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	<title>cronache-di-viaggio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/cronache-di-viaggio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cronache-di-viaggio"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 06:38:04 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Epilogo]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=103</link>
<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 21:37:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[13 agosto - 14.10
Toronto Pearson, Terminal 3. Il mio volo è previsto per le 18.25, ma mi trovo gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>13 agosto - 14.10<br />
Toronto Pearson, Terminal 3. Il mio volo è previsto per le 18.25, ma mi trovo già qui perché l'aereo di Julian per Vancouver partiva alle 14.30. L'ho accompagnato al check-in al Terminal 1, e mentre stavamo in fila non facevo che riempirmi gli occhi di quella persona straordinaria, cercando di capacitarmi del fatto che non dovevo farmi domande. Terminato il check-in, abbiamo fatto insieme un pezzo di strada verso lo shuttle che porta al Terminal 3, dopodiché, usciti da un ascensore, abbiamo messo in atto il piano: "No goodbye, just go". Un abbraccio forte forte, niente baci, niente parole, e via senza voltarci indietro a guardare.</p>
<p>Al momento ha funzionato, ma ora sono seduto a pochi passi dal banco del check-in della British Airways, con il carrellino carico dei miei bagagli, cercando di soffocare contestualmente conati di pianto e un attacco di panico.<br />
Sapessi almeno cosa cazzo fare per far passare 4 ore! Non è il caso di ascoltare musica. Farò qualche giro panoramico spingendo il carrellino. L'importante è che io non pensi.</p>
<p>15.00<br />
Dopo aver mangiato un pacchetto di patatine, mi ero giusto avviato per il giro panoramico quando mi sono sciaguratamente imbattuto nei banchi del check-in della West jet (= viaggio a Vancouver). Maledizione! Questo aeroporto è intriso di ricordi e non vedo l'ora di partirmene. Non riesco nemmeno a farmi venire l'ansia del viaggio, per sopprimere quella del distacco, perché ormai ho preso talmente tanti aerei che mi muovo negli aeroporti come a casa mia.<br />
Un tizio davanti a me sta mangiando un muffin; sembra buono. Andrò a chiedergli dove l'ha comprato.</p>
<p>16.20<br />
Eccomi al gate. Ho fatto il check-in e superato i controlli in cinque minuti: quando cerchi le file per passare il tempo, va sempre tutto liscio! Qui piove a fa freschetto; non riesco a immaginarmi catapultato nel ferragosto bollente come da un altro pianeta. Povero me come mi sento male.</p>
<p>18.00<br />
Finalmente seduto nel Boeing 767. Ho un posto accanto all'oblò. Ho caldo e un mal di testa allucinante; sto malissimo.</p>
<p>19.38<br />
Sorvolando il Quebec. La hostess è già passata per un primo drink: ho chiesto una bottiglietta di vino rosso. "Prieur des Jacobin", Bordeaux 2006, scolato a digiuno. Mi sento leggermente stordito. Va un po' meglio. Ascolterò Vivaldi.</p>
<p>[?]<br />
Cena: salmone, farro, insalata e un'altra bottiglietta di vino rosso. Mi gira la testa mentre fuori cala il buio. Va un po' meglio.</p>
<p>[?]<br />
Pieno Oceano Atlantico. Una lama di luce rossastra taglia l'orizzonte. Forse ho sonnecchiato; ho perso la cognizione del tempo. Sto male a tratti.</p>
<p>[?]<br />
Sorvolando Bristol. Il sole mi punta dritto in faccia all'oblò. Non mi sento stanco, ma totalmente annientato.</p>
<p>14 agosto - 8.29<br />
Giusto arrivato al gate d'imbarco del volo per Roma, previsto per le 9.15; per fortuna le trafile per il cambio di Terminal qui a Londra sono state lunghissime, così non dovrò attendere molto: mi sono rotto le scatole di aspettare aerei. E poi quando aspetto all'aeroporto, associo. Non mi sento per niente stanco, nonostante per me siano le 3.30 di notte e non abbia dormito quasi per nulla. Stranissima sensazione di apnea opprimente.</p>
<p>11.00<br />
Non ci posso credere: sono di nuovo all'aeroporto!! Dopo un'ora e mezza di attesa dentro il velivolo, hanno annunciato che dovevamo cambiare aereo perché il computer di bordo s'era sfasciato. Non ne posso più, sono stanco!</p>
<p>15.30<br />
Stiamo per atterrare. Sarei dovuto già essere a casa da un paio d'ore. C'è una cappa di nebbia sopra i campi. Oddio, sono di nuovo a Roma.</p>
<p>17.45<br />
Ecco la situazione in aeroporto dopo il recupero bagagli: la valigia gigante con la destra, la valigia grande con la sinistra, il borsone alle spalle e la ventiquattrore a tracolla.<br />
Ma che avranno tutti da guardare?! Non sono mai stati fuori casa per quattro mesi? Sarà perché a quella stronza della valigia grande si è rotto il manico allungabile, e perciò sono costretto a procedere sbilenco sudando come un mandrillo?<br />
Sono talmente depresso che attacco bottone con tutti, possibilmente in inglese. Ho addirittura aiutato un'australiana a comprare il biglietto per il treno.<br />
Comunque adesso sono a casa. Mi sembra tutto piccolo, e sto più di là che di qua (in tutti i sensi). Non ho fame e non sono stanco.</p>
<p>Ho trovato una email di Julian. Mi dice che non ha capito bene se dobbiamo rimanere in contatto o no. Quanto lo amo! :D</p>
<p>15 agosto - 9.30<br />
Mi sono svegliato da poco, già a posto con il fuso orario. Adesso disfarrò le valigie (= buttare tutto per terra), e ne preparerò un'altra per Diamante. Metterò la camicia strappata di Julian nel fondo di un cassetto. Quanto a me, adesso ho bisogno di rilassarmi un po' e di digerire, e per fortuna non avrei luogo migliore per farlo. Ho recuperato troppo presto il fuso orario, apparentemente riassorbito l'urto ferale e anestetizzato il distacco fatale: preoccupante.</p>
<p>See you soon, America!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Brevissime da Ottawa]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=99</link>
<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 21:23:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo aver portato avanti per tre mesi questo mio blog (e con mia stessa meraviglia! ero certo che av]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver portato avanti per tre mesi questo mio blog (e con mia stessa meraviglia! ero certo che avrei lasciato cadere il progetto dopo i primi due o tre post), proprio agli sgoccioli sto trascurando il popolo dei miei aficionados (che anch'essi per parte loro mi hanno lasciato da tempo alla dimensione del soliloquio :) ), con la scusa che qui dove mi trovo non ho il wireless e percio' non posso usare il mio portatile.</p>
<p>A proposito, ma dove mi trovo?<br />
Sono ad Ottawa (ho foto, ma davvero non mi va di fare tutta la trafila per metterle online), ospite dagli amici italiani che vivono qui da dieci anni. Vivono in una bellissima villetta, in stretta simbiosi con le due figlie (sposate) che passano qui quotidianamente a depositare gli infanti (unica nota stonata, come intende chi ben conosce il mio profondo amore per i bambini...). Ometto aneddoti, descrizioni e impressioni, che sarebbero divertenti, ma davvero non ho modo di stare al computer con agio.</p>
<p>La citta', peraltro capitale del Canada, e' una provincia di una noia mortale e con qualche elemento di interesse particolare (che in genere ha a che fare con la natura). Ora capisco perche' mia sorella, che ha vissuto qui otto mesi, ha deciso che il Canada non era cosa per lei :D</p>
<p>Domani andro' a Montreal (gita di un giorno), e domenica si ritorna a Toronto. Passero' l'ultimo scampolo di questa avventura con Julian (sto contando le ore che mancano a rivederci), percio' non credo che avro' modo di scrivere ancora prima di tornare in Italia, ma non manchero' di notiziarvi una volta reimpatriato. Se tutto va bene, dovrei atterrare a Fiumicino alle 12.40 del 14 agosto (oh my God), in che condizioni di spirito non oso nemmeno immaginarlo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Patire la fame e altre avventure a Toronto]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 17:23:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se dovessi farmi le analisi del sangue oggi stesso, credo che mi metterebbero a dieta coatta per den]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Se dovessi farmi le analisi del sangue oggi stesso, credo che mi metterebbero a dieta coatta per denutrizione (con tutto il rispetto per chi e' denutrito davvero, permettetemi l'iperbole - anche quella del titolo). Ormai mi sono abituato a saltare del tutto il pranzo (il break di mezz'ora e' francamente troppo ridotto per correre nell'undeground, comprare il sushi, mangiare il sushi, perdermi nell'underground e tornare in classe), e given that da quando sono tornato da Vancouver non riesco ad alzarmi presto sto saltando anche la colazione (a parte il mio caffe', che non manca mai). La cena preparata dalla mia landlady e' qualcosa di inenarrabile... Per disperazione, per domenica mi sono offerto di cucinare io: ordinero' gli ingredienti e passero' il pomeriggio in cucina, pur di mangiare qualcosa di commestibile.</p>
<p>Tuttavia, nonostante il penoso stato delle mie membra che richiederebbe una lunga cura di sano cibo italiano, l'aver realizzato che manca meno di un mese al mio ritorno mi ha gettato nello sconforto. Per tirarmi su il morale, ho appena fatto un nuovo biglietto aereo: tre giorni a Chicago (26-28 luglio).<br />
Ho anche accettato, sempre nella speranza di rasserenarmi e di captare qualche forma di energia universale che mi illumini (d'immenso), di seguire la mia landlady (la padrona di casa, la folle che si fa lo shampoo sotto la pioggia) ad una lezione di "hot yoga", cioe' yoga praticato dentro una sauna. E io che pensavo che lo yoga fosse una sorta di quieta meditazione trascendentale!<br />
Pur di non darmi per vinto davanti al gruppo, mi sono sottoposto ad un'ora e mezza di stretching, posizioni indescrivibili ed equilibrismi improbabili, mentre perdevo litri di sudore e mi ballavano gli occhi. E il tutto con le uniche energie tratte da una specie di "bistecchina di maiale" che sapeva di ketchup (ma e' cosi' difficile condire gli alimenti in maniera _civile_? Scusate ma sto diventando intollerante e non riesco proprio a vederla come una differenza di cultura), certi cavolini di Bruxelles duri come pietre e una patata bollita con sopra il burro. Stavo per collassare.<br />
Bene, almeno mi sono tolto la curiosita' dello yoga e ne ho dedotto che non e' cosa per me.  La prossima volta che ho bisogno di svagarmi me ne andro' in piscina e mi rilassero' alla maniera occidentale. E se non salto di nuovo su un aereo della Westjet per volare in quella citta' stupenda a stringere il mio Julian, e' solo perche' non ho piu' il coraggio di fare una insana pazzia: ormai posso farne solo di quella sana e ordinaria.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Telegrafico messaggio di ritorno]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=61</link>
<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 14:51:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Saro&#8217; succinto.
Dopo essere partito da Vancouver alle 23.35 di ieri sera, sono arrivato all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Saro' succinto.</p>
<p>Dopo essere partito da Vancouver alle 23.35 di ieri sera, sono arrivato all'aeroporto di Toronto alle 7 grazie a tre ore in piu' di fuso orario. Naturalmente non ho dormito neanche mezz'ora e mi sembra di star vivendo un unico interminabile giorno (sensazione stranissima). Sono venuto dritto a scuola, dove ora mi trovo in pausa, interrogandomi su come faro' a sopravvivere ad altre quattro ore di lezione (ne ho gia' superate due). La buona notizia e' che come pranzo, anziche' correre a comprare il sushi nei meandri del sottosuolo, ho un panino al salmone preparato da Julian; ci sono anche dei biscottini.</p>
<p>Vancouver e' una citta' da sogno, tra mare e montagne.  Ho passato cinque giorni ad altissima tensione emotiva. Sono stanco morto, anzi, disfatto. Magone insostenibile. Nello zaino, oltre al panino al salmone, circa duecento foto e una camicia con uno strappo nella manica.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Una tipica esperienza canadese"]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 02:49:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi pomeriggio c&#8217;e&#8217; stato un thunderstorme e la mia padrona di casa, che e&#8217; una p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi pomeriggio c'e' stato un thunderstorme e la mia padrona di casa, che e' una pazza, ha suggerito a tutti di vivere una "tipica esperienza canadese": la doccia con shampoo sotto la pioggia.<br />
Vai a sapere se sia davvero un costume locale! Non credo lo sia per i nostri vicini, che si sono affacciati per fotografarci, mentre ci docciavamo a piedi nuda per la strada.<br />
A dire il vero un paio di foto le ho fatte anch'io... <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/PA030476.jpg">UNA</a> e <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/PA030479.jpg">DUE</a>.<br />
Licet insanire !!</p>
<p>Per il resto, stamattina ho avuto la mia prima lezione, e la scuola si conferma eccellente. I compagni di tutte e tre le mie classi sono gradevoli, alcuni parlano veramente bene, e ho pure incontrato una italiana di Milano disperata perche' in sei mesi di soggiorno a Toronto non ha conosciuto un solo connazionale (ma com'e possibile?!). Sei ore pero' sono davvero pesanti, soprattutto considerato che ho solo mezz'ora di intervallo per mangiare. Io e una francese siamo scesi nella citta' sotterranea (di cui assolutamente dovro' parlare in futuro) in cerca di cibo, e naturalmente ci siamo persi nel labirinto, per ritornare in classe con un quarto d'ora di ritardo.</p>
<p>Non so come il mio organismo riesca a sopravvivere alla cucina di casa e ai pranzi fugaci e pressoche' inesistenti, ma per adesso va avanti senza dare segni di disappunto. Questi canadesi mangiano in una maniera assolutamente disgustosa, indescrivibile, per non dire vomitevole: gli americani al confronto sono dei buongustai.</p>
<p>Sto studiando di buona lena e visto che con lo speaking e, in parte, con il listening non posso fare piu' di quello che sto gia' facendo, cerco rabbiosamente di arricchire il mio vocabolario, anche se su 20 parole o idioms o costruzioni che incontro ed evidenzio con le mie pennuzze colorate riesco a ricordarne solo un paio. L'eta'! Oggi pero' alla prima simulazione della sezione reading del TOEFL ho fatto solo quattro errori...</p>
<p>E domani (mercoledi') preparero' il borsone. Giovedi' attendero' le prime due ore a scuola e poi direttamente al Pearson International. Mi giunge voce che mi aspetta una coperta sulla spiaggia per ammirare il tramonto sul Pacifico... ma io non riesco che a pensare ad un aeroporto e ad un angelo biondo che mi chiama "Pierpi" con un accento inimitabile.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ali al folle volo]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=55</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 15:15:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho un biglietto per Vancouver.  VANCOUVER !!!


Ora, non chiedetemi cosa possa spingere due persone]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ho un biglietto per Vancouver.  VANCOUVER !!!</span></div>
<div></div>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"></p>
<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ora, non chiedetemi cosa possa spingere due persone che hanno speso insieme poco piu' di un'ora nell'androne di un aereoporto, l'una a fare un volo da un Oceano all'altro, l'altra a comprare il biglietto per conto della prima avendo quest'ultima appreso di aver raggiunto il limite di utilizzo delle carte di credito.</span></div>
<div></div>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"></p>
<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><br />
</span></div>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Come dice Miss Vida Boheme, la trans del film cult "A Wong Foo. Grazie di tutto! Julie Newmar", se hai un sogno devi solo pensarci intensamente, e lo fai accadere! A me a furia di pensare sono spuntati i peli bianchi nella barba, ma adesso ho un aereo per Vancouver, e un ragazzo che mi aspetta scrivendomi lettere che mi fanno squagliare e che non vedo l'ora di far sciogliere a mia volta tra le mie braccia.<br />
</span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><br />
Comunque, la prenotazione e' stata fatta con la compagnia West Jet e, se tutto andra' bene, partiro' giovedi' e tornero' lunedi' (o meglio, martedi' all'alba). Il volo non e' cosi' breve (5 ore) e il fuso orario sulla West Coast e' di 3 ore indietro. Per risparmiare e contestualmente passare insieme il piu' tempo possibile, per il ritorno ho optato per un volo che qui chiamano "red-eyes flight": scomode combinazioni di orari e fusi orari, per cui si suppone che ti vengano gli occhi rossi. Boh! Ad ogni modo, partenza alle 23.35 ed arrivo a Toronto alle 6.55 del mattino, dopodiche' si suppone che dall'aeroporto io vada dritto dritto a scuola. Con gli occhi rossi, immagino.</span></div>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Quanto alla carta di credito, dopo che ieri sera il sito della West Jet aveva rigettato per ben 6 volte la mia richiesta di prenotazione, ho mandato un'email a Julian notiziandolo dell'imprevisto, e per tutta risposta stamani ho trovato una sua email con la quale mi comunicava di aver comprato il biglietto a mio nome, per non farci scappare l'offerta. Nel frattempo, mi ero svegliato in piena notte con la felice idea di scrivere alla mia banca e chiedere spiegazioni: fortuna che mi hanno risposto, dicendomi che ho raggiunto il limite di utilizzo di 2,000 euro! La signorina e' stata cosi' gentile da chiedermi un'autorizzazione a fare un versamento sulle carte, e spero proprio che abbia letto in tempo la mia seconda email, perche' oggi e' venerdi', e se non avro' il versamento sono nelle mani del bancomat, che ieri non sono riuscito a usare perche' le istruzioni in inglese comprendevano termini tecnici mai sentiti prima. Credo che oggi, quando andro' a ripetere l'operazione, optero' per le istruzioni in francese...</span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Speremus!</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In volo - July, 2]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=53</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 03:00:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
<guid>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=53</guid>
<description><![CDATA[Che coincidenza! Sono passati esattamente due mesi dal primo post dallo stesso titolo.
Il tempo semb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Che coincidenza! Sono passati esattamente due mesi dal primo post dallo stesso titolo.<br />
Il tempo sembra aver preso la rincorsa, rotolando su se stesso a precipizio come le onde che si infrangono sulla spiaggia; cosi' sono costretto ad interrompere la narratio del mio viaggio a NY per rendervi edotti circa i recenti avvenimenti.</p>
<p>Premetto, anche a rassicurazione dei parentes (qui ho dovuto dire addio sia al mio cellulofono americano che alla scheda prepagata), che mi trovo a Toronto, bene arrivato dopo un gradevolissimo volo di meno di due ore. L'aeroplanino celestino dell'Air Canada, con la foglia d'acero rossa sulla coda, e' decollato da Boston con un quarto d'ora di ritardo, ma io non avevo fretta e dopo una notte semi-insonne stavo li' li' per dormire, anche perche' dalla vetrata della sala d'attesa avevo visto chiaramente le mie due valigie prendere posto nella stiva (non so perche' sono ossessionato dallo smarrimento delle valigie. Non so nemmeno perche' non mi hanno fatto pagare il sovrapprezzo nonostante l'una delle due pesasse 9 chili in piu' del consentito...).<br />
Dopo il decollo, appena guadagnata quota, la signora accanto a me si e' alzata e ha cambiato posto, lasciandomi da solo accanto al finestrino. Colpa delle mie ascelle? In effetti non vedevo l'ora di potermi lavare, ma certo che avrei potuto almeno marginare (oddio, si dice cosi'? qualcosa non mi suona) l'olezzo se l'Air Canada mi avesse fornito la mia personale salvietta rinfrescante!</p>
<p>Ma ecco che gia' l'aereo perde quota per atterrare: sotto di me vedo l'Ontario. Prima che mi obblighino ad allacciare le cinture, mi alzo per prendere una cosa dalla borsa nella cassettiera. Mi risiedo, e pochi minuti dopo spunta un ragazzo che mi chiede se il posto accanto a me e' libero. E' vestito elegante, foggia europea, con dei pantaloni di cotone grigi attillati, bei mocassini neri e una camicia bianca a righine rosa. Ops! Ha un vistoso strappo sulla manica all'altezza del gomito, e mi sembra di vedere sangue sulla pelle. Non so perche' associo il presunto ferimento al cambiamento di posto e penso che gli sia successo qualcosa, o che stia per vomitare. Solo dopo realizzo che e' proprio un bel tipo: forse qualche anno piu' giovane di me, alto, snello, biondocchiazzurri... si', decisamente bello!<br />
Dopo un paio di minuti mi chiede se vivo a Toronto, io rispondo a convenevoli, dopodiche' silenzio. Ma perche' si e' seduto qui? Altri due minuti, e a mia domanda circa la sua destinazione mi snocciola in estrema sintesi un tale complicato succedersi di citta' che non capisco niente (ma mi guardo bene dal darlo a vedere). Ancora silenzio.</p>
<p>Atterrati! Ci alziamo, io indietreggio di due file perche' la mia borsa e' in una cassettiera dietro, e quando mi rigiro lui e' gia' avanti, cosi', senza nemmeno esserci salutati. Boh, vai a sapere! Ma perche' poi ha la camicia strappata?</p>
<p>Dogana. Ed ecco il tapirulan dei bagagli; il biondo e' gia' li' in attesa e mi sorride da lontano. Io lo raggiungo e a questo punto iniziamo qualche chiacchiera, dopo la quale tira fuori un fogliettino e una penna, e mi scrive qualcosa... email e numero di telefono. Sembra molto timido ma deciso (i miei preferiti). Poi mi dice qualcosa del tipo "che peccato che non sto a Toronto", ed e' adesso che il mio sguardo rintontito tradisce tragicamente il fatto che non avevo capito nulla del suo discorso in aereoplano. A Toronto doveva solo prendere la coincidenza per Vancouver, sua citta' natale, dove si tratterra' un mese prima di trasferirsi a NYC (e questa e' solo una sintesi estrema).</p>
<p>I nostri bagagli sono arrivati. Lui sta messo peggio di me, con due borsoni giganti piu' due bagagli a mano. Che fare adesso? Che carino, e' cosi' emozionato! A parole mozze mi fa capire che puo' prendere il volo successivo, cosi' possiamo stare un po'. Ci sediamo nell'androne enorme del Pearson International, e ci prendiamo per mano: santo cielo, ditemi che e' vero!! Siamo molto vicini e riusciamo a scambiarci giusto qualche tenera battuta. Maledizione, le mie ascelle! Sono costretto a scusarmi imbarazzato, ma lui, da vero signore, mi chiede dove stia il problema.<br />
In realta' il problema sta nel fatto che dopo nemmeno mezz'ora sono costretto ad accompagnarlo al piano di sopra, per il suo imbarco. Prima di salire lui esce fuori e torna con due carrelli. Faccio la fila anch'io al gate d'imbarco, e noncuranti della gente (noncurante anch'essa: del resto non siamo in Italia) ci diamo un bacio che non dimentichero', come anche la mezz'ora nell'androne del Pearson International, immortalata da una foto che ci siamo fatti fare da un passante. Aspetto che passi i controlli di sicurezza, salutandolo da lontano, finche' scompare dietro la folla...</p>
<p>Ridiscendo col carrello, incerto circa la veridicita' dei recenti avvenimenti. Trovo il taxi, prendo il taxi (stavolta) e mi godo lo scarrozzamento fino al mio nuovo alloggio, sito a pochi minuti dal lago. Viuzza di villette a schiera. Il taxi si ferma davanti al numero 93, ed un ragazzino di circa dieci anni che gioca in giardino con un cane mi saluta gridando "Hi, Peter!".<br />
A casa non c'e' nessuno ed il perfetto ospite mi guida alla mia stanza: terzo ed ultimo piano della villetta, con bagno privato, vista su alberi. Spoglia ma pulita e silenziosa. E c'e' internet! (ma mi collego solo ora, id est dopo cena, perche' avevo bisogno della password del wireless)</p>
<p>Ora sono troppo stanco per descrivere la famigliola. Ho trovato una mail di Julian (ah, si chiama Julian, come il gatto di Gene!); ma da dove l'ha scritta?! Dice che appena varcati i controlli ha saputo di un notevole ritardo del suo volo ed e' corso giu' a cercarmi, ma ero gia' sparito, e che la manica della camicia gli si e' strappata del tutto (ah, quello non era sangue, ma i filamenti rosa della camicia). Che peccato! Quanto mi sarebbe piaciuto vedermelo comparire di corsa e inaspettatamente mentre gia' lo facevo sull'aereo.</p>
<p>E adesso? Non ha importanza. E' un momento magico, e dovunque stia andando a parare non intendo tornare indietro.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Notiziuole in breve]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=47</link>
<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 12:48:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
<guid>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=47</guid>
<description><![CDATA[Innanzitutto mi preme annunciare che il terzo giorno e&#8217; resuscitato.
Sto parlando dell&#8217; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto mi preme annunciare che il terzo giorno e' resuscitato.<br />
Sto parlando dell' iPod, che miracolosamente e magicamente ha ripreso a funzionare (ma non chiedetemi come ne' perche'). Ho tentato di accenderlo, ma giusto per provare, ed eccolo in salute!</p>
<p>Se l'iPod e' resuscitato, il bel guy incontrato mercoledi' e' defunto: forse meglio cosi', la cosa sarebbe stata alquanto complicata. Pero' quanto mi sarebbe piaciuto passare le dita tra quei capelli biondi e lisci...</p>
<p>Quanto a me, ieri ho trasferito le mie bagattelle a casa di Gene e domani, in partenza earlier morning lascero' definitivamente l'appartamento. Ho con me solo lo zaino per NY. Tra le bagattelle e' incluso il portatile, quindi non potro' collegarmi fino, verosimilmente, a martedi'.<br />
It's supposed to be cloudy and raining (solita sfiga), ma speriamo che i repentini cambiamenti tipici del New England sbugiardino i meteorologi, se non altro per poter fare qualche foto decente.</p>
<p>Io sono semiafono a causa della maledetta aria condizionata che imperversa ovunque a temperature francamente inaccettabili. Il mio entusiasmo per l'imminente trip a NYC e' moderato, non avendo mai avuto l'attrazione fatale per questa citta', ma staremo a vedere...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cheers!]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=45</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 02:22:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bisogna davvero aver avuto il culto della omonima serie televisiva e di tutto cio&#8217; ad essa con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna davvero aver avuto il culto della omonima serie televisiva e di tutto cio' ad essa connesso per apprezzare il loco che sono andato a fotografare oggi su gentile richiesta, perche' per il resto non e' ne' piu' ne' meno che una normalissima birreria. Ma posso capire: anch'io agognerei passeggiare nella via delle Casalinghe Disperate, ancorche' non sia diversa da tante strade che ho visto in questi due mesi.</p>
<p>Dunque ecco il <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9200300.jpg">palazzo</a> nel cui seminterrato e' locato il Cheers.<br />
Le <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9200301.jpg">bandiere</a> sventolano nel cielo.<br />
In molti fotografano <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9200302.jpg">l'insegna</a>.<br />
Si scendono delle scalette ed appare la <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9200303.jpg">porta</a> d'ingresso.<br />
Would you mind taking me a <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9200304.jpg">picture</a>, please?</p>
<p>In realta' dovevo andarci in compagnia, ma dopo aver ricevuto innumerevoli buche da compagni di classe a cui avevo proposto la cosa (Gene non sembrava molto interessato), ho deciso di andare da solo prima che fosse troppo tardi. Naturalmente mi sono ben guardato dal sedermi a bere una tristissima birra solitaria. Adesso non posso che cedere la parola al Major, il quale sicuramente avra' parole piu' entusiastiche e significative per descrivere il loco, e non risparmiera' le sue solite tiritere "tu non hai idea di dove ti trovi" etc. etc.</p>
<p>E come previsto, <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9200305.jpg">questa</a> e' stata la mia cena. Potete ammirare: aragosta con apposito set di schiacciachele e uncino; sushi; tradizionale apple pie by Gene; macedonia di fragole e lamponi. Manca il vino ma costa troppo.</p>
<p>Ma non e' finita qui... l'ho sempre detto che ho un istinto infallibile. Ora ho capito perche' sentivo un prurito nelle vene.<br />
Mentre tornavo dal Cheers, a piedi, ho incrociato un ragazzo. Biondo. Bello. Vestito di nero, elegante. Capelli lisci, con l'onda davanti. Ci siamo guardati forse due secondi... porca miseria, che fulmine!<br />
Si e' voltato, e si e' fermato davanti a un'edicola. Io ho girato i tacchi e l'ho raggiunto: nessuna esitazione. Si chiama Paul, e non so nient'altro. Gli ho spiegato che mi manca poco tempo da spendere qui... Mi ha lasciato l'email, gli ho scritto quasi subito per dargli la mia allegando numero di telefono. Ho trovato una sua risposta solo adesso, e' di tre ore fa: mi chiede cosa facessi stasera. Ma non poteva telefonare?? Non ho internet a casa! Porca miseria, che fulmine! Questa non ci voleva, proprio adesso. Gli ho appena risposto dicendogli che sono qui a Harvard, ma temo che ormai sia troppo tardi. Chissa' se lo rivedro'.<br />
Accidenti, che fulmine! Sara' l'aria elettrica del thunderstorm di ieri? O sara' piuttosto il mio irrefrenabile temperamento passionale, celato dietro questa quiete apparenza di giovincello della porta accanto e imbrigliato dalla vita in quell'omofobo deserto nomato Italia?</p>
<p>Ahh! [sospiro di compianto] Lasciate che io controlli l'email.<br />
[......]<br />
Niente. Sigh! :(</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sento i pollici che prudono]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=44</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 19:36:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nonostante sia stato sempre particolarmente orgoglioso delle mie capacita&#8217; di lettura selettiv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante sia stato sempre particolarmente orgoglioso delle mie capacita' di lettura selettiva, mi sa che stavolta ho selezionato un po' troppo: dopo quasi due mesi dall'apertura di questo blog, infatti, ho appena scoperto una sezioncina dedicata ad un certo "Akismet antispam", che pare mi abbia bloccato e successivamente cestinato 15 messaggi dall'apertura del sito. Il problema e' che, dopo aver aperto i due unici messaggi superstiti bloccati come antispam (probabilmente non ancora cestinati perche' piu' recenti), ho potuto appurare che non erano affatto spam (uno da parte di mio cugino Fabrizio).<br />
Ho tentato di disinstallare l'intelligente programma antispam non richiesto, ma senza esito, e i 15 messaggi sono comunque andati perduti. Mi scuso con gli autori, semmai leggeranno questo post.</p>
<p>Ed ora, un inconveniente davvero non di poco conto: pare mi si sia sfasciato l'i-pod. Sciagura!! L'affarino si accende, ma poi anziche' procedere resta in stato di accensione: qualunque pulsante io prema, non si smuove ne' si spegne. Ho provato ad inserirlo nel pc, in carica, e il pc non legge la presenza del nuovo item. Quando pero' lo stacco dal pc, si spegne, e alla nuova accensione siamo punto e a capo. Come faro' per quasi due mesi senza la mia musica??!!</p>
<p>Sono davvero disappointed per l'i-pod, e anche un po' per i messaggi persi. Senza contare che avere di nuovo le valigie in preparazione mi rende di umore cangiante. Mi sa che andro' a vedere il nuovo film di Indiana Jones, e poi magari mi comprero' il sushi e un'aragosta da bollire. Che sara' questo strano prurito nelle vene?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Temporali e dintorni]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=43</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 02:38:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lo so che state boccheggiando per tutto lo stivale, ma non e&#8217; per suscitare invidia che vado a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so che state boccheggiando per tutto lo stivale, ma non e' per suscitare invidia che vado a dirvi che qui c'e' stato un thunderstorm di proporzioni epiche, e oltre a essere uscito col giacchetto dormiro' verosimilmente col piumone.</p>
<p>Nonostante sentissi i tuoni appropinquarsi, sono uscito comunque per compiere i miei bravi doveri e piaceri da amico fedele. Ho preso la Red Line e poi la Green Line diretta alla Galleria (il centro commerciale su tre piani gia' menzionato), ma quando la Green e' uscita in superficie... oh my God! Buio totale, tempesta di vento, tuoni lampi e pioggia in orizzontale. Al capolinea della metro, tutti come pulcini sotto l'ampia tettoia: impossibile uscire per strada. Ma ecco che la pioggia diminuisce di intensita': apro l'ombrello e mi dirigo verso la Galleria. Vento pungente, strade allagate e pozze ovunque. Ad un certo punto, un lago fra strada e marciapiedi: ed ecco i Bostonians, coi loro sandali, immergersi fino ai polpacci, stile anfibio. Io che indosso modeste Reebok da ginnastica bianche serpeggio da un marciapiedi all'altro per non dover guadare, finche' finalmente entro nello shopping center dove, manco a dirlo, c'e' l'aria condizionata a palla. Sono pazzi!!</p>
<p>I primi due piani non fruttano nessuna buona idea, ma ecco che adocchio un altro magazzino Macy's: avranno qui le famigerate canotte bianche Polo Ralph Lauren taglia small? Ma si', le hanno! Faccio incetta di canotte e alla disperata ricerca della small di una bella polo bianca Timberland a prezzo stracciato ($19), getto un'occhiata a quella indossata dal manichino. Come volevasi dimostrare: small. Ecco dove le mettono! Certo, qui sono tutti oversized...<br />
Chiedo alla commessa se sia possibile denudare il manichino, e lei molto gentilmente mi invita a fare da me. Si tratterebbe di sfilare la maglietta dalla testa, ma ci sono le braccia che andrebbero sollevate verso l'alto: non resta che provare. Mentre cerco di rotare il braccio sinistro, ecco che il medesimo mi rimane in mano. Bene, amputiamo pure il destro! Lo so che non e' stato molto "polite", ma con le braccia per terra (non in senso metaforico) me ne vado nelle fitting rooms (i camerini) a provare l'agognata preda. Non ci posso credere, e' troppo larga! E avevo pure svestito il manichino... di certo non gli rimettero' le braccia.</p>
<p>A proposito di fitting rooms, avete presente quando vi chiudono in uno stanzino claustrofobico, in cui quando vi calate i calzoni dovete fare gli equilibristi come le gru, e se vi chinate di culo urtate con la testa la parete opposta? Qui in genere gli stanzini sono grandi tanto che potete trovarvi un cartello con scritto di non entrare in piu' di uno (??!!), c'e' la panca per sedersi e stampelle dove appendere i vostri abiti, specchi per pavoneggiarsi a 360* e moquette per camminare senza scarpe. Questi da Macy's sono preceduti da un salottino con maxischermo, dove chi aspetta le prove del suo lui o della sua lei puo' seguire le partite o le news.</p>
<p>Alla cassa, un ragazzo prima di me si presenta con lo scontrino: dovra' cambiare un capo. Tira fuori una roba nera dalla busta, la cassiera col sorriso spianato la prende, apre la cassa e... gli consegna 20 dollari. Ma porca miseria, questa si' che e' fantascienza! Non posso fare a meno di pensare al film di Verdone: "Mi hanno dato un buono. Che significa?", e la sora Lella: "Che te la sei presa 'nder culo!" :D </p>
<p>E adesso, urgente per il MAJOR: va bene lo stesso bianca col numero verde?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ultimo weekend a Boston]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=42</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 14:37:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Time is flying&#8221;, ed eccomi gia&#8217; quasi al primo epilogo. Questo il piano degli spo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Time is flying", ed eccomi gia' quasi al primo epilogo. Questo il piano degli spostamenti per i prossimi giorni:<br />
- venerdi' finira' il corso a scuola (alleluja), e trasferiro' le mie bagattelle a casa di Gene, da dove il giorno dopo (sabato) partiro' per...<br />
- ... New York City. La tanto attesa avventura nella metropoli del mito avverra' in compagnia di Luis il colombiano, con il quale dividero' una stanza in una specie di hotel-ostello di piu' di 500 stanze, a Manhattan, ora non ricordo il quartiere. Non sara' il caso di sottilizzare su qualita' e servizi, visti i prezzi assolutamente proibitivi anche per hotel a una stella.<br />
- Di ritorno a Boston lunedi' sera, 1 luglio. Il giorno dopo un volo Air Canada portera' me e le bagattelle a Toronto, se tutto va bene per ora di pranzo.</p>
<p>E come avrei potuto meglio passare l'ultimo fine settimana da queste parti, se non spendendo una bella giornata a Nahant? Il tempo era veramente ottimo, soleggiato ma fresco, e dopo svariati tentativi sono riuscito a immergermi in acqua (tanto per poter dire di aver fatto il bagno nell'<a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9160287.jpg">Oceano</a>...), ma per non piu' di due o tre minuti!<br />
Si era in compagnia di tre amici di Gene: un californiano con la fidanzata francese, e una ragazza dal Maine. Il californiano ha montato una rete da beach volley (ma non eravamo sulla spiaggia, bensi' su un prato adiacente), e dopo forse 20 anni ho giocato a pallavolo... Incredibile dictu: non solo mi sono divertito un mondo, ma si e' pure sparsa la voce che ero "the best server" :O In effetti non sbagliavo una battuta.. sara' perche' ho giocato a pallavolo al Liceo per cinque anni?</p>
<p>Per rifocillarci dopo le fatiche, <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9160296.jpg">SCALLOPS</a> e... guardate un po' cosa ho <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9160295.jpg">addentato</a>!! Con vino bianco, poi... che sfizio!<br />
Ma mai come lo sfizio che deve provare <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P9150284.jpg">Julian</a> quando beve alla sua maniera...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Una tipica esperienza bostoniana"]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=37</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 02:30:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le virgolette si devono a una citazione dalla guida Lonely Planet di NYC: l&#8217;autore intervista ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le virgolette si devono a una citazione dalla guida Lonely Planet di NYC: l'autore intervista alcuni newyorkesi doc e chiede loro di raccontare "una tipica esperienza newyorkese". Se qualcuno mi facesse la stessa domanda in quanto visitatore e non bostoniano doc, racconterei la mia giornata di oggi.</p>
<p>In mattinata sono sbucato in strada dalla stazione Back Bay della Orange Line, con il laptop nella borsa, in cerca di un bell'internet cafe' dove collegarmi. Back Bay e' uno dei quartieri piu' eleganti della citta', peraltro adiacente al South End, una zona che ricorda molto certi scorci di Parigi quanto a edifici e stradine alberate. E' un luogo dove ero gia' stato ma ci torno volentieri perche' c'e' un sacco di gente che mi saluta: prevalentemente ragazzi, perche' South End e' un quartiere ad alta popolazione gay, ma il bello e' che la cosa non e' morbosa come lo sarebbe in una citta' di repressi come Roma, bensi' solare e, come dire, leggiadra. Tu cammini, incroci un ragazzo, un giovane uomo, insomma un individuo di sesso maschile, lui ti sorride e ti dice "Hi!", oppure anche "Hi guy, how are you?". Ma ci pensate a uno sconosciuto che per strada ti dice "ciao come stai?" ?  Devo ripeterlo: non c'e' niente di morboso in tutto questo e nessuno ci sta provando. Per chi viene da un paese di bigotti, ormai pericolosamente deragliato verso il piu' bieco clericalismo e il piu' cieco conservativismo, la cosa ha un che di magico e infonde una sensazione di inenarrabile benessere. [ci tengo a dire che comunque qui salutarsi in giro e' cosa comune, generale: che bello questo fare informale, il darsi del tu, niente Dottor e niente Professor!]</p>
<p>Dunque oggi stavo sostando ad un incrocio, guardandomi intorno per decidere dove andare a cercare l'internet cafe', quando ecco che compare un bel ragazzo con il suo "Hi man!". Mi dice che avra' ospiti a pranzo e mi chiede "What about you?". Gli spiego che avevo bisogno di usare internet e gli chiedo se conosce un cafe' nei paraggi. Mi risponde di no, ma aggiunge: prova a sederti qui [tre scalini di ingresso ad un palazzo], di solito prende ("it picks up" - questa me la devo ricordare!"). Poi mi saluta e mi dice che spera di rivedermi. "I hope so!", rispondo. Tanto per creanza, naturalmente! Beh niente male, no?<br />
Ma come ho fatto a resistere 37 anni in quella citta' di m**** ?<br />
Beh insomma, mi siedo sugli scalini, accendo il laptop, vedo una connessione a un Berkeley -non-so-cosa, e... funziona!! Che divertimento stare a smanettare su internet seduto sul marciapiedi, mentre la gente passa e ogni tanto qualcuno ti sorride.<br />
Ecco, questi sono esattamente i momenti in cui mi dico che in Italia non ci tornerei manco se ereditassi un castello in Umbria.</p>
<p>Ah, sono proprio contento! E' giusto il momento di fare un po' di shopping. Rimetto il laptop nella borsa e mi avvio verso gli enormi magazzini Macy's, a Downtown Crossing. [ne ho fatto una foto, ma in questo momento non ho la macchinetta: provvedero' in seguito]<br />
Dopo una perlustrazione di circa 4 ore, ne esco alleggerito di $101, e appesantito di: 6 paia di calzini di spugna Ralph Lauren, 2 magliette Calvin Klein, un jeans corto Levi's, e un paio di infradito all'americana. Trovare la mia taglia e' davvero un'impresa! Mi mangio le mani quando avvisto le famigerate canotte bianche Ralph Lauren, 3 a $24, e non c'e' la media! Devo assolutamente andarle a cercare alla Galleria.</p>
<p>Ma e' il momento di tornare a casa. Mi svesto, mi metto i jeans corti, gli infradito e la maglietta verde con scritto "Salem" e con una strega in volo sulla scopa, e mi dirigo al consueto Brattle per vedere "Planet of the apes". Bellissimi i dialoghi delle scimmie in orginale, mentre la voce di Charlton Heston e' per lo piu' incomprensibile alle mie orecchie.</p>
<p>Ora mi sono infilato dentro una specie di galleria con dei negozi dove, manco a dirlo, ho beccato una connessione internet.</p>
<p>Ancora un po' di tempo, e non credo che potrei piu' fare a meno di niente di tutto questo. </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Esperienze diverse di un fine settimana non proprio qualunque]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=32</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 14:42:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[IL CONCERTO
Dopo aver appreso dall&#8217;Improper Bostonian di un concerto gratis giusto a due passi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>IL CONCERTO<br />
Dopo aver appreso dall'Improper Bostonian di un concerto gratis giusto a due passi da casa, sono andato a sentire di che si trattasse: scuola di musica a Cambridge, con una sala concerti degna di un auditorium, tutta di legno, acustica perfetta, balconata come nei vecchi cinema. Suonavano due pianisti dell'Est Europa, musica per due pianoforti. Esecuzione davvero pietosa, ma ho gradito l'ambiente e l'idea di trovarmi ad un concerto a Boston (e la Petite Suite di Debussy e' sempre incantevole anche se suonata da cani). Forte dell'esperienza dell'IMAX Theater, ho scelto un bel posto nonostante dietro ci fossero due bambini, che infatti puntualmente non hanno fiatato per due ore (ma come diavolo fanno a educarli cosi'?). Tra il pubblico, molto informale, spiccava una specie di matrona russa, che a un certo punto ha sfilato il piedone dalla scarpa e lo ha poggiato sulla sedia di fronte: a giudicare da come snocciolava le dita, stava parlando con l'amica delle sue unghie smaltate. Quando e' entrata la coppia di pianisti un anziano seduto accanto a me mi si e' avvicinato all'orecchio e ha detto "She's my daughter". "Congratulations!", ho risposto.</p>
<p>LA TELEFONATA AL CALL CENTER<br />
Dovendo cambiare profilo tariffario, ho chiamato il numero gratuito, rassegnandomi all'idea di dover provare almeno 10 volte prima di decifrare la voce registrata. Sorprendentemente quest'ultima mi e' parsa abbastanza chiara, ma ecco arrivare il momento delle opzioni: mi aspettavo che mi venisse chiesto di digitare dei tasti, mentre invece qui per procedere nel percorso automatico bisogna dire delle cose a voce. Imbarazzato dall'inaspettata novita', sono rimasto in silenzio, in attesa della nuova opzione, che pero' non ho ben capito. Silenzio. A questo punto la voce ha cambiato tono e, stizzita, mi ha detto qualcosa che mi e' suonata come "Insomma, che cazzo vuoi?". Pietrificato da tanta avanzata tecnologia, non sono riuscito a pronunciare una parola, finche' la voce con tono di compassione mi ha detto qualcosa del tipo "Ok, ricominciamo daccapo". A questo punto sono riuscito a rispondere e dopo pochi secondi mi e' stato passato l'operatore, con cui ho magicamente interloquito senza troppe difficolta'. Che stress.</p>
<p>CENA PRIMA A CASA DI GENE<br />
Forse non avevo ancora scritto che, coerentemente al fatto che qui tutto e' sovradimensionato, anche il foro del <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P8250188.jpg">lavello</a> e' di proporzioni a noi ignote (anche tre volte il nostro), e a volte puo' nascondere sorprese... Il caro Gene stava giusto spremendo un limone, quando dopo aver finito ne ha gettato dentro il lavello la scorza, che inesorabilmente e' rotolata dentro il foro di scolo. Ma vi immaginate un limone dentro il tubo di scarico del lavello?? Da povero provinciale ho subito lanciato un'espressione di sgomento, ma lui senza scomporsi troppo mi ha invitato a premere un pulsante... ed ecco che qualcosa dal suono simile a un tritatutto ha iniziato a vibrare dentro le viscere del tubo di scarico. Immantinente ne e' fuoriuscito un gradevole profumo di limone. Il padrone di casa mi ha guardato sorridendo e ha detto, fiero: "garbage disposer". Che roba da marziani.<br />
Ma che ne pensate delle patate blu? <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P8250192.jpg">Purple potatoes</a>. Buone!<br />
Questa invece si chiama "<a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P8250189.jpg">Boston salade</a>", e si raccoglie con le radici altrimenti si fa subito moscia.<br />
Infine, il film. Gene e' fissato con Giulietta degli spiriti (vai a sapere perche'), ma guardate l'unico <a href="http://i85.photobucket.com/albums/k56/Tiberius_01/Boston/P8250195.jpg">film italiano</a> che abbiamo trovato al videonoleggio!</p>
<p>CENA SECONDA A CASA DI GENE<br />
E finalmente gli scallops! Gene e' andato a comprarli apposta per cucinarli a casa, e ho potuto seguire la semplice preparazione. Vanno messi in una padella con un fondo di olio, lasciati cuocere per 3 minuti in attesa che si formi una crosticina, poi si girano, altri 3 minuti, e sono pronti. Tutto qui. Sono buonissimi e il sapore ricorda molto la seppia. Non si direbbe mai che si tratta di una conchiglia. A questo punto me le faro' pure io! Costano circa $1 l'una.<br />
Abbiamo cenato nel giardino, da cui peraltro si sente il mare, e ho potuto conoscere le vicine di casa: due signore entrambe separate, che si sono presentate volteggiando in vestaglia, e che per spirito di emulazione hanno acceso delle candele nella loro parte di giardino e si sono messe a fare salotto. Facevano tanto Desperate housewives!<br />
A proposito di mare: presto in arrivo foto del suddetto loco ameno.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Breve fuori tema]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 12:35:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il mio umile blog sta guadagnando accessi: thanks to all!
Ho curiosato fra i termini che, inseriti n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio umile blog sta guadagnando accessi: thanks to all!</p>
<p>Ho curiosato fra i termini che, inseriti nei motori di ricerca, hanno portato gli utenti a visitarlo: eccone un florilegio.</p>
<p>- le donne americane ruttano?<br />
- come farsi il bide<br />
- foto Cape Cod<br />
- da non perdere assolutamente a Boston<br />
- cesso americano<br />
- viaggio Boston new England<br />
- Cape Cod balene<br />
- Provincetown balene<br />
- cosa vedere Cape Cod<br />
- boeing 777 immenso<br />
- dopo aver cagato fate il bidet<br />
- in america dove posso vedere gli squali<br />
- fotografia di una tazza bidet<br />
- park street Boston<br />
- acquario di Boston<br />
- Cape Cod in quale stato<br />
- Boston periodo delle balene<br />
- streghe di Salem<br />
- bidet cacca<br />
- america laundry<br />
- traghetti Boston Cape Cod</p>
<p>La curiosita' umana non conosce limiti :D</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E finalmente mi godo l'America]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=26</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 13:58:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
<guid>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=26</guid>
<description><![CDATA[Dear all,
complici sole, piacevole compagnia e una Boston che si sta rivelando in tutto il suo poten]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dear all,<br />
complici sole, piacevole compagnia e una Boston che si sta rivelando in tutto il suo potenziale ho passato 3 giorni magnifici!</p>
<p>Ma iniziamo da venerdi' sera, quando mi sono visto col mio amico Carlo venuto qui col suo ragazzo da New York. Ci siamo incontrati ad Harvard Square dopo cena e abbiamo fatto una bella passeggiata nei dintorni. Il ragazzo di Carlo (Ross), scozzese, e' un neolaureato di Harvard e alla tenera eta' di 23 anni ha gia' un lavoro "da paura" a NY. Carlo, italiano, 40 anni, ingegnere aeronautico, non trova lavoro in Italia e ieri e' dovuto tornare a Roma perche' sono scaduti i 3 mesi di soggiorno legale negli States. Andra' a cercare fortuna a Londra fra poche settimane. Non aggiungo altro.<br />
Per soggiornare a Boston, hanno potuto usufruire di un appartamento dell'universita' di Harvard, che non e' altro che quello dove ha vissuto Roosvelt da studente. Mi hanno portato a visitarlo: un bell'appartamento con parquet e alti soffitti a cassettoni, con un giradischi di quelli antichi, il camino e vari tappeti e arazzi, in un palazzo nel quartiere universitario. Alla fine siamo andati a bere qualcosa a casa mia. Abbiamo parlato in italiano ... ma finalmente una faccia amica!</p>
<p>E veniamo a sabato. La famiglia che ospita Silvia la brasilera, mia compagna di classe, ha organizzato una gita nel nord del Massachusetts offrendo un passaggio ad altri studenti alla modica cifra di $15. La somma comprendeva uno scatolone di schifosissime ciambelle della maledetta catena Dunkin' Donuts, che non ho osato toccare, e con cui la coppia si e' presentata all'appuntamento a bordo di un macchinone da 8 posti.<br />
Il marito, Allan, e' un obeso che nonostante il diabete (spettegulez) non ha fatto altro che bere dal bicchierone Dunkin' Donuts e mangiare ciambelle; respira e cammina con fatica, e quando parla non si capisce niente perche' le alate parole restano imprigionate fra i baffoni. La moglie invece e' di origini filippine e non essendo madrelingua parla chiaramente; anche lei sta prendendo la strada dell'obesita', ha mangiato ciambelle e bevuto una melma gialla con della panna sopra. Quando il liquido e' arrivato alla fine e la cannuccia ha iniziato a fare il classico rigurgito a noi noto, ho cercato di non vomitare.<br />
Non si e' zittita un attimo nella sua foga di guida turistica, e spero che tutta quella inondazione di inglese sia finita in qualche cassetto della mia mente. Il tempo non era particolarmente soleggiato ma abbiamo visto un sacco di bei posti, ho finalmente parlato in inglese tutto il giorno e sono stato in allegra compagnia. Rimando ad apposito topic per foto e descrizione luoghi.</p>
<p>E veniamo a domenica... la giornata piu' soleggiata da quando sono arrivato a Boston. Aria pulitissima, vento, temperatura mite: decido di andare a visitare un altro parco di Boston chiamato Fenway Park (rimando ad altro topic). Mentre mi aggiravo per l'immancabile pond pieno di squirrels e geese, ho incrociato un ragazzo dal chiaro aspetto orientale che mi ha salutato come qui e' d'uso soprattutto se ci si trova in sentieri, parchi, stradine, scale mobili ecc. (ora capisco perche' a Villa Pamphili gli americani mi salutano). Siccome pero' il suo "Hi" mi e' parso condito da un sorriso particolarmente compiacente, mi sono voltato e dopo pochi minuti... eccoci a conversare camminando lungo lo stagno.<br />
Mi ha chiesto di andare a bere qualcosa e abbiamo scelto un bistrot carino nel South End, con tavolini all'aperto, dove stavano servendo il brunch. Finito di mangiare siamo saliti in macchina e abbiamo fatto un bel giro in un quartiere chiamato South Boston, costituito da una collina con bellissime case in perfetto stile New England e da una baia con una spiaggia e un forte che ha qualcosa a che vedere con la seconda guerra mondiale.<br />
Purtroppo quella stronza della mia macchina fotografica ha pensato bene di scaricarsi sul piu' bello, ma tornero' in loco per immortalare il tutto, in un'altra bella giornata. Il vento forte puliva l'aria, gli americani prendevano il sole in spiaggia e sui prati, c'erano un sacco di aquiloni e giusto sopra di essi passavano gli aerei in atterraggio al Logan Int'l, proprio li' di fronte. Ci siamo trattenuti un po' e abbiamo percorso un lungo camminamento sull'acqua, dentro la baia. Alla fine siamo tornati alla macchina e il mio nuovo conoscente mi ha proposto di andare a visitare l'isola in cui vive, un locus amoenus a nord di Boston chiamato Nahant. Come dire di no a un boy con tanto spirito e fair play?!<br />
Cosi' ci siamo avviati verso nord e ho potuto finalmente percorrere il famoso "big dig", il tunnel subacqueo di recente costruzione. Abbiamo costeggiato il mare e dopo circa 20 min di strade belle, larghe e a 4 corsie siamo arrivati in un'isola collegata alla terraferma da un lungo ponte. Gene, nato a Boston da famiglia coreana, si e' appena comprato una casetta a due passi dal mare (tanto per iniziare), in questa isola un po' esclusiva da cui si vede Boston in lontananza e l'oceano ovunque.<br />
Abbiamo fatto una lunghissima passeggiata e non potete immaginare quanto mi rodesse non poter fare foto, perche' l'aria era cosi' pulita che che ogni colore brillava come smaltato. Ho visto scogliere, spiagge sabbiose e sassose, strade larghe e pulite con ville e giardini perfetti... tutto lindo, ordinato e silenzioso, come del resto quasi ovunque da queste parti, anche nella city. Bellissimo lo skyline di Boston in lontananza, il mare punteggiato di vele bianche, una nave da crociera all'orizzonte, la bandiera americana ovunque... wow, cosi' si' che mi piace!<br />
Dopo la passiata siamo andati a casa sua, 120mq di legno in perfetto stile americano; mi e' stato offerto di sentire della musica, e non ho fatto in tempo a stupire per lo stereo collegato al pc in un'altra stanza che ho avuto un moto al cuore: VIVALDI!! Concerti per flauto. Ho fatto la conoscenza del gatto di casa, Jullian, e poi siamo andati a comprare qualcosa da mangiare in un enorme supermercato (altro capitolo a parte, sto scoprendo cose inaudite al riguardo).<br />
Dopo cena mi ha riaccompagnato a Boston, sempre emozionante lo spettacolo dei grattacieli illuminati,  con un mal di testa tremendo per tutto quell'inglese, ma decisamente contento!</p>
<p>Ieri invece gita in barca sul Charles river con Silvia la brasilera, il cui inglese e' improponibile, ragion per cui le nostre conversazioni sono piu' distese di quelle con un nativo... ma mi sono rifatto in serata, quando a sorpresa Gene mi ha telefonato dicendomi che stava dalle parti di casa mia. Siamo andati a fare una passeggiata e quando mi ha visto ha detto "you are more handsome than I could remember"...</p>
<p>Imparate, gay italiani: cosi' si corteggia un vero gentleman !!</p>
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<title><![CDATA[Dall'aeroporto a casa - May, 2]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=11</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 18:15:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Accidenti, fa un freddo cane! Sembra gennaio. Molto diverso dalle foto che avevo visto finora, e in ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Accidenti, fa un freddo cane! Sembra gennaio. Molto diverso dalle foto che avevo visto finora, e in piu' ho quattro pesantissimi colli... Coerentemente al mio odio viscerale per la categoria dei tassinari (romani), sto pensando di usare la metro per andare a casa, tanto piu' che sta giusto giusto arrivando la navetta. Purtroppo quest'ultima mi si apre davanti presentandosi con tre scalini, e io come un disperato sollevo le enormi valigie una per una (con in collo la ventiquattrore e il borsone) e le poggio vicino all'autista, naturalmente obeso. Unfortunately una di esse vacilla e va a urtare il gomito dell'obeso: mi ha guardato malissimo. Cominciamo bene! Dunque dopo aver preso la navetta dal proprio terminal di arrivo, si scende alla fermata Station, dove si puo' prendere la Blue line. Naturalmente bisogna comprare il biglietto, e questa e' senza dubbio la prima difficolta', perche' ci sono varie opzioni: eccomi quindi in contemplazione della ticket machine, finche' dopo vari minuti, preso dalla disperazione, ho chiesto help a un donnone di passaggio, che senza farmi troppi salamelecchi ha gentilmente pigiato per me i tasti nello schermo elettronico. Ed ecco magicamente sbucare fuori il mio Charlie ticket! $2, qui la metro e' piu' cara che a Roma... domani dovro' fare la tessera (ammesso che riesca a sopravvivere fino a domattina, visto l'inizio...). Con la Blue line si arriva fino a Governament Center, e li' si prende la Green Line (sto infatti andato verso il sobborgo di Brookline, South Boston, dove si trova la casa della persona che mi ospitera' i primi due giorni).</p>
<p>L'impressione che ho avuto arrivando nella stazione Gov't Center della Green Line e' una di quelle che mi rimarra' piu' indelebili. I muri sono scrostati, con tubi a vista e grossi ventilatori penzolanti, ma la cosa non da' impressione di sciatto o sporco, come lo sarebbe a Roma; nei paraggi ci sono dei carretti con boa di luci colorate, che vendono non so cosa (non ho gli occhiali). Ed ecco che arriva il treno: dlen dlen dlen, sbuca fuori da una curva cigolando e suonando un campanello un trenino verde con le ruote gialle. Vi giuro che mi sembra di stare in un fumetto: da un momento all'altro potrebbe sbucare Paperino con la sua 313. Non ho mai visto niente del genere e sono completamente stordito.</p>
<p>Oh, poor me!! Tre scalini! Montare su e' terribile, ma ce la faccio mettendo a rischio la mia schiena. Devo scendere a Fearbanks, e mentre il treno costeggia Beacon St cerco di guardare fuori per rendermi conto che sono in America, ma niente, e' buio e sono troppo preso dalle difficolta' dello spostamento. Ma ecco arrivare la mia fermata (tenete conto che il trenino sta camminando in superficie): la mia ospite mi aveva parlato di una piccola salita dal marciapiede della metro fino alla strada, e in effetti la vedo subito: una breve scalinata... chiusa da una staccionata per lavori in corso !!! Non ci posso credere, e ora come faccio? Inutile chiedere a un tizio, mi ha risposto amabilmente "non lo so" = arrangiati. E va bene, il mio motto e' sempre stato ignorare le avversita', percio': ho afferrato una valigia e l'ho fatta volare al di la' della staccionata, poi un secondo volo per l'altra. Alla fine ho scavalcato io. Salire le scale con una valigia per volta, e farle volare una per una dalla seconda staccionata, e si e' finalmente sulla Beacon St. Attraversare e trovarsi in Lancaster Terrace, la mia via. Naturalmente, in salita. Con tutte le mie forze residue mi strascino le valigie per cercare il numero 79, e a un certo punto ecco un garage e una villa su un montarozzo, proprio come mi aveva descritto la mia ospite. Mi aveva anche detto che ci sono 43 scalini da salire, ma pazienza, sono arrivato! C'e' anche la luce accesa, il che significa che trovero' la famiglia ancora a casa (sarebbero dovuti partire per il we in serata). Toc toc, mi apre una signora che mi guarda stranita... e io "seventyfour?" E lei "no, seventy four is the other one on the right". Non ci posso credere, mi sono pure ragato le valigie!! Ariscendi con le valigie, mentre la signora mi vocifera da dietro 'oh poor guy, oh poor guy!", e bestemmiando la mia venuta e pregando che non valga il principio che il buongiorno si vede dal mattino, e arisali al numero giusto, guarda caso una villa identica alla precedente con il garage di sotto. Le luci sono spente e infatti trovo le chiavi nella cassetta delle lettere. Entro, e come prima cosa mi vedo un enorme pianoforte a coda nel salone. Di primo acchitto la casa mi sembra una reggia, ma sono troppo stanco per andare a ispezionare gli ambienti: bevo, trovo la mia camera (secondo piano, altre scale), mi svesto, mi butto sul letto, e  buonanotte.<br />
Speriamo bene.</p>
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<title><![CDATA[In volo - May, 2]]></title>
<link>http://viaggioinamerica.wordpress.com/?p=10</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 20:49:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>donalduck2008</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ed eccomi finalmente sul mio bel Boeing 767. Dopo le prime manovre di spostamento e&#8217; da venti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Ed eccomi finalmente sul mio bel Boeing 767. Dopo le prime manovre di spostamento e' da venti minuti che stiamo fermi ad un incrocio senza decollare. L'aereo e' mezzo vuoto, io sono comodamente seduto accanto all'oblo', nessuno a fianco, e ho anche scampato il pericolo bambini. Aspettiamo...</p>
<p style="text-align:left;">----</p>
<p style="text-align:left;">Porca miseria! qui e' come in autostrada al casello! L'aereo ha sterzato e ho potuto vedere dietro di me una fila di almeno altri velivoli. Davanti c'e' un Air One; poi tocca a noi.</p>
<p style="text-align:left;">----</p>
<p style="text-align:left;">In volo da venti minuti circa. Vedo sotto di me una massa a forma di isola; ci sono montagne innevate al centro e un promontorio sporgente sulla punta: non mi dite che e' la Corsica! Non riesco a capire. Intanto mi sto godendo la mia personale confezione di sandwiches: il primo che ho addentato e' un tramezzino di pane ai cereali e semi di sesamo con dentro schifezze varie, tra cui spiccano due fette solide di colore arancione. Buonissimo. Ho anche del the' !</p>
<p style="text-align:left;">----</p>
<p style="text-align:left;">Noto con un certo disappunto che in prima classe stanno servendo il pranzo... Sarei tentato di bloccare una hostess e chiedere un'altra razione di sandwiches.</p>
<p style="text-align:left;">----</p>
<p style="text-align:left;">Montagne innevate qui sotto e una grossa citta' con un fiume in mezzo. Sara' mica Torino?! non riesco a capire.</p>
<p style="text-align:left;">----</p>
<p style="text-align:left;">La mer! Dev'essere la Manica...   E questa e' senza dubbio l'Inghilterra.</p>
<p style="text-align:left;">----</p>
<p style="text-align:left;">Atterrato. Magnifico volo: comodo, silenzioso, piacevole. L'unica nota negativa e' il fatto che non mi abbiano fornito la mia personale salvietta rinfrescante. Non riesco a capire. Ad ogni modo, una volta superati i controlli di sicurezza, ho cercato di godermi l'aeroporto di Heathrow, notando in particolare:<br />
- non so se avete visto Bianca e Bernie, ma l'impressione che si ha entrando in questo aeroporto e' la stessa della prima scena del cartone animato (e ora andatevelo a vedere!);<br />
- gli Inglesi sanno esporre le merci in vetrina in un modo che ti farebbero comprare qualsiasi cosa;<br />
- i cessi sono spettacolari, ci sono anche le docce e grandi poster alle pareti (moda, viaggi, ecc.);<br />
- il terminal 5 sembra un'astronave, e dal soffitto pendono eleganti pale ventilatrici.<br />
Una tipica esperienza da aeroporto londinese: ammirare uno splendido esemplare di sesso maschile che sorseggia un calice di vino bianco seduto sullo sgabello di un seafood bar. Che stile.</p>
<p style="text-align:left;">-----</p>
<p style="text-align:left;">Questo Boeing 777 e' una scatola per sardine! Sono letteralmente incastrato tra l'oblo', il sedile di fronte e quello a fianco. Mi sono stati forniti una copertina e un cuscino fucsia, ma continuo a non vedere la mia personale salvietta rinfrescante. In compenso, accanto a me siede uno stallone di 2 metri, bello ma non troppo. Ho sbirciato sul suo form (il fatidico modulo per la dogana I-94W che ci hanno gia' consegnato) e ho scoperto che e' russo e ha 33 anni (ma li porto meglio io).</p>
<p style="text-align:left;">-----</p>
<p style="text-align:left;">Ecco un drink: succo di ribes. Lo accompagnero' concedendomi un lusso non da tutti: concerti di Vivaldi a 10000 metri di altezza, con l'oceano che si distende immenso qui sotto. Sublime.</p>
<p style="text-align:left;">----</p>
<p style="text-align:left;">Dovete credermi, il mio inglese sta gia' migliorando! Nonostante le cuffiette, ho captato il labiale della hostess che recava un vassoio a una specie di indiano seduto di fronte a me: Your special meal, ha detto. A proposito, ma il mio  meal??</p>
<p style="text-align:left;">----</p>
<p style="text-align:left;">Eccolo! tra chicken e fish ho optato ovviamente per fish. Descrizione: una ciotolina di insalata mista come quella che compro al mercato sotto casa, con al centro una palluzza a base di salmone affumicato ed erbine varie, e in piu' due strani creckers per accompagnare il tutto; una fish pie (tortino con una base di merluzzo, pappette non meglio identificate, piselli, erbine, cubetti di patate gratinate in superficie... squisito - per fortuna che il rombo delle turbine copre i miei legittimi gemiti di piacere); un soffice panino al latte su cui ho spalmato una salsina al burro; dolcino ai mirtilli. Ho richiesto anche una bottiglia di vino rosso della California.<br />
Ah, dimenticavo: mentre svolgevo il viluppo con le posate, ecco sbucare finalmente la mia personale salvietta rinfrescante!</p>
<p style="text-align:left;">-----</p>
<p style="text-align:left;">Sotto di me c'e' uno strato continuo e ininterrotto di nubi bianchissime, e sopra di esse un alone azzurrino e come fosforescente. Che meraviglia! Sarei davvero curioso di sapere dove siamo. Sarei ancora piu' curioso di sapere se le mie due valigie stanno volando con me nella stiva...</p>
<p style="text-align:left;">-----</p>
<p style="text-align:left;">Il solito imbranato! ho appena scoperto che nel televisorino qui davanti a me si forniscono alcuni dati sul volo, e c'e' anche la mappa dell'itinerario! Dunque mancano 3 ore all'arrivo, siamo esattamente sotto la punta della Groenlandia, a Boston sono le 15.06, siamo a 12000 metri di altezza, fuori ci sono -60 gradi, voliamo a 1000km/h.</p>
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<p style="text-align:left;">Mi hanno portato un succo d'arancia. Good!</p>
<p style="text-align:left;">----</p>
<p style="text-align:left;">Terra! Lande disabitate e incredibilmente frastagliate, laghetti insenature e mille rivoli ovunque (tipica morfologia glaciale), specchi d'acqua ghiacciati. Meraviglioso! Secondo il televisorino stiamo volando sopra l'isola di Newfoundland.</p>
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<p style="text-align:left;">Ora non dite che sono ossessionato dal cibo, ma sono arrivati i sandwiches! E non potete immaginare la gioa quando ho aperto la confezione e ho visto ben 4 tipi di tramezzi diversi! C'e' anche una fetta d'ananas e uno strano biscotto al cioccolato. Ho anche del succo di ribes! Il tutto ha meritato un accompagnamento di tutto rispetto: suites per viola da gamba di Marain Marais, uno splendido compositore francese alla corte del re Sole. Che stile.</p>
<p style="text-align:left;">------</p>
<p style="text-align:left;">Siamo scesi di quota passando in mezzo alle nuvole, con un po' di turbolenza. A Boston piove. Ora ci stiamo facendo dei giretti nei dintorni perche' la pista non e' pronta per l'atterraggio. Il cielo grigio mi impedisce di godermi la prima vista dei grattacieli. Se tutto va bene, dovremmo atterrare fra qualche minuto.</p>
<p style="text-align:left;">------</p>
<p style="text-align:left;">Landed. Il bestione ha toccato terra come se fosse una piuma. Appena scesi ci hanno direzionato verso il nastro trasportatore, e non potete immaginare il sollievo che ho provato quando ho adocchiato una delle mie due valigie che gia' faceva il girotondo. Una decina di minuti dopo e' arrivata anche l'altra. Dunque con la ventiquattrore a tracolle, il borsone in spalla, le due valigione a rotelle nelle rispettive mani mi sono diretto verso la dogana, dove ho affrontato la fatidica interview. Il primo controllo e' andato liscio: mi sono state fatte le domande di rito (incluso il mio lavoro: non bisogna assolutamente dire di non averne uno, si verrebbe reimpatriati immediatamente!), prese le impronte digitali e scattata una foto. Il doganiere mi ha salutato con un gradito enjoy your visit. Al secondo controllo mi e' toccato il classico poliziotto americano tarchiato e con l'atteggiamento da duro. Mi ha chiesto quanto tempo intendessi rimanere negli States, e quando gli ho detto two months ha iniziato con fastidiose domande. Ah, naturalmente qui danno per scontato che tu sia perfettamente anglofono. A un certo punto, per mettermi in difficolta', mi ha chiesto come mai un insegnante potesse avere 2 mesi di vacanza in questo periodo. Che stronzo! Per fortuna mi ero preparato alla domanda e prontamente ho risposto che lavoro in proprio e non per la scuola pubblica. Soddisfatto della risposta, mi ha dato il suo go on.<br />
Esco dalle porte dell'aeroporto: sono finalmente in America.</p>
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