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	<title>depiliamoci &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/depiliamoci/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "depiliamoci"</description>
	<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 15:01:22 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[La storia delle cose]]></title>
<link>http://interessipersonali.wordpress.com/?p=158</link>
<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 08:17:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>interessipersonali</dc:creator>
<guid>http://interessipersonali.it.wordpress.com/2008/09/15/la-storia-delle-cose/</guid>
<description><![CDATA[
Qualche mese fa ho trovato in rete questo video di Annie Leonard, di sicuro non è più una novità]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.storyofstuff.com" target="_blank"><img class="alignnone" src="http://www.storyofstuff.com/banners/SOS_BUTTON.jpg" alt="" width="272" height="402" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Qualche mese fa ho trovato in rete questo video di <a href="http://www.storyofstuff.com/anniesbio.html" target="_blank">Annie Leonard</a>, di sicuro non è più una novità , ma resta indiscussa la sua efficacia. (<a href="http://www.storyofstuff.com/" target="_blank">sito ufficiale</a>)<br />
Tratta del nostro attuale sistema di sviluppo, imperniato sulla crescita economica (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo" target="_blank">PIL</a>-prodotto interno lordo) e la logica del profitto, della  sua mancanza di rispetto per l'ambiente e per le popolazioni, dello spreco e dell'infelicità delle società sviluppate, dei sistemi lineari di produzione che richiedono in ingresso grosse quantità di risorse ,sia naturali che umane, e che producono rifiuti, inquinamento e sottomissione al sistema consumistico.<br />
Il video è stato tradotto dagli autori di <a href="http://www.benessereinternolordo.net/joomla/index.php?option=com_frontpage&#38;Itemid=1" target="_blank">dePILiamoci</a>, promotori dell'abbandono del PIL come indice di  misura della crescita economica e della sua sostituzione con il <a href="http://www.benessereinternolordo.net/joomla/index.php?option=com_content&#38;task=section&#38;id=43&#38;Itemid=81" target="_blank">BIL</a> (Benessere interno lordo).<br />
Utile per la tematica del cambiamento è anche il <a href="http://www.decrescitafelice.it/" target="_blank">sito</a> del Movimento della decrescita felice creato da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Pallante" target="_blank">Maurizio Pallante</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo il video potrete leggere il decalogo del movimento della decrescita felice o <a href="www.decrescitafelice.it/wp-content/uploads/2008/08/decalogo.pdf" target="_blank">scaricarvelo</a>.<br />
Per chi desidera approfondire ulteriormente l'argomento vi rimando ai <a href="http://www.decrescitafelice.it/?page_id=45" target="_blank">video</a> di Maurizio Pallante.<br />
Buon BIL a tutti!!!
</p>
<p style="text-align:justify;">[googlevideo=http://video.google.com/videoplay?docid=-2138416794381091301&#38;hl=it]</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><br />
Decalogo del movimento della decrescita felice</strong></p>
<p style="text-align:justify;">L’obiettivo del presente decalogo consiste nell’individuare azioni e comportamenti da porre in  essere per circoscrivere e delimitare la quantità di merci e servizi da cui si dipende, favorendo la condivisione delle buone prassi e, sopratutto la realizzazione di beni (non merci) atti a migliorare il  benessere e ridurre la quantità di rifiuti immessi nell’ambiente in cui viviamo.<br />
<strong>1.Accorciare le distanze tra produzione e consumo, sia in termini fisici che umani.</strong><br />
Ricollocare il più possibile l’economia nel territorio in cui si vive. Chiederesi sempre quanta strada ha fatto ciò che si sta consumando e chi lo ha prodotto. Fare acquisti direttamente dal produttore oppure creare o entrare a far parte di un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) per: minimizzare i chilometri percorsi dai beni nel loro viaggio tra luogo di produzione e luogo di consumo; stabilire rapporti umani di amicizia e fiducia con chi produce.<strong><br />
2.Riscoprire il ciclo delle stagioni ed il rapporto con la terra.</strong><br />
Trovare il tempo per interrogarsi sulle qualità, ecologiche ma non solo, di ciò che si sta consumando e quale potrebbe essere l’alternativa più ecologica, salutare, piacevole e conviviale per soddisfare gli stessi bisogni.<br />
Fermarsi a contemplare la Natura, comprendere i suoi cicli e confrontarli con i cicli industriali che sono alla base del proprio modello di produzione e consumo. Confrontare i propri ritmi con quelli della Natura. Rallentare, invece di accelerare.<br />
Riscoprire il gusto di aspettare la stagione giusta per assaporare i frutti della terra nel momento in cui sono più saporiti e nutrienti.<br />
Conoscere il territorio in cui si vive e le risorse naturali e umane che offre, anche in termini di saper fare derivante da conoscenze tradizionali (artigianato, cultura popolare, metodi colturali).<strong><br />
3.Ridefinire il proprio rapporto con i beni e con le merci.</strong><br />
Sostituire il più possibile le merci (prodotte per essere vendute) con beni autoprodotti o scambiati all’interno di relazioni non mercatili, riportando il mercato alle sue dimensioni fisiologiche (acquisire e diffondere la consapevolezza che il mercato non può essere eliminato, ma, allo stesso tempo, non è l’unico luogo dove poter soddisfare i propri bisogni).<br />
Autoprodurre il più possibile:<br />
beni alimentari (ad es. yogurt, pane, dolci, liquori, conserve alimentari…);<br />
altri beni (ad es. capi di vestiario, mobili… )<br />
Analizzare, valutare e promuovere i vantaggi dell’autoproduzione rispetto all’acquisto di merci in termini di maggiore qualità dei beni utilizzati (assenza di additivi chimici e processi finalizzati all’incremento della produzione e alla riduzione dei costi a scapito della qualità), minore impatto ambientale (meno energia e trasporti, meno imballaggi e rifiuti, più recupero e riciclaggio), conservazione e trasmissione del saper fare, creazione di momenti di nuova socialità.<br />
<strong>4.Ricostruire le interazioni sociali attraverso la logica del dono.</strong><br />
Creare momenti comunitari di scambio di beni autoprodotti utilizzando la logica del dono, facendo attenzione a non cadere nella logica del baratto: il baratto è il precursore della moneta e, quindi, degli scambi mercantili!<br />
Donare la propria esperienza, il proprio sapere e il proprio tempo agli altri. Condividere le proprie esperienze come presupposto per ulteriori scambi non mercantili di beni e competenze.<br />
Donare beni, tempo, sapere e saper fare essendo sempre consapevoli che in una comunità c’è l’obbligo di donare, l’obbligo di ricevere e l’obbligo di restituire più di quanto si è ricevuto.<br />
<strong>5.Fare comunità</strong><br />
Consolidare nel tempo le relazioni umane non mediate dal denaro all’interno della propria cerchia familiare, anche allargata, e all’interno della propria cerchia di amici e conoscenze. Creare periodicamente le occasioni per fare in modo che le relazioni umane generate dall’economia del dono diventino il più possibile stabili nel tempo.<br />
<strong>6.Allungare la vita alle cose, rifiutando la logica dell’ “ultimo modello”.</strong><br />
Adottare uno stile di vita che poggi sulle quattro R (riduzione, riuso, recupero, riciclaggio) e impegnarsi a diffonderlo il più possibile e con tutta la creatività di cui si è capaci in ambito familiare, tra gli amici, sul posto di lavoro.<br />
Trattare le le merci per quello che sono: un mezzo e non un fine.<br />
Usare tutta la propria creatività per aumentare la durata di qualsiasi bene (ad es. rigenerazione motori automobilistici, superamento del concetto di moda e adozione del concetto di utilità, abitudine alla autoriparazione dei beni, ecc.).<br />
<strong>7.Ripensare l’innovazione tecnologica.</strong><br />
Adottare tecnologie che riducono il consumo di risorse naturali preferendo l’innovazione volta al risparmio invece che quella rivolta all’incremento dei consumi. Interagire con le imprese che aderiscono al MDF e propongono prodotti o servizi capaci di ridurre, anche drasticamente, i nostri consumi.<br />
<strong>8.Esserci pesando il meno possibile sull’ambiente, come forma di massimo rispetto per noi stessi e le generazioni future.</strong><br />
Ridurre il più possibile la propria impronta ecologica, facendo le stesse cose con meno oppure evitando di fare cose non strettamente necessarie per il proprio benessere e quello degli altri. Ridure l’impiego di mezzi di locomozione propri, laddove possono essere sostituiti da mezzi pubblici o mezzi meno inquinanti. Adottare e diffondere forme di trasporto condivise come il car sharing o il car pooling.<br />
Attuare prassi di risparmio energetico (incremento dell’efficienza energetica della propria casa e nell’utilizzo di apparecchiature domestiche, proposizione di impianti condominiali più efficienti nell’uso delle fonti energetiche - realizzazione di apparati di autoproduzione dell’energia).<br />
Proporre, e attuare per quanto possibile, un modello altrenativo alle grandi centrali e al trasporto dell’energia su lunghe distanze, basato sulla produzione energetica su piccola scala per l’autoproduzione e la vendita alla rete delle eccedenze.<br />
<strong>9.Ridefinire il proprio rapporto con il lavoro.</strong><br />
Ridefinire il lavoro salariato come mezzo per soddisfare parte dei propri bisogni e non come fine della propria esistenza. Concepire il lavoro in generale come strumento per l’affermazione della dignità umana, ma non come l’unica modalità di espressione della medesima. Sperimentare stili di vita capaci di ridurre i consumi inutili e dannosi come presupposto per ridurre il tempo dedicato al lavoro salariato necessario per pagarli.<br />
<strong>10.Diffondere i principi del Movimento per la Decrescita Felice in ambito politico.</strong><br />
Anche senza partecipare direttamente a competizioni elettorali e o alla vita di partiti poitici, trovare le strade per far giungere le idee e le proposte del MDF a chi ha il compito di governare il territorio in cui si vive. Essere il “lievito” della vita politica partendo dal basso, dagli ambiti più vicini alla vita e ai problemi delle persone. Organizzare incontri pubblici, coinvolgere i propri concittadini in battaglie specifiche evitando ogni tentativo di strumentalizzazione delle idee e delle proposte del MDF.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[stupidopilo e le elezioni]]></title>
<link>http://piccoloverdeelfo.wordpress.com/?p=91</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 23:26:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>atti84it</dc:creator>
<guid>http://piccoloverdeelfo.it.wordpress.com/2008/04/18/stupidopilo-e-le-elezioni/</guid>
<description><![CDATA[Arrivò il tempo delle elezioni e Stupidòpilo si trovò a dover scegliere quale candidato votare. N]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivò il tempo delle elezioni e Stupidòpilo si trovò a dover scegliere quale candidato votare. Nonostante morisse dalla voglia di andare all'Auchan a contribuire alla spirale dell'economia, tuttavia decidette di sedersi davanti alla tv e da buon cittadino scegliere chi avrebbe contribuito di più a far crescere i fatturati di questo paese.</p>
<p>Per primo parlò un omino. Prometteva la <strong>privatizzazione</strong> di beni e servizi, come l'acqua ad esempio. E Stupidòpilo rifletteva: dare un prezzo all'acqua?! Mi sembra un'assurdità inconcepibile!<br />
Ma poi pensò: così facendo, qualcuno potrà venderla, guadagnarci, fatturare, sono soldi, mercato, crescita, PIL!! i suoi occhi brillarono di commozione..<br />
Introducendo il denaro magari i prezzi dell'acqua sarebbero aumentati, e qualcuno non avrebbe potuto permettersela, ma il mercato era avvantaggiato e Stupidòpilo se ne rallegrava.</p>
<p>Poi parlò l'omino delle <strong>grandi opere</strong>. Disse che erano cose importanti per stare al passo coi tempi, che incrementavano i trasporti e il commercio.<br />
Per un attimo Stupidòpilo si chiese come queste cose potessero giovare alla sua vita quotidiana, se alla fine gli sarebbe entrato in tasca qualcosa o avrebbe ricevuto dall'affare solo più inquinamento e più rumore..<br />
Ci pensò solo per un attimo, poi il potere ipnotico delle parole “commercio” e “sviluppo” lo fece immediatamente desistere da queste idee da disfattista e sovversivo.<br />
A dir la verità un po' si chiese se avesse senso un fiume di soldi per la mafia, e se servisse costruire un ponte in un'area dove la Salerno-Reggio Calabria è in costruzione da trent'anni; gli venne qualche dubbio, ma il politico dalla tv ripeteva di nuovo e a voce più alta che l'opera era importante per la crescita e questo bastò a fugare ogni dubbio, perchè finchè c'è crescita c'è speranza.</p>
<p>Apparve un omino a parlare di <strong>equità sociale</strong>. Diceva che non ha senso produrre se la ricchezza non arriva a tutti. Proponeva alte tasse per i ricchi e servizi sociali gratuiti per tutti.<br />
Stiamo scherzando?! Questa cosa Stupidòpilo proprio non la concepiva!! Chissenefrega a chi va la ricchezza, l'importante è che il PIL cresca!!<br />
Forse ci saranno i super-ricchi che andranno nelle cliniche private e manderanno i figli nelle scuole private, saranno protetti da polizia privata e avranno la loro personalissima assicurazione-che-copre-tutto; e dall'altra parte i poveracci precari sfruttati e malpagati, senza accesso agli ospedali, con i figli nelle scuole peggiori.. insomma un po' come funziona negli USA.. ma guarda che PIL!! puoi comprare e vendere di tutto e ci sono milioni di poveri.. sono la superpotenza mondiale e gli ospedali ti sbattono la porta in faccia se non sei assicurato.</p>
<p>Ascoltò un po' tutti i comizi e alla fine si sentiva un po' confuso. Tuttavia si rallegrò che tutti i politici avessero a cuore il tema della “crescita”: ciò gli toglieva l'imbarazzo della scelta e si sentiva leggero.<br />
Sembrava che ogni colore politico affogasse nell'utopia della crescita ogni ideologia e disputa: quando si cresce si sta bene tutti.<br />
“Per fortuna che – almeno in questo paese – non devo temere quei pazzi della decrescita!! Per  fortuna quelli lì non hanno rappresentanza tra questi partiti!!”</p>
<p>Proprio mentre pensava queste parole, <strong>lo spirito della madre terra</strong> si impossessò del televisore e parlò:<br />
“Bestia! Mi sono rotta i coglioni di sopportare quello che mi state facendo! Tagliate i miei fratelli alberi e mi immerdate di rifiuti!!<br />
Ho disposto altri 30 anni di petrolio, poi non avrete più energia!<br />
Smaniate per la crescita ma state impazzendo tutti, e quando smetterò di rifornirvi di rame e ferro,  quando non saprete come trasportarvi, come concimare, come arare, allora col cazzo che parlerete di crescita!”</p>
<p>Stupidòpilo ascoltava la scatoletta posseduta ed era esterrefatto. Non aveva parole.</p>
<p style="text-align:center;">---</p>
<p style="text-align:left;">Il racconto che avete appena letto appartiene alla "<a href="http://piccoloverdeelfo.wordpress.com/category/stupidopilo/">Saga di Stupidòpilo</a>"</p>
<p style="text-align:center;">---</p>
<p>In rete ho trovato un ottimo filmato che si chiama <strong>La storia delle cose</strong>. Parla di come funziona il sistema, cos'è il <strong>consumismo</strong>, l'impatto delle cose che acquistiamo, i <strong>rifiuti</strong>..<br />
Lo trovate <a href="http://www.benessereinternolordo.net/joomla/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=256&#38;Itemid=23">qui</a>, e questo è il link diretto: <a href="http://83.103.85.180/download/LaStoriaDelleCose.zip">download</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DePILiamoci]]></title>
<link>http://nicolabel.wordpress.com/?p=154</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 23:45:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabel</dc:creator>
<guid>http://nicolabel.it.wordpress.com/2008/03/20/depiliamoci/</guid>
<description><![CDATA[“Non     troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel     mero ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://bp1.blogger.com/_bmjXhvj1en0/R96akslPLwI/AAAAAAAAA_A/Uvrz6Cq-LgY/s320/8.21+Robert_Kennedy.jpg" align="right" height="240" width="175" /><i>“Non     troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel     mero perseguimento del <b>benessere economico</b>, nell'ammassare senza fine beni     terreni. </i><i>Non     possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i     successi del Paese sulla base del <b>prodotto interno lordo</b>. Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e     le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei     fine-settimana.</i></p>
<div align="justify"></div>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><i>Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le     nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle.     Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti     violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e     testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per     sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono     i bassifondi popolari.</i></p>
<div align="justify"></div>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><i>Il PIL non tiene conto della <b>salute </b>delle nostre     famiglie, della <b>qualità </b>della loro educazione o della <b>gioia </b>dei loro momenti di     svago. Non comprende la <b>bellezza </b>della nostra poesia, la <b>solidità </b>dei valori     familiari, l'<b>intelligenza</b> del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra     arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza,     né la nostra compassione né la devozione al nostro Paese. Misura tutto, in     breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere     orgogliosi di essere americani”.</i></p>
<p style="text-align:justify;" align="justify"><b>Robert Kennedy</b>, 18 marzo 1968 (da <a href="http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E66630,00.html" target="_blank">Report del 16 marzo</a>)</p>
<p style="text-align:justify;" align="justify">Il titolo del post è anche quello del <a href="http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788835959786&#38;pc=000005002002002" target="_blank">volumetto</a> di Roberto Lorusso e Nello De Padova che descrive un modello di sviluppo basato sul <b>benessere interno lordo</b> anziché sul PIL e, attraverso <a href="http://www.benessereinternolordo.net/joomla/mappa_interattiva/mappa.html" target="_blank">questa</a> <b>mappa causale</b> basata sulla <a href="http://www.systemdynamics.org/" target="_blank">system dynamics</a>, si propone di "<i>mettere in discussione la mentalità che definisce ed organizza la nostra società, di immaginare, individuare e realizzare alternative allo sviluppo fine a se stesso</i>", in una parola di <b>liberarsi del PIL superfluo</b>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[stupidopilo va a puttane]]></title>
<link>http://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/01/08/stupidopilo-va-a-puttane/</link>
<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 23:17:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>atti84it</dc:creator>
<guid>http://piccoloverdeelfo.it.wordpress.com/2008/01/08/stupidopilo-va-a-puttane/</guid>
<description><![CDATA[Stupidopilo era solito andare a puttane. &#8220;perchè far sesso gratis quando possiamo far crescer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Stupidopilo era solito andare a puttane. "perchè far sesso gratis quando possiamo far crescere il PIL?" si diceva lui ed era contento di sborsare denaro per il bene della nazione.</p>
<p>Un giorno poi scoprì che in realtà queste attività non proprio legali non vengono conteggiate nei libroni del ministero delle finanze, e si disperò, perchè non aveva contribuito abbastanza al bene comune. Quanto seme gettato!</p>
<p>Fu così che decise di non fare più sesso, per poter concentrare tutto il suo denaro ed energie verso attività che facessero incrementare il prodotto interno lordo.</p>
<p>Il giorno dopo, con fervente zelo e profonda autostima pedinò e assassinò quel tale (v. "<a href="http://piccoloverdeelfo.wordpress.com/racconti/un-sabato-mattina/">un sabato mattina</a>") che aveva comprato una maglietta usata.</p>
<p>Poi minacciò con parole inenarrabili una vecchina che stava mandando in malora l'economia autoproducendosi una crostata di mele. "vergogna! non solo non la compri al supermercato la crostata, ma hai anche il coraggio di prendertele dall'albero di casa le mele! guarda me: io le faccio arrivare dalla nuova zelanda!! tsk - aggiunse tra sè e sè - è colpa di gentaccia così se c'è la crisi!"<br />
La vecchina, superato l'arresto cardiaco, continuò a fare la crostatina e ribattè: "ma perchè, la mia non è meglio? profuma di più ed è pure senza conservanti!"</p>
<p>Ma Stupidopilo non si perdette d'animo, superò la fontana, comprò un po' d'acqua imbottigliata e tornò a casa per pensare alla prossima mossa geniale.</p>
<p align="center">-----</p>
<p><a href="http://piccoloverdeelfo.wordpress.com/category/stupidopilo/">La saga di Stupidòpilo</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupidòpilo va a passeggio]]></title>
<link>http://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2007/12/27/stupidopilo-va-a-passeggio/</link>
<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 19:25:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>atti84it</dc:creator>
<guid>http://piccoloverdeelfo.it.wordpress.com/2007/12/27/stupidopilo-va-a-passeggio/</guid>
<description><![CDATA[Una domenica pomeriggio Stupidòpilo (è questo il suo nome, con l&#8217;accento sulla O) annoiato d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Una domenica pomeriggio Stupidòpilo (è questo il suo nome, con l'accento sulla O) annoiato dall'improduttività di un giorno di bivacco, decise di andare a fare una passeggiata per sgranchire le gambe.<br />
Uscito di casa pensò che il mare era lontano, e avrebbe fatto meglio a prendere un taxi, così da arrivar prima al godimento.<br />
Giunto sul mare iniziò a passeggiare, ma pensò che lì in fondo comunque ci doveva arrivare, e allora prese un altro taxi, per fare prima.<br />
Quando fu alla fine della strada guardò un po' il mare, poi constatò che anche a distanza di un minuto rimaneva sempre lo stesso, quindi era inutile guardarlo ancora.<br />
Così decise di tornare indietro. E per essere più efficiente, indovinate cosa fece? prese un taxi; per arrivare in un baleno e contribuire ancora un po' alla crescita economica del paese.<br />
Giunto a casa si meravigliò di essere stato così rapido, si congratulò con se stesso e come i calciatori baciò la sua maglietta che riportava "Viva la patria, il pil vola e l'economia gira grazie a te!"</p>
<div style="text-align:center;">-----</div>
<p>Stupidòpilo è un personaggio fantastico che è venuto a trovarmi nel corso di una solitaria passeggiata in una tediosa serata a Kartal (turchia).<br />
E' un po' tocco, e proprio per questo crede che se spendiamo soldi a casaccio il pil cresce e stiamo tutti un po' meglio..</p>
]]></content:encoded>
</item>

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