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	<title>folkonomy &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/folkonomy/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "folkonomy"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 07:48:07 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Web 2.0: stato dell'arte]]></title>
<link>http://motobrowniano.wordpress.com/?p=173</link>
<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 16:19:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
La sensazione che ho provato leggendo &#8220;Web 2.0. Internet è cambiato. E voi? I consigli dei p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://motobrowniano.wordpress.com/files/2008/03/web-20.jpg" alt="web-20.jpg" /></p>
<p>La sensazione che ho provato leggendo <i>"<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788883638800//web-internet-cambiato.html">Web 2.0. Internet è cambiato. E voi? I consigli dei principali esperti italiani e internazionali per affrontare nuove sfide"</a> </i>(a cura di <a href="http://www.google.it/url?sa=t&#38;ct=res&#38;cd=1&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.vitodibari.net%2F&#38;ei=Nf7TR8e3OKLAnAOE4LS_AQ&#38;usg=AFQjCNE1h5Qk-ZjHYYhjuw2-kW8IFftE6g&#38;sig2=ZLPgkeDO2BkV3tpv78K8Cg">Vito Di Bari</a>, Edizioni Il Sole 24 Ore, 2007) è stata quella di trovarmi di fronte un <i>feed RSS</i> cartaceo. Non è un'affermazione con connotazioni negative. E' solo che ormai la mia percezione delle cose nella realtà fisica viene influenzata dalle mie esperienze <i>online. </i>E comunque visto l'argomento e la struttura del libro non escludo sia un effetto voluto.</p>
<p>Un libro è un <i>collage, </i>realizzato da quarantasei esperti nazionali ed internazionali, ricco di pensieri, analisi, <i>case studies</i>, considerazioni (anche critiche) sullo stato dell'arte del Web attuale e sulle possibili evoluzioni della Rete nel prossimo futuro. Ottimo per chi, nativo analogico o immigrato digitale appena sbarcato nell'Altro Continente, vuole conoscere quel grande esperimento sociale (e tecnologico) di massa che è il Web 2.0. Un rapporto ricco di spunti interessanti per i cittadini proattivi (professionisti, manager, imprenditori, investitori, esperti di comunicazione e di media) del reame digitale.</p>
<p>Tra le tante possibili definizioni di questa fase della vita di Internet, <a href="http://www.google.it/url?sa=t&#38;ct=res&#38;cd=1&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.vitodibari.net%2F&#38;ei=Nf7TR8e3OKLAnAOE4LS_AQ&#38;usg=AFQjCNE1h5Qk-ZjHYYhjuw2-kW8IFftE6g&#38;sig2=ZLPgkeDO2BkV3tpv78K8Cg">Di Bari</a> nella sua lunga introduzione ne sceglie una sintetica ma particolarmente efficace:</p>
<blockquote><p><i>[il Web 2.0 è] un insieme di relazioni indirizzate e organizzate tra loro mediante strumenti (tecnologici) [...] disponibili a tutti e legati tra loro.</i></p></blockquote>
<p>Tra i molti contributi interessanti -- che compensano ampiamente qualche intervento banale o confusionario (come quello, persino irritante, dell'ex <i>vj</i> di <a href="http://www.mtv.it/" target="_blank">MTV</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Pezzi" target="_blank">Andrea Pezzi</a>) -- ne indico solo qualcuno.</p>
<p>Il divertente ed istruttivo intervento di <a href="http://blog.quintarelli.it/" target="_blank">Stefano Quintarelli</a> sui blog, che, come si legge in una nota finale:</p>
<blockquote><p><i>[...] è stato scritto mimando nell'esposizione dei contenuti l'esposizione cronologica di un blog: leggendo i suoi capoversi dalla fine all'inizio si passa dal contenuto più puntuale alle considerazioni più generali.</i></p></blockquote>
<p>L'articolo di <a href="http://lucarosati.it/" target="_blank">Luca Rosati</a> su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Folksonomia" target="_blank"><i>folksonomie</i></a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tag_%28metadata%29" target="_blank"><i>tagging</i></a>, quello di <a href="http://antoniodini.blogspot.com/" target="_blank">Antonio Dini</a> su <a href="http://secondlife.com/"><i>Second Life</i></a> e l' "antropologia del Learning 2.0" che <a href="http://www.ksu.edu/sasw/anthro/wesch.htm">Michael Wesch</a> illustra prendendo spunto dalla citaziione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kevin_Kelly" target="_blank">Kevin Kelly</a>:</p>
<blockquote><p><i>Ogni volta che creiamo un link tra parole, di fatto insegniamo un'idea.</i></p></blockquote>
<p>Menzione d'onore per il mini saggio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Abruzzese" target="_blank">Alberto Abruzzese</a> sulla condivisone. Cosa significa "condivisione"? Significa:</p>
<blockquote><p><i>[...] avere  in comune. Come dire, fare società o comunità? Sì e no: con condivisione diciamo qualcosa di più intimo, qualcosa che riguarda le modalità specifiche, profonde, con cui si costruiscono comunità e società. [...] Cè di mezzo il dia-logare. Allora c'è di mezzo la comunicazione? Per forza. La condivisione è un sinonimo di comunicazione.</i></p></blockquote>
<p><a href="http://www.google.it/url?sa=t&#38;ct=res&#38;cd=1&#38;url=http%3A%2F%2Fwww.vitodibari.net%2F&#38;ei=Nf7TR8e3OKLAnAOE4LS_AQ&#38;usg=AFQjCNE1h5Qk-ZjHYYhjuw2-kW8IFftE6g&#38;sig2=ZLPgkeDO2BkV3tpv78K8Cg">Di Bari</a> si riserva il capitolo finale, in cui getta uno sguardo al web del 2015 e 2020: il primo caratterizzato da una coda ancor più "lunga" <a href="http://www.thelongtail.com/" target="_blank">di quella di Anderson</a>, la <i>longer tail</i>, che coinvolgerà i miliardi di persone che non hanno l'inglese come lingua madre. Intercettare le innumerevoli nicchie che accolgono lingue, culture e stilemi diversi da quelli oggi dominanti rappresenterà l'obbiettivo strategico del futuro prossimo del web. Più in là, una realtà fatta di uomini e <i><a href="http://guide.dada.net/bibliofilia/interventi/2007/01/281557.shtml" target="_blank">spimes</a> </i>sempre più connessi ed interconnessi genererà un coda ancor più lunga, una <i>longest tail</i>.</p>
<p>Una notazione finale: strano che in questa raccolta manchi un contributo dedicato al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico"><i>semantic web</i></a>.</p>
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