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	<title>etnobotanica &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/etnobotanica/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "etnobotanica"</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 06:59:56 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Curso Transfonteiriço de Etnobotânica]]></title>
<link>http://ntmad.wordpress.com/?p=131</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 07:48:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>ntmad</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vimioso, Miranda do Douro, Fornillos de Fermoselle (Zamora), Mogadouro
22 a 25 de Maio de 2008
 
A ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align:center;">Vimioso, Miranda do Douro, Fornillos de Fermoselle (Zamora), Mogadouro<br />
22 a 25 de Maio de 2008</h4>
<p> </p>
<p style="text-align:justify;">A estreita ligação que existe entre o homem e as plantas é antiga, e nos últimos anos tem-se assistido ao renascer do entusiasmo por um recurso natural que desde sempre acompanhou o homem nas suas manifestações culturais e religiosas, na sua alimentação, na procura de alívio para doenças, na construção de abrigos, etc.</p>
<p style="text-align:justify;">Foi muitas vezes da tentativa de dar resposta à necessidade que surgiu o saber fazer aliado aos recursos vegetais. A Etnobotânica pode ser entendida como a ciência que estuda as inter-relações entre o homem e as plantas, e o modo como as populações dão uso aos recursos vegetais. Resulta de uma grande multidisciplinaridade, mas assenta fundamentalmente nas ciências sociais e na botânica, na tentativa de descrever a relação que une o homem com o ecossistema vegetal. As potencialidades e aplicações de várias espécies passam por domínios medicinais, aromáticos, condimentares, alimentares, e o contributo dos conhecimentos etnobotânicos é de grande utilidade para o conhecimento científico moderno, contribuindo também para o desenvolvimento local através da valorização dos recursos endógenos e da conservação da natureza e da biodiversidade.</p>
<p style="text-align:justify;">Com este curso pretende-se dar uma panorâmica daquilo que é a investigação e pesquisa etnobotânica em Portugal e em Espanha, expressão das várias dimensões que compreende esta área do conhecimento.</p>
<p>Demais informações e ficha de inscrição em <a href="http://www.aldeia.org/">http://www.aldeia.org/</a> .</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Sei felice di vedermi o hai dell'omuboro in tasca?]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=114</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 23:46:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
<guid>http://meristemi.wordpress.com/?p=114</guid>
<description><![CDATA[Incuriosito dallo spunto di Babelgum, ho provato a saperne di più su Citropsis articulata (= Limoni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Incuriosito dallo spunto di <a href="http://meristemi.wordpress.com/2008/03/10/babelgum-alla-clorofilla/" target="_blank">Babelgum</a>, ho provato a saperne di più su <i>Citropsis articulata</i> (= <i>Limonia preussi, = </i><i>Citrus articulata, = Citropsis preussii)</i>, la pianta africana <a href="http://living.oneindia.in/insync/sexual-tree-060807.html" target="_blank">a rischio estinzione</a> usata nel trattamento popolare delle disfunzioni erettili. La migliore descrizione dei motivi alla base della sua scomparsa allo stato silvestre e delle tradizioni locali di questo ennesimo "viagra naturale" è accessibile sul sito del <a href="http://www.smh.com.au/news/health/viagra-tree-almost-extinct/2007/12/31/1198949733704.html" target="_blank">Sidney Morning Herald</a>.</p>
<p>In bibliografia non esistono informazioni di alcun tipo, con l'eccezione di quelle botanico-sistematiche o forestali, mentre in rete il<a href="http://www.independent.co.uk/news/world/africa/ugandas-sex-tree-at-risk-from-the-advances-of-amorous-poachers-459206.html" target="_blank"> lancio di agenzia</a> della scorsa estate (lo stesso al centro del video presente su Babelgum) è stato rilanciato in lungo e in largo con gran ridondanza mediatica. Unica pubblicazione scientifica che chiama in causa l'Omuboro (questo il nome comune nei tropici africani assieme ad African Cherry Orange) è uno <a href="http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?artid=1831906" target="_blank">studio etnobotanico</a> nel quale la forma indicata per l'impiego è l'infuso della corteccia e della radice previa contusione. Tradizionalmente si menziona un'efficacia a tre ore dall'assunzione e viene sconsigliato l'uso per più di tre giorni consecutivi, possibile indizio di effetti collaterali tuttavia non descritti.</p>
<p>Ovviamente del tutto oscuri il possibile meccanismo d'azione, la composizione chimica dell'estratto e della droga, la posologia, la reale efficacia, il potenziale quadro tossicolgico. Va rimarcato che alcune droghe attive in questo ambito, come ad esempio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yohimbine" target="_blank">Yohimbe</a>, inducono gravi stati d'ansia, ipereccitabilità, <a href="http://www.dica33.it/servizi/vitamine/piante/yohimbe/contents.htm" target="_blank">squilibri cardiaci</a>, problemi epatici e renali ed il possibile scatenamento di stati psicotici latenti, tutti fattori che dovrebbero essere attentamente considerati e che al meglio possono rendere l'esperienza <a href="http://www.collettivamente.com/articolo/1229063.html" target="_blank">alquanto sgradevole</a>. Le poche indicazioni tradizionali disponibili non permettono neppure di intuire se si tratta di un eccitante o di un rilassante. L'assenza di queste indicazioni non sembra tuttavia scoraggiare i consumatori locali, dato che proprio l'eccessiva raccolta per scopi commerciali in loco sta determinando la quasi scomparsa dell'Omuboro dalle foreste tropicali africane.</p>
<p>Le diverse descrizioni presenti in rete sull'utilizzo dell'Omuboro come "<a href="http://www.educasexo.com/curiosidades/citropsis-articulata-viagra-natural.html" target="_blank">viagra naturale</a>" ed in generale come <a href="http://www.aphrodisiology.com/aphrodisiac-citrus-root">afrodisiaco</a> si basano tutte esclusivamente su queste poche informazioni. Ma come ben si sa, di fronte a certi problemi le sottigliezze passano in secondo piano e le ritrosie culturali nell'affrontare le disfunzioni sessuali lasciano ulteriore campo aperto ad applicazioni estemporanee e prive di validazione.</p>
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<title><![CDATA[Dazibao etnobotanico]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=231</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 13:28:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
<guid>http://meristemi.wordpress.com/?p=231</guid>
<description><![CDATA[Un po&#8217; all&#8217;ultimo minuto, ho recuperato la scaletta degli interventi per la giornata ded]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un po' all'ultimo minuto, ho recuperato <a href="http://www.societabotanicaitaliana.it/detaileventi.asp?IDN=478&#38;IDSezione=4" target="_blank">la scaletta degli interventi</a> per la giornata dedicata all'etnobotanica il prossimo 15 maggio presso il Dipartimento Biologia dell'Università "Roma Tre", con il patrocinio della Società Botanica Italiana.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Uomini veri]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=220</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 10:26:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Campbell Plowden è un ricercatore americano attivo nella valorizzazione dei cosiddetti NTFP (Non-Ti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://meristemi.files.wordpress.com/2008/05/pdgr043273.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-229" style="float:left;" src="http://meristemi.wordpress.com/files/2008/05/pdgr043273.jpg?w=198" alt="" width="198" height="300" /></a><a href="http://www.rainforest-alliance.org/kleinhans.cfm?id=plowden" target="_blank">Campbell Plowden</a> è un ricercatore americano attivo nella valorizzazione dei cosiddetti NTFP (Non-Timber Food Products), ovvero di tutto ciò che è sostenibilmente commerciabile da una foresta, legname escluso. Nello specifico Plowden si occupa di valutare la sostenibilità dello sfruttamento di una risoresa forestale tropicale e di individuare possibili mercati d'uscita per i NTFPs. Un esempio della sua attività di ricerca è disponibile <a href="http://www.conservationandsociety.org/c_s_2-2-4-plowden-new.pdf" target="_blank">qui</a>. La sua specializzazione è nella parte più avventurosa e romantica di questo lavoro, quella che si svolge<em> in situ</em> nell'habitat da valorizzare ed è mestiere in cui occorre essere al tempo stesso un pò botanici, un pò forestali, antropologi, ecologi ma anche McGyver, psicologi, pazzi furiosi e saper gestire esperienze e situazioni assai simili a quelle degli esploratori <em>d'antan</em>. Soprattutto occorre essere decatleti delle culture e dei saperi, se si desidera dare a breve o a lungo termine una concreta ricaduta sul territorio al proprio lavoro.</p>
<p>Alcune settimane fa Plowden ha pubblicato su <a href="http://www.ethnobotanyjournal.org/" target="_blank">Ethnobotany Research and Applications</a> il sincero racconto (<a href="http://128.171.206.29/ojs/index.php/era/article/view/155/133" target="_blank">qui il pdf</a>) della sua esperienza con gli indigeni Tembè, con i quali ha lavorato nella raccolta sostenibile di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Copaiba" target="_blank"><em>copaiba</em></a><a href="http://www.ethnobotanyjournal.org/" target="_blank"></a> (<em>Copaifera</em> spp. )ed <a href="http://www.cifor.cgiar.org/Highlights/andiroba.htm" target="_blank"><em>andiroba</em></a> (<em>Carapa guaianensis</em>) ed in generale nella valorizzazione della biodiversità di un'area dell'Amazzonia brasiliana orientale <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&#38;hl=en&#38;geocode=&#38;q=rio+gurupi&#38;sll=-2.218684,-47.449951&#38;sspn=2.497323,5.141602&#38;ie=UTF8&#38;ll=-2.130856,-46.955566&#38;spn=4.993761,10.283203&#38;z=7" target="_blank">non lontano da Belem</a>.  Il racconto copre tutti quegli aspetti umani che i numeri della ricerca non dicono, ad esempio come le aspettative del ricercatore debbano farsi strada tra le dinamiche sociali di una cultura a lui aliena, come per converso le aspettative della suddetta società siano molto diverse dalla percezione che ne abbiamo da fuori. Plowden ha intrapreso l'esperienza di una <em>full-immersion</em> etnobotanica di alcuni anni, nella quale l'entusiasmo ha dovuto fare i conti con problemi sanitari e logistici (la cui descrizione vale una Lonely Planet per la vita in foresta), con le conseguenze dell'influenza reciproca tra un occidentale ed una popolazione amazzonica. Altro aspetto interessante che emerge è quello della difficoltà di convertire in dato numerico impressioni e leggende, che in popolazioni dalla forte tradizione orale divengono elementi fondanti del sapere. Esemplificativo in proposito quando spiega la difficoltà di estrapolare dati sulla produttività degli alberi della zona partendo dal racconto degli indigeni, che non hanno una reale idea del concetto di quantità ma la deformano nel ricordo, nel mito,  nell'orgoglio campanilistico e pesano la resa delle piante con l'occhio del pescatore del Bar Sport.</p>
<p>Con grande onestà Plowden parla a cuore aperto della difficoltà di tradurre in risultati concreti anche le migliori intenzioni quando il rischio di generare aspettative irrealizzabili non è ben chiarito. La percezione del valore e del lavoro necessario per generare benessere a partire dai NTFP è infatti ampiamente distorta in società che non hanno mai avuto un approccio scientifico alla realtà. Esiste in occidente una falsa visione delle popolazioni amazzoniche, idealizzate come ultime abitanti di una <em>land of green opportunities</em>, un giardino primordiale vergine da peccati che riteniamo esclusivi alla società occidentale: egosimo, avidità, desiderio di guadagno facile, prestigio e ricchezza acquisiti per diritto e non per merito e frutto di un lungo percorso, propensione alla corruzione sono in realtà concetti ben radicati anche nelle foreste. Invidie, gelosie, competizione possono minare anche il migliore dei progetti di valorizzazione della biodiversità se chi interviene non possiede competenze extracurricolari, non si mette in gioco in maniera totalmente aperta e soprattutto se non si prepara il terreno con una campagna informativa aperta e schietta sul lavoro che farà.</p>
<p>Non solo gli aspetti del ricercatore, ma anche quelli dell'uomo in mezzo ad altri uomini vengono quindi toccati in quella che appare più come un'esperienza da mediatore culturale (un ruolo che a noi europei pare dover esistere solo per integrare extracomunitari nelle società occidentali, laddove la mediazione dovrebbe essere biunivoca, valida nei due sensi). E' una lettura che davvero consiglio per chi si occupa o si interessa di foreste tropicali e piante medicinali, per capire anche i limiti di un contesto così affascinante e prioritario come la protezione della biodiversità tropicale.</p>
<p>Ne approfitto anche per segnalare la rivista, nata da pochi anni e pubblicata online in base ai principii degli <a href="http://pkp.sfu.ca/ojs/" target="_blank">Open Access Journals</a>, le riviste scientifiche ad accesso gratuito, non legate a grossi editori, che sostengono una filosofia di accesso alla ricerca basata sulla condivisione totale delle scoperte e delle attività assai simile all'<em>open source</em>.</p>
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