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	<title>ferro-e-fuoco &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/ferro-e-fuoco/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ferro-e-fuoco"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 06:35:02 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ferro e Fuoco di Omar Di Monopoli]]></title>
<link>http://jjjohn.wordpress.com/?p=36</link>
<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 13:00:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>jjjohn</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Che cazze vulìte a càse mije? berciò isterica una figuretta cionca, avanzando a fatica nella pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Che cazze vulìte a càse mije? berciò isterica una figuretta cionca, avanzando a fatica nella pece. Il giovane ne riconobbe la tonalità rabbiosa della voce. Vestita d’una sottana inconsistente, la vecchia s’avvicinava zoppicando, le ciabatte scricchiolanti sui sedimenti del terriccio, un fucile da caccia ancora fumante in mano. Se la ritrovò a pochi passi, arcigna e inospitale come un fantasma bellicoso.<br />
Sono Andrej, signora, piagnucolò il romeno restando a terra e cercando di apparire il più innocuo possibile, sai chi sono, io lavorato qui per conto di figlio di te, oggi!<br />
Ah, squillò la vecchia con voce impastata, tenendogli l’arma puntata addosso, si’ une de quìlle kernùte d’africane! L’avevo detto, ije, che sìte tutte ‘na massa de latrùne!»</em></p>
<p><a href="http://www.isbnedizioni.it/index.php?p=edizioni_libro&#38;book=83&#38;type=1"><img class="alignleft size-medium wp-image-37" src="http://jjjohn.wordpress.com/files/2008/07/ferro_fuoco.jpg?w=119" alt="" width="119" height="160" /></a>Nel cuore di un’estate infernale, scandita da devastanti incendi dolosi, la quotidiana prigionia degli immigrati di un campo di raccolta dei pomodori è scossa da un mistero: chi ha massacrato Mariehla, la bellissima ragazza rumena scelta come amante dal boss della zona, il Pellicano? È stato Kazim, il turco, come tutti credono?<br />
Dopo <a href="http://www.isbnedizioni.it/index.php?p=edizioni_libro&#38;book=46&#38;type=1">Uomini e cani</a> torna, ancora più violento e serrato, il western pugliese di Omar Di Monopoli.<br />
Il racconto di una terra satura e polarizzata, un paesaggio di miseria e di prevaricazione in cui gli uomini si dividono tra chi comanda e chi obbedisce. <a href="http://www.isbnedizioni.it/index.php?p=edizioni_libro&#38;book=83&#38;type=1">Ferro e fuoco</a> è il romanzo della fuga e della caccia, della vendetta e del tradimento. Attraverso il suo stile inconfondibile, ricercato e asciutto al tempo stesso, Omar Di Monopoli racconta il disastro morale di un’Italia impaurita, feroce e razzista. La schiavitù esiste, a nostro vantaggio, tra il consenso di molti e l’indifferenza di tutti.<br />
(dal sito dell’editore <a href="http://www.isbnedizioni.it/index.php?p=8">ISBN Edizioni</a>)</p>
<p><a href="http://omardimonopoli.blogspot.com/">Omar Di Monopoli</a> (1971) vive e lavora in Puglia, a Manduria.<br />
Nel 2007 ha pubblicato con Isbn il romanzo Uomini e cani.<br />
Vincitore del Premio <em>Opera Prima Edoardo Kihlgren 2008</em>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Appena letto: "Ferro e fuoco"]]></title>
<link>http://lacasadeigiochi.wordpress.com/2008/07/10/ferro-e-fuoco/</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 16:33:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>corrado</dc:creator>
<guid>http://lacasadeigiochi.it.wordpress.com/2008/07/10/ferro-e-fuoco/</guid>
<description><![CDATA[Secondo libro di Omar Di Monopoli, già autore del bellissimo &#8220;Uomini e cani&#8221;.
Con stile]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo libro di Omar Di Monopoli, già autore del bellissimo "Uomini e cani".</p>
<p>Con stile narrativo inalterato, <a href="http://www.isbnedizioni.it/index.php?p=edizioni_libro&#38;book=83&#38;type=1">"Ferro e fuoco"</a> racconta una storia che si svolge nella Capitanata, fra clandestini assoldati (sfruttati) per la raccolta dei pomodori,nella rappresentazione western di una società quasi feudale, dove chi è più in alto ha diritto di vita e di morte su chi è sottoposto.</p>
<p>I paesaggi sono quelli soliti delle campagne bruciate dal sole e spazzate dal vento, ma stavolta sfondo di una comunità multietnica in cui i rapporti in qualche caso sono forse rappresentati con una certa superficialità.</p>
<p>Ma non è nella descrizione di complesse psicologie, o di delicati sentimenti che Omar Di Monopoli da il meglio si sé, anzi. I suoi personaggi non pensano molto: agiscono, piuttosto. Picchiano, sparano, uccidono, scappano, scopano. L'unica cosa che sembra guidarli è l'affermazione del proprio potere,o lo spirito di sopravvivenza. E nello sguardo cinico e disincantato con cui i personaggi sono "mossi" dall'autore sta buona parte del fascino del libro, come del precedente. La trama funziona, l'intreccio è svolto con abilità e fino alla fine riserva sorprese ben costruite. Ma la brevità del romanzo, la cronica asciuttezza delle descrizioni dei personaggi, le tonalità *pulp* di certe scene, la presenza di alcuni temi ricorrenti (i cani, il paesaggio, il linguaggio) rischiano di rendere il romanzo di Di Monopoli forse un po' di genere.</p>
<p>E come spesso succede, meno riuscito del precedente.</p>
<p>
<img src="http://lacasadeigiochi.files.wordpress.com/2008/07/copertineferroefuoco.jpg" width="358" height="480" alt="copertine.ferroefuoco.jpg" /></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Tra ferro e fuoco!]]></title>
<link>http://milanoromatrani.wordpress.com/2007/11/12/tra-ferro-e-fuoco/</link>
<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 15:41:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>lecoincidenzenonesistono</dc:creator>
<guid>http://milanoromatrani.it.wordpress.com/2007/11/12/tra-ferro-e-fuoco/</guid>
<description><![CDATA[ROMA. Capitano quelle sere paradossali. Cioè, epocali.
Quelle sere in cui tutto quello che conoscia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#3366ff">ROMA. Capitano quelle sere paradossali. Cioè, epocali.</font></p>
<p><font color="#3366ff">Quelle sere in cui tutto quello che conosciamo, per come lo conosciamo, sembra sia arrivato al capolinea. Che stia finendo per ricominciare stravolto, rivoluzionato. Quelle sere in cui succede qualcosa che - lo senti - farà cambiare un pezzo di mondo, se non proprio tutto. Scorci di storia.</font></p>
<p><font color="#3366ff">E se queste sere non le vivi sul posto, perchè sei uno della periferia, e le<em> cose grosse</em> succedono solo a Roma, al massimo a Milano va', almeno le percepisci e le sperimenti (a te pare) grazie alla televisione, la radio, il computer, il telefonino. La rivoluzione negli elettrodomestici. La due cavalli è roba vecchia. Figa, ma vecchia.</font></p>
<p><font color="#3366ff">E quando la vivi in questo modo, e senti:<em> Roma/Parigi/altra città grossa messa a ferro e fuoco! </em>credi che sia davvero così che stanno andando le cose, anzi forse molto peggio, chè si sa che alla tele non dicono tutto quello che succede per motivi di sicurezza o perchè le cose manco le sanno poi così bene, oh diciamocelo, chi avrebbe il coraggio di rischiare la vita in mezzo al ferro, e al fuoco (una mezza riflessione che fai, ma su cui non ti soffermi ed è un peccato, perchè gli sprechi d'intuito sono imperdonabili).</font></p>
<p><font color="#3366ff">Vedi i bagliori del ferro, senti il calore del fuoco. Pericoloso, ma così rassicurante. Vagheggi, fantastichi, ti sembra di leggere i titoli delle prime pagine del giorno dopo. Pensi davvero che Roma, tutta Roma, sia in preda alla guerriglia, alla follia delle scene fotocopia che sapresti riprodurre senza copione.  Ed è un'idea che rischia di portarsi in dote un piacere sottile: quello di sentirsi in fondo parte di qualcosa, da raccontare ai nipotini, ma - grazie al cielo - senta stare lì in mezzo a prendersi le botte. Tanto meno il ferro o il fuoco.</font></p>
<p><font color="#3366ff">Ricacci indietro questo pensiero, mentre apparecchi la tavola, restando comunque sulle spine. Anche perchè c'è il caso che ti preoccupi seriamente per la gente che ci vive lì, dove stasera, al posto dei monumenti e delle cartoline e dei palazzi e dei souvenir c'è il ferro, e il fuoco!</font></p>
<p><font color="#3366ff">Non pensi che in una città enorme, davvero non sai quanto, anche tutto il ferro e il fuoco di una sera non bastino a cambiare le cose. <em>Ma neanche un po'</em>. Non rifletti sul fatto che in uno spazio cosi vasto, e caotico, pure l'urlo di centinaia di migliaia di persone a malapena ce la fa a superare il fiume. Sei preoccupato, cazzo, certo che non ci pensi. Temi per chi ami, sotto al ferro, in mezzo al fuoco. Non sai che una guerriglia urbana che stravolge i palinsesti, fa indignare i politici e sgomenta i genitori, spesso fa più rumore da te, negli echi da pianerottolo di palazzo di cittadina di periferia di Sud Italia,  che dove la guerriglia c'è davvero. Dove si stanno ammazzando <em>nel-vero-senso-della-parola</em>, eh!</font></p>
<p><font color="#3366ff">Non immagini che, durante la guerriglia, ci siano parecchi concittadini dei guerriglieri, intenti a difendersi dalle tentazioni di un happy hour. Distratti (cinici?) luogotenenti della superificie. Presidiano gli aperitivi e assaltano gli stuzzichini. E della guerriglia nel quartiere affianco ne sanno meno di te.</font></p>
<p><font color="#3366ff">Che non vivrai a Roma, certo, ma sei uno che si informa! </font></p>
<p><font color="#3366ff">O non sospetti che, magari, nella città grossa, c'è un provinciale come te. In mezzo al ferro e al fuoco. Che tutto quello che riesce a fare è chiedersi in continuazione: <strong>ma perchè?</strong></font></p>
<p><font color="#3366ff">Che gente, questi provinciali!</font></p>
<p><font color="#3366ff">Non avevo sbagliato all'inizio. Volevo dire paradossali.</font></p>
<p><em><font color="#3366ff">Ciao Gabbo!</font></em></p>
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