<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>finanziarie &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/finanziarie/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "finanziarie"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 07:46:54 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://officath.wordpress.com/2008/07/14/5/</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 14:00:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>officath</dc:creator>
<guid>http://officath.it.wordpress.com/2008/07/14/5/</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<br />
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mutui Usa, il governo ]]></title>
<link>http://softwbergo.wordpress.com/?p=6</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 13:57:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>softwbergo</dc:creator>
<guid>http://softwbergo.it.wordpress.com/2008/07/14/mutui-usa-il-governo/</guid>
<description><![CDATA[Washington - Si teme la reazione a catena. Giù, una via l&#8217;altra, come dei birilli. D&#8217;al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Washington - Si teme la reazione a catena. Giù, una via l'altra, come dei birilli. D'altra parte il crash della IndyMac (una delle principali casse di risparmio americane specializzate in mutui e con asset per 32  miliardi di dollari) aveva reso la crisi sempre più palpabile. Ovvia, quindi la decisione del Dipartimento del Tesoro<br />
statunitense che ha varato un piano in tre fasi per il salvataggio di<br />
Fannie Mae e Freddie Mac, le agenzie semigovernative che erogano<br />
mutui a tassi agevolati. Ad annunciarlo il Segretario Henry<br />
Paulson, in attesa che il Congresso dia il via libera<br />
all’operazione.</p>
<p>Il piano del Tesoro Fed e Tesoro hanno steso un piano di contenimento affiché non si ripeta il collasso della IndyMac Bank.  Si torna indietro nel tempo. A quegli anni Settanta, quando il presidente Roosvel fu costretto a un intervento pubblico per far fronte alla grande depressione. Oggi i timori sono gli stessi. E il Tesoro scende in campo con un piano in tre tempi. Come prima fase, verranno create delle nuove linee di credito<br />
dalle quali le agenzie potranno prelevare in prestito dei fondi;<br />
inoltre il Tesoro, in caso di necessità, potrebbe acquistare<br />
parte del capitale sociale delle due compagnie. Infine, la<br />
Federal Reserve avrebbe un ruolo "consultivo" nello stabilire le<br />
richieste di capitale delle due agenzie.</p>
<p>L'intervento della Fed La stessa Federal Reserve ha annunciato di voler aprire una linea<br />
di credito agevolato per le due aziende, che pagherebbero un<br />
interesse del 2,25%, identico a quello praticato nei confronti<br />
delle banche commerciali e delle grandi corporation. <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276052</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli italiani travolti dai debiti.]]></title>
<link>http://ilnaufrago.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 12:54:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilnaufrago</dc:creator>
<guid>http://ilnaufrago.it.wordpress.com/2008/05/31/gli-italiani-travolti-dai-debiti/</guid>
<description><![CDATA[
Ormai la triste realtà dell&#8217;esplosione dell&#8217;inflazione e dell&#8217;erosione drammatic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-101" src="http://ilnaufrago.wordpress.com/files/2008/05/debiti.jpg" alt="" width="400" height="306" /></p>
<p style="text-align:justify;">Ormai la triste realtà dell'esplosione dell'inflazione e dell'erosione drammatica del potere d'acquisto dei salari non è più un tabù per gli organi di informazione. Complice anche l'aumento dei tassi d'interesse che fa lievitare la rata del mutuo, ormai fare quadrare i conti a fine mese è sempre più arduo, per non dire impossibile. Risultato finale: l'esplosione dell'indebitamento delle famiglie italiane. Al di là degli aridi dati ufficiali, il moltiplicarsi delle varie finanziarie e delle sempre più diversificate possibilità di accedere al credito al consumo sono una significativa cartina al tornasole della traballante situazione economica degli italiani. Ieri mentre passeggiavo in un centro commerciale ho preso un giornale di annunci gratuiti. La prima pagina era letteralmente ricoperta dalla pubblicità di finanziarie che propongono prestiti, neanche regalassero i soldi. In un angolo faceva bella mostra l'annuncio di un operatore che proponeva l'acquisto in contanti di oro. Tra poco si potranno vendere anche le mutande...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MUTUI, I CONSUMATORI «NON CI SONO RISPARMI» ]]></title>
<link>http://calcolarataprestito.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 07:27:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>calcolarataprestito</dc:creator>
<guid>http://calcolarataprestito.it.wordpress.com/2008/05/23/mutui-i-consumatori-%c2%abnon-ci-sono-risparmi%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[http://digilander.libero.it/rinegoziareilmutuo/



Nuova rinegoziazione firmata Abi-Governo: vantagg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testo_art_big"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><a href="http://digilander.libero.it/rinegoziareilmutuo/">http://digilander.libero.it/rinegoziareilmutuo/</a></span></span></p>
<div></div>
<p><span class="testo_art_big"></p>
<div class="sommario">
<div class="ln"><strong>Nuova rinegoziazione </strong><strong>firmata Abi-Governo: </strong><strong>vantaggi e svantaggi</strong></div>
</div>
<p> </p>
<p></span></p>
<p><span class="testo_art_big"><span>Le possibilità per migliorare le condizioni di un mutuo già sottoscritto si allargano. La convenzione firmata dal Governo e dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana, - inclusa nel decreto fiscale pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale - rappresenta, difatti, un’opzione in più per chi vuole alleggerire il peso della rata. Dai calcoli effettuati da <span style="font-style:normal;"><span style="font-style:italic;">MutuiOnline.it</span> emerge, però, </span>che sul mercato si possono trovare anche soluzioni più convenienti per affrontare il caro-mutuo.<br />
</span><span><span style="font-weight:bold;">La nuova rinegoziazione.</span> L’accordo prevede che le banche aderenti propongano ai clienti con un mutuo a tasso variabile di ristrutturarlo in modo tale da ridurre l’importo della rata. Il mutuo, in sostanza, si trasforma in un variabile a rata costante. Vale a dire che il soggetto pagherà per tutta la durata residua sempre la stessa rata. L’eventuale differenza tra l’importo delle nuove rate e quello che il mutuatario avrebbe dovuto pagare viene accantonata in un conto accessorio su cui maturano interessi passivi (calcolati sulla base del tasso Irs a 10 anni maggiorato dello 0,50%). La somma di tali interessi verrà rimborsata con rate aggiuntive (aumenta quindi la durata pattuita). Non comportando un risparmio effettivo ma traducendosi in una dilazione di pagamento «tale soluzione - secondo <span style="font-style:italic;">MutuiOnline.it</span> - appare idonea principalmente per i consumatori in difficoltà con il rimborso del mutuo e con limitato accesso, anche per eventuali problemi di credito, alle offerte di altre banche».<br />
</span><span><span style="font-weight:bold;">Surroga.</span> In teoria può risultare più conveniente provare a rinegoziare il contratto con la stessa banca a condizioni migliori o spostare il mutuo presso una banca che applica un tasso più basso (attraverso la surroga). Ad esempio, chi oggi paga uno spread dell’1,5%, trasferendo il mutuo in un istituto di credito che calcola un ricarico dello 0,90%, pagherebbe, ai tassi attuali (Euribor 1 mese al 4,37%) su un mutuo ventennale di 100mila euro, 64.200 euro di interessi anziché i 72.500 previsti dal contratto originario, e ridurrebbe la rata da 719 a 684 euro. Se optasse, invece, per la rinegoziazione risultante dall’accordo Abi-Governo pagherebbe sì una rata inferiore (620 euro) a fronte, però, di una quota interessi di 93.400 euro conseguente all’allungamento di sei anni del piano di rimborso iniziale.</span></span></p>
<div><span class="testo_art_big"></span></div>
<p><span class="testo_art_big"><span></p>
<div class="doc">
<div class="titolo">
<div class="ln"><strong>Cosa prevede l’accordo</strong></div>
</div>
</div>
<div class="p"><span style="letter-spacing:0.01em;">La convenzione firmata dall’Abi e il Governo prevede che le banche aderenti diano la possibilità ai clienti con un mutuo a tasso variabile di rinegoziarlo, dal 1° gennaio 2009, a tali condizioni:<br />
</span><span>- il tasso diventa fisso (calcolato sulla media dei tassi applicati ai sensi del contratto nel 2006);<br />
</span><span>- la differenza tra l’importo delle nuove rate e quello che il mutuatario avrebbe dovuto pagare va in un “conto accessorio”. Se quando si finisce di pagare le rate, da questo conto risulta un importo a debito, il cliente dovrà rimborsare la banca. In questo caso si allunga la durata del mutuo.<br />
</span></div>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<p><span class="testo_art_big"><span><span style="margin-top:4pt;"><span style="margin-top:0;font-weight:normal;font-family:'HelveticaNeue BlackCond';"><strong>Spread:</strong></span><span style="margin-top:0;"> margine di guadagno applicato dalle banche sui mutui. Si somma all’Euribor per determinare gli interessi di prestiti a tasso variabile, all’indice Irs per quelli a tasso fisso.</span><br />
</span><span style="margin-top:0;"><span style="font-weight:normal;font-family:'HelveticaNeue BlackCond';"><strong>Rinegoziazione:</strong></span> operazione con cui si ridefiniscono con la stessa banca le condizioni del mutuo.<br />
</span><span style="margin-top:0;"><span style="margin-top:4pt;font-weight:normal;font-family:'HelveticaNeue BlackCond';"><strong>Surroga:</strong></span><span style="margin-top:4pt;"> atto con cui si sposta il mutuo presso un altro istituto. Prevede che un debitore possa trasferire senza spese l’ipoteca iscritta a garanzia di un vecchio mutuo (portabilità). È possibile modificare il tipo di tasso, lo spread e la durata.</span><br />
</span></span></span></p>
<p><span class="testo_art_big">notizia tratta da : Vito Lops <span style="font-weight:normal;font-style:italic;">http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com</span> </span></p>
<div><span class="testo_art_big"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Il governo «ha sbandierato un accordo con l'associazione delle banche prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro all'anno per 1.250.000 famiglie circa. Peccato che la notizia sia falsa»: lo afferma l'Aduc in una nota. «Nel comunicato dell'Abi - spiega l'associazione - si legge che l'accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: si concede un ulteriore finanziamento (a tassi abbastanza agevolati: l'Irs decennale più lo 0,5%). Le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunché, ma pagheranno ulteriori interessi. Il forte sospetto è che questa operazione sia un ulteriore tentativo di bloccare le surroghe che sono, invece, un vero risparmio per i mutuatari (e quindi un costo per le banche). In questi anni gli spread di mercato applicati ai tassi (fissi o variabili) dei mutui sono molto diminuiti. Sostituire un mutuo oggi implica, quasi sempre, avere uno spread più basso. Con la negoziazione-beffa proposta dal governo e dalla banca si applicherebbe lo stesso spread. Questa operazione consentirebbe alle banche di non perdere i vecchi mutui (tanto remunerativi per loro e tanto costosi per i clienti). Crediamo sia sintomatico che il Governo non abbia deciso di dare attuazione (manca ancora lo specifico decreto) a quanto già previsto in materia nella Finanziaria 2008, cioè la sospensione di alcune rate da pagare quando si è in difficoltà».<br />
«La rinegoziazione proposta dal governo e dall'Abi - prosegue la nota - può essere utile a chi è in difficoltà a pagare le rate aumentate (e non troverebbe alcuna soluzione migliore nel mercato), per cui è meglio bloccare la rata ai tassi del 2006, anche se questo implica un aumento degli interessi da pagare. Chi è in grado di pagare il vecchio mutuo a tasso variabile (o può accedere ad una surroga con tassi migliorati) è bene che non faccia questa rinegoziazione perchè non risparmia niente, anzi aumenta gli interessi da dare alla banca». Insomma, conclude l'Aduc, «ci dispiace dirlo, ma sul fronte della tutela degli utenti bancari, il governo è partito male».<br />
Critico anche il Movimento per la difesa del cittadino. «L'annuncio fatto ieri dal ministro Tremonti di un accordo con l'Abi per un ripensamento dei tassi sui mutui a tasso variabile rischia di configurare un accordo di cartello che è bene che l'Antitrust metta sotto osservazione», sostiene l'associazione. «Invece di rafforzare ed eventualmente semplificare le norme sulla portabilità dei mutui volute da Bersani - spiega Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino - il Governo e l'Abi scelgono di "congelare" i clienti mutuatari nell'istituto bancario di appartenenza. Viene così ad essere vanificata qualsiasi logica di competizione e di mercato che era alla base dei provvedimenti sulla portabilità. Secondo quanto previsto dall'accordo Governo-Abi, infatti, il mutuatario non potrà scegliere proposte di altri istituti bancari che gli offrono tassi più convenienti, con un immediato e permanente risparmio, ma torna provvisoriamente ai livelli delle rate 2006 salvo poi pagare alla scadenza del mutuo differenze di interessi che potrebbero allungare per anni la durata del mutuo stesso».</p>
<div><span class="testo_art_big"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><strong>L'INTESA CON L'ABI </strong>La misura a favore delle famiglie con mutuo a tasso variabile potrebbe riguardare un esercito di circa 1,25 milioni di nuclei familiari che - sulla base di un mutuo ventennale da 80.000 euro - dovrebbero risparmiare circa 850 euro l'anno ciascuna. A spiegarlo è l'Abi in una nota relativa alla convenzione tra l'associazione bancaria italiana ed il Ministero dell'Economia per «le famiglie in difficoltà», annunciata ieri al termine del Cdm.<br />
Nei suoi punti essenziali, quindi, il provvedimento prevede che, per chi accede alla rinegoziazione, il mutuo diventa a rata fissa, il cui importo è quello pagato in media nel 2006, mentre la durata resta inizialmente invariata e il suo eventuale allungamento dipenderà dall'andamento dei tassi di interesse. «L'iniziativa - ha dichiarato il presidente dell'Abi, Corrado Faissola - viene incontro a quelle famiglie che si sono trovate in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo dopo i rialzi dei tassi di interesse decisi dalla Bce dalla fine del 2005». Questo provvedimento, che si aggiunge alla «attività molto consistente di rinegoziazione dei mutui» avviata dalle banche già dal 2007, «sarà possibile estendere ad una più ampia platea di famiglie l'opportunità di ricorrere alla rinegoziazione con un'unica procedura, semplice e trasparente. La Convenzione è la prima conferma dell'impegno fattivo che abbiamo annunciato al Governo per contribuire alla ripresa del Paese e della sua economia».<br />
La Convenzione, spiega la nota, sarà stipulata entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge varato oggi dal Cdm, riguarda i mutui a tasso variabile stipulati anteriormente al primo gennaio 2007 e, di fatto, consentirà di «ridurre e stabilizzare l'importo delle rate da corrispondere fino alla data di originaria scadenza del prestito».<br />
Scendendo nei dettagli tecnici, l'Abi spiega che «la rinegoziazione comporta la riduzione dell'importo delle rate del mutuo a cominciare da quelle che andranno a scadere dopo 90 giorni decorrenti dalla data della rinegoziazione. La nuova rata sarà calcolata applicando all'importo originario del mutuo il tasso di interesse contrattuale medio del 2006». Allo stesso tempo, «la differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall'atto di rinegoziazione è addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso IRS a dieci anni, riferito alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 (dunque tasso fisso)».<br />
Infine, «non ci sarà bisogno di ulteriori garanzie da parte del cliente oltre quelle già previste per il mutuo oggetto di rinegoziazione». Per quanto riguarda la scadenza del mutuo rinegoziato, spiega l'associazione bancaria, «se nel tempo che va dal momento della rinegoziazione alla scadenza i tassi di interesse sono mediamente saliti o non sufficientemente diminuiti, la durata del mutuo verrà automaticamente estesa - sempre con la medesima rata fissa - per il periodo sufficiente a rimborsare l'eventuale finanziamento accessorio». Se invece «durante la vita del mutuo rinegoziato i tassi di interesse scendono in misura superiore al beneficio già acquisito con il passaggio alla rata fissa, il beneficio legato al nuovo tasso verrà riconosciuto attraverso il ritorno ad una inferiore rata variabile come prevista dal mutuo originario».</span></span></div>
<p></span></span></div>
<p><span class="testo_art_big"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"><span class="testo_art_big"><span style="font-size:small;font-family:Arial;"> </p>
<p></span></span></span></span></p>
<p> </p>
<p><span class="testo_art_big"><span style="font-size:small;font-family:Arial;">notizie tratta da <a href="http://www.leggo.it/">http://www.leggo.it/</a></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Difendiamo le nostre caselle postali!]]></title>
<link>http://guerrigliaurbana.wordpress.com/2007/11/17/difendiamo-le-nostre-caselle-postali/</link>
<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 19:29:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>docpap</dc:creator>
<guid>http://guerrigliaurbana.it.wordpress.com/2007/11/17/difendiamo-le-nostre-caselle-postali/</guid>
<description><![CDATA[Non ne potete piu&#8217; di trovarvi la casella di posta piena di lettere/volantini di finanziarie/b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://images.jupiterimages.com/common/detail/47/35/23423547.jpg" alt="Cassetta postale" align="left" border="0" height="223" hspace="10" vspace="10" width="250" />Non ne potete piu' di trovarvi la casella di posta piena di lettere/volantini di finanziarie/banche che vi offrono prestiti ad un tasso "super vantaggioso cui non e' possibile dire di no"?</p>
<p>Bene, vedo che non sono il solo.</p>
<p>Soluzione? Combattiamoli con le loro armi: <strong>v</strong><strong>ogliono i nostri soldi, prendiamogli i loro</strong>.</p>
<p>Come? Le lettere delle finanziarie (spesso) cotengono:</p>
<p>- un prospetto informativo "generale"<br />
- un invito a contattarli per ricevere informazioni piu' dettagliate<br />
- una busta pre-affrancata</p>
<p>BANG! <strong>Ecco la nostra arma: la busta pre-affrancata</strong>.</p>
<p><strong>Non dobbiamo fare altro che prendere il loro prospetto, strapparlo in due, metterlo nella busta, chiuderla e spedirla</strong>.</p>
<p>In questo modo la finanziaria/banca in oggetto ha appena speso 60 centesimi di euro (il costo dell'affrancatura) in cambio di un pugno di mosche.</p>
<p>Facciamolo in tanti, facciamolo TUTTI! <strong>Solo rendendo anti-economica la loro iniziativa pubblicitaria potremo spingerli ad interromperla</strong>!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le società finanziarie aiutano ad indebitarsi]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2007/11/10/le-societa-finanziarie-aiutano-ad-indebitarsi/</link>
<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 18:39:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>karalis</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.it.wordpress.com/2007/11/10/le-societa-finanziarie-aiutano-ad-indebitarsi/</guid>
<description><![CDATA[La situazione economica del nostro paese, come sappiamo, non è delle più floride; disoccupazione, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La situazione economica del nostro paese, come sappiamo, non è delle più floride; disoccupazione, pensioni sociali e stipendi bassi, tasse e in generale un costo della vita elevato. Molti sono spesso costretti a ricorrere a dei finanziamenti per far fronte a delle spese impreviste o più semplicemente per levarsi uno sfizio. La cosa è molto facile considerando che ultimamente sono "spuntate" tante società finanziarie.</p>
<p align="justify">Ciò che non sopporto di queste finanziarie è la loro sfacciata tendenza a presentarsi come buoni samaritani quando invece non fanno altro che aiutare le persone ad indebitarsi!</p>
<p align="justify">Continuamente veniamo bombardati da pubblicità che incitano le persone a soddisfare tutti i loro capricci ricorrendo a un finanziamento. Ti propongono una mini rata, tanto piccola da fare tenerezza e poi ti ritrovi a pagarle per lunghissimi periodi, con l’aggiunta di interessi che superano di gran lunga l’importo finanziato. Addiritura alcune grosse catene di elettrodomestici propongono sconti sull’acquisto con finanziamento piuttosto che con il pagamento in contanti.</p>
<p align="justify">Una volta sottoscritto il finanziamento, non ancora soddisfatti, iniziano a tempestare il malcapitato di telefonate da parte di gentilissimi operatori i quali, dopo averti coperto di lusinghe per la puntualità dei pagamenti, ti propongono un’eccezionale trattamento di favore per un nuovo finanziamento, solo per te!</p>
<p align="justify">Alcuni ti inviano una nuovissima carta di credito senza che tu ne abbia fatto richiesta e quando li chiami per chiedere se si è trattato di un errore ti dicono che è completamente gratis e che sei libero di attivarla o meno. Intanto sta già fra le tue mani e per attivarla basta una semplice chiamata (a un numero verde!), difficile resistere ad una simile tentazione… figuriamoci se sta fra le mani di una donna nel periodo dei saldi!  Se nel frattempo non hai ancora attivato la carta iniziano ad arrivare sul telefonino messaggi sms del tipo: "Ti abbiamo inviato la carta di credito GRATIS per sempre! Attivala subito telefonando gratuitamente al xxxxx".</p>
<p align="justify">Sicuramente è più facile pagare un piccolo importo piuttosto che una grossa somma tutta in una volta. Il problema è che molte persone vengono affascinati da queste piccole rate e non finiscono più di pagarle! Alla fine la somma totale che uno paga e di gran lunga maggiore rispetto all’importo finanziato! E’ pericoloso come il gioco d’azzardo!</p>
<p align="justify">Bisogna fare attenzione a non spendere più di quanto si guadagna e a non fidarsi troppo di queste tenere e piccole rate. Verificare, prima di chiedere il finanziamento, l’ammontare totale che bisogna rimborsare e leggere bene tutto il contratto (suggerisco l’uso di una bella lente di ingrandimento!).</p>
<p align="justify">scritto da Stefano</p>
<p align="justify"><a href="http://www.cosechenonvanno.com/index.php?tag=debiti">Link al sito di prima pubblicazione </a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Generazione debito]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2007/11/03/generazione-debito/</link>
<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 05:59:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>karalis</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.it.wordpress.com/2007/11/10/generazione-debito/</guid>
<description><![CDATA[Generazione debito
Sono i protagonisti delle cronache: &#8220;bamboccioni&#8221; e precari, sono i r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Generazione debito<br />
Sono i protagonisti delle cronache: "bamboccioni" e precari, sono i ragazzi che vivono sempre più grazie ai prestiti</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">(la Repubblica, SABATO, 13 OTTOBRE 2007, Pagina 39 - R2)</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">MAURIZIO RICCI<strong> </strong></p>
<p align="justify">Si indebitano in massa per affittare un appartamento, per comprare la moto o il computer, ma anche per mettere in frigo le banane e comprare un altro paio di jeans. E, in massa, hanno paura di essere travolti dal rosso in banca. Non sono i giovani americani, quelli dei mutui subprime e della "generation plastic", esperti in acrobazie fra gli scoperti di una dozzina di carte di credito. Sono i giovani italiani e, nel paese abituato ai record di risparmio, dove le rate, fino a pochi anni fa, erano l´equivalente sociale della lebbra, è un fenomeno nuovo di zecca, che investe l´economia, ma anche i valori culturali di una generazione. "Indebitarsi è diventato cool, figo", osserva Enrico Finzi, un sociologo che ai giovani ha dedicato numerose ricerche di mercato. Anche quando di mestiere si fa il precario. Banche, finanziarie, anche economisti apprezzano questa progressiva sofisticazione dei consumatori, che rende il mercato delle case, degli acquisti "irrinunciabili" - si tratti dell´iPod o della banda larga -, dell´abbigliamento più fluido, scorrevole, veloce. Gli italiani, giovani compresi, del resto, assicura Davide Steffanini, il responsabile italiano della Visa, "sono e restano eccellenti pagatori". Ma, fra gli interessi che salgono e gli impegni che si accumulano, a non condividere troppo questa fiducia sono proprio loro, i debitori. Soprattutto perché, a quanto pare, c´è sempre meno papà a colmare, comunque e dovunque, i buchi.</p>
<p align="justify">Da qui a dipingere un´Italia già strangolata dai debiti, come altri paesi, anglosassoni in testa, tuttavia, ce ne corre. Per quanto le dimensioni del fenomeno comincino ad essere significative, non hanno raggiunto oggi la soglia di allarme. "L´indebitamento in Italia - sottolinea Steffanini - è ancora lontano dall´essere un problema". In parte, perché molti degli strumenti per indebitarsi sono ancora sulla pista di decollo: il 17 per cento degli italiani sotto i 25 anni ha una carta di credito, contro l´oltre 50 per cento dei loro coetanei americani. In parte, perché la mole complessiva del debito è ancora contenuta. In Gran Bretagna, l´indebitamento personale dei cittadini di tutte le età (fra casa, acquisti ecc.) ha recentemente superato il volume della ricchezza nazionale prodotta in un anno. In Italia siamo ben al di sotto del 40 per cento, un livello ancora quasi da civiltà contadina.</p>
<p align="justify">Ma quello che colpisce è la velocità con cui le cose stanno cambiando. E come stia esplodendo la capacità di fare debiti.</p>
<p align="justify">Nel 1998, dicono le elaborazioni di Prometeia, tutte quante le famiglie italiane avevano debiti per una cifra pari all´11 per cento del loro reddito annuale. Nel 2004, eravamo già saliti al 20 per cento. Come è possibile, visto che, dice sempre Prometeia, solo un quarto delle famiglie risulta effettivamente indebitato? La risposta è nel comportamento di quella minoranza di famiglie che ricorre ai prestiti: nel 1998, risultava indebitata per una cifra pari al 35 per cento del suo reddito annuale. Nel 2004, per il 70 per cento, il doppio. E, a muovere le statistiche, sono soprattutto i giovani, una categoria che, in Italia, dove spesso si va via di casa quando i capelli sono già radi, può arrivare a 40 anni. Per i trenta-trentacinquenni con prestiti a carico, il tasso di indebitamento, rispetto al reddito annuale, supera ampiamente il 100 per cento. Per i trentacinque-quarantenni, l´80 per cento.</p>
<p align="justify">Naturalmente, non c´è niente di strano che siano i giovani a fare più debiti degli altri. Senza scomodare i testi di economia e le teorie del "ciclo vitale" - per cui il livello di consumi è lo stesso a qualsiasi età, il problema è come finanziarli - i giovani, semplicemente, sono quelli che devono comprare la prima casa. Quattro quinti dei debiti di cui stiamo parlando sono mutui immobiliari. E i giovani in questione non sono solo la classica coppia con figli. Il Centro Studi Sintesi calcola che il 43,7 per cento dei single sotto i 35 anni e il 57 per cento delle coppie della stessa età, senza figli, abbia casa in proprietà. Un terzo di questi single e metà di queste coppie l´ha comprata con un mutuo. E come se la cava questa sterminata Italia mutuataria, soprattutto giovane? Non benissimo, a stare ad un sondaggio IPR Marketing. Fa un certo effetto pensare che, con i mutui quarantennali che qualche banca propaganda in questi mesi, molti di questi giovani accenderanno un mutuo a 25 anni, quando entrano per la prima volta in un posto di lavoro, e lo estingueranno solo al momento di andare in pensione. Ma fa ancora più effetto pensare alle acrobazie a cui parecchi sono destinati, per 40 anni, per pagare le rate. Gli italiani saranno anche eccellenti pagatori e, infatti, solo il 2 per cento di chi ha risposto al sondaggio si è trovato con la casa all´asta perché moroso. Ma gli altri si sono non poco affannati: per saldare la rata del mutuo della casa, il 6 per cento l´ha affittata, il 14 per cento ha saltato qualche scadenza, il 19 per cento si è rivolto a parenti ed amici. Il 29 per cento ha puramente e semplicemente chiesto un altro prestito, rinviando il momento della resa dei conti.</p>
<p align="justify">Ma la casa è (letteralmente) l´investimento di una vita e, tradizionalmente, ha sempre comportato il massimo sforzo e sacrificio. La novità è il boom del credito al consumo, che amplifica o impegna - secondo come vogliate guardarlo - una quota crescente di quanto ognuno di noi italiani, in media, porta a casa ogni anno: dal 4,8 per cento del reddito disponibile nel 2001 è quasi raddoppiato all´8,7 per cento nel 2006. Per i giovani, la quota si alza, e non di poco. Per i 30-35enni che hanno contratto prestiti, i debiti diversi dal mutuo immobiliare pesano, fra il 1998 e il 2004, fra il 13 e il 15 per cento del reddito annuo. Per i 35-40enni, si oscilla fra il 7 e il 12 per cento, a seconda degli anni. E´ una stagione nuova nella storia del costume. Nell´Italia del dopoguerra, il credito al consumo era il conto aperto dal panettiere, che veniva saldato, tutti insieme, il 27 del mese, quando arrivava lo stipendio. Poi, a partire dagli anni ´60, c´è stata l´era degli acquisti a rate, spesso semiclandestini, perché vissuti come segnali di povertà, fino a diventare quasi marginali. In ultimo, dalla fine degli anni ´90, una esplosione, nel nuovo clima psicologico in cui, nota Finzi, "indebitarsi è da furbi, non indebitarsi da stupidi".</p>
<p align="justify">In un certo modo, lo fanno tutti quegli italiani (uno su tre) che hanno una normale carta di credito. Tecnicamente, non si chiama carta di credito, ma di debito: comprate una cosa e il costo vi viene addebitato, il mese successivo, sul vostro conto corrente in banca (a condizione che non sia in rosso, altrimenti si apre un´altra partita). Una dilazione di pagamento a costo (quasi) zero, che i più sofisticati allungano, scegliendo una carta con addebito a due mesi, anziché un mese. E´ come tornare ai tempi della mamma e della nonna, con il conto dal salumiere saldato a fine mese. Ma questo non è credito al consumo, che si verifica solo quando qualcuno vi anticipa effettivamente dei soldi. E´ questo che cresce, via banche e finanziarie, del 15-20 per cento l´anno. Sono i prestiti personali, da restituire a rate o, sempre più frequentemente, nuovi tipi di carte di credito (questa volta è anche il termine tecnico), come le "revolving". Quando ne prendete una, ci trovate dentro un credito, ad esempio, di 100 euro. Ne spendete 10 e il credito residuo è di 90. Ma se restituite 10, vanno a reintegrare il capitale e voi ne avete nuovamente a disposizione 100. Sono in rapida espansione.<br />
La Visa, una delle maggiori carte in circolazione in Italia, nel 2001, gestiva più di tre carte tradizionali, per ogni revolving. Nel 2006, il totale dei titolari ha superato i 20 milioni e ci sono solo due normali carte di credito (anzi, di debito) per ogni revolving, salite a 6,7 milioni.</p>
<p align="justify">Attraverso questi canali - come i prestiti personali e le revolving - il grosso degli adulti gestisce l´acquisto straordinario e importante. Ma per una vasta platea di giovani, e la stragrande maggioranza dei giovanissimi, si tratta puramente e semplicemente di tirare avanti. Finzi, attraverso una indagine a campione di Astraricerche per una società di prestiti personali, calcola che fra il 20 e il 30 per cento dei giovani sotto i 34 anni si indebita non per acquistare, ma per affittare un appartamento. Si indebita per arredarlo, comprare una moto, un computer, pagare l´Adsl per Internet. Se si guarda solo ai giovani sotto i 24 anni, la quota di quelli che si indebitano per le stesse cose oscilla intorno al 50 per cento. Per comprare l´auto o finanziarsi gli studi, fra il 30 e il 40 per cento dei giovani fra 18 e 34 anni deve fare debiti. La percentuale supera largamente il 50 per cento per chi di anni ne ha meno di 24. Ma i debiti entrano massicciamente anche nel quotidiano, in quella che chiameremmo l´ordinaria amministrazione. Il 45 per cento dei giovani sotto i 34 anni e ben i due terzi di chi non arriva a 24, dichiara di essersi indebitato per finanziare le spese di tutti i giorni: gli spaghetti, la bistecca o la pizza, le scarpe o i jeans nuovi, la discoteca o la vacanza.</p>
<p align="justify">Risultato? Il 58 per cento dichiara di non pensare di "farcela", di ripagare i debiti. E allora perché si è indebitato? La risposta è figlia non solo del nuovo clima sociale di consenso all´indebitamento, ma anche della necessità. "I giovani che escono di casa, scegliendo l´autonomia dai genitori - dice Finzi - sono presi in una tenaglia. Per un verso, essendo appena partiti, non hanno risparmi a cui far ricorso. Per un altro, visto che, per lo più, hanno un lavoro precario, non possono contare sulla certezza del reddito. Ma si sono anche abituati, in casa, ad un certo livello di consumi a cui non riescono a rinunciare".</p>
<p align="justify">Precari e consumisti, i giovani sono anche più soli. Dopo tanta retorica sul mammismo degli italiani, sul ruolo della Famiglia, con la f maiuscola, si scopre, a sorpresa, che la famiglia si sta ritirando, anche abbastanza velocemente, se non dall´area dei sentimenti, da quella degli interessi. Dalle elaborazioni di Prometeia si ricava che, sul totale dei debiti delle famiglie italiane, la quota derivante da prestiti di parenti ed amici (destinata soprattutto, presumibilmente, ai giovani) era pari, nel 1998, al 6,1 per cento. Nel 2000, era già scesa al 3,7 per cento. Nel 2004, papà e mamma hanno fornito solo l´1,6 per cento.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eccesso di debiti per il superfluo]]></title>
<link>http://gestcredit.wordpress.com/2007/11/10/eccesso-di-debiti-per-il-superfluo/</link>
<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 00:57:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>karalis</dc:creator>
<guid>http://gestcredit.it.wordpress.com/2007/11/10/eccesso-di-debiti-per-il-superfluo/</guid>
<description><![CDATA[In un caso su tre la difficoltà di saldare le rate è dovuta ad acquisti avventati, impulsivi.
Al m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In un caso su tre la difficoltà di saldare le rate è dovuta ad acquisti avventati, impulsivi.</p>
<p align="justify">Al mutuo, il debito più diffuso tra i cittadini, od all’affitto si aggiunge spesso il finanziamento per la macchina nuova, tanto alla maxirata finale ci penso solo tra qualche anno e nel frattempo pagando comode rate posso scorrazzare con una auto “nuova di pacca”.</p>
<p align="justify">Si passa poi alla vacanza, irrinunciabile anche se mi lamento che non arrivo a fine mese con il mio comodo lavoro sotto casa, dell’ultimo modello del televisore al plasma, non posso certo aspettare qualche mese quando il prezzo sarà ben più accessibile se proprio lo devo comprare, il nuovo videotelefonino, poco importa se poi le video chiamate costano troppo e non posso permettermele!!!</p>
<p align="justify">Per non parlare di altri beni spesso voluttuari tra status symbol e non, forni, cucine, aspirapolvere e tutto quanto ormai si paga rateizzato a cui ovviamente non posso rinunciare e devo quindi espormi finanziariamente in modo scriteriato.</p>
<p align="justify">Spesso attirati da uno sconto eccezionale non più concesso per pagamenti in contanti, come succedeva quando le rate non erano coperte e promosse da società finanziarie ma spesso il commerciante stesso se ne faceva carico e rischio, ma concesso proprio per indurre al pagamento posticipato o vincolato alla sottoscrizione di carte revolving, innescando quindi ulteriori possibili slanci di acquisti.</p>
<p align="justify">Risultato: i debiti si accumulano e spesso anche disponendo di redditi medio alti si arriva alla sovraesposizione debitoria non riuscendo più a sostenere il rapporto entrate-uscite.</p>
<p align="justify">Gli acquisti INCAUTI di beni definibili voluttuari (lontano dall’essere di prima necessità) sono ad esempio proprio il motivo principale di sovraindebitamento del 27% famiglie assistite a fondi di prevenzione antiusura.</p>
<p align="justify">La perdita del lavoro, 29% dei casi, è la causa più ricorrente che fa precipitare le cose. Purtroppo oggi è molto più facile perdere il lavoro che trovarne un altro equivalentemente interessante o addirittura trovarlo mentre le finanziarie riescono in generale a trovare il modo di recuperare i propri crediti.</p>
<p align="justify">Alla base c’è sempre l’INCAPACITA’ DI VALUTARE le proprie possibilità finanziarie o, caso comunque strettamente correlato, l’eccessivo ottimismo, quasi ingenuo, o avventatezza nel prevedere entrate future (aumenti di stipendio non ricevuti, vincite alle lotterie, investimento azionari……).</p>
<p align="justify">Altri aggravi, ad una situazione finanziaria già esposta per i quali si dovrebbe sempre avere quello che in ambito imprenditoriale è definito il “Fondo di accantonamento o Riserve” di copertura di certi avvenimenti straordinari, possono esser separazioni e divorzi, malattie, debiti di gioco, acquisto seconde case ed altri.</p>
<p align="justify">Solo 1 volta su 10 si è visto che le crisi finanziarie familiari si verificano in presenza di soli mutui ipotecari e/o rate per l’auto. Negli altri 9 casi si aggiungono ai primi due, debiti per Hi-tech, elettrodomestici, vacanze, orologi ed addirittura vini.</p>
<p align="justify">Spesso si attivano carte revolving per coprire buchi già esistenti ritardando il collasso nel tempo e peggiorando la situazione.</p>
<p align="justify">Ancora una volta il principio basilare e di non esporsi facendo il “passo più lungo della gamba”. Semplice a dirsi in termini qualitativi ma spesso è difficile non cadere nella tentazione perché INCONSAPEVOLI di quello che si sta facendo.</p>
<p align="justify">MANCA NORMALMENTE UNA FORMAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA DI BASE che attraverso principi di conoscenza razionale serve ad evitare gesti inconsulti impulsivi dettati anche dall’ignoranza che disinibisce.</p>
<p align="justify">E’ INUTILE PARLARE DI BUON SENSO. Tutti quelli che vanno in bancarotta si muovono secondo il loro criterio di buon senso. Bisogna invece porsi di fronte ai numeri, non farsene sopraffare.</p>
<p align="justify">Tutto questo anche per resistere o comunque saper controllare consapevolmente gli attacchi insistenti delle società finanziarie che ci propongono continuamente e spesso in maniera subdola prodotti di credito al consumo che gli consentono di raccogliere enormi quantità di denaro dei cittadini per poterli usare, loro si normalmente, per ricavarne somme ancora maggiori.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.aquintel.com/news.asp?tipo=redazionale&#38;id_news=88">da aquintel</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[£$%&amp;/(]]></title>
<link>http://capitaatuttidifarecazzate.wordpress.com/2007/04/11/10/</link>
<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 14:14:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>e</dc:creator>
<guid>http://capitaatuttidifarecazzate.it.wordpress.com/2007/04/11/10/</guid>
<description><![CDATA[Aprire partita iva è decisamente una cazzata enorme..
Finaziariamente | Jean
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Aprire partita iva è decisamente una cazzata enorme..</p>
<p>Finaziariamente &#124; Jean</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
