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	<title>eugenio-bennato &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/eugenio-bennato/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "eugenio-bennato"</description>
	<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 15:30:58 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Mediterranea sound, un viaggio tra i ritmi]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/?p=2876</link>
<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 11:19:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
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<description><![CDATA[E’ in programma lunedì sera ad Airola un concerto da non perdere per chi ama la world music.
In s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E’ in programma lunedì sera ad Airola un concerto da non perdere per chi ama la world music.<br />
In scena i Mediterranea sound, un gruppo di musica popolare nato da un progetto di Erasmo Petringa. Un incontro di musicisti di grande talento in un viaggio musicale che parte dal sud Italia e attraversa tutta l’area mediterranea.<br />
La formazione è ‘capeggiata da Erasmo Petringa, l’artista caudino che vanta un curriculum di tutto rispetto, con collaborazioni con interpreti d’eccezione come Eugenio Bennato ed Enzo Gragnaniello.<br />
Vanta una collaborazione ventennale con Eugenio Bennato, performance con nomi eccellenti come Ray Charles, Dario Fo, Claudio Baglioni, e ancora collaborazioni con Enzo Gragnaniello, Concetta e Peppe Barra, Edoardo Bennato, Gigi D’Alessio, Mariella Nava, Luca Barbareschi, Pietra Montecorvino, Meg, Marco Zurzolo.<br />
Profondamente legato alla cultura del Sud Italia, intraprende lo studio di vari strumenti tradizionali, alla ricerca di nuove tecniche e sonorità.<br />
Dal 1993 incomincia a suonare il violoncello, su cui trasferisce la tecnica contrabbassistica del «pizzicato».<br />
Nel 1999, stimolato da continui viaggi e scambi culturali, incomincia a suonare l’Oud, strumento di tradizione araba, intraprende così un percorso di studio e di ricerca che si concretizza in un disco dal titolo “Babylon Jazz» in fase di pubblicazione. Erasmo Petringa con questo lavoro ha sperimentato l’applicazione della tecnica occidentale su uno strumento tipicamente arabo ottenendo delle sonorità che fondono e confondono i sapori del Sud Italia con i colori del Nord Africa. Inevitabile l’incontro con il jazz che attraverso l’improvvisazione libera lo strumento e lo stesso autore da vincoli stilistici e condizionamenti culturali. Nasce così questo meraviglioso viaggio oltre luoghi, confini e generi.<br />
Ma torniamo a Mediterranea sound... per quest’incontro si fondono esperienze diverse in una sintesi di stili e culture a confronto. Strumenti tradizionali e voci, infatti, rievocano il passato in un viaggio che parte dal Sud Italia e attraversa tutta l’area mediterranea. Con Erasmo Petringa (oud &#38; mandola), anche: Marcello Vitale (chitarra battente); Emidio Petringa (tamburelli e percussioni), Enzo Matarazzo (voce) e Marina Di Lorenzo (ballo).</p>
<p><a href="http://www.ilsannioquotidiano.it/article.php?sid=39514&#38;mode=thread&#38;order=0">Fonte</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fine settimana]]></title>
<link>http://toonca.wordpress.com/?p=177</link>
<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 19:42:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>kickaway</dc:creator>
<guid>http://toonca.it.wordpress.com/2008/09/01/fine-settimana/</guid>
<description><![CDATA[Alla fine solo stanotte (stamattina) sono riuscito a dormire a casa nuova.
Questo fine settimana e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine solo stanotte (stamattina) sono riuscito a dormire a casa nuova.<br />
Questo fine settimana e' stato particolarmente intenso, e' anche un long week-end, il 1 settembre e' Labour Day, giorno di festa nel Nord America.<br />
Sabato primo giorno al Festival. A meta' pomeriggio con Irma, Theresa (Toronto) e Sascha (Berlino) abbiamo passato tutto il pomeriggio per College st. a prendere un po' in giro i diversi spettacolini anni 50-60 per poi dirigerci verso il main stage al concerto Taranta Power, molte le persone, gran parte delle quali molto anziane, sedute davanti al palco, con buona probabilita' si aspettavano la tarantella che avevano lasciato decenni fa nelle loro terre, cosi' non e' stato, ovviamente.<br />
Sia Theresa che Sascha, pur non capendo molto, hanno apprezzato la performance, chiedendoci anche il nome dell'artista, per approfondire.</p>
<p>Dopo cena, lasciati i due stranieri, ci siamo reincontrati col gruppo, l'ora tarda ha richiesto le magie per rimediare qualcosa di alcolico vicino all'hotel, per fortuna la fata turchina era con noi ed e siamo riusciti a bere qualcosa.<br />
A notte tarda i mezzi scarseggiano a Toronto, siamo rimasti in albergo con i ragazzi.</p>
<p>La mattina di ritorno a casa per una doccia rinfrescante (fa caldo..), io poi avevo il mio appuntamento con il solito gruppo di CouchSurfing, persone meravigliose devo dire.<br />
Era un meeting al Kensington Market per un'altra sessione di <a href="http://tinyurl.com/68xv7a" target="_blank">Free Hugs</a>, questa zona e' piena di vita <em>easygoing</em>, e ieri era proprio la giornata senza auto, centinaia e centinaia di persone per le strade dell'area e una 15ina di folli muniti di cartelli con su scritto "Free Hugs" (Abbracci Gratis), e di abbracci gratis ce ne sono stati davvero tanti, situazione decisamente migliore di quella scorsa in Dundas Square.</p>
<p>Finito il pomeriggio di abbracci in 6-7 siamo andati a prendere qualcosa da bere, io mi sono poi staccato per raggiungere Roberto e gli altri della band, <em>rinchiusi in un recinto</em> abbiamo potuto bere una birretta.</p>
<p>Il concerto e' stato decisamente piu' coinvolgente, <em>sotto cassa</em> vecchini, giovani e bambini, ci siamo fatti coinvolgere volentieri.</p>
<p>Birretta dopo cena in zona albergo e poi a letto.<br />
Purtroppro le cose sono un po' precipitate nelle ultime ore, ma era comprensibile dopo mesi stressanti di tour.<br />
Devo dire che mi sono divertito in questi giorni, non mi aspettavo certo quello che e' successo e sono contento di come sono andate le cose (quasi tutto ecco:)</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Taranta Power dinner]]></title>
<link>http://toonca.wordpress.com/?p=168</link>
<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 04:19:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>kickaway</dc:creator>
<guid>http://toonca.it.wordpress.com/2008/08/30/taranta-power-dinner/</guid>
<description><![CDATA[Oggi solito tran tran, mattina al lavoro, sono riuscito a portare la valigia grande a casa nuova, ho]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi solito tran tran, mattina al lavoro, sono riuscito a portare la valigia grande a casa nuova, ho comprato il porta incenso che cosi' tolgo un po' di puzzo dall'area dormitorio e la mascherina per gli occhi per dormire decentemente.<br />
Domani mattina e' il turno dell'ultima borsa e, se non piove, anche la bici, e sono a posto!</p>
<p>Dopo il <em>party</em> a scuola per l'ultimo giorno (ci hanno dato da mangiare e bere praticamente solo troiai) ci siamo spostati all'Istituto Italiano di Cultura, quello davanti alla mia futura casa e il futuro lavoro di Irma.</p>
<p>C'era una sorta di conferenza con Eugenio Bennato (che ho scoperto essere un fisico) e la <a href="http://www.tarantapower.it" target="_blank">Taranta Power</a>, la platea quasi piena di 70enni rimasti ai <em>loro</em> 20 anni. Mezz'ora di ritardo ma ne e' valsa la pena. Bennato ha iniziato a parlare (anche in inglese e quasi meglio del Direttore....), qualche demo dello spettacolo di domani (ah gia', non l'ho detto, domani c'e' <a href="http://www.littleitalyintoronto.ca/" target="_blank">la festa a Little Italy</a> su College st., oltre alla Taranta Power altre cose italiane <em>agghiaccianti</em>) e qualche domanda non troppo vispa da parte del pubblico ultrasettantenne.</p>
<p>Finita la conferenza sia io che Irma abbiamo intrattenuto rapporti interpersonali con i componenti e la componente della band. Lei vera calabrese, io mezzosangue, siamo finiti, grazie ad uno dei componenti del gruppo, a cena con tutti loro da Giovanni's (ristorante italiano, ovviamente, dove fra l'altro lavora l'altro italiano col mio stesso permesso), pasto, risotto al pesce per esser precisi, offerto da <a href="http://www.chinradio.com/" target="_blank">Radio Chin</a>, altro <em>pilastro</em> della comunita' italiana a Toronto.</p>
<p>I componenti devo dire che sono davvero uno spettacolo, simpaticissimi, domani comunque andiamo a vederli e magari ci facciamo pure il giro turistico insieme, se si riprendono dal sonno.<br />
Ci sono un paio di commenti buffi che forse e' meglio che non scrivo, nel caso chiedete.</p>
<p>Insomma, abbiamo svoltato cendando con la Taranta Power, che buffo, tutto mi aspettavo tranne questo.<br />
Poi forse Eugenio ce l'ha un po' con me, che gli ho finito il bicchiere di grappino spagnolo.. ;)</p>
<p>Tornto a casa e mi trovo il padrone sbronzo, ha saputo che mi trasferisco in una confraternita, anche lui mi ha chiesto se conoscevo il film Animal House, ha guadagnato 100 punti (ne aveva persi 100.000, siamo a -99.900).<br />
Dall'altra parte del mondo dovevo stare per incontrare questi personaggi :)</p>
<p>nota: da domani dormo a casa nuova<br />
nota2: questo e' il 60esimo post che scrivo</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TINA, RICERCATRICE /castelnuovo di conza]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=482</link>
<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 20:56:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
<guid>http://comunitaprovvisoria.it.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/</guid>
<description><![CDATA[ 
Ogni volta che sento parlare di emigrazione, che sia in questo blog o nelle parole dell’ultima ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center" style="margin:0;" class="Style2"><strong><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/files/2008/03/a-siciliano-partenza-dip-el-kr-15-7-2006-n2-scr.jpg" title="a-siciliano-partenza-dip-el-kr-15-7-2006-n2-scr.jpg"><img width="485" src="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/files/2008/03/a-siciliano-partenza-dip-el-kr-15-7-2006-n2-scr.jpg" alt="a-siciliano-partenza-dip-el-kr-15-7-2006-n2-scr.jpg" height="455" style="width:392px;height:279px;" /></a> </strong></p>
<p><strong>Ogni volta che sento parlare di emigrazione, che sia in questo blog o nelle parole dell’ultima canzone di Eugenio Bennato, mi sento trascinata. Trascinata da un emozione che è un mix di malinconia ed incazzatura pura.  Si ribella all’esodo la mia coscienza civile: lo fa contro un sistema politico che ci ha condannati al sottosviluppo. Ma <!--more-->ancor di più contro una mentalità che continua a fare lo stesso. Ogni giorno, ognuno di noi, con certi atteggiamenti, certe convinzioni, con quella rassegnazione strisciante che ci fa immobili,  prigionieri di retaggi atavici.</strong></p>
<p> Tempo fa ho sentito una ragazzina di 17 anni dire che si è dei falliti se a 30 anni si vive ancora a Castelnuovo (di Conza -SA).</p>
<p style="margin:0;" class="Style2">&#160;</p>
<p>E ripensandoci non so se prendermela con lei o con il provincialismo (italiano in generale) che fa pensare che oltre il confine ci sia sempre una realtà migliore della nostra. Peccato che spesso quella realtà era (senza andare troppo indietro nel tempo) il nero delle miniere belga, il puzzo delle stalle in Svizzera, ed è il rumore roboante delle fabbriche della Pianura Padana. E poi c’è chi va via con nel sacco lauree e formazione post universitaria. Disprezza il ritorno, come se non ci possa essere emancipazione, miglioramento, ambizione in queste terre.   </p>
<p>Ho 28 anni, investo nel mio futuro, lavoro per dare corpo e contenuto alla mia professione. Lo so anch’io che vivere nelle nostre terre è difficile, che a volte sembra impossibile. Vivo sulla mia pelle le difficoltà, a volte le frustrazioni, la rabbia di tutti.</p>
<p>Ma sono tra quelle che vuole restare, che lotta per restare, che si rifiuta di abbandonare, di arrendersi, di lasciar stare. E’ di noi giovani la responsabilità (che, in verità, io sento come dovere morale) di investire le nostre energie nella nostra terra. Dobbiamo provarci, anche se questo vuol dire fare la scelta più difficile.</p>
<p>Perché non è fallito chi rimane: ci vuole molto più coraggio a restare, che a scappare. Io non abbandono il caro vecchino sul letto di morte, non nascondo la testa sotto la sabbia, raccontandomi che tanto ormai è finito.</p>
<p>Non è finito nulla: non lo sono i nostri paesi, non lo è la nostra cultura, la nostra identità.Non lo è se ci investiamo, se ci crediamo, se ci sforziamo di farcela. Forza!</p>
<p style="margin:0;" class="Style2">Intelligenza, resistenza, passione: per guardare lontano, per mirare in alto!</p>
<p style="margin:0;" class="Style2">.</p>
<p style="margin:0;" class="Style2">Tina Terralavoro</p>
<p style="margin:0;" class="Style2">.</p>
<p>sul tema dell'emigrazione, Stefano Ventura, ha scritto un post <a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/02/06/la-nuova-emigrazione/"><u><font color="#0000ff">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/02/06/la-nuova-emigrazione/</font></u></a> </p>
<p>.</p>
<p>Tina Terralavoro è stata invitata sul nostro blog da Stefano che con il suo blog porta vanti un paziente lavoro di documentazione sull'irpinia e sul post-terremoto del 1980 <a href="http://teoraventura.ilcannocchiale.it/"><u><font color="#0000ff">http://teoraventura.ilcannocchiale.it</font></u></a></p>
<p>.</p>
<p>in copertina, Angelo Siciliano, Partenza - 2006  <a href="http://www.angelosiciliano.com/">www.angelosiciliano.com</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un tempo si davano le pagelle: Sanremo 2008, non-solo-Baudo]]></title>
<link>http://perricominciare.wordpress.com/?p=81</link>
<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 23:58:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>perricominciare</dc:creator>
<guid>http://perricominciare.it.wordpress.com/2008/03/01/un-tempo-si-davano-le-pagelle-sanremo-2008-non-solo-baudo/</guid>
<description><![CDATA[ 
Paolo Meneguzzi, &#8220;Grande&#8221;: scadente dal vivo, quanto bravo nel playback, è praticame]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/pXuN5c-el9s'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/pXuN5c-el9s&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span> </p>
<p><strong>Paolo Meneguzzi</strong>, "Grande": scadente dal vivo, quanto bravo nel <em>playback</em>, è praticamente ingiudicabile. Quando è su cd, sembra un altro. I Latino-Americani che lo amano si vede che non notano la differenza tra lui e Ricardo Arjona. Mentre stiamo a ascoltare la sua <em>performance</em>, capiamo cosa vuol dire Jurman quando sostiene che dal vivo qualche volta qualcosa può andare storto. Ci stupiremmo, nel suo caso, se succedesse il contrario. Ogni cambio di tonalità della canzone della finale è accompagnato da una bella stonatura. Però, almeno è sul tempo. Il ritornello della canzoncina fa tanto Renato Zero imitato da Panariello ("Grande, grande, grande" - non c'è Mina dietro, intendiamoci). Quando arriva a sostenere che l'amore che sente (s'immagina per una donna immaginata) "non lo trattiene il mare", viene il latte alle ginocchia. Indifendibile, anche se simpaticissimo. La sua più brutta canzone. VOTO: 3</p>
<p><strong>Gianluca Grignani</strong>, "Cammina nel sole": bello è bello, non c'è che dire. Ma è anche bravo. Stilisticamente perfetto, misurato, forse sarà pieno di se stesso, qualche volta debordante, ma a Sanremo fa sempre bella figura. Stavolta, la canzone non è del tutto nel suo tipico stile: una punta di rock, che poi prende forza nella seconda strofa, ma una bella matrice <em>blues</em>, quasi <em>spiritual</em>, come lo stesso titolo imperativo fa intuire e il riferimento a Dio. Una inattesa anima nera, da premiare. VOTO: 7+</p>
<p><strong>Little Tony</strong>, "Non finisce qui": Danilo Amerio confeziona una bella canzone, ritmata, ma inadatta alla voce non proprio allenata di Little Tony, fors'anche in tonalità troppo bassa per la sua vocalità leggera. Eppure la <em>tournure</em> degli accordi non è brutta: le parole sono, anzi, belle e sentite, anche se qualcuno, troppo affrettatamente, le ha definite "autoreferenziali". Il testo è piacevole, non malinconico (come altre canzoni autobiografiche, tipo "E' la vita" di Al Bano), anzi pieno di sano ottimismo. Non siamo ai livelli della "Spada nel cuore", ma emoziona. VOTO: 7/8</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Toto Cutugno</strong>, "Un falco chiuso in gabbia": l'arrangiamento è quello dei tempi migliori e fa molto anni Ottanta; la grinta è sincera, ma malinconica, come nello stile cutugnesco (ha sempre scritto in tonalità minore). Nel duetto con la Minetti, ha dato la sua prova più interessante (come nella loro precedente e fortunatissima prova con "Come te nessuno al mondo"). Da solo, fa fatica soprattutto nella parte alta, quella dove dovrebbe giocare con i coristi. Il testo non sarà originalissimo, ma è efficace, senz'essere forse quello più azzeccato di tutta la sua carriera (il quale continua ad essere "Faccia pulita", di un Sanremo di tanti anni fa). VOTO: 8</p>
<p><strong>L'Aura</strong>, "Basta!": il caratteristico <em>birignao</em> della cantante albanese funziona come un dito nell'occhio. Lo stile diventa accademia, in questo caso, e accademia anche di scarsi esiti, infarcita da errori di intonazione piuttosto marchiani. Prende un respiro in mezzo ad una parola ("verità"), che in teoria nella sua canzone di denuncia dovrebbe essere fondamentale. Il maestro Palma si metterebbe a segnare con la matita rossa tutti i fiati. Ma anche senza essere micragnosi la canzone appare oscena. Lodevole lo sforzo di fare una canzone "intelligente", ma per farlo ci vuole il <em>respiro</em> di un poeta vero (esilarante il finale col tremebondo "c'è qualcuno là"). VOTO: 4-</p>
<p><strong>Anna Tatangelo</strong>, "Il mio amico": chi se ne importa se è truccata, se è vestita da vecchia, se le hanno rifatto zigomi, addome, gambe e orecchie. Chi se ne importa, davvero. Un importante (?) giornale, detto il "Corriere della Sera", l'attacca come se fosse l'unica cantante che non si schiera politicamente, o l'unica donna di spettacolo che ha ricorso alla chirurgia, o l'unica che è scappata con un uomo sposato. Perché non parlate della cantante-Tatangelo? La Tatangelo è la migliore di quest'anno: nessuna sbavatura, grande controllo vocale, capacità oltre la norma. E' una cantante intelligente, precisa, capace: teatrale quanto basta, gareggia in intensità con l'orchestra ed è l'unica che non ne viene inghiottita. La canzone sembra fatta per attirare i problemi, ma è piena, gentile, delicatissima. I gay non avranno gradito, ma il ritornello ha parole semplici e sincere ("Dimmi che male c'è/ se ami un altro come te,/ se il cuore batte forte/ dà vita a quella morte/ che vive dentro te"), che sostengono senza puerilità come anche un omosessuale possa innamorarsi e come anche per un omosessuale, come per chiunque altro, la pena d'amore sia vita e morte insieme. Coraggiose parole per un cattolico come Gigi D'Alessio. VOTO: 9</p>
<p><strong>Amedeo Minghi</strong>, "Cammina cammina": quando lo ascolto, penso sempre a "Novecentocinquanta", che è la mia canzone preferita tra le sue. E invece mi ritrovo spesso davanti a stanche melodie, ad arrangiamenti tutti uguali, a parole fotocopiate. Stavolta, invece, il tentativo di svecchiarsi passa attraverso parole che, invece che essere sussurrate, sono sparate come da un mitra, con una velocità eccessiva. Pur se affrettata l'esecuzione, il pezzo prende respiro improvvisamente quando il ritornello finalmente si fa più piano ("Io ti difenderei"), ma è un attimo. Troppo poco, decisamente. VOTO: 6/7</p>
<p><strong>Mario Venuti</strong>, "A ferro e fuoco": strombazzato dalla critica, che evidentemente non si intende di musica, viene considerato il migliore. Purtroppo, il Venuti per fare il suo mestiere dovrebbe imparare a cantare, ciò che non è mai stato in grado di fare. La sua interpretazione festivaliera (non è, tra l'altro, la prima e non si possono imputare gli errori alla preoccupazione dell'esordiente) consente una nuova formulazione del problema annoso della scala musicale: i suoni emessi da Venuti, infatti, non esistono in natura. Qualcuno sostiene che siano rumoracci simili a lampadine che scoppiano, lavatrici che fanno strani gorgoglii e miagolii di gatti in calore. Altri, più semplicemente, chiudono le orecchie quando lo sentono. VOTO: 2- (e siamo gentili, pensa te se fossimo la Di Michele).</p>
<p><strong>Giò Di Tonno-Lola Ponce</strong>, "Colpo di fulmine": da "Notre Dame de Paris" a Sanremo, una vera follia. Noioso, prevedibile, telefonato. Una melodia di una piattezza da <em>musical</em>, senza un momento di felice intuizione; parole di una banalità sconcertante ("Com'è possibile, ma che bella sei", canta in un verso memorabile il povero Di Tonno che fa pure la parte del soprano, visto che la Ponce è solo bella e evanescente). Neppure l'arrangiamento di quel santo del direttore d'orchestra, con il bell'assolo della chitarra, a fare da traino per la melodia, rende meno scipito il brano. Chiudo con altri memorabili versi: "Bella! Bella! Bella! Cerco scampo anch'io [Di Tonno]. Bello! Bello! Bello, nell'abbraccio mio [Ponce]". Sarebbe stato meglio che i due si scambiassero la parte. Sarebbe stato più coraggioso. Nannini ai minimi termini. VOTO: 4-</p>
<p><strong>Michele Zarrillo</strong>, "L'ultimo film insieme": poesia struggente, su un basso insistito che si apre solo dopo esser diventato martellante ricorrenza, è forse uno dei più solidi esempi dell'arte (non sempre con la A maiuscola) zarrilliana. Il lavoro del compagno di scrittura, Artegiani, si intravvede facilmente proprio in questa semplicità serena, seppure triste, quando il poeta finge di morire nel "mare aperto dei tuoi occhi" - un'immagine ricorrente quella del mare, che torna e stona, tuttavia, con il tema del cinema. Non sempre all'altezza della canzone l'interpretazione canora. VOTO: 7-</p>
<p><strong>Fabrizio Moro</strong>, "Eppure mi hai cambiato la vita": l'interpretazione nella finale è piuttosto malandata, sfilacciata, al limite della stonatura. Il passaggio dalla canzone impegnata a quella d'amore è più difficile dell'atteso: parlare d'amore è complicato, si rischia di farlo con luoghi comuni, neppure ingentiliti dal petrarchismo della nostra lirica anche moderna, ma sdruciti, pallidi, stanchissimi ("stasera tu sei lontana, mentre io penso a te", canta Moro in un momento che dovrebbe essere nelle intenzioni forte ed intenso e invece è una tragedia). VOTO: 5/6 (di cortesia)</p>
<p><strong>Tiromancino</strong>, "Il rubacuori": melodicamente inoppugnabile, come molte canzoni del gruppo, questo "Rubacuori" rappresenta una critica al mondo della alta finanza, alle ragioni delle aziende e del potere economico. Aspra, ironica, maschera dietro facili rime (dirigente/ liberamente/ gente) un'asprezza concentrata, ma non sufficiente nella sua eccessiva brevità. Ottima, come sempre, l'interpretazione di Zampaglione, che magari non sarà simpatico, ma di certo è un musicista. VOTO: 7 1/2</p>
<p><strong>Frankie hi-nrg mc</strong>, "Rivoluzione": ambientazione messicana, assoli di tromba alla spaghetti <em>western</em>, la canzone di Frankie è un inno alla discontinuità, al tentativo di mandare a casa tutta una società (soprattutto politica, con un occhio al Vaffa-day e un altro alla terribile attualità italiana: da Vallettopoli al plastico di "Porta a Porta", dai furbetti del quartierino ai baroni e alle loro clientele). Ma alla fine la canzone si contraddice: "non si fa la rivoluzione". Non sembra esserci speranza in questo clima da Ok-Corrall. Puoi sparare come i <em>cowboy</em> e gli sceriffi, o sperare, ma l'Italia non cambia mai, purtroppo. VOTO: 8 1/2</p>
<p><strong>Finley</strong>, "Ricordi": idolatrati dalle ragazzine, si adattano con difficoltà all'atmosfera di Sanremo, dove peraltro servono a fare <em>audience</em> tra le <em>teen</em>. La canzone, però, è abbastanza scivolosa e aspra perché il cantante abbia difficoltà e rimanga spesso senza fiato (soprattutto quando non riesce a terminare gli acuti rockeggianti, distorcendoli quasi tutti). Con tutta la loro scenicità, sembrano potersi "costruire" una vera carriera, dopo le tempeste ormonali. Forse, sempre che tutto vada nel verso giusto e Sanremo diventi solo un'occasione - per ora, vagamente sprecata. VOTO: 6-</p>
<p><strong>Mietta</strong>, "Baciami adesso": la bella melodia, una delle più azzeccate dell'intero Sanremo, mescolata alla potenza esplosiva della cantante, davvero bravissima, fa passare in secondo piano il noioso testo di Panella. Inutili parole, sempre buttate lì, quasi a prendere in giro se stessi, la canzone, il cantante e Sanremo. Si resta perplessi davanti ad un tale talento (almeno supposto, intendiamoci) finito a fare il verso a se stesso, da "Canto la mia canzone" di Reitano a "Fare l'amore" sempre di Mietta. Sarà anche il suo intento principale - quello di veicolare il suo messaggio virale all'interno del mondo delle canzonette -, ma questa può essere la giustificazione per una prova, per due, non per una vita passata a scrivere, odiandolo per Sanremo, guadagnandoci sopra, come un vero speculatore. VOTO: 8 1/2 (2 per il testo)</p>
<p><strong>Max Gazzé</strong>, "Il solito sesso": carino, ingenuo, molto migliorato come <em>performer</em>, canta con un fil di voce, ma è intenso con una canzone intima e carezzevole - una dichiarazione alla segreteria telefonica, pura e semplice, piena di immagini poetiche, senza le solite dissonanze. Si sente in loro la fantasia imbrigliata, in uno schema melodico indefinibile, per la sua continua mutevolezza. L'arrangiamento, solidamente strutturato sulle armoniche dei violini, è un prezioso lavoro di meraviglia potente. Stilisticamente, il migliore in assoluto. VOTO: 9</p>
<p><strong>Sergio Cammariere</strong>, "L'amore non si spiega": spiegare la magia di questa canzone è impossibile. E' un incantesimo di parole e musica, l'una calata nelle altre e viceversa come se fossero nate insieme per stare per l'eterno mescolate. L'amore, del resto, è un'utopia inspiegabile, irrazionale, che diviene nella fantasia del poeta o punto riassuntivo di ogni cosa o quasi spaventosa estasi dell'infinito e dell'illimitato. Bisognerebbe che Cammariere fosse tanto simpatico quanto bravo. Sarebbe perfetto, anche come uomo. VOTO: 10</p>
<p><strong>Eugenio Bennato</strong>, "Grande Sud": anche se fratello talentuoso del più fortunato Edoardo, confeziona una canzone relativamente anonima (ha scritto cose molto migliori), riscattata in parte dagli inserti dialettali. La anafora continua ("c'è una musica") rende ancora più noiosa la scrittura, poco movimentata anche da una strofa poco originale. Anche qui la fa da padrone il messaggio sociale anti-globalizzazione selvaggia. Lodevole il tentativo, meno riuscita la contaminazione tra stile sanremasco e ritmi meridionali. VOTO: 6 1/2</p>
<p><strong>Tricarico</strong>, "Vita tranquilla": emozionerà di più su cd. Dal vivo, mentre gli scappa un simpatico (?) "stro***", fa una fatica terribile a tenere anche una sola nota. Tema interessante del testo è l'insoddisfazione umana, incapace di trovare pace e tranquillità: la ricerca dell'equilibrio è sempre rimandata, in nome di desideri che, una volta raggiunti, non sembrano dare nessuna quiete. L'amore neppure è in grado di cambiare del tutto. Dovrebbe imparare a moderare la sua emotività. Per ora non è un cantante completo, ma un grande autore. VOTO: 8-</p>
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<title><![CDATA[Sanremo 2008: prima serata]]></title>
<link>http://telefilmitalianews.wordpress.com/?p=358</link>
<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 13:16:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ecco la scaletta!
* Paolo Meneguzzi
* L&#8217;Aura
* Milagro
* Toto Cutugno
* Frankie Hi NRG
* Andre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la scaletta!</p>
<p>* Paolo Meneguzzi<br />
* L'Aura<br />
* Milagro<br />
* Toto Cutugno<br />
* Frankie Hi NRG<br />
* Andrea Bonomo</p>
<p>A questo punto c'è High School Musical</p>
<p>* Fabrizio Moro<br />
* Frank Head<br />
* Anna Tatangelo</p>
<p>A questo punto c'è Carlo Verdone</p>
<p>* Michele Zarrillo</p>
<p>A questo punto c'è il balletto di Andrea Osvart</p>
<p>* Melody Fall</p>
<p>Entra e canta Lenny Kravitz.</p>
<p>* Daniele Battaglia<br />
* Max Gazzè<br />
* Eugenio Bennato<br />
* Valerio Sanzotta<br />
* Giua<br />
* Francesco Tricarico</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[è notte di taranta!]]></title>
<link>http://iperio.wordpress.com/2007/08/08/e-notte-di-taranta/</link>
<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 13:34:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>iperio</dc:creator>
<guid>http://iperio.it.wordpress.com/2007/08/08/e-notte-di-taranta/</guid>
<description><![CDATA[
Si tiene da oggi 8 agosto fino al 25 p.v. il tradizionale decimo festival musicale interamente grat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cauboi.it/public/concerti/20060814martignano/foto/taranta2.jpg" /></p>
<p><font size="5" face="Bookman Old Style"><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Si tiene da oggi 8 agosto fino al 25 p.v. il tradizionale decimo festival musicale interamente gratuito della <a href="http://www.lanottedellataranta.net/">Notte della Taranta</a> salentina.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Si tratta di una delle più interessanti, calde e importanti manifestazioni musicali italiane dell’estate in assoluto.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Nata per il recupero della tradizione musicale tradizionale salentina innestata alla migliore musica italiana, il festival si è lentamente trasformato in un calderone magico in cui alla pizzica e alla taranta si sono mischiate nelle ultime edizioni, sonorità lombarde e siciliane, bolognesi e laziali, da Sparagna (ottimo direttore d’orchestra della passate edizioni), a Carmen Consoli, a Lucio Dalla a Lucilla Galeazzi, pur sottolineando sempre l’impronta pugliese con interpreti modernissimi quali Sud Sound System, o tradizionali, quali Enza Pagliara.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Quest’anno la carovana del festival gira per la Grecìa in cinquanta tappe nei comuni salentini e greci nella Puglia, mentre sul palco sono attesi nomi quali Massimo Ranieri, Morgan, Ginevra Di Marco e Piero Brega.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Ma è prevista la partecipazione di cantori tradizionali, contadini e trattoristi.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">E davanti al palco, come si può già vedere in ogni esibizione di gruppi tradizionali salentini, persino nella piazza del paese più piccolo, danzatrici giovani e sensuali, frammiste a coppie di anziani contadini che ancora sanno ballare alla maniera tradizionale, e poi giovani coppie entusiaste, e spesso bambini più bravi e tarantolati degli adulti.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Già, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tarantola_(ragno)">tarantola</a>.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Quel grosso ragno nero e peloso che se vi morde (a me già ha dato il suo veleno) vi dà una scarica mortale di dolore che potete esorcizzare solo ballando. Siete <a href="http://www.tarantolati.it/">tarantolati</a>, ormai.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Cos’è esattamente il fenomeno del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tarantismo">tarantismo</a>?</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Per chi volesse saperne di più può approfondire qui: <a href="http://www.ilsuonodelsalento.it/tarantismo.htm">http://www.ilsuonodelsalento.it/tarantismo.htm</a> oppure qui: <a href="http://www.salentu.com/musica-salento.asp">http://www.salentu.com/musica-salento.asp</a>. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Ma come spiegano le canzoni, e tra gli altri per esempio Eugenio Bennato nel suo album “Taranta Power”, il morso della tarantola altro non è che il morso dell’amore, quello che può fare male perché non corrisposto, o tradito, o abbandonato.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">A chi desidera ascoltare buona musica che non stona con l’atmosfera salentina consiglierei:</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Teresa de Sio (Sacco e fuoco, 2007)</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Sara Modigliani (Ma che razza di città, 2007)</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Orchestra popolare La notte della Taranta, diretta da Ambrogio Sparagna (La Notte della Taranta, 2005 e 2006)</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Musiche e canti popolari del Salento vol.1 e 2 (edizioni Aramirè, 2002, registrazioni 1977 e 1978)</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">Il Salento di Giovanna Marini (confronto tra documenti originali e la riproposta di Giovanna marini, edizioni Aramirè, 2004)</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;">A chi invece volesse ascoltare nuovi gruppi interessanti, consiglierei i seguenti: </span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"><a href="http://www.allabua.it/">Allabua</a> (Saratambula, 2007)</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"><a href="http://www.folclore.it/saltimbanco/schedagrp.asp?IdGrp=1590">Tamurria</a></span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"><a href="http://www.iscianari.com/">I Scianari</a></span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"><a href="http://www.gruppofolk2000.com/folk%20-%20info%20e%20contatti.htm">Gruppofolk2000</a></span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"><a href="http://www.ariafrisca.it/">AriaFrisca</a></span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"><a href="http://www.luduslab.it/jaka/home.asp">Jaka</a></span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"><a href="http://www.pizzicata.it/index.php?module=MDCalendar&#38;view=event&#38;eid=3615&#38;date=08/13/2006">Antonio Amato Ensemble</a></span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"><a href="http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&#38;friendID=111339990">Tarantavirus</a></span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"><a href="mailto:treblestudio@libero.it">Treble Studio</a> (più amore, 2007)</span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Garamond;"> </span></font><font size="5" face="Bookman Old Style"></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font size="5" face="Bookman Old Style"> </font><font size="5" face="Bookman Old Style"> <a href="http://iperio.wordpress.com/photos/iperio/1050062815/"><img width="500" src="http://farm2.static.flickr.com/1221/1050062815_a2d04ab4e3.jpg" alt="AllaBua1" height="326" /></a></font><font size="5" face="Bookman Old Style"> </font></p>
<p></font></p>
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