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	<title>clochard &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/clochard/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "clochard"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 06:01:02 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[I PUNKABBESTIA-CLOCHARD PADRONI DELLA CATTEDRALE]]></title>
<link>http://jordalease.wordpress.com/?p=27</link>
<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 11:21:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>jordalease</dc:creator>
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<description><![CDATA[Diciamolo senza tema di essere smentiti: Genova è una città bellissima, con scorci e monumenti sto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamolo senza tema di essere smentiti: Genova è una città bellissima, con scorci e monumenti storici che non hanno nulla da invidiare a quelli di altri centri europei. Eppure il suo biglietto da visita, cioè il decoro urbano, è lasciato alla deriva, senza che, a quanto pare, qualcuno se ne occupi in modo serio e organico. La riprova? Tra le tante c’è la presenza, sempre più massiccia, di accattoni e punkabbestia, cioè giovani clochard che girovagano accompagnati da cani randagi, in via San Lorenzo, che dovrebbe essere il salotto buono della città e invece, in alcune ore della giornata, preferibilmente al mattino presto e alla sera, è degradata ad accampamento di «senzatetto». Ieri era così. Gruppi di punkabbestia si sono ritrovati, come fanno ogni giorno, davanti alla cattedrale e lungo via San Lorenzo. Tutto intorno la vita decorosa della città, con sparuti gruppi di turisti che sembrano capitare per caso in uno degli angoli più belli di Genova, lordato, però, da chiazze di urina e mucchi di immondizia nascosti tra le griglie dei tombini. (...)<br />
	 <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284951</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Via San Lorenzo indecorosa tra cani e clochard]]></title>
<link>http://seuncio.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 15:30:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>seuncio</dc:creator>
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<description><![CDATA[(&#8230;) Loro, i barboni di ultima generazione, tanto giovane che qualcuno ha addirittura i lineame]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>(...) Loro, i barboni di ultima generazione, tanto giovane che qualcuno ha addirittura i lineamenti di chi ha da poco passato l’adolescenza, si aggirano nel salotto buono della città della Lanterna con sacchi, zaini e soprattutto i loro cani, sempre di grossa taglia e sempre senza museruola e guinzaglio, anche se la legge direbbe diversamente. «Francamente - dice una signora che abita nella zona - questi ragazzi e ragazze sbandati fanno un po’ paura. Ti vengono incontro in mezzo alla strada con questi cagnoni liberi che sporcano dappertutto. Qualche volta chiedono l’elemosina o qualcosa da mangiare, spesso importunando i passanti. E quando viene sera è anche peggio. Qualche timore a passeggiare per strada c’è». Analoghe le dichiarazioni dei pochi negozianti aperti anche nella stagione estiva, «oltretutto - osservano - questa situazione non fa bene agli affari».Per fortuna ci sono le forze dell’ordine, ieri una pattuglia della polizia, che abitualmente pattuglia l’area, ha effettuato controlli proprio sui pankabbestia. Gli agenti hanno verificato documenti e identità, per un po’ via San Lorenzo e la bella Cattedrale, si sono presentate prive di accattoni e mendicanti. Ma c’è da aspettarsi che da oggi le cose tornino come prima. «Il fatto è - commenta un passante - che questo è un pezzo di città con una storia importante: c’è la cattedrale, a due passi c’è palazzo ducale. <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284962</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Via San Lorenzo indecorosa tra cani e clochard]]></title>
<link>http://anusica.wordpress.com/?p=38</link>
<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 11:10:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>anusica</dc:creator>
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<description><![CDATA[(&#8230;) Loro, i barboni di ultima generazione, tanto giovane che qualcuno ha addirittura i lineame]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>(...) Loro, i barboni di ultima generazione, tanto giovane che qualcuno ha addirittura i lineamenti di chi ha da poco passato l’adolescenza, si aggirano nel salotto buono della città della Lanterna con sacchi, zaini e soprattutto i loro cani, sempre di grossa taglia e sempre senza museruola e guinzaglio, anche se la legge direbbe diversamente. «Francamente - dice una signora che abita nella zona - questi ragazzi e ragazze sbandati fanno un po’ paura. Ti vengono incontro in mezzo alla strada con questi cagnoni liberi che sporcano dappertutto. Qualche volta chiedono l’elemosina o qualcosa da mangiare, spesso importunando i passanti. E quando viene sera è anche peggio. Qualche timore a passeggiare per strada c’è». Analoghe le dichiarazioni dei pochi negozianti aperti anche nella stagione estiva, «oltretutto - osservano - questa situazione non fa bene agli affari».Per fortuna ci sono le forze dell’ordine, ieri una pattuglia della polizia, che abitualmente pattuglia l’area, ha effettuato controlli proprio sui pankabbestia. Gli agenti hanno verificato documenti e identità, per un po’ via San Lorenzo e la bella Cattedrale, si sono presentate prive di accattoni e mendicanti. Ma c’è da aspettarsi che da oggi le cose tornino come prima. «Il fatto è - commenta un passante - che questo è un pezzo di città con una storia importante: c’è la cattedrale, a due passi c’è palazzo ducale. <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284962</p>
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<title><![CDATA[Alter ego]]></title>
<link>http://br1unn4.wordpress.com/?p=133</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 00:16:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bruno Unna</dc:creator>
<guid>http://br1unn4.wordpress.com/?p=133</guid>
<description><![CDATA[Ahora de verdad me he descubierto en conflicto conmigo mismo. Esta vez los extremos se han juntado]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ahora de verdad me he descubierto en conflicto conmigo mismo. Esta vez los extremos se han juntado... sin reconocerse. Lo que he desarrollado es un verdadero «alter ego», y no otra cosa.</p>
<p>Trataré de ser como el Buda, y fracasaré, por supuesto. Por lo de «ego».</p>
<p>Buscaré el camino de Sócrates, y también en eso fracasaré. Por lo de «alter».</p>
<p>Acabaré siendo una princesa sin castillo, o un «clochard» impoluto. Seré una celebridad anónima.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL CLOCHARD]]></title>
<link>http://giovannacusenza.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 17:09:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovannacusenza</dc:creator>
<guid>http://giovannacusenza.wordpress.com/?p=22</guid>
<description><![CDATA[Si rivela ottima penna, Nicola Amato, giornalista freelance, tecnologo della comunicazione televisiv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a href="http://giovannacusenza.files.wordpress.com/2008/06/il-clochard.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23" src="http://giovannacusenza.wordpress.com/files/2008/06/il-clochard.jpg?w=210" alt="Romanzo di Nicola Amato" width="210" height="300" /></a><span style="font-size:12pt;line-height:150%;">Si rivela ottima penna, Nicola Amato, giornalista freelance, tecnologo della comunicazione televisiva e multimediale, già autore di due libri di saggistica,<span> </span>che stavolta, si cimenta in un genere diverso dal suo: il romanzo. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;">Narra <span> </span>di un giovane manager che all’apice del successo, accecato dalla bramosia di potere, cade nel baratro della sua esistenza e si ritrova a vivere una vita da clochard, fatta di stenti e sofferenze in una grande città dei giorni </span><span style="font-size:12pt;line-height:150%;">nostri.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;">Una storia di emozioni, approfondimenti sulla vita, angosce e rivalse che coinvolge anche chi non immagina nemmeno che la sua esistenza possa prendere una piega così indesiderata. E’ un monito all’effimero che ci guida nelle scelte di ogni giorno, è un ritorno alla moralità fatta di esigenze minime ma vitali.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;">Quello dei “barboni”e degli “emarginati” <span> </span>è un argomento<span> </span>di attualità tra i più scomodi per la nostra società, affrontato e trattato con sapienza e partecipazione in un linguaggio efficace e realistico: l’autore, attraverso le pagine del suo</span><span style="font-size:12pt;line-height:150%;"> romanzo, riesce pienamente a trascinarci nell’avvincente e doloroso viaggio percorso dal protagonista permettendoci anche di riflettere e meditare su un dramma sociale di tale entità e sulle sempre probabili possibilità di riscatto</span><span style="font-size:14pt;line-height:150%;">.</span></p>
<p class="MsoNormal">---------------------</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Scheda del libro:</strong></p>
<p class="MsoNormal">Autore: <em><strong>Nicola Amato</strong></em></p>
<p class="MsoNormal">Titolo: <em><strong>Il Clochard</strong></em></p>
<p class="MsoNormal">Editore: <em><strong>Il Melograno</strong></em></p>
<p class="MsoNormal">Collana: <em><strong>Esperimenti</strong></em></p>
<p class="MsoNormal">Prezzo: € 12,90</p>
<p class="MsoNormal">Pag.: 176</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bernard,the wit]]></title>
<link>http://bennythomas.wordpress.com/?p=235</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 00:47:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>bennythomas</dc:creator>
<guid>http://bennythomas.wordpress.com/?p=235</guid>
<description><![CDATA[Tristan Bernard, the wit
After much persuasion from his well wishers and a fellow playwright Maurice]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tristan Bernard, the wit</p>
<p>After much persuasion from his well wishers and a fellow playwright Maurice Sonray he put in an application for admission to Academie Française which he later withdrew remarking,’the costume costs too much; I will wait until someone dies who is my size.’<br />
86.<br />
His utter disregard for money once invited criticism<br />
from his lawyer who told him that he had to cut down his expenses.”Ah monsieur,”Bernard commented,”I have enough annoyances without taking on privations.”<br />
In order to settle his debts he had to close his account with the Banque de Paris, which he did; while on his way out he looked at the armed guard stationed at the entrance and said,”Thank you my friend. You can go home now.”</p>
<p>87.<br />
He was a soft touch and there was an old clochard who stationed himself at his doorstep who always could expect something from him. Once in early July seeing him in his accustomed spot Tristan handed him a sizable bank-note, saying “I’m leaving tomorrow for Normandy. Here’s two months in advance. You have a right to your holiday too.”<br />
‘One talks about the illusions of those who love,’he wrote,’but would do better to talk about the blindness of those who don’t love.’<br />
‘I’ll never grow into second childhood,’he remarked once,’I’ve never emerged from the first.’<br />
compiler:benny</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il fascino indiscreto della borghesia parisienne]]></title>
<link>http://questacasanoneunalbergo.wordpress.com/?p=372</link>
<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 14:13:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>br4d</dc:creator>
<guid>http://questacasanoneunalbergo.wordpress.com/?p=372</guid>
<description><![CDATA[
Parigi è sfacciata. Nella sua bellezza, nella sua ricchezza. Nelle sue contraddizioni, neanche tro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://questacasanoneunalbergo.files.wordpress.com/2008/06/pict0819.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-373" src="http://questacasanoneunalbergo.wordpress.com/files/2008/06/pict0819.jpg" alt="" width="343" height="376" /></a></p>
<p>Parigi è sfacciata. Nella sua bellezza, nella sua ricchezza. Nelle sue contraddizioni, neanche troppo nascoste. I clochard ormai fanno parte dell'arredo urbano. Qualcuno dorme davanti alla Sainte-Chapelle, qualche altro di fronte all'Hotel de Ville, qualcuno addirittura sotto il Pont Neuf, sui lungosenna dell'Île de la Cité. I più spaventati dal freddo si rifugiano direttamente tra le navate dei capolavori gotici, visitati e fotograti ogni giorno da sciami di turisti. Una volta si chiamava cultura della solidarietà, della tolleranza, del rispetto. Con buona pace di Veltroni e Alemanno e i loro progetti di bonifica delle rive del Tevere. </p>
<p>Le banlieues sono lontane dai clamori del centro. I poveri non hanno nazionalità, né colore, centrifugati nei ghetti periferici. Il cuore di Parigi, che ho ri-visto e ritrovato meraviglioso, è un'isola felice dove bianchi e neri, gialli e turisti siedono negli stessi assolati, esosi caffé di Bouv Mich. Tutti contenti di far parte di un sistema che gronda charme da tutte le parti. Che si autoalimenta con uno stile di vita sereno, fatto di piccole ritualità quotidiane. Di un pranzo in una brasserie, di una cena in un bar à huîtres, di un petit déjeneur su uno dei grandi boulevard. Della corsetta negli immensi jardins dietro al Luxembourg, alle Tuileries, agli Invalides. Di una sosta in una delle migliaia di librerie sparse ad ogni angolo della città.</p>
<p>Per trovare un po' di riparo, devi spostarti poco distante tra la follia architettonica di Les Halles e Beaubourg. Oppure immergerti nel crogiolo di sensazioni al Marais. Tra i vecchi ebrei integralisti e le nuove boutiques, le vecchie insegne delle boulangeries e le gallerie degli artisti. Lì, fra un negozietto di cimeli cinematografici da far accapponare la pelle e il Salon du Livre Libertaire, ti riesce di capire cosa sia una vera metropoli. Chapeau...</p>
<p>P.S.: dopo la mia dissertazione senza la benché minima base sociologica, voglio ringraziare per la splendida vacanza la mia "vache parisienne", la persona più importante della mia vita, l'unica in grado di far sembrare simpatici anche i francesi! I 4 giorni nel nostro nido bohemien con vista Notre-Dame sono un prezioso bijou incastonato nella nostra storia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pauvreté ordinaire :  état d'urgence et état de marché]]></title>
<link>http://annotalim.wordpress.com/?p=18</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 14:37:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Anne A. Mitteau</dc:creator>
<guid>http://annotalim.wordpress.com/?p=18</guid>
<description><![CDATA[Le monde est ainsi fait que de toute éternité (terrestre), l&#8217;humanité a toujours été conf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le monde est ainsi fait que de toute éternité (terrestre), l'humanité a toujours été confrontée aux <em>différences</em> qui la forgent et aux <em>constantes</em> inhérentes à toute vie humaine.</p>
<p>La pauvreté ordinaire, (que je différencie ici de celle que provoquent immanquablement les grands cataclysmes naturels ou politiques),  est non seulement une de ces différences, mais plus malheureusement encore une de ces constantes. Tout comme le genre, l'âge, l'état de santé ou la capacité des êtres humains.</p>
<p>La pauvreté  est néanmoins  un <em>état d'urgence</em><em> </em>qu'il est impérieux à  chacun d'essayer de résoudre, au nom d'une foi, d'un idéal ou de la morale la plus élémentaire, et nombreux sont les individus, organismes et associations qui ici ou là s'y impliquent.  Mais elle est  aussi un <em><strong>sujet</strong> </em>qui  <em>interpelle </em>pratiquement en permanence, soit parce qu'on y est confronté soi-même, soit par l'information qu'elle suscite et qu'on en reçoit. Et c'est un <em>sujet</em> qui  paradoxalement fait vivre bien du monde. Car avec, sans aucun doute, les meilleures intentions du monde, elle est devenue un véritable <strong><em><a href="http://www.rfi.fr/fichiers/Mfi/EconomieDeveloppement/653.asp">marché</a>.</em></strong></p>
<p>Les raisons de la pauvreté sont multiples et aujourd'hui fort <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Pauvret%C3%A9_en_France#Mesure_de_la_pauvret.C3.A9_en_France">bien identifiées</a>. On sait qu'elles n'ont pas les mêmes origines selon les latitudes, les états et les cultures. Elles n'ont même, parfois (mais de plus en plus rarement),  pas le même résultat.  Il est difficile en effet de voir le monde à travers d'autres yeux que les nôtres et de le percevoir par une autre conscience.  Enfin, on ne le voit incontestablement pas de la même manière à 20, 40 ou 60 ans.</p>
<p>La population mondiale aurait déjà atteint cette année plus de 6,7 milliards d'habitants et, selon l'ONU, la moitié est déjà urbaine. C'est donc bien dans les villes que la misère est le plus criante, la plus voyante aussi. Même si elle est loin d'être négligeable dans nos campagnes, mais j'y reviendrai.<a href="http://annotalim.files.wordpress.com/2008/04/pict90391.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-27" src="http://annotalim.wordpress.com/files/2008/04/pict90391.jpg?w=128" alt="Rome, février 2008" width="128" height="96" /></a></p>
<p>Il est bien difficile en effet de marcher dans les rues de nos villes sans avoir à faire face à ces malheureux souvent sans autre apparence que celle du<em> tas</em> qu'ils forment sur un coin de trottoir, enroulés dans de veilles couvertures et encombrés de sacs pleins de ce qui constitue la totalité de leurs biens.</p>
<p>Certains ont définitivement coupé tous les ponts qui pouvaient encore les relier au monde imparfait qui est le nôtre et refusent catégoriquement l'aide, quelle qu'elle soit, qu'on veut leur apporter. La relecture effectuée par le sociologue Laurent Mucchielli sur l'ouvrage déjà ancien (mais toujours actuel) d'<a href="http://209.85.129.104/search?q=cache:GOZd3VPPUMwJ:laurent.mucchielli.free.fr/Docs/Vexliard%2520et%2520le%2520clochard.doc+clochard&#38;hl=fr&#38;ct=clnk&#38;cd=6&#38;gl=fr&#38;client=firefox-a">Alexandre Vexliard </a>est de ce point de vue extrêmement pertinente. Mais les <em>clochards </em>ne sont pas néanmoins les plus nombreux parmi  ceux que touchent la plus extrême pauvreté.</p>
<p>Car on n'est plus pauvre, chez nous aujourd'hui, comme on le fut jadis, c'est-à-dire il y a moins de vingt ans.  Pas de téléphones portables, alors et autres liens satellitaires, outils multi-media de <a href="http://www.insee.fr/fr/ffc/chifcle_fiche.asp?ref_id=NATSOS05108&#38;tab_id=80">communication</a>,* "magiques" certes, mais dont l'usage est devenu si prégnant qu'il grève outrageusement les petits budgets. Le marketing fait son oeuvre et ses ravages chez les plus démunis de formation et de culture.</p>
<p>Ceci étant, le <em>bon sens</em> qui nous était avant si <em>bien </em> <em>partagé </em>a semble-t-il déserté nos rues et surtout nos écoles où se forme très tôt le goût des "nouveautés" qu'il convient à tout prix de posséder. Des enfants déclarés rois et encensés par le Marché sont devenus les <a href="http://www.emarketing.fr/Magazines/ConsultArticle.asp?ID_Zoom=3&#38;ID_Article=15039">décideurs du mode de vie de  parents </a>qui n'en peuvent mais.</p>
<p>Il est facile de devenir pauvre si l'on s'entend à vouloir, toujours,  dépenser plus sans penser d'abord à dépenser mieux. Et <a href="http://www.acxiom.fr/Solutions-metiers/fidelisation-prospection-client-grande-distribution/">tout aujourd'hui y invite </a>: sollicitations permanentes à engager de nouveaux frais, offres de crédits, de "promotions", d'économies à réaliser, etc...</p>
<p>Il est vrai que certains très petits budgets n'offrent guère d'autre alternative que de subvenir bien chichement aux premiers besoins. Loger, nourrir, entretenir une famille revient dans bien des cas à résoudre la quadrature du cercle, et certaines personnes ou familles sont de ce point de vue admirables.</p>
<p>On constate  bien souvent qu'elles sont animées ou guidées par une éducation, une foi, croyance ou espérance, un souci de l'autre, une charité qui les élèvent hors de la contingence à laquelle le quotidien sans arrêt les confrontent. Toutes les enquêtes montrent que les plus modestes sont toujours les plus généreux.</p>
<p>D'autres, plus ou moins exclus d'un système qui leur échappe, subissent comme un véritable esclavage la pression des sirènes mercantiles qui les invitent en permanence à <a href="http://www.travail-solidarite.gouv.fr/IMG/pdf/travaux2005-2006.2.1.1.structuresdeconsommation_menages.Anguis.pdf"><em>consommer</em></a>.</p>
<p>Mais il arrive aussi qu'en accueillant des demandeurs d'aide alimentaire à la fois jeunes et  illettrés qui cumulent plus de 1000 euros d'aides diverses,  présentent une facture de téléphone portable de 500 euros ou davantage et s'avèrent incapables de gérer le moindre budget, on se demande si c'est bien cela, la pauvreté.</p>
<p>* comme on peut le voir sur cette étude de l'Insee, c'est dans ce domaine que les plus populations les plus modestes ont le niveau de consommation le plus élevé.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[elemosina non petita, presunzione manifesta]]></title>
<link>http://24fotogrammi.wordpress.com/?p=176</link>
<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 07:24:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>24frames</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il clochard era seduto per terra nel sottopasso affollato che collega la stazione al resto della cit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il clochard era seduto per terra nel sottopasso affollato che collega la stazione al resto della città. Rilassato come un sacco mezzo pieno e mezzo vuoto stava lì a corredo urbano del nostro vivere metropolitano.<br />
Sopraggiungono a passo lento due turisti, quelli che nell'improvviso freddo della primavera vanno in giro con le infradito. Lei tira fuori 5 euro e li porge al barbone che nulla aveva chiesto. Non uno sguardo, un gesto, non una mano tesa.<br />
Il clochard mugola qualcosa che assomiglia ad un rifiuto stizzito. La donna, e l'uomo insieme, insistono con un italiano senza suoni: "dai, prendilo, it's a great banconota!".<br />
L'uomo, mezzo pieno e mezzo vuoto, prende i 5 euro e li butta per terra il più lontano possibile. Borbotta qualcosa che soltanto immagino ma che comprendo.<br />
I due turisti bellamente se ne vanno facendo spallucce, stupiti di tanta ingratitudine.</p>
<p>L'elemosina esiste quando c'è qualcuno che la chiede. Ma se c'è qualcuno che "fa la carità" senza che sia stata richiesta, manifesta quella tipica presunzione di chi crede che vi sia un unico modo di stare al mondo.<br />
Chissà perchè questa scena mi ha colpita. Chissà perchè i sottopassi di questa città mi raccontano sempre qualcosa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Marquise vos beaux yeux d'amour me font..."]]></title>
<link>http://switchie2.wordpress.com/?p=1414</link>
<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 18:57:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>switchie</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tout à l&#8217;heure, à la radio, je les entendais faire des contorsions verbales et jouer les Mar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tout à l'heure, à la radio, je les entendais faire des contorsions verbales et jouer les <em>Marquises-vos-beaux-yeux </em>pour savoir si, pour le prochain budget, ils devaient dire : <em>"plan de rigueur"</em> ou "<em>mesures d'austérité"</em>  ou bien <em>"mesures d'économie"</em> ou peut-être "<em>tenue ferme des dépenses"</em> ou encore "<em>mesures volontaristes"</em> à moins que ça ne soit "<em>effort ambitieux"</em>.... Décidément les politiques ont vraiment un problème pour appeler un chat un chat. Heureusement, parait-il ces.... allez, disons "mesures", ont pour objectif de - ne riez pas - réduire la pauvreté.</p>
<p><img src='http://switchie2.wordpress.com/files/2008/03/clochard3.jpg' alt='clochard3.jpg' /></p>
<p>Photo prise aujourd'hui même, au coin de l'avenue, juste en bas de chez moi. J'ai honte.</p>
<p><a href="http://switchie2.wordpress.com/2003/11/05/ah-madame-vaut-mieux-etre-sourd-que-dentendre-ca/" target="_blank">Ah la langue de bois !</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Morto al Marino il clochard Ugo ]]></title>
<link>http://sandalion.wordpress.com/?p=19</link>
<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 14:18:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>sandalion</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi sembra di poter dire che questa è un&#8217;altra  delle pagine più tristi e desolanti della mia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Mi sembra di poter dire che questa è un'altra  delle pagine più tristi e desolanti della mia città, Cagliari. Spero vivamente che si possa far luce su questo caso, anche se purtroppo Ugo non è più al semaforo di viale Marconi...(sandalion)</i></p>
<p><i></i><br />
«Probabilmente ci penserà la famiglia o il Comune, ma sia io che altre persone siamo pronte a promuovere una colletta per potergli garantire almeno un funerale dignitoso. Al Cep gli volevamo tutti bene».<br />
Giulio Portoghese, responsabile di un circolo ricreativo nel quartiere, è ancora scosso per la scomparsa di Ugo Firinu, il clochard che fino agli inizi di gennaio viveva in una tenda, sotto il ponte dell’Asse mediano. Ugo, dopo quasi due mesi di coma, è morto alle prime ore del mattino di sabato scorso. L’uomo, come aveva dichiarato un testimone, era stato soccorso da un mezzo del 􀂱􀂱􀁵 il 􀂦 gennaio verso mezzogiorno. Secondo quanto avevano raccontato alcuni familiari, aveva un trauma cranico, fratture diffuse in tutto il corpo e setto nasale rotto. L’ipotesi che circolava insistentemente era quella di un violento pestaggio. Inizialmente il clochard era stato<br />
ricoverato all’ospedale Marino poi, il 􀂱2 gennaio, le sue condizioni si erano aggravate ed era stato trasferito al Santissima<br />
Annunziata di Sassari. Il 18 febbraio, infine, era arrivata la decisione di riportarlo a Cagliari e ricoverarlo nuovamente nel reparto<br />
di Rianimazione del Marino. Qui è stato tenuto in vita dalle macchine fino ad avantieri.<br />
La magistratura, intanto, ha aperto un’inchiesta e non si esclude che l’autopsia possa essere predisposta per oggi.<br />
Ugo ERA UNA BRAVA persona - dice Portoghese -. Lo conoscevo da circa otto anni. Era intelligentissimo e non dava fastidio<br />
a nessuno. Veniva spesso nel mio circolo». Non si sa cosa gli sia capitato. «Nel quartiere - continua Portoghese - nessuno<br />
gli avrebbe mai fatto del male. Gli volevano tutti bene. Non so quale sia la verità, ma non meritava quel che gli è successo».<br />
Chi conosceva il clochard l’ha descritto come una persona educata e per niente invadente. «Ce ne sono tanti che scelgono di fare una vita come quella di Ugo - prosegue Portoghese -. Lui voleva essere indipendente, altrimenti me ne sarei occupato anch’io. Era una persona molto generosa: se gli regalavano qualcosa, lui spesso la dava ad altri». Ugo si avvicinava alle auto che si fermavano al semaforo dell’Asse mediano, all’incrocio con viale Marconi. Tanti automobilisti gli davano qualche spicciolo e lui ringraziava con un sorriso. Con sé aveva sempre un libro o un fumetto. E qualcuno, per questo motivo, lo aveva soprannominato affettuosamente<br />
“il professore”. Alla magistratura ora il compito di scoprire la verità. La morte del clochard ha colpito la sensibilità di numerosi cagliaritani. Durante il ricovero al Marino, alcune persone si sono recate all’ospedale del Poetto per portargli mazzi di fiori. Tanti hanno voluto, in questo modo, dimostrargli il loro affetto. E.B.</p>
<p><i>tratto dal Giornale di Sardegna del 10 marzo 2008</i></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[pommes de gastronomes sans pépins au pilotage]]></title>
<link>http://savoirspartages.wordpress.com/?p=131</link>
<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 22:41:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>savoirspartages</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
 Reines des Reinettes et Reinettes Baumann, le top tous les ans de septembre à fin octobre
Pour c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> <a href="http://savoirspartages.wordpress.com/files/2008/02/calville-blanc-cox-orange.jpg" title="calville-blanc-cox-orange.jpg"><img src="http://savoirspartages.wordpress.com/files/2008/02/calville-blanc-cox-orange.jpg" alt="calville-blanc-cox-orange.jpg" /></a></p>
<blockquote><p><i> Reines des Reinettes et Reinettes Baumann, le top tous les ans de septembre à fin octobre</i></p></blockquote>
<p>Pour croquer des pommes de chef, plantez un pommier maintenant, c'est la pleine saison.</p>
<p><b>Des pommes de gourmet</b></p>
<p>Les récoltes s'échelonnent d'août (pommes d'été) à octobre, et les dégustations d'août à avril, voire mai. Parmi les meilleures  pommes d'été : <b>Transparente de Croncels</b>, une grosse vert pâle, croquante et juteuse, <b>Akane</b>, une petite rouge rayée. Septembre voit arriver <b>Grand Alexandre</b>, énorme pomme verte et rouge et la populaire Reine des Reinettes. Pommes d'août et de septembre  se consomment quasiment sous l'arbre, car elles deviennent cotonneuses en quelques heures. Certes,  le séjour au frigo permet de les garder croquantes, mais elles auront perdu cette saveur unique qui est le privilège du jardinier. En revanche toutes sont excellentes cuites, sucrées ou salées. A noter une pomme extra, mais seulement pour croquer: <b>Signe Tillish,</b> énorme pomme verte à joue rose, tendre comme une <b>Calville</b>, dont elle a la saveur d'ananas, mais pas la petite santé car c'est un pommier généreux qui donne tous les ans, sans embêter son propriétaire, et dont les feuilles immenses et veloutées sont en plus très décoratives.</p>
<p align="center"> <a href="http://savoirspartages.wordpress.com/files/2008/02/signetillishw.jpg" title="signetillishw.jpg"><img src="http://savoirspartages.wordpress.com/files/2008/02/signetillishw.jpg" alt="signetillishw.jpg" /></a></p>
<blockquote><p><i> Signe Tillish, la qualité d'une Calville, la générosité et la santé en plus!</i></p></blockquote>
<p>Octobre voit la <b>Reinette Baumann</b>, l'une des plus belles pommes de la création, énorme, bronzée avec des éclats vermeils, tiquetée de gris et de vert...pomme, croquante et archi sucrée...mais sensible au moindre coup de vent, il faut la cultiver en cordon sinon, badaboum tous les ans les beaux espoirs pourrissent dans l'herbe. Même chose avec les <b>Canada gris et blanc, </b>neigeuses, fondantes ou l'incomparable  <b>Calville du roi</b>, (à croquer uniquement, mais le parfum est unique), tous pommiers sensibles aux maladies et aux attaques de vers.</p>
<p>Pour un demi-tige, on préfèrera la <b>Reinette d'Angleterre</b>, juteuse, bronzée et dorée, la <b>Reinette dorée</b> au parfum beurré, à croquer avant janvier. Les  <b>De L'Estre</b>, sublime haute pomme d'hiver, la prolifique et succulente <b>Clochard</b>, dorée, cuivrée, souvent véreuse, qui  partage avec  l'<b>Azéroli anisé</b> et la <b>Patte de Loup</b>, chair un peu dure mais subtilement anisée et se déguste aussi bien crue que cuite se gardent jusqu'en avril , stockées dans une entrée non chauffée qu'elles embaument de leur parfum.</p>
<p><b>La taille du pommier</b></p>
<p>Le cordon est idéal pour les petits jardins et la récolte de gros fruits. Pas la peine de vous ruiner chez un soi-disant spécialiste. Achetez un scion (12 à 15€, contre 50 pour le cordon déjà formé!), supprimez les éventuelles brindilles latérales  et laissez pousser le brin principal jusqu'en avril. A ce moment, coupez à 1m du sol environ, au dessus d'une paire de bourgeons bien opposés qui donneront naissance à deux rameaux. L'hiver prochain, vous les attacherez  à l'horizontale sur un fil bien tendu. C'est tout! Mais attention, et ceci est très important. Tous les pommiers sont greffés. Pour obtenir des pommiers nains, exigez que l'étiquette mentionne à côté du nom de la variété celui du sauvageon sur lequel le plant a été greffé: MM9 ou Pajam pour un pommier de petite taille qui donnera souvent dès l'année suivant sa plantation.</p>
<p>Pour un pommier demi-tige (environ 3 m de haut et de large), l'étiquette doit mentionner pareillement MM106. N'acceptez jamais une étiquette sans ces précisions car vous risquez de vous retrouvez avec un plant fou qui fait des masses de bois et pas de pommes avant l'âge vénérable de 20 ans!</p>
<p>Pour avoir cette garantie, une seule solution achetez vos pommiers chez un spécialiste. <b>Quelques bonnes adresses  pour acheter des pommiers de qualité :</b></p>
<p>Vous y trouverez une multitude de variétés régionales extra !</p>
<p>Pépinière du Conservatoire régional de Montesquieu (47)<br />
par correspondance, en ligne sur<a href="http://www.conservatoirevegetal.com"> http://www.conservatoirevegetal.com</a></p>
<p>Pépinière Christophe Delay, Les Combes, 38780 Estrablin, catalogue contre 4 timbres; vente par correspondance</p>
<p>Mela Rosa,<font size="-1"><span class="a"> <a href="http://www.melarosa.fr/">www.melarosa.fr </a><br />
</span></font></p>
<p>L'association des <b>Croqueurs de pommes</b> vend également des pommiers de pays (il existe plus de 2000 variétés de pommiers  en France,  c'est unique en Europe!) de février à mars. Leur site internet n'est pas terrible, <font size="-1"><span class="a"><a href="http://www.croqueurs-de-pommes.asso.fr">www.<b>croqueurs</b>-de-<b>pommes</b>.asso.fr</a> </span></font>, mais il permet d'avoir les adresses des nombreuses antennes locales (dans presque tous les départements). Pour avoir les dates des rendez-vous il faut téléphoner, c'est un peu artisanal, mais en général l'accueil est très sympa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Acquista online i libri di Nicola Amato scontati del 10% e senza spese di spedizione]]></title>
<link>http://nicolaamato.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 13:11:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolaamato</dc:creator>
<guid>http://nicolaamato.wordpress.com/?p=3</guid>
<description><![CDATA[










 
Scheda del libro: 
Autore: Nicola Amato
Titolo: Il clochard
Edito da: Il Melograno
Pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<table border="0" align="center" width="790" cellPadding="0" cellSpacing="0">
<tr>
<td width="380">
<div align="center">
<table border="1" align="center" width="600" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="width:600px;height:649px;">
<tr>
<td>
<div align="center">
<table border="0" width="394" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="width:394px;height:266px;">
<tr>
<td width="116"><img border="1" align="right" width="176" src="http://www.ilcomunicare.it/Cultura/Nicola%20Amato/copertina.JPG" height="250" /></td>
<td width="10"> </td>
<td width="234"><font size="2"><strong>Scheda del libro:</strong></font><font size="2"> </font><font size="2"></p>
<p align="left">Autore: <strong>Nicola Amato</strong><br />
Titolo: <strong>Il clochard</strong><br />
Edito da: <strong>Il Melograno</strong><br />
Prezzo: <strong>12,90 Euro </strong><br />
Pagine: <strong>176</strong><br />
ISBN: <strong>978-88-6111-274-2</strong></p>
<p align="center"><strong><a target="_blank" href="http://www.ilcomunicare.it/modulo%20acquisti%20il%20clochard.htm">Clicca qui per acquistarlo a 11,61 Euro e senza spese di spedizione. </a></strong></p>
<p></font></td>
</tr>
</table>
<table border="0" width="582" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="width:582px;height:381px;">
<tr>
<td>
<div align="justify"><span class="style121"><font size="2">Le difficoltà della vita spesso ci portano a fare delle scelte drastiche. Decisioni che mai avremmo preso in una situazione normale di vita quotidiana. Sono di quegli eventi che pensiamo capitano solo agli altri e mai a noi stessi, come se noi ne fossimo immuni. Eventi che, al di là della loro essenza di precarietà fisica e mentale, fanno proprio delle difficoltà di vita un'esaltazione dei valori umani e della vita. Ma la vita è fatta di sconfitte e rivincite in un loop continuo: si cade e ci si rialza, e così via. </font></span><span class="style121"><font size="2"></p>
<p align="justify">Questo romanzo è strutturato in quattro parti: la caduta, vita da barbone, il riscatto, la riabilitazione sociale. Proprio come le vicende della vita, capita a chiunque di cadere, magari per delle scelte di vita sbagliate, oppure incorrere in errori e disavventure di cui si è costretti poi a pagarne le conseguenze con un'esistenza fatta a rincorrere i propri errori. Ma arriva poi il momento che, una volta ritrovato se stessi e metabolizzato i propri errori, avviene il riscatto umano e ci si riappropria di quei valori che sembravano perduti perché gli occhi dell'anima erano bendati da falsi miti.</p>
<p align="justify">E' la storia di un manager di successo che, accecato dal potere e dal dio denaro, pone in ultimo piano il risvolto umano della vita. Commette degli errori fatali e la vita gli si rivolta contro. Forse un po' troppo. Affronta perciò un'esistenza da barbone, fatta di lotta per la sopravvivenza e di stenti, ma molto importante dal punto di vista umano e edificante per la sua crescita interiore. Un incontro importante ed alcuni colpi di scena lo conducono sulla via del riscatto sociale e della redenzione umana.</p>
<p></font></span></div>
</td>
</tr>
</table>
</div>
</td>
</tr>
</table>
</div>
<table border="1" align="center" width="602" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="width:602px;height:769px;">
<tr>
<td height="822">
<div align="center">
<table border="0" width="464" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="width:464px;height:282px;">
<tr>
<td width="116">
<div align="center"></div>
<div align="center"><img border="1" width="176" src="http://www.ilcomunicare.it/steganografia.jpg" height="250" /></div>
</td>
<td width="10"> </td>
<td width="234">
<p align="center" class="style121"><font size="2"><strong>Scheda del libro:</strong></font></p>
<p><font size="2">Autore: <strong>Nicola Amato</strong><br />
Titolo: <strong>La steganografia da Erodoto a Bin Laden<br />
</strong>Edito da: <strong>Iuculano</strong><br />
Prezzo: <strong>15 Euro </strong><br />
Pagine: <strong>144</strong><br />
ISBN: <strong>978-88-7072-765-4</strong></font><font size="2"></font><font size="2"></font><font size="2"></font><font size="2"></p>
<p align="center"><strong><a target="_blank" href="http://www.ilcomunicare.it/modulo%20acquisti%20steganografia.htm">Clicca qui per acquistarlo<br />
a 13,5 Euro<br />
e senza spese di spedizione. </a></strong></p>
<p></font></td>
</tr>
</table>
<table border="0" width="588" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="width:588px;height:414px;">
<tr>
<td>
<div align="justify"><span class="style121"><font size="2">La steganografia è una tecnica elusiva della comunicazione che consente di celare un testo segreto all'interno di un file sonoro o all'interno di una immagine, andando a sostituire i bit meno significativi di alcuni pixel per cui, l'immagine al cui interno è stato iniettato un messaggio segreto, sarà perfettamente identica all'originale per peso e risoluzione.</font></span><span class="style121"><font size="2">Questo libro è organizzato in maniera tale da prendere per mano il lettore ed accompagnarlo in un lungo viaggio alla scoperta delle tecniche elusive della comunicazione.<br />
I primi tre capitoli, oltre che definire la steganografia e spiegare il sistema di watermarking e come attaccarlo, ci portano attraverso la sua evoluzione storica facendoci entrare dentro le varie tecniche utilizzate, a volte rudimentali, altre a dir poco geniali, in un viaggio che ci porterà da Erodoto sino alle tecnologie moderne di Bin Laden, passando attraverso Tritemio, Cardano, la scitala spartana, l'inchiostro invisibile, l'acrostico e tanti altri.<br />
Il quarto capitolo entra un po' di più nello specifico della materia analizzando la steganografia moderna dal punto di vista tecnico, fornendo utili spiegazioni ed esempi sui modelli steganografici utilizzati al giorno d'oggi.<br />
Il quinto capitolo invece é dedicato al moderno software steganografico. In esso é spiegato l'utilizzo dei software maggiormente in uso, ove reperirli, destinazione d'uso ed esempi su come celare un testo segreto all'interno di un file sonoro o all'interno di una immagine. Il sesto ed ultimo capitolo é dedicato alla stegoanalisi. Ossia, in netta contrapposizione alla steganografia, che come vedremo ha lo scopo di celare la comunicazione, la stegoanalisi é la scienza che si occupa di “rompere” i sistemi steganografici cercando di scoprire il messaggio nascosto all'interno di un messaggio contenitore.</font></span></div>
</td>
</tr>
</table>
</div>
</td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le feu de l’exclusion]]></title>
<link>http://alainhubler.wordpress.com/2008/01/22/le-feu-de-l%e2%80%99exclusion/</link>
<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 13:30:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alain Hubler</dc:creator>
<guid>http://alainhubler.wordpress.com/2008/01/22/le-feu-de-l%e2%80%99exclusion/</guid>
<description><![CDATA[Il y a un mois, un SDF, un sans domicile fixe, un clochard quoi – c’est terrible ce que les acro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://alainhubler.wordpress.com/files/2008/01/sdf.jpg" title="Un SDF en France"><img src="http://alainhubler.wordpress.com/files/2008/01/sdf.jpg" alt="Un SDF en France" style="float:right;margin:0 0 1em 1em;" /></a>Il y a un mois, un SDF, un sans domicile fixe, un clochard quoi – c’est terrible ce que les acronymes peuvent cacher, désincarner, aplanir, nettoyer la réalité – <a href="http://www.20min.ch/ro/news/lausanne/story/21714464">a été immolé</a>.</p>
<p>Oui, immolé. Pas brûlé ou incendié, mais bel et bien immolé. C’est-à-dire sacrifié. Sacrifié sur l’autel de l’indifférence, sacrifié sur l’autel de l’exclusion, sacrifié pour cause d’anormalité.</p>
<p>Selon la version de deux adolescents, <a href="http://www.lematin.ch/pages/home/actu/suisse/actu_suisse__1?contenu=365319">rapportée</a> par <i>Le Matin</i>, ce serait un jeune de 18 ans qui aurait fait le coup, selon eux «Il aurait commis cet acte pour amuser ses copains. Il aime bien faire le malin».</p>
<p><!--more-->Amuser les copains, faire le malin ? Tout cela ne tient pas. On ne met pas le feu à un être humain pour «amuser les copains» ou «faire le malin». Du moins pas si l’on vit dans une société qui respecte les individus qui la composent.</p>
<p>Et c’est bien là que se situe le problème.</p>
<p>Si ce jeune a mis le feu à ce clochard, c’est parce que les temps sont propices à cela. C’est parce que ce jeune, si c’est bien lui, à des exemples, des mentors en la matière. C’est parce que, indubitablement, les temps sont à l’exclusion, à l’éradication de tout ce qui n’est pas comme il faut, de tout ce qui n’est pas propre en ordre, de tout ce qui différent, de tout ce qui est faible. Faible surtout.</p>
<p>Les exemples sont nombreux.</p>
<p>Il y a trois graffitis à l’école de Lutry ? La municipalité installe des <a href="http://www.tsr.ch/tsr/index.html?siteSect=200001&#38;sid=7286532">caméras de vidéosurveillance</a> et l’on surveille les gamins comme des souris de laboratoire. On les contrôle.</p>
<p>Des Rroms viennent mendier dans la Genève internationale ? On les évacue, on les héberge un minimum de temps, on leur paye le voyage de retour et on n’en parle plus. On les efface.</p>
<p>Des réunions de jeunes font un peu de bruit ? La mairie de Genève essaye le Mosquito, un <a href="http://www.swissinfo.ch/fre/a_la_une/detail/Le_troublant_succes_d_un_emetteur_anti_jeune.html?siteSect=105&#38;sid=7808785&#38;cKey=1179132501000">appareil à ultrason</a> qui fait fuir les jeunes qui sont les seuls à les entendre. On les cache.</p>
<p>Les clochards «font tache» au centre-ville ? La mairie d’Argenteuil décide alors de pulvériser un <a href="http://tempsreel.nouvelobs.com/actualites/societe/20070826.OBS2050/produit_odorant_antisdfchristine_boutin_sindigne.html?idfx=RSS_notr">produit répulsif</a>, appelé le Malodore. Par bonheur les employés de la ville refusent de le faire. On les chasse.</p>
<p>Ces quelques exemples montrent que les autorités ont choisi de régler les problèmes de société par le nettoyage. Le n<i>ettoyage social</i>. Si quelqu’un ou quelque chose détonne, dépareille, fait tache par rapport à la norme – définie par qui, au fait ? – on le contrôle, on le nettoie, on l’efface, on le cache, on le chasse. C’est la version moderne des chasse-gueux du XVIIe.</p>
<p>Et qu’est-ce qui nettoie, efface, cache, chasse mieux que le feu ?</p>
<p>Loin de moi l'idée de considérer l'auteur comme une pauvre victime de la société. Si un jeune a bel et bien mis le feu à ce clochard, c’est bien évidemment sa faute, sa responsabilité. Mais derrière ce «jeu», il y a forcément une source d'inspiration.</p>
<p>Et cette inspiration, il a, hélas, pu la puiser dans le comportement de certaines autorités.</p>
<ul>
<li>Crédit photographique : <a href="http://www.interet-general.info/article.php3?id_article=3792">Intérêt-général.info</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Los habitantes de París (II): Monsieur Clochard]]></title>
<link>http://sarkolandia.wordpress.com/2007/11/08/los-habitantes-de-paris-ii-monsieur-clochard/</link>
<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 09:57:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fígaro II</dc:creator>
<guid>http://sarkolandia.wordpress.com/2007/11/08/los-habitantes-de-paris-ii-monsieur-clochard/</guid>
<description><![CDATA[¿Coges el metro? Sin duda es la actitud más normal si estás en una estación. Es raro ver a la ge]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">¿Coges el metro? Sin duda es la actitud más normal si estás en una estación. Es raro ver a la gente meterse en una madriguera subterránea a pasearse o a comprar… Aunque después de haber visto un puesto de fruta en el metro de esta ciudad. De todas maneras, lo que más me llama la atención del metro de París son los mendigos.</p>
<p class="MsoNormal">&#160;</p>
<p class="MsoNormal">De todas las ciudades en las que he estado, el sitio en el que más me han llamado la atención los <em>sintecho</em>, ha sido París. Esta ciudad, por si no lo recordáis, fue el corazón de una revuelta de los “Hijos de Don Quijote”, el pasado invierno, cuando consiguieron arrancar al ya podrido gobierno Villepin una promesa para que el derecho a una vivienda digna, que sirve de adorno en muchas constituciones, fuese una realidad. En definitiva, en la Ciudad de los Tópicos no puedes referirte al mendigo como tal, queda mejor <em>Monsieur Clochard.</em></p>
<p class="MsoNormal"><em> </em></p>
<p class="MsoNormal">Cuando se quiere rendir visita a <em>Monsieur Clochard</em>, hay que ir a su casa, es decir, al metro. Una vez abajo, colócate en un extremo del andén y espera a que venga el metro. Después de que se haya ido la marabunta, dejando bajar antes de subir, él que se ha quedado en la estación es el <em>Monsieur Clochard</em>. El metro no es lo suficientemente bueno para él. Espera tranquilamente a que aparezca una carroza tirada por caballos, una limusina, una caravana de camellos o un unicornio. A lo mejor, algún día…</p>
<p class="MsoNormal">&#160;</p>
<p class="MsoNormal">Después de haber comprobado su hábitat, fijaos en su aspecto. Aparentemente no difiere de un mendigo de otra parte del mundo, pero cinco segundos después cambiaréis de opinión. La mirada de <em>Monsieur Clochard</em> está compuesta por una cantidad infinita de colores psicodélicos. Parece que han consumido una cantidad de drogas valorada en un 10 en la escala Woodstock de drogadicción. Una lluvia de miradas de este tipo, leyendo diccionarios o esperando unicornios, pueblan los pasillos subterráneos de la ciudad.</p>
<p class="MsoNormal">&#160;</p>
<p class="MsoNormal"><em>Monsieur Clochard</em> vive en una dimensión paralela. Para ti es un indigente que vive en la miseria, sin embargo, él es una historia con piernas y con olor a alcohol barato ¿Cuál fue el momento en el que perdió su conexión con la realidad?¿Cuál fue el momento en el que la perdiste tú?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Urbanité (triste)]]></title>
<link>http://pfrunner.wordpress.com/2007/02/07/rich-and-poor-riches-et-pauvres/</link>
<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 09:00:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>pfrunner</dc:creator>
<guid>http://pfrunner.wordpress.com/2007/02/07/rich-and-poor-riches-et-pauvres/</guid>
<description><![CDATA[Lady and the tramp.
tramp, hobo, bum, vagrant, homeless


Paris Bastille, juin 2005. La scène m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#666699;">Lady and the tramp.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">tramp, hobo, bum, vagrant, homeless</span></p>
<p><a href="http://pfrunner.files.wordpress.com/2008/06/sdf-bastille.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-228" src="http://pfrunner.wordpress.com/files/2008/06/sdf-bastille.jpg" alt="" width="450" height="620" /></a></p>
<p><a href="this.window.close();"></a></p>
<p>Paris Bastille, juin 2005. La scène m'a glacé. Le froid m’a descendu l’échine, en plein été. Le souffle court, j’ai eu envie de me laisser tétanisé par cette vision à quelques mètres. Pourtant, je ne sais pas où j'ai trouvé l'énergie de me précipiter, sur mes pattes de velours.</p>
<p>Au "développement" de la photo, face à mon écran, à nouveau, j’étais tendu. J’avais envie de titrer « Confrontation ». Et puis… à force de les regarder tous les deux, la relation a priori impossible a fini par se nouer entre eux. J’ai imaginé qu'elle l'avait pris pour son ange gardien, le temps d'un retrait éclair de billets de banque. J’étais victime d’un espèce de « syndrome de Stockholm » photographique.</p>
<p>Aujourd’hui, à la place de «Confrontation, je titrerais simplement "Cohabitation" ou " Indifférence". A force, on se "carapace". Et puis, le temps a passé. J’ai beau remonter le long de sa verticale à elle : son bracelet, ses boucles d’oreille, son chignon, son visage, je me dis que l’on n'est jamais à l’abri d’une inversion des rôles. Car à côté de la verticale qui vient chercher sa subsistance, il y a son horizontale à lui, immobile, sereine. Elle réclame ses billets à la machine, pour compléter son image, un deuxième sac, une paire de chaussures, des boucles d’oreille plus lourdes ? Lui est repu, il n’a pas même eu besoin de terminer son sandwich. Les bras croisés, il attend, avec sérénité.</p>
<p>Je ne sais pas pourquoi [pas complètement], on m’a dit : parmi toutes tes photos, il y a celle-là : on dirait un Jeff Wall.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'uomo sotto l'ombrello]]></title>
<link>http://massim.wordpress.com/2007/10/25/luomo-sotto-lombrello/</link>
<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 12:54:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>massim</dc:creator>
<guid>http://massim.wordpress.com/2007/10/25/luomo-sotto-lombrello/</guid>
<description><![CDATA[
Durante la notte Roma si popola di persone strane.
Non sono né discotecari né metronotte, farmaci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img border="2" width="500" src="http://farm3.static.flickr.com/2073/1744478235_d82206a127.jpg" height="461" /></p>
<p>Durante la notte Roma si popola di persone strane.<br />
Non sono né discotecari né metronotte, farmacisti di turno o netturbini. Sono gli abitanti dell'altra Roma, quella parallela.<br />
So che quando cala la notte loro escono.<br />
Sono quelli che di solito si chiamano barboni o senzatetto. Meglio clochard? Più fine. Definizioni odiose e poco rispettose di drammi umani che nessuno si augura di conoscere.<br />
Ogni sera ne incrocio alcuni e ad ognuno di loro ho dato un nomignolo: c'è <strong>"Il reduce"</strong> che porta in testa un colbacco e pare sia tornato ieri dalla guerra di Russia; c'è <strong>"la marchesa"</strong> che parla in maniera delicata come una nobildonna d'altri tempi; c'è <strong>"Don Abbondio"</strong> che quando parla non si capisce niente, forse è tedesco. Poi c'è LUI<strong> </strong>(o lei?) che tra tutti è il personaggio più misterioso:<strong> è l'uomo sotto l'ombrello. <br />
</strong>Ogni sera rimane accovacciato in un vicolo stretto, al buio, con il volto coperto da un ombrello semi chiuso. E rimane lì, in silezio, immobile.<br />
Gli scatto una foto che viene mossa. Non ci riprovo per pudore. Penso che sarebbe venuta mossa anche nella migliore delle condizioni: viene mossa perchè lui non c'è, non risulta, nessuno lo considera e sembra essere diventato uno spettro la cui immagine è sfuggente.<br />
Non chiede elemosina, non straparla, non disturba. Magari gli sarò passato a fianco mille volte ma l'ho natotato solo da poco tempo. Da allora ogni volta che lo vedo gli rivolgo un pensiero come per salutarlo.<br />
Sempre rifugiato sotto il suo ombrello neanche fosse il tetto che non ha, sembra una Mary Poppins all'incontrario...<br />
Non fa mai vedere se sia uomo o donna, bianco o nero, giovane o vecchio.<br />
Anche lui è cittadino di Roma. Non importa se per l'anagrafe risulta o no. Vive nei meandri oscuri di quella città parallela che a noi pare silenziosa, clandestina e crudele. E' la città della povertà vera e nera, come la notte in cui vive.</p>
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