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	<title>divieti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/divieti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "divieti"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 20:56:10 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[tratto da Elogio della Fuga di Henri Laborit]]></title>
<link>http://fernirosso.wordpress.com/?p=1103</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 18:49:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Der Himmel über Berlin (Frankreich/Deutschland 1986/1987)
 
..Finché le gambe mi permettono di fu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><em><span style="color:#3366ff;">Der Himmel über Berlin (Frankreich/Deutschland 1986/1987)</span></em></div>
<p> <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_lt6o6QSQv4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/_lt6o6QSQv4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p style="margin-bottom:0.49cm;"><span style="font-size:medium;">..Finché le gambe mi permettono di fuggire, finché le braccia mi permettono di combattere, finché l'esperienza che ho del mondo mi permette di sapere che cosa devo temere o desiderare, niente paura: posso agire. Ma quando il mondo degli uomini mi costringe a osservare le sue leggi, quando il mio desiderio si scontra col mondo dei divieti, quando mi trovo imprigionato, mani e piedi, dalle catene implacabili dei pregiudizi e delle culture, allora tremo, gemo e piango. Spazio, ti ho perduto e mi rinchiudo in me stesso. Ritorno sulla cima del campanile dove, con la testa tra le nuvole, fabbrico arte, scienza e follia. Ahimè! Non ho potuto tenere per me neppure quelle. Non ho potuto tenerle nel mondo della conoscenza. Sono state subito adoperate per occupare lo spazio e stabilire la dominanza, la proprietà privata di oggetti e di esseri, e dare piacere ai più forti. Dall'alto del mio campanile potevo scoprire il mondo, contemplarlo, trovare le leggi che governano la materia, senza però conoscere quelle che avevano presieduto alla costruzione della cattedrale: non sapevo niente della volta romana o dell'ogiva gotica: Quando con la mia immaginazione trasformavo il mondo e occupavo lo spazio, lo facevo col cieco empirismo delle prime forme viventi. I mercanti invasero il sagrato della mia cattedrale, e occuparono lo spazio fino all'orizzonte delle terre emerse. Invasero mare e cielo, e gli uccelli dei miei sogni non poterono più volare. Rimanevano imprigionati nelle reti del popolo dei mercanti che abitavano la terra, il cielo e l'aria, e che vendevano le loro piume ai più ricchi perchè le mettessero tra i capelli come ornamento narcisistico, per farsi adorare dalle folle asservite. Il ghiacciaio dei miei sogni servì solo ad alimentare il fiume della tecnica che andò a gettarsi nell'oceano dei manufatti. Lungo il suo corso sinuoso, arricchito da numerosi affluenti, cosparso di bacini artificiali e di tratti pianeggianti dove l'acqua scorreva lenta, si insediarono le gerarchie.<br />
Occuparono lo spazio umano, distribuirono oggetti ed esseri, lavoro e sofferenza, proprietà e potere. Le piume multicolori degli uccelli dei miei sogni riempirono lo spazio disordinatamente come la nuvola di piume che esce dal cuscino squarciato da un coltello. Invece di rispettare il maestoso aspetto della vallata dove essi erano nati, le piume si sparpagliarono in ogni direzione, rendendo l'aria irrespirabile, la terra inabitabile, l'acqua incapace di dissetare. I raggi del sole non riuscirono più ad aprirsi un varco per raggiungere il mondo microscopico che serviva loro per generare la vita. Le piante e i fiori asfissiavano, le specie sparirono e l'uomo rimase solo al mondo. Si alzò orgogliosamente di fronte al sole, troneggiante su un mare di rifiuti e di uccelli morti. Ma per quanto tendesse le braccia e cercasse di afferrare i raggi impalpabili, non poté trarne nessun miele.<br />
E dalla cima del campanile della cattedrale lo vidi sdraiarsi e morire. La nuvola di piume lentamente si adagiava al suolo.<br />
Dopo un po’ di tempo si vide spuntare, attraverso il tappeto multicolore che copriva la terra, uno stelo che presto si guarnì di un fiore. Ma non c'era più nessuno che potesse accorgersene.</span></p>
<p style="margin-top:0.49cm;margin-bottom:0.49cm;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Olimpiadi di Pechino: nuovi divieti]]></title>
<link>http://riccardopedergnani.wordpress.com/?p=33</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 14:27:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Riccardo Pedergnani</dc:creator>
<guid>http://riccardopedergnani.wordpress.com/?p=33</guid>
<description><![CDATA[Il Governo Cinese, dopo le continue violazioni sulla libertà di stampa e parola, di professione del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo Cinese, dopo le continue violazioni sulla libertà di stampa e parola, di professione della propria fede, dopo aver massacrato e sedato nel sangue le manifestazioni in Tibet, ha varato nuove norme di tipo discriminatorio.<br />
A neri e Mongoli, durante i giochi olimpici in programma tra qualche settimana, sarà vietato vendere da bere. Questo divieto viene dall'associazione di queste due razze rispettivamente allo spaccio della droga e allo sfruttamento della prostituzione.</p>
<p>La Cina continua quindi la sua rapida e incessante rincorsa all'assicurazione del rispetto dei diritti umani e alla libertà per ogni individuo!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Italia: nuovi e vecchi divieti in vacanza]]></title>
<link>http://stvenworldnow.wordpress.com/?p=227</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 07:16:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>stevenworldnow</dc:creator>
<guid>http://stvenworldnow.wordpress.com/?p=227</guid>
<description><![CDATA[
Estate: finalmente tempo D vacanze e relax. Magari&#8230;! Diamo un&#8217;occhiata assieme ai nuovi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://img129.imageshack.us/img129/4971/bagnantiamontevideo1fa1.jpg" alt="" /></p>
<p>Estate: finalmente tempo D vacanze e relax. Magari...! Diamo un'occhiata assieme ai nuovi e ai "vecchi" divieti da  tenere presenti nei luoghi D villeggiature:  <strong></strong></p>
<p><strong>Cosa è vietato</strong></p>
<ul type="square">
<li>Fare il bagno a mare nelle ore notturne e la mattina presto;</li>
<li>Pesca subacquea entro 500 metri dalla spiaggia frequentata da bagnanti;</li>
<li>Praticare sci nautico in ore notturne o entro 200 metri dalla battigia;</li>
<li>Praticare windsurf e surf entro 100 metri dalla battigia;</li>
<li>Praticare kytesurf se non in una spiaggia attrezzata e provvista D autorizzazione comunale;</li>
<li>Giocare a pallone,a  racchette o altri giochi che possono arrecare disturbo ai bagnanti, a meno che non C siano aree allestite;</li>
<li>L'accesso in spiaggia agli animali ( ove non consentito );</li>
<li>Sorvolare le spiagge a bassa quota;</li>
<li>Passeggiare in costume o a torso nudo nelle città marittime;</li>
<li>Il topless in spiaggia;</li>
<li>Circolare con gli zoccoli ( a Capri );</li>
<li>Vendere sulle spiagge abusivamente;</li>
<li>Corse con tuffo in mare;</li>
<li>Lasciare rifiuti sulla spiaggia;</li>
</ul>
<p>A tutti questi si aggiungono anche regole da seguire perché si sa, la libertà è sacrosanta ma per non intaccare quella degli altri si deve  limitare anche la propria: e allora ecco "spuntare" i cartelli "Vietato" ( e soprattutto sanzioni pecuniarie più o meno alte ) per gli indisciplinati: Ad Alassio ad esempio, una passeggiata in costume o a torso nudo nel centro storico può costare cara al turista. Così come a Forte de Marmi  e Riccione dove sono proibiti i bikini in centro. A Montecatini chi si sdraia su una panchina o C appoggia sopra i piedi rischia sanzioni dai 25 ai 500 €. Vietati gli skateboard, niente bici  e pallone sulla riva. Sempre per il buoncostume a Mondello ( Palermo ) si cerca D evitare l'appropriazione indebita, chiedendo ai bagnanti D  non occupare le cabine come fossero monolocali. A Eraclea, in provincia D Venezia, le ordinanze municipali vietano  D scavare buche nella sabbia  e raccogliere conchiglie per portarle sotto l'ombrellone. A Lignano infine, meta turistica del Friuli Venezia Giulia, l'Amministrazione civica  ha adottato un provvedimento in difesa della tranquillità dei turisti e meriterebbe un encomio: è stata bloccata per tutta l'estate ogni attività edilizia.  Altre regole, stavolta che riguardano i proprio diritti D bagnante e turista, sono quelle che seguono:</p>
<ul type="circle">
<li>Le spiagge sono demaniali, cioè D proprietà dello Stato demandate a regioni e comuni. Vengono poi date in concessione a gestori, che possono chiedere un biglietto D ingresso se autorizzati dai comuni e con cartello ben visibile. Si può fruire D alcuni servizi quali docce, i bagni, gli  spogliatoi, il servizio D salvataggio e la pulizia dell'arenile;</li>
<li>L'affitto D sdraio, ombrelloni e cabine in genere è aggiunto al biglietto D ingresso ma non è obbligatorio affittarle, perché una volta pagato l'ingresso C si può sdraiare sul proprio asciugamano;</li>
<li>Si può accedere alla spiaggia D uno stabilimento balneare, per raggiungere il mare, senza pagare il biglietto D ingresso ma non si può sostare né sulla spiaggia in concessione né sulla battigia, spazio che deve essere sempre libero da persone o cose.</li>
</ul>
<p>Insomma come concludere questo articolo se non con un gridato:  Buone vacanze a tutti!!!!</p>
<p>Ciaoo, Steven.</p>
<p>La.St.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TUTELA ANIMALI, REGOLAMENTO COMUNALE APPROVATO A SAN LAZZARO]]></title>
<link>http://avapa.wordpress.com/?p=565</link>
<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 06:32:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>avapa</dc:creator>
<guid>http://avapa.wordpress.com/?p=565</guid>
<description><![CDATA[provincia di Bologna

19 giugno 2008 - La LAV Lega Anti Vivisezione Onlus, Ente Morale e Associazion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>provincia di Bologna</em></p>
<p><a href="http://avapa.files.wordpress.com/2008/06/catene.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-566 aligncenter" src="http://avapa.wordpress.com/files/2008/06/catene.jpg?w=300" alt="" width="300" height="252" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">19 giugno 2008</span></em><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;"> - La LAV Lega Anti Vivisezione Onlus, Ente Morale e Associazione di protezione ambientale, sede territoriale di Bologna, ringrazia il Sindaco del Comune di San Lazzaro di Savena (BO), Dott. Marco Macciantelli, l’Assessore alla Qualità Ambientale ed Educativa, Dotti. Giorgio Archetti, la Giunta Comunale ed il Consiglio Comunale tutto per il proficuo lavoro svolto nell’interesse e nel rispetto dei diritti di tutti i viventi e concretatosi nella recente approvazione del “Regolamento Comunale sul Benessere degli animali”.</span></p>
<p>Un Regolamento -osserva la LAV- il cui condivisibile scopo è “promuovere la cura, la conservazione e la presenza nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale e indispensabile dell’ambiente”.<!--more--></p>
<p>La LAV sottolinea inoltre come il regolamento di San Lazzaro sia particolarmente innovativo per alcuni aspetti specifici:<br />
- misure attente e dettagliate per la protezione di fauna minore e selvatica e per il benessere della fauna esotica;<br />
- divieto di detenzione permanente dei cani alla catena;<br />
- divieto assoluto di accattonaggio con animali e sequestro degli stessi in caso di mancato rispetto della normativa in oggetto;<br />
- divieto di detenzione di animali lungo l'argine dei fiumi;<br />
- precise indicazioni in merito alle misure minime di gabbie, recinti e catene, al fine di preservare condizioni accettabili di benessere agli animali detenuti e di permettere precise verifiche da parte degli organi preposti;<br />
- istituzione di un osservatorio sui diritti degli animali.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:9pt;font-family:Arial;">"Ci congratuliamo veramente con gli amministratori del Comune di San Lazzaro- commenta Annalisa Amadori, responsabile della Sede Territoriale LAV di Bologna-. Quello che hanno realizzato tramite il nuovo regolamento sul benessere degli animali, non è cosa scontata e prende atto -oltre che della evoluzione della normativa regionale, nazionale ed europea,-anche della volontà del sempre maggior numero di cittadini che crede nei diritti degli animali e nel rispetto a loro dovuto ". </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Volevamo solo rilassarci...]]></title>
<link>http://libertystate.wordpress.com/?p=136</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 17:12:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>libertystate</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Ieri siamo partiti per un brevissimo weekend in Liguria. E&#8217; stato davvero brevissimo tanto ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin:2px;" src="http://www.easycommunication.net/myphotos/flo_pl.jpg" alt="" width="300" height="350" /></p>
<p>Ieri siamo partiti per un brevissimo weekend in Liguria. E' stato davvero brevissimo tanto che stamattina abbiamo fatto le valigie e siamo tornati a casa. E' successo che non abbiamo trovato un filo d'erba per Flora (i pochissimi spazi verdi erano stra-vietati ai cani) e sinceramente ci siamo inversati... ma come, viviamo a Milano e abbiamo più verde fruibile in città rispetto ad un luogo di villeggiatura? E allora sapete cosa c'è? Torniamo a casa che è meglio! Detto fatto. Appena arrivati a Milano, Flora si è sbizzarrita in corse sfrenate per allontanare lo stress e soprattutto lo spettro di quel paesino, caruccio ma per lei invivibile. Il residence che ci ha ospitato per una notte era carino e ovviamente prendeva i cani ma... sì e poi? Se il mio cane non può andare da nessuna parte e se quel poco verde che c'è è off-limits... che senso ha? Pazienza, ho rivisto il mare anche solo per poche ore.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'esercito in città]]></title>
<link>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/?p=749</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 08:08:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>ange</dc:creator>
<guid>http://lamontagnaincantata.wordpress.com/?p=749</guid>
<description><![CDATA[Tutti a nanna, dopo il Carosello.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti a nanna, dopo il Carosello.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alessandro Barbano: fumare uno spinello e' come sparare]]></title>
<link>http://hempyreum.wordpress.com/?p=372</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 08:58:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>candidus</dc:creator>
<guid>http://hempyreum.wordpress.com/?p=372</guid>
<description><![CDATA[Ogni anno in Italia sono ben quattro milioni le persone che fanno uno di &#8216;cannabis&#8217; e 1 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float:right;margin-left:10px;margin-right:10px;" src="http://img266.imageshack.us/img266/6047/smokinggunmn7.jpg" alt="" width="204" height="240" />Ogni anno in Italia sono ben quattro milioni le persone che fanno uno di 'cannabis' e 1 milione di cocaina. E' da questo dato allarmante che parte il viaggio nell'emergenza educativa del Paese condotto dal vice direttore del <em>Messaggero </em><strong>Alessandro Barban</strong><strong>o</strong>, nel suo ultimo libro 'Degenerazioni - Droga, padri e figli nell'Italia di Oggi' edito da Rubbettino.<br />
Viaggio nell'Italia dei pub, delle scuole, dei luoghi frequentati da giovani dove l'abuso di droghe 'leggere e pesanti' e' cresciuto a dismisura negli ultimi quarant'anni foraggiato da un'altrettanto allarmante crisi dei valori fondativi del vivere civile.</p>
<p>L'appeal degenerato della droga e' forte al punto d'essere non solo conseguenza ma anche causa di destabilizzazione di contesti che apparentemente dovrebbero esserne immuni. La forza di impatto della droga e' tale che 'ci puo' cadere - ha spiegato Barbano - anche un giovane che abbia alle spalle una famiglia sana e un contesto sociale equilibrato perche' nella societa' contemporanea vige una sorta di ribaltamento del senso comune. Mentre a parole la droga e il suo consumo e' visto come un male nei fatti, invece, viene legittimata'.</p>
<p>Una societa' al limite del nichilismo coincide con il fallimento dell'azione delle principali 'agenzie educative' come la famiglia, la scuola e lo Stato. Prima forma di tolleranza nei confronti dell'uso di droghe viene 'dalla neutralita' educativa dei genitori che erroneamente hanno considerato la droga sinonimo di emancipazione e poi da dalla magistratura che dimostra tolleranza nei confronti degli spacciatori con azioni risibili e spesso assolutorie ed infine dallo Stato la cui politica legittimatoria a riguardo e' consistita nella 'riduzione del danno', favorendo la cronicizzazione del tossicodipendente attraverso la consegna quotidiana di 109.000 dosi di metadone. Invece che imporre una rinuncia alla droga si fornisce una droga di Stato che spesso i tossicodipendenti mescolano a cocaina e eroina con costi enormi per la collettivita''.</p>
<p>A dettare lo sfacelo nel quale versa la societa' contemporanea e dunque il fallimento dell'azione formativa della famiglia , della scuola e dello Stato e' la diffusione di una ideologia scellerata che ha determinato la frattura nella trasmissione dei saperi, distrutto il principio di autorita' e il rapporto sano tra docente e allievo. A monte vi e' dunque 'l'idea che la responsabilita' sia arbitraria e non legata a valori condivisi, l'idea che io posso fare del mio corpo quello che mi pare, senza tener conto del problema della difesa della vita'.</p>
<p>Unica ancora di salvezza per una generazione alla deriva appare 'il riappropriarsi da parte della cultura laica dei 'relativi assoluti', ovvero principi e valori che accompagnano la civilta' dalla sua nascita come la solidarieta', il rispetto della vita, dell'integrita' personale e delle leggi'. Un saggio che fara' discutere quello di Alessandro Barbano che ha ribadito 'dobbiamo farci aiutare dai divieti. Sono per rendere punibile il consumo di droghe perche' questo determina un pericolo sociale al pari della detenzione di armi'.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.droghe.aduc.it" target="_blank">aduc.droghe</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[12 COSE DA NON FARE QUANDO SEI UBRIACO]]></title>
<link>http://chiaracats.wordpress.com/?p=197</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 02:06:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaracat</dc:creator>
<guid>http://chiaracats.wordpress.com/?p=197</guid>
<description><![CDATA[(vale anche se ti droghi)

guidare
portare fuori il cane
saltare giù da qualcosa
arrampicarsi
lasci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>(vale anche se ti droghi)</p>
<ol>
<li>guidare</li>
<li>portare fuori il cane</li>
<li>saltare giù da qualcosa</li>
<li>arrampicarsi</li>
<li>lasciare il tuo fidanzato/o</li>
<li>rimetterti con il tuo ex fidanzato/a</li>
<li>fare la pipì all'aperto</li>
<li>pronunciare cose come "metto le chiavi qui così me le ricordo"</li>
<li>prendere la bici</li>
<li>cercare di rubare qualcosa</li>
<li>tagliarsi icapelli</li>
<li>sposarsi</li>
</ol>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ecco la differenza tra paesi più o meno civili.]]></title>
<link>http://avapa.wordpress.com/?p=500</link>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 11:37:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>miacis</dc:creator>
<guid>http://avapa.wordpress.com/?p=500</guid>
<description><![CDATA[
 
 
 
 

 
Pochi giorni fa, mi trovavo in fila alla cassa di un supermercato. Mi accorgo che si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"><span><img class="size-medium wp-image-499 aligncenter" src="http://avapa.wordpress.com/files/2008/04/8510.gif?w=140" alt="" width="258" height="135" /> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Pochi giorni fa, mi trovavo in fila alla cassa di un supermercato. Mi accorgo che si è formato un capannello di persone attorno a un passeggino tenuto stretto da un'anziana signora. Mi avvicino al gruppetto, un po' per vedere se occorre aiuto e un po' per curiosità. La "nonna" sta apparentemente bene e dimostra una buona situazione neuronale perché discute, mediante un invidiabile eloquio, con una cassiera che fatica ad arginare un torrente di parole, espresso in modo civile quanto autoritario. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">A questo punto non mi resta che dare un'occhiata all'oggetto del contendere. Tra panni e copertine, spunta un piccolo musetto con due orecchie pelose che sgrana gli occhi senza profferire verbo. D'altronde difficilmente avrebbe potuto prendere parte alla discussione, e non tanto per l'età, quanto perché più che abbaiare non gli sarebbe uscita parola alcuna dalla gola. Si trattava infatti di un minuscolo Yorkshire, straniero senza permesso di soggiorno in quel luogo dove, sulla porta d'entrata, abbondano i cartelli con una barra rossa sulla silhouette di un cane: <span style="color:#ffff00;">"Io non posso entrare".</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Quando l'anziana esce, la raggiungo e scambio due parole. Si tratta di un'insegnante universitaria in pensione, che vive sola attanagliata dalle sue artrosi. Mi spiega: "Dove lo lascio il cane, quando vado a fare la spesa? Lo lego in strada al palo che sostiene il cartello del divieto di parcheggio? Sa, io ne approfitto per fargli fare i suoi bisognini (e mi mostra sacchetto e paletta) e fare la spesa in un'unica uscita. Ho due piani di scale da fare e le assicuro che, per le mie articolazioni, è un vero tormento. Cosa sosterrebbe a questi colossi della distribuzione mettere all'entrata pochi box sorvegliati, dove potere "parcheggiare" il proprio cane?"</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il problema dell'accettazione di animali domestici, all'interno di luoghi e mezzi pubblici, sale, ogni tanto, agli onori della cronaca magari quando c'è di mezzo una persona nota. Il recente episodio di Belle, il cane della mamma di Serena Grandi, rappresenta un esempio illuminante. Belle, un piccolo Carlino di 9 Kg, aveva un biglietto per viaggiare, accanto alla sua proprietaria, su un bus che partiva da Bologna e arrivava a Napoli. A Napoli ci è arrivata, morta purtroppo perché l'autista si è rifiutato di prendere il cane a bordo, se non stivato nel bagagliaio tra valige e zainetti, <span style="color:#ffff00;">dove un colpo di calore ha messo fine alla sua vita</span> e ha ferito gravemente la signora Faggioli in uno dei suoi più profondi affetti. Il bus era mezzo vuoto e dotato d'aria condizionata.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Posso capire che vi siano luoghi pubblici dove debba essere interdetta l'entrata per gli animali domestici, ma rimane incomprensibile, per un paese civile, questa sorta di <span style="color:#ffff00;">atavico terrore nell'ospitare i cani in esercizi commerciali, ristoranti, alberghi, spiagge, taxi, bus, treni e aerei,</span> anche quando gli animali sono bene educati, come i loro proprietari. In Germania, Austria, Svizzera, Francia, nessuno si scandalizza se un barboncino dormicchia sotto il tavolo del ristorante. Qui esce immediatamente il proprietario che farfuglia, quasi tarantolato, di malattie, pericoli e improbabili tragedie. Anche da questi comportamenti si nota la differenza tra paesi più o meno civili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di <span style="color:#ffff00;">Oscar Grazioli</span><span>           </span>fonte: Tiscali Animali<span>                   </span><span style="color:#ff9900;">miacis</span></span></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Salvi i gatti liberi di Randolph]]></title>
<link>http://avapa.wordpress.com/?p=370</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 10:24:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>avapa</dc:creator>
<guid>http://avapa.wordpress.com/?p=370</guid>
<description><![CDATA[


Salvi i gatti americani, ma in Cina muoiono ancora.
Scampato pericolo per i gatti liberi di Rando]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/micio.jpg" title="micio.jpg"></a><a href="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/micio.jpg" title="micio.jpg"></a><a href="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/micio.jpg" title="micio.jpg"></a><a href="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/micio.jpg" title="micio.jpg"></a><a href="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/micio.jpg" title="micio.jpg"></a><a href="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/micio.jpg" title="micio.jpg"></a><a href="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/micio.jpg" title="micio.jpg"></p>
<div style="text-align:center;"><img width="373" src="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/micio.jpg" alt="micio.jpg" height="291" /></div>
<div style="text-align:center;"></div>
<div style="text-align:center;"><strong><em><font color="#ffff00">Salvi i gatti americani, ma in Cina muoiono ancora.</font></em></strong></div>
<p><!--more--><font color="#999999">Scampato pericolo per i <em><font color="#ffff00">gatti liberi di Randolph</font></em>, piccolo centro dell'Iowa. Nei giorni scorsi avevano rischiato di fare la stessa fine dei felini di Pechino, che vengono soppressi per "ripulire" (!?) le strade in vista delle Olimpiadi. Vince Trively, sindaco della cittadina americana, <strong><font color="#ffff00">ha revocato l'ordinanza</font></strong> che, per combattere il fenomeno diffuso del randagismo, prevedeva un premio di 5 dollari a chiunque avesse portato un micio senza fissa dimora all'ufficio veterinario del paese. Qui l'animale sarebbe stato tenuto per un certo periodo di tempo poi, nel caso in cui nessuno l'avesse reclamato, sarebbe stato destinato alla soppressione. La forte pressione degli animalisti americani e le proteste che si sono levate un pò in tutto il mondo, supportate da alcune petizioni, hanno fatto sì che il sindaco Trively tornasse sulle sue decisioni annullando l'assurda ordinanza. fonte: Tiscali</font></p>
<p></a></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">Era già successo anche in Italia che un sindaco si lasciasse trasportare dalle pressioni di "cittadini" incivili e intolleranti ed emanasse un'ordinanza "affamagatti", vietando alle gattare di nutrire i gatti liberi, ma un ricorso al TAR e conseguente vittoria delle gattare aveva fatto recedere il "primo cittadino". Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito firmando la petizione sul sito "Care2 Petition Site". <font color="#ffcc00">miacis.</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aosta "No al circo con animali..."]]></title>
<link>http://avapa.wordpress.com/?p=358</link>
<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 08:37:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>avapa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Al Sindaco di Aosta, Sig. Guido Grimod
Caro Sindaco,
Da alcuni giorni è presente in località Croix]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="right">Al Sindaco di Aosta, Sig. Guido Grimod</p>
<p align="justify">Caro Sindaco,</p>
<p align="justify">Da alcuni giorni è presente in località Croix Noire ( proprio accanto al Canile/Gattile regionale, con le conseguenze di irrequietezza costante da parte degli animali che si possono facilmente immaginare ) il Circo Coliseum di Roma.</p>
<p align="center"><a href="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/circo1.jpg" title="circo1.jpg"><img src="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/circo1.jpg" alt="circo1.jpg" height="260" width="212" /></a></p>
<p align="justify">Come Associazione Valdostana di Protezione Animali "AVAPA Onlus"  riteniamo lo spettacolo del circo con animali altamente diseducativo, soprattutto per i bambini che ne sono i maggiori fruitori.<br />
Si tratta di uno "spettacolo" basato su continue violenze sugli animali: dalle  condizioni di detenzione, al trasporto in carrozzoni/contenitori, all'addestramento finalizzato a soggiogare e mortificare l'animale per costringerlo ad effettuare esercizi  innaturali.<!--more--></p>
<p align="justify">Soprattutto nei confronti dei più giovani ci sembra doveroso demarcare la differenza tra la conoscenza di un animale come può avvenire in una relazione domestica o nella sua osservazione in un ambito naturale, da quella che ha luogo in situazioni che lo snaturano completamente. Per queste ragioni, e grazie ad una maggiore sensibilità e rispetto per gli animali, negli ultimi anni lo spettacolo del circo con animali è sempre meno apprezzato.</p>
<p align="justify"> In attesa che venga definitivamente vietato con esplicite leggi l'utilizzo di animali per spettacoli di divertimento, l'unico metodo di contrasto resta quello che stanno adottando tantissime amministrazioni comunali: il divieto di spettacoli circensi con utilizzo di animali sul suolo comunale.</p>
<p align="justify">Certi della Sua sensibilità nei confronti di quanto esposto e in considerazione della fattiva collaborazione che ha sempre caratterizzato i rapporti tra l'A.VA.P.A. e l'Amministrazione Comunale, Le chiediamo quindi che venga emessa anche per il Comune di Aosta una Ordinanza che vieti qualsiasi forma di spettacolo circense o di intrattenimento pubblico o privato  che contempli l'utilizzo di animali e ci auguriamo che tale scelta venga presto estesa anche agli altri comuni della Valle d'Aosta.</p>
<p align="justify"> <a href="http://www.tradizioniviolente.org/circo1.html">www.tradizioniviolente.org/circo1.html</a></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p><a href="http://www.tradizioniviolente.org/circo1.html"></a></p>
<p align="right">Certi di un suo riscontro, La ringraziamo per la Sua attenzione<br />
<i>Il direttivo A.VA.P.A. onlus</i><a href="http://www.tradizioniviolente.org/circo1.html"><b> </b></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cani "L'Aquila, il sindaco emana ordinanza incostituzionale"]]></title>
<link>http://avapa.wordpress.com/?p=327</link>
<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 08:52:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>avapa</dc:creator>
<guid>http://avapa.wordpress.com/?p=327</guid>
<description><![CDATA[Progresso è regresso? Più si tenta di migliorare la condizione degli animali nel nostro Paese, pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Progresso è regresso? Più si tenta di migliorare la condizione degli animali nel nostro Paese, più ci si ritrova a confronto con assurdità, a parer mio, legate ad incompetenza ed insensibilità... Il Futuro dell'Italia è in buone mani!</p>
<p align="justify"><a href="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/divieti.jpg" title="divieti.jpg"><img src="http://avapa.wordpress.com/files/2008/03/divieti.thumbnail.jpg" alt="divieti.jpg" style="float:left;" /></a>(ANSA) - L'AQUILA, 12 MAR - L'ordinanza del sindaco dell'Aquila ''e' incostituzionale, non c'e' una legge specifica che vieti addirittura il transito con i cani tenuti al guinzaglio e museruola, nei luoghi pubblici: tutto cio' e' ridicolo''. A sostenerlo e' la responsabile regionale dell'Ufficio Tutela dei Diritti Animali, Cristiana Graziani, intervenuta sul divieto di accesso agli animali nelle aree di verde pubblico. ''Questo e' un'assurdo divieto<br />
<!--more--> ha spiegato - che comprende, oltre ai giardini pubblici, anche qualsivoglia spazio inerbito, dalle aiuole stradali ai lati di determinate strade, perfino zone normalmente adibite a parcheggio ed aree incolte. C'e' preoccupazione e sconcerto tra i proprietari per la gestione dei cani; dopo l'emanazione di questa ordinanza sindacale, continuare ad avere un cane puo' diventare problematico per chi abita in determinate zone della citta', inoltre e' veramente incomprensibile che il sindaco scoraggi anche i lodevoli propositi di adozione dei tanti poveri animali abbandonati nei canili''. Secondo la Graziani l'ordinanza e' impugnabile. ''Inizieremo oggi stesso - ha sottolineato - una raccolta di firme per chiedere la revoca urgente del provvedimento ed in questo siamo fortemente sostenuti dalle associazioni animaliste ed i tanti cittadini dell'Aquila, ai quali il sindaco Cialente ha negato un diritto fondamentale, emanando un tale provvedimento limitativo delle liberta' personali. Anche i padroni dei cani sono cittadini ed elettori aquilani e hanno diritto a tenere i propri animali secondo le loro esigenze. L'Amministrazione Comunale prima di emanare ordinanze 'Pre-elettorali', <b>dovrebbe anzitutto preoccuparsi di informare i cittadini sulla corretta detenzione dei cani, ed eventualmente mettere a loro</b> <b>disposizione dei distributori automatici di sacchetti e palette&#124;per la raccolta delle deiezioni collocati nelle strade della citta'. </b>Secondo i Verdi l'amministrazione ''deve individuare a breve termine dei parchi ed altre aree a verde di uso pubblico, ove possibile, mediante appositi cartelli e delimitazioni fisiche, creare spazi destinati ai cani, dotati anche delle opportune attrezzature; dove i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, sotto la responsabilita' degli accompagnatori''.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vietato compiere atti impuri]]></title>
<link>http://religione.wordpress.com/2008/03/16/vietato-compiere-atti-impuri/</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 15:19:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>werehamster</dc:creator>
<guid>http://religione.wordpress.com/2008/03/16/vietato-compiere-atti-impuri/</guid>
<description><![CDATA[I divieti proclamati dalla Chiesa nostrana iniziano già prima della vita di coppia. Nessuno osi con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';">I divieti proclamati dalla Chiesa nostrana iniziano già prima della vita di coppia. Nessuno osi congiungersi carnalmente se non dopo il matrimonio, sacramento che può essere amministrato solo da un rappresentante di Dio sulla terra ad hoc abilitato dalla burocrazia ecclesiastica, ed il congiungimento non deve avere altro scopo se non quello di procreare figli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Se si pensa che anche l’atto impuro è peccato e quindi condannato dalla Chiesa, c’è ragione di ritenere che la stessa sia ossessionata dal sesso il cui impulso andrebbe represso come cosa sporca e vergognosa da relegare tra i più bassi istinti dell’uomo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Come dire che per la Chiesa Cattolica sarebbe meglio se il sesso non esistesse, ma dato che la natura, che è opera di Dio, ce l’ha fornito ed è indispensabile per procreare, viene accordato il rapporto ma solo per fare figli. Tutto il resto è peccato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Oggi i tempi sono cambiati e molti credenti seguono incuranti la loro strada.</span><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Di fronte ad una regola di condotta sessuale così repressiva, ripetuta ai giovani con martellante insistenza, io mi chiedo quanti abbiano avuto nel lontano passato la vita di coppia rovinata dalla mancanza di una sessualità vissuta nella sua pienezza, pur toccati da un profondo sentimento d’amore, per tutta una serie di handicap comportamentali fatti di imbarazzo, di timidezza, di mancanza di spontaneità e di abbandono per effetto di soggezioni, di fobie, di timori indotti che si agitano nelle acque profonde dell’inconscio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>E non parliamo dei divieti di cedimenti a libertà e fantasie erotiche giudicati degni di prostitute da strada, qualora l’atto non sia contenuto nei limiti dell’essenziale voluto dalla natura.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Si pensi per un momento cosa possa essere il primo rapporto sessuale dopo le nozze e dopo che i promessi sposi, in omaggio al precetto della Chiesa, abbiano condotto effettivamente una vita in perfetta castità reprimendo qualunque impulso spontaneo che potesse significare peccato. Io penso ad un completo disastro, sia perché ciò che sarebbe dovuto essere il frutto della spontaneità e dell’abbandono vissuto come un’occasione splendidamente offerta dall’imprevisto, magari in un momento di maggiore poesia per il tempo ed il luogo in cui la coppia, frequentandosi, possa essersi venuta a trovare, diventa un atto dovuto (diritti e doveri dei coniugi), autorizzato, non diversamente, per analogia, dal lasciapassare per uno spettacolo dopo aver pagato il biglietto. Diventa un atto intimo non guadagnato per gradi attraverso la conquista, ma un atto consumato tra l’imbarazzo e la vergogna tra due sconosciuti sul piano sessuale muniti però del permesso concesso dall’autorità ecclesiale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>E’ mia convinzione che le conseguenze di un tale sistema educativo condotto dalla Chiesa Cattolica, assecondata da genitori a loro volta già penalizzati per tradizione di famiglia, abbia ripercussioni a carattere permanente su tutta la vita sessuale di coppia<span>  </span>che non si esaurisce col primo rapporto. Per la Chiesa la castigatezza dei costumi dettata dalle regole libera lo spirito dal peccato della carne con cui ci si misura comunque, atteso che una volta la donna dopo il parto doveva sottoporsi ad un rito di purificazione perché contaminata dal sesso all’atto della fecondazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Così stando le cose, il matrimonio voluto dalla Chiesa è a sorpresa , né più e né meno, come l’uovo di Pasqua. E la sorpresa potrebbe essere veramente grande, se, a coronamento di una condotta ligia alle istruzioni ricevute, il salto nel buio non è fortunato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Si potrebbe scoprire di non essere fatti l’uno per l’altro, quando è troppo tardi, per vari motivi attinenti alla sfera sessuale, a partire dalle anomalie anatomiche (malformazioni) o funzionali gravi, quali frigidità ed impotenza, fino ad arrivare ad incompatibilità comportamentali variamente avvertite come offesa alla dignità, al pudore, alla moralità di quel coniuge che più accanitamente ha difeso la propria illibatezza prima del matrimonio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>L’inevitabile conseguenza di tali scoperte sono delusione profonda, frustrazione, conflittualità, infelicità. Quale è la risposta della Chiesa? Niente paura. Scopo del matrimonio per un buon cristiano è dare un figlio a Dio, non la conquista della felicità, auspicabile, aleatoria evenienza in questa valle di lacrime. Si impone, giocoforza, adattarsi, comprendere, rassegnarsi al volere di Dio, e, soprattutto, sfogarsi nella preghiera che deve mai mancare!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Nessuno osi dividere ciò che Dio ha unito!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>La donna fino a non molti anni fa si è piegata e rassegnata alla propria frustrazione sulla scia di una tradizione che imponeva la sottomissione, l’umiliazione e l’obbedienza. L’ipocrisia cattolica ha sempre esaltato l’unità familiare fondata sul matrimonio religioso ignorando l’infelicità della donna destinata a far figli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Nella peggiore delle ipotesi rimane pur sempre la scappatoia dell’annullamento con cui, attraverso il Tribunale Ecclesiastico, viene dichiarato che il matrimonio è mai venuto ad esistenza e si da quindi la possibilità di risposarsi con la benedizione di Dio. Se non ci sono gravi oggettivi motivi e si è avuta l’accortezza di non fare figli, basta far confermare da alcuni testimoni compiacenti che uno dei coniugi aveva manifestato in sua presenza, prima del matrimonio, il proposito di non voler figli, ed il gioco è fatto. Se non vado errato motivo sufficiente è anche quello di non voler educare la prole al cattolicesimo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Quando per la legge civile il matrimonio in Italia era indissolubile, si trattava in sostanza di un provvidenziale espediente, di una specie di divorzio alla clericale che, dando spazio alla furbizia delle parti, faceva entrare dalla finestra ciò che non poteva passare per la porta. Essendo vietato sciogliere il vincolo, molte coppie d’èlite trovavano comodo far apparire che era venuto a mancare uno dei presupposti essenziali del matrimonio religioso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>E’ stato obiettato che il Tribunale ecclesiastico, come ogni altro Tribunale civile e penale, decide sulla base delle risultanze processuali e quindi la pretesa ipocrisia può riguardare, caso mai, soltanto le parti ed i testimoni che, rispettivamente, deducano e depongano il falso, non certamente i giudici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Il fatto è che l’ipocrisia non è dei magistrati nella loro veste di componenti del collegio giudicante, ma di tutta la Chiesa come istituzione di cui i magistrati fanno parte, atteso che la medesima non possa ignorare la diversa realtà pratica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Se è vero che in Italia, di nome, sono quasi tutti cattolici e che la maggioranza, in occasione del referendum, non si peritò di schierarsi a favore dell’aborto e del divorzio benché gravemente sanzionati dalla Chiesa, si può immaginare quale possa essere l’atteggiamento della maggior parte di loro verso l’istituto dell’annullamento. Forzare l’annullamento del matrimonio con l’automatica trasposizione di certi valori dal campo civile a quello religioso, significa per il cattolico che contesta: 1) mettere la coppia in una posizione di perfetta regolarità formale nel contesto sociale in cui vive, che è poi la cosa che conta veramente, con la possibilità di celebrare le nuove nozze in Chiesa; 2) superare, attraverso un atteggiamento critico, un divieto non condiviso; 3) non porsi affatto un problema di coscienza non essendo questo minimamente avvertito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Secondo il principio della “doppia conforme” l’annullamento del matrimonio può essere pronunciato solo con sentenze concordi, attraverso due gradi del giudizio (primo grado ed appello dinnanzi a Tribunali Regionali diversi). Il doppio diniego non dà diritto ad impugnazione ulteriore. Solo in caso di giudizi difformi si può ricorrere al Tribunale Rotale (un tempo detto della Sacra Rota) che decide in ultima e definitiva istanza. Quindi almeno due gradi del giudizio, più uno eventuale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Anche se è stato affermato che il costo non è tanto diverso da quello per una causa condotta dinanzi ad un Tribunale Civile, dubito molto che la cosa risponda a verità, sia in dipendenza di quanto ho sempre sentito vociferare nel passato, sia per l’inevitabile aggravio del doppio grado del giudizio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Data la sbandierata meticolosità e scrupolosità con cui verrebbe svolto il processo, ciò che pare non sia tanto diverso riguarda invece il tempo di attesa, salvo che, con una congrua offerta alla Chiesa, non si compia il miracolo! Se il miracolo è proporzionato all’offerta e questa è di tutto rispetto, nessuno mi toglie dalla testa che il miracolo stesso possa andare a toccare anche la coscienza dei giudici e meglio disporla in favore degli istanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Emblematico è il caso della principessa Carolina di Monaco per la straordinaria rapidità con cui venne annullato il di lei matrimonio!<span>   </span>Oggi però le cause di annullamento dovrebbero essere al minimo storico, sia per la presenza del divorzio, sia per la maggiore libertà di costume che ha rivoluzionato in questi ultimi anni la mentalità della gente, sempre più incline ad accettare anche le unioni di fatto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>In forte dissonanza con la nuova cultura laica che coinvolge anche una vasta schiera di cattolici, gli strali della Chiesa si appuntano contro tutto quanto suoni come pratica sessuale al di fuori del matrimonio religioso, unico ed indissolubile, sia essa eterosessuale che omosessuale, anche se sorretta da affetti consolidati da anni ed anni di convivenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>La condanna morale, giusta od ingiusta che sia, non è rivolta soltanto ai fedeli, come sarebbe del resto comprensibile, ma a tutti e si è sempre espressa attraverso il nostro parlamento, più sensibile alle pressioni del Vaticano che alle istanze popolari volte ad ottenere riconoscimenti giuridici a realtà di fatto sempre ignorate per intima convinzione o, peggio, per i più, per calcoli elettorali dei politicanti di turno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Con il piglio di Mosè che, come nel film dal titolo omonimo, si trasfigura in un contesto che esprime la potenza di Dio, i continuatori dell’opera di S. Pietro, in atteggiamento ieratico, ispirato, quasi in uno stato di fanatica esaltazione, arrivano addirittura ad additare dal pulpito i pubblici peccatori come riportato da un lontano fatto di cronaca, (i coniugi presi di mira si erano sposati civilmente) e tuonano contro chiunque osi sfidare la legge del Signore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>La grande conquista civile del divorzio si deve al referendum popolare vinto a seguito di una battaglia selvaggia e non certamente al merito di quei tanti parlamentari i quali, tradendo la fiducia del loro elettorato, manifestano intenzioni e volontà personali diverse da quelle dei rappresentati di cui, viceversa, sarebbero dovuti essere espressione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Capita così che qualche volta, per il divorzio come per l’aborto, i due poteri, quello della Chiesa e quello del principe, abituati a spalleggiarsi a vicenda, siano stati clamorosamente sconfitti dal voto del cittadino-credente il quale, tra la cieca obbedienza e la voce della coscienza, ha dato ascolto a quest’ultima.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Bisogna dire che soltanto la volontà popolare, la quale ha fatto prevalere il buon senso sulla finzione, ha consentito ad un gran numero di famiglie irregolari, a volte con presenza di figli, di ottenere un nuovo status giuridico attraverso un nuovo matrimonio sorto sulle ceneri del precedente. <span>  </span>Mentre i progetti di legge rimangono nel cassetto, lo Stato italiano continua a rendersi tutore ed arbitro della moralità sessuale osservata in camera da letto. Rendendosi paladino della moralità cattolica imperante, lo Stato disconosce ogni diritto alle coppie omosessuali, private, senza loro colpa, della possibilità di creare tra loro, un vincolo giuridico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Conseguenza inevitabile della condanna morale di origine biblica, sono la discriminazione e l’emarginazione sociale a cui, fortunatamente, ha posto parzialmente rimedio la scienza medica riqualificandola quale tendenza psicofisica imputabile alla determinazione biochimica piuttosto che alla facile sbrigativa etichettatura di perverso vizio peccaminoso, non disgiuntamente da una recente diversa riabilitazione e riconsiderazione sociale, dettata da una cultura non bacchettona, più avanzata sul piano del rispetto della libertà individuali, più illuminata e più matura.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Per nulla usciti dal tunnel dell’oscurantismo medioevale che continua ad opprimerci, i tanti irregolari condannati ad essere ignorati dalla legge sono tutt’ora privati dei molti diritti, provvidenze e benefici di cui godono le coppie unite in matrimonio. Però, se è vero che la legge contrassegna la cultura di un’epoca, c’è da sperare che nel processo di adeguamento al nuovo modo di sentire e di pensare, la ventata innovatrice non tardi a sensibilizzare i responsabili dell’evoluzione storica del diritto positivo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Quanto poi al celibato dei preti, non so fino a che punto la castità forzata corrisponda alla fisiologica mancanza di interesse per l’altro sesso. Credo, al contrario, che sesso vietato sia per molti, specie se di giovane età, causa di gravi crisi di astinenza, di tormento dei sensi, di onanismo, di devianze, di sensi di colpa, di arrangiamenti nella clandestinità, di timori di essere scoperti, di infelici adattamenti ed equilibrismi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>La reazione della Santa Sede di fronte allo scandalo provocato dalla pubblicazione del libro titolato<span>  </span>“Via col vento in Vaticano” è la ulteriore conferma di un atteggiamento in linea con la politica ipocrita di ignorare la realtà in omaggio all’immutabilità di un principio ed<span>  </span>all’esigenza di fare in modo di non far sapere (i panni sporchi vanno lavati in famiglia).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Infine la bellezza femminile è stata sempre ritenuta, per tradizione cattolica, non un miracolo della natura da esibire, ma opera del demonio che, se non castigata, porta con la seduzione al peccato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>All’incarnazione del male rappresentato da Eva che si lasciò tentare dal serpente e peccò, viene contrapposta la figura fulgida della Madonna che, simboleggiando la verginità, schiaccia la testa del serpente in un tenzone perpetuo tra il male ed il bene che vede vincitore questo su quello, il battesimo sul peccato originale, la preghiera sul peccato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>L’atteggiamento del Tribunale dell’Inquisizione nel corso del processo celebrato sotto l’insegna del crocifisso era nei confronti della donna accusata di stregoneria, specialmente se bella ed attraente, di una durezza demoniaca per sadismo e crudeltà.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Considerata emanazione del demonio, veniva torturata senza pietà nella carne con la segregazione per tutto il periodo del processo, fino all’esecuzione, in prigioni umide, buie e fetide per la sporcizia, alla mercé di topi, scarafaggi e di chi avesse voluto abusarne e, nello spirito, attraverso un interrogatorio condotto col sorriso sulle labbra, sul filo dell’ironia e del bieco sarcasmo, costituito da domande dettate spudoratamente da pruriginosa morbosa curiosità sulla vita sessuale dell’imputata oltre che sul commercio col demonio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>E’ superfluo sottolineare come, nonostante il diniego della stessa, le venissero attribuiti, per fiaccarne la resistenza, minuti particolari intimi, con tendenziosa insistenza, secondo testimonianze passate alla storia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Molto eloquente in proposito è il libro dal titolo “La Chimera” di Sebastiano Vassalli, in cui si parla appunto di una povera fanciulla, bella per sua disgrazia, la quale, accusata di stregoneria, venne torturata, violentata, condannata e bruciata viva sul rogo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Mi è capitato di leggere su “La Stampa” quanto ha scritto il Sig. Renato Patelli di Rivarossa a Oreste Del Buono, titolare di una rubrica di corrispondenza col pubblico. Avendo toccato marginalmente il tema dell’inquisizione ed avendo trovato la lettera molto interessante, penso di far cosa acconcia nel sottoporla all’attenzione del lettore. Ecco il testo. <i>“A Roma, in campo dei fiori, non potendo rimirare per l’ennesima volta il monumento a Giordano Bruno (in via di imbellettamento in vista dell’inquietante Giubileo cattolico), mi sono ricordato che il mercoledì delle ceneri del 2000 il Papa chiederà perdono per le nefandezze dell’inquisizione. Non so che valenza morale abbia una richiesta così retorica e, tutto sommato, priva di significato. Ritengo che perdonare significhi assolvere da una colpa commessa, ma, di grazia, si può chiedere perdono quando vengono a mancare i soggetti che dovrebbero perdonare? Ma che razza di commedia è mai questa? Certo, si potrebbe obiettare che l’assassinio è perpetrato e non potendo i morti resuscitare, ci si potrebbe almeno cristianamente</i> <i>riarmonizzare. Ma la Chiesa non potrebbe accompagnare la richiesta di<span>  </span>perdono<span>  </span>con l’unico gesto eticamente accettabile, la restituzione degli immensi beni accumulati attraverso la condanna all’infamia delle centinaia di migliaia di persone ree, all’epoca, di pensarla diversamente? I poveri di tutto il mondo gliene sarebbero immensamente grati”.</i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Parlando di errori della Chiesa, un lettore, che alla stessa rubrica firma “Un docente di religione cattolica”,così si esprime: <i>“La Chiesa impiega secoli per rendersi conto dei propri errori, e secoli ancora per dichiararli pubblicamente. Meglio tardi che mai. Il fatto è però, che non si può chiedere perdono per il male fatto, e continuare a compierne: io ti percuoto e, mentre lo faccio, ti chiedo scusa per le percosse. Purtroppo esistono tuttora troppi “roghi psicologici” le cui fiamme sono ben vive: per spegnerli tutti occorre un radicale cambiamento, altrimenti il pentimento non ha senso alcuno.</i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><i><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Oggi la Chiesa potrebbe benissimo, evangelicamente, accogliere a Roma con rispetto e delicatezza gli omosessuali (le parole rispetto e delicatezza sono tratte dal catechismo della Chiesa Cattolica – n° 2358 – a proposito della omosessualità innata), ma se proprio non le riesce, perché non ignorare il fatto?”</span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Di fronte alle molteplici conferme di quanto vado affermando non bisogna meravigliarsi. Questa è solo una delle tante storie di intolleranza religiosa che non può non generare intolleranza, in una reazione a catena purtroppo senza fine. Se la nostra società non fosse disciplinata ed organizzata secondo certe leggi<span>  </span>discriminatorie di ispirazione cattolica, avallate e fortemente sollecitate dal Vaticano, sicuramente i tanti omosessuali scesi in piazza a Roma per manifestare in difesa dei loro diritti negati, non avrebbero avuto motivo di esprimere tutta il loro sdegno contro lo Stato Italiano e contro la Chiesa Cattolica. La manifestazione non ci sarebbe mai stata come mai c’è stata quella degli eterosessuali! In Italia ed in molti altri paesi occidentali in cui esiste una maggioranza cattolica la contestazione sul piano ideologico si esprime in modo molto civile, e, per quanto accanito, si arriva quasi mai allo spargimento di sangue. Diversa è invece la situazione in altri paesi ove il cattolicesimo è in netta minoranza, più o meno bilanciato dalla presenza di altre religioni, oppure apertamente osteggiato come nei paesi comunisti. Si può immaginare quale possa essere l’atteggiamento di coloro i quali, di altra fede, vedano minacciata la propria cultura, le proprie tradizioni ed il proprio potere dal persistente tentativo di conversione al cattolicesimo operato delle numerosissime missioni sparse nel mondo e dei tanti viaggi del Papa; dall’intolleranza si passa all’odio e dall’odio alla violenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-family:'Times New Roman';"><span>            </span>Andrea Riccardi, presidente della Comunità di sant’Egidio, in un libro che s’intitola “Il secolo del martirio”, riporta non la storia di qualche cristiano coraggioso, ma quella dei martirii di massa, delle persecuzioni e dei massacri subiti, a mio avviso, in questo come nei secoli passati, dalle falangi missionarie, incoraggiate, organizzate e mandate allo sbaraglio per allargare, col pretesto dell’aiuto e della carità umana, il potere della Chiesa Cattolica nel mondo.</span></p>
<p><span style="font-family:'Times New Roman';color:black;"><span>            </span>Allo Stato Maggioe del cattolicesimo che sguazza nel lusso dei palazzi vaticani e si ammanta di potere economico, finanziario, politico e religioso, così connaturato da essere unanimamente scontato e riconosciuto, importa dei tanti che si sacrificano e si immolano nella conquista alla fede né più e né meno di quanto possa importare ad un generale che, nella difesa della patria, deve portare il suo paese alla vittoria: il fine giustifica i mezzi. Se Dio ha detto per bocca del suo fondatore andate e predicate e molti soccombono nell’espletamento della loro missione nel mondo, sia benedetto il sacrificio di questi martiri della fede che fanno grande la Chiesa Cattolica la quale, per nulla sfiorata dagli scrupoli, fedele nei secoli alla volontà del suo fondatore, sacrifica senza batter ciglio i suoi uomini migliori. Così è stato e così sia nei secoli dei secoli. Amen.</span></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Curve vietate ai tifosi di Genoa, Inter, Lazio, Napoli e Juventus]]></title>
<link>http://pieffeeffe.wordpress.com/2007/11/23/curve-vietate-ai-tifosi-di-genoa-inter-lazio-napoli-e-juventus/</link>
<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 13:00:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>pierfedrizzi</dc:creator>
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<description><![CDATA[    Trasferte vietate ai tifosidi Genoa, Inter, Napoli, Lazio e Juventus. Per la serie C stop ai ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pieffeeffe.wordpress.com/files/2007/11/curca-del-napoli.jpeg" title="La curva del Napoli"><img src="http://pieffeeffe.wordpress.com/files/2007/11/curca-del-napoli.thumbnail.jpeg" alt="La curva del Napoli" /></a>    <strong>T</strong>rasferte vietate ai tifosidi Genoa, Inter, Napoli, Lazio e Juventus. Per la serie C stop ai tifosi di Salernitana, Taranto e Verona. Le curve rimarranno quindi vuote. Questo ha deciso <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/calcio/news/2007-11-22_122136720.html" title="La decisione dell'Osservatorio" target="_blank">l'Osservatorio</a>, analizzando le gare in programma dal 28 novembre al 3 dicembre: Genoa giocherà in casa del Torino,  l'Inter va a Firenze, il Napoli a Bergamo dall'Atalanta, la Lazio a Siena e la Juventus il big match in casa del Milan.  Qualcuno ha proposto di portarci (gratis, si spera) i <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/calcio/news/2007-11-22_122138850.html" title="La proposta per i bambini allo stadio" target="_blank">bambini</a>. E' una prima misura, che pensalizza anche i tifosi veri, accomunati a quelli violenti. Ma è una prima, parziale risposta. In futuro, i divieti dovrebbere riguardare solo i violenti, per i quali l'unico luogo consono rimane il carcere.  ∞</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[I condizionatori sono VIETATI sulle facciate condominiali]]></title>
<link>http://pesciolino.wordpress.com/2007/01/23/i-condizionatori-sono-vietati-sulle-facciate-condominiali/</link>
<pubDate>Tue, 23 Jan 2007 07:52:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fredducci (M,7)</dc:creator>
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<description><![CDATA[La collocazione sulla facciata condominiale di un voluminoso corpo sporgente (es. un compressore per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La collocazione sulla facciata condominiale di un voluminoso corpo sporgente (es. un <strong>compressore per condizionatore d'aria</strong>), <em>costituisce un inequivocabile alterazione della destinazione della facciata stessa</em>, che é quella di fornire un aspetto architettonico regolare gradevole dell'edificio e non quella di contenere corpi estranei che turbano l'equilibrio estetico complessivo dell'edifico medesimo.<br />
Così ha stabilito il Tribunale di Milano, con il <a href="http://www.assicondominio.it/niente-condizionatori-sulle-facciate.htm" target="_blank">provvedimento n. 179 del 9 Gennaio 2004</a>, che ha dato ragione ad un condòmino milanese che aveva citato il vicino perché aveva proceduto a posizionare un compressore sotto una propria finestra senza avvertire l’amministratore del condominio. Da notare che l’installazione era stata effettuata in un cortile interno, non visibile da estranei, ma il Tribunale ha ritenuto il fatto non rilevante ai fini della tutela del diritto dei condomini a non dover subire alterazioni antiestetiche del proprio bene comune.</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>:<br />
Altro materiale utile per la consultazione: vedi il <a href="http://www.casa24.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&#38;artId=790372&#38;chId=47&#38;artType=Articolo&#38;back=0" target="_blank">dossier</a> de "Il Sole 24 Ore" (clicca <a href="http://www.casa24.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&#38;artId=790372&#38;chId=47&#38;artType=Articolo&#38;back=0" target="_blank">qui</a>).</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vietato fotografare i condòmini per provare le violazioni al Regolamento (Condominiale)]]></title>
<link>http://pesciolino.wordpress.com/2007/01/19/vietato-fotografare-i-condomini-per-provare-le-violazioni-al-regolamento-condominiale/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jan 2007 10:40:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fredducci (M,7)</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con la sentenza n. 15993 del 6 aprile 2006, la I.a sezione Penale della Cassazione ha stabilito che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Con la sentenza n. 15993 del 6 aprile 2006, la I.a sezione Penale della Cassazione ha stabilito che "... <em>è reato scattare ripetute fotografie ai componenti della famiglia di un condomino al fine di documentare le violazioni al regolamento condominiale</em> ...".<br />
E' stata confermata, dalla Cassazione, la condanna emessa da un Giudice di Pace a carico di un condòmino per la sua «<em>condotta di scattare ripetute fotografie ai componenti della famiglia di un condòmino con i quali era in corso una lite da lungo tempo</em>» in quanto «<em>il giudice rilevava che i luoghi in cui erano ritratte le persone, pur facendo parte delle zona condominiale, erano aperti al pubblico e che era del tutto irrilevante il fine che l'imputata si era prefissa e cioè di documentare le violazioni al regolamento condominiale</em>».<br />
<!--more--><br />
La stessa Cassazione  ha rilevato che «<em>il reato si configura in presenza di una condotta invasiva della sfera altrui quando viene tenuta in luogo aperto al pubblico e per petulanza</em>», osservando che «<em>poiché lo scopo dell'imputata era quello di provare che quelle persone violavano il regolamento di condominio, ad esempio perché parcheggiavano in parti comuni, non era certo necessario fotografare le persone, era sufficiente fotografare le auto, mentre il tempestare di fotografie le parti lese può certamente essere ritenuta un'azione petulante e fastidiosa non consentita</em>».</p>
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