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	<title>difesa-e-sicurezza &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/difesa-e-sicurezza/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "difesa-e-sicurezza"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 05:03:52 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Una vergogna annunciata: Francesca Mambro è libera.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/?p=644</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 12:05:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Francesca Mambro (classe 1959) terrorista di Estrema Destra e moglie di Valerio Fioravanti è tornat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesca_Mambro">Francesca Mambro</a> (classe 1959) terrorista di Estrema Destra e moglie di Valerio Fioravanti è tornata in libertà. La Mambro iniziò la sua carriera criminale nel 1979 quando, alla vigilia della Festa della Donna, insieme ad altre terroriste piazzò una bomba davanti alla sede di un'associazione femminista di Roma, nel quartiere Prati. Da quel giorno iniziò in qualità di membro dell'organizzazione terroristica N.A.R. . Francesca Mambro fu riconosciuta colpevole dell'uccisione  di ben 95 persone, tra le quali le 85 vittime della strage di Bologna alla stazione centrale. Ma vanno ricordate due vittime eccellenti: l'Appuntato di Polizia Francesco Evangelista (sopranominato "Serpico") il 28 Maggio 1980 quando la Mambro partecipo all'attentato compiuto  davanti al Liceo romano Giulio Cesare, e l'assassinio del Sostituto Procuratore Mario Amato, 42 anni, sotto la propria casa. In occasione di questo secondo crimine, riporto il testo completo della rivendicazione dei NAR, comunicato ad un giornale:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Oggi 23 Giugno 1980 alle ore 08:05, abbiamo eseguito la sentenza di morte emanata contro il Sostituto Procuratore Mario Amato, per le cui mani passavano tutti i processi a carico dei camerati. Oggi egli ha concluso la sua squallida esistenza imbottito di piombo. Altri, ancora , pagheranno.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/">Mario Adinolfi</a> parla di vergogna. Ma la vera vergogna non sta tanto nel fatto che Francesca Mambro sia un cittadino italiano libero, a 5 anni dalla fine della sua detenzione. No, la vera vergogna è quella di vivere in un Paese che si dice democratico e giusto, dove una terrorista condannata a 9 ergastoli, 84 anni e 8 mesi, si veda scontare la pena complessiva a 36 anni di reclusione, di cui 10 in semilibertà e gli ultimi cinque in libertà.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Gino Birindelli.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/?p=463</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 19:32:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sabato scorso, 2 Agosto, si è spento all&#8217;età di 97 anni l&#8217;Ammiraglio di Squadra Gino B]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://www.marina.difesa.it/storia/movm/images/movm6016.jpg" alt="" width="185" height="264" />Sabato scorso, 2 Agosto, si è spento all'età di 97 anni l'Ammiraglio di Squadra Gino Birindelli, Medaglia d'Oro al Valore Militare e Medaglia d'Argento al Valore Militare. Birindelli era uno degli ultimi Patrioti viventi (perché solo così va definito). Classe 1911, originario di Pescia, l'Ammiraglio Birindelli fu uno dei componenti del leggendario gruppo d'assalto della Regia Marina Italiana, conosciuto come <em>"i 7 dell'Orsa Maggiore"</em>, sotto il comando dell'allora  Tenente di Vascello Licio Visintini. Birindelli partecipò al primo tentativo contro Alessandria d'Egitto nell'agosto del 1940 e al primo tentativo contro Gibilterra nell'ottobre dello stesso anno, dove per un soffio, per cattivo funzionamento del <em>"Maiale",</em> mancò una nave da guerra britannica. Riferendosi a quei uomini valori e straordinari, il Primo Ministro inglese W. Churchill disse:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Un gruppo di marinai italiani, stanno mettendo in seria difficoltà la Marina più potente del mondo, quella britannica.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Di fatto la vita di Birindelli, così come quella degli altri eroi del mare, non fu mai ordinaria, scontata e noiosa. Finita la guerra, Birindelli fu sempre preso a modello e considerato come era giusto fare. Ricoprì diversi ruoli, fino ad arrivare a Comandante della Squadra Navale italiana. Nel febbraio del 1970, ospitò a bordo della Nave Garibaldi i Parlamentari italiani, membri della Commissione Difesa. Dopo averli ricevuti con il dovuto rispetto li suddivise tra le varie navi che formavano la nostra Squadra Navale (alla fonda nel porto di Cagliari), ordinando ai rispettivi Comandanti delle navi di tenerli rigorosamente nei locali Macchine e Caldaie. I parlamentari dopo quattro ore di navigazione con mare forza 2-3 furono riportati sulla Garibaldi per la conferenza stampa. All'arrivo dell'Ammiraglio Birindelli si scatenarono le proteste dei parlamentari in modo alquanto acceso, per il trattamento ricevuto; Birindelli in tutta risposta disse loro, che quelle erano le migliori condizioni in cui i politici fanno vivere i militari italiani ed in particolare i marinai. Seguì un caso politico grave, che però portò ad aprire finalmente  con serietà e responsabilità, la necessità di riformare l'intero sistema militare. Lo stesso Birindelli portò davanti alle sedi opportune quello che verrà ricordato come il <em>"libro bianco"</em> della Marina. Allo stesso Birindelli, sempre in quegl'anni, si deve la riforma del gruppo speciale degli incursori della Marina Militare, oggi denominato Comsubin. Ma a Birindelli spetta anche un altro merito (mai dimostrato e sempre da lui smentito): quello dell'affondamento della ex Corazzata italiana Giulio Cesare. Alla fine della II Guerra Mondiale, avendo perso il conflitto, le nostre Forze Armate dovettero pagare un prezzo molto alto, e la nostra Marina non fu da meno dell'Esercito. Mentre gli americani e gli inglesi si accontentavano di smantellare l'acciaio che componeva le nostre navi da guerra (in particolare le cannonniere), per poi destinarle a Bristol in Inghilterra e da lì fonderlo per poterlo riutilizzare, i Sovietici le nostre navi se li portavano via direttamente. Tra queste va ricordata la gemella della nave scuola Amerigo Vespucci, che si chiamava Cristoforo Colombo. Tra le tanti navi da guerra italiane, non risultava all'inventario postbellico la corazzata Giulio Cesare. Chi diceva che era stata affondata tra la Sardegna e la Corsica, chi diceva che l'avevano presa gli inglesi e gli americani, sta di fatto che il Giulio Cesare non si sapeva che fine aveva fatto. Negli anni Cinquanta un nostro diplomatico accreditato in Romania, si accorse che una delle navi sovietica ormeggiate nel porto, gli era tanto familiare. Fece fare delle fotografie e i microfilm furono mandati a Roma al Palazzo della Marina. Subito si accorsero che quella nave era la Giulio Cesare e sentito il Presidente del Consiglio, decisero di mandare degli ex incursori, tra cui Birindelli per minarla con i maiali e affondarla. Così fecero: trasportarono le mignate per ferrovia e la Giulio Cesare affondò per sempre. Negli anni Novanta uscì un dossier del settimanale Espresso, ma Birindelli negò sempre così come fece un altro grande eroe della nostra Marina che fu accusato di aver fatto parte della spedizione, e cioé Luigi Ferraro, anch'esso Medaglia d'Oro al Valore Militare e soprannominato <em>"l'affondatore solitario"</em> per le sue straordinarie azioni d'assalto in Turchia. Con Birindelli non se ne va soltanto l'ultimo grande eroe delle Forze Armate italiane, ma anche un pezzo di storia dell'Italia, che non dovrebbe mai essere dimenticata.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Dimonius maladius.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/?p=461</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 05:19:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2008/08/06/dimonius-maladius/</guid>
<description><![CDATA[La notizia è apparsa solo nei giornali locali, ma pare che l&#8217;idea di schierare le Forze Armat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">La notizia è apparsa solo nei giornali locali, ma pare che l'idea di schierare le Forze Armate a fianco di quelle d'Ordine per contrastare la delinquenza comune e dare così maggior sicurezza preventiva ai cittadini italiani, non sia piaciuta molto a certi ambienti militari ed in particolare al Corpo della Brigata Sassari, una delle "Forze di Proiezione" più famose nel mondo del nostro Esercito. La notizia parla di oltre 100 militari del glorioso e leggendario corpo militare che hanno marcato visita presentando un certificato medico, per evitare così di essere assegnati al nuovo ruolo istituzionale di passeggiatori urbani, anche se l'Ufficio Stampa dei Sassarini parla soltanto di una decina di casi e che il tutto, come al solito è stato gonfiato dai Media. La Brigata Sassari nasce nel 1915, debuttando così nella Grande Guerra nei principali teatri del Nord Italia; è lì che conferirà la sua prima medaglia d'oro al valore militare, insieme al soprannome di <em>"Dimonius"</em> e cioé Diavoli. Tale nome gli fu dato dal nemico austriaco: pare (ma non è mai stato dimostrato) che i Sassarini dopo le battaglie avessero il vizio di staccare un orecchio di ogni nemico che avevano eliminato e che poi li portassero intorno al collo a mò di collana, inseriti su una catenina. Quando sfilarono davanti al Re alla fine della guerra, lo stesso notò come nel petto i soldati di quel reparto avessero la divisa rosso sangue, per via delle decine di orecchie che ancora colavano di sangue, da qui il termine <em>"Diavoli Rossi"</em>, ma ripeto è soltanto una leggenda metropolitana di fonte austriaca. Sta di fatto, che la Brigata Sassari divenne presto famosa per il suo coraggio, la sua temperanza e la sua forza, al punto da offuscare la nomea ancora più temibile del corpo degli Arditi. Oggi la Brigata Sassari è composta da due reggimenti di fanteria (151° e 152°), da un reggimento Genio Guastatori (5°) e da un Reparto Comando e Supporto Tattico. E' composto da elementi in maggior parte sardi e l'attuale governo ha pensato bene di trasformarli in netturbini mandandoli a Napoli e in ronde, mandandoli per le strade delle città a passeggiare con i Vigili Urbani. E' il segno dei tempi. Di questi tempi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Impressionante.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/?p=447</link>
<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 05:46:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutto potevo immaginare, ma che l&#8217;opposizione di Centro-Sinistra inveisse contro la maggioranz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Tutto potevo immaginare, ma che l'opposizione di Centro-Sinistra inveisse contro la maggioranza di Centro-Destra per i vergognosi tagli del bilancio verso le Forze dell'Ordine e le Forze Armate, questo proprio mi mancava. Per bocca del Democratico Minniti, la maggioranza predica bene sul fronte della Sicurezza, ma razzola male, molto male. Ma la cosa più impressionante, è che l'opposizione ha ragione, ha ragione da vendere. Siamo governati da una maggioranza che da una parte invia l'Esercito in Campania per fargli fare il netturbino, e dall'altra taglia i finanziamenti umiliando chi porta una divisa, e indebolendo così quella Sicurezza interna che si trova già da tempo a livelli da terzo mondo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Questione libica: la risoluzione che tarda ad arrivare.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/?p=387</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 14:42:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[La nascita del nuovo governo e il ritorno di un politico come Calderoli nella scena governativa, che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">La nascita del nuovo governo e il ritorno di un politico come Calderoli nella scena governativa, che anni fa aveva fomentato la rabbia dei libici per quel gesto idiota nel mostrare una T-shirt che raffigurava una delle vignette oltraggiose nei confronti del profeta Maometto, ha innescato l'ennesimo scontro alla distanza tra Tripoli e Roma. L'opinione in questo Blog a riguardo della questione libica è sempre la stessa; non è cambiata di una virgola. La Libia è in assoluto il Paese che più di altri minaccia la nostra sicurezza nazionale (soltanto nel 2007, sono arrivate dalle coste libiche oltre 1.700 profughi). E' il Paese che più di altri, porta dentro di se un odio e disprezzo verso noi italiani, ingiustificato e soprattutto che non è riscontrabile in nessun altro Paese (ex colonia dell'Italia). Nè in Eritrea, in Etiopia e tantomeno in Somalia, abbiamo delle corrispondenze tali. Così come nei Paesi appena citati, non vi è alcuna legge o manifestazione che possa essere lontanamente paragonata a quella libica che si celebra nel mese di Ottobre. Altresì, la Libia è l'unica delle ex colonie italiane, che è retta da una dittatura. Questo Blog continua a sostenere che con la Libia non ci debba essere altro rapporto se non quello di natura commerciale e che questa situazione complessiva, non possa essere risolta se non con la forza e quindi con l'intervento militare, che demolisca il regime dittaroriale, che introduca i passi necessari per avviare la nascita di una democrazia compiuta e che la nascente democrazia libica, riservi all'Italia una via preferenziale per quanto riguarda gli accordi commerciali ed economici riguardanti il mercato del petrolio e del gas naturale (quello che i francesi alle proprie ex colonie hanno sempre imposto con il termine di <em>"affilation"</em>).</p>
<p style="text-align:justify;">Link: <a href="http://liberalblog.eu/2007/04/02/la-questione-libica/">La Questione Libica</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il Generale ha ragione.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/?p=349</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 08:05:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le dichiarazioni del Generale Del Vecchio non hanno nulla di omofobo o razzista. Il Generale ha ragi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Le dichiarazioni del Generale Del Vecchio non hanno nulla di omofobo o razzista. Il Generale ha ragione: la vita militare ed in particolare quella legata alle azioni militari, è incompatibile con l'omosessualità. Chi in queste ore, non fa che gettare fango su quelle dichiarazioni ed di chi le ha proferite, evidentemente non ha idea di cosa significa essere sotto le Armi. Evidentemente, non ha mai indossato una divisa in  vita sua, nemmeno per il giorno di carnevale. C'è ancora molto da fare, sotto le Forze Armate (la questione applicata alle Forze dell'Ordine è tutta un'altra storia), per quanto riguarda la presenza del Sesso femminile, figuriamoci se dovessimo permettere anche l'ingresso dei Gay.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Essere Conservatori Liberali fino in fondo.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/?p=321</link>
<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 12:35:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2008/03/14/essere-conservatori-liberali-fino-in-fondo/</guid>
<description><![CDATA[Nella trasmissione televisiva Ottoemezzo di ieri sera, l&#8217;ospite era Sergio Romano. Ne è uscit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nella trasmissione televisiva Ottoemezzo di ieri sera, l'ospite era Sergio Romano. Ne è uscita una delle puntate più educative e interessanti degli ultimi mesi. Il merito non era certo dei conduttori, ma semmai dell'ospite. Romano ha parlato della Politica Estera italiana dell'ultimo decennio, di come anche in questa ennesima campagna elettorale sia completamente assente, del provincialismo e dilettantismo politico della nostra classe dirigente che non va oltre la punta del proprio naso. Ha parlato anche della Nato che così com'è non serve assolutamente a niente per l'Italia e l'Europa, ma bensì continua ad essere un giocattolo arruginito e noioso soltanto per gli americani; ha parlato della incomprensiva scelta dell'Europa di appoggiare l'indipendenza del Kosovo, continuando ad essere lo zerbino continentale degli Yankees; di come nella questione medio-orientale, è sbagliatissimo stare a senso unico dalla parte degli uni (israeliani) o dalla parte degli altri (palestinesi), ma piuttosto cercare di vedere le sfumature importanti che ci sono da rilevare e che non sono state rilevate ne con D'Alema e ne con Fini. Insomma, ha fatto le pulci e le contropulci a tutti dagli americani agli europei, dal Centro-Destra berlusconiano ai finti democratici liberal della Sinistra Italiana. Insomma, un vero conservatore liberale con la schiena dritta. Che di questi tempi, è un gran bel sentire.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Balcani: sull'orlo del baratro.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/?p=298</link>
<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 13:18:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2008/02/22/balcani-sullorlo-del-baratro/</guid>
<description><![CDATA[Il Giornalismo italiano, che io senza remore ho sempre definito: ignorante, petulante e deficiente, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il Giornalismo italiano, che io senza remore ho sempre definito: ignorante, petulante e deficiente, non si è certamente preoccupato minimamente di analizzare quello che stava per capitare in Kosovo e in Bosnia, secondo un'ottica precisa e imparziale, non curandosi delle scelte (sbagliate) fatte dal nostro Governo in politica estera, in modo tale da dare uno spunto di riflessione intelligente e ragionato, non tanto di quello che stava avvenendo dal punto di vista giuridico, ma di quello che poteva accadere in seguito dal punto di vista politico e sociale. Niente di tutto questo, è così come un grande gregge di pecore, tutti quanti a festeggiare la formale indipendenza kossovara, come se fosse avvenuto chissà quale lieto evento. Le reazioni, però, non si sono fatte attendere: il governo di Belgrado ha detto che non riconoscerà mai il Kosovo come Stato Indipendente e che non rinuncerà alla tutela su di esso; il Cremlino ha minacciato di ripuntare i propri missili sulle basi Nato dell'Europa, comprese quelle italiane; l'Ambasciata americana in Serbia viene incendiata e una persona perde la vita, e mezzo milione di cittadini serbi scendono in piazza per protestare contro l'Unione Europea, contro la Nato, contro gli Stati Uniti e contro le Nazioni Unite. Il Governo russo in attesa del prossimo vertice Nato, non esclude l'intervento militare. In tutto questo, il giornalismo italiano come analizza il fatto? Lo analizza sottovoce, e limitandosi a dare del <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=4188&#38;ID_sezione=&#38;sezione=">dittatore</a>, al politico più democratico che i Balcani si ritrovano da 30 anni a questa parte. Complimenti davvero.</p>
<p align="justify"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/XN5yk5r1Vac'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/XN5yk5r1Vac&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p align="justify">Ad Enzo Bettiza del quotidiano torinese <a href="http://www.lastampa.it">La Stampa</a>, mi permetto di offrirgli un piccolo, ma edificante, ricordo storico:</p>
<blockquote>
<p align="justify">Il 28 giugno 1914 l'erede al trono austro-ungarico, Francesco Ferdinando d'Asburgo, cadde  sotto i colpi di un irredentista slavo a Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina, provincia annessa da poco all'Impero. L'episodio, il casus belli che determinerà lo scoppio della I Guerra Mondiale, non fu di per sé più grave di altri regicidi o attentati a esponenti delle casate regnanti di cui l'Europa fu testimone dalla fine dell'Ottocento. Ma Vienna attribuì alla vicina Serbia, che da tempo alimentava l'opposizione anti-austriaca delle popolazioni slave sottomesse agli Asburgo, la responsabilità dell'assassinio. L'accusa fu pretestuosa: l'attentato ebbe luogo nel territorio dell'Impero, gli autori materiali erano sudditi austriaci e le prove di un effettivo coinvolgimento della Serbia si avranno solo a guerra conclusa. Tuttavia per l'Austria questa è l'occasione per giungere a una soluzione radicale - sia essa politica oppure militare - del problema serbo: fare i conti una volta per tutte con quel nido rivoluzionario che dal confine orientale minacciava  l'unità dell'Impero. E se Vienna, fino ad allora, manifestò ancora una certa esitazione nel compiere i passi che avrebbero condotto alla guerra, c'era  comunque l'alleata Berlino, che invece non aspettava altro che di lanciarsi in un conflitto simile. <u>Così l'Austria-Ungheria del vecchio Francesco Giuseppe si lascierà trascinare dalla Germania del giovane Guglielmo II nel braccio di ferro.</u> Dopo un primo momento di incertezza, il 23 luglio 1914 Vienna presenterà alla Serbia un ultimatum dalle condizioni inaccettabili per uno Stato sovrano. <u>Si pretenderà da Belgrado lo scioglimento di tutte le organizzazioni politiche e patriottiche, il divieto di ogni forma di propaganda anti-austriaca, la partecipazione di funzionari asburgici alle indagini governative in territorio serbo sulle responsabilità dell'atto terroristico. Forte dell'appoggio russo, la Serbia respingerà parte delle richieste e ordinerà la mobilitazione generale.</u> Spronata dalla Germania, l'Austria-Ungheria risponderà con la dichiarazione di guerra. E' il 28 luglio. Il meccanismo delle alleanze sospingerà Berlino, Mosca, Londa e Parigi negli opposti schieramenti: entro la prima settimana di agosto l'Europa precipiterà nella I Guerra Mondiale.</p>
</blockquote>
<p align="justify">Ho voluto, apposta, sottolineare in questo passaggio alcune righe, proprio perché ritengo che valga la pena leggerle e rileggerle più volte con attenzione, per capire esattamente cosa sta succedendo in questo momento nei Balcani, ma soprattutto cosa può succedere in futuro.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Afghanistan: la 12ma vittima.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/2008/02/13/afghanistan-la-12ma-vittima/</link>
<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 16:15:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2008/02/13/afghanistan-la-12ma-vittima/</guid>
<description><![CDATA[Nel primo pomeriggio è arrivata la notizia, che in Afghanistan ha perso la vita un Sottufficiale It]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nel primo pomeriggio è arrivata la notizia, che in Afghanistan ha perso la vita un Sottufficiale Italiano ed è rimasto ferito un altro graduato, entrambi dell'Esercito. Erano intenti in attività di cooperazione sanitaria ai civili, nella Valle di Uzeebin presso la località di Rudbar a meno di cento chilometri dalla capitale Kabul, quando i nostri soldati sono stati coivolti in un conflitto a fuoco. La notizia è arrivata così in Italia, frantumando quel silenzio riottoso da parte dei maggiori leader politici, che all'apertura della campagna elettorale, tutti quanti, nessuno escluso, non si sono degnati di trattare l'argomento della politica estera ed in particolare di quella sulla guerra al terrorismo e all'impegno militare dei nostri contingenti all'Estero. Entrerà così, un argomento cruciale tanto caro agli italiani: la questione sul terrorismo, sulla guerra al fondamentalismo islamico, sull'impegno più attivo dell'Italia e dell'Europa nel combattere il terrorismo islamico e nell'impegnare più fondi finanziari verso la Difesa Italiana e verso il rapporto con gli altri Paesi, a partire dalla Nato, dove proprio in queste settimane gli americani avevano chiesto più impegno da parte del Vecchio Continente, senza nascondere che l'eventuale fallimento in Afghanistan è un fallimento da imputare alla Nato e buona parte di questa responsabilità di fallimento, sarà imputata a noi europei. I maggiori leader politici italiani, hanno espresso il  più sentito cordoglio per l'accaduto ed hanno detto che oggi non c'è spazio per dibattere su questo, per rispetto della Famiglia del soldato morto. Staremo a vedere già dalla prossima settimana, se i candidati Premier saranno capace senza ipocrisia e demagogia, di affrontare l'argomento seriamente e soprattutto se avranno coraggio di prendere delle posizioni forti, anche se non condivise da buona parte degli italiani.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'immortalità demenziale di un cattolico in politica.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/2007/10/04/limmortalita-demenziale-di-un-cattolico-in-politica/</link>
<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 05:23:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2007/10/04/limmortalita-demenziale-di-un-cattolico-in-politica/</guid>
<description><![CDATA[
&#8220;L&#8217;ex BR condannato all&#8217;ergastolo ma in semilibertà, sulle pagine dei giornali p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p align="justify"><em>"L'ex BR condannato all'ergastolo ma in semilibertà, sulle pagine dei giornali per fatti di cronaca, mi ripropone riflessioni sulla Legge Gozzini. Io ho in proposito una mia idea ma certo se la dico vengo fatto a fette. E quindi la tengo per me. Almeno per il momento. Ma vorrei sentire anche da voi se pensate vada rivista o se avete in proposito idee e commenti."</em></p>
</blockquote>
<p align="justify"><a href="http://clementemastella.blogspot.com">Clemente Mastella</a>, Ministro di Grazia Giustizia dell'attuale Governo Italiano e leader-fondatore del movimento politico UDEUR.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mentite spoglie.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/2007/07/06/mentite-spoglie/</link>
<pubDate>Fri, 06 Jul 2007 16:51:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2007/07/06/mentite-spoglie/</guid>
<description><![CDATA[Divampa la polemica sulle intercettazioni telefoniche svolte dai Servizi Segreti Militari nei riguar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Divampa la polemica sulle intercettazioni telefoniche svolte dai Servizi Segreti Militari nei riguardi di esponenti della Magistratura ed è nuovamente scontro politico tra Governo e Opposizione. La mia opinione personale sulla faccenda, è che i Servizi Segreti Militari dovrebbero essere messi in condizione di intercettare chiunque, pur per difendere la nostra sicurezza nazionale e che in tali funzioni, rispondano direttamente al Presidente del Consiglio. Nel 2005 e cioé sotto il Governo di Centro-Destra presieduto dall'On. Silvio Berlusconi, fu approvato dal Consiglio dei Ministri un Decreto che regolava le attribuzioni dei N.O.S. (Nulla Osta di Segretezza), suddivisi in quattro classificazioni: Segretessimo, Segreto, Riservatissimo e Riservato. I Nulla Osta di Segretezza sono i permessi che permettono ad alti funzionari dello Stato, basti pensare agli Ambasciatori, Consoli, etc... di poter accedere ad informazioni per l'appunto segretissime, segrete, riservatissime, riservate. Il responsabile di tali concessioni anche se tramite un Ufficio apposito, è proprio il Presidente del Consiglio. Ora quando si legge sul più importante quotidiano nazionale, che il leader dell'Opposizione, ex Presidente del Consiglio, non sapeva assolutamente nulla delle operazioni di intercettazione verso membri della Magistratura, un cittadino italiano pensa che quel politico non solo sta spudoratamente mentendo agli italiani, ma sta mentendo alle stesse istituzioni dello Stato ed uno che mente, uno che non è capace di dire la verità, o comunque di dare alla Stampa delle dichiarazioni più confacenti alla carica pubblica che ricopre, è un politico che se messo in condizioni di fare quello che ha fatto nel recente passato, non può che mettere in serio pericolo la nostra democrazia  e lo standard civile del popolo italiano.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><u><em>P.S.: chi vi scrive è un figlio di un Sottufficiale della Marina Militare in congedo, il quale durante il suo lungo servizio sotto la MMI, possedeva l'SSCosmic, il livello massimo di segretezza militare (segretessimo).</em></u></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La questione libica.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/2007/04/02/la-questione-libica/</link>
<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 05:02:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[I Media tradizionali non ne hanno parlato, e così grazie a Internet e soprattutto ai Blog si viene ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://liberaliditalia.files.wordpress.com/2008/08/libia.jpg"></a><a href="http://liberaliditalia.files.wordpress.com/2008/08/libia1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-482" src="http://liberaliditalia.wordpress.com/files/2008/08/libia1.jpg" alt="" width="330" height="304" /></a>I Media tradizionali non ne hanno parlato, e così grazie a Internet e soprattutto ai Blog si viene a sapere che la Libia ha chiuso tutte le sedi diplomatiche in Italia (ambasciata e consolati). Un atto estremo, che di solito viene fatto quando si è in procinti di dichiarare lo stato di guerra. Ufficialmente tale atto, è stato giustificato come ordinaria amministrazione per ristrutturazioni dei locali e cose del genere. Tutti le sedi, tranne quella accreditata alla Città del Vaticano, sono chiuse e non attive per nessuno.La verità è che la dittatura di Tripoli, all'insediamento del nuovo governo italiano non è riuscita, evidentemente, a strappare l'ennesimo regalo da parte dell'Italia, cosa che invece gli era riuscita in più riprese sotto il governo Berlusconi. Salta fuori nuovamente, la questione del risarcimento postbellico e postcoloniale, che Mu'ammar al-Qaddafi porta avanti da quando ha preso il potere con un colpo di stato il 1° Settembre del 1969. Sotto il governo di Silvio Berlusconi, furono fatte diverse scelte verso la risoluzione della questione, promovendo la sospensione dell'embargo economico contro il regime di Tripoli per evidenti responsabilità sulla strage terroristica di Lockerbie. Inoltre, sempre il governo Berlusconi si fa carico di venire incontro a certe richieste di Tripoli, che variano nel tempo: un giorno chiede un'Autostrada, un altro giorno un tracciato ferroviario, un altro ancora un Ospedale. Sembra comunque, che qualcosa funzioni visto che i libici decidono di sospendere persino la festa del 26 ottobre (hidad al-rasmi), lutto nazionale in ricordo della prima grande deportazione di prigionieri libici fatta dagli italiani a partire dall'intervento militare del 1911-12, deportazione di circa 5.000 libici alle Isole Tremiti, a Ponza, a Ustica e a Favignana, che però non trova ancora oggi alcun fondamento storico. Se ne sentito parlare, se ne scritto, ma non è mai stato documentato con una certa attendibilità. I vari governi italiani, dal 1956 (hanno in cui iniziano i versamenti di ingenti somme verso la Libia) in poi, hanno sempre assunto un atteggiamento di basso rilievo, senza affermare e senza negare. Un atteggiamento insufficiente e al quanto discuttibile, che ha permesso da un lato di sostenere finanziariamente una dittatura e dall'altra, di continuare a fare affari con la stessa dittatura, perché in fondo la Libia con tutto il suo petrolio e il suo gas, val bene un contenzioso. Così, Tripoli e il suo tiranno, vedendo che da parte di Roma c'era sempre questa posizione vaga e per niente ferma e decisa, ne hanno approfittato e continuano tutt'oggi ad approfittarne. Soltanto che è sorto negli ultimi anni un problema in più, un problema che si chiama 11 settembre 2001, che ha posto l'Italia e il resto dell'Occidente ad un bivio su tutto ciò che riguarda la propria sicurezza nazionale e la propria integrità morale ed etica, su come condurre rapporti in Medio Oriente per tutelare i propri interessi economici. Si è visto infatti, di come proprio dalla Libia si è verificato un sistematico flusso di migrazioni dei Paesi limitrofi (Egitto, Sudan, Eritrea, Etiopia, Somalia, Palestina) verso l'Italia, con le cosiddette "carrette del mare". Fino ad ora, questo sistematico flusso migratorio, al di là di un aggravio di costi finanziari pubblici, nel sostenere i centri di accoglienza, oltre al fatto di far entrare nelle nostre città stranieri di cui sappiamo ben poco, sul loro passato, sulla loro salute, e sul loro rapporto con eventuali estremismi islamici, non ha generato un vero e proprio abbassamento della nostra sicurezza e della nostra libertà, ma potrebbe generarlo e quanto meno ce lo aspettiamo. E se mai dovesse succedere una cosa del genere, succederà proprio dal momento che il governo mandante di tale attacco criminale, non ha più personale diplomatico nel nostro Paese. Potrà succedere che un giorno, durante l'ennesimo arrivo di una carretta del mare, mentre le unità navali (fregate, corvette, aliscafi) si accostano per assistere la povera gente imbarcata, all'improvviso quella imbarcazione fattiscente salta in aria, perché in realtà è piena di esplosivo e oltre a morire tutta quella povera gente, muoiono anche dei nostri militari, dei nostri marinai. Noi italiani abbiamo questa prerogativa, quasi genetica, nel chiudere la stalla quando i buoi sono oramai tutti scappati, e cioè quando non serve più a niente, quando è troppo tardi. Mai prevenire, ma sempre curare. La risposta politica a questa situazione è soltanto una: mettere la parola fine alla dittatura di Tripoli, seguendo due scenari: il primo è la tecnica tunisina, ovvero un colpo di stato come fu fatto in Tunisia negli Anni Sessanta dai nostri Servizi Segreti Militari, far andare al potere una persona democratica, che faccia le riforme necessarie e che riservi all'Italia, una responsabilità economica sulle risorse petrolifere e del gas; la seconda è l'intervento militare, anche in questo caso va fatto però con uno stile sotterraneo: bisogna adempiere a determinate azioni politiche che scatenino una reazione evidente da parte di Tripoli e come conseguenza, intervenire usando per l'appunto la reazione della dittatura libica come causus belli. Oggi, che si condivida oppure no, la Libia è l'unico Paese del Medio Oriente e del Pianeta, che minaccia sistematicamente e costantemente non solo la nostra sicurezza nazionale, ma anche i nostri interessi economici ed è ora che questa minaccia venga definitivamente cancellata.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Propaganda padana.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/2007/03/28/propaganda-padana/</link>
<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 05:12:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;altro ieri c&#8217;è stata una manifestazione a Milano, per sensibilizzare l&#8217;opinione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'altro ieri c'è stata una manifestazione a Milano, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della sicurezza e dell'ordine pubblico. Tale manifestazione, articolata in due distinti cortei, uno durante il giorno e l'altro la sera con fiaccolata annessa, è stata promossa dal sindaco di Milano Letizia Moratti (Forza Italia) ed ha visto la partecipazione anche del leader dell'opposizione Silvio Berlusconi. La manifestazione, nonostante la Moratti abbia ripetuto in queste settimane che è stato voluto dalle associazioni dei commercianti meneghini, è frutto invece di una squallida propaganda ideologica contro il governo nazionale (Centro-Sinistra), quando  quest'ultimo ha negato alla Moratti l'aumento della presenza della Polizia di Stato di circa 500 agenti, per contrastare la criminalità cittadina. Tutti i sindaci, tutte le città, tutti gli italiani, sono legittimati a chiedere più presenza delle Forze dell'Ordine, più sicurezza nelle strade, nei luoghi di lavoro, in casa propria, ed è giusto che un Sindaco si proponga al di là del suo colore politico, di migliorare la sicurezza dei propri concittadini, sollevando la questione al governo centrale, ma bisognerebbe comunque avere un minimo di buon gusto e di senso pratico e capire che Milano non è certo la città al primo posto della lista dell'emergenza sicurezza. Forse, la Signora Moratti non ha la più pallida idea di cosa significa amministrare una città, piccola o grande che sia, nel Meridione d'Italia. Forse ignora di cosa significa, nel Sud del Paese vivere e lavorare in uno stato di emergenza per chi ci abita, per chi ci lavora e per chi deve operare per garantire una sicurezza pubblica. Amministratori, cittadini, agenti di polizia, magistrati, sono tutte figure che poco vengono aiutate a lavorare e operare in uno standard minimo accettabile per una democrazia evoluta, come dovrebbe essere l'Italia. L'idea della Signora Moratti, va archiviata come una squallida e volgare propaganda del Settentrione d'Italia che per troppo tempo ha privilegiato di ingenti investimenti pubblici in ogni settore, con la scusa che è la parte più produttiva, quella che paga più tasse di tutti, quella più onesta ed altro ancora, ed invece sappiamo tutti con certezza che mai la realtà sia stata così lontana.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Rifinanziamento Missioni: salvare il salvabile!]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/2007/03/23/rifinanziamento-missioni-salvare-il-salvabile/</link>
<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 08:01:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Martedì prossimo (27 marzo), al Senato si giocherà una partita decisiva per il Governo Prodi: il r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì prossimo (27 marzo), al Senato si giocherà una partita decisiva per il Governo Prodi: il rifinanziamento alle Missioni militari italiani all'Estero. Dopo i fatti che sono accaduti a seguito della liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo, è naturale domandarsi come la maggioranza articolerà il Decreto di rifinanziamento alle Missioni. Le missioni integrate in tale decreto sono le seguenti:</p>
<ul>
<li><em><strong>Libano</strong>, con 386,68 Milioni di Euro</em></li>
<li><em><strong>Afghanistan</strong>, con 310,08 Milioni di Euro</em></li>
<li><em><strong>Balcani</strong>, con 143.85 Milioni di Euro</em></li>
<li><em><strong>Bosnia</strong>, con 30,56 Milioni di Euro</em></li>
<li><em><strong>Active Endeavour</strong> (contrasto terrorismo) con 8,017 Milioni di Euro</em></li>
<li><em><strong>Hebron</strong> (osservatori internazionali), per 1,49 Milioni di Euro</em></li>
<li><em><strong>Rafah</strong> (assistenza al valico) con 1,40 Milioni di Euro</em></li>
<li><em><strong>Darfur</strong>, con 656 mila Euro</em></li>
<li><em><strong>Congo</strong>, con 411, 8 mila Euro</em></li>
<li><em><strong>Cipro</strong>, con 217, 5 mila Euro</em></li>
<li><em><strong>Albania</strong> (assistenza Forze Armate), con 3 Milioni di Euro</em></li>
</ul>
<p>Per un totale di 886.362.500,00 Euro.</p>
<p>Visto che è inutile piangere sul latte versato, si potrebbe rivedere completamente la politica d'intervento internazionale delle nostre Forze Armate, ripresentando in Parlamento un Decreto completamente nuovo, articolandolo con un aumento di spesa (da 886 Milioni a 1.099 Milioni) ed escludendo le missioni  inIsraele (Hebron e Rafah),  in Congo e a Cipro, riordinando il finanziamento così:</p>
<ol>
<li><em>Afghanistan, <strong>500 Milioni</strong> di Euro (+ 189,92)</em></li>
<li><em>Libano, <strong>400 Milioni</strong> di Euro (+ 133,20)</em></li>
<li><em>Balcani, <strong>150 Milioni</strong> di Euro (+ 6,15)</em></li>
<li><em>Bosnia, <strong>35 Milioni</strong> di Euro (+ 4,44)</em></li>
<li><em>Active Endeavour, <strong>10 Milioni</strong> di Euro (+ 1,98)</em></li>
<li><em>Darfur, <strong>1 Milione</strong> di Euro (+ 0,34)</em></li>
<li><em>Albania, <strong>3 Milioni</strong> di Euro ( =)<br />
</em></li>
</ol>
<p>Per un totale, per l'appunto, di 1 Miliardo e 99 Milioni di Euro, aumentando così le Missioni all'estero per 212.637.500,00 Euro, concentrando le nostre Forze Armate in soli 7 aree, particolarmente sensibili per la guerra al terrorismo (Afghanistan e Balcani), per la ricostruzione democratica (Libano) e per il sostegno all'assistenza umanitaria (Darfur e Bosnia).</p>
<p>Permetterebbe di salvare la faccia davanti all'intera comunità internazionale e ridare credibilità al nostro Paese agli occhi degli Stati Uniti e dei principali governi europei.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[NeoTaliban.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/2007/03/21/neotaliban/</link>
<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 08:16:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2007/03/21/neotaliban/</guid>
<description><![CDATA[In tutta la faccenda del sequestro in Afghanistan del giornalista Daniele Mastrogiacomo, ci sarebber]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In tutta la faccenda del sequestro in Afghanistan del giornalista Daniele Mastrogiacomo, ci sarebbero da fare molte analisi: il modo nel quale è stato rapito, trasformandolo in un <em>"sequestro anomalo"</em>, il modo con il quale sono state gestite tutte le relazioni tra i sequestratori, gli intermediari, e il governo italiano, il modo con il quale si è consumato il falso rilascio e il rilascio definitivo, così come tutte le parti coinvolte hanno confezionato l'insieme delle informazioni all'opinione pubblica in tutto il periodo di detenzione del giornalista, nelle mani dei talebani. Tutti questi particolari, molto probabilmente, continueranno a rimanere per molto tempo con molte ombre; non sapremmo mai se Mastrogiacomo è stato veramente rapito come ci hanno voluto far credere; se è stato liberato come ci è stato propinato e se è stato veramente pagato un riscatto o se sono stati rilasciati dei terroristi in cambio della sua liberazione e chi esattamente è stato rilasciato, in cambio della libertà del giornalista italiano. Ancora meno sapremo sull'uccisione dell'autista che accompagnava Mastrogiacomo. Possiamo, invece, buttare giù una prima analisi politica di tutta la faccenda: un'analisi che condanna moralmente e politicamente il nostro Governo, per aver dato credito ad una associazione umanitaria come  Emergency, che io definisco filotalebana, e che più di una circostanza ha manifestato una sua solidarietà e condivisione in termini, dell'intero panorama terroristico afgano-talebano. Non possiamo evidenziare, che il Centro-Sinistra che governa da circa un anno l'Italia, abbia demandato ad un chirurgo ed un vignettista la nostra agenda di politica estera e che si sia dato tanto di quello spazio mediatico e quindi politico, da legittimare il loro pensiero politico su tutta la sfera della guerra al terrorismo. Un Centro-Sinistra, che stando all'opposizione per cinque anni sotto il Governo Berlusconi, aveva dichiarato la sua dottrina neotalebana in più circostanze, sia per quanto riguarda l'intervento in Afghanistan e sia in quello iracheno. Siamo di fronte, quindi, ad un governo di un paese occidentale che ha deciso di prendere posizione contro gli stessi interessi nazionali e di tutta la comunità internazionale, che da oltre quattro anni cerca di sconfiggere una delle piaghe peggiori, se non la peggiore, che l'occidente si ritrova dentro casa, dopo la fine della Guerra Fredda. Un governo fatto di persone, che ben volentieri manifestano in luoghi pubblici con associazioni antiamericane, antisemite, antigovernative, che privilegiano sostenere dittature, noglobal e sovente giustificano le uccisioni dei nostri militari, e che per di più, sperano in tragedie come quelle di Nassyria pur di vedere traballare un governo politicamente a loro ostile. E' la sindrome togliattiana, dalla quale questo Centro-Sinistra è figlia, visto che la maggior parte di loro vengono dall'esperienza comunista; sindrome di quel Togliatti che sperava in tutto e per tutto, che l'intervento militare italiano in Russia (Armir) fallisse, augurandosi la morte di migliaia di nostri soldati, pur di veder crollare Mussolini e il suo regime. Questo Centro-Sinistra è il fenomeno politico occidentale della convivenza ideologica verso il terrorismo islamico. Sono i neotalibani, e ce li troviamo dentro casa e li abbiamo persino mandati al vertice dello Stato Italiano.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La politica dello struzzo.]]></title>
<link>http://liberaliditalia.wordpress.com/2007/03/16/la-politica-dello-struzzo/</link>
<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 13:19:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonello Leone</dc:creator>
<guid>http://liberalblog.eu/2007/03/16/la-politica-dello-struzzo/</guid>
<description><![CDATA[Ieri alla trasmissione di Michele Santoro, Anno Zero, si è parlato di Difesa, di Sicurezza Nazional]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri alla trasmissione di Michele Santoro, <a href="http://www.annozero.rai.it/annozero/default.htm">Anno Zero</a>, si è parlato di Difesa, di Sicurezza Nazionale, ma soprattutto della Base Aerea americana di <a href="http://www.usag.vicenza.army.mil/sites/local/">Vicenza</a>. Nella puntata di ieri, si è notato ancora di più di come lo Stato italiano non abbia una vera linea di politica strategica e di come, governo di Destra o di Sinistra, non ci sia la volontà politica di fare le cose giuste per difendere al meglio la libertà e la sicurezza di noi italiani. Sono completamente e totalmente solidale con i vicentini, per ciò che stanno passando e la questione di Vicenza dimostra per l'ennesima volta, di come i politici italiani chiedono il voto a noi cittadini per rappresentarci e poi dopo eletti, decidano di fare tutto quello che vogliono, tranne i nostri interessi. La base di Vicenza non solo non deve essere ampliata, ma deve essere chiusa, come chiuse devono essere tutte le basi militari stranieri presenti nel nostro territorio, tranne la base aerea di Aviano e la base navale di Pozzuoli. E' inconcepibile, che ancora oggi dopo oltre sessant'anni dalla fine della Guerra che ci vide sconfitti, noi dobbiamo essere ancora obbligati a mantenere della basi militari straniere, che non riconoscono il nostro ordinamento giuridico, che usano le loro basi per compiere atti immorali come quelli di detenere persone contro la loro volontà e sottoporle a qualsiasi tipo di violenza fisica e psicologica e che, per di più, nel caso siano colpevoli di tragedie come quella del Cermiss, il nostro sistema giudiziario non possa perseguire i colpevoli, rinunciando a far giustizia ai parenti delle vittime. E' assolutamente incomprensibile, che il nostro Paese e noi italiani non dobbiamo essere realmente sovrani della nostra Nazione ed essere privati delle nostre proprietà, per far posto ad una base militare straniera.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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