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	<title>etica-e-costume &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "etica-e-costume"</description>
	<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 22:09:40 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Un Parlamento senza Mastella]]></title>
<link>http://vitoschepisi.wordpress.com/?p=51</link>
<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 16:36:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitoschepisi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fa uno strano effetto sapere che Mastella stia fuori quest’anno. Eravamo abituati ai suoi cambi di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Verdana;"><a href="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/03/mastella1_ap.jpg" title="mastella1_ap.jpg"><img src="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/03/mastella1_ap.jpg" alt="mastella1_ap.jpg" /></a>Fa uno strano effetto sapere che Mastella stia fuori quest’anno. Eravamo abituati ai suoi cambi di campo, ai suoi colpi di scena, alle sue frasi allusive, ai messaggi cifrati, alla spontaneità della sua arroganza politica. Ci sembrava che fosse un tutt’uno con la politica italiana. Anche per la famiglia, pensandoci, non sembra che sia il solo ad averla. Del resto se c’è Veltroni non si riesce a capire perché non ci debba stare Mastella! </span><span style="font-family:Verdana;">Ognuno ha il suo ruolo, recita la sua parte, assume i toni di scena, riscalda il pubblico. Ciascuno come sa fare. Sono abili sia l’uno che l’altro. Due platee diverse, due pubblici diversi, due ruoli appunto diversi. Ma due interpreti geniali, quasi unici.</span><span style="font-family:Verdana;">Ci sono più di un’analogia tra i due. Per faccia tosta sono perfettamente in linea. Si potrebbe indire un concorso ed iscriverli d’ufficio. E sarebbe davvero una bella gara! </span><span style="font-family:Verdana;">Anche per giravolte politiche sanno ben seguire il vento che tira. Ma l’eccellenza la raggiungono nell’abilità della disinformazione. </span><span style="font-family:Verdana;">Hanno l’abilità di esser convincenti nel saper dire giusto il contrario di ciò che pensano e fanno. Sanno smentirsi con abilità e fingere con mimica professionale. Dalla tragedia alla commedia dell’arte, dalla sceneggiata all’avanspettacolo, alle comiche finali, solo mutando gli abiti di scena: davvero gran classe!</span><span style="font-family:Verdana;">Quando, ad esempio, Mastella affermava di essere un fedele sostenitore di Prodi, c’era da esser certi, come se colti da un riflesso condizionato, che stesse giungendo il momento di un suo improvviso colpo di mano. Come un classico effetto da teatro!</span><span style="font-family:Verdana;">La stessa cosa è valsa per Veltroni, ad esempio. Il leader del PD se a giorni alterni dichiarava il pieno sostegno al lavoro della maggioranza di centrosinistra e di Prodi, e non faceva distinzioni di opzioni politiche tra ciò che si andava sostenendo in quell’area da Dini a Bertinotti, attraverso mastelliani, socialisti, radicali e Di Pietro, nei restanti giorni ne minava la credibilità politica e programmatica. Come in un gioco delle parti, come se presagisse che a distanza di pochi mesi dovesse accreditarsi per il ruolo sia della maggioranza che dell’opposizione, come fa ora in campagna elettorale a seconda delle circostanze. Ricorda Gassman, il compianto Vittorio Gassman: il mattatore! </span><span style="font-family:Verdana;">Se Prodi parlava di una tale coesione del centrosinistra, da potergli tranquillamente garantire la conclusione del suo mandato alla normale fine della legislatura, Veltroni esprimeva condivisione e prometteva il suo apporto leale. Dopo qualche ora, però, apriva scenari nuovi, sia programmaci che istituzionali, ben sapendo che avrebbero reso irrespirabile il clima parlamentare. </span><span style="font-family:Verdana;">Se Prodi, ancora, insisteva sulla sostenibilità del programma dell’Unione e sulla sua coerente attuazione, Veltroni scopiazzava di già, sui temi della sicurezza, sui temi delle tasse, sui temi dell’impresa, su quelli dell’economia e sui temi della riforma istituzionale, le posizioni ed i programmi del centrodestra, ponendo persino in difficoltà ed imbarazzo il premier. Il Capo del Governo in carica si è trovato a volte costretto a svolte immediate ed a correzioni di tiro, come è accaduto sul disegno di legge sulla sicurezza, poi trasformato in decreto, sulla spinta delle emergenze nelle periferie romane. </span><span style="font-family:Verdana;">Si è avuta persino la sensazione di un’Italia dalle attenzioni diverse. Se la delinquenza ed il teppismo violento toccavano le città del nord, ad esempio, è parso che per il governo l’evento potesse ritenersi tollerabile e compreso in una casistica dei tempi difficili e di un prezzo da pagare in una società dai forti contrasti. Se la stessa violenza e criminalità toccavano la Roma del sindaco Veltroni, invece, l’impressione è stata che il caso diventasse di assoluta gravità e tale da richiedere interventi immediati. </span><span style="font-family:Verdana;">Un decreto ritenuto inadeguato se richiesto dall’opposizione, mancando a parere di Prodi i presupposti per la decretazione d’urgenza, diventava invece opportuno solo sulla parola di Veltroni. Ma anche il caso della spazzatura di Napoli veniva gestito dal governo e da Prodi con molta prudente compiacenza e senza richieste di rimozione dei responsabili politici della Città, della Regione e del Governo. Sono in molti a chiedersi oggi se la stessa compiacenza ci sarebbe stata in altre città d’Italia con Sindaco e Governatore estranei al PD di Veltroni.</span><span style="font-family:Verdana;">Era bastato, così, un atto efferato su Roma, come se nel resto d’Italia le efferatezze contassero meno, perchè l’urgenza diventasse tale ed il disegno di legge del governo diventasse subito decreto. </span><span style="font-family:Verdana;">E’ così è stato per la Giustizia. Quest’ultima è parsa come un olio che scivola sui corpi dei <span> </span>personaggi appartenenti al PD, ma che diventa un macigno che schiaccia per altri, come Mastella, ad esempio.</span><span style="font-family:Verdana;">Altro che Pirandello! Altro che personaggi dalla personalità controversa! Quelle del centrosinistra in Italia sono parse vere e proprie comiche finali! Ora invece siamo all’avanspettacolo delle luci e dei colori dove si canta e si balla con spensieratezza. Ma i personaggi sono sempre gli stessi!</span><span style="font-family:Verdana;">Mastella è fuori ma restano Veltroni e Di Pietro, anche lui con famiglia e con l’uso personale di un partito, anche lui impegnato immobiliarmente. </span><span style="font-family:Verdana;">Senza Mastella all’ex PM gli viene a mancare la spalla, come i fratelli De Rege, dove uno dei due recitava la parte del sempliciotto. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Resta solo il dubbio dove Di Pietro se l’andrà a cercare la spalla nel nuovo Parlamento? E chi dei due sarà il sempliciotto? </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><strong><em>Vito Schepisi</em></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Quelli che il Programma PD]]></title>
<link>http://vitoschepisi.wordpress.com/?p=46</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 12:46:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitoschepisi</dc:creator>
<guid>http://vitoschepisi.it.wordpress.com/2008/02/29/quelli-che-il-programma-pd/</guid>
<description><![CDATA[

Leggendo il programma del PD c’è da porsi dinanzi ad un serio problema esistenziale. Tanti, inf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman"><a href="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/02/veltroni2b30b3bc2.jpg" title="veltroni2b30b3bc2.jpg"><img src="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/02/veltroni2b30b3bc2.jpg" alt="veltroni2b30b3bc2.jpg" /></a></font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman"></font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Leggendo il programma del PD c’è da porsi dinanzi ad un serio problema esistenziale. Tanti, infatti, sono stati investiti dal dubbio d’aver veramente vissuto una vita intellettualmente normale. Era tutto là, pronto: c’era la famosa ricetta per rendere felici gli italiani! </font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Nessuno era ancora riuscito purtroppo<span>  </span>a capirlo. Tanto meno Prodi! E’ proprio vero che le cose che sembrano più difficili sono sempre quelle che hanno le soluzioni più facili! E’ sufficiente avere un’intelligenza più frizzante. L’intuito del “si può fare”!</font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Non è utile solo approfondire e studiare i problemi, è necessario anche<span>  </span>pensare alla vita un po’ meno normale, anche a quella un po’ frivola fatta di feste, di notti bianche, di artisti di strada. Anche le sere e le notti passate con un bicchiere in mano, tra una battuta scontata, una citazione fuori posto, un sorriso inutile ed un po’ di memorie simil-epiche e divertenti dei tempi passati, ed ancora un po’ di vintage cinematografico. Le intuizioni utili sono quelle che richiedono fantasia e semplicismo. Una dote che possiede Veltroni.</font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">La vita, i problemi, le difficoltà, sono del resto come un miscuglio di vicende, di fatti, di sogni, di successi e di delusioni. E’ sempre così! Le difficoltà provengono dalle illusioni mortificate, dai sogni non realizzati, dalle vite consumate nell’incomprensione. </font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">E la soluzione per tutto non è forse solo un insieme di parole ben scelte e ben messe? Parole come tante altre che sono già state scritte? Le frasi si compongono tra sostantivi, verbi, aggettivi, preposizioni, articoli ed avverbi. Ed i fatti sono solo la riproduzione di una storia sempre uguale che si ripete monotonamente. Le soluzioni sono sempre là, perché sono le storie di sempre: quelle già note. Basta allora mischiare tutto insieme nello shaker della vita e mescere così nei bicchieri di ciascuno la pozione magica per far sorridere tutti. Si può fare Veltroni!</font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Peccato che Prodi non l’avesse capito! Invece Veltroni, il sindaco di Roma, con quelli che la sera…tra un abbacchio ed un bicchiere di vino, tra una matriciana ed una “americanata” decide d’inventarsi un cocktail di parole ed incomincia a mixerare essenze diverse: una tassa in meno di qua, un sogno infinito di là, un ritocco ai costi, un Pil che si gonfia ed un fegato che s’ingrossa, un favorino di qua, l’altro di là e una Tav che ancora non va. </font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Così si risolvono le cose! Ad esempio, per la spazzatura di Napoli un sacchetto per uno non farebbe male a nessuno. E’ così facile! Ma non l’aveva capito nessuno. E, perché no? Così, si può fare! Meno male allora che c’è Veltroni! </font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">L’americano di Roma, con ascendente continente africano, deve averlo capito guardando i film degli yankees. Quelli dove con la mano protesa ed il pollice e l’indice uniti alle punte a forma di “O” e con l’idioma texano c'è ci dice: OK! Yes, we can. Basta un po’ di fantasia ed un po’ di mimica ed il film di Veltroni si che si può fare! </font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Un po’ di leghismo, un po’di finismo ed un po’ di berlusconismo, un’occhiata a Di Pietro, uno sguardo torvo a Boselli,<span>  </span>una strizzatina d’occhi a Bonino, di nascosto a Pannella, e poi tante gocce di quel condimento saporito fatto di parole inutili e senza senso come lo "sviluppo inclusivo", il "welfare universalistico", l"educazione come ascensore sociale". Non è uno scherzo di Grillo! A pagina 5 del programma del PD di Veltroni c’è scritto proprio così!<span>  </span></font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">I programmi elettorali dei partiti sono come le sintesi delle idee politiche. Sembrano tutti come un<span>  </span>insieme di buoni propositi che presuppongono una condizione ideale ed animi virtuosi. In definitiva nient’altro che un cumulo di luoghi comuni e di sciocchezze che, si sa già in partenza,<span>  </span>rimarranno ancorate solo ai principi teorici. Sono costruiti su presupposti di realtà più idealizzate che vere. Hanno anche la caratteristica della inevitabile ciclicità delle attualità politiche. I concetti, pur spesso veri ed importanti, se perdono attualità, si riempiono della polvere dell’oblio, per poi essere rispolverati quando la nuova attualità li ripropone. </font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Nel programma del PD, con un po’ di capitomboli, c’è qualche concetto scopiazzato, uno spreco di banali sciocchezze, qualche richiamo in formato ridotto di qualche concetto recuperato nelle 282 pagine di Prodi. Non mancano, però,<span>  </span>gli intuiti veltroniani di grande genialità come, ad esempio, il più diretto, quello che fa presa subito perché splende di luce propria, quello immediato: “spendere meglio e meno”. </font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Basterebbe questa semplificazione per comprendere la grande tensione morale e l’ardua missione sociale del PD di Veltroni.<span>  </span>Appare così, con la forza di questo concetto forte, quello che lega il meno al meglio, la novità dell’uomo nuovo.</font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Come allora non avvertire il soffio di questo vento che arriva? </font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Veltroni è come Moretti, il regista, campione della sinistra suggestiva fatta di immagini e sensazioni, ma anche di una noia pazzesca. E’ come la discontinuità col passato. Perché si dica qualcosa di diverso. Perché la politica si riduca a questo dire continuo. Alla ricerca del pensare: perché si appaia collocati in una<span>  </span>geografia di un concetto. All’astrattezza del fare ed alla concretezza del dire, perché si sia protagonisti di un’immagine.</font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">L’aspetto più preoccupante è l’impressione di leggere la sceneggiatura di una fiction: è il film di Veltroni. </font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman">Non si sa se verrà mai programmato. Saranno gli italiani a scegliere se vorranno rivedere un film che, in definitiva, molti in Italia hanno già visto.</font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman"><strong><em>Vito Schepisi</em></strong></font></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="Normale1"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman"><strong><em></em></strong></font></span></p>
<p><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><font face="Times New Roman"><strong><font color="#ff6600"> </font></strong><a href="http://www.loccidentale.it/node/14000"><strong><font size="4" color="#ff6600" face="Verdana">http://www.loccidentale.it/node/14000</font></strong></a></font></span></p>
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</item>
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<title><![CDATA[Un laicismo capovolto]]></title>
<link>http://vitoschepisi.wordpress.com/?p=43</link>
<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 13:34:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitoschepisi</dc:creator>
<guid>http://vitoschepisi.it.wordpress.com/2008/02/25/un-laicismo-capovolto/</guid>
<description><![CDATA[Sta avvenendo una strana cosa in Italia. Dopo tante vere battaglie laiche, battaglie liberali contro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font><a href="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/02/ratzinger_sp.jpg" title="ratzinger_sp.jpg"><img src="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/02/ratzinger_sp.jpg" alt="ratzinger_sp.jpg" /></a>Sta avvenendo una strana cosa in Italia. Dopo tante vere battaglie laiche, battaglie liberali contro le confessioni sia teologiche che politiche, dopo esser stati spesso soli a confutare quel concentrato di idee radicate che nel tempo hanno formato l’illusione che ci siano formule magiche per offrire serenità ai bisogni della gente, appare oggi il laicismo di coloro che non abbiamo mai trovato sui valori dell’illuminismo liberale e della tolleranza. </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;"><font>Oggi c’è chi, ad esempio, sostiene d’essere laico, ma non tollera che si parli di alcuni argomenti di rilevanza etica. C’è chi si inserisce in una fascia culturale del pensiero libero, ma pone steccati alla sua effettiva libertà. Steccati che impongono la scelta tra coloro che hanno diritti ed altri solo doveri,<span>  </span>tra chi ha titolo e chi invece non ne ha, per definizione o per insostenibile pregiudizio o preclusione.</font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>La laicità, in definitiva, che cos’è se non la<span>  </span>libertà di pensare in modo autonomo e fuori dagli steccati dell’ideologia e della certezza dei presupposti che di volta in volta, ed a seconda dei casi, sono ritenuti essenziali per essere “in” e non “out”? </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Laico è chi mi consente di esprimermi anche se non condivide ciò che dico. </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Da sostenitore della laicità, da vecchia data, quando gli altri erano solo o cattolici o marxisti, sono stato qualche mese fa a Parigi, nel Pantheon, a rendere omaggio a Voltaire, sostando in riflessione dinanzi alla sua tomba. Sono, infatti, tra coloro che ritengono che ci sia un diritto della natura che debba incoraggiare gli uomini ad esprimersi anche quando si hanno idee diverse.</font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Meditando ho pensato che, in Francia, Voltaire abbia trovato posto tra i grandi della patria. In Italia, invece, non sarebbe stato così. In Italia non c’è la coscienza della laicità: è il paese dei guelfi e ghibellini, dei Don Camillo e Peppone. L’Italia è il Paese delle delegittimazioni, è il paese dove si esalta il coefficiente del disprezzo di qualcuno e si mortifica il richiamo alla ragione ed alla moderazione. E’ il Paese dove c’è chi esalta un Di Pietro e mortifica<span>  </span>la dignità nel concedere uno spazio al riformismo socialista nella sinistra democratica.</font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Uno strano Paese l’Italia! Uno Stato dove anche la magistratura si schiera, anche quando giustamente pone all’attenzione la domanda di legalità che emerge in larghi strati della popolazione. </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>In Italia abbiamo assistito alla magistratura che discriminava tra uomini e gruppi in una realtà in cui la lotta politica, resa serrata da un lungo periodo di guerra fredda tra due modi differenti di concepire il ruolo dei popoli nel mondo, diventava una lotta tra gruppi arroccati su logiche di potere, distaccata dai problemi della gente, pigra e distratta dai benefici delle gestioni clientelari, elusiva nella salvaguardia dei principi di moralità e trasparenza. </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>La tutela della legalità che si trasforma così nel discrimine tra le forze politiche accomunate da metodi comuni, in cui la diversità è solo tra due diverse forme organizzative del sistema di malversazione, è come un cancro maligno che intacca la credibilità del sistema democratico. </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Una magistratura che da arbitro tra i contendenti, e da severo censore del gioco scorretto, diventa il dodicesimo uomo che calcia il pallone nella porta della squadra avversaria, fomentando persino l’invasione di campo quando il responso elettorale stabilisce la vittoria della squadra contro cui si è schierata, si trasforma drammaticamente da garanzia di legalità a timore di gravi e pericolose involuzioni per l’intero Paese.</font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Ma è laica una magistratura siffatta? </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Perché laico è un insieme di comportamenti che ti pongono ad essere distaccato dalle prese di posizioni definitive. La laicità è il contrario della certezza, è l’aspetto di un pensiero che insinua il dubbio ritenendo le verità aspetti del pensiero lontane dalla possibilità di essere percepite dall’uomo.</font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Lo Stato, invece, in un sistema democratico deve essere laico. Senza laicismo, e quando si ritiene d'essere già in possesso di inemendabili certezze, diventa confessionale e fondamentalista. Diventa un pericolo per la libertà. Diventa appunto l’antitesi della democrazia liberale.</font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Sta avvenendo così una strana metamorfosi in Italia. Si spaccia per laica una parte, quella intollerante, e invece per parte omologata ai principi assoluti, quindi privi di spirito laico, la parte che discute e si pone dubbi.<span>  </span>Sta avvenendo esattamente il contrario di ciò che dovrebbe essere. Passa per laico chi invoca privilegi per alcuni e per oscurantista chi, invece, ritiene che debbano esserci regole uguali per tutti. </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Ora si vuol far passare per laico chi deve per forza condividere scelte, ad esempio, sulla famiglia, sebbene al di fuori della Costituzione, della cultura popolare e della tradizione, anche naturale, che distingue la natura delle unioni per definire l’esistenza di una famiglia. Si accusa, invece, di non esserlo (laico) altri che pongono dubbi e che non sono presi dalle granitiche certezze. Non sarebbero, così, laici coloro che vorrebbero meditare sia sul merito e sia sull’opportunità di modificare l’insieme delle regole e dei principi che sono alla base delle scelte e che implicano, tra l’altro, rilevanti effetti sui diritti civili. </font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Ora è laico chi non si pone questioni di coscienza su temi di alto profilo morale, come le nascite, mentre sempre oscurantista è chi invece vuole discutere e vorrebbe convincersi della bontà delle scelte. Diviene<span>  </span>persino reazionario e maschilista chi, invece è interessato a trovare soluzioni di umanità e di responsabilità sociale dinanzi al dramma che in molte situazioni è presente.</font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>E’ laico impedire al Papa Benedetto XVI, ovvero al colto teologo Prof. Joseph Ratzinger, di diffondere una “lectio magistralis” alla Sapienza di Roma mentre non lo è percepire il divieto come un vulnus alla universalità della cultura?</font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><font>Si avverte la sensazione che il negazionismo, da una parte, ed il retaggio della cultura marxista che impone l’indicazione di un “nemico” contro cui battersi, stiano creando<span>  </span>una sorta di laicismo capovolto in Italia.</font></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><strong><em></em></strong></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><strong><em>Vito Schepisi</em></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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