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	<title>concertazione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/concertazione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "concertazione"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 06:02:57 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Berlusconi ha aperto le sue braccia a Veltroni, che sembra disposto a ricambiarlo. Di Pietro dice no!]]></title>
<link>http://redvince.wordpress.com/?p=31</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 13:56:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>redvince</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Cronache parlamentari:
Con particolare enfasi è stata diffusa la notizia della telefonata di Silvi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://redvince.files.wordpress.com/2008/05/8661.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-32" src="http://redvince.wordpress.com/files/2008/05/8661.gif?w=272" alt="" width="272" height="300" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>Cronache parlamentari:</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Con particolare enfasi è stata diffusa la notizia della telefonata di Silvio Berlusconi a Walter Veltroni. Il nuovo Presidente del Consiglio ha chiesto al Segretario del maggiore partito dell'opposizione il <strong>massimo di collaborazione possibile per 'concertare'</strong> i provvedimenti che il Governo prenderà.</span></p>
<p><!-- filmato --><!-- filmato --><span style="font-family:Arial;">Il Cavaliere ha confermato questi<strong> toni ammiccanti,</strong> questo desiderio di una <strong>cooperazione con l'opposizione,</strong> anche questa mattina, nel suo discorso di fiducia alla Camera, cogliendo di <strong>sorpresa i suoi stessi alleati</strong> che hanno seguito il discorso del nuovo premier non senza un certo stupore.</span><span class="carattere"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Non è la prima volta che un Capo del Governo dialoghi con l'opposizione, però è la prima volta che a questo fatto venga dato tanto rilievo.</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">C'è da chiedersi, quindi,<strong> per quale motivo Berlusconi ha tenuto tanto a strombettare la sua telefonata con Veltroni e soprattutto l'accordo su un loro prossimo incontro</strong>. Si ritiene che questo passo fatto dal Cavaliere abbia uno scopo preciso: quello di coinvolgere l'opposizione, naturalmente l'<strong>opposizione flessibile del Pd,</strong> sui primi delicati provvedimenti governativi che verranno sottoposti al Parlamento.</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">In primo luogo ci sarà quello riguardante l'immigrazione clandestina, che sarà accompagnato da quello sulla sicurezza. E, poiché tali provvedimenti, così come sono stati preannunciati, saranno di particolare durezza, Berlusconi vorrebbe assicurarsi, se non l'appoggio, quanto meno la 'comprensione' del Pd. E' probabile, però, che la mossa del nuovo Presidente del Consiglio sia motivata da ben altre ragioni. Soprattutto quella di controbilanciare, appunto con la concertazione con l'opposizione, i fondamentalisti della sua coalizione (leggi Lega e An) le cui prese di posizione hanno già suscitato perplessità all'interno di Forza Italia. A proposito non sono da sottovalutare le dichiarazioni fatte dall'<strong>ex Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, il quale senza mezzi termini ha bocciato i propositi del nuovo inquilino del Viminale, il leghista Roberto Maroni.</strong></span><span class="carattere"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">In questo contesto, poi, si collocano anche le pretese di poltrone di An nonostante il suo dichiarato proposito di unirsi in matrimonio con Forza Italia, e cioè di far parte della nuova famiglia del Popolo delle Libertà.</span></p>
<p><span style="font-family:Arial;">A quanto sembra, Veltroni sarebbe ben felice di aprire le sue braccia al Cavaliere. Ma questa sua attitudine ha già suscitato forti perplessità nel Pd e soprattutto ha fatto <strong>drizzare le orecchie </strong>al leader di Italia dei Valori Antonio <strong>Di Pietro, che di collaborazione con Berlusconi non vuol sentire parlare</strong>, anche perché è in agguato per soffiare al Pd quella fetta dell'elettorato che certamente avrà da lamentarsi sia per le intemperanze del Cavaliere, sia per l'impopolarità di una opposizione all'acqua di rose a fronte delle restrizioni che, più o meno necessariamente, dovranno colpire vari strati sociali.</span><span style="font-family:Arial;">Per finire, c'è da annotare che Berlusconi, forse con disprezzo, ha ignorato gli altri due partiti d'opposizione: l'Udc di Pierferdinando Casini e l'Italia dei Valori di Antonio di Pietro, quasi a voler dire che essi sono appendici secondarie del Pd.</span></p>
<p>La tattica politica del cav. si dimostra efficace visto che Lusetti esclama:<a href="http://www.agenparl.com/news.asp?id=8660">BERLUSCONI CI HA FATTO UN C...... COSì</a> e non tutti sono<a href="http://www.agenparl.com/news.asp?id=8659" target="_blank"> daccordo</a> nella coalizione(?), infatti Di Pietro ribatte:<a href="http://www.agenparl.com/news.asp?id=8649">VELTRONI CI VADA CAUTO CON BERLUSCONI</a> anche rumore di fronda interna: <a href="http://www.agenparl.com/news.asp?id=8658"> BEPPE PISANU BOCCIA IL PIANO SICUREZZA DEL NUOVO GOVERNO ,</a>critica sincera o dettata dal rancore ? Beh, sono "affari" loro, c'è anche a chi è andata peggio per la legge del <a href="http://www.agenparl.com/news.asp?id=8657" target="_blank">"contrappasso"</a> in dialetto napoletano: <strong>cornuti e mazziati.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E Se Fosse Tutta Colpa di Leone XIII?]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/?p=462</link>
<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 08:30:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
<guid>http://mauriziomorabito.wordpress.com/?p=462</guid>
<description><![CDATA[Dice Michele Boldrin su noisefromamerika (&#8221;De te fabula narratur&#8220;,  8 Aprile 2008):
[..]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dice Michele Boldrin su noisefromamerika ("<a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/De_te_fabula_narratur" target="_blank">De te fabula narratur</a>",  8 Aprile 2008):</p>
<blockquote><p><em>[...] <strong>la scelta del Programma del Pd</strong>: riduzione della pressione fiscale (agendo sull'Irpef o con la contribuzione figurativa) sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello [azienda, territorio, distretto] [e'] una burla che <strong>mira solo a mantenere il potere dei bonzi sindacali romani</strong>.[...] </em></p>
<p><em>[...] L'unica cosa decente del governo BS 2001-2006 - aver tentato di fare a meno della paralizzante concertazione nel produrre le poche cose utili come la legge Biagi - per lui, per la testa pensante ""economica"" e ""liberista"" del PD, QUESTA è la grande colpa. Lì è la grande differenza che vuole sottolineare: che lui ed i suoi <strong>compagni democratici con i sindacati intendono continuare a "concertare" l'economia italiana </strong>[...]</em></p></blockquote>
<p>E' quindi confermato: Veltroni "<a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Partito_democratico,_tornato_democristiano" target="_blank">partito democratico, e' ritornato democristiano</a>" (perche' i<a href="http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/04/04/il-pd-di-veltroni-sepolcro-imbiancato-le-prove/" target="_blank">l PD e' il "sepolcro imbiancato" del compromesso storico fra PCI e DC</a>, di cui parlavo un paio di giorni fa). Passano i decenni, ma la politica italiana non va da nessuna parte.</p>
<p>===========</p>
<p>Io un "colpevole" per tutto cio' ce l'avrei anche: Leone XIII. Il quale nella enciclica <a href="http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum_it.html" target="_blank">Rerum Novarum</a> (1891) scriveva a proposito del conflitto fra capitalisti e lavoratori:</p>
<blockquote><p><em>"Nella presente questione, lo scandalo maggiore è questo: supporre una classe sociale nemica naturalmente dell'altra </em>[...] <em>In vece è verissimo che, come nel corpo umano le varie membra si accordano insieme e formano quell'armonico temperamento che si chiama simmetria, così la natura volle che nel civile consorzio armonizzassero tra loro quelle due classi, e ne risultasse l'equilibrio. L'una ha bisogno assoluto dell'altra: né il capitale può stare senza il lavoro, né il lavoro senza il capitale. <strong>La concordia fa la bellezza e l'ordine delle cose</strong>, mentre un perpetuo conflitto non può dare che confusione e barbarie. "</em></p></blockquote>
<p>Eccola li', la benedizione papale per la "concertazione" (e quindi anche se forse in maniera non originariamente voluta, per i sindacati).</p>
<p>Una benedizione che si e' poi propagata in Italia per tutto il XX secolo, dapprima con le Corporazioni fasciste, poi con la Democrazia Cristiana e il patto con i sindacati anche se comunisti. Per poi finire nel compromesso storico, che qualcuno sta tentando di nuovo, trent'anni dopo...<em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pacoloio. Chi è?]]></title>
<link>http://pacoloio.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 06:24:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>pacoloio</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; un blogger che demitizza la vita quotidiana e che farà cadere le false certezze che un gra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E' un blogger che demitizza la vita quotidiana e che farà cadere le false certezze che un grande fratello, il grande fratello del caso, vuole conservare in noi per passare sopra ai nostri interessi facendoci apparire la situazione diversa da quella che realmente è, e che fa questo per perseguire interessi suoi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EMERGENZA SALARIALE nel pubblico impiego]]></title>
<link>http://cobasreto.wordpress.com/2007/12/02/emergenza-salariale-nel-pubblico-impiego/</link>
<pubDate>Sun, 02 Dec 2007 21:45:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>cobasrt</dc:creator>
<guid>http://cobasreto.wordpress.com/2007/12/02/emergenza-salariale-nel-pubblico-impiego/</guid>
<description><![CDATA[Riceviamo da Cobas Pubblico Impiego e pubblichiamo:  
EMERGENZA SALARIALE NEL PUBBLICO IMPIEGO
Orm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da Cobas Pubblico Impiego e pubblichiamo:  </p>
<h2 align="left">EMERGENZA SALARIALE NEL PUBBLICO IMPIEGO</h2>
<p align="justify">Ormai lo dicono tutti: i salari in Italia sono troppo bassi. Lo dice la Banca d'Italia e la Confindustria, lo dice l'IRES (Centro Ricerche Economiche Sociali della Cgil) che, scoprendo l'acqua calda, denuncia che tra il 2002 e il 2006 ogni retribuzione in Italia ha perso potere d'acquisto per circa 2 mila euro.  Ma soprattutto questa situazione la vivono sulla propria pelle tutti quei dipendenti pubblici che non arrivano alla quarta settimana del mese...<br />
Una crisi salariale ulteriormente acuita dal cronico ritardo con cui vengono rinnovati i contratti pubblici: del settore pubblico è stato sottoscritto solo il contratto dei ministeriali, mentre agenzie fiscali, enti locali e parastato attendono ancora la sottoscrizione dei contratti scaduti oramai da 23 mesi!. E l'intesa di maggio sottoscritta da Governo e CGIL, CISL e UIL, cui i rinnovi contrattuali di comparto faranno riferimento, prevede  aumenti pari a circa 60 euro netti (sic!), liquida 13 mesi di arretrati (tutto il 2006 e il mese di gennaio 2007) con 11 euro al mese di indennità di vacanza contrattuale, e, dulcis in fundo, prevede la triennalizzazione dei rinnovi contrattuali.</p>
<p align="justify">Ma l'elemento più sconcertante è che l'emergenza salariale diviene il pretesto da parte della Confindustria per rilanciare la solita ricetta, incontrando subito la disponibilità di CGIL, CISL e UIL: <strong><u>svuotamento del contratto collettivo nazionale e potenziamento del secondo livello di contrattazione (ovvero ancora meno soldi al salario contrattato nazionalmente a vantaggio della produttività). Insomma l'emergenza salariale per Confindustria e per CGIl, CISL e UIL, non si risolve agganciando la retribuzione al costo reale della vita, ma impoverendo ulteriormente i rinnovi contrattuali nazionali!!! </u></strong></p>
<p align="justify">Ma come stanno realmente le cose?</p>
<p align="justify">Se oggi la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti (pubblici e privati) non arriva a fine mese questo avviene non certamente a causa del contratto nazionale, ma, al contrario, <strong><u>perchè gli accordi sindacali del 1992-1993 (la c.d. concertazione) hanno cancellato la scala mobile, cioè l'adeguamento automatico dei salari al costo reale della vita, </u></strong>ingabbiando i rinnovi contrattuali al meccanismo truffaldino dell'inflazione programmata che è meno della metà dell'inflazione reale.</p>
<p align="justify">Se realmente tutti questi signori (Confindustria, Banca d'Italia e CGIL, CISL e UIL) hanno a cuore (ma quando mai?) la sorte economica dei lavoratori, c'è solo una strada da percorrere: <strong><u>riconoscere il fallimento della concertazione e reintrodurre un meccanismo che riallinei i salari al costo della vita.</u></strong></p>
<p align="justify">E tutto ciò mentre  si riempiono le tasche dei dirigenti, e l'attuale governo discute se porre o meno il limite di 274.000 euro annui (ovvero 20.000 euro mensili!) come tetto alle retribuzioni dei dirigenti. E' giunto il momento di risollevare la testa proprio a partire dai rinnovi contrattuali nel settore pubblico riaprendo la partita per i rinnovi dei contratti nazionali che si pongano l'obiettivo di andare oltre gli accordi siglati da CGIL, CISL e UIL.<br />
<strong>La strada da percorrere è il rifiuto dei contratti al ribasso propostici dai sindacati di governo e nello stesso tempo costruire in ogni ente/ufficio/amministrazione delle piattaforme rivendicative e contrattuali alternative con gli obiettivi della difesa del contratto nazionale, della salvaguardia del potere di acquisto dei salari e l'allargamento del potere contrattuale.<br />
</strong><br />
<strong><font color="#ff0000">Contro salari di fame e precarietà, rompiamo la gabbia della concertazione!</font></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non governare, ma "s"concertare]]></title>
<link>http://abeonaforum.wordpress.com/2007/10/13/non-governare-ma-scorcertare/</link>
<pubDate>Sat, 13 Oct 2007 18:45:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Iperione</dc:creator>
<guid>http://abeonaforum.wordpress.com/2007/10/13/non-governare-ma-scorcertare/</guid>
<description><![CDATA[Dall&#8217;articolo (già segnalato poco tempo fa in un commento) di Francesco Giavazzi, apparso sul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dall'articolo (già segnalato poco tempo fa in un commento) di Francesco Giavazzi, apparso sul<a href="http://www.corriere.it/editoriali/07_ottobre_08/giavazzi_il_mito_della_spesa.shtml" target="_blank"> Corriere della Sera del 8 Ottobre 2007</a>:</p>
<blockquote><p>Il problema è ridurre la spesa perché questa spesa aiuta soprattutto coloro che sono abbastanza furbi, o abbastanza potenti, ad avvantaggiarsene. Cancellare la concertazione come metodo di lavoro del governo è il primo passo, altrimenti la spesa continuerà a fluire verso chi è rappresentato al tavolo della concertazione, e non sono certo i poveri, i giovani, le donne sole con figli. E poi occorre il coraggio di abbandonare l'illusione illuminista che questa spesa possa essere «riqualificata », resa meno ingiusta, più efficiente. La spesa migliorerà solo quando il cittadino si accorgerà che talvolta i privati possono offrire gli stessi servizi che offre un'amministrazione pubblica, ma in modo più efficiente e a costi inferiori. Agli inizi del secolo scorso più spesa pubblica voleva dire più stato sociale, meno disuguaglianza. Oggi spesso vuol solo dire più privilegi. Ma questo è un guado che la sinistra fa ancora fatica ad attraversare.</p></blockquote>
<p>Questa è  la lezione degli economisti e dei pensatori liberali del diciannovesimo secolo; è la lezione ripresa ed approfondita da Hayek nel suo "<a href="http://www.mises.org/books/TRTS/" target="_blank">The road to serfdom</a>"; è la lezione abbandonata, ancor prima di essere dimenticata, dai nostri politici, filosofi di politica, tra cui, a volte, spiccano anche nomi illustri del firmamento dell'accademia italiana delle scienze economiche.<!--more--></p>
<p>Il socialismo di cui parla Hayek è  proprio quello che, puntando al fine dell'efficienza, dell'equità nella distribuzione delle risorse, al passaggio dalla "produzione per profitto a quella per uso", ricercando un nuovo "ordine sociale" in cui siano eliminate le "ineguaglianze generate dal sistema capitalistico", arriva, per vie indirette, al totalitarismo, all'eliminazione completa di ogni libertà individuale, utilizzando lo strumento della "pianificazione" dell'economia. Guardare al fine senza valutare criticamente i mezzi attraverso cui questo fine (teoricamente) viene raggiunto è uno degli errori storici che Hayek percepisce, nel passaggio dal liberismo classico dell'800 al cosiddetto "socialismo liberale", definito come una inconciliabile contraddizione fra collettivismo ed individualismo, fra l'idea di "uguaglianza per massificazione" e quella di "uguaglianza per contenuto di libertà" (e nella mia opinione non è un caso che il "New Labour" di Blair sia nato e cresciuto in seguito alle grandi aperture alla economia di mercato).</p>
<p>Dagli anni novanta (almeno) fino ad oggi, il mito della concertazione ha contribuito alla creazione di tavoli, trattative, riservate e/o pubbliche; ha contribuito alla creazione ed al rafforzamento di posizioni di privilegio (quali quelle dei sindacati, di confindustria e di altri gruppi di interesse più o meno visibili), escludendo, per via di questi "rappresentanti", l'autonoma determinazione e regolamentazione degli interessi individuali. Questo è ciò che avviene nelle contrattazioni collettive (pilastro della storia sindacale italiana), così come avviene per i capitoli più importanti e rilevanti dell'economia (per esempio il cosiddetto "welfare system"). Lo scopo dei governi (di ogni derivazione politica, purtroppo) non è più quello di fornire un quadro di riferimento per l'economia (semplice, non invasivo) ma quello di regolamentare, codificare ogni singola azione, imbrigliare ogni tipo di iniziativa individuale in un numero continuamente crescente di vincoli che lentamente soffocano perfino la percezione psicologica della libertà, in nome di un generico benessere sociale, collettivo.</p>
<p>In questo senso non c'è differenza fra la concertazione e la pianificazione economica dei regimi socialisti/comunisti/fascisti. Esiste l'illusione della partecipazione, attraverso delle organizzazioni intermedie, ma in ultima istanza il destino di ciascuno di noi è diretto da chi sceglie per noi, attraverso processi sempre meno trasparenti: il sogno di uguaglianza troppo spesso tende a divenire la materializzazione, ancora una volta, della peggiore divisione di classe che la storia conosca, la divisione in potentati e schiavitù. Ecco le conclusioni, senz'altro non desiderate, a cui si giunge attraverso questo sistema, e che in termini simili sono state osservate dal già citato Hayek.</p>
<p>Un'altra riflessione, infine, riguarda la nascita, la crescita e l'esplosione dei tiranni, tratta ancora una volta dalle riflessioni di Hayek; quando l' "establishment" non riesce più  a realizzare i propri "piani", la gente, ormai sopraffatta psicologicamente dalla necessità dell'esistenza di questi "piani", inizierà a protestare, sempre più aspramente. La soluzione sta nell'affidare la realizzazione di questi "piani" a qualcuno che ne abbia il carisma, scelto dallo stesso "establishment" (che gli affida solitamente larghi poteri) o dallo stesso popolo che rovescia l' "establishment". Ancora una volta tornando alla nostra Italia, non sono forse i "V-day", alcuni grandi profeti improvvisamente dediti all' "anti-politica" (anti-establishment), le finte rivoluzioni studentesche, potenziali sintomi di quanto appena detto?</p>
]]></content:encoded>
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