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	<title>diritto-di-voto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/diritto-di-voto/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "diritto-di-voto"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 16:33:54 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Io posso votare! Qua...]]></title>
<link>http://finhelsi.wordpress.com/?p=252</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 19:09:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tommaso Raffaello</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oramai sono qua in Finlandia da 6 mesi. L&#8217;altro giorno torno a casa e trovo nella buca delle l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai sono qua in Finlandia da 6 mesi. L'altro giorno torno a casa e trovo nella buca delle lettere un avviso, o almeno a prima vista mi sembrava tale. Era stato spedito da Helsingin maistraatti, l'Ufficio del Registro della capitale. Era ovviamente tutto scritto in finlandese e l'unica cosa comprensibile era il fatto che fosse stato spedito al sottoscritto, non fosse altro perchè vi era il mio nome/indirizzo scritto sopra.</p>
<p>Il giorno dopo mi reco in dipartimento e chiedo lumi ad un mio collega finlandese. La risposta è stata la seguente: "Bello! Sembra che tu possa votare!". Praticamente è il cedolino per esercitare il diritto di voto alle prossime elezioni municipali (almeno penso, sinceramente non mi sono ancora informato sul sistema elettorale locale).</p>
<p>A questo punto sorgono spontanee le seguenti domande:</p>
<p>perchè in Italia c'è tutto questo gran parlare del voto agli immigrati? Sì, no, ni?</p>
<p>immigrati in che senso? Extracomunitari (fuori dall'UE) o comunitari (dentro l'UE)?</p>
<p>ci sarebbe differenza nel dare il diritto di voto ad un asiatico piuttosto che ad un francese o tedesco "immigrati" in Italia?</p>
<p>Qui si parla in ogni caso di persone che in qualche misura contribuiscono alla crescita del paese ospitante. Ovviamente nessuno si sognerebbe di dare il diritto di voto ad una persona straniera in una "lunga vacanza" nel paese ospitante, questo mi sembra quantomeno ragionevole e logico. In altre parole: mi sembra possa essere conveniente legare il diritto di voto a qualcosa di concreto (pagamento delle tasse/contributi ad esempio?).</p>
<p>Poi ci sarebbe un'altra faccenda da considerare (problema che mi sono onestamente posto):</p>
<p>che ne sa un immigrato (magari da poco tempo) della storia politica del paese ospitante? Con che diritto morale si accinge ad esprimere un voto=preferenza?</p>
<p>Lasciatemi rispondere brevemente ed ironicamente solo all'ultima domanda: perchè quanti sono, secondo voi, gli italiani che esprimono consapevolmente il proprio voto e che conoscono la storia politica oggettiva del nostro paese (oggettiva=senza filtrare le proprie conoscenze con partitiche lenti deformanti)?</p>
<p>Saluti!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il presidente della Camera sconfessa La Russa]]></title>
<link>http://mauriziomequio.wordpress.com/?p=267</link>
<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 22:38:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>mauriziomequio</dc:creator>
<guid>http://mauriziomequio.it.wordpress.com/2008/09/04/il-presidente-della-camera-sconfessa-la-russa/</guid>
<description><![CDATA[


Di Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione





Migranti, Fini apre
al diritto di voto
Ma lo f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="98%">
<tbody>
<tr>
<td class="occhiello" colspan="2"><strong>Di Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione</strong></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" height="9"></td>
</tr>
<tr>
<td class="titolo" colspan="2"><em>Migranti, Fini apre<br />
al diritto di voto<br />
Ma lo fa a modo suo</em></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" height="9"></td>
</tr>
<tr>
<td width="1%" align="left" valign="top">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="1%" align="left">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="top"><a href="//www.liberazione.it/GONJPG/200809/ALTE/giIPOL00010620080904.JPEG','397331','20080904','512','555');"><img style="border-color:#c1c1c1;" src="http://www.liberazione.it/GONJPG/200809/BASSE/giIPOL00010620080904.JPEG" border="1" alt="" hspace="0" vspace="5" align="middle" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="didascalia" width="1%" align="center" valign="center">
<div><em>Ignazio La Russa ieri ha detto che il voto ai migranti non è all´ordine del giorno </em></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="articolo" style="text-align:justify;">Anche da presidente della Camera, Gianfranco Fini apre al diritto di voto agli immigrati. Lo fa, ovviamente a modo suo, cioè come aveva fatto da presidente di An. Ma lo fa in un contesto particolare, alla festa nazionale del Pd a Firenze, nella casa di colui, Walter Veltroni, che ha riaperto la discussione solo qualche giorno fa, scrivendo una lettera proprio a Fini. Un'apertura alla An, dicevamo: «Il diritto di voto agli immigrati non deve essere visto né come un'ipotesi sciagurata, né come garanzia assoluta di integrazione. - ha detto il presidente della Camera - Gli immigrati però devono dimostrare di essere in grado di adempiere a certi doveri, cioè avere un lavoro, un domicilio, rispettare le leggi, pagare le tasse, insomma dimostrare di volersi davvero integrare». L'appoggio, o quello che sarà, all'iniziativa di Veltroni e Livia Turco (dare il diritto di voto alle amministrative per i migranti presenti sul territorio italiano da almeno 5 anni) da parte di Fini sarà quindi subordinato a una serie di condizioni. Pur sempre un passo in avanti rispetto all'intransigenza della Lega o a quanto detto solo poche ore prima da uno dei colonnelli di Fini, il ministro La Russa: «Non apriremo un cantiere per il quale per due anni la sinistra non ha messo nemmeno un mattone» ha detto La Russa al termine della riunione con i coordinatori regionali di An. E ha poi puntualizzato: «Il diritto di voto agli immigrati non è all'ordine del giorno, oggi la priorità è la lotta all'immigrazione clandestina». La Russa si era forse dimenticato di quando il suo leader Fini diceva che «i tempi sono maturi per discutere di diritto di voto, almeno amministrativo, per le persone immigrate». Era il 6 ottobre 2003, Fini era vicepresidente del consiglio. Ma ancora lo scorso 7 aprile, in una conferenza stampa dopo aver visitato il cpt di Ponte Galeria, spiegava di non aver cambiato idea: «Non è questione di accantonare o meno questa proposta. E' evidente che con la Lega la pensiamo in modo diverso». Un muro taggato Pdl sulla proposta veltroniana era stato costruito, già lunedì scorso. Risposte a caldo che sapevano di barricata. Così si era espresso Maurizio Gasparri: «Non ci sono in Parlamento numeri e condizioni per un cambiamento della Costituzione, al quale sono peraltro sempre stato contrario. Chi resta più di dieci anni in Italia può fare domanda e se diventa cittadino ha pienezza di diritti. La solidarietà non ha nulla a che vedere con il voto». E L'ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli gli aveva dato man forte: «Questa era una delle promesse elettorali del Pd. Una proposta sonoramente bocciata dagli italiani con il loro voto. Veltroni aspetti di vincere le elezioni per riproporla. Ma se proprio vuole provi a parlarne con Obama». La sorpresa è arrivata da Pier Ferdinando Casini, che si è detto «pronto» a discutere: «Non è giusto discriminare gli immigrati sul voto alle amministrative. Ogni atteggiamento diverso da quello di riconoscere questo diritto è un atteggiamento lievemente razzista». Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, si è dichiarato «totalmente d'accordo» con la sollecitazione di Veltroni e ha affermato :«Tra l'altro sarebbe il primo gesto e atto civile di una legislatura e di un governo che, per tanti versi, ha mosso i suoi primi passi in modo incivile». Una sola pecca nel testo veltroniano, secondo la Cgil: «Non convince la proposta di legge costituzionale di riforma dell'articolo 48 della nostra Costituzione», afferma Pietro Soldini. «E' una posizione vecchia e sbagliata, sulla quale si è incagliato questo tema negli ultimi dieci anni».</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[caro Veltroni]]></title>
<link>http://offertalibera.wordpress.com/?p=235</link>
<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 20:27:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giulio</dc:creator>
<guid>http://offertalibera.it.wordpress.com/2008/09/02/caro-veltroni/</guid>
<description><![CDATA[Caro Veltroni, importante è non esagerare! Anche perché a Bologna il prossimo anno ci saranno le e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Veltroni, importante è non esagerare! Anche perché a Bologna il prossimo anno ci saranno le elezioni amministrative e, con l'aria che tira, non è detto che il Buon Cofferati venga rieletto Sindaco. Poi non dovresti dimenticare che le elezioni politiche del 2008, che piaccia o meno, le ha vinte il signor Bossi e il suo partito. E, come sai, la <strong>Lega Nord</strong> ha vinto perché dà concretezza ai problemi, possiamo convenire anche un tantino viscerali, che sente la gente; il popolo, i cittadini.</p>
<p>Se poi vuoi proprio cavalcare 'sta storia di concedere (tout court) il diritto di partecipazione alle elezioni amministrative agli immigrati che vivono nel nostro paese mi sa che hai scelto un cavallo zoppo e il grande rischio è quello di venire disarcionato e cadere, malamente, a terra. Se poi vuoi parlare, e interessarti seriamente, dei diritti (e anche, certamente, dei doveri) di chi vive nel nostro Paese non dimenticarti dei diritti degli italiani. La missione di un politico è anche quella di saper sintetizzare e rielaborare efficacemente i bisogni della gente che si rappresenta politicamente.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Voto gli immigrati: anche Di Pietro sbatte la porta in faccia a Veltroni]]></title>
<link>http://markoblog.wordpress.com/?p=1991</link>
<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 08:13:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>marko</dc:creator>
<guid>http://markoblog.it.wordpress.com/2008/09/02/voto-gli-immigrati-anche-di-pietro-sbatte-la-porta-in-faccia-a-veltroni/</guid>
<description><![CDATA[ La proposta di Veltroni di aprire una riflessione sul diritto di voto agli immigrati ha suscitato u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="post" src="http://static.blogo.it/polisblog/dipietroveltroni.jpg" border="0" alt="" width="250" height="188" align="left" /> La proposta di <strong>Veltroni </strong>di aprire una riflessione sul <strong>diritto di voto agli immigrati</strong> ha suscitato un vespaio di polemiche, come era ampiamente prevedibile. ma d’altronde era proprio questo l’obiettivo del capo del Pd, teso al disperato tentativo di ridare lustro alla sua leadership e visibilità a una forza politica in crollo verticale nel gradimento degli elettori.</p>
<p>Se però la levata di scudi da parte del centro-destra, e in particolar modo della Lega, era più che prevedibile, molto meno attesa è stata la bocciatura del leader dell’Italia dei Valori. <strong>Di Pietro ha infatti bollato la proposta come inutile e intempestiva</strong>, almeno in questa forma, rimandando la discussione al momento in cui sarà presentato un progetto di legge concreto. “Non faccia annunci fuori tempo”, <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287351">la bellicosa dichiarazione dell’ex-pm</a> che pare segnare un solco, l’ennesimo, tra il suo partito e il principale competitor nell’opposizione anti-berlusconiana. E per rincarare la dose uno sprezzante: “L’estate è finita e la politica degli annunci lasciamola a Berlusconi”.</p>
<p>Preso atto delle schermaglie pre-elettorali (le europee sono già alle porte) nel centro-sinistra, proviamo a capire perché la proposta veltroniana appare così velleitaria e di facciata ai più. La legge attuale prevede che <strong>il diritto di voto sia riservato ai cittadini italiani</strong>, e sull’acquisizione della cittadinanza al di fuori del diritto di sangue e vincolo matromoniale, la norma è la seguente: possono fare domanda gli stranieri che risiedano da almeno <strong>dieci anni</strong> in territorio italiano, fatti salvi precedenti penali e purché abbiano reddito sufficiente. Questo per gli extra-comunitari, mentre per i cittadini europei (CE) il minimo di residenza si abbassa ad <strong>anni quattro</strong>.</p>
<p>Come si vede dunque la rappresentanza e il diritto di voto agli immigrati sono più che preservati dalla legge, poiché il limite temporale appare più che congruo per conoscere il paese in cui ci si è trasferiti, conquistando così la possibilità di esprimere una propria preferenza in chiave politica. Si può semmai discutere su un eventuale abbassamento del numero minimo di anni di residenza, ma non si vede il motivo per il quale dovremmo concepire una scorciatoia per far votare a tutti i costi chi è arrivato da poco e non ha nemmeno i requisiti per richiedere la cittadinanza.</p>
<p>Tutto questo a livello teorico. Se poi a livello pratico sia solo un tentativo di recuperare voti aprendo un nuovo serbatoio elettorale, allora il discorso cambia.</p>
<p style="text-align:right;">[via: polisblog.it]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Veltroni sul diritto di voto: un passo avanti. E mezzo indietro]]></title>
<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/?p=922</link>
<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 23:48:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
<guid>http://sergiobontempelli.it.wordpress.com/2008/09/01/veltronivoto/</guid>
<description><![CDATA[ Dopo mesi di insistenza quasi esclusiva sulla &#8220;sicurezza&#8221;, dopo una martellante campagn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-924" src="http://sergiobontempelli.wordpress.com/files/2008/09/veltro.jpg?w=128" alt="" width="128" height="93" /> <em>Dopo mesi di insistenza quasi esclusiva sulla "sicurezza", dopo una martellante campagna "bipartisan" di criminalizzazione dei migranti, finalmente Veltroni ha aperto un (minuscolo) spiraglio positivo nel dibattito politico, sollecitando l'introduzione del diritto di voto per i cittadini stranieri. Un piccolo passo avanti: piccolo, piccolissimo, ma pur sempre in avanti. In parte vanificato da alcuni dettagli della proposta. Vediamo più da vicino.</em></p>
<p><strong>[<a title="Sergio Bontempelli, diritto di voto" href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2008/03/30/diritto-di-voto-agli-stranieri-storia-di-un-dibattito/" target="_blank">Leggi anche: diritto di voto ai migranti, storia di un dibattito</a>]</strong></p>
<p>«Signor Presidente,  le scrivo per sottoporle una questione di estrema rilevanza, legata ad uno dei più grandi e complessi temi del nostro tempo: quello dell'immigrazione, delle conseguenze che ha nelle nostre società, di come la presenza sempre più stabile in Italia di cittadini stranieri cambia la nostra vita e la nostra convivenza.  La questione, sulla quale lei stesso tempo fa dimostrò sensibilità e apertura, è quella del <em>diritto di voto</em> nelle elezioni amministrative a tutti coloro che sono residenti in Italia da un certo numero di anni, anche se non in possesso della cittadinanza italiana». Comincia così la <a title="Partito Democratico - Lettera di Veltroni" href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=58120" target="_blank">lettera</a> che il <em>leader </em>del PD Walter Veltroni ha indirizzato ieri al Presidente della Camera Gianfranco Fini.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Una lettera che sollecita il Presidente a darsi da fare per introdurre il <em>diritto di voto amministrativo agli immigrati. </em>E non - come è accaduto finora, a partire dalla sciagurata conferenza stampa veltroniana dopo lo stupro di Giovanna Reggiani a Roma - per chiedere più espulsioni, più «pacchetti sicurezza», più carcere, più CPT e quant'altro. Da questo punto di vista, si tratta di un passo avanti: piccolo, magari, ma pur sempre in avanti.</p>
<p>Certo, come spesso accade in questi casi, non è tutto oro quel che luccica. Poche righe dopo, la lettera annuncia la prossima presentazione, assieme all'on. Livia Turco, di un disegno di legge <em>costituzionale. </em>E qui il passo, invece che avanti, è indietro: perchè fino a non molto tempo fa - fino alla svolta veltroniana sulla sicurezza - si parlava di legge <em>ordinaria. </em>Si diceva che non era necessario modificare la Costituzione, con tutte le (giuste) lungaggini parlamentari che ciò comporta. E su questa linea - legge ordinaria - si erano attestati i Comuni e le amministrazioni locali: l'ANCI - l'associazione che raccoglie i Sindaci - aveva proposto uno specifico articolato di legge, già pronto per la presentazione alle Camere [su questi temi vedi <a title="Sergio Bontempelli, diritto di voto" href="http://sergiobontempelli.wordpress.com/2008/03/30/diritto-di-voto-agli-stranieri-storia-di-un-dibattito/" target="_blank">la mia ricostruzione storica del dibattito sul diritto di voto</a>]. In altre parole, Veltroni rispolvera dai cassetti la stessa proposta avanzata nel 2003 da Gianfranco Fini.</p>
<p>E poi - si potrebbe obiettare - la questione del diritto di voto, a confronto delle enormi violazioni dei diritti perpetrate in questi anni (dai CPT alle impronte dei Rom, dagli sgomberi dei «campi nomadi» alle infinite varianti dei <em>pacchetti sicurezza) </em>è poca cosa. Che attiene più che altro alla sfera «simbolica» (anche se con ricadute non trascurabili nella vita reale).</p>
<p>Tutto questo è vero. Ma, di fronte alla proposta di Veltroni, tornano in mente le parole del sociologo Enrico Pugliese, pronunciate all'indomani dell'esternazione-fotocopia di Fini qualche anno fa. Eccole, da un memorabile <a title="Il Manifesto, 12 Ottobre 2003" href="http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2008/09/enricomanif.pdf" target="_blank">articolo del <em>Manifesto </em>del 12 Ottobre 2003</a>: «Che siano parole o impegni concreti dopo tutto non ha molta importanza. <em>Le parole in questo caso contano enormemente giacché influenzano il clima politico e culturale</em>. Agli immigrati è stato lanciato un messaggio di rispetto e di accettazione. E questo è importante, anche se il messaggio conteneva la velenosa distinzione tra buoni e cattivi. E' ovvio quindi che bisogna dare una valutazione positiva dell'esternazione dell'on. Fini. Che poi ci si debba contentare è tutt'altra storia. I problemi - lo ripeto - non stanno nel diritto di voto, ma nel diritto all'esistenza, al poter vivere in pace».</p>
<p>Sostituite «Veltroni» a «Fini», e la sostanza non cambia. Il problema è che sono passati cinque anni, e in cinque anni le politiche dell'immigrazione sono drammaticamente peggiorate. E il diritto di voto - questione forse secondaria, ma non marginale - continua a circolare nelle esternazioni dei politici, senza approdare al voto definitivo del Parlamento. Speriamo bene...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Agli immigrati diamo il buon esempio]]></title>
<link>http://dailyrod.wordpress.com/?p=325</link>
<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 21:47:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roderigo</dc:creator>
<guid>http://dailyrod.it.wordpress.com/2008/08/24/agli-immigrati-diamo-il-buon-esempio/</guid>
<description><![CDATA[Alcuni dei migranti arrivati a Lampedusa. In questo agosto 2008 il picco delle provenienze dal Corno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="attachment_331" align="alignleft" width="267" caption="Alcuni dei migranti arrivati a Lampedusa. In questo agosto 2008 il picco delle provenienze dal Corno d&#39;Africa Reuters"]<a href="http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=24/08/2008"><img class="size-medium wp-image-331" src="http://dailyrod.wordpress.com/files/2008/08/migranti-lampedusa.jpeg?w=267" alt="Alcuni dei migranti arrivati a Lampedusa. In questo agosto 2008 il picco delle provenienze dal Corno d'Africa Reuters" width="267" height="300" /></a>[/caption]
<p style="text-align:justify;">Oltre a <strong>favorire le regolarizzazioni</strong>, potremmo fare ancora molte cose per migliorare la situazione e il rapporto con gli immigrati. <strong>Concedere il diritto di voto</strong> (almeno nelle elezioni amministrative). Questo ridimensionerebbe le speculazioni elettorali, politiche e governative sul razzismo e la xenofobia e indurrebbe la classe politica a provvedimenti più lungimiranti per l'accoglienza e l'integrazione degli immigrati. <strong>Evitare di usare l'allarmismo per vendere i giornali</strong> e guadagnare audience nei programmi di informazione televisiva Questo ridurrebbe le fobie dell'opinione pubblica. <strong>Migliorare il rispetto indigeno della legalità</strong>. Vogliamo integrare gli immigrati, ma siamo sicuri di volere davvero che gli immigrati diventino come noi? Il paese della mafia, della corruzione, dello stragismo impunito, che prende le impronte agli zingarelli? Imprenditori che non rispettano i diritti sindacali, le norme ambientali, le norme sulla sicurezza, che non vogliono pagare i contributi; che non vogliono fare i contratti; commercianti e liberi professionisti che evadono il fisco, non rilasciano la fattura, nè gli scontrini, che fanno la cresta sul prezzo; politici corrotti e operatori privati corruttori. Mettiamoci anche qualche lavoratore fannullone. Abbiamo un governo il cui primo atto è stato approvare una legge per garantire l'impunità del suo presidente e mezzo paese che gli concede consenso, non malgrado questo, ma proprio per questo, perchè si identifica, perchè spera di usufruire di qualche briciola di impunità e illegalità anche per sé. Come diceva il mio fruttivendolo: so che rubano e li voto perchè così posso rubare anch'io. Da chi prende esempio, l'immigrato che arriva? Che ambiente trova? Davvero gli è richiesto rispetto e onestà per potersi inserire? Si straparla di stupri. Facciamo finta che gli immigrati siano tutti stupratori, cosa possiamo dirgli? Di prendere esempio dai mariti italiani? Di comportarsi bene nei vicoli di notte, così come si comportano i nostri uomini in camera da letto? O i nostri datori di lavoro con le loro dipendenti? Forse, sarebbe meglio il contrario.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cittadini Comunitari e diritto di iscrizione al comune di Forio (NA) - La Commissione risponde all'interrogazione di Jean-Luc Bennahmias (Verdi/Alleanza libera europea)]]></title>
<link>http://dambra.wordpress.com/?p=225</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 14:41:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
<guid>http://dambra.it.wordpress.com/2008/07/14/cittadini-comunitari-e-diritto-di-iscrizione-al-comune-di-forio-na-la-commissione-risponde-allinterrogazione-di-jean-luc-bennahmias-verdealleanza-libera-europea/</guid>
<description><![CDATA[
Jacques Barrot, Commissario Europeo alla Giustizia, Libertà e Sicurezza.
Lo scorso 23 Maggio con l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="cursor:0;" src="http://ec.europa.eu/regional_policy/themes/olympe/pictures/high/barrot.jpg" alt="http://ec.europa.eu/regional_policy/themes/olympe/pictures/high/barrot.jpg" width="175" height="266" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Jacques Barrot, Commissario Europeo alla Giustizia, Libertà e Sicurezza.</em></p>
<p>Lo scorso 23 Maggio con l'interrogazione <span lang="EN-GB">E-2938/08 (</span><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2008-2938+0+DOC+XML+V0//IT" target="_blank">Diritto di iscrizione al comune italiano di Forio secondo la direttiva 2004/38/CE</a>) l'Europarlamentare Francese <a href="http://www.europarl.europa.eu/members/expert/searchForm/view.do?id=28214&#38;language=IT" target="_blank">Jean-Luc Bennahmias</a> (<span class="titlemep">Verde/Alleanza libera europea</span>) denunciava per iscritto alla Commissione Europea <strong>le procedure particolarmente complicate del Comune di Forio</strong> (NA) rispetto a quanto previsto dalla direttiva 2004/38 che regola la libera circolazione dei cittadini comunitari all'interno dell'Unione <strong>portando una cittadina francese a dover subire diverse vessazioni.</strong></p>
<p>Il testo dell'interrogazione:</p>
<blockquote><p>Oggetto: Diritto di iscrizione al comune italiano di Forio secondo la direttiva 2004/38/CE</p>
<p>L’iscrizione in qualità di residente nel registro dello stato civile da parte di un cittadino comunitario in un altro Stato membro è una procedura teoricamente molto semplice. La direttiva 2004/38/CE(1) dichiara che i cittadini dell’Unione europea non sono tenuti a presentare l’atto di nascita come prova della propria identità al momento dell’iscrizione in un altro Stato membro. In seguito al recepimento della direttiva europea, è sufficiente presentare una carta d’identità oppure un passaporto per ottenere la residenza.</p>
<p>Tuttavia, la realtà rivela che le procedure da seguire sono particolarmente complicate, specialmente nel comune italiano di Forio. La malafede evidente delle autorità coinvolte, unitamente a quelle che sembrano essere irregolarità giuridiche nei confronti della legislazione comunitaria, sono all’origine dei seguenti pregiudizi:<br />
—     Non potere beneficiare di una tariffa preferenziale sui trasporti riservati ai residenti;<br />
—     Non potere esercitare il diritto di voto in occasione delle elezioni comunali presso il comune di Forio (13-14 aprile 2008)</p>
<p>Tali elementi inducono a porsi tre domande:<br />
1.     Qual è l’autorità competente a cui è necessario rivolgersi per risolvere la situazione?<br />
2.     Può la Commissione adottare misure volte a eliminare le pratiche contestabili applicate dal comune di Forio?<br />
3.     A livello europeo, può adottare disposizioni affinché ciò non avvenga più in futuro?</p>
<p>(1)    GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77.</p></blockquote>
<p><strong>Oggi la Commissione ha risposto all'interrogazione attraverso il Commissario alla Giustizia Barrot</strong> :</p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span lang="EN-GB">E-2938/08</span><span lang="EN-GB"> Risposta data dal Commissario Barrot</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span lang="EN-GB">A nome della Commissione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span lang="FR">(11.7.2008)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span lang="EN-GB"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span lang="EN-GB"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span>Conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al diritto dei cittadini dell'unione e dei membri delle loro famiglie di circolare e di soggiornare liberamente sul territorio degli Stati membri, i cittadini dell'unione che risiedono in Italia possono essere tenuti a iscriversi presso le autorità competenti. <strong>Un attestato di registrazione dovrebbe essere rilasciato immediatamente a costoro su presentazione del loro passaporto o della carta di identità e dei documenti menzionati all'articolo 8, paragrafo 3, della direttiva</strong> comprovando il soddisfacimento delle condizioni del soggiorno. <strong>Non può essere richiesto un certificato di nascita come prova di identità.<span> </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span>In seguito ad una denuncia, <strong>la Commissione ha già inviato, il 14 maggio 2008, una lettera alle autorità italiane riguardante, tra le altre cose, l'esigenza di un atto di nascita posta dal comune di Forio per registrare un cittadino dell'unione.<span> </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span>Per i casi individuali, la rete <a href="http://ec.europa.eu/solvit" target="_blank">SOLVIT</a> è la via più veloce per trattare una denuncia. Si tratta di una rete di risoluzione di problemi in linea: gli Stati membri cooperano per regolare, in modo pragmatico, i problemi che risultano dalla cattiva applicazione della legislazione relativa al mercato interno da parte delle autorità pubbliche. I centri SOLVIT fanno parte dell'amministrazione nazionale e si impegnano a fornire delle soluzioni reali ai problemi reali in un termine ridotto di dieci settimane. SOLVIT è gratuito.<span> </span>Maggiori informazioni su questa rete sono disponibili al seguente indirizzo: <a href="http://ec.europa.eu/solvit" target="_blank">http://ec.europa.eu/solvit</a>. Qualora la rete SOLVIT non contribuisca alla soluzione di un problema, una denuncia formale può essere sottoposta alla Commissione.<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span>Tuttavia, <strong>laddove un cittadino dell’Unione abbia subito un danno, questo potrà ottenere risarcimento soltanto rivolgendosi ai tribunali nazionali</strong>. Inoltre, avendo i ricorsi nazionali dei tempi determinati per essere esercitati, se non si agisse velocemente, si rischierebbe di perdere i propri diritti al livello nazionale. <strong>La direttiva è sufficientemente dettagliata per essere direttamente applicabile ed i tribunali nazionali devono astenersi da applicare disposizioni nazionali di trasposizione che siano contrarie al <span> </span>diritto comunitario.<span> </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;text-align:left;" align="left"><span> </span></p>
</blockquote>
<p><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32004L0038R(01):IT:HTML" target="_blank">Il testo della direttiva 2004/38/CE</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bolivia: i Vescovi difendono il diritto al voto del Cardinal Terrazas]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=271</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 15:33:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
<guid>http://vaticandiplomacy.it.wordpress.com/2008/05/08/bolivia-i-vescovi-difendono-il-diritto-al-voto-del-cardinal-terrazas/</guid>
<description><![CDATA[Il Governo ha escluso la Chiesa dal dialogo per la sua partecipazione al referendum

di Nieves San M]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Governo ha escluso la Chiesa dal dialogo per la sua partecipazione al referendum</strong></p>
<div id="article">
<p><em>di Nieves San Martín</em></p>
<p>LA PAZ, mercoledì, 7 maggio 2008 (ZENIT.org).- Il Governo boliviano ha escluso la Chiesa dal processo di dialogo nel Paese per il fatto che il Cardinale Julio Terrazas ha votato nel referendum per l'autonomia del 4 maggio.</p>
<p>Di fronte a questo, un comunicato della Conferenza Episcopale spiega che il porporato, come cittadino boliviano e di Santa Cruz, “ha il legittimo diritto di votare”.</p>
<p>Per il Governo, la Chiesa cattolica è rimasta al margine di una mediazione in un eventuale dialogo tra l'Esecutivo e i prefetti delle regioni autonomiste a causa del fatto che il suo principale rappresentante, il Cardinale Julio Terrazas, ha partecipato al referendum.</p>
<p>“Noi speravamo di contare sulla mediazione della Chiesa cattolica per un negoziato nei prossimi giorni, ma la cosa certa è che la Chiesa, per sua volontà, ha fatto un passo di lato e spetta al Governo, ai prefetti e all'opposizione assumere la responsabilità diretta di gestire il dialogo”, ha segnalato il 5 maggio il Ministro della Presidenza, Juan Ramón Quintana.</p>
<p>Il Cardinal Terrazas aveva accettato a marzo – dopo aver incontrato il Presidente Evo Morales – che la Chiesa cattolica favorisse il dialogo per risolvere la crisi politica.</p>
<p>Il Cardinale ha votato nel referendum dello Statuto Autonomista, e secondo Quintana questo è un “appoggio esplicito all'illegalità”.</p>
<p>Da parte sua, il 5 maggio l'Ufficio Stampa della Conferenza Episcopale Boliviana ha reso pubblica una nota “in risposta alle recenti dichiarazioni del Ministro della Presidenza, nel senso che la Chiesa cattolica sarebbe ostacolata nella realizzazione del suo servizio di favorire il dialogo per il fatto che il Cardinale Julio Terrazas ha esercitato il suo diritto di voto nel referendum di Santa Cruz”.</p>
<p>Nella nota esplicativa, la Conferenza Episcopale afferma che “il Cardinale Julio Terrazas è cittadino boliviano e di Santa Cruz e come tale ha il legittimo diritto di esercitare il suo voto”.</p>
<p>“Questa responsabilità cittadina – aggiunge – non è incompatibile con la sua funzione di presidente della Conferenza Episcopale Boliviana e leader della Chiesa cattolica”.</p>
<p>“Come egli stesso ha segnalato in varie occasioni – conclude –, la Chiesa continuerà a servire la popolazione, vegliando sull'unità e sul bene comune di tutti i Boliviani”.</p>
<p align="justify">
<p align="center">* * *</p>
<h2>La Conferencia Episcopal Boliviana defiende el derecho al voto del cardenal Terrazas</h2>
<p><strong>El Gobierno excluyó a la Iglesia del diálogo por su participación en el referéndum</strong></p>
<div id="article">
<p>LA  PAZ, martes, 6 mayo 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>).- El Gobierno boliviano excluyó la participación de la Iglesia en el proceso de diálogo por el hecho de que el cardenal Julio Terrazas votara en el referéndum autonómico del 4 de mayo. Ante lo cual un comunicado de la Conferencia Episcopal aclara que el cardenal, como ciudadano boliviano y cruceño, «tiene legítimo derecho de ejercitar su voto».</p>
<p>Para el Gobierno, la Iglesia Católica quedó al margen de una mediación en un eventual diálogo entre el Ejecutivo y los prefectos de las regiones autonomistas, a raíz de que su principal representante, el cardenal Julio Terrazas, participara en el referéndum del 4 de mayo.</p>
<p>«Nosotros esperábamos contar con la mediación de la Iglesia Católica para una negociación en los próximos días, pero lo cierto es que la Iglesia, por voluntad propia, ha dado un paso al costado y corresponde al Gobierno, a los prefectos y la oposición asumir la responsabilidad directa de gestionar el diálogo», señaló el 5 de mayo el ministro de la Presidencia, Juan Ramón Quintana.</p>
<p>El cardenal Terrazas había aceptado en marzo --tras reunirse con el presidente Evo Morales- que la Iglesia Católica facilitara el diálogo para resolver la crisis política.</p>
<p>El cardenal votó en el referéndum del Estatuto Autonómico y, según Quintana, este es un «apoyo explícito a la ilegalidad».</p>
<p>Por su parte, la Oficina de Prensa de la Conferencia Episcopal Boliviana dio a conocer el 5 de mayo una nota ante la opinión pública, «en respuesta a las recientes declaraciones del ministro de la Presidencia, en sentido de que la Iglesia Católica quedaría inhabilitada de realizar su servicio de facilitación del diálogo, por el hecho de que el Cardenal Julio Terrazas haya ejercido su derecho al voto en el referéndum de Santa Cruz».</p>
<p>En la nota aclaratoria la Conferencia Episcopal afirma que «el cardenal Julio Terrazas es ciudadano boliviano y cruceño y como tal tiene el legítimo derecho de ejercitar su voto».</p>
<p>«Esta responsabilidad ciudadana -añade-- no es incompatible con su función de Presidente de la Conferencia Episcopal Boliviana y líder de la Iglesia Católica».</p>
<p>«Como él mismo ha señalado, en reiteradas oportunidades --concluye--, la Iglesia seguirá sirviendo a la población, velando por la unidad y el bien común de todos los bolivianos».<em>Por Nieves San Martín</em></p>
</div>
<p class="path">© ZENIT.org</p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diritto di voto ai migranti, storia di un dibattito]]></title>
<link>http://sergiobontempelli.wordpress.com/?p=138</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 22:37:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sergio Bontempelli</dc:creator>
<guid>http://sergiobontempelli.it.wordpress.com/2008/03/30/diritto-di-voto-agli-stranieri-storia-di-un-dibattito/</guid>
<description><![CDATA[ Visto che si è riaperto proprio in questi giorni un dibattito sul diritto di voto agli immigrati, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://sergiobontempelli.wordpress.com/files/2008/03/votostranieri.thumbnail.jpg" alt="votostranieri.jpg" /> <i>Visto che si è riaperto proprio in questi giorni un dibattito sul diritto di voto agli immigrati, ripubblico un mio vecchio testo, elaborato per <a href="http://www.inventati.org/africainsieme" title="Africa Insieme di Pisa" target="_blank">Africa Insieme</a> e per <a href="http://www.rebeldia.net" title="Rebeldia Pisa" target="_blank">Rebeldia</a>, in cui ripercorrevo la storia del dibattito italiano sul diritto di voto ai migranti. Al testo originario ho aggiunto una serie di link a documenti, convenzioni internazionali, disegni di legge e sentenze, per aiutare chi lo vorrà ad approfondire il tema. La narrazione degli eventi si ferma al 2006, e quindi non parla degli interventi del Governo Prodi: non l'ho aggiornata perchè, purtroppo, l'esecutivo uscente non ha modificato la situazione, e le cose sono rimaste grosso modo com'erano... </i></p>
<p class="testo">Di diritto di voto agli stranieri si parla ormai da molti anni. Le prime richieste in questa direzione provengono dalle file del “movimento antirazzista” di fine anni ’80 e inizio anni ’90: l’elettorato attivo e passivo per gli stranieri residenti figura già nella piattaforma della “Convenzione Nazionale Antirazzista”, organizzata dal variegato mondo delle associazioni e delle comunità migranti nel Dicembre 1989 (vero e proprio atto di nascita, almeno in Italia, di un movimento per i diritti sociali e civili degli stranieri). <!--more-->Nello stesso periodo, sono proprio gli enti locali a farsi promotori delle prime iniziative concrete per l’estensione del diritto di voto: molti Comuni, già all’inizio del decennio, promuovono “consulte degli immigrati”, oppure prevedono nei loro Statuti la figura del “consigliere straniero aggiunto”, con diritto di parola e di proposta nel Consiglio Comunale, ma senza diritto di voto. Queste prime pionieristiche iniziative sembrano trarre nuova linfa vitale dall’approvazione della cosiddetta <a href="http://www.mondolatino.it/informazione/documenti/convenzionestrasburgo.php" title="Convenzione di Strasburgo 1992" target="_blank">“Convenzione di Strasburgo” del 1992</a>, che impegna gli Stati europei a favorire la “partecipazione degli stranieri alla vita pubblica locale”: anche se l’Italia non ratifica <a href="http://www.meltingpot.org/articolo1457.html" title="Convenzione di Strasburgo - diritto di voto" target="_blank">il “Capitolo C” della Convenzione</a> - quello che parla esplicitamente di diritto di voto amministrativo – sembrano aprirsi nuove strade per i sostenitori di tale diritto.</p>
<p class="testo">Nel 1994, il voto agli immigrati approda anche nelle aule parlamentari. Il <a href="http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/1994/novembre/pg01-211.html" title="Sintesi elaborato Contri a cura di S. Briguglio" target="_blank">disegno di legge redatto dalla “Commissione di studio per una legge organica<span>  </span>sulla condizione giuridica dello straniero in Italia”</a> – meglio noto come “elaborato Contri” – prevede infatti, all’art. 45, l’istituzione di uno speciale permesso di soggiorno (detto “carta di soggiorno”) di durata quinquennale rinnovabile, per alcune categorie di stranieri: titolari di rapporti di lavoro continuativi da almeno cinque anni, coniugi di cittadini italiani o genitori di bambini italiani, beneficiari di pensioni di invalidità, rifugiati. Per queste categorie si prevede il diritto di elettorato <i>attivo</i> a livello comunale e circoscrizionale: in altri termini, si consentirebbe agli stranieri di votare, ma non ancora di essere eletti in organismi rappresentativi. L’elaborato Contri non viene però approvato dal Parlamento, e con esso sembra decadere anche la prospettiva del diritto di voto.</p>
<p class="testo">Tra il 1996 e il 1997, grazie alle mobilitazioni del movimento degli immigrati, alle proposte della <a href="http://www.tightrope.it/galleria/pellilli/Antiraz.htm" title="Rete Nazionale Antirazzista" target="_blank">Rete Nazionale Antirazzista</a> (un cartello di associazioni impegnate sui temi dei diritti, che nel Maggio 1997 presenta un <a href="http://www.tightrope.it/galleria/pellilli/Antirz31.htm#strasburgo" title="Rete Nazionale Antirazzista - ddl iniz. pop." target="_blank">disegno di legge di iniziativa popolare per il diritto di voto</a>) e alle autonome iniziative promosse da numerosi enti locali, l’idea di estendere il diritto di voto viene fatta propria da alcune proposte di riforma presentate dalla sinistra. L’esecutivo guidato da Romano Prodi decide allora di inserirla in un disegno di legge di iniziativa governativa, il <a href="http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk3500/frontesp/3240.htm" title="DDL 3240, Turco-Napolitano" target="_blank">ddl 3240</a>, che diventerà poi la “Turco-Napolitano”. Riprendendo in parte le proposte dell’elaborato Contri, il <a href="http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk3500/frontesp/3240.htm" title="DDL 3240, Turco-Napolitano" target="_blank">ddl 3240</a> introduce la “carta di soggiorno” a tempo indeterminato, riservandola agli stranieri regolarmente presenti nel territorio dello Stato da almeno sei anni (poi ridotti a cinque a seguito delle modifiche parlamentari). Ai titolari di carta di soggiorno si prevede l’attribuzione del diritto di voto non solo attivo – come nella proposta Contri – ma anche passivo, nelle elezioni comunali.</p>
<p class="testo">La proposta Turco-Napolitano suscita però la vivace opposizione del centro-destra, che ne sostiene l’incostituzionalità: per introdurre il diritto di voto, sostengono i deputati dell’opposizione, occorre modificare <a href="http://www.meltingpot.org/articolo8412.html" title="Costituzione, art. 48" target="_blank">l’art. 48 della nostra Carta fondamentale</a>, che recita “sono elettori tutti i <i>cittadini</i>, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età”. Si tratta, in realtà, di una norma la cui interpretazione è controversa, ma che per il centro destra ha un significato univoco: i <i>cittadini </i>sono coloro che hanno la nazionalità italiana, e solo a loro deve essere riservato il diritto di voto.</p>
<p class="testo">Il Governo Prodi cede alle pressioni, e il 23 Settembre 1997 il Ministro Giorgio Napolitano dichiara, alla <a href="http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/bollet/199709/0923/html/01//comunic.htm#9n2" title="Camera dei Deputati, Comm. Aff. Cost., 23-9-97" target="_blank">Commissione Affari Costituzionali della Camera</a>, che la parte relativa al diritto di voto verrà soppressa dal disegno di legge: “il Governo”, spiega “ha doverosamente prestato attenzione agli interrogativi sollevati da diverse parti sulla sostenibilità dell’introduzione di quel diritto con legge ordinaria”. Così, mentre il disegno di legge “Turco-Napolitano”, ormai privato della parte relativa al diritto di voto, prosegue il suo iter parlamentare, il Governo si fa promotore di una <a href="http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk4500/articola/4167.htm" title="Camera dei Deputati, proposta di modifica costituzionale" target="_blank">proposta di modifica dell’art. 48 della Costituzione</a>: presentata alle Camere il 25 Settembre 1997, la proposta non verrà mai discussa, e decadrà assieme alla legislatura.</p>
<p class="testo">Intanto, però, i sostenitori del diritto di voto possono vantare un piccolo passo avanti: il ddl “Turco-Napolitano”, che diventa <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/98040l.htm" target="_blank">legge dello Stato il 6 Marzo 1998</a>, prevede per i titolari di carta di soggiorno la possibilità di “<span>partecipare alla vita pubblica locale, esercitando anche l’elettorato quando previsto dall’ordinamento e in armonia con le previsioni del capitolo C della Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992”. La formulazione, come si vede, è un po’ bizantina: si parla di diritto di voto “quando previsto dall’ordinamento”, proprio mentre si è deciso di toglierlo dalla legge! Eppure, per la prima volta si fa riferimento al famoso Capitolo C della Convenzione di Strasburgo: quello che parla esplicitamente di elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali, che l’Italia <i>non</i> aveva ratificato. L’introduzione di un riferimento di questo tipo sembra indicare che, <i>tacitamente</i>, l’Italia aderisce anche al Capitolo C della Convenzione, e che dunque intende concedere il diritto di voto. </span></p>
<p class="testo"><span>Nel 2001 il Governo di centro-sinistra lascia il posto a Berlusconi, che non manifesta particolari simpatie per gli immigrati e per i loro diritti: la questione dell’elettorato attivo e passivo sembra rimandata dunque a tempi migliori. Livia Turco e Luciano Violante, ormai all’opposizione, depositano in Parlamento, nel 2001, una nuova proposta di modifica costituzionale, destinata anch’essa ad avere vita breve. Nell’Ottobre 2003, <a href="http://www.meltingpot.org/stampa1135.html" title="Il Manifesto, 8 Ottobre 2003" target="_blank">durante un convegno del CNEL, Gianfranco Fini si pronuncia inaspettatamente a favore del diritto di voto agli immigrati</a></span>. La proposta scatena un vero e proprio putiferio nella maggioranza di centro-destra, con la Lega che ribadisce il suo no deciso e i “centristi” che si dichiarano invece favorevoli. C’è poco di nuovo, in realtà, nelle proposte di Alleanza Nazionale: Fini ribadisce infatti che, per introdurre il diritto di voto amministrativo, è necessario intervenire sull’art. 48 della Costituzione, e propone alle Camere un progetto di legge destinato, come tutte le modifiche costituzionali, ad affrontare un cammino parlamentare lungo e tortuoso.</p>
<p class="testo">Intanto alcuni Comuni, già da tempo impegnati su questi temi, rompono gli indugi e promuovono a livello locale l’estensione del diritto di voto. Su <a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/031010/index.htm" title="Rassegna stampa 10 Ottobre 2003" target="_blank"><i>La Repubblica </i>del 10 Ottobre 2003</a> il Sindaco di Venezia, Paolo Costa, annuncia che modificherà lo Statuto del Comune per introdurre l’elettorato attivo e passivo degli stranieri residenti. Si tratta di un passo avanti coraggioso e innovativo: finora, gli enti locali avevano promosso iniziative simboliche – Consulte degli Immigrati, consiglieri aggiunti ecc. – senza però avere il coraggio di introdurre il<span>  </span>diritto di voto in assenza di una legge nazionale. «Ma non scavalcate così le competenze dello Stato?» chiede, dubbioso, l’intervistatore. <b>«</b>Se qualcuno ha da obiettare», risponde il Sindaco di Venezia, «esiste pur sempre la Corte Costituzionale». «Noi rivendichiamo», aggiunge l’assessore Giuseppe Caccia, in <a href="http://www.meltingpot.org/articolo1158.html" title="Melting Pot, intervista a Giuseppe Caccia" target="_blank">un’intervista rilasciata al portale </a><i><a href="http://www.meltingpot.org/articolo1158.html" title="Melting Pot, intervista a Giuseppe Caccia" target="_blank">Melting Pot</a>,</i> «la possibilità di imprimere questa svolta a partire da un’autonoma scelta di ciascun municipio. […] Le proposte degli enti locali non possono e non devono rimanere gesti simbolici ma devono puntare ad una trasformazione sostanziale nelle condizioni di vita dei migranti e nel riconoscimento dei loro diritti all’interno di ciascun territorio».</p>
<p class="testo">Così, i Comuni di <a href="http://www.meltingpot.org/IMG/doc/STATUTO_COMUNale_genova.doc" title="Comune di Genova" target="_blank">Genova</a> e di <a href="http://www.meltingpot.org/articolo4625.html" title="Comune di Venezia" target="_blank">Venezia</a> sono i primi a modificare i propri statuti. Nel capoluogo ligure, la decisione del consiglio comunale di estendere il diritto di voto arriva dopo le pressioni di un cartello molto ampio di realtà della società civile (che comprende, tra gli altri, la storica associazione locale “Città Aperta”, la CGIL e le ACLI). Analoghe forme di sensibilizzazione sono promosse a Venezia dalle numerose realtà sociali, che da anni animano le esperienze di bilancio partecipativo e di municipalismo. Il Ministero dell’Interno non tarda a rispondere: con una <a href="http://www.meltingpot.org/articolo2112.html" title="Ministero dell'Interno, circolare 22-1-2004" target="_blank">circolare emanata il 22 Gennaio 2004</a>, il dicastero ribadisce l’illegittimità dell’operato dei Comuni, e li “richiama all’ordine” sostenendo che ogni modifica del corpo elettorale deve passare per legge costituzionale. L’intervento dell’autorità centrale non ferma però gli enti locali e le forze della società civile, che anzi annunciano un ricorso al Consiglio di Stato. Si moltiplicano intanto le amministrazioni che modificano i propri Statuti: tra le altre, interviene la <a href="http://www.consiglio.regione.toscana.it/istituzione/Statuto-e-regole/Testo/statuto_nuovo.asp#TITOLO%20I%20-%20La%20Regione%20Toscana" title="Nuovo Statuto Regione Toscana, vedere art. 3" target="_blank">Regione Toscana</a>, che nella propria carta fondamentale (all'art. 3) introduce l’impegno a sostenere il diritto di voto (è la prima Regione a farlo). E il nuovo movimento per il diritto di voto ottiene indiscutibili successi: nel Gennaio 2004 interviene infatti una risoluzione del Parlamento europeo; <a href="http://www.meltingpot.org/articolo3613.html" title="Consiglio di Stato, Luglio 2004" target="_blank">nel Luglio 2004 il Consiglio di Stato autorizza l’estensione dell’elettorato agli stranieri per le elezioni nei quartieri e nelle circoscrizioni</a>; infine, <a href="http://www.meltingpot.org/articolo4302.html" title="Dicembre 2004, Corte Costituzionale" target="_blank">nel Dicembre 2004, la Corte Costituzionale dichiara legittimo lo Statuto della Regione Toscana</a>.</p>
<p class="testo">La “doccia fredda” arriva però dalla <a href="http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2005/agosto/par-cds-6-7-05-voto.pdf" title="Consiglio di Stato, 6 Luglio 2005" target="_blank">Adunanza del Consiglio di Stato del 6 Luglio 2005</a>: «<span>Deve<span>  </span>escludersi», si legge nella Sentenza, «che<span>  </span>i<span>  </span>diritti<span>  </span>politici,<span>  </span>nei<span>  </span>quali<span>  </span>si<span>  </span>inquadra agevolmente<span>  </span>il<span>  </span>diritto<span>  </span>di<span>  </span>voto<span>  </span>nelle<span>  </span>elezioni<span>  </span>amministrative,<span>  </span>possano avere<span>  </span>un<span>  </span>contenuto<span>  </span>differenziato<span>  </span>nell’ambito<span>  </span>della<span>  </span>Repubblica e che possano<span>  </span>perciò […] espandersi o comprimersi via via che ci si trasferisce sul territorio</span>». Traduzione: i Comuni non debbono fare di testa propria. Il diritto di voto agli immigrati può essere stabilito solo dal Parlamento.</p>
<p class="testo">È sulla base di questa sentenza che il Governo emana un <a href="http://www.meltingpot.org/articolo5910.html" title="Decreto 17 Agosto 2005" target="_blank">decreto, datato 17 Agosto 2005</a>, con il quale si dispone l’annullamento della delibera del Comune di Genova. Sembra la parola fine – provvisoria, ma pesante – alle speranze dei Comuni e dei migranti. Ma non è così. ANCI, CGIL, amministrazioni locali invitano a proseguire la battaglia, e a modificare gli Statuti, magari in attesa di un pronunciamento della Corte Costituzionale più sostanzioso di quello emanato a proposito della Regione Toscana (quest’ultima, infatti, aveva inserito nello Statuto solo un auspicio, non una previsione normativa). Intanto, l’ANCI nazionale si fa promotrice di una <a href="http://www.meltingpot.org/articolo8430.html" title="Disegno di Legge ANCI" target="_blank">proposta di legge</a> per l’estensione del diritto di elettorato attivo e passivo. Non la parola fine, dunque, ma l’inizio di un’altra storia.</p>
<p class="testo">Per approfondire:</p>
<p><font size="-2"> </font></p>
<p><font face="Times New Roman"><font size="-1">- <i><a href="http://www.piemonteimmigrazione.it/PDF/Rapporto_ASGI-FIERI_2005.pdf" title="Rapporto ASGI-Fieri" target="_blank">La partecipazione politica degli stranieri a livello locale. Working paper ASGI-FIERI</a></i>. Approfondimenti giuridici, panorama internazionale, storia del dibattito nazionale, rassegna degli interventi delle amministrazioni locali e molto altro<br />
- <a href="http://www.regione.toscana.it/elezioni/Documenti/IXConvegnoSISE/Rodano.pdf" title="Angela Rodano" target="_blank">Angela Rodano, </a><i><a href="http://www.regione.toscana.it/elezioni/Documenti/IXConvegnoSISE/Rodano.pdf" title="Angela Rodano" target="_blank">Il diritto di voto agli immigrati: quale possibilità di intervento per le autonomie territoriali?</a>, </i>Atti del Convegno S.I.S.E., Firenze 2006<br />
- <a href="http://www.astrid-online.it/Documenti/Immigrazio/BETTINELLI--Voto-extracomunitari.pdf" title="Ernesto Bettinelli" target="_blank">Ernesto Bettinelli, <i>Cittadini extracomunitari, voto amministrativo e Costituzione inclusiva</i></a>, paper ASTRID 2004<br />
- <a href="http://www.astrid-online.it/Documenti/Immigrazio/FINOCCHI-GHERSI-Diritto-di-voto-stra.pdf" title="Renato Finocchi Ghersi" target="_blank">Renato Finocchi Ghersi, <i>Immigrati e diritto di voto nell’attività consultiva del Consiglio di Stato</i></a>, in "Giornale di Diritto Amministrativo", n. 5/2006<br />
- <a href="http://www.meltingpot.org/articolo2615.html" title="Sabrina Bagnato" target="_blank">Sabrina Bagnato, <i>Sul diritto di voto degli immigrati in Italia</i></a>, considerazioni normative, 2005<br />
<font face="Times New Roman"><font size="-1">- <a href="http://www.meltingpot.org/archivio226.html" title="Melting Pot, diritto di voto" target="_blank">Portale Melting Pot, pagina sul diritto di voto</a>. Articoli, approfondimenti, documentazione varia<br />
- <a href="http://www.stranieriinitalia.it/news/specialevoto.htm" title="Stranieri in Italia, speciale voto" target="_blank">Portale Stranieri in Italia</a>, pagina sul diritto di voto. Articoli, approfondimenti, documentazione varia</font></font></font></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ordine del Giorno "Favorire il dialogo interetnico, interculturale e interreligioso"]]></title>
<link>http://attivitaconsiliare.wordpress.com/2008/03/25/ordine-del-giorno-favorire-il-dialogo-interetnico-interculturale-e-interreligioso/</link>
<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 21:14:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>governaretreviso</dc:creator>
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<description><![CDATA[odg-11-ottobre-2004.doc
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://attivitaconsiliare.wordpress.com/files/2008/03/odg-11-ottobre-2004.doc" title="odg-11-ottobre-2004.doc">odg-11-ottobre-2004.doc</a></p>
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<title><![CDATA[“Pronto, è il Pdl, vieni a telefonare per noi”]]></title>
<link>http://mononeuronico.wordpress.com/?p=131</link>
<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 13:30:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>mononeuronico</dc:creator>
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<description><![CDATA[La telefonata arriva ad un giovane italiano (&#8220;Io&#8221; nella trascrizione), residente a Sydne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">La telefonata arriva ad un giovane italiano (<i>"Io"</i> nella trascrizione), residente a Sydney.<br />
<i>Io: “Hello ?”</i><br />
<i> Ct: “Ciao. Mi chiamo bip (ometto il nome per diritto alla privacy). Il tuo numero me lo ha dato Alessandro. Chiamo per conto di una compagnia di telemarketing per offrirti un lavoro”.</i><br />
<i> Io: “Interessante. Di che si tratta?”.</i><br />
<i> Ct: “Stiamo cercando persone che parlano italiano per chiamare i cittadini italo-australiani con diritto al voto in Italia per spiegare le modalità di voto presso il distretto di Sydney”.</i><br />
<i>Io: “Che bello! Mi sembra un bel servizio, mi interessa”.</i><br />
<i> Ct: (</i><i>con voce più titubante</i>) “C’è dell’altro. Dopo che hai spiegato le modalità di voto qui a Sydney, si deve fare propaganda per un candidato. Sai, il servizio è pagato da un candidato alle elezioni”.<br />
<i> Io: “Ah! E chi sarebbe questo candidato?”</i><br />
<i> Ct: “Preferiamo parlarne di persona. Comunque ti informo che è un candidato del partito di Berlusconi”.</i><br />
“Forte risata da parte di entrambi…”<br />
<i>Io: “Scusa. A questo punto le cose cambiano. Non credo che ci riuscirei. Capiscimi, non sarei credibile”.</i><br />
<i> Ct: “No. Non preoccuparti. Immaginavo che ci potessero essere dei problemi. Ma è il PdL che ci paga per questo…purtroppo!”</i><br />
<i> Io “Almeno paga bene?”</i><br />
<i> Ct “In generale non lo so. A noi ci pagano da fame. Comunque grazie e scusa se ti ho disturbato. Continuo il giro di telefonate. Magari alla prossima non parlo di Berlusconi. Magari accetta di venirne a parlare di persona. ” (</i><i>ancora forte risata</i>)<br />
<i> Io: “Molte persone non accettano quando sentono di che partito si tratta?”</i><br />
<i> Ct: “Non ne hai idea”.</i><br />
<i> Io: “Bene. A quanto pare i soldi non comprano tutti. Buon lavoro”.</i></div>
<div align="justify">Fonte: <a href="http://www.polisblog.it/post/196/il-pdl-cerca-voti-anche-a-sydney" title="Vai al post originale, nuova finestra" target="_blank">POLISBLOG</a>.it</div>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[8 marzo]]></title>
<link>http://freedhome.wordpress.com/2008/03/08/12/</link>
<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 20:19:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dea Walker</dc:creator>
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<description><![CDATA[È il centenario della Festa della Donna. Il progresso sociale che noto quest’anno è che gli uomi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">È il centenario della Festa della Donna. Il progresso sociale che noto quest’anno è che gli uomini, considerandola un’offesa, non ti fanno più gli auguri per questa festa. Mi rimane il dubbio che neanche se ne ricordino. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><i><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;letter-spacing:1pt;">9 marzo</span></i><br />
<span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">Comunque, quest’anno la mia Festa della Donna l’ho trascorsa con <a href="http://www.fotolog.com/eeviac/27823782" title="Women at War" target="_blank">una delle mie donne preferite</a> e tre uomini (due e mezzo a testa mi sembrano una buona media). </span><span style="font-size:13pt;font-family:Wingdings;"><span></span></span><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">Stronzate a parte, a Treviso c’è stata una mostra molto carina: Women@War. Tema dell’esposizione fotografica erano le donne stanno dietro agli uomini che, a loro volta, stanno dietro la trincea.<br />
Bianco e nero per raccontare storie di donne che hanno cercato di adeguarsi ai tempi senza snaturarsi. Accostato al rosa della scenografia per ricordare che la bellezza del colore è vivacità e vita.<br />
La foto che mi ha colpito di più erano due immagini che sembravano quasi scostate dal resto. Scatti in un night club, con mani e sguardi di uomini capaci di rapportarsi solo con la donna oggetto. Nello sguardo si leggeva la stupidità con cui il seme marcito ammala il cervello di quelle creature di cui ieri non era la festa.<br />
I contenuti della mostra, invece, comunicavano inequivocabilmente che c’è ancora molta strada da fare. Che il terzo mondo a volte siamo anche noi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://freedhome.wordpress.com/files/2008/03/1946.jpg" title="Ce ne vuole"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://freedhome.wordpress.com/files/2008/03/1946.jpg" title="Ce ne vuole"><img src="http://freedhome.wordpress.com/files/2008/03/1946.jpg" alt="Ce ne vuole" /></a></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
Photo by <a href="http://www.fotolog.com/eeviac/27823782" title="Eeviac">Eeviac</a>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">Auguri. A tutto il <i><span style="letter-spacing:1pt;">femminile</span></i> che l’universo contiene.<br />
Alle donne.<br />
Alle donne dentro gli uomini.<br />
Ai fiori.<br />
Alle stelle.<br />
Alla luna.<br />
A Venere. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;"> </span><br />
<i><span style="font-size:13pt;font-family:Garamond;">D.W. </span></i></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dovere votare]]></title>
<link>http://filosoffessa.wordpress.com/2008/02/15/dovere-votare/</link>
<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 14:47:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>filosoffessa</dc:creator>
<guid>http://filosoffessa.it.wordpress.com/2008/02/15/dovere-votare/</guid>
<description><![CDATA[Mercoledì, a cena, si è festeggiato il compleanno di mia madre.
Si parla con mio fratello di tante]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì, a cena, si è festeggiato il compleanno di mia madre.<br />
Si parla con mio fratello di tante cose, tra cui La casta.</p>
<p>Dice che a questa nuova tornata elettorale non voterà. (Come lui ne ho sentiti molti altri, tra amici e conoscenti).</p>
<p>Rispondo che libri come quello, nel modo in cui è stato presentato all’opinione pubblica, divulgato attraverso il passaparola, sventolato sotto il naso degli italiani dai vari demagoghi di destra e di sinistra, fanno più male che bene, perché, alimentando la sfiducia e la convinzione che nessun cambiamento sia possibile, sono estremamente funzionali al mantenimento dello status quo, o, addirittura, all’arroccamento su posizioni ultra conservatrici.</p>
<p>Lo stesso vale per la protesta fine a se stessa di Grillo.<br />
L’appuntamento con le urne è fissato: dove sono i suoi MeetUp? Le sue liste civiche col bollino blu?</p>
<p>Credere di non avere alternative allo squallore che la politica ci sciorina ogni giorno davanti agli occhi, induce a rinunciare ad uno dei nostri diritti più preziosi: quello di voto.</p>
<p>Fare gli agitatori di popolo è poco produttivo.<br />
La democrazia che abbiamo è rappresentativa, non diretta. Qualcuno da eleggere lo dobbiamo scegliere.</p>
<p>Ne abbiamo il diritto e, a parer mio, il dovere.</p>
<p>A questo proposito, segnalo due iniziative di partecipazione politica che ritengo interessanti, sorte giorni addietro nella fetta di web che osservo:<br />
- l’agenda dei cittadini di Luca De Biase (usate il motore di ricerca interno al suo blog inserendo “agenda setting” per rintracciare tutti i post)<br />
- Je la potemo fà (ne scrive dotcoma).</p>
<p>Ditemi cosa ne pensate.</p>
<p>[Per commentare questo articolo collegati a: <a href="http://filosoffessa.tumblr.com/post/26413415">http://filosoffessa.tumblr.com/post/26413415</a>]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non ho l'età]]></title>
<link>http://lottadiclasse.wordpress.com/?p=39</link>
<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 16:08:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lotta di classe</dc:creator>
<guid>http://lottadiclasse.it.wordpress.com/2008/02/01/non-ho-leta/</guid>
<description><![CDATA[Ma perchè per votare alla Camera sono sufficienti 18 anni e invece per il Senato bisogna averne alm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ma perchè per votare alla Camera sono sufficienti 18 anni e invece per il Senato bisogna averne almeno 25?</p>
<p>Che maturità è richiesta per votare i <a href="http://lottadiclasse.wordpress.com/2008/01/26/famolo-strano/" target="_blank">Nino Strano </a>di Palazzo Madama?</p>
]]></content:encoded>
</item>

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