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	<title>delitto-niscemi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "delitto-niscemi"</description>
	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 21:29:37 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Niscemi: Lorena era incinta]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=1254</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 09:58:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Non hanno mentito i tre assassini di Lorena Cutraro sul movente che li ha indotti a ucciderla, la]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <img class="alignnone size-medium wp-image-1255 aligncenter" src="http://wildgreta.wordpress.com/files/2008/06/niscemi-lorena-cartello.jpg?w=200" alt="" width="200" height="150" /></p>
<p><a href="http://wildgreta.wordpress.com/files/2008/06/niscemi-lorena-cartello.jpg"></a>Non hanno mentito i tre assassini di Lorena Cutraro sul movente che li ha indotti a ucciderla, la ragazza era effettivamente incinta e questo avevano dichiarato i suoi assassini agli inquirenti. Alla vittima non e' stata risparmiata nemmeno la violenza del branco prima di essere picchiata e uccisa. Il suo stato di gravidanza, appena iniziato, ha scatenato la furia del tre minorenni, probabilmente ha innescato il panico tra loro che avevano avuto rapporti sessuali, non si sa quanto consenzienti, con una quattordicenne non si sa quanto consenziente. Alessandro A. di 17 anni, Domenico D.M. (che ha compiuto 17 anni il mese scorso) e Giuseppe G. di 16 anni, tutti di Niscemi, hanno confessato di avr premeditato l'assassinio dopo che Lorena aveva detto loro che uno dei tre era padre di un bambino che stava aspettando. Gli esami istologici hanno accertato che una gravidanza era appena cominciata. Lorena Cultraro prima di essere uccisa e' stata violentata dai suoi compagni, e poi massacrata a calci e pugni, prima di essere strangolata con un cavo della tv. Il suo corpo e' stato poi gettato in una vasca per l'irrigazione, legato ad un grande masso per farlo affondare. Il suo corpo e' stato trovato dopo alcuni giorni e i carabineri hanno subito individuato gli autori del delitto. I tre minorenni, accusati dell'omicidio, hanno ammesso davanti ai giudici di aver ucciso Lorena. "Voleva incolparci tutti e tre - ha detto agli investigatori Alessandro - perche' sicuramente uno di noi l'aveva messa incinta". L'ordine di ucciderla e' stato passato da uno all'altro degli amici tramite un sms. La ragazza e' stata portata in un casolare di campagna, fatta spogliare e poi strangolata. Durante l'autopsia, a causa del fatto che la gravidanza poteva essere di pochi giorni, e' stato impossibile accertarlo. Per questo motivo il medico legale ha prelevato alcuni campioni dalla vagina sui quali ha effettuato esami istologici che hanno dato esito positivo.</p>
<p style="text-align:center;">Catania oggi 2 giugno 2008- servizio de La 7<a href="http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=13443&#38;cat=cronaca"> (video)</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Niscemi:Dolore e rabbia per l'addio a Lorena.Il parroco: giovani, non vivete da parassiti ]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=1130</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 17:16:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[
I genitori di Lorena Cultraro con una immagine della figlia
Il dolore del papà: «No ai genitori
d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://wildgreta.wordpress.com/files/2008/05/niscemi-genitori.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1131" src="http://wildgreta.wordpress.com/files/2008/05/niscemi-genitori.jpg?w=300" alt="" width="300" height="230" /></a><br />
I genitori di Lorena Cultraro con una immagine della figlia</p>
<p>Il dolore del papà: «No ai genitori<br />
dei tre giovani assassini in chiesa»<br />
NISCEMI (CALTANISSETTA)<br />
A Niscemi migliaia di persone, amici e studenti, hanno partecipato ai funerali di Lorena Cultraro, la 14enne uccisa da tre minorenni e poi gettata in una vasca di irrigazione. Un corteo funebre si è snodato dalla casa della ragazzina fino alla Chiesa Madre del piccolo centro agricolo. In testa i compagni di scuola.</p>
<p>Giuseppe Cultraro, il papà della ragazza uccisa, ha chiesto che i famigliari dei tre giovani assassini non partecipassero alle esequie: «Non vogliamo in chiesa i genitori di chi ha ucciso mia figlia». Il dolore degli amici è nelle parole critte sullo striscione: «Nel cielo ora c'è un altro angelo, Lorena sarai sempre con noi». Il feretro è stato portato a spalla dai vigili del fuoco, colleghi del padre della ragazzina. In chiesa non sono state ammesse nè telecamere nè fotografi. Grande folla sia all'esterno che dentro il luogo di culto. La nonna della ragazza ha avuto un mancamento, ed è stata soccorsa.</p>
<p>Il parroco, don Pasquale Mallia, durante l'omelia si è rivolto soprattutto ai giovani. «Dio ha chiamato la città servendosi di questo fatto, perchè Niscemi è stata coperta da una coltre. I giovani devono essere coinvolti e interrogarsi per quello che è successo. Devono trovare energie, sentimenti e propositi per il futuro. I giovani devono essere eroi, audaci e forti - ha ribadito davanti ai molti coetanei e compagni di Lorena - per andare controcorrente, non accettare compromessi, prevaricazioni e allontanarsi dalle tendenze che spersonalizzano e riducono le persone a semplici masse».</p>
<p>Gli ultimi a rendere l'estremo saluto a Lorena, a conclusione della cerimonia religiosa, sono stati il preside dell'Istituto tecnico commerciale frequentato dalla ragazza, Fernando Cannizzo, e il sinmdaco di Niscemi Giovanni Di Martino, che a nome della città ha chiesto «perdono». Il preside ha utilizzato parole come sgomento, pietà, rispetto. Il sindaco ha parlato di «giorni terribili», ma ha sottolineato anche la «solidarietà ricevuta da ogni parte d'Italia» ed infine si è rivolto direttamente alla ragazza uccisa con accenti commossi: «Mia cara Lorena, a nome della città, a nome di tutti noi ti chiedo perdono. Non siamo stati capaci di interpretare il tuo disagio, di raccogliere il tuo appello, il grido d'aiuto e di dolore che da te giungeva».</p>
<p>La Stampa 17/5/2008 (17:46)</p>
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<item>
<title><![CDATA[LORENA: LA BARA BIANCA ESCE DA CHIESA TRA NOTE SILENZIO]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=1132</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 17:00:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[(AGI) - Caltanissetta, 17 mag. - Poco dopo le 16.30 la bara bianca di Lorena Cultraro, ha lasciato l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>(AGI) - Caltanissetta, 17 mag. - Poco dopo le 16.30 la bara bianca di Lorena Cultraro, ha lasciato la chiesa madre di Niscemi, dove sono stati celebrati i funerali della quattordicenne uccisa da tre ragazzi del paese di 15, 16 e 17 anni. Un lungo applauso e' partito spontaneo dalla gente. Non tutti sono potuti entrare nell'edificio sacro stracolmo e molti hanno atteso nel piazzale antistante di poter dare l'ultimo saluto alla ragazzina. Alle esequie hanno partecipato un migliaio di persone; numerosi coloro che sono arrivati dai paesi vicini. Assalto anche di telecamere e fotografi, giunti da ogni parte d'Italia. All'uscita del feretro, accompagnato mestamente dai genitori, dai parenti, e da numerosi giovani in direzione del cimitero, da un balcone con una tromba sono state intonate le note del silenzio. Presenti quasi tutte le amministrazioni comunali della provincia di Caltanissetta con i loro gonfaloni. (AGI)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lorena sfigurata a calci, poi la morte. L'autopsia]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=1125</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 10:47:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Lorena
Uno dei baby killer: «Signor giudice, ora che ho confessato posso tornare a casa?»
MARIA C]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://wildgreta.wordpress.com/files/2008/05/lorena-assassinio-niscemi1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1126" src="http://wildgreta.wordpress.com/files/2008/05/lorena-assassinio-niscemi1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="262" /></a><br />
Lorena</p>
<p><strong>Uno dei baby killer: «Signor giudice, ora che ho confessato posso tornare a casa?»</strong><br />
MARIA CORBI<br />
È il giorno dell'addio nella Chiesa Madre per Lorena tornata in una bara bianca a Niscemi. Una veglia funebre, ieri sera, al cimitero con mamma e papà, senza più lacrime per il dolore. Non c'è spazio per il perdono tra questa gente affranta, che riceve come una pugnalata la notizia, pubblicata dal Giornale di Sicilia, secondo cui uno dei tre assassini dopo la confessione avrebbe detto al giudice: «E adesso posso tornare a casa?». Estremo gesto di sprezzo, un senso di impunità, l'incapacità di capire quello che è successo. Con il magistrato che perde la pazienza e urla: «Ma lo capisci che hai confessato un omicidio? Ma dove vuoi andare?». Carmelo Ragusa e Francesco Spataro, gli avvocati degli aguzzini, sostengono che questa frase non è mai stata pronunciata: «Eravamo dentro la stanza dell'interrogatorio, non so da dove venga una falsità tale che serve solo a far aumentare la rabbia della gente, e non sembra proprio che ce ne sia bisogno».<!--more--></p>
<p>Ogni giorno aggiunge particolari agghiaccianti a questa storia di ferocia e ignoranza, su Niscemi cala una cappa di silenzio attonito. Ma non è un paese che si stringe attorno alla famiglia di Lorena. Rimane distante, forse per pudore, o forse per l'abitudine all'orrore, o per semplice indifferenza, come ripete il padre che non vuole «finte lacrime» accanto alla sua bimba. Alla notizia che il sindaco ha proclamato il lutto cittadino alza le spalle. Anche don Rosario Di Dio, insegnante di religione di Lorena, è stato cacciato: «Se sapeva che la ragazza aveva dei problemi, come ha detto in questi giorni, che aveva pensieri di morte, doveva avvertirci», gli ha urlato la zia. La rabbia cresce ancora dopo i risultati dell'autopsia che conferma come Lorena sia stata picchiata selvaggiamente prima di venire strangolata. Calci e pugni sul corpo e in faccia. Rimane il dubbio sulla gravidanza che secondo i killer sarebbe stato il motivo che ha fatto scattare la follia omicida. Il padre Giuseppe Cultraro continua a ripetere che «non è vero, bugie dette da quei mostri che cercano scuse». Il medico legale Maria Berlich spiega che «a causa delle condizioni in cui è stato trovato il cadavere non è stato possibile accertare se la ragazza fosse incinta». I 13 giorni in fondo al pozzo hanno accelerato la decomposizione dei tessuti. «Le condizioni della ragazza non mi hanno permesso di concludere le indagini - dice Berlich - dobbiamo aspettare le conclusioni degli esami istopatologici e tossicologici». Si dovranno fare sull'utero asportato, per sapere la verità. Un'amica di Lorena ha detto che la ragazza aveva fatto un test di gravidanza tre giorni prima della scomparsa, il 27 aprile, risultato negativo. Anche dai ricordi dei familiari il ritardo del ciclo era solo di qualche giorno, come capitava di frequente. Oggi Domenico, il più grande dei tre assassini, ha compiuto 17 anni. Assieme ai due compagni è nel carcere minorile di Catania. I legali chiederanno il rito abbreviato per tagliare un terzo della pena: da 20 a 24 anni, più la compensazione tra attenuanti e aggravanti. Sembra certo che contesteranno ai tre premeditazione, sevizie e occultamento di cadavere. E anche la violenza carnale, nonostante sostengano che Lorena «faceva resistenza solo verbale». Iniziano a delinearsi diverse strategie processuali con Alessandro, il più piccolo, ha tentato di rendere più lieve la sua posizione, sostenendo di essere rimasto in disparte e di aver tappato la bocca alla ragazza solo perché glielo avevano ordinato gli altri due, «preso della paura che potevano fare del male a me».</p>
<p>Una versione che rende furiosi i genitori di Lorena: «Quando mai si può essere costretti a fare una cosa del genere? È un mostro, paghi come gli altri».</p>
<p>La Stampa 17/5/2008 (7:16)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«Ho confessato, posso andare via?» La richiesta di Alessandro al gip]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=1121</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 19:51:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un&#8217;amica di Lorena: fece il test, non era incinta
FILIPPO D&#8217;ARPA Caltanissetta. «Signor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un'amica di Lorena: fece il test, non era incinta</p>
<p>FILIPPO D'ARPA Caltanissetta. «Signor giudice le ho confessato tutto, ora posso andare a casa?». In una stanza della caserma dei carabinieri, la domanda di uno dei tre assassini di Lorena, gela il sangue anche al magistrato che ha appena finito di interrogarlo: «Ma lo capisci che hai confessato un omicidio? Ma dove vuoi andare?». <!--more-->Alessandro ha appena finito di raccontare al gip del Tribunale per i minori di Catania - che ha convalidato il fermo dei tre minori che si sono autoaccusati del delitto - quanto accaduto nel cascinale dell'orrore per ammazzare Lorena, la quattordicenne di Niscemi trovata in una vasca di irrigazione, nuda e con il corpo bruciato. Alessandro, 15 anni, è il più piccolo dei tre. Ha ripetuto la storia che Lorena diceva di essere incinta, di come è stata attirata in trappola. Del sesso e dello strangolamento. Ma ha anche svelato che il branco aveva ideato un piano nel caso fosse scoperto il corpo. Sapevano, infatti, che i carabinieri sospettavano di loro, immaginavano che telefoni e cellulari fossero sotto controllo: hanno allora programmato che nel caso in cui il corpo fosse stato ritrovato dovevano telefonarsi per far sì che venisse intercettato un loro scambio di battute di grande stupore. E così è stato. I carabinieri hanno infatti intercettato la telefonata fra due dei carnefici. Ecco cosa si dicono: «Ma dove sei? - chiede il primo - A casa?». «Sì», risponde il complice. «Ma niente hai sentito dire lì in paese?», chiede il primo. «No perché», risponde il complice. «Dentro un pozzo», dice il primo. «A chi?», risponde il complice. «A Lorena», dice ancora il primo. «Boh....che ne sò», risponde il complice. Dalle conversazioni intercettate colpisce l'atteggiamento di Domenico: sempre freddo, distaccato, autoritario nei confronti dei due amici. È lui che invia l'sms nel quale comunica ad Alessandro che si doveva «ammazzare Lorena». Faceva tutto parte del piano che i tre avevano ideato e messo in atto. Alessandro dice che lui, non fece molto. Agirono gli altri: Giuseppe e Domenico, di 16 e 17 anni. «Nel cascinale - racconta - i miei due amici cominciarono a spogliare Lorena... presero i suoi vestiti e dopo averli portati fuori e messi a terra li bruciarono con il suo cellulare e la scheda telefonica.... Entrambi strinsero il cavo tv intorno al suo collo fino a soffocarla. Io me ne stavo in disparte, ma i due mi invitavano a tapparle la bocca... io mettevo la mano in bocca a Lorena finché ci siamo accorti che non respirava più». Un orrore raccontato con bestiale tranquillità. Poi, il carnefice chiede se può andare a casa. È stata rinviata ad oggi l'autopsia: si dovrà chiarire se la ragazza era incinta. Racconta un'amica di Lorena: «Poco prima di morire aveva fatto un test di gravidanza: risultò negativo».</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Delitto Niscemi: «Il papà di uno degli assassini mi minacciò»]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=1120</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 19:48:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
«Il padre di uno dei ragazzi assassini, prima che si trovasse il corpo di mia figlia mi ha anche]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>«Il padre di uno dei ragazzi assassini, prima che si trovasse il corpo di mia figlia mi ha anche minacciato, quando ci siamo incontrati in caserma. «Che fai tu qua?», mi ha detto. Poi ha aggiunto: "Attento a come parli se no ti ammazzo". La solidarietà è giunta ora che mia figlia è morta. Prima solo pochi amici mi sono stati accanto. Mia figlia era timida, non come dicono. Voleva solo fare la parrucchiera». È l'agghiacciante racconta di Giuseppe Cultraro, il papà di Lorena. Ieri, all'uomo, vigile del fuoco volontario e imbianchino, e alla moglie Livia Cicci, casalinga, è stata mostrata la salma di Lorena per il riconoscimento del corpo. I genitori della vittima continuano a chiedere «giustizia». Ma se i tre minorenni dovessero essere ritenuti colpevoli, non saranno mai condannati all'ergastolo: il codice non lo prevede per i ragazzi dai 14 ai 17 anni. f. d. a.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il fallimento di una generazione?]]></title>
<link>http://candidonews.wordpress.com/?p=514</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 16:56:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidonews</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma che cosa passa per la testa di questi giovani criminali? Pensano che un omicidio sia un semplice ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.ladestra.info/public/wordpress/wp-content/uploads/2008/01/violenza.jpg" alt="" width="278" height="195" />Ma che cosa passa per la testa di questi giovani criminali? Pensano che un omicidio sia un semplice “errore”? Mi scusi, ho sbagliato, ora posso andare a casa? Secondo me questi delitti dimostrano il fallimento della società moderna nella educazione dei giovani, nel far capire loro che la violenza non è un modo per esprimersi, un modo di sfuggire alla noia, non è un film, la violenza cambia la vita delle persone, di quelle che la subiscono ed anche di quelle che la compiono.</strong></p>
<p><strong>Stiamo fallendo, se non si riesce piu a capire cosa sia il bene e cosa sia il male, cioè che è giusto e ciò che è sbagliato, le generazioni future saranno sempre piu confuse e “border line”. Ed in questo problema i mezzi di comunicazione sono purtroppo tra gli imputati eccellenti. Non è certo la censura che aiuta a crescere, non è vietando la trasmissione di alcuni film che si “contiene” la violenza. Serve però l’educazione, la formazione, la capacità di far capire che la realtà della vita è ben diversa da una pellicola. E su questo la tv è carente, molto carente. Moda, soldi e successo, questo dà la tv ai bambini di oggi, uomini e donne di domani. Rispetto per il prossimo e per se stessi, il valore dell’amicizia e le conseguenze delle scelte sbagliate dovrebbero essere invece altri temi importanti da affrontare, sotto forma di programmi informativi ma anche di fiction, film e telefilm. Alcune piccole isole felici esistono, ma sono sempre troppo poche perche si cerca di inseguire il business. Fa più business un programma che parla di “amicizia” o un bel porno in prima serata? Indovinate un pò….</strong></p>
<p> </p>
<p>tre minorenni hanno massacrato la ragazza con calci, schiaffi e pugni<br />
prima di soffocarla con un cavo d'antenna. Infatti il volto è molto tumefatto<!-- fine OCCHIELLO --></p>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Niscemi, Lorena morta strangolata<br />
"E ora, posso andare a casa?"</strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO -->Lo ha chiesto al magistrato uno degli indagati dopo la confessione resa ieri<!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p>Uno dei tre indagati per l'omicidio di Lorena Cultraro<!-- fine DIDA --></p>
<p><!-- inizio TESTO --><strong>CATANIA</strong> - Lorena Cultraro è stata massacrata con calci, schiaffi e pugni prima di essere strozzata con un cavo da antenna. Il corpo della quattordicenne uccisa a Niscemi (Caltanissetta) da tre minorenni di 15, 16 e 17 anni, è infatti pieno di lividi e volto è tumefatto. Sono i primi risultati dell'autopsia, completata nel primo pomeriggio. Il medico legale Maria Berlich aveva iniziato l'esame intorno alle 11 nell'obitorio di Caltagirone (Catania). Sono state fatte delle lastre poi ripetute, perché non chiare.</p>
<p>Compiuto anche l'esame eziologico. "Non è stato possibile, per le condizioni del cadavere, accertare se Lorena fosse incinta. Bisognerà attendere l'esito degli esami istologici e ci vorranno dei giorni", ha spiegato il medico legale. Il volto della ragazza è quasi irriconoscibile: il padre, Giuseppe Cultraro, ieri l'aveva potuta riconoscere, come lui stesso ha spiegato, solo per le meches ai capelli che si era fatta da poco.</p>
<p>Ieri il giudice ha confermato l'arresto dei minorenni, dopo averne verbalizzato la confessione. Dopo aver confessato il delitto uno dei tre minorenni, si legge nell'edizione odierna del <em>Giornale di Sicilia</em>, ha chiesto al giudice se poteva andare a casa. "Signor giudice, le ho confessato tutto. Ora posso andare a casa?", avrebbe detto. A quel punto, riferisce il quotidiano, il magistrato del tribunale dei minori gli ha gridato: "Ma lo capisci che hai confessato un omicidio? Ma dove vuoi andare?".</p>
<p>Nessuno dei tre giovani potrà essere condannato all'ergastolo, come chiedono disperati i genitori di Lorena. La pena massima prevista dal codice è di trent'anni, con la possibilità di una riduzione di pena fino a un terzo.<br />
<!-- fine TESTO --><br />
(<em><!-- inizio DATA -->16 maggio 2008<!-- fine DATA --></em>)</p>
<p> <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/caltanissetta-scomparsa/autopsia-risultati/autopsia-risultati.html">http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/caltanissetta-scomparsa/autopsia-risultati/autopsia-risultati.html</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lorena:guerra di accuse fra le famiglie e altre analisi per scoprire se era incinta]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=1117</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 16:56:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Catania, 16 maggio 2008 - Saranno approfonditi esami istologici, i cui risultati si sapranno fra a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://wildgreta.wordpress.com/files/2008/05/lorena-assassinio-niscemi.jpg"></a></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Catania, 16 maggio 2008 - Saranno approfonditi esami istologici, i cui risultati si sapranno fra alcuni giorni, a chiarire se Lorena Cultraro, la ragazza di 14 anni di Niscemi (Caltanissetta) assassinata da suoi tre compaesani minorenni era incinta.</strong></p>
<p><strong>L'autopsia eseguita oggi all'ospedale di Caltagirone non è riuscita a dare subito una risposta al quesito formulato dalla procura dei minori che aveva disposto l'esame necroscopico. Per effetturare gli esami più approfonditi, è stato asportato l'utero della ragazza.</strong><br />
<!--more--><br />
Una amica di Lorena, nei giorni scorsi ha raccontato ai carabinieri che pochi giorni prima della scomparsa Lorena le aveva confidato di avere fatto un test di gravidanza che era risultato negativo.</p>
<p>Il medico legale Maria Berlich che ha eseguito l'autopsia sul corpo di Lorena Cultraro ha detto che "a causa delle condizioni in cui è stato ritrovato il cadavere non è stato possibile accertare se la ragazza fosse incinta".</p>
<p>Il medico - che ha parlato ai microfoni di Sky Tg24 - dopo aver concluso nell'obitorio di Caltagirone l'esame autoptico, durato circa 5 ore, ha ricordato che il cadavere è stato 13 giorni in fondo ad un pozzo: "Le condizioni della ragazza non mi hanno permesso di concludere le indagini, dobbiamo aspettare le conclusioni degli esami istopatologici e tossicologici".</p>
<p>L'esame necroscopico era stato disposto dalla procura per i minorenni di Catania anche per accertare se, come hanno sostenuto i tre minorenni di 15, 16 e 17 anni, Lorena era in stato di gravidanza. Sarebbe stata proprio la 'paura' che Lorena dicesse in giro che uno dei tre era il padre del nascituro, a spingere i ragazzini ad ucciderla. Allo stato, però, non è stato ancora possibile sapere quale sia la conclusione del medico legale.</p>
<p>Ieri nell'ospedale di Caltagirone si era svolta la formalità del riconoscimento ufficiale della salma di Lorena da parte dei genitori. L'autopsia deve tra l'altro chiarire se la ragazzina era incinta come sostenuto dai tre minorenni fermati per omicidio premeditato e occultamento di cadavere.</p>
<p>I tre hanno affermato che Lorena intratteneva relazioni con loro e che aveva detto di essere rimasta incinta, senza indicare di chi. Il padre ha escluso questa possibilità. E un'amica di Lorena aveva detto che la quattordicenne qualche giorno prima della scomparsa aveva fatto un test di gravidanza risultato negativo. Una risposta definitiva si attende dall'esame autoptico. Un dettaglio che riguarda solo il movente del delitto, mentre è comunque chiara la responsabilità dei tre minorenni che da tempo conoscevano e frequentavano Lorena e di cui il gip del Tribunale dei minori di Catania, Lia Castrogiovanni, ha già convalidato l'arresto per omicidio volontario e occultamento di cadavere.</p>
<p>LO SFOGO DEL PADRE<br />
"Non li perdono e non voglio incontrare i genitori che hanno chiesto di vedermi. Non esiste e non avverrà mai". È risoluto Giuseppe Cultraro, padre di Lorena. Ieri ha dovuto compiere il rito crudele del riconoscimento della figlia: "Era irriconoscibile - racconta - l'hanno massacrata, come posso perdonarli? Quei mostri erano tranquilli e freddi, peggio dei mafiosi, peggio di Totò Riina, un signore al loro confronto".<br />
Giuseppe racconta come il padre di uno dei tre ragazzi arrestati, prima che trovassero il corpo della giovane vittima, lo ha minacciato quando si sono incontrati in caserma: "Che ci fai qui?", gli aveva chiesto quel genitore: "Che ci fa qua tuo figlio", aveva replicato il papà di Lorena.</p>
<p>"Attento a come parli se no ti ammazzo", aveva infine gridato l'altro. Giuseppe Cultraro ha un anche un figlio di 8 anni che è stato fatto allontanare: «È ancora troppo piccolo e non sa che la sorella è morta. Piano piano gli faremo capire".</p>
<p>CONFESSIONE CHOC<br />
"Signor giudice le ho confessato tutto, ora posso andare a casa?". E' l'incredibile domanda formulata, nella caserma dei carabinieri di Caltagirone al Pm che lo interrogava, da uno dei tre minorenni accusati dell'omicidio della quattordicenne di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, Lorena Cultraro.</p>
<p>Secondo quanto riporta oggi il "Giornale di Sicilia", il magistrato avrebbe interrotto il gelo calato nella stanza urlando: "Ma lo capisci che hai confessato un omicidio? Ma dove vuoi andare?".<br />
Secondo quanto riporta il quotidiano palermitano, che pubblica stralci delle intercettazioni telefoniche effettuate sui cellulari dei ragazzini, i tre avrebbero anche cercato di `prepararsi' un alibi concordando di telefonarsi vicendevolmente non appena fosse stato rinvenuto il corpo di Lorena.</p>
<p>LE INTERCETTAZIONI<br />
Telefonate che sono in effetti avvenute e sono state registrate dai carabinieri: "Ma dove sei?, a casa?", "Si". "Ma niente hai sentito dire lì in paese?", "No, perché?". "Dentro un pozzo...", "A chi?", "A Lorena", "Boh... che ne so". "E' così... mi hanno telefonato... mi è arrivato un messaggio...". "Chi te lo ha mandato?", "Uno. Poi te lo dico". "Ah", "La mia ragazza", "ah", "...ciao", "E vedi... informati... vedi se è vero...lì", "Va bene".</p>
<p>Quotidiano.net 16 maggio 2008<br />
<strong>UN PARTICOLARE RIVELATO DALL´AMICA DELLA VITTIMA HA TRADITO I TRE DAI TABULATI LA PROVA CHE MENTIVANO<br />
Lorena, guerra di accuse tra le famiglie<br />
Alessandra Ziniti<br />
La zia della ragazza uccisa: "Chi sapeva perché non ha parlato prima?"</strong></p>
<p>NISCEMI - Nel paese sconvolto dalla tremenda tragedia che ha colpito quattro famiglie, quella di Lorena, la ragazza quattordicenne ammazzata, e quelle dei tre assassini, anche loro minorenni ed arrestati, la tensione sale a mille. Adesso i parenti di Lorena, puntano il dito contro le amiche e gli amici della loro bambina, scomparsa il 30 aprile scorso e trovata cadavere dopo 14 giorni in un pozzo vicino al paese. Li accusano di non avere parlato, di sapere delle frequentazioni pericolose di Lorena e di essere stati in silenzio. Un silenzio che, anche se rotto, non avrebbe comunque salvato la vita della ragazza perché è stata uccisa alcune ore dopo la sua scomparsa.<br />
Dopo il ritrovamento del cadavere di Lorena, la zia della ragazza, Maria Cultraro, ha appreso da un´amica che il 27 aprile scorso, la nipote aveva fatto un test di gravidanza che sarebbe risultato negativo. La ragazza, dunque, aveva timore di essere incinta ed aveva fatto il test confidando all´amica l´esito dell´esame. «Perché non hanno parlato prima?», si chiede Maria Cultraro. E le accuse di essere state in silenzio vengono rivolte anche alla famiglia della compagna di banco di Lorena, Martina che ha dato una svolta alle indagini raccontando ai carabinieri particolari inediti che hanno consentito il fermo dei tre assassini. La sera prima del loro fermo, infatti, Martina, ascoltata nuovamente dai carabinieri ha raccontato che pochi minuti prima della scomparsa di Lorena aveva parlato al telefono con lei e poi con uno dei tre assassini.<br />
Questo particolare ha smontato le precedenti dichiarazioni dei tre ragazzi che hanno ammazzato Lorena convocati nuovamente in caserma e contraddetti dalla dichiarazione di Martina. E davanti a quelle contestazioni e, soprattutto davanti alla "prova" dei tabulati telefonici che hanno registrato la conversazione tra Martina, Lorena ed uno dei suoi assassini, i tre ragazzi hanno cominciato a parlare, confessando di avere attirato in una trappola Lorena per poi ammazzarla.<br />
«La zia di Lorena che abbiamo incrociato dai carabinieri ci guarda con gli occhi storti, ce l´ha con noi, ma noi che colpa abbiamo?», dice con la voce rotta dall´emozione Maria R., madre di Martina. «Mia figlia -prosegue- era amica di Lorena, forse la sua migliore amica, ma non sapeva nulla della sua morte, se l´avesse saputo l´avrebbe detto. Quel giorno, il giorno della scomparsa di Lorena, mia figlia aveva un appuntamento con lei vicino alla scuola, ma io non l´ho fatta uscire. E mia figlia ha quindi telefonato a Lorena, dicendole che avrebbe ritardato di qualche ora». Maria R. ritorna ancora indietro con la memoria e ricorda che la figlia andò poi a casa di Lorena. «Ma quando arrivò, lei non c´era e mia figlia l´ha aspettata per alcune ore a casa sua. Poi, non vedendola ritornare e non riuscendo più a parlare con lei perché aveva il telefonino chiuso (gli assassini di Lorena lo aveva distrutto ndr) è tornata a casa con me che sono andata a riprenderla». La mamma di Martina, sottolinea più volte che sua figlia non sapeva nulla degli incontri sessuali tra Lorena e gli altri tre ragazzi. «Mia figlia non ha mai saputo nulla di queste cose, sapeva che si frequentavano e basta». Poi ritorna ancora a quel tragico 30 aprile scorso, giorno della scomparsa di Lorena. «A tarda sera a casa mia è venuto il papà di Lorena e aveva chiesto a mia figlia se avesse sue notizie. Mia figlia gli ha detto quello che sapeva ed a quel punto anche noi ci siamo preoccupati sulla sorte di Lorena. Ma noi con quelle storie non abbiamo nulla a che fare, abbiamo il cuore distrutto, come i familiari di Lorena ai quali vogliamo dire che siamo molto vicini a loro che siamo molto addolorati di quanto è accaduto».<br />
(La Repubblica 16 maggio 2008)</p>
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<title><![CDATA[Delitto Niscemi:«Lorena uccisa perché ci creava problemi con le fidanzate»]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=1113</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 09:03:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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Uno dei ragazzi durante il trasferimento al carcere minorile (Ansa)
I tre minori hanno tentato l]]></description>
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Uno dei ragazzi durante il trasferimento al carcere minorile (Ansa)</p>
<p><strong>I tre minori hanno tentato l'ultimo depistaggio con una telefonata. Il padre della vittima: «Sono peggio di Riina»</strong><br />
DAL NOSTRO INVIATO<br />
NISCEMI - Nell'orrore di Niscemi dove i tre assassini- bambini confessano tortura, delitto e occultamento della povera Lorena, compare un'altra testimone. Ha diciassette anni, si chiama M., conosce bene i «mostri» e ha parlato con uno di loro quel maledetto pomeriggio del 30 aprile, prima dell'«esecuzione». Un'ultima conversazione con Lorena. Interrotta dal più grande del «branco», Domenico, strappando di mano alla sua vittima il telefonino. E M. che sapeva delle apprensioni di Lorena su una presunta gravidanza («Ma aveva fatto un test, negativo ») ha rivelato: «Improvvisamente ho sentito Domenico che mi chiedeva se lei la mattina era stata a scuola... Voleva sapere se fosse andata con un altro». Ma non era gelosia. Come, costretto dai riscontri, ha finito per ammettere il più piccolo del gruppo, Alessandro: «Voleva incolparci che sicuramente uno di noi l'aveva messa incinta. A quel punto Domenico la invitava ad andare con lui a fare un giro...». E il giro finiva nel casolare, come verbalizza Alessandro: «Sono stati Domenico e Giuseppe a prenderla a calci e pugni incolpandola di avere messo in giro notizie false che creavano problemi con le loro fidanzate... Poi pure io ci ho messo la mano in bocca a Lorena fino a quando non ci siamo accorti che la stessa non respirava più e gli usciva anche sangue dalla bocca...».</p>
<p>Dettagli ormai noti a Giuseppe Cultraro, il padre uscito sgomento ieri mattina dall'obitorio di Caltagirone: «L'ho riconosciuta da qualche ciocca chiara sui capelli scuri. Per il resto è un buco nero. Si pentono? Bastardi. Rispetto a loro Totò Riina un signore è. Devono morire in galera». Avevano saputo negare nei giorni precedenti. Anche in caserma dove Cultraro subì minacce dai loro genitori: «Il padre di Domenico lo conosco da una vita. Mi vide in caserma e mi chiese che ci facevo io lì. "I vostri figli che ci fanno qui, dovete spiegare", replicai io. E il padre di Giuseppe s'avventò contro me: "Ti scippo la testa se non lasci i nostri figli in pace". Arrivarono i carabinieri per separarci... ».</p>
<p>Forse nemmeno quei genitori adesso disperati potevano immaginare quale soglia avevano superato i loro ragazzi. «Freddo, distaccato e tranquillo » scrivono i carabinieri di Domenico. E trascrivono una telefonata dalla quale emerge che, ormai certi d'essere intercettati, avevano preordinato una telefonata da fare qualora il corpo di Lorena fosse stato ritrovato. Come accade alle 13.02 di martedì, quando ancora radio e tigì non hanno diffuso la notizia. Giuseppe, Peppe per il gruppo, chiama Domenico che risponde: «Oh... che Pè...» E Giuseppe: «Ma dove sei?». Domenico: «A casa». Giuseppe: «A casa?» «Sì». «Ma niente hai sentito dire lì in paese?» «No, perché?». «Trovata dentro un pozzo». «A chi?» «A Lorena ». «Boh... che ne so!». «Mi hanno telefonato...» «Chi?». «Uno. Poi te lo dico». «Vedi di informarti, se è vero ». Telefonata fasulla, ammettono, confermando poi la versione di Alessandro: «Lorena cercava di fare qualche resistenza verbale. Ma a turno, prima Giuseppe, poi Domenico, e per ultimo io, riuscivamo ad avere rapporti sessuali con lei che non opponeva resistenza... Poi, calci e pugni...». No. Non è questo il ricordo che conserverà il padre di Lorena: «Voleva fare la parrucchiera. "Ma prima studia che senza un pezzo di carta oggi manco un buco ti fanno aprire". E lei s'era comprata la piastra per allenarsi. Ha cominciato mia sorella. Poi le vicine di casa, le sue compagne. Ogni giorno venivano a cercare la "parrucchiera". Lei, fiera. Io pure. L'aveva nel sangue. Ma picciridda era. Ci piacevano le cose semplici. Guardava la De Filippi, Amici, il Grande Fratello e sperava di partecipare, un giorno. Poi ci ripensava: "Mi vergogno"...».</p>
<p>Felice Cavallaro<br />
Corriere della Sera 16 maggio 2008</p>
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