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	<title>fine-rapporto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/fine-rapporto/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "fine-rapporto"</description>
	<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 23:52:45 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Se ti ha mollato...]]></title>
<link>http://marcobg.wordpress.com/?p=1192</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 23:53:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco Moretti</dc:creator>
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<description><![CDATA[Capita che le storie d’amore finiscano. C’eravamo tanto amati e adesso che si fa? Quasi sempre n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Capita che le storie d’amore finiscano. C’eravamo tanto amati e adesso che si fa? Quasi sempre nel momento in cui ci si lascia, si chiude una storia, c’è uno dei due protagonisti che ci rimane un po’ più sotto rispetto all’altro. Talvolta puoi rimanerci talmente sotto da non riuscire ad alzare lo sguardo quel tanto che ti permetterebbe di vedere il sole sorgere di nuovo, seppur dopo una lunga notte. Perché in fondo di questo trattasi, di aspettare che passi. Nel frattempo però, come ingannare l’attesa? Come riuscire a limitare i danni e a non farsi dominare dai rimpianti dalle cose dette o non dette, da quello che avrebbe potuto essere e che invece non è stato? In soldini, come si fa a tirarsi un po’ su e contemporaneamente a far scendere il nostro ex amore dal piedistallo su cui con tanta cura lo abbiamo piazzato? Il metodo è semplice semplice. Prendete un foglio di carta tipo A4, quelli di una comune stampante o di un blocco oppure un foglio qualsiasi. L’importante è che sia abbastanza grande da poter essere diviso in due colonne. Poniamo un titolo in testa ad ogni colonna. Chiameremo la colonna di sinistra così: ‘lista della vedova allegra’. Chiameremo la colonna di destra in quest’altro modo: ‘lista della vedova affranta’. Già di per sé, è abbastanza intuitiva la cosa, tuttavia è bene fare un po’ di attenzione. Sulla colonna di sinistra scrivete, con caratteri abbastanza grandi da poter leggere anche ad un po’ di distanza,  tutti i difetti che il vostro ex aveva. In testa mettete il difettone assoluto, quello che di lui vi faceva imbestialire, che non riuscivate proprio a sopportare.  Successivamente passate a riempire la colonna di destra. In questo caso dovete aver cura di fare esattamente il contrario e quindi: scrivere i pregi con una grandezza appena sufficiente a garantirne la lettura. Iniziare in questo caso scrivendo l’ultimo pregio riconosciuto nel vostro ex amato e metterlo in alto a destra quindi scendere avendo cura di posizionare il pregio assoluto in fondo alla colonna. Adesso non vi resta che leggere e rileggere questa lista più e più volte al giorno, la sera poco prima di dormire e al mattino appena svegli. Siccome il cervello normalmente tende ad allontanarsi da tutto ciò che non ci piace, è chiaro che ripassando di continuo in rassegna i difetti di una persona, andremo a creare una potente associazione mentale che dice al cervello di allontanarsi da un individuo che percepiamo come negativo. La grandezza della scrittura ha la stessa funzione delle liste. Spesso i ricordi fanno male perché sono dentro di noi a grandezza naturale. Noi continuiamo a nutrirli con il nostro pensiero e questi rimangono nella forma originale di quando li abbiamo registrati per la prima volta. Scrivere in grande i difetti permette al nostro cervello di recepire il messaggio di negatività associato ad una determinata persona, e quindi di starne alla larga. Di contro scrivere a carattere piccolo i pregi, porta il cervello ad avere un’immagine, piccola, sbiadita e di poca presa sul soggetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Via <a href="http://rickyrany.myblog.it/">rickyrany.myblog.it</a></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[300 MILA EURO AL POVERO MASTELLA...]]></title>
<link>http://politicaitalia.wordpress.com/?p=70</link>
<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 14:47:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>mrtonics</dc:creator>
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Lo chiamano assegno di reinserimento nella vita sociale, o anche assegno di solidarietà di fi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="doc_text"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></span><span class="doc_text"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></span><span class="doc_text"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></span><span class="doc_text"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></span><span class="doc_text"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></p>
<div style="text-align:center;"><a target="_blank" href="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/iclk?sa=l&#38;ai=BWiX6l-zXR9WCLJDK6QWY45iJDMbgqEWa6rDlA8CNtwHwogQQAxgDILXX4Q0oBDgAUKLwp57______wFg_fqfhMQSoAG20cX8A7IBHHBvbGl0aWNhaXRhbGlhLmJsb2cuZGFkYS5uZXS6AQk3Mjh4OTBfYXPIAQHaASRodHRwOi8vcG9saXRpY2FpdGFsaWEuYmxvZy5kYWRhLm5ldC-AAgGpAtZ8NXiByLk-yAKy97ABqAMBsAOcmJUGyAMH6AOOA-gDTPUDCAACAA&#38;num=3&#38;adurl=http://www.loccidentale.it/taxonomy/term/1&#38;client=ca-pub-2054203029539981&#38;nm=3"><img src="http://www.associttadini.org/aslviterbo/mastella.jpg" /></a></div>
<div style="text-align:center;"><a target="_blank" href="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/iclk?sa=l&#38;ai=BQwequP_XR-HIL5KioQPw9tTcC8DGm0fknrnbBMCNtwHQ4TgQBBgEIKyg-wIoBDgAUPO9_IMBYP36n4TEErIBIXRlbGV2aXNpb25laXRhbGlhbmEuYmxvZy5kYWRhLm5ldLoBCTcyOHg5MF9hc8gBAdoBKWh0dHA6Ly90ZWxldmlzaW9uZWl0YWxpYW5hLmJsb2cuZGFkYS5uZXQvqQLWfDV4gci5PsgC_PjSAagDAbADnJiVBsADDcgDB-gD5wLoA-YC6AMi9QMIAAAA&#38;num=4&#38;adurl=http://clk.atdmt.com/LIX/go/ggltxvdf0110001242lix/direct/01/&#38;client=ca-pub-1692857587271504&#38;nm=5"><img width="762" src="http://img267.imageshack.us/img267/3175/assegnols0.jpg" alt="img267/3175/assegnols0.jpg" height="245" style="width:432px;height:149px;" /></a></div>
<div style="text-align:center;"><strong><a id="thelink"></a></strong></div>
<p align="center" style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;"></span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;"></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;">Lo chiamano assegno di reinserimento nella vita sociale, o anche assegno di solidarietà di fine mandato. E a pagarlo e lo Stato, attraverso le nostre imposte. A prima vista niente di strano, se a beneficiarne fosse un gruppo di: disadattati o ex tossici appena: dimessi da una comunità di recupero. Ma in questo caso a godere dell’assistenza pubblica sono i super privilegiati parlamentari della Casta. O meglio tutti quelli che non sono stati (o non si sono) ricandidati, o che pur ricandidandosi alle prossime elezioni non verranno rieletti. </span><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;">A loro - nonostante il reddito extra parlamentare, da quando mettono piede nell’emiciclo, cresca del 51% - spetterà una somma pari all’80% dello stipendio mensile lordo da deputato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento. A decorrere dall’inizio del primo mandato. Ossia 9.362 euro per ogni anno tra gli scranni di Montecitorio e 9.604 per Palazzo Madama (ottenuti cumulando il 6,7% di ciascuna delle 12 indennità mensili). Dunque per due soli annidi servizio, ai parlamentari "trombati" che han debuttato sotto l’attuale governo, verrà corrisposta un’indennità da 18.725 o 19.209 curo. Tuttavia molti di coloro che non torneranno in Parlamento vi sedevano da numerose legislature, e dunque l’aiutino per "reinserirsi" somiglia qui a un temo al lotto. Ad esempio su uno come Mastella, che lasciasse la Camera dopo 32 anni filati, pioverebbero 300.000 euro. Inutile dire che questo ennesimo sperpero farà schizzare il budget dei palazzi del potere. Alla voce assegno di fine mandato, nel bilancio 2008 il collegio dei questori ha preventivato 8.5 milioni di spese straordinarie solo per il Senato. E il totale delle Camere sfiorerà i 25-30 milioni, considerato il forte ricambio generazionale nelle candidature, per effetto di quote rosa, tetto dei due mandati, stop agli indagati e fine delle grandi alleanze. Vanificando l’auspicato contenimento dei costi della politica. </span><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;">Gli estremi per gridare allo scandalo ci sono tutti. Vedere i politici usufruire dell’assistenza sociale per reintegrarsi nella società civile una volta lasciata Roma è a dir poco una beffa. Che si rinnova a ogni tornata elettorale, perché la buonauscita non è una tantum. Prendete Veltroni. Nel 2001, dopo 14 anni, scelse di non ricandidarsi alla Camera. Lo attendeva la poltrona da sindaco della Capitale, non il marciapiede. E nel frattempo era divenuto parlamentare europeo. Eppure l’ufficio competenze di Montecitorio calcolò che per rendergli meno traumatico l’insediamento in Campidoglio gli sarebbero spettati 234 milioni di lire. Pur sempre una mancia, paragonati ai 439 milioni del record di Forlani. Ma niente paura, ancora pochi giorni e l’assegno del segretario Pd ricomincerà a lievitare per altri 5 anni. Al pari di quello di De Mita, che durante un raro Aventino ritirò i primi 378 milioni di lire. Mentre a passare alla cassa saranno ora i nuovi esclusi dal seggio, per scelta o necessità: Prodi, Diliberto, Biondi, Del Pennino, Caldarola, D’Elia, Mele ecc. Una marea umana, visto che il solo Pd non ricandiderà più 134 eletti con l’Ulivo. </span><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;">Forse agli albori della Repubblica una simile misura di sostegno avrebbe avuto ancora un senso. Per consentire di buttarsi nell’agone elettorale ai meno abbienti. Allora però, i nostri rappresentanti percepivano compensi irrisori rispetto agli odierni 16.000 euro mensili spese incluse. Senza contare benefit, diarie, sconti, rimborsi e vitalizi, aggiuntisi nel tempo. Tanto da rendere il mestiere del parlamèntare un’alternativa al nababbo. Inoltre in Italia la legge non vieta a onorevoli e senatori di svolgere attività esterne dopo l’elezione. Né esiste un tetto sui redditi da esse ricavati (in Usa è di 13.000 euro annui). Accade così che il reddito medio extra parlamentare ammonti a 61.000 euro, e il 16% degli onorevoli guadagni da fonti esterne più di 100.000 euro l’anno, il 6% più di 200.000, e l’ l % più di 1 milione. Fra i due poli H 64.5% di chi viene eletto è composto da avvocati, imprenditori e professionisti. I quali conservano un reddito medio esterno di 113.500 euro, 106.600 e più di 100.000 a testa. Anzi, proprio grazie all’ingresso in Parlamento (e alle laute occasioni che ne derivano) il reddito extra nel primo anno sale in media per tutti del 51%, autonomi o statali che siano: + 73% per gli avvocati, +80 per i professionisti, +102 per gli imprenditori, + 127 peri magistrati. Perfino dopo 6 anni consecutivi di mandato, il reddito complessivo si mantiene più alto dell’originario: del 60% per gli imprenditori, del27 e 22 per avvocati e professionisti. Le cifre le hanno estrapolate dai dati delle legislature XIII e XIV gli economisti Gagliarducci, Nannicini e Naticchioni. Calcolando che all’aumentare delle entrate extra corrisponde un maggior assenteismo in aula. </span><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-size:10pt;color:black;font-family:Verdana;">Il fatto poi che da orfani della politica si finisca dritti al collocamento, è tesi ardua da dimostrare. Ma quando mai: in Italia un posticino in un consiglio d’amministrazione, ente o consorzio, non si rifiuta a nessuno. Tra colleghi della stessa Casta negarsi una mano non sarebbe etico. Sarà anche per questo che l’ufficio di presidenza delle Camere, in vista del voto di aprile, avrebbe (condizionale d’obbligo) valutato un’interpretazione elastica della regola dei 2 anni e 6 mesi di mandato, così da trasformare pure l’assegno di reinserimento in triennale. Lo ha ipotizzato il vicepresidente del senato Calderoli, non un passante. Facendo crescere irrefrenabile la nostalgia per lo Statuto Albertino. Che al mitico art. 50 recitava: «Le funzioni di senatore o deputato non danno luogo ad alcuna retribuzione o indennità». Bei tempi. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;"><font face="Times New Roman"> </font></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;"><font face="Times New Roman"></font></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;"><font face="Times New Roman"><strong>Tratto dal quotidiano LIBERO del 12 marzo 2008...</strong></font></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;"></p>
<div style="text-align:center;"><a target="_blank" href="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/iclk?sa=l&#38;ai=BsXOPKOXYR-zVD4zAoAOFr4C9C5vJpjTvgs-XA8CNtwGA2zUQAxgDIKyg-wIoBDgAUNie1MIEYP3qmISMEqAB1fG7-AOyASF0ZWxldmlzaW9uZWl0YWxpYW5hLmJsb2cuZGFkYS5uZXS6AQk3Mjh4OTBfYXPIAQHaASlodHRwOi8vdGVsZXZpc2lvbmVpdGFsaWFuYS5ibG9nLmRhZGEubmV0L6kCwSZN7KoTuj7IAq_RwAOoAwGwA5yYlQbAAw3IAwfoA-cC6APmAugDIvUDCAAAAA&#38;num=3&#38;adurl=http://ad.c-web.it/click%3Fi%3D100906&#38;client=ca-pub-1692857587271504&#38;nm=10"><img border="0" width="283" src="http://www.libero-news.it/media/200803/12/1.10.11_big.jpg" height="643" style="width:336px;height:456px;" /></a></div>
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