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	<title>dal-brasile &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "dal-brasile"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 16:26:41 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La sensualità della scrittura ]]></title>
<link>http://autorinediti.wordpress.com/?p=9</link>
<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 12:27:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>autorinediti</dc:creator>
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<description><![CDATA[A casa da paixão 
Nélida Piñon 

RECORD   128 pagine
 
 
 

Sensualissimo racconto del via]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="font-size:medium;"><strong><a href="http://www.anobii.com/books/A_Casa_De_Paixao/9788501051240/013b16ea37532e9d4d/" target="_blank"><span style="font-size:large;color:#cc66cc;">A casa da paixão</span></a></strong><span style="font-size:large;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size:large;"><span style="color:#333333;"><em>Nélida Piñon</em> </span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><br />
<span style="color:#333333;">RECORD   128 pagine</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#333333;"> </span></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
<p></span><span style="font-size:medium;color:#333333;font-family:Comic Sans MS;"></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;color:#333333;line-height:115%;font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-family:Comic Sans MS;">Sensualissimo racconto del viaggio d’iniziazione di una giovane donna al sesso e all'amore. Il romanzo si addentra con una notevole capacità introspettiva nell’animo dei quattro personaggi che animano il testo e ne sonda i conflitti interiori e le contraddizioni assumendo di volta in volta il punto di vista di ciascuno di essi. In bilico tra le maglie di un amore incestuoso che serba per lei un padre ossessionato dalle sue stesse pulsioni e il sogno di ribellione ai ruoli prestabiliti da una morale comune opprimente, la protagonista libera la voglia di abbandonare finalmente il proprio corpo alle voluttà di una libido troppo a lungo coltivata in solitudine. Le dinamiche che si vengono a creare all’interno del triangolo creato dall'arrivo di un giovane straniero porterà la ragazza a liberare la carnalità imprigionata sotto la vigilanza di un padre morboso e, attraverso la ribellione, a rifondare se stessa come donna fuori dalla casa, e quindi dall'autorità paterna. Linguaggio densamente e superbamente poetico</span>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;">
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" align="justify"><span><strong><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">© Silvia Marianecci</span></span></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" align="justify"><span><strong><span style="font-size:small;color:#000000;font-family:Calibri;">è disponibile un estratto di traduzione in italiano</span></strong></span></p>
<p>&#60;!--    --&#62;</p>
<p></span></p>
<p>&#60;!--        --&#62;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[una scrittura essenziale tutta al femminile]]></title>
<link>http://autorinediti.wordpress.com/?p=8</link>
<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 11:13:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>autorinediti</dc:creator>
<guid>http://autorinediti.it.wordpress.com/2008/04/18/una-scrittura-tagliente-al-femminile/</guid>
<description><![CDATA[LUGARES QUE NÃO CONHEÇO, PESSOAS QUE NUNCA VI
 
(LUOGHI CHE NON CONOSCO, PERSONE CHE NON HO MAI V]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align:justify;margin:12pt 0 3pt;"><span style="font-size:medium;color:#000000;font-family:Verdana;">LUGARES QUE N<span style="color:#000000;font-family:'Verdana','sans-serif';">Ã</span>O CONHEÇO, PESSOAS QUE NUNCA VI</span></h1>
<p style="text-align:justify;margin:12pt 0 3pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:'Verdana','sans-serif';"><span style="font-size:small;color:#000000;">(LUOGHI CHE NON CONOSCO, PERSONE CHE NON HO MAI VISTO)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:'Verdana','sans-serif';"><span style="font-size:small;color:#000000;"><strong>Cecilia Giannetti</strong> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:'Verdana','sans-serif';"><span style="font-size:small;"><br />
<span style="color:#000000;">Agir<span>  </span>2008, 229 pagg.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;color:#000000;font-family:Verdana;">Il romanzo di esordio della giornalista e scrittrice Cecilia Giannetti ci introduce nella città “maravilhosa”, una Rio de Janeiro moderna che si muove al ritmo accelerato della vita delle grandi metropoli.<span>  </span>È la storia di una giovane e affermata cronista di una Tv di Rio, abbagliata dal proprio successo e dalle cose inutili eppure insostituibili di cui si circonda, compresa la relazione insoddisfacente con un uomo che a stento conosce. È<span>  </span>figlia della classe benestante prodotta da una società che punta tutto sull’affermazione e il confort, cose che alla giornalista non mancano nel suo lussuoso appartamento all’ultimo piano in uno dei quartieri più chic di Rio e con una carriera ben lanciata nel mondo dei media. Eppure accade l’imprevedibile e un episodio di violenza estrema, non tanto raro poi in una città pericolosa e contraddittoria come Rio, la coglie impreparata aprendo al lettore un nuovo orizzonte in cui al reale si intersecano l’allucinazione e l’assurdo. La lettura rituale di delitti e sequestri, sparizioni e traffici illeciti che ogni mattina riempiono i giornali della città con la quale Cristina <span> </span>accompagna il caffè del mattino e che le serve per ridurre l’impatto emotivo al quale è sottoposta con il proprio lavoro di cronista, non basta per evitarle di piombare in una spirale allucinatoria quando diventa spettatrice dell’assassinio di un giovane ragazzo.<span>  </span>Da questo punto in poi la narrazione diventa frammentaria, il lettore si perde tra lampi di memoria e allucinazioni vere e proprie con cui la protagonista tenta di ricostruire una realtà completamente sgretolata e dispersiva. Il confine tra vita e morte sembra essere definitivamente compromesso e la donna è perseguitata dai corpi mutilati di morti che si muovono in mezzo alla folla indifferente. Il lettore stesso si ritrova immerso e smarrito nello stato di amnesia e di fragilità in cui è caduta la donna dopo l’assassinio del giovane, e ripercorre con lei luoghi e situazioni estranei e stranianti, <span> </span>si aggira in una Rio surreale in cui la violenza la fa da padrona. È la rappresentazione di una società post-moderna lacerata dall’incomunicabilità e dalla criminalità in cui lo stato di giustizia sembra assente e la violenza urbana, soprattutto quella delle periferie,<span>  </span>diventa non lo scenario ma l’impalcatura stessa su cui i personaggi tentano di ricostruire la propria identità. C’è nel romanzo una coltre di paranoia urbana, di invisibilità,<span>  </span>di disconoscimento in cui si muovono i personaggi. Ma accanto alla banalità della vita di questi personaggi che rappresentano nient'altro che la civiltà moderna, non solo sudamericana, ad entrare in gioco è la banalità della morte, la morte gratuita e violenta che cancella la memoria di altre morti altrettanto gratuite e che nella figura del bambino dalle mani forate dai proiettili non riesce a trovare, in una società che dimentica presto e disconosce i propri figli risucchiandoli in un mondo sotterraneo e nascosto, un proprio statuto.<span> </span>Il romanzo della Giannetti si inserisce perfettamente in quel filone tematico dominante nell’America Latina contemporanea sviluppatosi con la fine delle dittature militari in cui la disgregazione dell’individuo e la violenza delle grandi città non sfociano in una pratica letteraria documentale, né tantomeno<span>  </span>assumono una funzione catartica che lasci spazio alla speranza e al riscatto. In una sorta di realismo esasperato, quasi apocalittico, la disgregazione, la confusione e l’angoscia di una generazione che tenta di controllare il caos e il vuoto sono elementi che entrano nella tessitura del testo attraverso una narrazione destrutturata, fatta di 31 capitoli in cui si susseguono immagini fulminee, disarticolate, che Cristina cerca di rimettere insieme come un collage per riscoprire il presente. La parola è l’unica chiave che la protagonista ha per addomesticare i propri mostri e la parola di Cecilia Giannetti è lacerante,<span>  </span>ironica, frantumata, ridotta all'essenziale e tuttavia suggestiva. Una lingua che turba e mette il lettore al cospetto dei propri terrori, delle proprie angosce, di una irrimediabile fragilità. Tanto sul piano formale che su quello della critica sociale il romanzo rappresenta una sfida coraggiosa per una scrittrice giovane che è considerata dai suoi conterranei una grande promessa della letteratura nazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-family:Verdana;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-size:medium;">CECILIA GIANNETTI</span></strong> è nata a Rio de Janeiro nel 1976. Laureata in giornalismo ha già lavorato per il Jornal do Brasil, il Tribuna da Imprensa, e attualmente scrive per il <span> </span>Folha de S. Paulo. Ha pubblicato vari racconti in diverse antologie come <em>30 mulheres que estão fazendo a nova literatura brasileira</em>, organizzata dallo scrittore Luiz Ruffato, <em>Dentro de um livro</em> della quale è stata anche la curatrice, e in riviste e blog di letteratura. Attualmente sta preparando un nuovo romanzo che verrà pubblicato dalla casa editrice Companhia das Letras. </span><br />
</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" align="justify"><span><strong><span style="font-family:Calibri;"><span style="font-size:small;"><span style="color:#000000;">© Silvia Marianecci</span></span></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" align="justify"><span><strong><span style="font-size:small;color:#000000;font-family:Calibri;">è disponibile un estratto di traduzione in italiano</span></strong></span></p>
<p>&#60;!-- --&#62;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[AUTORI BRASILIANI]]></title>
<link>http://autorinediti.wordpress.com/2008/03/13/7/</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 10:08:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>autorinediti</dc:creator>
<guid>http://autorinediti.it.wordpress.com/2008/03/13/7/</guid>
<description><![CDATA[PEDRO MACIEL
Della sua biografia si sa poco, in Brasile è un giornalista affermato, ha pubblicato s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;color:black;line-height:150%;"><font size="4" color="#000000" face="Verdana"><strong>PEDRO MACIEL</strong></font></span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;color:black;line-height:150%;"><font face="Verdana"><font color="#000000">Della sua biografia si sa poco, in Brasile è un giornalista affermato, ha pubblicato saggi e raccolte poetiche, ma come lui stesso afferma non ama collezionare ricordi o date, preferisce riscrivere la propria biografia ad ogni istante di questo tempo in continuo movimento.<em> “Cerco un nuovo modo di raccontare storie e inauguro nuovamente la mia propria esistenza vissuta in funzione di esercizi poetici e saggi giornalistici. Ero morto e non lo sapevo. Adesso soltanto mi ricordo di essere più vivo dei miei antenati. Da oggi in poi avrò tutto il tempo per trascrivere un sentimento per ogni realtà e un pensiero per ogni sogno”.</em></font></font></span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><strong><font size="4" color="#000000" face="Verdana"></font></strong></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><font face="Verdana"><font size="4"><font color="#000000"><em><span style="font-size:12pt;color:black;line-height:150%;"><strong><font size="4">A Hora dos Náufragos</font></strong>,<strong> </strong></span></em><span style="font-size:12pt;color:black;line-height:150%;">Bertrand Brasil 2006, 192 pagine, è il volume inaugurale di una tetralogia . Non si tratta di un romanzo comune. La struttura atipica si riscontra già ad un primo sguardo, molte delle sue pagine presentano appena una frase, altre riportano illustrazioni del fotografo Geraldo de Barros, la cui opera è esposta al MoMA di New York, e tutte quelle pari sono bianche, pagine vuote.</span></font></font></font></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;color:black;line-height:150%;"><font color="#000000" face="Verdana">La lettura è veloce. Ma è proprio questo l’aspetto che caratterizza maggiormente il romanzo: ad una apparente rapidità con cui si consumano le pagine si contrappone invece la necessità di varie riletture, di riflessioni, perché le parole rimangono impresse nella mente del lettore come graffiti. Sono lampi di verità, visioni allucinatorie di un futuro che si spegne e di un passato che si dissolve nella morte imminente.</font></span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;color:black;line-height:150%;"><font color="#000000" face="Verdana">Tra le quattro pareti di una stanza, un ospedale molto probabilmente, un uomo vive i suoi ultimi momenti. Tra la vita e la morte, il delirio e la ragione, il protagonista si dispera per l’impossibilità di continuare a vivere e l’incapacità di morire. La narrazione in prima persona trascina il lettore davanti all’ineluttabilità di certi avvenimenti, come la morte appunto, ma anche altri stati della nostra esistenza che si sono conclusi e tuttavia ci illudiamo di mantenere ancora vivi.</font></span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;"><font color="#000000" face="Verdana">Solitudine, nostalgia, incertezza. Sogni di un passato, incubi del futuro. Silenzio fuori, grida che salgono dentro. Paura della morte, paura della vita, paura. Riso isterico, pianto compulsivo. Assenza di memoria, una serie infinita di ricordi. È tra le quattro pareti bianche, nella desolazione di una stanza vuota, che si verifica un naufragio. </font><span style="color:black;"><font color="#000000" face="Verdana">Il tempo, la morte e l’amore sono i temi dominanti di questa contundente opera, essenziale eppure sorprendentemente elaborata, in cui humor, ironia e vertigine allucinatoria si alternano. <strong><em>A Hora dos Náufragos</em></strong>, romanzo del brasiliano Pedro Maciel, ci trasporta in una narrativa ciclica e onirica che illumina, chiarifica. La struttura del libro esce fuori dalle convenzioni, rompe gli schemi attraverso la punteggiatura, gli spazi lasciati vuoti appositamente, le immagini rapide, folgoranti. Lo stesso autore dichiara di aver eliminato dal testo tutto quanto appariva superfluo, il risultato è una scrittura estremamente essenziale, spoglia di formalismi, che punta dritta al nucleo di ciò che è più temibile e al tempo stesso più indagato dall’animo umano, proprio perché indecifrabile, il mistero della vita e della morte.</font> </span></span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;"><span style="color:black;"></span></span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;"><span style="color:black;"></p>
<p align="justify" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" class="MsoNormal"><span><strong><font face="Calibri">© Silvia Marianecci</font></strong></span></p>
<p align="justify" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" class="MsoNormal"><span><strong><font face="Calibri">è disponibile un estratto di traduzione in italiano</font></strong></span></p>
<p align="justify" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" class="MsoNormal"><span><strong><font face="Calibri">se sei interessato a questo autore e vuoi saperne di più, ad esempio il suo nome e il titolo dell'opera sopra descritta, oppure se vuoi conoscere altre sue opere, contattami!</font></strong></span></p>
<p></span></span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[INEDITI]]></title>
<link>http://autorinediti.wordpress.com/?p=5</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 08:51:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>autorinediti</dc:creator>
<guid>http://autorinediti.it.wordpress.com/2008/02/28/5/</guid>
<description><![CDATA[LUIZ ANTONIO DE ASSIS BRASIL
Nato a Porto Alegre nel 1945 è oggi in Brasile uno degli autori più n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size:12.5pt;color:black;font-family:'Arial','sans-serif';"><strong>LUIZ ANTONIO DE ASSIS BRASIL</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12.5pt;color:black;font-family:'Arial','sans-serif';"></span><b><span style="font-size:12.5pt;color:black;font-family:'Arial','sans-serif';"></span></b><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">Nato a Porto Alegre nel 1945 è oggi in Brasile uno degli autori più noti. Divide il suo tempo tra la scrittura e la docenza nella facoltà di Lettere dell’ università PUC, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Rio_Grande_do_Sul" title="Rio Grande do Sul"><span style="color:black;text-decoration:none;">Rio Grande do Sul</span></a>, e dirige la più importante scuola di scrittura del Brasile all’interno della stessa università dalla quale, a partire dal 1985 (anno in cui è stata fondata), sono usciti nomi ormai affermati come <a href="http://pt.wikipedia.org/w/index.php?title=Am%C3%ADlcar_Bettega&#38;action=edit" title="Am�lcar Bettega"><span style="color:black;text-decoration:none;">Amílcar Bettega</span></a>, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Let%C3%ADcia_Wierzchowski" title="Let�cia Wierzchowski"><span style="color:black;text-decoration:none;">Letícia Wierzchowski</span></a>, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/C%C3%ADntia_Moscovich" title="C�ntia Moscovich"><span style="color:black;text-decoration:none;">Cíntia Moscovich</span></a>, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Daniel_Pellizzari" title="Daniel Pellizzari"><span style="color:black;text-decoration:none;">Daniel Pellizzari</span></a>, <a href="http://pt.wikipedia.org/w/index.php?title=Michel_Laub&#38;action=edit" title="Michel Laub"><span style="color:black;text-decoration:none;">Michel Laub</span></a>, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Monique_Revillion" title="Monique Revillion"><span style="color:black;text-decoration:none;">Monique Revillion</span></a>, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Rubem_Penz" title="Rubem Penz"><span style="color:black;text-decoration:none;">Rubem Penz</span></a> e <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Daniel_Galera" title="Daniel Galera"><span style="color:black;text-decoration:none;">Daniel Galera</span></a>.</span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">Vanta innumerevoli dottorati, corsi di specializzazione, conferenze in università straniere e partecipazioni come il <i>Distinguished Brazilian Writer in Residence</i>. University of California – Berkeley. La sua supervisione compare in pubblicazioni di antologie di scrittori cresciuti con lui. Prima ancora di diventare scrittore era violoncellista nell’<a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Orquestra_Sinf%C3%B4nica_de_Porto_Alegre" title="Orquestra Sinfônica de Porto Alegre"><span style="color:black;text-decoration:none;">Orquestra Sinfônica di Porto Alegre</span></a>. I suoi libri sono già stati pubblicati in Portogallo (<i>O pintor de retratos, Um Quarto de Légua em Quadro</i> e <i>A margem imóvel do rio</i>), <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Espanha" title="Espanha"><span style="color:black;text-decoration:none;">Spagna</span></a> (<i>Concierto campestre</i>) e <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7a" title="França"><span style="color:black;text-decoration:none;">Francia</span></a> (<i>L´homme amoureux</i> e <i>Bréviaire des terres du Brésil</i>), e in compare in antologie uscite in <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Canad%C3%A1" title="Canadá"><span style="color:black;text-decoration:none;">Canada</span></a>, Stati Uniti e Germania.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"></span><b><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">CÃES DA PROVÍNCIA<br />
9ª edizione, 240 pagine</span></b></p>
<p align="justify"><b><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"></span></b><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">Porto Alegre, Brasile. Nella seconda metà del secolo XIX un personaggio fuori dal comune getta un’ombra sulla pacata vita dei portoalegrensi, perturba l’ordine della mediocrità provinciale. Si vocifera che sia pazzo, pericoloso, e tutti lo temono. È <span> </span>Joaquim de Campos Leão, di professione drammaturgo, una figura ambigua dai connotati insoliti, così come insolita è la grafia del nome con cui autografa le sue opere: Qorpo Santo. Nome esemplare per uno scrittore ambiguo che, nella asfissiante provincia gaucha, fra tante altre eccentricità che lo contraddistinguono e ne determinano il rifiuto da parte della comunità, difende il divorzio, denuncia l’ipocrisia della classe dominante, usa temi e linguaggi nuovi, turba il quotidiano dei suoi concittadini con una genialità difficile da comprendere e da accettare. La comunità lo considera pazzo. Viene internato in un manicomio. Analizzato da medici analfabeti che cercano di rintracciare le prove della sua insania, lo scrittore si ribella al proprio destino, non si adegua ai rigidi canoni dell’epoca. E inizia a scrivere febbrilmente. Nelle sue pièce Qorpo Santo non mostra pietà né per l’oligarchia inetta che domina la società riograndese né per l’ipocrisia generale diffusa tra i suoi connazionali, e forse per questo le sue opere teatrali non vengono accettate dal pubblico, la sua produzione è destinata ad essere dimenticata, frutto di un’insana follia.</span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">Contemporaneamente, nella stessa città:</span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">un tranquillo e pacato macellaio invita i clienti a visitare i locali del suo retrobottega. Molte persone iniziano a scomparire misteriosamente. La polizia avvia le indagini: Qorpo Santo è il primo ad essere sospettato. Vengono rinvenuti alcuni cadaveri mutilati, tra questi il corpo senza testa della moglie di </span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">Euzébio</span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">, amico di Qorpo Santo. Il ritrovamento smentisce le dicerie su una possibile fuga della donna col suo amante. </span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">Euzébio</span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"> <span>ha salva la propria rispettabilità. Intanto un assassino continua a straziare corpi, probabilmente si tratta di un caso di antropofagia. Una moglie infedele viene riaccolta in casa dal marito: l’attendono la follia nella reclusione forzata, e una lapide col proprio nome a fare da testimone a un corpo senza testa nel cimitero. </span></span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">Questi e altri fatti misteriosi animano la Porto Alegre che lo scrittore Luiz Antonio de Assis Brasil ricostruisce con tanta maestria. È la città in carne e ossa che emerge dalle pagine di questo romanzo, con i suoi teatri, le botteghe, i pettegolezzi,<span>  </span>il decoro, le autorità pubbliche. Un pannello di fondo sul quale la pazzia di Qorpo Santo si contestualizza e trova la propria dimensione, dando corpo e voce ad un affascinante personaggio storico la cui opera è stata riscoperta soltanto pochi decenni or sono. </span></p>
<p align="justify" style="line-height:150%;margin:4.8pt 0 6pt;" class="livro"><font face="Arial"><span style="font-size:12.5pt;line-height:150%;">Realmente vissuto in Brasile tra il 1829 e il 1883, Qorpo Santo è considerato oggi il precursore del teatro dell’assurdo, una specie di Ionesco della pampa; uno scrittore, per quell’epoca, pericolosamente lucido e impietoso nei confronti di una società che non capisce la sua superiorità intellettuale e lo mette al bando, con l’etichetta di pazzo, dimenticandolo per più di un secolo.</span><font size="2"> </font></font></p>
<p align="justify" style="line-height:150%;margin:4.8pt 0 6pt;" class="livro"><span style="font-size:12.5pt;line-height:150%;"><font face="Arial">Sfidando i limiti tra la finzione e il documento storico, Luiz de Assis Brasil rivive l’anima e l’immaginario di un personaggio contraddittorio della letteratura drammatica attraverso le pagine di questo affascinante romanzo. Intreccia la vita di un creatore geniale con storie parallele di follia e di crimini: il risultato è un giallo dai risvolti volutamente grotteschi. Misteriose scomparse, sinistri avvenimenti, sospetti, ambiguità e indagini su omicidi efferati accompagnano i deliri e gli accessi di uno scrittore pazzo che getta un’intera cittadina nel panico. Si svela un mondo che, sotto l’apparenza di una tranquilla comunità, nasconde le più fantastiche storie di crimine, tradimenti, incesti e crudeltà. Le scomparse misteriose, l’adulterio, la follia, si amalgamano con grande sapienza narrativa dando vita ora al giallo poliziesco, ora all’indagine psicoanalitica, ora alla farsa grottesca che rintraccia come oggetto autoreferenziale proprio quella società in cui si inserisce la vita di QOrpo Santo e che ne disconobbe la dignità artistica. </font></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"> </span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"> </span><span style="font-size:12.5pt;color:black;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';">Tutto ciò con una narrativa precisa e rigorosa che, partendo dalla ricostruzione di notizie di giornale e fatti realmente accaduti, inventando dove necessario, situa la biografia di questo controverso personaggio della cultura brasiliana in una geografia di luoghi, di persone, e di eventi del suo tempo, scrupolosamente ridisegnata, senza mai tradire veridicità drammatica e verità storica. </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[AAA EDITORE CERCASI 2]]></title>
<link>http://autorinediti.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 10:39:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>autorinediti</dc:creator>
<guid>http://autorinediti.it.wordpress.com/2008/02/18/3/</guid>
<description><![CDATA[

ANTONIO TORRES
Meu querido canibal
Record, 192 pagine.
Autore consacrato in Brasile con ben 12 rom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"><font size="4" color="#000000" face="Courier New"></font></span><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"><font size="4" color="#000000" face="Courier New"></font></span><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"><font size="4" color="#000000" face="Courier New"></font></span><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"><font size="4" color="#000000" face="Courier New"></font></span><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"><font size="4" color="#000000" face="Courier New"></font></span><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"><font size="4" color="#000000" face="Courier New"></font></span><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"><font size="4" color="#000000" face="Courier New"></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" class="MsoNormal"><span><font face="Calibri"><span style="font-size:14pt;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif';"><font size="4" color="#000000" face="Courier New"><font face="Calibri"><span style="font-size:13.5pt;color:black;line-height:150%;"></p>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;"><strong>ANTONIO TORRES</strong></span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><em><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;"><strong>Meu querido canibal</strong></span></em></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;"><strong>Record, 192 pagine.</strong></span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Autore consacrato in Brasile con ben 12 romanzi all’attivo, ex-pubblicitario e giornalista, il baiano  Antonio Torres che nel 2000 ha ricevuto il Premio Machado de Assis <em>dall’Academia Brasileira de Letras</em> per l’insieme della sua opera e dal governo francese il titolo di <em>Chevalier des Arts et des Lettres</em>, è già noto al pubblico in paesi come Argentina, Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Israele, Cuba e Olanda. In </span><em><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Meu querido canibal</span></em><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">, con il quale ha vinto il Premio Zaffari &#38; Bourbon, uno dei maggiori premi letterari del Brasile, e il Prêmio Passo Fundo de Literatura nel 2001, rivisita le conquiste e le sconfitte degli indios guaranì durante 500 anni di storia. Una storia scritta dai bianchi, e quindi secondo il loro punto di vista, che </span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Torres </span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;"> studia e analizza per ben quattro anni prima di giungere alla redazione di questo romanzo. Il racconto dei primi decenni del 1500, all’epoca delle conquiste portoghesi, introduce il lettore nell’universo magico del leader indigeno Cunhambebe – probabilmente il più grande guerriero indio di tutti i tempi. Temuto e adorato dal suo popolo allo stesso tempo, Cunhambebe è stato il più valoroso degli indios che si ribellarono all’ineluttabile e comunque infelice destino imposto loro dai portoghesi: la “schiavitù o la morte”. I movimenti degli anni ’60 che si schierarono contro la cultura ufficiale del paese hanno influenzato la generazione di scrittori come </span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Antonio Torres </span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">il quale, ripercorrendo all’indietro la storia ufficiale dell’epoca dei Descobrimentos, ha cercato proprio in quei documenti, che esaltavano miticamente e eroicamente le gesta dei colonizzatori schiavisti, le tracce di una eroica resistenza capeggiata da un grande personaggio carismatico, ignorato dalla storiografia ufficiale, la cui morte resta avvolta dal mito. </span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">In </span><em><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Meu querido canibal l</span></em><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">a storia mitica e tragica di Cunhambebe viene ripercorsa con grande precisione scientifica da </span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Torres </span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">, il quale riafferma in questa sua opera l’antropofagismo come elemento costitutivo dell’identità brasiliana. Come svincolare il cannibalismo rituale di alcune tribù indios dall’immaginario del popolo brasiliano, quando le radici della propria cultura vanno ricercate in quegli stessi riti che - liberati dal pregiudizio di barbarie assegnatogli dalla storiografia occidentale e universalistica - hanno trovato voce nel movimento Modernista degli anni ’30  a partire dalla famosa battuta di Oswald de Andrade “<em>tupi or not tupi</em>”? È da qui che è partita la vera liberazione culturale del Brasile dal conquistatore occidentale, con un profondo svincolamento delle lettere e delle altre arti dall’ideario etico ed estetico occidentale e con la liberazione della scrittura dalla norma portoghese. E questi sono i presupposti che inducono </span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Antonio Torres</span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;"> a riprendere ancora una volta il tema degli indios per farne un romanzo puntuale e avvincente che induce il lettore a domandarsi chi siano stati i veri barbari, se i vinti o i vincitori, e a riflettere sulle radici di un popolo oggi multirazziale e che coltiva diversi credi religiosi: dai riti africani al cattolicesimo dominante, alle correnti protestanti.</span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Uno scrittore baiano che conferma la fortuna di altri che lo hanno preceduto – come Jorge Amado e Ubaldo Ribeiro -, un tema esotico per noialtri europei, il fascino di una terra e di un popolo che ritrova le proprie origini in una dialettica senza soluzione tra conquistatori e conquistati, cannibali e cannibalizzati. Una storia che affronta un tema attualissimo: quello della tolleranza culturale e soprattutto religiosa. </span></div>
<div align="justify" style="line-height:150%;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Potremmo definirla una biografia romanzata, ma narrata con la <em>vèrve</em> letteraria propria di </span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">Antonio Torres</span><span style="font-size:14pt;color:black;line-height:150%;">, quest’opera testimonia la storia della <em>Confederação dos Tamoios</em>, il gruppo sociale che unì i guerrieri nativi del litorale paulista con quelli di Rio de Janeiro, il loro apogeo e il loro massacro perpetrato dai portoghesi, l’organizzazione sociale delle tribù, il modo di vivere, il rapporto con i pirati francesi, il ruolo ambiguo di Anchieta, le menzogne e i tranelli dei conquistatori, la fondazione della città di Rio de Janeiro che vide sparso il sangue di molti uomini.</span></div>
<p></span></font></font></span></font></span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" class="MsoNormal"><font face="Calibri"><span style="font-size:13.5pt;color:black;line-height:150%;"></span><span style="font-size:12pt;line-height:150%;"></span></font></p>
<p><span><strong><font face="Calibri">© Silvia Marianecci</font></strong></span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" class="MsoNormal"><span><strong><font face="Calibri">è disponibile un estratto di traduzione in italiano</font></strong></span></p>
<p style="line-height:150%;text-align:justify;margin:0 0 10pt;" class="MsoNormal"><span><strong><font face="Calibri">se sei interessato a questo autore e vuoi saperne di più, ad esempio il suo nome e il titolo dell'opera sopra descritta, oppure se vuoi conoscere altre sue opere, contattami!</font></strong></span></p>
<p></font></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le tremende condizioni socio-economiche dello Stato del Parà (Brasile) dove il CISS è presente]]></title>
<link>http://ciss.wordpress.com/2007/10/15/le-tremende-condizioni-socio-economiche-dello-stato-del-para-brasile-dove-il-ciss-e-presente/</link>
<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 11:26:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>ciss</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il CISS sta attualmente realizzando il progetto &#8220;Cooperative per il supporto e la gestione di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il CISS sta attualmente realizzando il progetto <a href="http://www.cissong.org/progetto.asp?id=7"><em>"Cooperative per il supporto e la gestione di programmi ecoturistici nello stato del Parà: sostegno alla municipalità di Belém nelle politiche di lotta all’esclusione sociale di giovani in situazioni a rischio"</em></a> insieme ai partner locali Paratur e Fundação Curro Velho.<br />
<strong>Quali sono le reali condizioni socio economiche dello Stato del Parà?</strong><br />
<!--more--></p>
<p align="justify">Gli indicatori socio-economici di Stato, con riferimento al periodo 2003/2006, collocano lo Stato del Parà in una situazione molto preoccupante. Oltre il 40% dei poveri della popolazione vive con meno di un salario minimo (2003). Nello Stato del Parà il salario minimo è di 380 R$, circa di 148,00 € al mese.<br />
Qui il costo della vita è notevolmente più alto della media dei paesi mal chiamati "in via di sviluppo".</p>
<p align="justify">Il numero di persone che vivono <em>al di sotto della soglia di povertà</em> è ancora impressionante: nel 2005 quasi la metà della popolazione Parà vive in questa situazione. Nel 2004 erano 3.056.019 (44,71%), nel 2005 sono diventate 3.439.909 (49,40%), da un anno all'altro sono aumentati di più di 383.890 unità.<br />
La Regione Metropolitana di Belém, dove si concentra circa il 30% della popolazione dello Stato del Parà, stima 781.021 persone povere, con un incremento del 14,69% rispetto al 2004.</p>
<p align="justify">Il <em>tasso di disoccupazione</em> dello Stato del Parà è cresciuto nel 2005 al 7,24%, mentre nel 2004 era al 6,44%. Nella regione metropolitana di Belém il tasso di disoccupazione, fermo al 11,74% nel 2004, è passato al 12,69% nel 2005.</p>
<p align="justify">Questa situazione di esclusione sociale si riflette negativamente sugli <em>indici di violenza</em>, che sono legati al numero di interventi della polizia: 297.244 sono quelli registrati nel 2005, saliti a 332.254 nel 2006 nello Stato del Parà.</p>
<p align="justify">Altro dato allarmante è la percentuale di popolazione paraense in<em> situazione di rischio nelle strade</em> ma anche la percentuale di persone che vivono in una <em>situazione di vulnerabilità domiciliare</em> totale.<br />
Nel 2004, nello Stato del Parà esistevano 34.627 persone in questa situazione, numero che è salito a 35.194 nel 2005. Anche Belém ha avuto un aumento del numero delle persone in situazione di vulnerabilità: erano 10.814 nel 2004, cifra che è aumentata a 14.054 nel 2005.</p>
<p align="justify">Lo <strong>Statuto del Bambino e dell'Adolescente</strong> (<a href="http://www.planalto.gov.br/ccivil_03/leis/L8069.htm"><em>Estatuto da Criança e do Adolescente </em></a>- Legge nº 8.069, del 13 luglio 1990) sta arrivando alla maggiore età: ha compiuto, il 13 luglio 2007, 17 anni dalla sua creazione. Nonostante i progressi che ha rappresentato, i numeri delle violenze sui bambini e le bambine nel paese sono ancora drammatici.<br />
Lo studio di DIESSE (Departamento Intersindical de Estatística e Estudos Sócio-Econômicos), diffuso un mese fa durante la Campagna per lo sradicamento del lavoro infantile, mostra che, nello Stato del Parà, esistono più di 200.000 bambini costretti a lavori che dovrebbero essere svolti da adulti. Se si considerano gli adolescenti fino ai 17 anni, questo numero supera i 300.000. E peggio ancora: la maggior parte di questi lavora senza alcuna remunerazione.<br />
C'è una spiegazione crudele per le più di 300.000 bambini sottomessi al lavoro minorile, nello Stato del Parà: delle circa 1,2 milioni di famiglie con bambini da 0 a 14 anni, nello Stato, più della metà (51%) guadagna fino a mezzo salario minimo.</p>
<p align="justify">Lo studio di DIESSE mostra che, dopo lo Stato del Parà, lo stato con il maggior numero di bambini e adolescenti (tra i 5 e i 17 anni) obbligati a lavorare è Rondonia con 70.987 casi. Segue l'Amazonas con 69.725 piccoli lavoratori. Tra quelli che sfruttano meno la manodopera infantile, tra i sette stati del Nord, è la Roraima con 11.586 casi registrati.<br />
In tutta le regione del nord del Brasile, <strong>l'esercito dei bambini sfruttati è di 568.709</strong> bambini.</p>
<p align="center"><strong>PROGETTO CISS</strong></p>
<p align="justify">Belém do Pará è la porta di entrata della regione nord del Brasile e, come tale, è una città dal forte potenziale turistico. L’economia del municipio si basa principalmente su attività legate al settore dei servizi, seguito da attività commerciali e da alcune attività legate all’industria di trasformazione delle materie prime.</p>
<p align="justify">Il progetto del CISS <a href="http://www.cissong.org/progetto.asp?id=7"><em>"Cooperative per il supporto e la gestione di programmi ecoturistici nello stato del Parà: sostegno alla municipalità di Belém nelle politiche di lotta all’esclusione sociale di giovani in situazioni a rischio</em></a>", iniziato a giugno 2007 per una durata di 3 anni, si rivolge alla popolazione della Municipalità di Belém.<br />
A Belém il progetto è conosciuto anche come “XUNDARAUA”, che nello lingua Tupi vuol dire “madre del Pesce Boi”. La legenda dice che tutti quelli che si avvicinano a Xundaraua, avranno buona fortuna e prosperità nella vita.</p>
<p align="justify"> Le controparti del progetto sono SECULT (Secretaria de Cultura do Estado do Pará), con cui è stato firmato un “Accordo di Cooperazione”, PARATUR (Companhia Paraense de Turismo) e Fundação Curro- Velho, con cui sono stati firmati i “Termini di riferimento”. Partecipa anche nella fase di esecuzione República de Emaús.</p>
<p align="justify">L'obiettivo generale è contribuire al miglioramento del disagio giovanile, in particolare <strong>l’inserimento lavorativo e lo sviluppo sociale delle comunità</strong>, attraverso la valorizzazione delle risorse naturali e culturali di Belém do Parà.</p>
<p align="justify">Obiettivo specifico del progetto è la <strong>formazione e l’avviamento al lavoro della popolazione giovanile in situazioni di rischio</strong> attraverso la costituzione di cooperative, l’impiego formale e l’imprenditorialità solidale, con attività <strong>rivolte al turismo sostenibile</strong>.</p>
<p align="justify"><strong>Beneficiari</strong> del progetto:<br />
Giovani di ambi sessi dai 16 ai 24 anni, attualmente in situazione di vulnerabilità sociale;<br />
Giovani che già hanno frequentato altri corsi di formazione senza risultati nella loro situazione lavorativa e inserimento sociale;<br />
Giovani con livello minimo di scuole elementari che attualmente frequentano le scuole medie<br />
Giovani con basse entrate economiche;<br />
Giovani in conflitto con la legge o recentemente usciti da prigioni;<br />
Giovani portatori di necessità speciali;<br />
Il progetto da un’enfasi speciale al tema di genere.</p>
<p align="justify">Lo <strong>stato di avanzamento</strong> del progetto è il seguente:</p>
<p align="justify">- organizzato l'ufficio operativo del CISS e acquistate le attrezzature didattiche<br />
- instaurate relazioni con i seguenti enti: EMBRAPA (Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária), UFPA (Universidade Federal do Estado do Pará), FEAPA (Faculdade de Economia e Administração do Pará), SAM (Secretaria de Ambiente), ETPP (Escola Trabalho), SEDUC (Segretaria de Educaçao), Repubblica di Emaùs, Fabrica Esperança, Fondaçao Landi<br />
- selezionati i beneficiari del progetto<br />
- definiti i contenuti dei moduli formativi di base e specifici<br />
- selezionati e formati i formatori e tutori.<br />
- individuate gli enti, le strutture e le attrezzature per le attività di formazione<br />
- conclusa a luglio 2007 la formazione di base di 220 giovani suddivisi in 7 gruppi nelle seguenti aree tematiche: Servizio Ambientale, Educazione Patrimoniale, Servizi Alberghieri e Gastronomia, Artigianato, Piante e fiori ornamentali e Arte sceniche.<br />
- organizzazione di un incontro pubblico tra i giovani, i genitori, i responsabili, i collaboratori e le organizzazioni coinvolte nella realizzazione del progetto.</p>
<p align="justify">È appena iniziata la seconda fase della formazione con i moduli specifici indirizzati alle diverse tematiche.</p>
<p align="justify">Nella fase successiva si procederá ad organizzare le cooperative, attrezzarle e dargli sostegno tecnico fino alla loro totale autonomia e sostenibilitá.</p>
<p align="justify">Nella fine di settembre, <strong>l’ambasciatore d’Italia in Brasile</strong> Michele Valensise e il console d’Italia a Recife (responsabile della regione Nord e Nord-est) Massimiliano Lagi, si sono recati <strong>in visita a Belèm</strong>, accolti dalla governatora Ana Jùlia Carepa, per visitare il Progetto Xundaraua del CISS, unico progetto nello Stato del Parà finanziato dal governo italiano attraverso il Ministero degli Affari Esteri.<br />
L’ambasciatore ha confermato che la visita nello Stato del Parà rappresenta la nascita di una nuova e forte relazione tra Italia e Brasile, sottolineando le intenzioni del governo italiano di instaurare un rapporto di cooperazione molto stretto tra i due paesi e di investire in progetti di sviluppo nello Stato del Parà, con obiettivi di tutela ambientale e sostenibilità sociale, per esempio nel settore turistico e della pesca.<br />
L’ambasciatore, accompagnato dal Console a Recife, dalla vice Console Onoraria d’Italia a Belèm, dal responsabile paese CISS Osvaldo Gualtieri e dal Superintendente di Curro Velho Valmir Bispo Santos, ha visitato il Progetto Xundaraua del CISS nella Fondazione Curro Velho (FCV) e Repubblica di Emaùs e conosciuto i giovani beneficiari. Presso la sede della Fundação Curro Velho, partner locale, l’ambasciatore ha assistito ad uno spettacolo musicale di danza realizzato dai ragazzi che frequentano il corso di arte scenica nell’ambito del progetto.</p>
<p align="justify">Il responsabile del CISS in loco del progetto <a href="http://www.cissong.org/progetto.asp?id=7"><em>"Cooperative per il supporto e la gestione di programmi ecoturistici nello stato del Parà: sostegno alla municipalità di Belém nelle politiche di lotta all’esclusione sociale di giovani in situazioni a rischio</em></a>" è Osvaldo Gualtieri.<br />
E-mail: <a href="mailto:brasile@cissong.org">brasile@cissong.org</a></p>
<p align="justify"><em><a href="http://www.cissong.org/gallery/index.asp?id=19">guarda alcune foto</a></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Osvaldo Gualtieri, rappresentante CISS Brasile, parla del CISS e del progetto a sostegno di giovani a rischio]]></title>
<link>http://ciss.wordpress.com/2007/09/28/osvaldo-gualtieri-rappresentante-ciss-brasile-parla-del-ciss-e-del-progetto-a-sostegno-di-giovani-a-rischio/</link>
<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 12:26:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>ciss</dc:creator>
<guid>http://ciss.it.wordpress.com/2007/09/28/osvaldo-gualtieri-rappresentante-ciss-brasile-parla-del-ciss-e-del-progetto-a-sostegno-di-giovani-a-rischio/</guid>
<description><![CDATA[Cooperazione Internazionale Sud-Sud con il Progetto Xundaraua aiuta 120 giovani nel Pará
 
Intervi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cooperazione Internazionale Sud-Sud con il Progetto Xundaraua aiuta 120 giovani nel Pará<br />
</strong> <br />
<u>Intervista di Paolo Carlucci</u></p>
<p align="justify"><em>Lei é il rappresentante dell’ONG italiana CISS in Brasile e capo progetto a Belèm di un progetto cofinanziato dal MAE (Ministero degli Affari Esteri), ci può raccontare brevemente in cosa consiste il suo lavoro?</em><br />
<!--more--></p>
<p align="justify">Il progetto è nato ed è stato scritto circa quattro anni fa e presentato al Ministero degli Affari Esteri italiano per le valutazioni ed eventuale approvazione del finanziamento. In seguito all’approvazione sono venuto a Belém per implementarlo. Chiaramente in quattro anni, indipendentemente dal Paese, le situazioni possono mutare cosicché al mio arrivo ci siamo resi conto che per portarlo avanti sarebbe stato necessario apportare delle varianti. Abbiamo dovuto quindi presentare al MAE, per l’approvazione, certe  modifiche alle attività inizialmente previste. Devo dire che il primo impatto con questa nuova realtà è stato un pò deludente ma in seguito le cose sono andate via via migliorando ed ora posso affermare che stanno procedendo molto bene. Le nostre attuali controparti SECULT, PARATUR e Fondazione Curro Velho, sono molto efficienti e sensibili e ci offrono un grande appoggio.<br />
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<em>In particolare quali sono gli obiettivi che il progetto si pone. Ce li può descrivere brevemente?</em></p>
<p align="justify">Il progetto si propone di riuscire a dare lavoro, attraverso la creazione di cooperative, fornendo appoggio e formazione su varie problematiche inerenti l’obiettivo, a 120 giovani in situazione di rischio. Oltre la formazione, si acquistano i mezzi necessari allo scopo e si fornisce supporto perché le cooperative che andranno cosí a crearsi siano sostenibili anche oltre il periodo dei tre anni della durata del progetto. Devo aggiungere che questa azione che mira ad inserire nel mercato del lavoro questi giovani s’indirizza qui nello Stato del Pará al mercato del turismo sostenibile.</p>
<p align="justify"><em>Lei è ormai qui da circa un anno, ci può raccontare un pò circa le senzazioni iniziali al momento del suo arrivo?</em></p>
<p align="justify">Il primo impatto è stato sorprendente, nel senso che, seppur sono ormai oltre 25 anni che lavoro nell’ambito della Cooperazione, durante i quali ho avuto modo di operare in molti Paesi del Centro e Sud-America ed alcuni africani, e pertanto credevo di essere un esperto di queste realtà dell’America Latina, non avevo mai lavorato in Brasile ed in particolare in Amazzonia e qui mi sono confrontato con una realtà differente dalle altre. Sono rimasto affascinato da questo posto, dalla sua natura, dalla sua cultura, dalla sua storia che è veramente interessantissimo e sono contento di poter lavorare in questa zona così tanto diversa dalle altre aree che avevo conosciuto nell’America Latina. In sintesi quest’esperienza mi permette di apprendere molte altre cose.</p>
<p align="justify"><em>L’organizzazione per la quale lavora, il CISS, è una Ong italiana che fa cooperazione, ci può parlare un pò sulle attività che questa svolge in Brasile e nel resto del mondo e dirci se oltre a questo progetto a Belém ne sono previsti altri in Brasile?</em></p>
<p align="justify">La sigla CISS stá per Cooperazione Internazionale Sud-Sud. Noi intendiamo la cooperazione come un rapporto di scambio e conoscenza reciproca, quindi si riceve e si dà. In un certo senso anche noi in Italia abbiamo un “Sud” pertanto siamo totalmente contrari a vedere la Cooperazione attraverso un ottica nella quale c’è un Paese considerato ricco che dona ed un altro povero che riceve. La Cooperazione, come la intendiamo noi, deve avere tutt’altri obbiettivi e metodologie. Il CISS ha 22 anni di esistenza ed è una delle poche Ong italiane riconosciuta idonea dalla Ministero degli Affari Esteri e dalla Comunità Europea per svolgere progetti con finanziamenti ufficiali. Siamo stati presenti qui nel Pará negli scorsi anni con un progetto nella città di Santarém, nel cosí chiamato Baixo Amazonas, che si occupava dello sviluppo dell’agricoltura familiare e abbiamo avuto degli ottimi rapporti di collaborazione con l’organizzazione Repubblica di Emaus. Siamo inoltre stati presenti con progetti  nelle città di Recife e Salvador e adesso saremo presenti con un nuovo progetto, sempre finanziato dal MAE, nello Stato di Minas Gerais. Nel Pará c’interessa molto essere presenti e già abbiamo presentato altri progetti alla considerazione ed eventuale approvazione dell’Unione Europea, sempre indirizzati alla situazione dei giovani in situazioni sociali di rischio . Come voi sapete meglio di me, questo è un tema che in Brasile ha una certa dimensione ed una certa drammaticità. Per il resto delle attività del CISS siamo presenti in molti Paesi dell’America Latina, Africa e dei Paesi dell’Europa dell’Est. In totale siamo presenti in 27 Paesi. I nostri campi d’azione sono il sociale, giovani, donne, in situazione di emarginazione, la probematica legata alla mancanza di acqua che è poi un tema fondamentale nel mondo, ed inoltre anche il restauro architettonico di edifici d’importanza storica.</p>
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