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	<title>censis &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/censis/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "censis"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 06:47:05 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Altro che spot]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/?p=291</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 13:22:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il recente rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione ha proposto interessanti riflessioni relative ai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il recente rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione ha proposto interessanti riflessioni relative ai nuovi mezzi e alle modalità d'uso.</p>
<p>Come segnala il quotidiano Avvenire, si è scoperto che i giovani "divorano tutto quello che è comunicazione", con un "nomadismo mediatico disincantato". Spesso non trovano quel che cercano, e questo li porta a essere particolarmente versatili sul fronte della cross-medialità: si trovano a loro agio con Internet, cellulare, tv, ma anche radio, quotidiani e perfino con i libri, che hanno ripreso a leggere con un certo ritmo.</p>
<p>In generale si è riscontrata una scollatura tra gusti degli utenti e proposte dei media, che non si sanno adeguare in particolare alle esigenze dei giovani.</p>
<p>Il fruitore del Ventunesimo secolo esige contenuti sempre più personalizzati: dopo la fase adolescenziale di omologazione, dai 19 anni "si registra un aumento dell'individualismo nella fruizione dei media", e questo si scontra con i mezzi di comunicazione che invece non hanno "alcuna reale percezione di quello che i giovani desiderano".</p>
<p>L'unico settore che è stato capace di fiutare il vento e adattarsi, riposizionandosi con proposte adatte al nuovo contesto, è stato quello della pubblicità: sempre più precisa, sempre più personalizzata, e nel futuro lo spot si preannuncia "sempre più capillare, targhettizzante, pervasivo".</p>
<p>Forse a volte dovremmo prendere esempio da ciò che di buono la pubblicità insegna. Non ci riferiamo, naturalmente, alla tendenza della pubblicità a banalizzare e semplificare il messaggio in maniera impropria o fuorviante: ma non possiamo non riconoscere ai guru della réclame una capacità di adattamento, una creatività, una sensibilità nell'anticipare i tempi e le tendenze, nello scoprire i mezzi più adatti, nel proporre il messaggio nella maniera più efficace per il singolo utente.</p>
<p>Nel corso dei decenni i pubblicitari hanno affinato in maniera sorprendente la capacità di fare comunicazione di massa pur tenendo conto delle categorie, dei target, delle necessità, degli interessi specifici. In poche parole: la capacità di raggiungere tutti, ma uno per uno.</p>
<p>Visto un tanto, considerarli con sufficienza semplici "venditori" sarebbe riduttivo, oltre che spregiativo, e testimonierebbe l'incapacità di applicare, o anche solo di cogliere, questioni essenziali con le quali ogni buon comunicatore - dal giornalista al documentarista, dal missionario alla chiesa - deve dominare per raggiungere il proprio obiettivo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sicurezza: un valore sociale]]></title>
<link>http://delpup.wordpress.com/?p=108</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 23:58:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mauro A. Del Pup</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Il mio lavoro è quello di risk manager e, in questo ruolo, mi devo occupare di tutti i rischi comp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/4PO__obug3U'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/4PO__obug3U&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Il mio lavoro è quello di risk manager e, in questo ruolo, mi devo occupare di <strong>tutti i rischi</strong> compresi quelli della <strong>sicurezza sul lavoro</strong>. Ritengo che un risk manager debba entrare nel vivo di questi temi, che debba "sporcarsi" le mani nei luoghi dove si lavora e si produce, così da rendersi conto di cosa accade. Solo così potrà essere in grado di dare il suo contributo che è quello di andare a "caccia" dei rischi i quali, alle volte, si nascondono anche agli occhi più esperti di chi si occupa prevalentemente di sicurezza sul lavoro.</p>
<p>Ma sappiamo anche che gli <strong>incidenti domestici</strong> sono di gran lunga superiori a quelli sul lavoro: cioè ci facciamo male o moriamo di gran lunga di più tra le "sicure" quattro mura di casa che nei luoghi di lavoro. Come mai? Credo che ciò dipenda dal fatto che gli aspetti della sicurezza siano una componente <strong>culturale</strong> di ciascuno di noi. Uno <a href="http://www.slideshare.net/delpup/il-valore-della-sicurezza-in-italia/">studio del CENSIS del 2004</a> dice che <em>“gli italiani che hanno un </em><strong><em>comportamento pro-attivo</em></strong><em> nei confronti della prevenzione e che davvero pensano faccia capo intanto a loro stessi affrontare e risolvere le questioni legate alla sicurezza </em><strong><em>sono poco più del 31%</em></strong><em>, mentre il 21% di essi si possono definire persone fortunate a non essere incappate in incidenti, ma soprattutto </em><strong><em>il 47%</em></strong><em> circa è composto da persone che vivono nella </em><strong><em>distrazione </em></strong><em> più completa, </em><strong><em>non si curano di sè e degli altri</em></strong><em> e </em><strong><em> aspettano che sia un soggetto esterno </em></strong><em>, preferibilmente pubblico, a doversi far carico della loro </em><strong><em>incolumità a casa, sulle strade e nei luoghi di lavoro“</em></strong><em>.</em></p>
<p>E allora bisogna iniziare a parlare di queste cose ai nostri figli quando sono ancora piccoli per evitare, poi, di perderli da grandi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Noi, la mucillagine]]></title>
<link>http://pizzamandolinomafia.wordpress.com/?p=17</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 09:26:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>pizzamandolinomafia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo aveva detto Romano Prodi in un momento di rabbia e sconforto: il Paese ha la classe politica che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Lo aveva detto Romano Prodi in un momento di rabbia e sconforto: il Paese ha la classe politica che si merita. Additare le responsabilità d'una "casta" di politici  come unica ragione del malessere della società italiana è irragionevole e controproducente; già Gramsci se la prendeva coll'uso tutto italiano di dire a ogni inciampo "Piove, governo ladro".</p>
<p>Al solito non c'entra nulla col blog, ma riporto la segnalazione d'un amico su un bel pezzo di Repubblica (<a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/economia/censis-rapporto/derita-intervento/derita-intervento.html" target="_blank">link all'articolo</a>) datato dicembre 2007, in cui il presidente del Censis Giuseppe De Rita parla dell'Italia come d'una società-mucillagine.</p>
<p>"Non abbiamo più fiducia nello sviluppo di popolo - dice De Rita - che ha dato vita al boom economico degli anni '50, all'industrializzazione di massa degli anni '70, alla lotta al terrorismo".</p>
<p>Forse perché il popolo, così come la cultura, la scuola, le istituzioni, osserva il presidente del Censis, sono ormai parole svuotate, che non significano più nulla. E quindi anche i tentativi di "partiti del Popolo", come il Partito Democratico o quello proposto da Berlusconi sembrano proposte prive di senso, nel momento in cui nessuno crede più a "uno sviluppo collettivo in cui ci stiamo tutti". Anche perché il Pd "si raggrinza su se stesso" mentre "il Pdl è un'operazione di marketing".<br />
<!--inserto--></p>
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<p>"Abbiamo piuttosto il sistema assicurativo, bancario, industriale - spiega De Rita - ma è roba di Profumo o di Passera, non è una questione che riguarda la collettività. Minoranze vitali che non riescono a trainare una società che non funziona". E che ormai è pronta al peggio, denuncia De Rita: "Il vaffanculo scritto dappertutto, la violenza, la volgarità, lo sballo, questa dimensione sempre più disadorna della cultura collettiva, la scuola dileggiata dai ragazzi che filmano gli insegnanti con il cellulare o provocano incendi".</p>
<p>***</p>
<p>A ognuno il piacere di confutare la teoria di De Rita secondo coscienza.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Studiare non serve(?)]]></title>
<link>http://canneorifamily.wordpress.com/?p=262</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 14:02:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tiziano</dc:creator>
<guid>http://canneorifamily.wordpress.com/?p=262</guid>
<description><![CDATA[Questo sembra essere il (drammatico) dato che emerge da un rapporto del Censis. Secondo tale rapport]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Questo sembra essere il (drammatico) dato che emerge da un rapporto del <a href="http://www.censis.it/">Censis</a>. Secondo tale rapporto, infatti, ben l'80%  (ottanta!) degli adolescenti Italiani si interroga sull'utilità dell'andare a scuola, ritenendo questa attività "<em>solo un modo per occupare il tempo"</em> (?!). Inoltre il 55% del medesimo campione ritiene l'iscrizione universitaria "scontata" solo per mancanza di alternative.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma ci rendiamo conto della gravità di questi numeri? Gli adolescenti di oggi sono il futuro di questo Paese e non è solo una frase fatta; ma che futuro ha un paese i cui giovani si sentono svuotati, annoiati, senza possibilità e soprattutto quando ritengono che "<em>i percorsi di costruzione dello status sociale e del benessere</em>" possono essere altri, prescindendo dall'istruzione?</p>
<p style="text-align:justify;">Io penso che questo futuro sarà sempre più nero se chi ha in mano la possibilità di fare concretamente qualcosa non si sveglia in fretta; e mi riferisco a noi genitori, agli insegnanti e a tutti coloro che intervengono nel processo formativo dei bambini e poi degli adolescenti. Non possiamo pensare e tollerare che i nostri giovani siano e rimangano dei ragazzini ignoranti che badano solo ai vestiti di marca, ai soft drinks, alle consolle, ai videofonini e che si divertano a fare i bulli.</p>
<p style="text-align:justify;">Ovviamente penso che la maggioranza dei giovani di oggi non sia catalogabile in questo modo, ma la minoranza che lo è e che si vede in giro aumenta di unità sempre più in fretta.</p>
<p style="text-align:justify;">Proprio la scuola dovrebbe essere il luogo dove i ragazzi dovrebbero avere la possibilità di acquisire quella maturità e quelle conoscenze tali da fargli capire dove e come collocarsi nel mondo, dove far nascere e crescere un buon spirito critico... invece i nostri ragazzi nella scuola sembrano vederci solo una perdita di tempo, solo un modo per passarlo, il tempo... che tristezza signori miei, che tristezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo davvero condannati a sentire sempre più spesso conversazioni del tipo che vi riporto, a cui ho personalmente assistito all'interno di una pasticceria non più di qualche giorno fa:</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>A</strong>: oh, ma ieri era vestita da troia? No perché m'ha detto <strong>B </strong>"andiamo a casa di <strong>C</strong> che c'è <strong>D</strong> vestita da troia..."</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>D</strong>: io vestita da troia? No, macchè!  Diglielo anche tu <strong>E</strong> che ieri non ero proprio vestita da troia...</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>E</strong>:... io non mi ricordo, che portavi.... ma giusto un pò le puppe di fori ma poi per il resto...</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>D</strong>: Visto? Avevo gli stessi pantaloni di oggi e una canottiera con un pò le puppe di fuori ma non ero vestita da troia, m'ha comunque poi a casa di <strong>C</strong> non ci sono andata.... ma voi ci sareste venuti??? No perchè domani me la rimetto se gli è piaciuta a <strong>B</strong>....</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>A</strong>:... ma ora si vede... non so che cazzo fare se andare da <strong>B</strong> a giocare con la Play o bò, magari si va a fumare al parco...</em></p>
<p style="text-align:justify;">E poi continua, in un baratro di parolacce, urla, battute spinte e doppi sensi lanciati e ricevuti il tutto condotto da adolescenti non più grandi di 14 anni... non aggiungo altro...</p>
<p style="text-align:justify;">In tutto ciò mi ha confortato, e poi capirete perché, leggere una breve intervista a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Cardaci">Giacomo Cardaci</a>, 22 anni, autore de "Gli alligatori al Parrini" il quale ha dichiarato che il problema di fondo non risiede nella scuola ma con tutta probabilità nelle famiglie (capito!), le quali difettano dell'idea di investire sull'istruzione dei propri figli, le quali invece di regalare cellulari (con cui filmare scempi a edifici pubblici come quello avvenuto vicino Torino) e motorini (con cui ci si ammazzano) dovrebbero regalare ai propri figli la possibilità di studiare, magari iscrivendoli a corsi d'inglese e magari mandandoli anche all'estero a fare esperienze utili per il loro futuro.</p>
<p style="text-align:justify;">Per cui si ritorna a quanto detto in precedenza: i genitori, che hanno per primi la capacità di influenzare la vita dei propri figli, devono impegnarsi al massimo affinchè in loro non cresca e non maturi un'idea malsana come quella emersa dal rapporto del Censis. Non è un richiamo ad essere bigotti o severi oltre modo ma bensì un appello a ritrovare e coltivare il piacere profondo di infondere ai propri la voglia di studiare, sapere e conoscere...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Secondo il Censis i comunisti hanno votato Berlusconi!!!]]></title>
<link>http://salpetti.wordpress.com/?p=147</link>
<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 18:22:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Berlusconi ha fatto dell&#8217;anti-comunismo un suo cavallo di battaglia, ma secondo uno studio de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-medium wp-image-148" src="http://salpetti.wordpress.com/files/2008/04/1d290e5d606e99d123fe035bcdf3ba53.jpeg?w=222" alt="" width="222" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">Berlusconi ha fatto dell'<strong>anti-comunismo</strong> un suo cavallo di battaglia, ma secondo <a href="http://www.censis.it/" target="_blank">uno studio del Censis</a> a decretarne una vittoria così schiacciante sul PD e a far uscire dalla scena politica la  <strong>Sinistra di Bertinotti</strong> sono stati proprio i voti dei "comunisti" (<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=256887&#38;START=1&#38;2col=" target="_blank"><strong>QUI</strong></a> e <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=74889" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>).</p>
<p style="text-align:justify;">Sembrerà assurdo, ma i dati parlano chiaro: dall'analisi dei flussi nelle due elezioni politiche del 2006 e del 2008 emerge u<strong>na consistente fuoriuscita di elettori dal centro-sinistra</strong>, intercettata dalla coalizione del centro-destra (non solo dalla Lega). A parte il grosso dei voti andati al PD, la seconda forza ad aver intercettato i voti mancati alla Sinistra l'Arcobaleno sarebbe, infatti, non la Lega <strong>ma direttamente il PDL di Berlusconi</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco che <strong>circa il 16% dell'elettorato di sinistra ha passato il guado e si è spostato a destra</strong> e solo il 4% di questi elettori avrebbe scelto la Lega.  In buona sostanza, secondo il Censis, "<em>fatto 100 l’elettorato del 2008 di ciascuna coalizione, nel Centro sinistra oltre il 93% aveva già espresso il proprio consenso nel 2006, il 3% aveva votato per la Casa della libertà e lo 0,8% per l’Udc, mentre il 2,9% aveva votato scheda bianca o nulla o si era astenuto</em>".</p>
<p style="text-align:justify;">Il dato <strong>ha stupito anche i ricercatori del Censis</strong> che hanno temuto in una scarsa rappresentatività del campione, tanto da fare <strong>una specie di "<em>prova del nove</em>"</strong>: scomporre e proiettando tutti i risultati del campione sui dati nazionali del Viminale. Racconta Vittoria Coletta che fa parte dell'equipe di ricerca: "<em>Eravamo noi stessi molto stupiti anche perché sapevamo che altri istituti valutano più alta la trasmigrazione casomai verso la Lega. E così abbiamo adottato questa procedura di controllo. Ma alla fine la stima ha confermato tutti i nostri dati</em>".</p>
<p style="text-align:justify;">Sul perché ci sia stato questo strano travaso, <strong>il quesito resta però irrisolto</strong>. Com'è possibile che Berlusconi con il suo nuovo partito abbia attirato a sé una grande percentuale di voti che di norma <strong>sarebbe dovuta andare alla Sinistra l'Arcobaleno</strong>? Ai posteri l'ardua sentenza!!! ;-)</p>
<p style="text-align:justify;">Berlusconi, comunque, non è la prima volta che grazie ai tanto odiati "comunisti" ci guadagna qualcosa... Nel1988, ad esempio, la sua concessionaria di pubblicità (<strong>Publitalia '80</strong>) che in Italia aveva già il predominio sul mercato della pubblicità televisiva, ottenne <strong>l'esclusiva della raccolta pubblicitaria degli enti e delle aziende europee che volevano piazzare i loro spot nell'URSS comunista</strong> (alla faccia dell'anti-comunismo! ;-) ).</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi i "comunisti", le cooperative e le toghe rosse sono come il diavolo per Berlusconi, ma <strong>negli anni Ottanta erano invece ottimi soci d'affari</strong> (<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/03_Marzo/01/berlu_comunista.shtml" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>) e pare che questa partnership con i comunisti sovietici abbia fruttato al Silvio nazionale  la cifra di <strong>20 miliardi di vecchie lire</strong> in due anni di collaborazione!!!</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, prima ci guadagna economicamente, adesso politicamente... Ancora una volta <strong>quelli che Berlusconi considera nemici si rivelano i suoi migliori amici!!!</strong> ;-)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I nuovi emigranti]]></title>
<link>http://cesenablog.wordpress.com/?p=185</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 15:42:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<guid>http://cesenablog.wordpress.com/?p=185</guid>
<description><![CDATA[
L&#8217;Italia moderna è sintetizzata qui:
 Il perdurare dell’instabilità politica, l’incerte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://cesenablog.wordpress.com/files/2008/03/la-nave-affonda-cesena.jpg" alt="la-nave-affonda-cesena.jpg" /></p>
<p>L'Italia moderna è sintetizzata <a href="http://www.globalpress.it/index.php?variabile=articolo_italiani&#38;codice=519&#38;title=Italiani%20nel%20Mondo">qui</a>:</p>
<blockquote><p> Il perdurare dell’instabilità politica, l’incertezza per il futuro, la precarietà del lavoro, l’impossibilità di acquistare una casa, sta portando sempre più giovani ad abbandonare l’Italia. Nel 2006 gli italiani che hanno trasferito la loro residenza all’estero sono stati 75.230. Il 15,7% in più del 2005, il 53,3% in più rispetto al 2002. Ad emigrare è stata la parte più preparata e dinamica della popolazione. Questo dice il rapporto Censis. È bene approfondire e discutere questi dati. Non fosse altro perché è la vera risposta al display del sindaco di Montegrotte Terme che invitava i cittadini del suo paese ad emigrare perché da immigrati si vive meglio. Un messaggio che pochi organi di stampa hanno ripreso trincerandosi nella più assoluta omertà. Insomma l’emigrazione è una cosa seria. Guai a lasciarla in mano alle “bravate” di chi soffia sul razzismo.</p></blockquote>
<p>...e Cesena?</p>
<p><!--more--></p>
<p>Reale situazione o triste percezione? Le testimonianze di altri concittadini saranno molto apprezzate. Cosa vi trattiene a restare o cosa vi ha spinto ad andare via?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Entropia.]]></title>
<link>http://maurisergio.wordpress.com/2007/12/27/entropia/</link>
<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 15:10:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>maurisergio</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; il termine che meglio può spiegare la situazione in cui versa la società italiana che esc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" src="http://files.splinder.com/8cd0a58a2470c058706aa17be4c63911.jpeg" alt="111" />E' il termine che meglio può spiegare la situazione in cui versa la società italiana che esce dall'ultimo rapporto Censis. Oltre ai sostantivi e agli aggettivi coloriti a cui stavolta fa ricorso De Rita per bastonare il paese, lo sguardo è piuttosto radicale. Non solo la situazione economica che sottende l'andamento complessivo delle relazioni sociali è malandata ma nella nostra società sono mancanti la coesione, i legami e la progettualità. Il Censis parla addirittura di "antropologia senza storia" ed ha ragione da vendere. D'altronde che dire di una somma di individui che non ha alcun tipo di ideale da raggiungere?</p>
<p>In compenso la stragrande maggioranza degli italiani è appiattita su un presente senza alcuna qualità, senza uno scopo, vivendo alla giornata senza porsi domande importanti. Questa sarebbe la nostra civiltà che alcuni vantano come "superiore".</p>
<p>Non ci sono obiettivi, manca qualsiasi progettazione per il futuro. In tutto questo l'affermarsi senza limiti del sistema di relazioni capitaliste e i media di massa come la TV, vera voce del potere - tanto apodittica quanto anti-democratica - alla quale si uniforma anche il più periferico dei soggetti, sono stati fondamentali.</p>
<p>Un ottimo affare per le multinazionali che in questa riduzione dell'uomo a semplice variabile economica consumistica che vive dei soliti 10 bisogni immediati da realizzare hanno il loro terreno di conquista. L'immagine dell'entropia che ho voluto evocare, esce per prima dal lavoro di De Rita: "Il benessere piccolo-borghese degli ultimi decenni ha creato un monstrum alchemicum che ci rende impotenti, come di fronte a una generale entropia".</p>
<p>Anche nella attività politica e culturale De Rita vede dei forti limiti: "...l'offerta culturale e politica che oggi tiene banco è un'offerta taroccata dalla logica vuota degli schieramenti". Nessuna speranza dunque per chi rimane allineato e coperto dietro le logiche del potere. Anzi, una logica sana vorrebbe che si rimettesse al primo posto la creatività. Le minoranze che lavorano ed elaborano proprio perchè le maggioranze sono morte.</p>
<p>Ovviamente queste come altre analisi non vengono recepite nè commentate da politici o uomini di "cultura" (sono in vena d'ironia....). Rispetto a quella che abbiamo conosciuto molti anni fa, questa società non ha confronti, è l'antropologia a farle difetto. Ma, una piccola iniziale risposta, può essere quella di traghettare la cultura critica antagonista lungo questi lunghi "40 giorni nel deserto".</p>
<p><a href="http://achtungbanditen.splinder.com/"><strong><br />
</strong></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la mucillagine e Veltroni]]></title>
<link>http://sigmundf.wordpress.com/2007/12/20/16/</link>
<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 17:30:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>sigmundf</dc:creator>
<guid>http://sigmundf.wordpress.com/2007/12/20/16/</guid>
<description><![CDATA[
Dunque siamo una mucillagine. I Rapporti annuali del Censis valgono per le metafore sintetiche dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://sigmundf.wordpress.com/files/2007/12/mucillagine.png" alt="mucillagine" />
<div style="text-align:left;">Dunque siamo una mucillagine. I Rapporti annuali del Censis valgono per le metafore sintetiche delle prime pagine. Il resto è quasi sempre già noto, disorganico e deludente. Anche le metafore lo sono spesso. Ma questa volta la metafora lavora bene: mucillagine, poltiglia. Una società depressa e sfatta che cerca disperatamente un progetto, una visione e un leader per ritrovare consistenza.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Il capocomico ha finito il suo ciclo carismatico. Per qualche anno era stato carisma autentico, ma al servizio della politica come teatro, senza progetto e senza coraggio. Gli rimangono balbettii populisti e qualche finto guizzo tipo Partito delle Libertà. Ma il blob se lo è inghiottito in fretta.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Prodi è il suo specchio inverso: zero capacità di trasmettere passione, zero carisma, la melina al centro campo come vocazione profonda.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Veltroni invece è la rivincita della politica come professione. Parla con Fini come ce se la intende tra professionisti.  Parla col capocomico perché Berlusconi blobbato si crede politico, e così perde il poco d'anima </div>
<div style="text-align:left;">carismatica</div>
<p><!--more-->
<div style="text-align:left;">che gli rimaneva. Fa finta di rimescolare le carte, tra destra e sinistra, tra welfare e animal spirits, tra l'inglese e l'italiano, tra Zapatero e il pastore tedesco. Fa lezioni sulla politica che uno legge con la matita in mano, e che finisce senza averla mai usata. Si fa scrivere un progetto politico che al confronto il duetto Giddens-Blair “makes an everlasting impression”. E sopratutto media, su tutto e tutti e ogni cosa, sempre, per non perdere mai il consenso di nessuno, salvo che dei tassinari. Agenzie su chi eviterà ad Alitalia la sacrosanta bancarotta. Bisogna scegliere tra Air France/KLM e AirOne/Intesa? “La cosa che mi piacerebbe di più è che le proposte di Air France e AirOne si incrociassero”, sichiara il Ventroni con mirabile sintesi di se stesso.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Roma è il suo specchio. Una città sempre più fondale di scena, degradata e ingaglioffita nella sua sostanza quotidiana. Il problema non è se funziona peggio o meglio di prima (la risposta vera è che funziona male come prima), se è più pulita o più sporca (è sporca come prima), se ci sono più o meno buche per le strade per le strade ecc. Dopo decenni di DC simil-sbardella, dopo la parentesi berlinguerian-martirologica di Petroselli, è arrivato Rutelli, all'insegna di “Torpignattara val bene una messa”, o anche due, più qualche concessione edilizia... Proprio lo stile e il messaggio più consoni all'anima peggiore e quasi eterna della città.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Dopo Rutelli ci sarebbe voluto un Bassolino della prima ora, capace di un colpo di reni di identità, di etica e di valori che riuscì a mobilitare trasversalmente Napoli. I napoletani ritrovarono per qualche anno la sensazione di valere, che Napoli ne valeva la pena, che dignità, rispetto delle regole della vita comune e slancio economico potevano andare di pari passo. Così per un po' si sono anche fermati ai semafori rossi.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Veltroni è stato incapace di questo slancio etico e di identità. Festival, notti bianche, spettacolo, messe in scena, circo e pane (in quest'ordine): è stato questo il messaggio di identità ‘modernizzante’ percepito dai romani. Sfavillio povero da confini dell'Impero, coorti di cortigiani, il sostegno del generone e del generino soliti di questa città,  la comunicazione come surrogato della realtà.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">I romani hanno capito al volo. Passano sempre più col rosso, compresi i mezzi pubblici. Viaggiano in auto e in moto sui marciapiedi. Bloccano, anche con le auto del comune e della polizia municipale, le strisce pedonali, gli angoli degli incroci, i passaggi per i disabili e tutto ciò che fa risparmiare qualche euro delle strisce blu. Insultano per un nulla.  Esercitano prepotenze continue. Fregano ai ristoranti e sui taxi. Comprano tutti appassionatamente ai suk dei marciapiedi della mafia del contraffatto, e soprattutto nei quartieri della piccola borghesia finto-benestante.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Città <span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">lumpenbourgeoise </span>per eccellenza<span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">. </span>Città marcia senza grandezza, senza neanche la vitalità del'invidualismo animalesco. Ma è marcia perché nessuno le propone valori, norme, una identità forte e un progetto vero come fondamenta di una sua nuova compattezza sociale. Appena la norma arriva convinta e ha un senso forte, la città la accoglie con sollievo profondo, perché ha fame di valori: non si fuma più - ripeto: più - nei ristoranti e nei luoghi pubblici (ma si fuma negli uffici comunali...).</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Roma soffre di una disgregazione sociale e di una anomia che sono una richiesta dolorosa indirizzata a chi dovrebbe goverarla, e che non sia il pastore tedesco.  Ma l'identità etica e la capacità di incarnare la forza di un contratto sociale sono proprio la parte vuota di Veltroni, a meno che non ci si dia a esotismi africani. In questo senso Roma è la verifica provata e lo specchio del veltronismo.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Veltroni è corrivo al consenso. Non è contrario, naturalmente, alla necessità teorica dell'etica e dei valori come moltiplicatore di un  progetto politico. Solo che non è roba sua. A meno che non si convinca che gli è politicamente utile, e che costituisce un supplemento d'immagine. Allora saprà anche trovare le parole - le parole - per offrire al paese l'afflato etico come ulteriore ciuffo kennediano di se stesso.</div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div style="text-align:left;">Non sono sicuro che questo paese affamato di identità vere se ne possa contentare. Anche le mucillagini sono esigenti. </div>
<div style="text-align:left;"> </div>
<div> </div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dal Manifesto del 9 dicembre]]></title>
<link>http://morirempecorenere.wordpress.com/2007/12/11/dal-manifesto-del-9-dicembre/</link>
<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 12:10:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>giafai</dc:creator>
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<description><![CDATA[Contrordine, il paese è in ripresa
Alessandro Robecchi
Per uno sgradevole errore, il rapporto del C]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight:bold;" class="pezzotitolo">Contrordine, il paese è in ripresa</p>
<p style="font-style:italic;" class="pezzofirma">Alessandro Robecchi</p>
<p class="pezzotesto">Per uno sgradevole errore, il rapporto del Censis sullo stato del paese è uscito largamente incompleto. Ecco alcuni aspetti che potrebbero gettare una luce meno pessimistica sulla situazione italiana. Miracolo. Clamoroso a Vibo Valentia: un paziente è uscito guarito dall'ospedale, camminando sulle sue gambe. Non si ricordano precedenti e dunque l'avvenimento rappresenta un'interessante inversione di tendenza. Né la scienza né il ministero della sanità si spiegano il fenomeno, forse attinente a forze sovrannaturali. Cultura storica. Grande recupero degli studi storici in tutto il nordest. Oltre al consigliere comunale di Treviso che dice di voler fare come i nazisti, si registrano due sindaci in provincia di Verona che propongono di studiare il modello azteco (asportazione del cuore dell'immigrato con il condannato ancora vivo). Grande interesse sta suscitando in provincia di Belluno il recupero di tradizioni legate alle radici cristiane dell'Europa, come la crocifissione per chi venisse trovato sul territorio comunale senza permesso di soggiorno.<br />
Lotta all'omofobia. Come non detto. Lotta all'evasione. Grande impennata della lotta all'evasione fiscale. Il comune di Cittadella (Padova) decide di non concedere la cittadinanza a chi abbia un reddito inferiore a 5.061 euro all'anno. Stando alle ultime dichiarazioni dei redditi, Valentino Rossi non potrebbe abitare a Cittadella. Morti sul lavoro. Grazie agli operai della ThyssenKrupp riprende la discussione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. 982 morti nel 2007 hanno dato buon impulso al dibattito. Con un ulteriore piccolo sforzo si potrebbe forse fare qualcosa: l'obiettivo per il 2008 è 1178 morti sul lavoro (più 20%). Come si vede, il quadro non è poi così deprimente, e si vedono all'orizzonte netti segnali di ripresa che vanno ascritti alle lungimiranti politiche sociali del governo di centro-sinistra.</p>
<p class="pezzotesto">&#160;</p>
<p class="pezzotesto">[da <a href="http://www.ilmanifesto.it" title="quotidiano comunista" target="_blank">il Manifesto</a>]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Passato, Presente e... Futuro?]]></title>
<link>http://ruotalibera.wordpress.com/2007/12/09/passato-presente-e-futuro/</link>
<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 18:13:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>ruotalibera</dc:creator>
<guid>http://ruotalibera.wordpress.com/2007/12/09/passato-presente-e-futuro/</guid>
<description><![CDATA[Qualche giorno fa mi è arrivata l&#8217;ennesima catena di S.Antonio via email&#8230; ma dopo la m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi è arrivata l'ennesima catena di S.Antonio via email... ma dopo la mia ennesima imprecazione per questa piaga sociale, mi sono fermato... ho inziato a leggere e sono stato catapultato indietro di una ventina di anni... un tuffo nel passato... l'infanzia e l'adoscelenza che mi passano davanti agli occhi come un fulmine a ciel sereno.</p>
<p>E allora mi sono detto: "Perchè dimentichiamo? Non abbiamo più tempo per ricordare? Per andare avanti bisogna prima guardare indietro...</p>
<p><em>Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'.</em></p>
<p><em>Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco DellaVittoria e Viale Dei Giardini'.</em></p>
<p><em>Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.</em></p>
<p><em>Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.</em></p>
<p><em>Noi che il Ciao si accendeva pedalando.</em></p>
<p><em>Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.</em></p>
<p><em>Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..</em></p>
<p><em>Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.</em></p>
<p><em>Noi che giocavamo a Forza 4.</em></p>
<p><em>Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città (e la città con la D era sempre Domodossola).</em></p>
<p><em>Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.</em></p>
<p><em>Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.</em></p>
<p><em>Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'.</em></p>
<p><em>Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte.</em></p>
<p><em>Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.</em></p>
<p><em>Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!</em></p>
<p><em>Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, Daitan3, Gundam, Astro-Robot e Daltanious.</em></p>
<p><em>Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly E Mark Lenders...'</em></p>
<p><em>Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza.</em></p>
<p><em>Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese, un tedesco e un italiano</em></p>
<p><em>Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.</em></p>
<p><em>Noi che si andava in cabina a telefonare.</em></p>
<p><em>Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.</em></p>
<p><em>Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.</em></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/j0-F-dvV8sI'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/j0-F-dvV8sI&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span><br />
<em></p>
<p>Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.</em><em></p>
<p><em>Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.</em></p>
<p></em><em>Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo</em></p>
<p><em>Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.</em></p>
<p><em>Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.</em></p>
<p><em>Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.</em></p>
<p><em>Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.</em></p>
<p><em>Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.</em></p>
<p><em>Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca o sull'enciclopedia comprata a rate, mica su Google.</em></p>
<p><em>Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.</em></p>
<p><em>Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.</em></p>
<p><em>Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.</em></p>
<p><em>Noi che sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.</em></p>
<p><em>Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days.</em></p>
<p><em>Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.</em></p>
<p><em>Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda</em></p>
<p><em>Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso</em></p>
<p><em>Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo</em></p>
<p><em>Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire e i ghiaccoli sfusi nelle bustine 100 lire (altro che Polaretti!)</em></p>
<p><em>Noi che si suonava la pianola Bontempi</em></p>
<p><em>Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e<br />
Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!</em></p>
<p><em>Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia</em></p>
<p><em>Noi che le macchine avevano la targa nera.. i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!</em></p>
<p><em>Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari</em></p>
<p><em>Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars</em></p>
<p><em>Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso (per gli ometti!!!)</em></p>
<p><em>Noi che giocavamo col Super Tele </em></p>
<p><em>Noi che il Tango costava ancora 5 mila lire e.. 'stai sicuro che questo non vola...'</em></p>
<p><em>Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c'erano le Nike Legend e le Clarck azzurre.</em></p>
<p><em>Noi che avere un genitore divorziato era impossibile</em></p>
<p><em>Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine</em></p>
<p><em>Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione e i<br />
miniciccioli nel taschino.</em></p>
<p><em>Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra truccato ed eri un figo della Madonna!!!</em></p>
<p><em>NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E<br />
CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO<br />
QUANDO CE LE RICORDIAMO</em></p>
<p><em>NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO<br />
PERSI!!!</em></p>
<p><em>QUESTA E' LA NOSTRA STORIA...</em></p>
<p><u><strong>Oggi invece:</strong></u> "Quattro ragazzini (tre 13enni e un 14enne) sono stati sorpresi dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile mentre uscivano a tarda sera dalla scuola media Trombini di Tirano, dopo aver compiuto atti vandalici. Dopo una breve occhiata all'edificio nel quale i giovanissimi erano entrati sfondando una porta, i carabinieri li hanno interrogati. E la giustificazione è stata: <strong>"Non sapevamo cos'altro fare"</strong>.</p>
<p>L'irruzione notturna nella scuola ha provocato una piccola devastazione: registri, computer, un impianto stereo, lavagne e vasi di piante distrutti; i muri imbrattati con scritte a vernice. L'inventario dei danni, riferiscono i carabinieri, è in corso."</p>
<p>Fonte: <a target="_blank" href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo391520.shtml"><font color="#3366ff">Tgcom</font></a> </p>
<p><strong><u>Cosa ci riserverà il futuro?</u></strong></p>
<p>"Poltiglia di massa, mucilaggine, insieme inconcludente di pulsioni ed emozioni individuali che non dà spazio al collettivo, è ripiegata su se stessa e non guarda al futuro". Questo l'impietoso ritratto che il Censis ha fatto della la società italiana alla fine del 2007 nel suo 41/o rapporto.</p>
<p>Gli italiani, prosegue ancora il Censis, vivono attualmente una "disarmante esperienza del peggio. E nessun settore sembra salvarsi dalla critica spietata: nella politica come nella violenza intrafamiliare, nella microcriminalità urbana come in quella organizzata, nella dipendenza da droga e alcool come nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie come nello smaltimento dei rifiuti, nella ronda dei veti che bloccano lo sviluppo infrastrutturale come nella bassa qualità dei programmi televisivi''.</p>
<p>De Rita conia la definizione "ritagli umani", ossia la frammentazione delle forme di coesione per dimostrare l'impossibilità nel costruire un tessuto sociale: troppo individualismo e poco mordente, le forme di aggregazione sono deboli.</p>
<p>Fonte: <a target="_blank" href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo391307.shtml"><font color="#3366ff">Tgcom</font></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mission Impossible]]></title>
<link>http://spicchiodiluna.wordpress.com/2007/12/08/mission-impossible/</link>
<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 08:27:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>spicchiodiluna</dc:creator>
<guid>http://spicchiodiluna.wordpress.com/2007/12/08/mission-impossible/</guid>
<description><![CDATA[Riprendo direttamente dal rapporto del CENSIS: &#8220;Tuttavia, le dinamiche di sviluppo in atto res]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Riprendo direttamente dal <a href="http://www.censis.it/">rapporto del CENSIS</a>: "Tuttavia, le dinamiche di sviluppo in atto restano dinamiche di minoranza, che non filtrano verso gli strati più ampi della società. Lo sviluppo non filtra sia perché non diventa processo sociale, sia perché la società sembra adagiarsi in un’inerzia diffusa, una specie di antropologia senza storia, senza chiamata al futuro. Una realtà sociale che diventa ogni giorno una <em>poltiglia di massa</em>;<em> </em>impastata di pulsioni, emozioni, esperienze e, di conseguenza, particolarmente indifferente a fini e obiettivi di futuro, quindi ripiegata su se stessa. Una realtà sociale che inclina pericolosamente verso una progressiva <em>esperienza del peggio</em>".</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Ecco, io li avrei i miei obiettivi futuri e sarebbero anche ben chiari. Pero' non trovo i mezzi per raggiungerli :-(</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">E poi ancora prosegue:</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Pertanto in una <strong>società così inconcludente </strong>appare difficile attendersi l’emergere di una qualsivoglia capacità o ripresa di sviluppo di massa, di “sviluppo di popolo” come si diceva una volta; e le offerte innovative possono venire solo dalle nuove minoranze attive, ovvero:</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">-   la minoranza che fa ricerca scientifica e innovazione tecnica è orientata all’avventura dell’uomo e alla sua potenzialità biologica;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">-   la minoranza che, nella scia della minoranza industriale oggi rampante, fa avventura personale e sviluppo delle relazioni internazionali (si pensi ai giovani che studiano o lavorano all’estero, ai professionisti orientati ad esplorare nuovi mercati, agli operatori turistici di ogni tipo, ecc.);</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">-   la minoranza che ha compiuto un’opzione comunitaria, cioè ha scelto di vivere in realtà locali ad alta qualità della vita;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">-   la minoranza che vive il rapporto con l’immigrazione come un rapporto capace di evolvere in termini di integrazione e coesione sociale;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">-   la minoranza che si ostina a credere in una esperienza religio­sa insieme attenta alla persona e alla complessità dello sviluppo ai vari livelli;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">-   e le tante minoranze che hanno scelto l’appartenenza a strutture collettive (gruppi, movimenti, associazioni, sindacati, ecc.) come forma di nuova coesione sociale e di ricerca di senso della vita.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Insomma ci auguriamo che queste élite si diano da fare: forza forza che ce la farete!!  Diamo però più spazio a queste minoranze per poter riuscire nella missione, altrimenti diventa davvero impossibile!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rapporto CENSIS 2007]]></title>
<link>http://sdcormano.org/2007/10/22/rapporto-censis-2007/</link>
<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 11:29:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sinistra Democratica Cormano</dc:creator>
<guid>http://sdcormano.org/2007/10/22/rapporto-censis-2007/</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/071022/fygq1.tif"><img src="http://cormano.wordpress.com/files/2007/10/guadagnanomeno.png" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Città digitali. Il libro]]></title>
<link>http://gdominici.wordpress.com/2007/07/25/citta-digitali-il-libro/</link>
<pubDate>Wed, 25 Jul 2007 13:23:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianni Dominici</dc:creator>
<guid>http://gdominici.wordpress.com/2007/07/25/citta-digitali-il-libro/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; disponibile da settembre il libro basato sulla nona edizione dell&#8217;indagine su Le citt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><strong>E' disponibile da settembre il libro basato sulla nona edizione dell'indagine su <em>Le città digitali</em>, pubblicato da Franco Angeli nelle edizioni della RUR. </strong>L'indagine è stata presentata lo scorso anno e realizzata dalla <a href="http://www.rur.it">RUR </a>e dal <a href="http://www.censis.it">Censis</a> insieme al <a href="http://www.innovazione.gov.it/">Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione</a>. Il libro contiene degli approfondimenti con interventi di Giuseppe De Rita, Giuseppe Roma, Beatrice Magnolfi, Gianni Dominici, Giuseppe Torchio, Mariella Gramaglia, Giuseppe Gregori, Gianluca Salvatori, Mauro De Robertis, Luigi Nicolais.</strong></p>
<p align="justify"><strong></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1160/835816691_27431692f8.jpg" border="5" height="500" hspace="70" vspace="40" width="363" /></p>
<p><img src="http://gdominici.wordpress.com/wp-admin/" border="0" height="1" width="1" /></strong></p>
<p align="justify"><em>Tornare alla città digitale significa, per chi è stato protagonista dell’innovazione nella pubblica amministrazione locale in questi anni, essere capaci di fare tesoro delle esperienze fatte, dei successi come degli insuccessi, per cominciare a raccogliere realmente i frutti di quanto si è avviato, sperimentato, concluso. Per fare questo è indispensabile intercettare le energie esistenti sul territorio per avviare una nuova fase collaborativa ed essere capaci di ascoltare la domanda reale che viene dai cittadini.</em></p>
<p align="justify"><em>Città connessa, città funzionale, città inclusiva: queste le tre prospettive che Rur e Censis indicano come futuro delle città digitali. La tecnologia, ben orientata da politiche appropriate, può dare vita ad un sistema equo di opportunità messe a disposizione degli utenti delle città, cittadini, imprese e city users. Le città oggi devono garantire accesso alla rete e a servizi on line, attivando strategie inclusive di partecipazione democratica. La nuova stagione delle città digitali è contraddistinta dalla collaborazione che ha l'obiettivo di mettere a sistema i risultati raggiunti, diffondendoli sul territorio con l'attivazione di sinergie, e sciogliere le contraddizioni che tuttora persistono e che riguardano l’ascolto della domanda dei cittadini e delle imprese.</em></p>
<p align="justify"><em>Mettere a sistema l'esperienza accumulata, coinvolgere il territorio nell'erogazione di servizi, semplificare l’accesso, ragionare in un'ottica di valutazione. Queste le sfide per trarre un beneficio realmente diffuso che abbia ripercussioni positive sulla Pa nel suo complesso e sulla qualità della vita dei cittadini.</em></p>
<p align="justify"><strong><em>La redazione del volume è stata curata da Gianni Dominici e Marta Pieroni che hanno anche diretto l’indagine. Alla fase di rilevazione hanno partecipato Daniele Basile, Marilena Carrisi, Brasilina D’Ausilio, Francesca Romana Rossi, Francesco Sellari, Giulia Zigiotti.</em></strong></p>
<p><strong>La presentazione di Giuseppe Roma della ricerca.</strong></p>
<p align="center">[slideshare id=78681&#38;doc=ix-ditt-digitali-1807-roma3756&#38;w=425]</p>
<p><strong>La mia presentazione della metodologia di Città Digitali.</strong></p>
<p align="center">[slideshare id=78426&#38;doc=citt-digitali-2006-la-metodologia2973&#38;w=425]</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
