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	<title>cultura-di-massa &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/cultura-di-massa/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "cultura-di-massa"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 05:34:42 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Cahier de doléances ]]></title>
<link>http://spywareattack.wordpress.com/?p=344</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 14:11:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dalle varie critiche alla cultura di massa emergono comunque alcuni &#8220;capi d&#8217;accusa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle varie critiche alla <strong><span style="color:#666699;">cultura di massa</span></strong> emergono comunque alcuni "capi d'accusa" di cui è necessario tenere conto.</p>
<p>a) I <em>mass media</em> si rivolgono a un pubblico eterogeneo e si specificano secondo "medie di gusto" evitando le soluzio­ni originali.</p>
<p>b) In tal senso, diffondendo su tutto il globo una "cultura" di tipo "omogeneo", distruggono le caratteristiche cul­turali proprie di ogni gruppo etnico.</p>
<p><em>c) </em>I <em>mass media </em>si rivolgono a un pubblico inconscio di sé come gruppo sociale caratterizzato; il pubblico quindi non può manifestare delle esigenze nei confronti della cultura di massa, ma deve subire le sue proposte senza sapere che la subisce.</p>
<p><em>d) </em>I <em>mass media </em>tendono a secondare il gusto esistente senza promuovere rinnovamenti della sensibilità. Anche quan­do sembrano rompere con delle tradizioni stilistiche, di fat­to si adeguano alla diffusione, ormai omologabile, di stilemi e forme oramai da tempo diffuse a livello della cultura supe­riore e trasferitesi a livello inferiore. Omologando quanto è stato ormai assimilato, svolgono funzioni di pura conserva­zione.</p>
<p><em>e) </em>I <em>mass media </em>tendono a provocare emozioni vive e non mediate; in altri termini, invece di simboleggiare una emozione, di rappresentarla, la provocano; invece di suggerir­la, la consegnano già confezionata. Tipico in questo senso il ruolo dell'immagine rispetto al concetto; oppure della musica come stimolo di sensazioni anziché come forma contemplabile.</p>
<p><em>f)</em><em> </em>I <em>mass media, </em>immessi in un circuito commerciale, so­no sottomessi alla "legge della domanda e dell'offerta". Quin­di danno al pubblico solo ciò che esso vuole o, quel che è peggio, seguendo le leggi di una economia fondata sul consumo e sostenuta dall'azione persuasiva della pubblicità, sug­geriscono al pubblico cosa deve desiderare.</p>
<p><em>g)</em><em> </em>Anche quando diffondono i prodotti della cultura su­periore li diffondono livellati e "condensati" in modo da non provocare alcuno sforzo nel fruitore; il pensiero viene riassun­to in "formule"; i prodotti dell'arte vengono antologizzati e comunicati in piccole dosi.</p>
<p><em>h)</em><em> </em>In ogni caso anche i prodotti della cultura superiore vengono proposti in una situazione di completo livellamento con altri prodotti di trattenimento; in un settimanale a roto­calco il servizio su un museo d'arte viene equiparato al pet­tegolezzo circa il ‘matrimonio della diva'.</p>
<p><em>i)</em><em> </em>I <em>mass media </em>incoraggiano perciò una visione passi­va ed acritica del mondo. Viene scoraggiato lo sforzo perso­nale per il possesso di una nuova esperienza.</p>
<p><em>l)</em> I <em>mass media </em>incoraggiano una immensa informazio­ne circa il presente (riducono nei limiti di una cronaca attuale sul presente anche le eventuali riesumazioni sul passato) e intorpidiscono perciò ogni coscienza storica.</p>
<p><em>m) </em>Fatti per il trattenimento e il tempo libero, sono stu­diati per impegnare solo il livello superficiale della nostra at­tenzione. Viziano in partenza il nostro atteggiamento, e per­ciò anche una sinfonia, ascoltata attraverso un disco o la ra­dio, sarà fruita nel modo più epidermico, come indicazione di un motivo fischiettabile, non come un organismo estetico da penetrare in profondo mediante una attenzione esclusiva e fedele.</p>
<p><em>n)</em><em> </em>I <em>mass media</em><em> </em>tendono ad imporre simboli e miti dalla facile universalità, creando dei "tipi" di immediata ricono­scibilità e perciò riducono al minimo l'individualità e la concretezza e delle nostre esperienze e delle nostre immagini, at­traverso le quali noi dovremmo realizzare esperienze.</p>
<p><em>o)</em><em> </em>Per far questo lavorano sulle opinioni comuni, su­gli <em>endoxa</em><em>, </em>e quindi funzionano come una continua ricon­ferma di ciò che noi già pensiamo. In questo senso svolgono sempre una azione socialmente conservatrice.</p>
<p><em>p)</em><em> </em>Si sviluppano quindi, anche quando fingono spregiu­dicatezza, sotto il segno del più assoluto conformismo, nel campo dei costumi, dei valori culturali, dei principi sociali e religiosi, delle tendenze politiche. Favoriscono proiezioni ver­so modelli "ufficiali".</p>
<p><em>q)</em><em> </em>I <em>mass media </em>si presentano quindi come lo strumento educativo tipico di una società a sfondo paternalistico, in superficie individualistica e democratica, sostanzialmente tenden­te a produrre modelli umani eterodiretti. Visti più a fondo appaiono una tipica '"sovrastruttura di un regime capitalisti­co" usata a fini di controllo e di pianificazione coatta delle co­scienze. Infatti mettono apparentemente a disposizione i por­tati della cultura superiore ma svuotati dell'ideologia e del­la critica che li animava. Assumono i modi esteriori di una cultura popolare, ma anziché crescere spontaneamente dal bas­so vengono imposti dall'alto (e della cultura genuinamente popolare non hanno i sali, gli umori, la vitalissima e sana volgarità). Come controllo delle masse svolgono una funzione che in certe circostanze storiche avrebbero svolto le ideologie religiose. Mascherano questa loro funzione di classe manife­standosi invece sotto l'aspetto positivo della cultura tipica di una società del benessere dove tutti hanno le stesse Occasioni di cultura in condizioni di perfetta eguaglianza".</p>
<p>Ciascuna delle proposizioni elencate è sottoscrivibile e do­cumentabile. C'è da chiedersi se il panorama della cultura di massa e la sua problematica vengano esaurite da questo elen­co di imputazioni. E a questo proposito occorrerà ricorrere ai "difensori" del sistema.</p>
<p style="text-align:center;">Tratto da <strong><span style="color:#666699;">Apocalittici e Integrati</span></strong> di Umberto Eco</p>
<p> </p>
<p style="text-align:center;"><img style="vertical-align:middle;" src="http://www.andy-potts.com/ill_pop/images/illpop052.jpg" alt="andy potts" width="450" height="450" /></p>
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<title><![CDATA[Comunicazione e Sinistra]]></title>
<link>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=278</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 09:50:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>sparkaos</dc:creator>
<guid>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=278</guid>
<description><![CDATA[Appunti sparsi per una Sinistra Nomade e Rivoluzionaria
BABELE
 
Ogni atto comunicativo è in se un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin-bottom:18pt;"><span style="color:#9900ff;"><a href="../politica-e-comunicazione-politica/appunti-sparsi-per-una-sinistra-nomade-e-rivoluzionaria/"><span style="color:#9900ff;">Appunti sparsi per una Sinistra Nomade e Rivoluzionaria</span></a></span></h2>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:18pt;"><em><span style="font-size:18pt;"><a href="http://frammentinomadi.files.wordpress.com/2008/04/ad.jpg"><span style="color:#9900ff;">BABELE</span></a></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-size:14pt;">Ogni atto comunicativo è in se un atto di trasformazione, ma perché<span> </span>ci sia comunicazione piena deve esserci condivisione di un qualcosa. Un messaggio anche condivisibile che si sente, percepisce, come estraneo viene scartato a priori. <em>Il linguaggio della sinistra deve sposare il linguaggio della “massa” e non essere distinto e separato da esso in una elittistica purificazione o in codici<span> </span>snob fatti di parole vuotamente magiche ed incomprensibili ai più</em>. <em>Il linguaggio della sinistra deve rischiare di farsi commerciale per disvelare<span> </span>dall’interno e nelle stesse forme della comunicazione la mercificazione dell’uomo e il suo asservimento al consumo</em>. Il linguaggio della sinistra deve essere moderno ed inventivo. Reinventare il linguaggio per reinventare il mondo. Reiventarlo nelle strade e nelle stesse pratica visuali di consumo, fare degli oppressivi marchi un dissacrante gesto liberatorio carico di significati rivoluzionari e non previsti. Sposare il sound bite per poi costringerlo a dilatarsi, una volta catturata l’attenzione; non cedere ad esso e neanche resistere ad esso, creolizzarsi accettare il rischio e inventare una nuova e liberatoria lingua<strong><em>. Essere dentro il conforme, l’omologato e al contempo fuori. Farlo esplodere dal di-dentro in un sabba dissacratorio. </em></strong><em></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><em><span style="font-size:14pt;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:17.85pt;"><em><span style="font-size:14pt;">Il linguaggio della sinistra deve essere polifonico.</span></em><span style="font-size:14pt;"> Premiare la partecipazione, favorire il dibattito. Ascoltare e imparare. Ma insieme deve premiare e riconoscere il merito, l’idea più creativa e profonda che emerge. <em>Spingere al pensiero critico e divergente, non al conformismo valoriale di gruppo. </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:17.85pt;"><span style="font-size:14pt;">Tutto è comunicazione e tutto è quindi azione. L’azione mira alla trasformazione. <em>Il simbolo da forma all’utopia e la rende palpabile, indossabile. Il simbolo fa l’utopia carne, identità rivoluzionaria. </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:17.85pt;"><strong><span style="font-size:14pt;">La comunicazione oggi è immagine cangiante e interstiziale. L’immagine <span> </span>della sinistra è poesia, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ossimoro">ossimoro</a>. Deve dipingere il mondo <span> </span>astratto che verrà e sedurre anime funambole.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-size:14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-size:14pt;">CONTINUA</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span style="font-size:14pt;"> </span></p>
<h2 style="margin-bottom:18pt;"><span style="font-size:12pt;color:#9900ff;"><a href="../politica-e-comunicazione-politica/appunti-sparsi-per-una-sinistra-nomade-e-rivoluzionaria/"><span style="color:#9900ff;">Appunti sparsi per una Sinistra Nomade e Rivoluzionaria</span></a></span></h2>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color:#9900ff;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="color:#9900ff;"><a href="../politica-e-comunicazione-politica/"><span style="color:#9900ff;">Politica e Comunicazione Politica</span></a></span></strong></p>
<p class="MsoNormal">
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<title><![CDATA[media]]></title>
<link>http://vaccaricarlo.wordpress.com/?p=75</link>
<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 08:25:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaccaricarlo</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Steve Jobs ama descrivere la differenza tra televisione e Internet paragonandola alla differe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Jobs">Steve Jobs</a> ama descrivere la differenza tra televisione e Internet paragonandola alla differenza tra media che fanno <i>inclinare indietro</i> e media che fanno <i>inclinare in avanti</i>. Il computer in rete ci fa inclinare in avanti, concentrare, impegnare, mentre la televisione ci incoraggia a rilassarci"</p>
<p>"Tutto intorno a noi il mondo dell'intrattenimento di massa si fa sempre più esigente e sofisticato, e il nostro cervello è felicemente attratto da tale nuova complessità. E l'attrazione rende l'effetto ancora più pronunciato. L'ottundimento progressivo non è il destino naturale della cultura di massa; è vero piuttosto il contrario. La grande storia non raccontata della nostra cultura odierna è fatta dalla quantità di tendenze che, benaccette, stanno crescendo."</p>
<p>sempre da <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788804551201/johnson-steven/tutto-quello-che.html"><i>Tutto quello che fa male ti fa bene</i></a>, riflessioni sui media</p>
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