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	<title>falde &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/falde/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "falde"</description>
	<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 15:29:13 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[appello alla comunità scientifica nazionale: accertate la verità sul Formicoso]]></title>
<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=2612</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 11:15:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>verderosa</dc:creator>
<guid>http://comunitaprovvisoria.it.wordpress.com/2008/10/04/appello-alla-comunita-scientifica-nazionale-accertate-la-verita-sul-formicoso/</guid>
<description><![CDATA[di Angelo Verderosa
Dopo la grande pacifica manifestazione dei 10.000 irpini del 2 ottobre, bisogna]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>di Angelo Verderosa</p>
<p><strong>Dopo la grande pacifica manifestazione dei 10.000 irpini del 2 ottobre, bisogna adesso, con l'aiuto della stampa locale (l'unica che si è mossa solidarmente in difesa del paesaggio altirpino), iniziare a dimostrare, anche tecnicamente, geologicamente, economicamente,  che la scelta governativa di mettere una mega-Discarica sulla montagna del Formicoso è una SCELTA ERRATA. </strong></p>
<p><strong>Con la discarica si va incontro ad un'immane DISASTRO ECOLOGICO. </strong></p>
<p><strong>Siamo sul bacino idrografico del più importante acquedotto pubblico europeo. Siamo in zona sismica di prima categoria. E sopra questa 'grande spugna ballerina' che sono i terreni del Formicoso si vuole portare due  milioni di metri cubi di rifiuti pericolosi. Il disastro è annunciato: si avveleneranno non solo aria e campi di grano ma soprattutto l' ACQUA potabile !</strong></p>
<p><strong>Facciamo appello alla grande comunità scientifica italiana affinchè intervenga con verità e con perizia sulla questione dell'inquinamento delle falde acquifere dell'alta Irpinia. I campi del Formicoso, occupati in questi giorni dai militari, come tutti i giornalisti hanno potuto osservare, sono pieni di pozzi di acqua potabile.</strong>       ----- continua</p>
<p><!--more--><strong>Dalla montagna del Formicoso (1000 metri sul livello del mare) parte un reticolo idrografico che scende sia verso la Valle dell'Ofanto sia verso quella dell'Ufita (e quindi del Calore). Ramificazioni del complesso sistema idrogeologico si connettono sia alle sorgenti del Sele e quindi all'acquedotto Pugliese sia alle sorgenti del Calore che serve l'area napoletana compreso l'Isola di Capri. </strong></p>
<p><strong>Riportiamo di seguito un testo del Prof.  FRANCO ORTOLANI, docente dell'Università di Napoli, preside della Facoltà di Geologia; la pubblicazione si reperisce su Internet, porta la data del 10 Luglio 2008; sono approfonditi e allarmanti i commenti riservati all'infausta scelta del Formicoso:</strong> "<strong><span style="font-size:small;color:#ff0000;font-family:Times New Roman;">si tratta di un altopiano argilloso in area altamente sismica che in seguito al terremoto del 1980 è stata interessata da evidenti deformazioni cosismiche rappresentate da fratture che interessavano il suolo e sottosuolo. Per tali caratteristiche il sito non offre garanzie di tutela ambientale e deve essere eliminato dall’elenco, come del resto prescrive anche la legge italiana".</span></strong></p>
<p><strong>Facciamo appello a tutti i 'liberi' organi di informazione affinchè promuovano subito una tavola rotonda con i maggiori esperti del settore idro-geologico invitando il Prof. Ortolani e tutti coloro che vorranno contribuire a dimostrare il madornale errore di scelta da parte del commissariato governativo per i rifiuti.</strong></p>
<p><strong><span style="font-size:small;color:#ff0000;font-family:Times New Roman;">questo il testo integrale del Prof. Ortolani</span></strong></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;">" Il mese di maggio sembra essere propizio per l’emanazione di decreti legge che dovrebbero risolvere lo scandalo-emergenza rifiuti in Campania. Lo scorso anno il governo Prodi emanò il DL n. 61 dell’11 maggio nel quale erano indicate le discariche che dovevano essere immediatamente realizzate per chiudere lo scandalo rifiuti: S. Arcangelo Trimonte (BN), Savignano Irpino (AV), Terzigno (NA) e Serre (SA). Nonostante il DL sia stato trasformato in legge il 7 luglio 2007, solo la discarica di Serre è stata realizzata e aperta nel mese di settembre 2007; S. Arcangelo Trimonte (BN) e Savignano Irpino (AV) sono state aperte oltre un anno dopo l’emanazione del DL n. 61 che naturalmente non è servito a risolvere lo scandalo rifiuti ma lo ha esaltato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;">Il 23 maggio 2008 il governo Berlusconi ha emanato un nuovo DL, il n. 90 che prescrive (articolo 9) la realizzazione delle seguenti discariche per contribuire significativamente alla chiusura dello scandalo rifiuti: 1) Sant’Arcangelo Trimonte (BN)–localita’ Nocecchie; 2) Savignano Irpino (AV)–localita’ Postarza; 3) Serre (SA)–localita’ Macchia Soprana; 4) Andretta (AV)–localita’ Pero Spaccone (Formicoso); 5 e 6) Terzigno (NA)–localita’ Pozzelle e localita’ Cava Vitiello; 7) Napoli localita’ Chiaiano (Cava del Poligono–Cupa del cane; 8 Caserta–localita’ Torrione (Cava Mastroianni); 9) Santa Maria La Fossa (CE)–localita’ Ferrandelle; 10) Serre (SA)–localita’ Valle della Masseria.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;">Le discariche devono essere realizzate nel pieno rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore allo scopo di consentire lo smaltimento in piena sicurezza dei rifiuti urbani prodotti nella regione Campania (anche rifiuti urbani non selezionati e non trattati e rifiuti pericolosi).<br />
<strong>Le discariche 1 e 2</strong> dell’elenco erano già individuate nel DL dell’11 maggio 2007 e sono state aperte da circa un mese, ad oltre un anno dalla prescrizione della loro attivazione. Come mai c’è voluto più di un anno per attivare le due discariche che, secondo le intenzioni del Governo Prodi, dovevano fare uscire la Campania dall’emergenza fin dallo scorso anno? La responsabilità è semplicemente del Governo Prodi che non ha dato un incarico perentorio di immediata realizzazione delle discariche, prima al Commissario di Governo Pansa che tra l’inizio di luglio e la fine di dicembre 2007 non ha nemmeno avviato le procedure di emergenza, e poi al Commissario di Governo De Gennaro che ha perso alcuni mesi prima di avviare concretamente la realizzazione degli impianti. Mentre il sito di Savignano Irpino non presenta particolari problemi geologici ed ambientali, la discarica di S. Arcangelo Trimonte è ubicata in parte in area idonea geologicamente e in gran parte in area a rischio idrogeologico per frane secondo la competente Autorità di Bacino.<br />
Per agevolare i lavori di preparazione con reali garanzia di tutela ambientale, il DL 90/08 avrebbe dovuto modificare di poche decine di metri l’ubicazione delle vasche ricadenti lungo il pendio instabile proponendo la loro realizzazione sull’adiacente altopiano argilloso geomorfologicamente stabile. Invece il DL ha riproposto irresponsabilmente le stesse aree instabili già individuate dal DL dell’11 maggio 2007 senza alcuna istruttoria tecnica e senza alcuna indagine geologica preliminare. Le due discariche dovrebbero garantire lo smaltimento dei rifiuti regionali, se non avvengono dissesti, per diversi mesi.<br />
<strong>Il sito 3</strong>, Macchia Soprana nel Comune di Serre (SA) è già in via di chiusura per saturazione dell’impianto. L’inserimento nel DL significa che si intende ampliare la discarica esistente?<br />
<strong>Il sito 10</strong>, localita’ Valle della Masseria nel Comune di Serre (SA) è già stato oggetto di un tentativo di apertura di discarica lo scorso anno che fu bloccato dal Tribunale di Salerno.</span></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>I siti 3 e 10</strong> non sono idonei geologicamente ed ambientalmente perché ubicati poco a monte della captazione di oltre 250 milioni di metri cubi di acqua per l’irrigazione della Piana del Sele e dell’Oasi naturalistica di Persano. L’importanza strategica delle acque del Sele per l’ambiente e l’economia, nel rispetto della buona tecnica, della scienza, delle leggi ordinarie e del buon senso evidenzia palesemente che i siti non sono idonei e che è pura e demenziale follia il loro inserimento in un DL. Tutti i dati che evidenziano l’assurdità e la follia amministrativa di chi ha già realizzato due discariche sulle captazioni e ne vuole realizzare altre due sono contenuti nelle relazioni elaborate lo scorso anno dallo scrivente e consegnate alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti durante l’audizione del 26 luglio 2007.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Il sito 4, localita’ Pero Spaccone sull’altopiano del Formicoso nel Comune di Andretta (AV) è già stato oggetto di un tentativo di realizzazione di discarica circa 10 anni fa. Si tratta di un altopiano argilloso in area altamente sismica che in seguito al terremoto del 1980 è stata interessata da evidenti deformazioni cosismiche rappresentate da fratture che interessavano il suolo e sottosuolo. Per tali caratteristiche il sito non offre garanzie di tutela ambientale e deve essere eliminato dall’elenco, come del resto prescrive anche la legge italiana.</strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>I siti 5 e 6</strong>, localita’ Pozzelle e localita’ Cava Vitello nel Comune di Terzigno (NA), come è noto si trovano nel Parco Nazionale del Vesuvio e in area notoriamente caratterizzata da vulcanismo attivo tanto è vero che alcune eruzioni eccentriche del 1760 sono avvenute da bocche apertesi a breve distanza. La legge italiana vieta la realizzazione di discariche in aree di vulcanismo attivo perché le marcate deformazioni del suolo metterebbero fuori uso le impermeabilizzazioni alla base dei rifiuti determinando inquinamento ambientale. I due siti devono essere eliminati.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Il sito 7</strong>, Cava del Poligono in Cupa del cane nel Quartiere Chiaiano del Comune di Napoli è l’unico nel quale attualmente, dopo circa un mese e mezzo dall’emanazione del DL 90/08, il Commissario di Governo sta portando avanti una faticosa e deludente progettazione basata su dati conoscitivi acquisiti solo a posteriori e che, tra l’altro, evidenziano la non idoneità attuale geologica, idrogeologica, geotecnica ed ambientale dell’area. Infatti, le ricerche svolte nella Cava del Poligono hanno evidenziato:–instabilità delle pareti di cava già interessate da dissesti negli anni passati;<br />
–ammasso tufaceo delle pareti di cava caratterizzato da un notevole pericolo di frana e di crollo di enormi porzioni di roccia;<br />
–pericolo idraulico relativo al piazzale di cava che è sottoposto rispetto all’alveo di Cupa del Cane e alle zone limitrofe;<br />
–pericolo idraulico relativo all’alveo strada di accesso alla cava in quanto può essere interessato da colate detritiche catastrofiche ed improvvise in seguito ad incendi e ad eventi piovosi eccezionali come quelli del 15 settembre 2001 e del 6-7 giugno 2008;<br />
–presenza di un substrato permeabile in grado di assorbire fino a circa 1500 metri cubi di acqua nelle 24 ore;<br />
–assenza di livelli impermeabili nel sottosuolo;–presenza di una falda di importanza strategica nel sottosuolo a circa 150 metri di profondità dal piano della cava;<br />
–la cava è inserita nell’area protetta del Parco della Collina dei Camaldoli;<br />
–a circa 1000-1500 m di distanza, sottovento, si trova la più importante area ospedaliera del Mezzogiorno d’Italia;<br />
–la cava si trova inserita in un’area boscata che giunge, con continuità, a lambire l’area ospedaliera e le aree abitate; non si trova in condizioni di essere isolata rispetto alla fauna selvatica che popola la Selva di Chiaiano;<br />
–nelle aree vicine (già a poche centinaia di metri) si trovano insediamenti abitativi che sono anche sottovento;<br />
–le strade d’accesso sono assolutamente inadeguate e attraversano le aree abitate;<br />
–l’area è circondata da piantagioni rinomate di ciliegi;<br />
–i primi dati circa la sostenibilità, da parte delle strade esistenti, del nuovo carico dei mezzi pesanti in entrata e uscita si avranno alla fine di luglio 2008. Tali evidenze sottolineano che l’inserimento della cava di Chiaiano nel DL 90 del 23 maggio 2008 è stato incauto.</span></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Il sito 8</strong>, Cava Mastroianni in localita’ Torrione nel Comune di Caserta è adiacente ad un’area caratterizzata da cave a fossa colmate di rifiuti (es. la discarica Lo Uttaro) e di accumuli di rifiuti sulla superficie del suolo che hanno già provocato l’inquinamento del suolo, sottosuolo e delle acque di falda, come evidenziato da indagini della Magistratura. La Cava Mastroianni è una cava a fossa con il fondo costituito da rocce permeabili; l’isolamento previsto alla base dei rifiuti non può essere credibilmente garantito per un periodo superiore a 15 anni. Il riempimento della cava, in tale quadro, determinerebbe un ulteriore inquinamento della sottostante falda (a 10-15 m di profondità rispetto al fondo cava) che è ampiamente utilizzata nelle aree circostanti. Il sito non è palesemente idoneo per la realizzazione della discarica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Il sito 9,</strong> localita’ Ferrandelle nel Comune di Santa Maria La Fossa (CE) si trova nella parte centrale della pianura del Volturno caratterizzata da suoli fertilissimi, da una falda molto superficiale (a profondità variabile da 1 a 3 metri dal piano campagna) e da un sottosuolo costituito da sedimenti accumulatisi nelle ultime migliaia di anni, molto soffici e soggetti a rapide e consistenti deformazioni quando sono sottoposti a carichi. Tale area rappresenta un monumento ambientale per le particolari risorse naturali e produttive. La discarica già realizzata dal Commissario di Governo De Gennaro ha provocato un serio inquinamento ambientale, come evidenziato dalla magistratura. L’inserimento del sito nel DL 90/08 può significare che l’area di discarica deve essere ampliata? Il sito non è idoneo per le caratteristiche geologiche, idrogeologiche, geotecniche e ambientali e non può essere usato per la realizzazione di una discarica che garantisca il rispetto delle leggi, della salute dei cittadini e delle risorse idriche superficiali e sotterranee.</span></span></p>
<p style="margin:5pt 0;"><strong>I   10 siti indicati nel DL 90 sono spuntati dal nulla; non discendono da un quadro conoscitivo di tutte le aree geologicamente ed ambientalmente idonee dell’intera Campania per la realizzazione di discariche. Benché sia stato evidenziato che nella regione vi sono decine di aree naturalmente idonee per la realizzazione di discariche e che queste devono essere valutate da esperti multidisciplinari e da personaggi credibili tecnicamente, politicamente e amministrativamente, i responsabili politici e amministrativi dello scandalo rifiuti si guardano bene dal seguire un percorso ispirato alla buona tecnica, alla scienza, al rispetto delle leggi ordinarie e del buon senso.</strong></p>
<p style="margin:5pt 0;"><strong>Il DL 90/08 sembra dettato, ancora una volta, dalla palese volontà di non chiudere definitivamente lo scandalo rimandandone la soluzione.<br />
Le oggettive considerazioni ambientali sopra esposte evidenziano le criticità ambientale di quasi tutti i siti individuati nel DL 90/08 senza una preventiva ed adeguata indagine.<br />
Tali palesi criticità non possono essere superate da semplici opzioni politiche; queste ultime, nell’attuale quadro di non credibilità tecnica, amministrativa e politica possono determinare solo scontri sociali e non possono determinare una onorevole, sia pur tardiva, chiusura dello scandalo rifiuti.</strong>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;">Dal momento che quattro discariche sono già attivate e in via di chiusura, perché poi non sono già iniziati i lavori in tutti gli altri siti (ammesso che siano ambientalmente idonei)?</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:x-small;"><strong><span style="color:#ff0000;">E’ semplice prevedere che fra alcuni mesi si satureranno le discariche di S. Arcangelo Trimonte e di Savignano Irpino e la Campania si troverà in una nuova ciclica emergenza ambientale.</span></strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><strong><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:x-small;">I decreti legge di maggio, allora, non servono ai cittadini campani; non servono a chiudere definitivamente lo scandalo rifiuti.<br />
Sembra che siano funzionali a tenere ancora in vita lo stato di emergenza ambientale.<br />
E’ una anomalia intollerabile che i decreti emanati di maggio non siano supportati da una preventiva indagine tesa a verificare la realizzabilità tecnica, economica e ambientale degli interventi.</span></span></span></span></strong></p>
<p><strong>Franco Ortolani  - Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II</strong></p>
<p><strong> - - - </strong></p>
<p><strong>questo un'altro articolo del Prof. Ortolani, sempre reperito sul web- che accusa l'impreparazione in materia geologica dei tecnici del commissariato di governo </strong></p>
<p>“ Pochi quotidiani hanno reso noto che il 13 agosto c.a. nella discarica di S. Arcangelo Trimonte (BN) è iniziato un dissesto che si sta progressivamente aggravando. Tale evento è di importanza eccezionale dal momento che in Campania, attualmente e dopo 14 anni di presenza diretta dello Stato per risolvere l’emergenza rifiuti, vi sono due sole discariche attive: quella di Savignano Irpino (AV) e quella di Sant’Arcangelo Trimonte (BN) ubicate nelle due province che producono meno rifiuti e che più differenziano. La discarica di S. Arcangelo Trimonte ha una importanza strategica per la Campania: deve essere ben chiaro che se non saranno pronte le vasche più capienti (che sono interessate dal dissesto) tra qualche mese sarà di nuovo emergenza regionale. Eppure il territorio è militarizzato, i poteri speciali per il Commissario di Governo sono stati ampliati con il DL n. 90/08 che ha individuato 10. discariche. I cittadini di S. Arcangelo Trimonte non stanno assediando militarmente la discarica in costruzione e non ostacolano i lavori: si limitano a dire la verità, da mesi, circa l’instabilità geologica di località Nocecchia. Ma allora perché incombe una nuova “Spada di Damocle” sui cittadini campani proprio per il prossimo periodo delle feste di fine anno, come accadde lo scorso anno? Perché il Commissario di Governo invece di chiudere l’emergenza, come si dice e come deve, sta seminando le premesse per nuove situazioni di crisi? Dal 13 agosto c.a. l’ambiente del Commissariato di Governo è in grande agitazione semplicemente perché i poteri speciali non hanno conferito l’infallibilità a chi ha scelto il sito in cui realizzare la discarica senza avere una preventiva conoscenza geologica dell’area, a chi ha ossequiosamente progettato l’impianto, a chi sta dirigendo ed eseguendo i lavori. Improvvisamente i tecnici si sono accorti che più della legge e del servilismo può la natura! E ora che fare? Ammettere gli errori, cacciare gli incapaci, fare pagare i danni a chi ha sbagliato?</p>
<p>Oppure è meglio fare finta di niente, fare quadrato difendendo “la casta” ostentando una non credibile preparazione tecnica, aumentare i costi dell’opera proponendo non previsti consolidamenti, inutili sui tempi mediolunghi? Naturalmente è quest’ultima linea che si porta avanti, in un innaturale silenzio stampa, contro ogni logica tecnica, contro il buon senso e anche contro le leggi vigenti perché il DL 90 non ha autorizzato il Commissario di Governo a sperperare i soldi pubblici facendo ingrassare gli “amici” (progettisti, direttori di lavori e imprese varie) e ad incrementare i pericoli ambientali in un’area ancora incontaminata come il Sannio. Si tenga ben presente che la discarica di S. Arcangelo Trimonte è stata individuata in maniera scorretta (ed è poco) già dal Governo Prodi sotto il commissariato di Bertolaso. La discarica è ubicata in parte su un altopiano argilloso stabile (Lotto 1 praticamente già esaurito) e in gran parte lungo un versante instabile interessato da palesi fenomeni franosi (Lotto 2) come ripetutamente evidenziato dal Comitato dei cittadini di Sant’arcangelo.</p>
<p>Il versante in oggetto era stato inserito tra le aree di possibile ampliamento dei fenomeni franosi già presenti, con possibilità di innesco di nuovi fenomeni franosi nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino Nazionale del Liri, Garigliano, Volturno.</p>
<p>Solo il Lotto 1 aveva ottenuto una valutazione d’impatto ambientale favorevole da parte della Commissione VIA regionale; il Lotto 2 non è stato approvato, per la evidente instabilità dell’a- rea, con la prescrizione che il progetto del Commissario di Governo doveva essere sottoposto, per la preventiva approvazione tecnica, alla competente Autorità di Bacino che avrebbe dovuto valutare se esso fosse compatibile con la instabilità dell’area. E’ da accertare se il Commissario di Governo ha seguito il parere VIA. In primavera lo scrivente, a più riprese, aveva proposto di spostare l’ubicazione del lotto 2 sull’altopiano stabile in continuità con il lotto 1 in modo da garantire la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini; tale variazione poteva essere effettuata con il DL n. 90 (emanato il 23 maggio 08) che era in preparazione.</p>
<p>Dimostrando mancanza di trasparenza e palese ottusità, i redattori del DL 90 (maggioranza di centro destra) hanno confermato l’ubicazione della discarica nello stesso sito non idoneo previsto dalla legge 87/07 (maggioranza di centro sinistra). Il dissesto che ha iniziato ad interessare la discarica di S. Arcangelo Trimonte richiederà variazioni al progetto rivelatosi non adeguato e sicuramente costosi interventi di consolidamento e messa in sicurezza “di facciata” dell’impianto. Tutto a carico dei contribuenti con il probabile rischio di fare precipitare la Campania in una nuova emergenza. L’abuso dei poteri speciali sta aggravando i danni ambientali e socio-economici della Campania e ha “dato alla testa” a molti personaggi che continuano a scegliere i siti in cui realizzare le discariche e a progettare impianti (sempre da parte della stessa società d’ingegneria chiamata dal nord) senza una preventiva e adeguata conoscenza delle caratteristiche geologiche e geotecniche come accaduto per Sant’Arcangelo Trimonte e Chiaiano. Si ricorda che anche quest’ultima discarica è stata individuata senza alcuna indagine preventiva e che le pareti della cava del Poligono sono instabili; il progetto di discarica, come è stato dimostrato, si basa su dati sbagliati in relazione al pericolo di frana. Mentre a S. Arcangelo Trimonte i fenomeni franosi sono lenti in quanto si verificano in rocce argillose, i dissesti che si potrebbero verificare a Chiaiano sarebbero molto rapidi e potrebbero mettere in pericolo l’incolumità dei lavoratori. Come si evince, non si sa se le discariche potranno essere attivate in sicurezza; si capisce, però, che la riduzione e differenziazione dei rifiuti nella provincia di Napoli rimarrà una chimera.</p>
<p>Non si possono attribuire poteri speciali a personaggi che non sono in grado di agire rapidamente e con grande professionalità e trasparenza e che hanno dimostrato di non avere le capacità necessarie per garantire i risultati più efficaci gravando al minimo sui contribuenti.</p>
<h4>Prof. Franco Ortolani   Ordinario di Geologia,   Università di Napoli Federico II </h4>
<div>- - - -</div>
<div>ancora un'articolo : <a href="http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=2055&#38;Itemid=52&#38;idvis=1">http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=2055&#38;Itemid=52&#38;idvis=1</a></div></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caserta tra Reggia e immondizia - 21]]></title>
<link>http://gringoire.wordpress.com/?p=649</link>
<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 15:31:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Sebastian</dc:creator>
<guid>http://gringoire.it.wordpress.com/2008/09/18/caserta-tra-reggia-e-immondizia-21/</guid>
<description><![CDATA[18 Settembre 08


Ecco di seguito riportati due articoli, dove si rende ben noto come la politica ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>18 Settembre 08</p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2193/2508737808_3dbdeacc86.jpg?v=0" alt="" width="500" height="316" /></p>
<blockquote>
<p align="justify">Ecco di seguito riportati due articoli, dove si rende ben noto come la politica casertana voleva abilmente nascondere sotto la sabbia <strong>una problematica seria</strong>, d’altronde in linea con la condotta dell’attuale governo: <em>“la immondizia c’è ma non si vede, con la felicità di qualche topolino in meno”</em>; ma l’emergenza rifiuti è <strong>tutt’altro che superata</strong>.<br />
E a quanto pare questi “rispettabili” signori hanno dimenticato nuovamente un diritto fondamentale sancito dalla nostra Carta Costituzionale: <strong>Diritto alla Salute!!</strong></p>
<p align="justify">
<blockquote><p><strong>EMERGENZA RIFIUTI : DI NUOVO CRISI</strong><br />
Sciopero dipendenti, no raccolta in 26 Comuni</p>
<p>16.9.08 Nuova emergenza rifiuti a Caserta. O meglio emergenza rifiuti volutamente 'celata' che torna semplicemente in auge. Da circa cinque giorni i comuni, 26 in totale, gestiti dal consorzio Ce2 sono nuovamente immersi da immondizia a causa dello sciopero dei dipendenti che hanno indetto lo stato di agitazione per il mancato percepimento delle spettanze dovute. Per mercoledì mattina, invece, è previsto un incontro in prefettura a Caserta per cercare una soluzione definitiva. DAL GOVERNO CENTRALE - Il sottosegretario all´emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, ha provato a chiarire il motivo del disagio. "Non esiste alcun problema di assegnazione delle quote di rifiuti - spiega l'uomo del cavaliere - da destinare nelle diverse discariche che quotidianamente la struttura del sottosegretario attribuisce ai comuni, ma solo e unicamente a difficoltà legate al sistema della raccolta di competenza territoriale". CONSORZIO UNICO - Dopo lo scioglimento dei consorzi di bacino tutti i comuni stanno incontrando difficoltà di un certo rilievo. In tutti i casi si tratta di problematiche economiche, in quanto molti comuni risultano morosi e di conseguenza non riescono a mettersi rapidamente in regola. A farne le spese sono ovviamente i lavoratori che non percepiscono le mensalità dovute ed alcuni altri comuni che invece risultano in regola. LA SITUAZIONE ATTUALE - E' di nuovo la città di Aversa quella più colpita dalla crisi. Santa Maria Capua Vetere si stanno mettendo in linea per non perdere terreno nei confronti del comune normanno. Ma è allarmante la situazione a Parete e Carinaro, i due comuni che comunque si sono contraddistinti negli ultimi tempi per l'ottima differenziata svolta.<br />
(<a href="http://www.interno18.it" target="_blank">www.interno18.it</a>)</p></blockquote>
<blockquote><p><strong>ECOSCANDALO: SEQUESTRATA AZIENDA SMALTIMENTO RIFIUTI</strong></p>
<p>CASERTA 17.9.08 - Controlli per combattere gli infortuni e tutelare l’igiene sul posto di lavoro: operazione del Noe e dei carabinieri, che sequestrano un impianto di smaltimento di rifiuti ferrosi a “Lo Uttaro”.<br />
Nel pomeriggio di domenica, verso le 16, sulla strada statale Appia, in località “Lo Uttaro” di Caserta, i militari della locale stazione dei carabinieri, unitamente agli uomini del Nucleo operativo ecologico di Caserta, hanno sequestrato una struttura di smaltimento per rifiuti particolari.<br />
Si tratta di un impianto della società “Ricicla molisana srl”. Le forze dell’ordine, grazie ad una mirata operazione, si sono presentati alla struttura e hanno proceduto a ispezionare un impianto di riciclo materiale ferroso all’insegna e il tutto è stato sottoposto a sequestro.<br />
Il tutto è stato contestato con una circostanziata denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Nello specifico sono state riscontrate infrazioni alle normative inerenti infortuni ed igiene sul lavoro. I militari della Benemerita, alla fine delle operazioni, hanno posto i sigilli all’impianto, il quale è composto da un capannone che sorge su un area di circa diecimila metri quadri, immobile e macchinari sequestrati hanno un valore di duemilioni e cinquecentomila euro.<br />
(<a href="http://www.casertaweb.com" target="_blank">www.casertaweb.com</a>)</p></blockquote>
<p>[Articolo a cura di my Love<em> Poison Girl</em>]</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Acqua: un bene pubblico da pretendere!]]></title>
<link>http://pervillafranca.wordpress.com/?p=529</link>
<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 14:11:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Bernabe' Simone</dc:creator>
<guid>http://pervillafranca.it.wordpress.com/2008/08/25/lacqua-un-bene-pubblico-da-pretendere/</guid>
<description><![CDATA[
AGGIORNAMENTO 27/08/2008:
Cari cittadini Villafranchesi mentre aspettiamo di ricevere sempre e cost]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-537" src="http://pervillafranca.wordpress.com/files/2008/08/acqua.jpg" alt="" width="210" height="280" /></p>
<p style="padding-left:30px;"><strong><span style="color:#ff6600;">AGGIORNAMENTO 27/08/2008:</span></strong></p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>Cari cittadini Villafranchesi mentre aspettiamo di ricevere sempre e costantemente le analisi approfondite ma in modo semplificato dell'acqua che beviamo dai nostri rubinetti,vi riporto se vi può essere di sollievo <a href="http://files.meetup.com/692132/ArenaAcqueVeronesi.pdf">l'articolo apparso sull'Arena il 22 Luglio</a>. Leggendolo si può capire, ma ormai si sa, che l'acqua in bottiglia è diventata solo un affare economico alimentato dal consumismo e dallo spreco.</strong></p>
<p>Un’altro punto del nostro programma, un’altra delle nostre 5 stelle per il nostro comune riguarda l’acqua.</p>
<p><strong>L’acqua deve essere pubblica</strong>, <strong>deve essere costantemente controllata, e i cittadini devono poter sapere cosa bevono dal loro rubinetto, in qualsiasi momento e da casa</strong>.</p>
<p>Ci servono sia i valori dei controlli di routine, che di quelli approfonditi. Tutto deve essere <strong>trasparente e accessibile da parte dei cittadini</strong> sia in bolletta sia attraverso il sito del gestore. <strong>Il comune deve incentivare l’uso dell’acqua di rubinetto</strong>, non di quella minerale in bottiglia. La finalità è duplice: dare dimostrazione dell'efficienza del mandato verso i cittadini per aiutare i bilanci famigliari (contribuendo anche a diminuire le quantità di rifiuto della parte plastica ed i relativi costi per lo smaltimento) e aiutare a ridurre le emissioni di CO2 e la saturazione delle autostrade di questa nostra Italia piena di camion che trasportano casse di acqua per la penisola.</p>
<p>Oggi <a title="Beppe comuni a 5 stelle - acqua" href="http://www.beppegrillo.it/2008/08/comuni_a_5_stelle_acquanegra/index.html" target="_blank">sul blog del Beppe Grillo</a> è stato segnalato il <a title="Comune Acquanegra Cremonese" href="http://www.comune.acquanegra.cr.it/" target="_blank"><strong>comune di Acquanegra Cremonese</strong></a> come esempio di un <strong>comune a 5 stelle </strong>che si prende cura dei suoi cittadini!</p>
<p>L’amministrazione del Comune di Acquanegra distribuisce a tutti un volantino informativo spiegando i vantaggi economici di bere l’acqua dal proprio rubinetto, viene creato un incontro pubblico con il responsabile del laboratorio per le analisi della ditta che gestisce la rete idrica pubblica, nel quale vengono raffrontate le analisi chimiche dell’acqua in bottiglia con quelle dell’acqua che sgorga dal rubinetto (nel nostro caso “Acque Veronesi”). Vengono anche mostrate le analisi dell’acqua dal nostro rubinetto dopo la filtrazione a struttura composita.</p>
<p>Il comune fornisce in comodato gratuito ai cittadini che ne fanno richiesta e che hanno acquistato un set di 3 filtri, brocche filtranti oppure il rimborso di una parte del costo per l’installazione di un filtro a struttura composita, conforme ai requisiti di legge, da applicare sotto il lavello.</p>
<p><strong>Spetta anche al comune coinvolgere le scuole e gli insegnanti</strong> nelle scelte che spetteranno anche ai nostri figli, che derivano suprattutto da un’educazione ambientale, attivando magari i filtri a struttura composita anche nelle mense scolastiche e abituando i bambini a bere l’acqua del proprio acquedotto.</p>
<p><strong>Ma l’acqua di Villafranca e frazioni che valori contiene?</strong> Non c’e’ nessun dato facilmente accessibile ai cittadini sulla qualità dell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti. <a title="Acque Veronesi" href="http://www.acqueveronesi.it/analisiH2O_zona.asp?Zona=2" target="_blank">Il sito di “Acque Veronesi”</a> fornisce dati aggregati per macrozone e aggiornati lo scorso febbraio, se non la scorsa estate. <strong>Non ci basta sapere che è tutto “a norma di legge”! </strong></p>
<p>La nostra richiesta di avere i dati delle analisi oltre che sul sito del comune anche nelle nostre bollette non ha sortito ancora nessuna replica!</p>
<p>E intanto aspettiamo anche la replica del nostro sindaco sulla richiesta di informazioni in merito alla  discarica di Caluri.</p>
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<title><![CDATA[Le nostre acque malate]]></title>
<link>http://bepoglace.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 13:14:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>bepoglace</dc:creator>
<guid>http://bepoglace.it.wordpress.com/2008/06/25/le-nostre-acque-malate/</guid>
<description><![CDATA[Stamane in prima pagina sul Messaggero Veneto la notizia shock: le falde sotterranee della zona a Su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Stamane in prima pagina sul Messaggero Veneto la notizia shock: le falde sotterranee della zona a Sud di Udine sono inquinate!<br />
La notizia è tale a prescindere dalla posizione che ha nei mezzi di informazione, è importantissima e molto più grave di tante altre, ma per gli addetti ai lavori non è una novità. I dati presentati dall'ARPA del Friuli Venezia Giulia non sono estemporanei, ma il frutto di lunghissime campagne di studio e monitoraggio. La notizia più importante, per noi professionisti della gestione del patrimonio acqua, è che finalmente l'informazione sia uscita dall'ambito tecnico per raggiungere il pubblico. Quella prima pagina riassume, con imprecisioni consuete nella stampa locale, un quadro che ci è noto, ma viene colpevolmente ritenuto irrilevante da parte dei politici e degli amministratori. Noi tecnici, si sa, siamo dei rompiscatole. Ma questa volta i colleghi sono riusciti a farsi sentire, ed è un gran bene che sia accaduto.<br />
Le falde più superficiali sono inquinate, i valori di concentrazione di alcune sostanze sono molto superiori ai limiti di legge ed a quelli tecnicamente accettabili. Nessuno attinge a quelle falde per il rifornimento di acqua potabile, il che ci tranquillizza, ma in verità c'è un altro punto di vista: nessuno pompa da quella falda per bere perché è inquinata.<!--more--><br />
Ebbene, sotto i nostri piedi ci sono masse d'acqua dove viaggiano trielina e cromo VI. La trielina sappiamo tutti cos'è, si usa per smacchiare, sgrassa. Leggete la bottiglietta che avete in casa, c'è scritto che è tossica, ed è anche cancerogena. Il cromo VI cos'è? Una delle forme di questo metallo, particolarmente pericoloso se assorbito dal nostro organismo. Avete mai visto il film "Erin Brockovich - Forte come la verità"? E' un bel film con Julia Roberts che parla di come una comunità negli USA è riuscita a fare riconoscere i danni (terrificanti) prodotti dal Cr(VI) che un'industria scaricava nella loro zona. Vi farete una bella idea di cosa significherebbe berselo.<br />
Nessuna paura, questi inquinanti sono presenti in falde non usate per rifornire gli acquedotti. Però si usano per irrigare i campi. Interessante, quindi bisogna mangiare i prodotti di quei campi per avvelenarsi.<br />
Il problema è solo quello di prendere coscienza dello stato preoccupante delle nostre acque sotterranee, fra un mese nessuno ricorderà più nulla e questo è di per sé il dramma.<br />
La gestione del territorio produce queste situazioni. La vulnerabilità delle falde acquifere dovrebbe essere una delle prime preoccupazioni di chiunque gestisca un territorio come l'alta pianura friulana, dove qualunque cosa finisca sul suolo, viene rapidamente trascinata in falda dall'acqua delle piogge. Questa pianura è più permeabile di una spugna, non tiene nemmeno un po'. Ci ostiniamo a scaricare l'impossibile sul suolo, nel suolo, nelle acque superficiali, continuando a credere alla favola che le nostre industrie sarebbero svantaggiate fino a morire se dovessero depurare gli scarichi come la legge prevede. Chiudiamo gli occhi e tappiamo il naso, mentre le industrie crepano comunque per incapacità imprenditoriale. Ci ostiniamo ad arricchire di nitrati le falde spargento tonnellate di fertilizzanti su campi di mais che non stanno in piedi né economicamente né dal punto di vista colturale. Stiamo applicando modelli di sviluppo ottocenteschi, basati sull'irresponsabilità, gettando alle ortiche patrimoni incredibili di risorse naturali che, come l'acqua, sono essenziali.<br />
Non ditemi che non ci sono i controlli, perché i dati dell'ARPA parlano chiaro da anni, non ditemi che qualcuno deve fare qualcosa, aspettando che questo qualcuno sia ... qualcun altro, perché tutti noi siamo corresponsabili, non ditemi che non vi importa "tanto io sono di Udine bevo l'acqua che viene dalla falda di Nimis", la natura ed i sistemi idrici non ragionano, non sono fatti a nostra misura, non sono a nostra disposizione sempre e comunque.<br />
Il grido d'allarme lanciato oggi dalla prima pagina del giornale è solo l'ennesimo tentativo di fare capire ai cittadini ed ai politici come stanno le cose. Non stiamo parlando del sesso degli angeli, non si tratta di voli pindarici né di posizioni ambientaliste radicali. I colleghi stanno dicendo che le cose vanno male. Quando il medico ti dice che sei ammalato, tu gli chiedi la cura, vero? Bene, iniziamo a chiedere una cura seria per le nostre acque, nel nostro stesso interesse.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA["Ingen falder over bjerge. Det er de små sten, der får en til at snuble. Gå over alle de små sten på din vej, og du vil opdage, du har krydset bjerget"]]></title>
<link>http://leifcarlsen.wordpress.com/?p=2230</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 20:47:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Leif Carlsen</dc:creator>
<guid>http://leifcarlsen.it.wordpress.com/2008/05/05/citat-ingen-falder-over-bjerge/</guid>
<description><![CDATA[
Citat af anonym.
Klik her for at se flere anonyme citater.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Klik her for at se flere anonyme citater" href="http://leifcarlsen.wordpress.com/?s=citat%2Banonym" target="_self"><img class="alignnone size-full wp-image-2231" style="margin-top:3px;margin-bottom:3px;" src="http://leifcarlsen.wordpress.com/files/2008/05/anonym.jpg" alt="" width="450" height="125" /></a></p>
<p>Citat af anonym.</p>
<p>Klik <a title="Link til flere anonyme citater" href="http://leifcarlsen.wordpress.com/?s=citat%2Banonym" target="_self">her</a> for at se flere anonyme citater.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Alle Falde del Kilimangiaro e Ischia]]></title>
<link>http://passeggiandocolmiocane.wordpress.com/?p=190</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 13:57:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>passeggiandocolmiocane</dc:creator>
<guid>http://passeggiandocolmiocane.it.wordpress.com/2008/05/04/alle-falde-del-kilimangiaro-e-ischia/</guid>
<description><![CDATA[Nella puntata di oggi il reportage &#8220;Italia&#8221; è stato tutto dedicato a Napolie  dintorni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#000080;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:G5INhWNR1c-hiM:http://web.tiscalinet.it/museodelmare/fungo.JPG" alt="" width="126" height="87" />Nella puntata di oggi il reportage "Italia" è stato tutto dedicato a Napolie  dintorni, perchè la Campania è da visitare tutta, non è solo spazzatura (come ha detto la conduttrice Licia Colò) e non poteva mancare un passaggio nella mia bella ISOLA D'ISCHIA, per scoprire una Campania dalle tante meraviglie!!!  E di Ischia è stato mostrato quasi tutto in un veloce flash (in stile lavaggio del cervello): terme, mare, montagna e ... il simbolo.... il fugo di Lacco Ameno .... si vede che il Castello era in revisione e non disponibile.....   :-)</span></p>
<p><span style="color:#000080;">Cmq è stata una bellissima pubblicità per tutta la Campania e moltissimo anche per ISCHIA!!!!!!</span></p>
<p> </p>
<p><span style="color:#000080;">Thanks Kiss Me Kiss Me Licia!!!!</span></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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