioni con pros]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="background:white;text-align:justify;margin:0 0 8.5pt;"><span style="font-size:12pt;color:#2b2b2b;font-family:&#34;">VERONA - Prime tre multe da 500 euro a Verona ai clienti sorpresi a contrattare prestazioni con prostitute: l'ordinanza e' in vigore da ieri. La polizia municipale ha applicato l'ordinanza del sindaco Tosi a due veronesi e a un marocchino, residente in citta'. Gli agenti sono intervenuti nelle zone Stadio e Zai, sorprendendo i tre clienti con giovani prostitute. Il pugno di ferro e' stato applicato anche a coloro che sono stati sorpresi a mendicare: in due giorni sono state fermate sette persone. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="background:white;text-align:justify;margin:0 0 8.5pt;"><span style="font-size:12pt;color:#2b2b2b;font-family:&#34;">(ANSA)</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Case chiuse a 5 stelle]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/?p=856</link>
<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 07:50:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.it.wordpress.com/2008/07/30/case-chiuse-a-5-stelle/</guid>
<description><![CDATA[Per il &#8220;Women’s Institute&#8220;, la più grande associazione di volontariato femminile ing]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per il "<strong><a href="http://www.thewi.org.uk/section.aspx?id=12" target="_blank">Women’s Institute</a></strong>", la più grande associazione di volontariato femminile inglese, il paradiso delle prostitute è in <strong>Nuova Zelanda</strong>.</p>
<p><strong>Obiettivo dello studio:</strong> legalizzare la prostituzione nel <strong>Regno Unito</strong> in modo da proteggere le donne che praticano il mestiere più antico del mondo.</p>
<p><strong>PS:</strong> l'ispezione è stata condotta da Jean e Shirley, due anziane signore inglesi armate di borsetta e bastone.<br />
<strong>PPS:</strong> Il loro viaggio sarà trasmesso il 3 agosto da <strong><a href="http://www.channel4.com/" target="_blank">Channel 4</a></strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/esteri/08_luglio_29/bordello_migliore_anziane_inglesi_prostitute_8409543e-5d62-11dd-9a8c-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong><em>Corriere.it</em></strong></a></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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