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	<title>democrazia-incompiuta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/democrazia-incompiuta/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "democrazia-incompiuta"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 05:12:38 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il morso del Caimano  e la sconfitta agli Europei]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/?p=1000</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 23:42:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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 di Wildgreta
Se leggerete questo importantissimo articolo di Curzio Maltese, capirete perchè]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://wildgretapolitics.wordpress.com/files/2008/06/caimano.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1001 aligncenter" src="http://wildgretapolitics.wordpress.com/files/2008/06/caimano.jpg?w=170" alt="" width="170" height="113" /></p>
<p><strong> di Wildgreta</strong></p>
<p>Se leggerete questo importantissimo articolo di Curzio Maltese, capirete perchè, stasera, qualcuno in rete, certamente soffrendo, ha detto che la vittoria della Spagna sull'Italia agli Europei, è stata la vittora di Zapatero su Berlusconi. In fondo, l'idea che Berlusconi includesse fra tutti i successi degli ultimi due mesi, anche una vittoria della Nazionale, sarebbe stato troppo per quella parte di italiani democratici che vedono scomparire giorno per giorno, la democrazia dal nostro paese. L'antipatia che ispira attualmente il nostro paese e di cui parla Curzio Maltese, è anche quella che fa dire ad alcuni di noi, tifosi depressi per la sconfitta, "In fondo la Spagna ha meritato di vincere, perchè è migliore di noi"</p>
<p><strong>Il morso del Caimano</strong></p>
<p>di CURZIO MALTESE</p>
<p>È un po' ingenuo, anzi molto, stupirsi che Berlusconi sia tornato Caimano. Se esiste una persona fedele a se stessa, oltre ogni umana tentazione di dubbio o di noia, questa è il Cavaliere. Era così già molto prima della discesa in politica, con la sua <strong>naturale carica eversiva</strong>, il <strong>paternalismo autoritario,</strong> l'amore per la scorciatoia demagogica e il<strong> disprezzo irridente per ogni contropotere democratico</strong>, a cominciare dalla magistratura e dal giornalismo indipendenti, <strong>l'insofferenza per le regole costituzionali, appresa alla scuola della P2.</strong></p>
<p>Il problema non è mai stato quanto e come possa cambiare Berlusconi, che non cambia mai. Piuttosto quanto e come è cambiata l'Italia, che in questi quindici anni è cambiata moltissimo. In parte grazie all'enorme potere mediatico del premier.<!--more--></p>
<p>Ogni volta che <strong>Berlusconi ha conquistato Palazzo Chigi</strong> ha provato a <strong>forzare l'assetto costituzionale</strong> e per prima cosa ha attaccato con violenza la magistratura. Lo ha fatto nel <strong>1994 con il decreto Biondi</strong>, primo atto di governo; nel <strong>2001, quando i decreti d'urgenza sulla giustizia furono presentati prima ancora di ricevere la fiducia</strong>; e oggi. Con una escalation di violenza nei toni e, ancor di più, nei contenuti dei provvedimenti.</p>
<p>Il <strong>pacchetto giustizia di oggi è più eversivo della Cirami e del lodo Schifani</strong>, a sua volta più eversivi del "<strong>colpo di spugna" del '94</strong>. Ma, alla crescente forza delle torsioni imposte da Berlusconi agli assetti democratici, ha corrisposto una <strong>reazione dell'opinione pubblica sempre più debole</strong>. Nel <strong>'94 la rivolta contro la "salva-ladri"</strong> azzoppò da subito un governo destinato a durare pochi mesi. Nel 2001 i<strong> "girotondi"</strong> inaugurarono una stagione di movimenti, con milioni di persone nelle piazze, che si tradussero fin dal primo anno in una serie di pesanti sconfitte elettorali per la maggioranza di centrodestra, pure larghissima in Parlamento.</p>
<p><strong>La terza volta, questa,</strong> in presenza di <strong>un tentativo ancora più clamoroso di far saltare i cardini della magistratura indipendente</strong>, la <strong>reazione è molto debole</strong>. L'opposizione, accantonate le illusioni di dialogo, annuncia una stagione di lotte, ma non ora, in autunno. <strong>La cosiddetta società civile sembra scomparsa dalla scena</strong>. I magistrati sono gli unici a ribellarsi con veemenza, ma sembrano isolati, almeno nei sondaggi. Quasi difendessero la propria corporazione e non i diritti e la libertà di tutti, così come l'hanno disegnata i padri della Costituzione.</p>
<p>Ecco che la questione non è che cosa sia successo a Berlusconi (nulla), ma <strong>che cosa è successo al Paese</strong>. Siamo davvero diventati un "paese un po' bulgaro", come si è lasciato sfuggire il demiurgo pochi giorni fa? La risposta, purtroppo, è sì.</p>
<p>In questo quarto di secolo che non ha cambiato Berlusconi, l'Italia è cambiata molto e in peggio, il tessuto civile e sociale si è logorato, il senso comune è stato modellato su pulsioni autoritarie. <strong>Molti discorsi che si sentono negli uffici, nei bar, sulle spiagge oggi, da tutti e su tutto, si tratti di immigrazione o di giustizia, di diritti civili come di religione, di Europa o di sindacati, nell'Italia del '94 sarebbero stati inimmaginabili.</strong></p>
<p>Il berlusconismo è partito dalla pancia di un Paese dove la democrazia non si è mai compiuta fino in fondo, per mille ragioni (ragioni di destra e di sinistra), ma ora ha invaso tutti gli organi della nazione ed è arrivato al cervello. La mutazione genetica della società italiana è evidente a chi ci guarda da fuori. <strong>Perfino negli aspetti superficiali, di pelle: non eravamo mai stati un popolo "antipatico", com'è oggi</strong>. Più seriamente, il ritorno di Berlusconi al potere e le sue prime e devastanti uscite hanno evocato i peggiori fantasmi sulla scena internazionale.</p>
<p>Si tratta però di vedere se il "caso Italia" è tale anche per gli italiani. Se nell'opinione pubblica esistano ancora quei reagenti democratici che hanno impedito nel '94 e nel 2001 la deriva, più o meno morbida, verso un regime. I segnali sono contraddittori, la partita è aperta. Certo, in questi decenni la forza d'urto del populismo berlusconiano è andata crescendo, così come la presa su pezzi sempre più ampi di società. Non si tratta soltanto di potere delle televisioni o dell'editoria, ma di una vera e propria egemonia culturale. E sorprende che nell'opposizione, gli ex allievi di Gramsci, ancora oggi, a distanza di tanto tempo, non comprendano i meccanismi e la portata della strategia in atto.</p>
<p>Altro che "l'onda lunga" di craxiana memoria. Anche loro, purtroppo, non cambiano mai. Si erano illusi (ancora!) di trasformare Berlusconi in uno statista, offrendogli un tavolo di trattative. S'illudono (ancora!) di poter resistere con la politica del "giù le mani" e con l'arroccarsi nelle regioni rosse, che sono già rosa pallido e rischiano prima o poi di finire grigie o nere. In attesa di tempi migliori.</p>
<p>Non ci saranno tempi migliori per l'opposizione. Bisogna trovare qui e ora il coraggio di proposte forti e alternative al pensiero unico dominante, invenzioni in grado di suscitare dibattito e bucare così la plumbea egemonia "bulgara" dell'agenda governativa. Bisogna farsi venire qualche idea, anzi molte, una al giorno, per svegliare l'opinione pubblica democratica dal torpore ipnotico con cui segue gli scatti in avanti di Berlusconi. Lo stesso torpore ipnotico che coglie la preda davanti alle mosse del caimano. Che alla fine, attacca.</p>
<p>(21 giugno 2008)</p>
<p style="text-align:center;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Arabia Saudita, violentata ma condannata a carcere e frusta]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/11/19/arabia-saudita-violentata-ma-condannata-a-carcere-e-frusta/</link>
<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 08:31:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.it.wordpress.com/2007/11/19/arabia-saudita-violentata-ma-condannata-a-carcere-e-frusta/</guid>
<description><![CDATA[RIAD (Arabia Saudita). E’ stata violentata da sei uomini ma per lei è giunta comunque una condann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://img340.imageshack.us/img340/380/tribunaleux4.jpg" alt="Arabia Saudita - Quarto Mondo" align="left" height="216" hspace="2" width="320" /><span style="font-size:12pt;color:black;font-family:'Arial','sans-serif';"><strong>RIAD (Arabia Saudita).</strong></span><span style="font-size:12pt;color:black;font-family:'Arial','sans-serif';"> E’ stata violentata da sei uomini ma per lei è giunta comunque una condanna a sei mesi di carcere e 200 frustate. I suoi aguzzini, invece, hanno avuto pene da due a nove anni di reclusione. La decisione arriva da un tribunale saudita, ieri riportata dal quotidiano palestinese “al Quds al Arabi” edito in Gran Bretagna.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 3.6pt;"><span style="font-size:12pt;color:black;font-family:'Arial','sans-serif';">La 21enne, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni, è stata ritenuta colpevole di essersi fatta trovare dagli stupratori mentre era “appartata con un uomo”. Un reato gravissimo in Arabia Saudita, che ha consentito ai sei uomini di evitare la pena capitale prevista in questi casi. Il suo avvocato, <strong>Abdul Rahamn al Laham</strong>, è stato addirittura sospeso dalla professione e dovrà anche sottoporsi a “una commissione educativa” ordinata dal ministero della Giustizia. La giovane non ha nemmeno l’appoggio della sua famiglia, che si ritiene “caduta nel disonore”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 3.6pt;"><span style="font-size:12pt;color:black;font-family:'Arial','sans-serif';">La storia risale a due anni fa. Un uomo iniziò a telefonare alla ragazza per chiederle di incontrarla. Lei, dopo alcuni rifiuti, gli inviò una sua foto. Poi, dopo essersi fidanzata con un altro uomo, scelto dalla sua famiglia per il matrimonio, chiese la restituzione della fotografia, fissando un appuntamento con il misterioso ammiratore. L’aggressione avvenne proprio mentre era in auto “appartata” con lui: sei uomini, armati di coltelli, la sequestrarono e portarono in una fattoria fuori città, violentandola e scattando delle foto con il suo cellulare. Quelle stesse foto che usarono per ricattarla: se avesse rivelato l’episodio loro le avrebbero inviate a tutti. Tornata a casa, la ragazza tentò il suicidio con delle pillole che però le provocarono solo un malore facendola finire in ospedale. Confessò, a quel punto, ciò che le era accaduto ma il suo promesso sposo non la ripudiò. Questa è stata l’unica fortuna da lei avuta. Assieme al fidanzato riuscì a rintracciare uno degli stupratori, che lavorava in un mercato del pesce, denunciandolo. Purtroppo, una volta in aula, da vittima è divenuta imputata, con i giudici che l’hanno ritenuta colpevole.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 3.6pt;"><font color="#0000ff"><span style="font-size:12pt;color:black;font-family:'Arial','sans-serif';"><strong>Lei, adesso, riconosce quella che fu una sua ingenuità, è consapevole che non doveva incontrarsi in auto con quell’uomo, ma ritiene che per la sua “colpevolezza”, qualora ci sia stata o meno in base alle leggi del suo paese, abbia già pagato con la brutale violenza subita.</strong></span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0 0 3.6pt;" align="right"><strong><em>Articolo da: <a href="http://www.pupia.tv/notizie/0001705.html" title="Arabia Saudita - stenteremmo a crederci, ma li la Democrazia Amricana ha portato anche questo" target="_blank">www.pupia.tv </a></em></strong></p>
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