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	<title>dancey &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/dancey/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "dancey"</description>
	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 21:25:30 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Gaal Dancey - Storia di un Maestro di Spada. Libro Primo - Capitolo terzo]]></title>
<link>http://gianfrancotaormina.wordpress.com/?p=224</link>
<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 08:20:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
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<description><![CDATA[CAPITOLO III
GAAL DANCEY
 
 
 





I





 giovani cadetti, passarono tutta la notte in preghiera n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText3" style="text-align:center;"><span style="font-size:8pt;">CAPITOLO III</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style="font-size:11pt;">GAAL DANCEY</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:11pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td style="padding:0;" align="left" valign="top">
<p class="MsoBodyText3" style="line-height:33.8pt;page-break-after:avoid;vertical-align:baseline;"><span style="font-size:44.5pt;">I</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p class="MsoBodyText3"><span> </span>giovani cadetti, passarono tutta la notte in preghiera nella cattedrale, finché verso le 8 M.I. un sacerdote d’Arin venne a chiamarli per condurli in sacrestia.</p>
<p class="MsoBodyText3"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText3"><span> </span>Gaal era molto agitato, il sudore gli colava dalla fronte e spesso adoperava il suo fazzoletto di lino bianco per tamponarne la discesa. La veglia era stata dura, credeva di esservi abituato, ma in realtà ne rimase abbastanza provato.</p>
<p class="MsoBodyText3">Le occhiaie ed il sudore davano un’espressione più matura al giovane ragazzo, temprato da parecchi anni di allenamento e dall’ultima guerra, dalla quale uscì miracolosamente intatto.</p>
<p class="MsoBodyText3">Gaal era ormai sulla soglia dei ventitré anni, e con il suo metro ed ottanta di altezza, non svettava, ma non era da meno rispetto agli altri cadetti; i suoi capelli biondi cadevano sul volto con numerosi ciuffi, coprendone a volte il suo sguardo affascinante da ragazzo.</p>
<p class="MsoBodyText3">Furono condotti in una stanza adiacente, adibita per i sacerdoti come sala lettura. Sui massicci tavoli di legno massello erano posate le vesti cerimoniali, lunghe tuniche di seta rossa antichizzata, esse erano molto semplici, solo sugli orli erano ricamati dei ghirigori con fili d’oro.</p>
<p class="MsoBodyText3">Padre Amoth, un uomo sulla cinquantina, si rivolse ai giovani con tono cortese dicendo</p>
<p class="MsoBodyText3">- Ecco, su questi tavoli troverete le vostre vesti cerimoniali, accanto ad esse c’è il vostro nominativo. Spogliatevi dei vecchi abiti e rivestitevi di luce nuova. Poggiate pure i vostri indumenti sui tavoli, vi verranno restituiti in seguito. –</p>
<p class="MsoBodyText3">I ragazzi eseguirono l’ordine con gli occhi che brillavano di gioia, erano una ventina in tutto, e non ci misero più di cinque minuti. Sui tavoli gli abiti erano ripiegati con precisione quasi maniacale, e le vesti rilucevano sotto il sole, là dove vi erano i decori.</p>
<p class="MsoBodyText3">- Seguitemi, padre Amoth ci ha preceduti poiché egli concelebra - disse un ragazzo che li aveva attesi fuori.</p>
<p class="MsoBodyText3">- Useremo questi vecchi corridoi per uscire dalla cattedrale, e per entrare poi nell’edificio attraverso la porta principale; percorreremo la navata centrale per poi arrivare ai piedi dell’altare ove pregando riceverete la benedizione dell’arcivescovo e il simbolo del vostro paese. -</p>
<p class="MsoBodyText3">Il cerimoniere era un ragazzo sui diciannove anni, indossava una tunica bianca, era evidente che era un laico, in quanto non indossava paramenti sacri; i capelli erano completamente rasati al centro della testa, e solo un ciuffo cadeva a caschetto abbastanza corto. La processione si snodò lungo dei corridoi mentre il giovane ragazzo spiegava ai candidati come si sarebbe svolta la cerimonia; dopo alcune curve il corridoio conduceva ad una porticina che si apriva sul sagrato. In testa alla processione due ragazzi sui sedici anni portavano altrettante candele accese, guidati dal cerimoniere. Entrarono attraverso il portone principale nella navata centrale. Le campane suonarono a festa. La cerimonia aveva avuto inizio.</p>
<p class="MsoBodyText3">Nel silenzio della grande chiesa a croce latina i passi dei cadetti producevano un leggero rumore di calpestio nel bianco marmo splendente del pavimento. Le colonne erano enormi e si alzavano almeno per quaranta metri. Splendide vetrate decorate, risalenti almeno a seicento anni addietro facevano filtrare la luce, illuminando l’imponente edificio di vari colori, e donando particolari riflessi alle statue d’oro e di marmo che trovavano posto nelle cappellette laterali. Splendidi quadri adornano gli imponenti muri, ed uno in particolare saltò agli occhi di Gaal, si trattava di un affresco che copriva una dimensione di venti metri per dieci di altezza, e rappresentava la storia dell’Impero del Liten dalla fondazione a circa trecento anni fa.</p>
<p class="MsoBodyText3">Il corteo si stava avvicinando all’altare, i due ragazzi salirono gli scalini che conducevano al presbiterio, e deposero i due candelieri ai lati dell’altare; i sette prelati si alzarono in piedi, al centro Misan, Oracolo ed arcivescovo della città indossava antichi e bellissimi paramenti, in mano un corposo libro ben rilegato; avanzò e si portò davanti all’altare, scendendo poi sino al primo scalino. Nel mentre i cadetti erano giunti alla prima fila di panche, ivi si fermarono, ed uno per volta sarebbero dovuti andare a ricevere la benedizione ed il simbolo; il cerimoniere impassibile ricordava ai cadetti quando partire e cosa fare una volta giunti dinnanzi all’arcivescovo. Lentamente, uno per volta i cadetti si avviavano, e giunti davanti all’arcivescovo si inginocchiavano; il prelato faceva dei gesti e dopo la benedizione passava al collo del cadetto una collana in argento dalla quale pendeva la testa di un Liten (tigre leggendaria simbolo del reame) con le fauci spalancate, poi il candidato si alzava e l’arcivescovo gli donava un rosario da mettere alla cintura, poiché la loro missione non sarebbe stata solo di combattere, ma di combattere per la Luce.</p>
<p class="MsoBodyText3">Quando toccò a Gaal, egli avanzò con passo sicuro, la veste era pesante, e ad ogni passo ondeggiava con morbidezza. Giunse innanzi all’arcivescovo, si inginocchiò dicendo</p>
<p class="MsoBodyText3">– Eccomi! -</p>
<p class="MsoBodyText3">L’arcivescovo rispose con la frase di rito:</p>
<p class="MsoBodyText3">- Che Arin ti illumini il cammino custodendoti ed allontanandoti dal percorso verso l’oscuro cancello, e quando morte ti coglierà sappia la tua anima riconoscere la strada che conduce alla “Porta dello spavento supremo”, dietro la quale è celato il regno destinato agli eroi e a chi è morto per la giustizia.-</p>
<p class="MsoBodyText3">Un raggio di luce investì Gaal, sentì caldo e per un attimo gli parve che l’occhio della collana, ancora nelle mani dell’arcivescovo, brillasse di luce verde, come se gli avesse voluto fare l’occhiolino.</p>
<p class="MsoBodyText3">- Ricevi ora il simbolo del tuo paese, per il quale porterai la Luce nel mondo. -</p>
<p class="MsoBodyText3">Così dicendo mise attorno al collo del ragazzo la catenina, e Gaal ebbe la sensazione di essere più leggero, come se qualche peso lo avesse definitivamente abbandonato.</p>
<p class="MsoBodyText3">- Ora va, e porta la Luce con te durante la tua vita ricorda che la luce sarà la tua salvezza e la tua speranza. Nel caso non bastasse - disse sorridendo -prendi anche questo rosario, ti darà conforto. -</p>
<p class="MsoBodyText3">Gaal allacciò il rosario alla cintura, alla maniera dei frati ove studiò da ragazzo.</p>
<p class="MsoBodyText3">Conclusosi il rito il gruppo si ricompose, con al seguito, questa volta, i sette prelati, e a dividerli fra i candelieri ed il cerimoniere un battaglione di guardie reali di Doriman.</p>
<p class="MsoBodyText3">Tutti i cadetti avevano la testa bassa e le mani giunte in preghiera, il pendente d’argento ben in vista.<br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
<!--[endif]--></p>
<p class="MsoBodyText3" style="text-indent:35.4pt;">Gaal contemplava il luccichio del sole sul suo medaglione, pensando a quanto fosse fortunato a trovarsi lì in quel momento, e a quanto aveva atteso e sofferto affinché questo giorno si stagliasse dinnanzi a lui. Se quel non-morto non avesse trovato la pace lui non sarebbe su quella strada, su quel tappeto rosso, e non avrebbe mai visto quel giorno. Gaal era l’unico fra tutti quei cadetti ad aver partecipato ad una vera battaglia, anche se non avrebbe potuto. I camerati più invidiosi dicevano che era un raccomandato, poiché nessuno aveva preso pubblici provvedimenti per quel gesto, altri asserivano che era solo un miracolato poiché era riuscito a sopravvivere.</p>
<p class="MsoBodyText3">La folla dai balconi e dalle strade acclamava e rideva, come se sapesse fare solo questo in quel giorno di festa; bambine e donne gettavano fiori di loto sul tappeto davanti alla processione.</p>
<p class="MsoBodyText3">I ricordi di quel giorno di gloria ronzavano in testa al povero Gaal come api attorno all’alveare, cercava di dimenticare, o quanto meno di non ricordare, almeno non in quel momento, non quel giorno; ma la volontà umana è flebile e cagionevole, dopo una lotta di alcuni minuti, cedette abbandonandosi ad un lungo sogno ad occhi aperti, mentre il corpo percorreva automaticamente la strada ben nota ragazzo, in quanto, assieme ai suoi camerati, la percorse diverse volte nei giorni precedenti la cerimonia per studiare il percorso e non commettere errori di sorta.</p>
[caption id="attachment_228" align="aligncenter" width="194" caption="Maestro di Spada"]<img class="size-medium wp-image-228" src="http://gianfrancotaormina.wordpress.com/files/2008/07/smas05.jpg?w=194" alt="Maestro di Spada" width="194" height="300" />[/caption]
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gaal Dancey - Storia di un Maestro di Spada. Libro Primo - Capitolo Secondo]]></title>
<link>http://gianfrancotaormina.wordpress.com/?p=179</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 22:22:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
<guid>http://gianfrancotaormina.wordpress.com/?p=179</guid>
<description><![CDATA[CAPITOLO II
ULTIMI PREPARATIVI
 
 
 





E





nciclopedia del Leone – Anno 653
“L’imperator]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;">CAPITOLO II</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:11pt;">ULTIMI PREPARATIVI</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:11pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td style="padding:0;" align="left" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="line-height:33.8pt;page-break-after:avoid;vertical-align:baseline;"><span style="font-size:44.5pt;">E</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">nciclopedia del Leone – Anno 653</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">“<em>L’imperatore, sire Keith il Buono, sovrano del regno di Liten, e barone di Kaïber, dopo essersi consultato con i maggiori astronomi del regno, e con l’Oracolo, ha deciso di indire un orario comune a tutto l’impero, denominato Meridiana Imperiale, abbreviato M.I.</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;">La giornata sarà divisa in 24 meridiane imperiali; in corrispondenza della cerimonia dell’apertura del cancello le campane suoneranno sette rintocchi, alla cerimonia di chiusura del cancello, le campane ne batteranno 18. Le campane cesseranno di suonare dopo aver segnato le ore 20 M.I. per poi riprendere durante il giorno seguente.”.</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText3"><span> </span>A circa due ore di cammino dalla cattedrale, procedendo lungo “via del bastione magno”, uscendo dalla cittadella e costeggiando poi per circa quaranta minuti la collina, lungo la via principale, ci si sarebbe trovati nella piazza centrale meglio nota come “Piazza della Luce suprema”, da lì la processione avrebbe proseguito lungo “via acciaiobattuto”, e sarebbe terminata nella sede cittadina della “Gilda dell’Ermetismo”, un vasto edificio su quattro piani, ove l’ingresso principale immette all’interno di un enorme salone, alle spalle del quale, una grande scalinata, conduce ai piani superiori. Sopra la scalinata, di marmo bianco e nero con corrimano in oro, furono posti: un trono centrale e quattro seggi, due a destra e altrettanti a sinistra dello stesso, riservati ai baroni, i quali stavano ora discutendo della situazione generale dei confini e delle baronie.</p>
<p class="MsoBodyText3">
<p class="MsoBodyText3"><span> </span>La baronia del Kaïber è situata al centro della piana di Liten; essa ospita la capitale del regno, che con le sue dimensioni, è la seconda città più grande del paese. All’esterno della prima cerchia muraria della capitale, si estende la campagna, bagnata dal fiume Lumen, che sgorga dalle Montagne Nebbiose a ovest, attraversando la piana verso est, per poi curvare lambendo i confini della baronia. A Kaïber hanno sede le massime autorità amministrative e legali, essa è centro dell’economia del regno, presenta le più antiche scuole militari ed università, nonché le sedi amministrative delle varie gilde magiche, anche se esse sono in sostanza dei distaccamenti, ove si svolgono solo funzioni d’ufficio, in quanto molti si recano nella capitale per iscriversi o informarsi. Nella cittadella ha sede la fortezza di<span> </span>Kaïber e la  Cattedrale dei sette spiriti. La torre più alta della fortezza è nota come “Torre di Guardia”, ed è la prima delle cinque torri, sita ognuna in ogni baronia.</p>
<p class="MsoBodyText3">
<p class="MsoBodyText3"><span> </span>La baronia d’Allmoon è circondata a sud dalle Montagne Nebbiose, e i suoi confini sono interamente tracciati dal fiume Lumen.</p>
<p class="MsoBodyText3">Questa baronia rappresenta il punto di contatto fra gli <em>Elfi Eidos</em> e il reame del Liten, in quanto le Montagne Nebbiose presentano un valico che le attraversa, mettendo in comunicazione il regno del Liten con quello dei <em>Wolfen d’Yllia</em> e degli <em>Elfi Eidos</em>.</p>
<p class="MsoBodyText3">La capitale della baronia è Allmoon, ove ha sede la scuola di Ermetismo, guidata dal Gran Maestro Mirvilis. All’interno del regno molte fortezze e manieri sorgono, ma essi sono vuoti, sono stati costruiti in caso di grave pericolo, e sarebbero in grado di ospitare la stragrande maggioranza della popolazione. Ciò è stato deciso in quanto la baronia d’Allmoon è l’unica a non essere mai stata sconfitta dalle forze del male, ed è anche l’unica libera da corruzione e dal maligno, essa rappresenta dunque l’ultimo baluardo del regno, l’unico luogo in cui il nemico non metterebbe mai piede da quando Mirvilis ne è il custode.</p>
<p class="MsoBodyText3">Per quanto riguarda la fortezza d’Allmoon, essa è la sede della scuola magica dell’Ermetismo da quando Mirvilis fu eletto barone, e la torre più alta della fortezza, che ricordiamo fatta costruire da sir Jon Higgenbotham, è nota come “Torre dell’alleanza” alla cui sommità è posto un enorme braciere; un fuoco acceso sulla sommità della torre risulterebbe visibile a migliaia di chilometri dalla stessa. Essa funge da richiamo per tutti gli alleati nei momenti in cui il loro aiuto risulti indispensabile.</p>
<p class="MsoBodyText3">
<p class="MsoBodyText3"><span> </span>La baronia D’Orianthe si estende lungo la piana, a sud dei territori del Liten, essa rappresenta il confine fra <em>La Fratellanza</em> e i <em>Mercenari di Wuchereria</em>; I confini sono difesi dalla miglior cavalleria del regno, guidata da Dragan d’Orianthe la quale è sempre stata in grado, da sola, di resistere agli attacchi, anche se spesso, irruzioni all’interno del territorio, causarono battaglie anche per diversi giorni.</p>
<p class="MsoBodyText3">Un tempo, quando il mondo era ancora giovane e il male non aveva ancora raggiunto la sua forma migliore, sorgevano splendide città e magnifici templi, ora questi versano in rovina avvolti dal muschio, e sono divenuti teatro delle più importanti battaglie conosciute nella storia della baronia. Dal maniero che si trova nell’entroterra, e che è l’abitazione di Dragan d’Orianthe, svetta la “Torre di Faro”, la più bassa fra le cinque, ma l’unica con una potente lampada rotante per illuminare la piana di notte, come il sole di giorno.</p>
<p class="MsoBodyText3">
<p class="MsoBodyText3"><span> </span>La baronia di Montvert è stata fondata, in principio, da alcuni <em>Elfi Eidos</em>, i quali decisero di addestrare nell’arte del tiro con l’arco i soldati dei loro principali alleati. Essa si presenta ricca di vegetazione e di boschi, con la maggior incidenza di alberi secolari di tutto il territorio. Si estende come cuscinetto tra la baronia del Kaïber e quella D’Orianthe. Gli edifici sono integrati nella vegetazione, come è d’uso fra gli elfi, senza intaccarla. Qui vengono preparati i migliori arcieri di Liten, anche se essi non raggiungeranno mai i livelli dei loro maestri elfi. Sulla cima de”L’albero dei tre mondi”, la sequoia più antica del continente, si nasconde la quarta torre, denominata “Torre dei secoli”, essa rappresenta una dimora inviolata e di difficile individuazione, ove si nascondono i beni più preziosi del regno. C’è chi giura che neppure il re conosca esattamente la sua ubicazione.</p>
<p class="MsoBodyText3">
<p class="MsoBodyText3"><span> </span>Al di là del fiume Lumen si estende la baronia di Doriman.</p>
<p class="MsoBodyText3">Come è noto ad alcuni studiosi di <em>Leggende Viventi</em>, Valdenar, barone di Doriman in gioventù era un marinaio, ma dopo fatti a noi oscuri, venne a stabilirsi presso il fiume, in un suntuoso maniero. La sua fu l’ultima baronia ad essere inserita nel piano territoriale, e meritò tale prestigio. In questi territori vengono sfornate le migliori guardie reali e i migliori paladini del regno. Il corpo delle guardie reali e dei paladini viene addestrato personalmente da Valdenar. La capitale della baronia è Éphren, in onore alla spada e agli dèi dei mari. Dal porto di Éphren spicca la “Torre adamantina”, ove vengono addestrate le guardie reali ed i paladini. C’è chi dice che tale torre sia indistruttibile, altri affermano che nei sotterranei vi siano le prigioni di stato, e che tuttora contengano i malviventi di tutto il Regno.</p>
<p class="MsoBodyText3">Una curiosità su tutte, i paladini e le guardie reali di Doriman utilizzano una divisa differente rispetto a quella usata a Kaïber e nel resto del reame delle <em>Tigri</em>.</p>
<p class="MsoBodyText3">“<em>Quando le lucenti armature in oro brillano in lontananza”</em> dice la canzone <em>“Il nemico intimorito inizia a meditare sulla scelta di morire combattendo o di fuggire e rompere i ranghi; i più scelgono la seconda ipotesi, anche se alla fine muoiono lo stesso, per mano dei loro comandanti”</em>.</p>
<p class="MsoBodyText3">Alcuni bardi cantano che, “<em>quando i goblin corsari osarono avventurarsi lungo il fiume Lumen per attaccare la baronia di Doriman, ed invadere i terreni delle Tigri, Valdenar da solo li attendeva ai confini dei suoi possedimenti e, semplicemente alzando Éphren al cielo, le navi goblin non riuscivano ad avvicinarsi né alla costa per sbarcare, né ad addentrarsi via fiume nella baronia, come se le acque fossero divenute di pietra e come se le loro barche vi fossero rimaste amalgamate</em>”.</p>
<p class="MsoBodyText3">
<p class="MsoBodyText3" style="text-indent:35.4pt;">Mentre i cinque sovrani discutevano, all’esterno dell’edificio gli ultimi preparativi fremevano, lungo il percorso si schieravano le guardie della cittadella e si stendeva il tappeto rosso lungo l’intero tragitto della processione; la gente iniziava a invadere le strade, erano le 9.45 M.I.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gaal Dancey - Storia di un Maestro di Spada. Libro Primo - Capitolo Primo]]></title>
<link>http://gianfrancotaormina.wordpress.com/?p=149</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 18:51:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
<guid>http://gianfrancotaormina.wordpress.com/?p=149</guid>
<description><![CDATA[LIBRO PRIMO
 
 
 
 
 
 
Salmo 53, 3-6.8-9
 
Dio per il tuo nome, salvami, *
per la tua potenza rendi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;">LIBRO PRIMO</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">Salmo 53, 3-6.8-9</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><em><span style="font-size:8pt;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">Dio per il tuo nome, salvami, *</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">per la tua potenza rendimi giustizia.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">Dio ascolta la mia preghiera, *</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">porgi l’orecchio alle parole della mia bocca;</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><em><span style="font-size:8pt;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">poiché sono insorti contro di me gli arroganti †</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">e i prepotenti insidiano la mia vita *</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">davanti a sé non pongono Dio.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">Ecco, Dio è il mio aiuto, *</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">il Signore mi sostiene.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">Di tutto cuore ti offrirò un sacrificio, *</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">Signore, loderò il tuo nome perché è buono;</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">da ogni angoscia mi hai liberato *</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><em><span style="font-size:8pt;">e il mio occhio ha sfidato i miei nemici.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:8pt;">CAPITOLO I</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:11pt;">UN GRANDE GIORNO</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td style="padding:0;" align="left" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="line-height:33.8pt;page-break-after:avoid;vertical-align:baseline;"><span style="font-size:44.5pt;">E</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">ra ormai l’alba del sette settembre, un giorno molto importante per<span> </span>l’impero delle <em>Tigri di Liten</em>, un giorno che la popolazione attendeva ormai da più di cinque anni: era il giorno delle investiture.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">Il giorno delle investiture è un momento sacro per il popolo del reame delle <em>Tigri</em>, cade infatti quando Estel du Lion fondò la capitale del regno, la città di Kaïber. Questo avvenimento è sempre molto atteso, e i preparativi iniziano almeno due mesi prima, ma questa volta era diverso, era da più di cinque anni che tale festa non aveva luogo a causa delle continue battaglie, schermaglie e campali che da sempre vedono coinvolti le Tigri con i loro eterni nemici, i non–morti di Necator. Gli attacchi più furiosi venivano sferrati al confine, verso la baronia di Dragan D’Orianthe, il quale otteneva spesso vittorie schiaccianti e momenti di calma, seppur di breve durata. Tuttavia la controffensiva delle “anime senza pace” si scagliò violenta sull’impero delle <em>Tigri</em>, e sulla capitale, al punto che <em>Liten</em>, cinque anni fa,<span> </span>fu costretta a chiedere aiuto ai suoi maggiori alleati: gli <em>Elfi Eidos</em> e <em>La Fratellanza</em><em> dell’Inquisizione Rhabditis.</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:35.4pt;"><span style="font-size:10pt;">Quella fra <em>Le Tigri di Liten</em> e <em>La Fratellanza</em><em> dell’Inquisizione Rhabditis</em> è un’amicizia molto antica. Quando Estel fondò il regno delle <em>Tigri</em>, si trattava di un unico popolo, unito dall’esigenza di divenire sedentario, cessando così di spostarsi di luogo in luogo; fu così che si insediarono nelle fiorenti colline della regione di Liten, una delle più produttive di tutto il mondo. Presto divenne un impero ricco e sempre più vasto, i sovrani si susseguirono in circa cinquecento anni di prosperità, turbata con l’ascesa al trono di sire Jon Higgenbotham, il quale pensò alla propria ricchezza. Fu così che fece costruire l’immensa fortezza d’Allmoon e il palazzo reale a Kaïber, sfruttando la popolazione sino all’osso per il suo amore verso il potere. Quegli anni furono chiamati “gli anni del Soldo”. In consiglio le cariche del governo si divisero fra chi riteneva opportuno soppiantare il re e chi proponeva di attendere, in quanto il re era già vecchio. Il conte Reluïs du Alark espresse il parere che sarebbe stato necessario cambiare sovrano, ma non con un colpo di stato, bensì<span> </span>proponendo una nuova forma di governo alla popolazione. La sua richiesta fu bocciata in quanto scomoda ai politici, i quali decisero di attuare il colpo di stato per rovesciare il sovrano. Il regno conobbe mesi di terrore, noti come i mesi della “spada bastarda”, ove il re fu ucciso, e scoppiò una lunga guerra civile, placata grazie all’unione fra le varie categorie dell’esercito. Intuendo ciò, il conte Reluïs du Alark<span> </span>decise, indignato, di andarsene, seguito dai suoi fedeli, per fondare un nuovo regno. Gli anni bui dell’impero delle <em>Tigri</em> finirono presto, con l’ascesa al trono del re Kaïlis il Leale, l’impero fu diviso in cinque baronie: la baronia d’Allmoon, la baronia d’Orianthe, la baronia del Kaïber, la baronia di Montvert e quella di Doriman. I vecchi funzionari furono esiliati a causa delle decisioni prese ai tempi di Higgenbotham, e i baroni avrebbero fatto parte del consiglio. L’aria di nuovo si fece subito sentire, e la luce tornò a regnare. I funzionari esiliati trovarono riparo nelle grotte del deserto di Silan, e ivi fondarono il loro clan, il clan degli <em>Scienziati di Silan</em>, ove sperimentarono cose che la natura non osava ponderare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">Gli <em>Scienziati</em> spesso cercarono la vendetta, e in alcune battaglie riuscirono persino a vincere, grazie alle loro nuove armi; ma contro la cavalleria, non vi è speranza alcuna, e furono così ricacciati nel buio dei loro angusti sotterranei-laboratori. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">Pochi anni dopo, ma solo attraverso sottili e segrete vie diplomatiche, l’impero delle Tigri ebbe modo di ritrovare la pace con il conte Reluïs, e di vedervi in esso un nuovo alleato nella comune lotta contro il male.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><span> </span>Il sole stava per sorgere sulla capitale del regno, fendendo il cielo di un pallido bagliore arancione, illuminando prima le campagne, dove la vita fremeva ormai da qualche ora, ed estendendo poi i suoi raggi verso la capitale, ove i giovani si ritiravano verso casa dopo una notte passata nei bordelli, nelle locande o nelle case da gioco a sperperare fior di quattrini. Per le vie della città, uomini con lunghe aste si affrettavano a spegnere le candele poste nei lampioni delle strade principali, mentre le piazze del mercato erano stranamente calme. Tutta la gente riposava. Le guardie della cittadella si spostavano velocemente fra i vicoli, con clangore di armature e scudi, per raggiungere le loro postazioni e dare il cambio ai colleghi, mentre al cancello principale si stava preparando la cerimonia quotidiana di apertura delle porte. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">Questa cerimonia, alquanto suggestiva, si svolge ogni giorno, quando il sole<span> </span>bacia con i suoi raggi il massiccio portone a est; in quel momento un corno suona e il cancello viene spalancato. Solo allora le campane della città possono battere sette rintocchi. Il sorgere del sole sui territori del Liten era segno di una purificazione attuata nei secoli, ma tutt’ora incompiuta; le orde di non–morti erano state frenate, ma non sconfitte, anche se fortunatamente l’Oracolo, Misan il Chiaroveggente, non aveva segnalato pericoli imminenti, quindi la cerimonia si sarebbe potuta svolgere serenamente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><span> </span>La cerimonia, quest’anno, rivestiva un ruolo di grande importanza. A causa delle guerre l’esercito era stato ridotto drasticamente, molti uomini perirono, e la minaccia era ancora incombente. Questa nuova alba, segnava la crescita dell’esercito, che ora vedeva la sua cifra totale pari a circa trentamila fanti e diecimila cavalieri, numero ancora esiguo e appena sufficiente per consentire una certa tranquillità al popolo del Liten.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><span> </span>La città di Kaïber cresce e si estende ai piedi di una grande collina situata nella piana di Liten, essa è difesa da possenti mura alte venti metri, che dividono la città in due cerchie. Per accedere alla città vi sono due cancelli, posti al sorgere e al tramontare del sole, essi vengono chiamati “Il cancello del Principio” e “Il cancello della Fine”. La via principale taglia in due la città, congiungendo i due portoni. Al centro la collina raggiunge la sua massima altezza, ma la via principale si limita a costeggiarne le pendici, senza mai salirvi, in quanto essa è circondata dalle spesse mura della cittadella, un enorme fortezza con strette vie, sormontate da archi, che conducono al castello reale, costruito sulla sommità della collina. Il castello possiede un’altissima torre, detta “Torre di Guardia”, dalla quale è possibile osservare tutto il territorio e tutte le baronie. La “Torre di Guardia” è la prima delle cinque torri, essa ospita la residenza del re al piano ammezzato, e all’ultimo piano la “Stanza delle Strategie” con enormi finestre su tutta la circonferenza della stanza; nella mansarda è conservato “L’Occhio”, l’unico telescopio-cannocchiale, in grado di mostrare la volta celeste e di controllare i confini più remoti del reame.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">Nella cittadella si erge la “Cattedrale dei sette spiriti”, ed è in questo edificio che la cerimonia prenderà vita. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><span> </span>La calma delle strade fu presto spiegata. Su tutte le porte delle botteghe, sui banconi del mercato, e sui pali, messaggi invitavano la popolazione a prendere un giorno di pausa dal lavoro, di fermare ogni loro abitudine e di recarsi alla cattedrale e sulle strade della città per animare questo giorno di festa, e rendere onore ai nuovi soldati.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">La cerimonia sarebbe iniziata alle 10  M.I.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">Verso le 7.30 M.I. musici a cavallo giravano per la città a svegliare la gente, e ad annunziare il grande evento a chi non ne fosse stato al corrente. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">Verso le 8 M.I. varcarono il cancello del Principio lo stato maggiore degli <em>Elfi Eidos</em>, seguiti dalle più alte cariche della <em>Fratellanza</em>. Verso le 8.30 M.I. superarono i cancelli della città i cavalieri di Dragan D’Orianthe, e gli arcieri di Urland De Montvert. Alle nove, preceduto da uno stuolo di scintillanti e di elementari della luce, seguito poi dalla sua guardia personale, fece ingresso in città, accolto dalla “Gilda dell’Ermetismo” al gran completo, Mirvilis barone d’Allmoon, nonché il mago più potente di Liten, e forse di tutto il mondo. Con lui varcò le porte il barone di Doriman seguito da un reggimento di guardie reali e di paladini.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">L’aria di festa era proprio palese, su tutte le abitazioni nobiliari svettavano i vessilli imperiali, nelle case della povera gente e nei davanzali delle finestre, vasi con fiori rossi e bianchi le adornavano; il percorso della processione era affiancato da stendardi e simboli araldici, festoni variopinti erano disposti sulle volte che sovrastavano la strada, e alle porte delle case gli scudi dei militari in pensione venivano appesi ponendovi dietro una lancia ed un’alabarda incrociate. Le dame di corte e le ragazze ancora senza marito avrebbero accompagnato, ad un certo punto, la processione, posizionandosi davanti ai cadetti e procedendo con una coppa straboccante di fiori, mentre bardi, sbandieratori e ballerini avrebbero aperto il corteo.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gaal Dancey - Storia di un maestro di spada. Introduzione]]></title>
<link>http://gianfrancotaormina.wordpress.com/?p=144</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 18:16:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho intrapreso l&#8217;iniziativa di sponsorizzare e pubblicizzare il mio libro sul blog per far si c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Ho intrapreso l'iniziativa di sponsorizzare e pubblicizzare il mio libro sul blog per far si che, presentandolo a puntate, tutti, anche coloro che volevano seguirlo in versione cartacea, e soprattutto chi ha poco tempo, possano appunto approcciare alla mia opera letteraria.</p>
<p class="MsoNormal">Il libro in questione è il primo di una trilogia ed è composto da 19 capitoli che presenterò settimanalmente, fatta eccezione per il primo capitolo che posterò domani o lunedì.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-145" src="http://gianfrancotaormina.wordpress.com/files/2008/05/old_book_bindings.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">Gianfranco Taormina</span></p>
<h1>Gaal Dancey<br />
<span style="font-size:9pt;">Storia di un Maestro di spada</span></h1>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;">Edizione originale a cura di </span>Gianfranco Taormina</p>
<p class="MsoFooter"><span style="font-size:10pt;">Introduzione di</span> Giordano Giannini</p>
<p><span style="font-size:10pt;">Ambientazione a<span> </span>cura di Giuseppe Olmetto e Gianfranco Taormina</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center">INTRODUZIONE</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td style="padding:0;" align="left" valign="top">
<p class="MsoNormal" style="line-height:33.8pt;page-break-after:avoid;vertical-align:baseline;"><span style="font-size:44.5pt;">E</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><span> </span>bravo Taormina. Io lo conosco bene. Dispone con discrezione archetipi già inflazionati nella recente ripresa del sottogenere “Sword&#38;Sorcery”.Nella prosa convivono il colto e il popolare. Più che Tolkien<span> </span>siamo dalle parti di Robert E. Howard, ma molto più ponderoso e crepuscolare. Qui i personaggi sono “prigionieri del tempo”, “ostaggi dell’eternità” (B.Pasternak). Un senso di pietas impregna il tutto, una zona incerta dove gli orrori trovano compassione poiché mossi dal timore per il divino. Ambizioso, lineare, persino didascalico nella sua generosità che può apparire come sciattezza. Personalmente non voglio approfondire più di tanto l’argomento. Molti cultori storcerebbero il naso, giustamente. Non sono un esperto a riguardo, benché, tra le mie letture, La Saga dei Gufi, di Martin Hocke, occupi un posto di tutto rispetto. E, comunque, è importante non svelare troppo al lettore. Certo, una volta finito di sognare, rifatevi gli occhi (e il cuore) con<span> </span>Alice Sebold o Heinrich Böll. Eppure il Mito è sempre dietro l’angolo, tanto vale che si cominci da Gaal per approdare a Sisifo piuttosto che ignorare entrambi. Negli anni del Mercato e del Brutto è un simpatico percorso nonché una boccata d’aria pura.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><span style="font-size:10pt;">Con affetto,<br />
</span><span style="font-family:Amaze;">Giordano Giannini</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span>NOTA DELL’AUTORE</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td style="padding:0;" align="left" valign="top">
<p class="MsoBodyText3" style="line-height:33.8pt;page-break-after:avoid;vertical-align:baseline;"><span style="font-size:43pt;">C</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p class="MsoBodyText3">irca tre anni fa decisi di mettere mano alla penna e di scrivere un libro. Lo feci inizialmente per gioco, cercando di creare un’avventura Fantasy; scrissi pertanto alcune pagine e le feci leggere ai miei genitori, il risultato era pressoché comico, il protagonista era quasi l’eroe di un fumetto, tanto potente da essere quasi disumano. Decisi di darmi una sveglia e di realizzare un romanzo Fantasy serio e moderato. Scrissi diverse decine di pagine che parecchi impegni mi fecero dimenticare nei polverosi scaffali della mia camera. Nell’estate duemilaquattro acquistai e lessi “Il Signore degli Anelli” (di J.R.R.Tolkien) in quattordici giorni soltanto, e le splendide descrizioni m’indussero a riprendere il progetto, pensai di ricopiare quelle pagine scritte un anno prima, e mentre le scrivevo le arricchivo, sfruttando anche la passione che ho verso un gioco di miniature creato dalla Rackham. In origine, infatti, il libro era ambientato nel mondo di Aarklash, poi mi venne suggerito di riportarlo in una ambientazione creata da me, per renderlo più personale. Accolsi il consiglio persuaso che, se avessi continuato su quella via, avrei di certo avuto non poche difficoltà a pubblicare questo testo, legate soprattutto al copyright.</p>
<p class="MsoBodyText3">Colgo l’occasione per ringraziare Luca “Rame” Canese che con immensa pazienza ha letto questo libro e con altrettanta ha cercato di darmi dei consigli; un grazie anche a chi ha sostenuto questo progetto e a chi mi ha spinto ad andare fino in fondo.</p>
<p class="MsoBodyText3">L'iniziativa di pubblicare sul mio Blog a puntate il Libro è per consentire a tutti di leggerlo evitando la Bozza che ho stampato. Tengo moltissimo al vostro parere, specie quello degli appassionati di Fantasy, pertanto attendo con fervore i vostri commenti</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><span style="font-size:10pt;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;" align="right"><span style="font-family:Amaze;">Gianfranco Taormina</span></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
