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	<title>de-hoop-scheffer &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "de-hoop-scheffer"</description>
	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 02:14:17 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[NATO pulls its punches on penalty against Russia]]></title>
<link>http://free4now.wordpress.com/?p=336</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 03:45:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>free4now</dc:creator>
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<description><![CDATA[An elderly Georgian couple escapes from a house set on fire by South Ossetian militia in the Georgia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><A HREF='http://news.yahoo.com/s/ap/20080819/ap_on_re_eu/nato_georgia' TARGET='_blank' TITLE='NATO pulls its punches on penalty against Russia'><IMG SRC='http://d.yimg.com/us.yimg.com/p/nm/20080820/2008_08_19t020916_450x292_us_georgia_ossetia.jpg?x=400&#38;y=259&#38;sig=k1f9c.D9cev.KA7eggNzCQ--' ALT='NATO pulls its punches on penalty against Russia' HEIGHT='60%' WIDTH='60%' /><BR><SPAN>An elderly Georgian couple escapes from a house set on fire by South Ossetian militia in the Georgian village of Kvemo-Achebeti outside the South Ossetian capital of Tskhinvali, August 18, 2008. (Denis Sinyakov/Reuters)</SPAN><H2>By MATTHEW LEE, Associated Press Writer   Tue Aug 19, 6:28 PM ET    BRUSSELS, Belgium - NATO pulled its punches against Russia on Tuesday, suspending formal contacts as punishment for the Georgia invasion but bucking U.S. pressure for more severe penalties.</H2></A><BR><A HREF='http://free-4-now.mysite.com/NewsGator100.html?1174' TARGET='_blank' TITLE='NewsGator100'><IMG HEIGHT='50px' WIDTH='50px' SRC='http://free4now.files.wordpress.com/2008/07/gator1.jpg?w=80' /></A><HR><BR><H1>NATO, penalty, Russia, de Hoop Scheffer,  Russian President Dmitry Medvedev,  French Foreign Minister Bernard Kouchner,  NATO-Russia Council, BRUSSELS, emergency meeting,  Dmitry Rogozin, withdraw, punish Moscow, NATO-Georgia Commission, Gordon Johndroe, Rice</H1><HR>
<p><strong>NATO's one-sided view 'puzzles' Moscow</strong><br />Russia will draw its own conclusions over NATO's stance on the conflict in South Ossetia. That's the message from Russia's Foreign Minister, Sergey Lavrov, after the alliance's meeting on Tuesday in Brussels.<br /><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/WznuCWLHUtA'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/WznuCWLHUtA&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[Albania e Croazia nella NATO]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/?p=461</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 21:27:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Bruxelles, 9 luglio - Albania e Croazia hanno firmato i protocolli di adesione alla NATO in una cer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/07/albania.jpg"></a><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/07/albania1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-464" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/07/albania1.jpg?w=118" alt="" width="118" height="84" /></a><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/02/nato_flag.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-12" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/02/nato_flag.jpg?w=120" alt="" width="120" height="96" /></a><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/07/croazia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-463" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/07/croazia.jpg?w=121" alt="" width="121" height="81" /></a></p>
<p>Bruxelles, 9 luglio - Albania e Croazia hanno firmato i protocolli di adesione alla NATO in una cerimonia al quartier generale di Bruxelles. La firma, alla presenza del segretario generale, Jaap de Hoop Scheffer, e dei ministri degli Esteri di Tirana e Zagabria, Lulzim Basha e Gordan Jandrokovic, porta i due Paesi balcanici a un passo dal diventare ufficialmente Paesi membri della NATO.<br />
"E' un risultato storico per questi due Paesi e per l'intera Comunità di nazioni atlantiche", ha dichiarato Scheffer durante la cerimonia, secondo un comunicato dell'Alleanza. Il segretario generale ha sottolineato la grande trasformazione compiuta dai due Paesi, ricordando che "non molto tempo fà" la regione a cui appartengono, i Balcani occidentali, era stata teatro "del primo intervento operativo" della NATO in quello che è stato "il primo grande conflitto sul territorio europeo dalla fine della Seconda guerra mondiale".<br />
L'Alleanza atlantica si appresta così ad espandersi a 28 Paesi, ma la Macedonia - che doveva entrare insieme ad Albania e Croazia - continua ad essere esclusa a causa della disputa sul suo nome ufficiale con la Grecia. Per diventare pienamente operativa, l'adesione dovrà essere ratificata dai parlamenti degli attuali 26 Paesi della NATO, e poi da quelli albanese e croato. L'ultimo passo sarà il deposito degli atti di ratifica presso il Dipartimento di Stato USA, dove è conservato il Trattato di Washington che ha istituito la NATO.<br />
Croazia e Albania erano state invitate ad entrare nell'Alleanza atlantica <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/04/09/a-bucarest-ha-vinto-il-perdente/">all'ultimo summit della NATO, svoltosi a Bucarest dal 2 al 4 aprile</a>.<br />
(APCOM)</p>
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<title><![CDATA[Israele membro di fatto della NATO]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/?p=235</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 06:35:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Alla fine di giugno del 2007, al quartier generale della NATO a Bruxelles si sono svolti incontri u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2008/05/israusa.jpg"><img src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/05/israusa.jpg?w=128" alt="" width="128" height="89" class="alignnone size-thumbnail wp-image-283" /></a></p>
<p>Alla fine di giugno del 2007, al quartier generale della NATO a Bruxelles si sono svolti incontri ufficiali ad alto livello tra una delegazione israeliana guidata da Avigdor Lieberman, allora ministro per gli affari strategici, e rappresentanti della NATO, fra cui il vicesegretario generale l’italiano Alessandro Minuto Rizzo. Essi hanno discusso principalmente il dispiegamento nella Striscia di Gaza di una forza militare internazionale posta sotto la guida della NATO, al fine di mantenere l’ordine ed impedire ai palestinesi di armarsi. Altri argomenti all’ordine del giorno sono stati l’Iran, le difese aeree israeliane e l’approfondimento della cooperazione in materia di intelligence tra la NATO ed Israele.<br />
Al ritorno da questi incontri, Lieberman ha dichiarato alla radio dell’esercito israeliano di aver ricevuto la tacita benedizione di Stati Uniti, Unione Europea e NATO per iniziare una guerra nel Vicino Oriente lanciando un attacco contro l’Iran (e la Siria, il Libano…). Egli ha anche detto che, a causa degli impegni militari in Iraq ed Afghanistan, gli Stati Uniti ed i loro alleati non sono in grado di dare il via ad una guerra contro l’Iran ma che, se questa fosse stata intrapresa da Israele, sarebbero intervenuti immediatamente al suo fianco non appena fosse cominciata, per proteggere il suo “diritto ad esistere” ovviamente (ché se prendessero l’iniziativa in prima persona, i loro leader politici dovrebbero affrontare opinioni pubbliche molto contrarie ad altre avventure militari ed infrazioni del diritto internazionale).<br />
Le affermazioni di Lieberman non lasciano molti dubbi sulle prospettive dell’entità sionista in termini di diplomazia e sicurezza: “Aderire alla NATO ed entrare nell’UE”. Non si dimentichi a questo proposito che Israele è già membro attivo dell’operazione NATO Active Endeavour nel Mediterraneo orientale.<br />
All’inizio del 2008 si sono susseguiti viaggi in Vicino Oriente di diversi esponenti politici occidentali, da Bush al presidente francese Sarkozy fino al segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer, il quale ha assicurato i suoi interlocutori arabi che la NATO agirà nel Golfo Persico per contenere l’Iran e che interverrà in un eventuale conflitto tra Israele ed i suoi nemici. Sarkozy, dal canto, suo ha dichiarato che le probabilità di un attacco israeliano contro l’Iran sono molto più alte di uno americano, benché l’Iran – dicono gli esperti – gli sia militarmente superiore. Lieberman ha poi dato le dimissioni dal proprio incarico ministeriale, ufficialmente a causa del dissenso verso lo svolgimento dei colloqui di pace con i palestinesi tenutisi ad Annapolis, in realtà - pare - nell’ambito di una tattica per mantenere il partito laburista nella coalizione governativa di Olmert e dare a quest'ultimo il tempo di lanciare un attacco all’Iran.<br />
Che ciò avvenga o meno, dall’altra parte della barricata sono rimasti in pochi a credere che Israele sia in grado di elaborare una politica coerente con i propri interessi e non invece succube delle direttive strategiche d’oltreoceano. Già nel 2004, il ministro della difesa iraniano, il contrammiraglio Ali Shamkhani, ammonì il governo statunitense che in caso di attacco israeliano la risposta militare dell’Iran sarebbe stata diretta anche contro gli Stati Uniti. In seguito all’aggressione del Libano nell’estate 2006, il vice segretario generale di Hezbollah, lo sceicco Naim Qassam, ebbe a dire alla televisione Al-Manar che la reazione israeliana era stata talmente sproporzionata da far credere plausibilmente che l’aggressione fosse stata pianificata in anticipo eseguendo decisioni già assunte dagli Stati Uniti: “<em>Tutti hanno sempre detto che è Israele a muovere le fila dell’America, ma adesso risulta che è l’America a manovrare Israele. Israele è diventato il braccio dell’America</em>”.<br />
In una delle sue rarissime apparizioni pubbliche in quel di Beirut, il capo indiscusso di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in previsione di una nuova aggressione sionista, ha promesso una guerra che cambierà il volto di tutta la regione, e non secondo gli auspici del piano made in USA di “Nuovo Medio Oriente”.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L'Europa e l'Italia sotto lo scudo]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/?p=183</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 21:27:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Il 27 marzo 2007 il generale Henry Obering III, direttore dell’Agenzia di difesa missilistica deg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/04/obering.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-243" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/04/obering.jpg" alt="" width="136" height="104" /></a></p>
<p>Il 27 marzo 2007 il generale Henry Obering III, direttore dell’Agenzia di difesa missilistica degli Stati Uniti, ha annunciato: “Lo scorso febbraio abbiamo stabilito un memorandum di accordo quadro con l’Italia e possiamo ora iniziare a sviluppare possibilità di condivisione di tecnologie di difesa missilistica, analisi e altre forme di collaborazione”. L’Italia entrava così ufficialmente nel programma dello scudo antimissilistico che gli Stati Uniti intendono allestire in Europa, mentre nessun annuncio arrivava invece dal governo italiano.<br />
Probabilmente il memorandum era stato firmato al Pentagono il precedente 7 febbraio, contestualmente all’assunzione, da parte del sottosegretario alla difesa Giovanni Lorenzo Forcieri, di ulteriori impegni nel (onerosissimo) programma per lo sviluppo del caccia F-35 Joint Strike Fighter. Ipotesi più che verosimile sulla base del decreto promulgato dal ministro della difesa Arturo Parisi il 4 agosto 2006, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 3 ottobre successivo, che espressamente delega Forcieri “alla trattazione delle problematiche relative ai programmi più rilevanti di cooperazione internazionale nel campo degli armamenti”.<br />
Quando il successivo 12 marzo, il segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer aveva rilasciato dichiarazioni in merito a presunte discriminazioni all’interno dell’organizzazione in tema di difesa missilistica, il ministro degli esteri italiano D’Alema si era limitato ad auspicare che il progetto statunitense venisse discusso in ambito sia NATO che UE, senza rivelare che in realtà l’Italia si era già “autopromossa in serie A”.<br />
Il progetto prevede, inizialmente, l’installazione di dieci missili intercettori in Polonia e di una stazione radar nella Repubblica Ceca. La funzione dei missili intercettori è distruggere i missili balistici nemici una volta lanciati. Altri missili e radar dovrebbero/potrebbero essere installati in Ucraina (che però smentisce) e nella stessa Italia, che diventerebbe a sua volta oggetto di rappresaglia. Ufficialmente predisposti a difesa dell’Europa e degli Stati Uniti dai missili nordcoreani ed iraniani, in realtà nessuno di questi due Paesi possiede (né possiederà entro tempi brevi) missili in grado di portare una tale minaccia. Peraltro, se partissero missili dalla Corea del Nord in direzione degli Stati Uniti, certamente essi non sarebbero lanciati verso ovest al di sopra dell’Europa ma piuttosto verso est seguendo il tragitto più diretto per raggiungere il bersaglio. A questo proposito, quindi, non mancano di allarmare neanche le insistenti voci di un analogo scudo progettato per l’area del Pacifico, interessante principalmente Giappone ed Australia: “vittima predestinata” la Cina. L’elenco completo dei Paesi che si sono impegnati a collaborare con gli Stati Uniti comprenderebbe anche, oltre quelli già citati, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Israele, Olanda, Spagna e Taiwan.<!--more--><br />
L’ormai ex presidente francese Jacques Chirac ha inquadrato perfettamente la questione, ammonendo che il piano statunitense potrebbe “spaccare il continente e provocare una nuova guerra fredda”. Gli Stati Uniti acquisterebbero infatti un ulteriore vantaggio strategico sulla Russia, ai confini della quale sono già arrivati con l’espansione della NATO avviata nel 1999. L’altro realistico e non meno significativo vantaggio sarebbe quello di avere in mano un altro strumento per impedire all’Europa di rendersi, finalmente un bel giorno, militarmente autonoma dal protettorato yankee. L’intero sistema di stazioni radar – centri di intelligence e postazioni missilistiche dipenderebbe infatti dal Centro di comando e controllo all’interno della catena che fa capo ai vertici istituzionali statunitensi. Da ultimo ma non per ultimo, gli Stati Uniti potrebbero scaricare sugli europei un parte non indifferente dei costi, ammontanti sinora a 10 miliardi di dollari all’anno.</p>
<p>Il memorandum siglato dall’Italia prevede una serie di accordi specifici che coinvolgeranno nel programma non solo le industrie militari della penisola ma anche università e centri di ricerca. Non c’è però da stupirsi che ciò sia opera di un governo di centro-sinistra, anzi pare una tradizione che continua. Il memorandum d’intesa con cui l’Italia era entrata operativamente in uno dei programmi dello scudo – il Medium Extended Air Defence System (MEADS) – era stato firmato dal primo governo Prodi nel maggio 1996; ora è proprio il secondo governo Prodi a siglare la ben più importante intesa del febbraio 2007, senza alcuna modifica della versione redatta dal Pentagono con il precedente governo Berlusconi.<br />
L’ammissione ufficiale di tale intesa è arrivata soltanto il 12 aprile 2007, in una dichiarazione alla Camera dei Deputati del sottosegretario per la difesa Marco Verzaschi. Egli ha affermato che il memorandum si inserisce nelle molteplici iniziative intraprese in ambito NATO fin dal 1996, entrando in palese contraddizione con le dichiarazioni del generale Obering il quale precedentemente aveva chiarito che lo schieramento di missili intercettori in Europa non rientra in ambito NATO e che gli Stati Uniti non sono disponibili a cedere la responsabilità del progetto. Infatti, essi – consapevoli dei dubbi di numerosi governi europei - hanno scavalcato l’alleanza, cercando di ottenere il consenso di singoli governi attraverso accordi bilaterali. Verzaschi ha infine usato toni tranquillizzanti per quanto concerne gli oneri finanziari del progetto, la cui suddivisione tra le parti sarebbe demandata ad accordi attuativi successivi, alludendo poi anche a presunti profitti per le industrie italiane sulla falsariga di quelli attesi dalle industrie polacche e ceche. Intanto, però, per il MEADS, l’Italia sostiene il 17% del primo contratto di 3,4 miliardi di dollari, pari ad oltre 500 milioni di euro sborsati per l’avvio di una joint venture con quartier generale in Florida.</p>
]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Anti-Koran-Film: Nato ist vorbereitet]]></title>
<link>http://allaboutgeertwilders.wordpress.com/?p=129</link>
<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 15:37:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>allaboutgeertwilders</dc:creator>
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<description><![CDATA[Der Anti-Koran-Film von Geert Wilders bringt auch für die Nato Konsequenzen mit sich. Inzwischen ha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Der Anti-Koran-Film von <strong>Geert Wilders</strong> bringt auch für die Nato Konsequenzen mit sich. Inzwischen haben die Truppen in Afghanistan diverse Pläne klar. Der australische Verteidigungsminister <strong>Joel Fitzgibbon</strong> hat sich mit seinem niederländischen Kollegen <a target="_blank" href="http://www.elsevier.nl/nieuws/nederland/artikel/asp/artnr/196601/index.html" title="Nato-Truppen sind vorsichtig"><strong>Eimert van Middelkoop</strong></a> abgestimmt. Australien wird beim Nato-Gipfel Beginn April in Bukarest dabei sein.</p>
<p>Nato-Generalsekretär <strong>Jaap de Hoop Scheffer</strong>, ja selbst Niederländer und wahrscheinlich genau informiert, sieht die Truppen in Afghanistan in erhöhter Gefahr. Die Niederlande hat Truppen in der Provinz Uruzgan und fürchtet nun Rache-Aktionen der Taliban.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BEU...]]></title>
<link>http://dienstmededelingen.wordpress.com/?p=91</link>
<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 19:17:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Thomas</dc:creator>
<guid>http://dienstmededelingen.wordpress.com/?p=91</guid>
<description><![CDATA[BV&#8217;s en guestappearences van BV&#8217;s in het dagdagelijkse leven komen met de regelmaat van]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>BV's en guestappearences van BV's in het dagdagelijkse leven komen met de regelmaat van de klok voor. Guestappearences van <em>BEU's</em>, Bekende Europeanen, daarentegen, vallen veel minder voor. Toch had de Gentse Universiteit gisteren de eer een <em>BEU </em>over de vloer te krijgen. <a href="http://www.ec.europa.eu/commission_barroso/president/index_en.htm" title="Barroso"><font color="#3366ff">José Manuel Barroso</font></a>, oud-premier van Portugal en huidige voorzitter van de Europese commissie vereerde onze 191-jarige Alma Mater met een kort maar zeker gesmaakt bezoekje. Een korte <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH/08/51&#38;format=HTML&#38;aged=0&#38;language=EN&#38;guiLanguage=en" title="Speech Barroso 30/01/08"><font color="#3366ff">speech</font></a>, een interessant vragenuurtje en een moment van kennismaking tussen studenten en commissievoorzitter maakten van dit blitzbezoek zonder twijfel een geslaagd evenement.</p>
<p><em>Een laat kerstcadeautje</em>, zo werd het bezoek van het Europese opperhoofd bij monde van Hendrik Vos, vakgroepvoorzitter van de <a href="http://www.psw.ugent.be/EUstudies/index.aspx" title="European Studies"><em><font color="#3366ff">European Studies</font></em></a> van de faculteit <a href="http://www.psw.ugent.be/psw/" title="Politieke en Sociale Wetenschappen"><font color="#3366ff">Politieke en Sociale Wetenschappen</font></a>, bekendgemaakt. Een cadeautje dat zonder twijfel het wachten waard was. Al was het maar om de pittige vragen die de commissievoorzitter te slikken kreeg en de hoogst diplomatische antwoorden waarmee hij deze wist te omzeilen. Politiek van het zuiverste water, tot een kunst verheven. Hoe kon het ook anders, op een steenworp van de faculteit Politieke wetenschappen.</p>
<p>Met de komst van Barroso wordt het voor de organiserende studentenbeweging, het Internationaal Studentenforum, moeilijk nog beter te doen. Met Commissievoorzitter Barosso, UNAID-goeroe Peter Piot, NAVO-Roerganger Jaap de Hoop Scheffer en de Olympische oppergod Jacques Rogge haalde het ISF internationale kopstukken naar de kleine stad die Gent, wat Barosso, diplomaat als hij was, ook mocht zeggen, toch is. Dat er het ISF nog gasten van dit kaliber mag ontvangen weze duidelijk. De talrijke opgekomen Gentse studentenpopulatie is de formule duidelijk nog lang niet beu...</p>
]]></content:encoded>
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