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	<title>finestrino &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/finestrino/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "finestrino"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 06:57:58 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Chi viene con me? Il dove non ha importanza...]]></title>
<link>http://vicozzarecords.wordpress.com/?p=161</link>
<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 12:01:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>vicozzarecords</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho bisogno di fare un viaggio interminabile, lunghissimo, con meta da definirsi, anche quando si pen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho bisogno di fare un viaggio interminabile, lunghissimo, con meta da definirsi, anche quando si penserà di essere arrivati. Un viaggio destinato a portare cambiamenti profondi, sia fisici che mentali, un viaggio in grado di ribaltare il meccanismo di autolesionismo che ognuno di noi si infligge in qualsiasi piccola cosa che fa. Vorrei percorrere vie sconosciute, attraversare luoghi incontaminati senza tralasciare i paesaggi corrotti, vedere le cose belle e le cose brutte, per poter continuare a sperare e a sognare.<br />
In un viaggio non cerco la destinazione, cerco tutte quelle sensazioni che mi precipitano addosso mentre percorro il mio percorso. Il mezzo di trasporto è insignificante, l'importante è che io non sia alla guida, ma vicino ad un finestrino, in modo che non solo la mia mente valichi gli orizzonti, ma anche il mio sguardo. Comodo su un sedile di un auto, un aereo, una nave o meglio ancora un treno, sogno e spero che la vita diventi più facile, immaginandomi correre nei paesaggi alla velocità del mezzo di trasporto, saltando o distruggendo con una semplicità estrema tutti gli ostacoli che mi si presentano. In questo viaggio non potrà mancare la musica, la dea ispiratrice delle belle cose, che mi darà conforto e rafforzerà il potere dell'immaginazione, per placare la mia inquietudine e la mia irrequietezza.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Ho gli orari e tutte le fermate del Galaxy... ma sulla terra non passa...</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://vicozzarecords.wordpress.com/files/2008/09/galaxy-express-999.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-162" title="galaxy-express-999" src="http://vicozzarecords.wordpress.com/files/2008/09/galaxy-express-999.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
<em>Galaxy Express 999</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Quando si specchia in parallelo]]></title>
<link>http://acquadifonte.wordpress.com/?p=92</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 11:21:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>acquadifonte</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Una strada lunga, polverosa forse; o forse no. Grigia e consumata, ma sorprendente quando si spec]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Una strada lunga, polverosa forse; o forse no. Grigia e consumata, ma sorprendente quando si specchia in parallelo; il cielo la rende diversa, la rende bella. La rende mia.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>La bussola è lì, da qualche parte; è la strada che guida. La strada maestra che sembra non parlarti, che sembra non sbilanciarsi. Ma io tendo l’orecchio, apro il cuore e cerco di vedere. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>E la musica che ascolto qui, fa eco alle mie emozioni, le accompagna, le capisce; ne è la colonna sonora. Guardo fuori dal finestrino e mi (ri)trovo a stupirmi; una certa confusione ordinata, un indirizzo, una freccia, una strada invisibile ma tangibile, sconosciuta seppure già percorsa, incomprensibile eppure chiara, grigia ma intrinsecamente azzurra; quando si specchia in parallelo.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong> </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>E sorridere ancora, se sul ciglio della strada spunta un po’ di verde tra l’asfalto, se il vento si diverte a disegnare insieme alle nuvole, se gli piace giocare con i rami degli alberi. </strong></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Se il sole riesce ancora a mettermi di buon umore.</strong></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La casa bruciata]]></title>
<link>http://rapida.wordpress.com/?p=1226</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 17:47:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>rapida</dc:creator>
<guid>http://rapida.it.wordpress.com/2008/04/27/la-casa-bruciata/</guid>
<description><![CDATA[ XX XX
 XX XX
 XX
Ho fatto una foto.
Lei era contenta, lui era contento ed entrambi erano coreani.
Q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#ffffff;"> XX</span><span style="color:#ffffff;"> XX</span><br />
<span style="color:#ffffff;"> XX</span><span style="color:#ffffff;"> XX</span></p>
<p><a href="http://rapida.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2008/04/27/fiammifero.jpg"><img alt="Fiammifero" src="http://rapida.typepad.com/filosofia/images/2008/04/27/fiammifero.jpg" width="316" height="42" border="0" style="margin:0 5px 5px 0;" /></a><span style="color:#ffffff;"> XX</span><br />
Ho fatto una foto.<br />
Lei era contenta, lui era contento ed entrambi erano coreani.<br />
Quando la scaricheranno sul computer in albergo o nella loro città,<br />
nella provincia di Chungcheongbukdo, si ritroveranno intatti,<br />
vestiti di blu coi sorrisi pieni di denti e il Jardin des Tuileries<br />
che verdeggia alle loro spalle.<br />
Questa domenica brulica di turisti, è il primo giorno di vera primavera<br />
e la Senna è profanata da un andirivieni di battelli colmi di giacche a vento leggere<br />
che si gonfiano col vento, per coerenza e gentilezza.<br />
Fuggono i gabbiani per fare bello il cielo.</p>
<p>Penso ai campi gialli d’erba medica che ho visto ieri,<br />
ai pali della luce coi cavi pesanti di merli e alle gazze ai bordi della strada<br />
coi loro bianchi e neri a dominar l’asfalto.</p>
<p>Non serve a niente la verità quando una storia si consuma sotto silenzi<br />
e pensieri autonomi.</p>
<p>Non sono mai stata una donna furba, sono sempre stata pensierosa.</p>
<p>Quando si cerca di spiegare il perché si è smesso di amare spesso si cercano attenuanti,<br />
si danno giustificazioni, si attribuiscono colpe, si tace e mai al momento giusto.</p>
<p>Così una storia d’amore diventa una casa bruciata.<br />
Rimangono i muri portanti, l’anima armata di ferro e un resto di divano a fiori.</p>
<p>Fuori. Fuori si sente ancora il profumo del grano.</p>
<p> [audio http://www.rapida.typepad.com/filosofia/files/07_one_day_1.mp3]<br />
<span style="color:#ffffff;"> XX</span><br />
<span style="color:#ffffff;"> XX</span><br />
<em>One day, Melody Gardot.</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Molto di più]]></title>
<link>http://acquadifonte.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 21:57:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>acquadifonte</dc:creator>
<guid>http://acquadifonte.it.wordpress.com/2008/03/19/altro/</guid>
<description><![CDATA[Ero in macchina, ho attraversato mezza città. Quando non si è alla guida si può guardare fuori da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Times New Roman"><strong>Ero in macchina, ho attraversato mezza città. Quando non si è alla guida si può guardare fuori dal finestrino e vedere distintamente la CITTA’.</strong></font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>E’ un viverla intensamente e al tempo stesso è lontana, distante dietro il vetro anni luce.</strong></font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>Capita di guardare fuori, e lo sguardo cade sulla strada, sulle macchine, sul cemento, sulle cartacce gettate (PURTROPPO) in terra.</strong></font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>Non guardo quasi mai un po’ più su, più su dei palazzi. Ma oggi si, uno squarcio di azzurro, un sole caldo, un po’ di verde. E questa città mi è sembrata altro.</strong></font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>Non solo lavori perennemente in corso, umidità (tanta) e parcheggi (pochi) e a pagamento (tuttioquasi).</strong></font></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>Mi è sembrato che ci fosse molto di più da vedere. </strong></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[W il treno! ( piccola elegia sui lunghi viaggi di una volta)]]></title>
<link>http://filcusum.wordpress.com/2008/01/13/w-il-treno/</link>
<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 07:53:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>filippo cusumano</dc:creator>
<guid>http://filcusum.it.wordpress.com/2008/01/13/w-il-treno/</guid>
<description><![CDATA[Cosa c’è di più rilassante di un viaggio in treno?
Sciascia lo prendeva addirittura per andare d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c’è di più rilassante di un viaggio in treno?</p>
<p>Sciascia lo prendeva addirittura per andare da Palermo a Parigi ( ovviamente aveva sempre degli ottimi libri come …compagni di scompartimento).</p>
<p>Quando ero bambino mi capitava di andare in treno da Padova, dove abitavo con i miei, a Palermo, dove eravamo nati.</p>
<p>Il viaggio aveva una dimensione mitica.</p>
<p>Ogni tappa poi aveva una sua particolarità esclusiva, che mio padre non mancava mai di enfatizzare: a Bologna si affacciava al finestrino e comprava le lasagne, a Firenze offriva un ventaglio di paglia a mia madre, a Napoli si sporgeva dal finestrino e comprava la pizza per tutti , sul traghetto da villa S.Giovanni a Messina era la volta degli arancini, a Termini Imerese sorbivamo le granite di limone ( di vero limon come poi avrebbe detto Paolo Conte).</p>
<p>Tutti appuntamenti cui la globalizzazione ha tolto ogni magia.</p>
<p>Cappelli di paglia, lasagne , pizze, granite e arancini si trovano dappertutto.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/10276398@N02/2166342910" title="Flickr - Photo sharing!"><img src="http://static.flickr.com/2183/2166342910_b1b9d772de_m.jpg" alt="Flickr image" /></a></p>
<p>Purtroppo.</p>
<p>A ciò si aggiunge il fatto che ventiquattr’ore di treno sono un lusso che non possiamo più permetterci: troppo tempo sottratto alla produzione dei risultati, l’ossessione che ci accompagna dal momento in cui entriamo nella cosidetta età adulta.</p>
<p>Quindi so che mi capiterà ancora di andare in Sicilia, ma che non accadrà mai più di farlo come lo facevo una volta.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arrivo]]></title>
<link>http://fahre.wordpress.com/2007/06/07/arrivo/</link>
<pubDate>Thu, 07 Jun 2007 13:48:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfredomc</dc:creator>
<guid>http://fahre.it.wordpress.com/2007/06/07/arrivo/</guid>
<description><![CDATA[Sul pullman Raul dormiva da più di un’ora.
Svegliandosi, si ritrova a passare in mezzo a edifici ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sul pullman Raul dormiva da più di un’ora.<br />
Svegliandosi, si ritrova a passare in mezzo a edifici multipiano, camion, traffico. Capisce che deve esserci, non capisce come. Gli sembra una città grande, e aveva l’idea che tutto sommato Stoccolma non lo fosse. Pare proprio che si sia sbagliato.</p>
<p>Il pullman continua a viaggiare, e percorrono una specie di altopiano che sovrasta la città. Raul può vedere l’acqua, forse il mare, o un canale, o dei fiordi. Ancora non ha capito com’è messa geograficamente. Lo colpisce in lontananza una cupolona bianca immensa,  come quella di uno stadio coperto. Poi grappoli di case e condomini affacciati sull’acqua, e due palloni areostatici, uno rosso l’altro bianco, appesi lassù a qualche filo.</p>
<p>E la luce, impossibile per Raul non notarla. Un cielo blu scuro, e delle nuvole accecanti. La luce che si sparge orizzontale in fasci bianchi e gialli. Romanzesca.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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