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	<title>femminista &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/femminista/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "femminista"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 09:59:23 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ornella tribute to a Fighter!]]></title>
<link>http://bettybooks.wordpress.com/?p=50</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 15:09:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>bettybooks</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il consueto mercoLady &#8220;Sexyshock presenta&#8221;, di solito ogni secondo mercoledi&#8217; del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il consueto mercoLady "Sexyshock presenta", di solito ogni secondo mercoledi' del mese, si sposta a Giovedi' 15 maggio. Sexyshock, Mit, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Fuori Campo Lesbian Group e Antagonismo gay vi invitano a una serata per ricordare Ornella Serpa, una donna coraggiosa che non c'e' piu'.</p>
<p><strong></strong><strong>Giovedì 15 maggio dalle ore 19.30</strong> una serata per ricordare Ornella: proiezioni, letture e chiacchiere. Non una commemorazione, ma la voglia e l'esigenza di fare un piccolo di gesto, come molt@ in Italia hanno fatto e faranno, per rendere visibile e pubblico un percorso individuale e le tante imprese collettive ricche, importanti, conflittuali, articolate che lei ha attraversato. Ornella, insieme a tant@ altr@, si e' battuta per inventare nuovi diritti: esponente importante del movimento trans, attivista per i diritti delle sex workers, femminista, occupante di case, e molto altro.</p>
<p><strong>Proiezione: </strong><br />
la voce di Ornella in Ni Coupable, Ni Victime un video box realizzato durante le conferenza europea per i diritti delle <a href="http://www.sexworkeurope.org/site/">sex worker in Europa</a>.<br />
Il video si puo' acquistare da Betty&#38;Books oppure scaricare gratuitamente <a href="http://www.ngvision.org/mediabase/652">qui</a>.</p>
<p><a href="http://www.sexworkeurope.org/site/">qui</a> trovate la pagina di <strong>Liberazione</strong> dedicata a lei.</p>
<p>Mary Ornella Serpa (Italy), the indomitable sex worker rights activist passed away on 2 May 2008.</p>
<p>A tribute to Ornella was printed in Liberazione on 4 May , 2008 and is republished below (Italian).</p>
<p>Ornella's presence and participation at the European Conference on Sex Work, Human Rights, Labour and Migration (Brussels 2005) was unforgettable. Her sense of humour and her strength cannot be overlooked as she speaks on camera in "Ni Coupables, Ni Victimes", a video record of the Brussels conference.</p>
<p>Goodbye Ornella!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aldo e le donne]]></title>
<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/?p=146</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 20:39:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovannacosenza</dc:creator>
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<description><![CDATA[Aldo Busi (se non ti stanno simpatiche le sue moine pubbliche, non importa: pensalo come scrittore) ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="left"><strong>Aldo Busi</strong> (se non ti stanno simpatiche le sue moine pubbliche, non importa: pensalo come scrittore) a volte fotografa il mondo femminile con un disincanto che lascia senza fiato. Al contrario di quanto certuni pensano, non cade nella misoginia, anzi: di solito guarda le donne con tenerezza rabbiosa, come se volesse aiutarle e si sentisse troppo debole, da solo, per farcela. Mi pare un buon esempio - per quanto duro - di superamento degli <strong>steccati </strong>di cui <a title="I generi nell'orto" href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/03/18/i-generi-nellorto/" target="_blank">dicevamo ieri</a>.</p>
<p style="text-align:left;" align="left">Senti cosa scrive:</p>
<p style="text-align:left;" align="left">"Sempre più spesso mi soffermo a osservare come le donne siano manovrate dagli uomini, messe in posa, agghindate, pettinate, strattonate dai loro stessi <strong>fantasmi di virilità e di femminilità</strong> - dagli stessi fantasmi per entrambi chiamati realtà - che finiscono per concentrarsi nelle <strong>donne usate dalla pubblicità</strong>. Sono irreali, sembrano non avere altro piacere in testa che il pensiero di piacergli, di farsi comprare e incartare e portare a casa da un cliente. Quegli sguardi, remoti quanto sono ravvicinati i fianchi della loro vita, sembrano di occhi di manzo in scatola che dicono "Adottami, sono già addomesticata dal tuo immaginario, mi conformo appieno e sarò il tuo peluche. Puoi mettermi anche dei sottaceti negli orifizi come contorno e un carillon in bocca".</p>
<p style="text-align:left;" align="left">Eppure sarebbero esseri umani come me, perfino la Chiesa ha loro riconosciuto un'anima ormai da un paio di secoli, ma non c'è niente da fare, <strong>non hanno autonomia, non hanno fantasia, non hanno creatività</strong> le donne, su di loro anche la biancheria intima più elaborata e <em>femminile </em>denuncia che né l'hanno creata loro, le donne che la indossano, né messa in vendita loro: loro vi prestano solo il corpo, la marionetta dentro, il vero attaccapanni, e per questo ricevono un cachet, che finisce tutto nella biancheria intima dell'anima aggiunta, ovvero sostituita a quella originale di cui ancora nessuno al mondo sa niente, o in simili <strong>automatismi consumistici di un cervello consumato</strong>.</p>
<p style="text-align:left;" align="left">Siccome il cachet spesso non basta, suppliscono al resto con furbizia: la miseria che completa la loro definitiva rovina.</p>
<p style="text-align:left;" align="left">Le donne sono in tutto e per tutto i <strong>giocattolini animati di una società maschilista e infantile</strong>, i suoi animaletti compiacenti: le donne sono i veri <strong>animali-angeli da allevare per la macellazione</strong> in vista - e a vista.</p>
<p style="text-align:left;" align="left">Le donne nella pubblicità, e persino nella politica, non hanno nulla di umano perché non hanno nulla di veramente politico nemmeno in famiglia.</p>
<p style="text-align:left;" align="left">Osservo le donne condotte al macello per la cavezza del loro fatalismo storico e <strong>non mi do pace, non capisco davvero come possano accettare questo destino</strong> e collaborare affinché si abbatta su di loro una per una come se fosse una garanzia di vita pienamente vissuta sino al più roseo dei finali.</p>
<p style="text-align:left;" align="left">È  un roseo color sangue che colora - che sporca - tutta la società e i suoi progressi, tutti ai danni delle donne, vezzeggiate o sfruttate ma sempre per lo stesso fine: <strong>usarle come bestie da soma e come chimere da monta</strong>, e poi buttarle via.</p>
<p style="text-align:left;" align="left">Sarei impazzito dal terrore sia se avessi avuto un figlio sia se avessi avuto una figlia, io da solo non ce l'avrei mai fatta a cambiare in loro <strong>la solita storia del destino sociale del maschio e della femmina</strong>, non avrei potuto dormire la notte al pensiero che mio figlio potesse mai un giorno <strong>alzare la mano su una donna</strong> e che mia figlia non potesse far altro che <strong>parare il colpo</strong>, senza restituirlo - e sempre che riceverne uno dall'<strong>uomo-per-lei</strong> non sia la sua massima, e comune, aspirazione.</p>
<p style="text-align:left;" align="left">Niente rimpianti, Single senza prole: bisogna essere del tutto insensibili per mettere al mondo gente che, per bene che ti vada, o è un uomo o è una donna."</p>
<p style="text-align:left;" align="left">(Aldo Busi, <em>Manuale del perfetto single</em>, Mondadori, Milano, 2002, pp. 100-102).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I generi nell'orto]]></title>
<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/?p=143</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 23:05:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovannacosenza</dc:creator>
<guid>http://giovannacosenza.wordpress.com/?p=143</guid>
<description><![CDATA[Che tristezza, sono stufa. Siamo nel 2008 e ancora mi tocca vedere che dei problemi femminili e/o fe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Che tristezza, sono stufa. Siamo nel 2008 e ancora mi tocca vedere che dei problemi femminili e/o femministi e/o vetero/post/para-femministi sono sempre e solo le<strong> donne</strong> a occuparsi e preoccuparsi. Cose di donne, si dice. Mentre gli <strong>uomini</strong>, dal canto loro, parlano solo di cose maschili e/o maschiliste. Cose di uomini, appunto.</p>
<p align="left">E poi ci sono <strong>gay </strong>che pensano solo ai gay, <strong>lesbiche </strong>concentrate sulle lesbiche, e via dicendo. Ognuno nel suo orto, insomma. Se va bene, troviamo gay e lesbiche che mettono il naso dentro a orientamenti sessuali che non sono strettamente il loro, e allora parlano - per massima apertura - di <a title="LGBT" href="http://it.wikipedia.org/wiki/LGBT" target="_blank"><strong>LGBT</strong></a>, acronimo che sta per <strong>L</strong>esbiche, <strong>G</strong>ay, <strong>B</strong>isessuali, <strong>T</strong>ransgender. Col che dimenticano, fatalmente, che esistono pure gli eterosessuali.</p>
<p align="left">Spiega Wikipedia che della sigla LGBT "esistono molte varianti [...], ma LGBT è l'acronimo più comune ed è uno dei più accettati nell'uso corrente. Quando i transgender non sono inclusi nel riferimento, il termine viene abbreviato in <strong>LGB</strong>. Si potrebbero, inoltre, aggiungere due <strong>Q </strong>per <strong>Queer </strong>e <strong>Questioning </strong>(qualche volta abbreviato con un punto interrogativo) (<strong>LGBTQ</strong>, <strong>LGBTQQ</strong>); altre varianti sono diventate <strong>LGBU</strong>, dove <strong>U </strong>sta per <strong>Unsure </strong>(insicuro), e <strong>LGBTI </strong>dove <strong>I</strong> sta per <strong>Intersex</strong>; un'altra variante è <strong>T</strong> per <strong>Transessuale</strong><strong> </strong>(<strong>LGBTT</strong>), un'altra è <strong>T</strong> (o <strong>TS</strong> o il numero 2) per persone con <strong>Two-Spirit</strong> (due spiriti), e una <strong>A </strong>per <strong>straight Allies</strong> (<strong>LGBTA</strong>). Una sua forma completa è <strong>LGBTTTIQQA</strong>, sebbene sia molto raro. La rivista <em>Anything That Moves</em> ha coniato l'acronimo <strong>FABGLITTER</strong> (da <strong>F</strong>etish, <strong>A</strong>llies, <strong>B</strong>isessuale, <strong>G</strong>ay, <strong>L</strong>esbica, <strong>I</strong>ntersex, <strong>T</strong>ransgender, <strong>T</strong>ransexual <strong>E</strong>ngendering <strong>R</strong>evolution). Il termine non è entrato, comunque, nell'uso comune. I termini <strong>transessuale </strong>e <strong>intersex </strong>sono considerati da un certo numero di persone unificabili con l'espressione <strong>transgender</strong>, anche se molti transessuali e intersex obbiettano (entrambi per diverse ragioni)".</p>
<p align="left">A quanto pare, anche in questo variegato mondo i confini fra gli orti sono contesi.</p>
<p align="left">Eppure, come dicevo <a title="Non solo donne per le donne" href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/02/19/non-solo-donne-per-le-donne/" target="_blank">qualche settimana fa</a>, mi piacerebbe che gli uomini (leggi: maschi eterosessuali) scendessero in piazza per risolvere i problemi della donne (leggi: femmine eterosessuali); ma anche i gay (maschi omosessuali) e i trans dovrebbero lottare per i diritti delle donne; mentre queste potrebbero ricambiare occupandosi di LGBT e - perché no? - di andropausa e ansia da prestazione maschile.</p>
<p align="left">Lo so, la faccenda è più complicata e non si possono mettere sullo stesso piano andropausa e diritti delle donne. Né si può dimenticare l'arroganza media con cui la presunta normalità eterosessuale guarda il resto del mondo. Ma era per dire: non è che tutte queste distinzioni ci stanno facendo trascurare il vecchio e caro concetto di <strong>persona</strong>?</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[9 gennaio 1908 - SIMONE DE BEAUVOIR]]></title>
<link>http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/2008/01/09/9-gennaio-1908-simone-de-beauvoir/</link>
<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 00:24:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>almanaccodelgiorno</dc:creator>
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<description><![CDATA[cento anni fa nasceva Simone de Beauvoir scrittrice, filosofa e femminista francese del secolo scor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-196" href="http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/2008/01/09/9-gennaio-1908-simone-de-beauvoir/196/" title="16648047_500.jpg"></a>cento anni fa nasceva </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simone_de_Beauvoir"><strong>Simone de Beauvoir</strong></a> scrittrice, filosofa e femminista francese del secolo scorso.</p>
<p><img border="0" width="300" src="http://jetztimg.sueddeutsche.de/upl/images/user/monfiwi/509003.jpg" height="404" /></p>
<p>Studiò alla Sorbona, dove nel 1929 ottenne "l'agrégation" (idoneità) in filosofia e dove incontrò colui che, senza matrimonio né convivenza, sarebbe diventato il compagno della sua vita, il filosofo esistenzialista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Paul_Sartre" title="Jean-Paul Sartre">Jean-Paul Sartre</a>.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-196" href="http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/2008/01/09/9-gennaio-1908-simone-de-beauvoir/196/" title="16648047_500.jpg"><img src="http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/files/2008/01/16648047_500.jpg" alt="16648047_500.jpg" /></a></p>
<p>Sono, questi, gli anni in cui conosce <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurice_Merleau-Ponty" title="Maurice Merleau-Ponty">Merleau-Ponty</a>, Levy-Strauss, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raymond_Aron" title="Raymond Aron">Raymond Aron</a>, Paul Nizan.</p>
<p><img border="0" width="478" src="http://www.pernondimenticare.net/images/foto19.jpg" alt="movimento femminista" height="318" /> </p>
<p>Simone de Beauvoir è considerata la madre del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Femminismo" title="Femminismo">movimento femminista</a>, nato in occasione della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contestazione" title="Contestazione">contestazione studentesca</a> del maggio 1968, che seguirà con partecipazione e simpatia.</p>
<p>Gli anni settanta la vedono fervidamente <strong>in prima linea in varie cause del progresso civile: la </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dissidenti_sovietici" title="Dissidenti sovietici"><strong>dissidenza sovietica</strong></a><strong>, il </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitti_arabo-israeliani" title="Conflitti arabo-israeliani"><strong>conflitto arabo-israeliano</strong></a><strong>, l'aborto, il Cile, la donna</strong> (è presidentessa dell'associazione "Choisir " e della Lega dei diritti della donna).</p>
<p><img border="0" width="209" src="http://www.memo.fr/Media/Beauvoir_Simone.jpg" height="300" /></p>
<p>Nell'ultimo periodo della sua vita, Simone de Beauvoir affronta con coraggio un altro problema sociale, quello della vecchiaia, cui dedica un importante saggio, <i>La Terza Età</i> (1970).</p>
<p>Nel 1981, in occasione della morte di Sartre, scrisse <i>La cerimonia degli addii</i> (<i>La Cérémonie des adieux</i>), cronaca degli ultimi anni del celebre pensatore.</p>
<p>fonte Wikipedia</p>
<p><a href="http://almanaccodelgiorno.wordpress.com/2007/10/22/32/">già L'almanacco su Sartre</a></p>
]]></content:encoded>
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