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	<title>fondamentalismi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/fondamentalismi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "fondamentalismi"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 16:47:15 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[FINE DELLE IDEOLOGIE?*]]></title>
<link>http://brianzecum.wordpress.com/?p=88</link>
<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 09:30:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>brianzecum</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando funzionavano le scuole-quadri del PCI, della DC, del PSI, nel nostro paese venivano tramandat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">Quando funzionavano le scuole-quadri del PCI, della DC, del PSI, nel nostro paese venivano tramandate ideologie politiche coerenti in sé stesse. Oggi sono finiti i vecchi partiti e si è decretata la fine delle ideologie. I <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">partiti sono stati sostituiti da coalizioni elettorali,</span> verso le quali l’atteggiamento degli elettori dovrebbe essere simile a quello del <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">tifo sportivo</span>. Quale ideologia spinge a preferire una squadra a un’altra, un corridore a un altro? Nessuna ideologia, evidentemente, solo un atteggiamento epidermico di simpatia, pregiudiziale, preconcetto. Qualcosa di simile sta avvenendo alla politica: diventa sempre più assimilabile a uno spettacolo (il “teatrino” della politica, appunto), sempre più soggetta agli umori fluttuanti di telespettatori distratti, piuttosto che a una maturazione razionale e a scelte convinte di <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">elettori responsabili</span>. Si possono così porre alcuni interrogativi: si può vivere senza ideologie o credenze o idee forti? Siamo di fronte a una deriva politica ineluttabile o a una scelta voluta da qualcuno? Sono davvero finite le ideologie o sono sostituite da qualcos’altro?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">C<span style="background:yellow none repeat scroll 0;">redenze nascoste</span></span></strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">.<span> </span>È uno sforzo indispensabile - quanto raro - cercare di comprendere quali sono le nostre credenze nascoste, rendendole visibili e comprensibili, perché, “quanto più restano sotterranee e non identificate, tanto più sono potenti e possono trasformarsi in ideologie strette e persino in <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">fondamentalismi</span>” (pag. 176). Di solito siamo portati ad associare questi ultimi e le credenze fanatiche, al campo della religione, ma se ne possono trovare anche altrove, in politica, scienza, economia. Si può ritenere che ci sia fondamentalismo quando una ideologia, che offre una spiegazione totale del mondo e della condizione umana, esercita il potere considerando chi non vi aderisce eretico, nemico, addirittura il Male, non meritevole di dialogo ma da eliminare. Questa era, ad es. l’atteggiamento politico teorizzato da Stalin e praticato pure dai totalitarismi di destra. Anche per i loro simboli, erano facilmente identificabili. Le grandi credenze contemporanee (fiducia nella potenza del denaro, della scienza, del consumo, del successo…) non sono invece connotare da simboli precisi e possono essere particolarmente insidiose. Di solito sono caratterizzate dal rifiuto del trascendente, del mistero, delle fedi religiose, considerate per loro natura reazionarie. Portano spesso all’<span style="background:yellow none repeat scroll 0;">inversione tra mezzi e fini,</span> tra sacro e profano e persino tra soggetto e oggetto (pag. 181). Ecco alcuni esempi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">F<span style="background:yellow none repeat scroll 0;">iducia nella crescita economica</span></span></strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">.<span> </span>Il potere economico (multinazionali, finanzieri, grandi ricchi, associazioni padronali..) tende ad appropriarsi anche del potere mediatico (tv, cine, stampa..). Il motivo è evidente: se la gente ragiona in un certo modo, il potere stesso ne trae beneficio. E il modo suo di ragionare è quello di porre l’economia al vertice dei valori umani. Sessant’anni fa, quando fu scritta la Costituzione della Repubblica con largo accordo tra le componenti di opposto schieramento, liberale, marxista e cattolico, si parlava molto di <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">bene comune</span>: ad esso facevano continuo riferimento i dibattiti politici e le leggi. Oggi questa nozione è quasi scomparsa, sostituita da un’altra: quella della <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">crescita economica</span>. Caduta l’ideologia marxista sulla conquista rivoluzionaria del potere, si è affermata quella liberale secondo cui con una maggiore crescita economica si potrebbero risolvere tutti i problemi degli stati e del mondo, compresi quelli posti dalla crescita stessa (squilibri, disuguaglianze, privilegi, crisi ambientale..). È questo, secondo l’ideologia dominante nella globalizzazione, il dogma dell’<em>one way</em>, l’unica via percorribile, seguito dal dogma corollario definito dalla signora Thatcher negli anni ’80 TINA (acronimo di there is no alternative, non ci sono alternative). Peccato che la logica di questo pensiero unico comporti che gli uomini debbano essere subordinati all’economia: il mezzo diventa il fine. Gli effetti più macroscopico sono la crescita della <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">disoccupazione, del precariato, degli squilibri</span>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">F<span style="background:yellow none repeat scroll 0;">iducia nel consumo</span></span></strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">.<span> </span>Un aspetto della fede nella crescita è dare connotazione acriticamente positiva al consumo: consumare vuol dire far “girare” l’economia. La pubblicità (ma non solo) è preposta a questa funzione. Essa infatti “parla di libertà per meglio alienarci al consumo e presenta un volto allegro per meglio chiuderci in un mondo unidimensionale profondamente triste” (pag. 180), se non addirittura mortale. Infatti il consumismo, specie quello alimentare, ha un risvolto tragico: tutte le statistiche nei paesi “progrediti” indicano che la maggioranza delle morti sono attribuibili alle patologie del benessere, a loro volta connesse con l’abnorme arricchimento alimentare. Del resto è sempre più evidente che in un mondo dalle risorse finite, i consumi materiali e l’economia tradizionale non possono crescere all’infinito: i nostri consumi eccessivi andranno a ridurre quelli già bassi del terzo mondo, così come la scelta di dedicare parte dei limitati terreni agricoli alla produzione di carburanti per sostituire la scarsità di petrolio, mette in competizione 600 milioni di auto - spesso usate per consumi superflui - con due miliardi di poveri del terzo mondo, già oggi sulla soglia della fame.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">F<span style="background:yellow none repeat scroll 0;">iducia nel progresso</span> tecnico-scientifico</span></strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">.<span> </span>La scienza è basata sul dubbio, perché solo mettendo in discussione le conoscenze acquisite è possibile progredire. Uno scientista - cioè chi crede nel valore assoluto della scienza, intesa come capace di progresso indefinito, di dare risposte certe, di risolvere tutti i problemi umani - invece non può avere dubbi. Per lui la scienza non è più un mezzo, è diventato un fine, la Verità. Chi vuole far prevalere l’etica e la morale sulla scienza non può che essere definito reazionario, nemico. Si scivola così nel fondamentalismo, per cui il contraddittore è il Male, da eliminare con ogni mezzo (pag. 181). In ogni caso la fede nel progresso è assai più diffusa di quanto si pensi. Un esempio è la ricerca sulla fusione nucleare, nella quale si continua a investire miliardi, anche se - a detta di numerosi esperti - appartiene più alla fede nella scienza che alla realizzabilità tecnica. Analogamente si continua a investire nella fissione, pensando di riuscire prima o poi a neutralizzare le scorie radioattive: per ora è un’eredità - poco gradevole - che lasciamo alle generazioni future, in nome della stessa fiducia scientista. Come pure continuiamo a consumare il petrolio in via di esaurimento, quasi sperando che la scienza consentirà un giorno di riportare nei pozzi il prezioso liquido, prodotto dalla natura in miliardi di anni - al fine di rendere il clima della Terra adatto alla vita umana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">Alcune considerazioni conclusive</span></strong><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">.<span> </span>Anche solo da questi brevi cenni, si può dedurre che le ideologie sono lungi dall’essere esaurite, come si tende a far credere da gran parte dei media subordinati all’<em>one way</em> del liberismo globalizzato. Si sono trasformate rispetto al passato le ideologie, ma mantengono una carica idolatrica, scivolando persino nel fondamentalismo. Certo non usano i mezzi violenti di Stalin per far tacere gli oppositori, ma mezzi assai più semplici: basta escluderli dai media, basta ingolfare questi ultimi di banalità, facendo leva sugli istinti regressi per avere audience. Il risultato è identico a quello di Stalin: l’opposizione non esiste o comunque non si vede, non può far sentire la propria voce. Nel gioco di inversione tra mezzi e fini, i media si trovano facilitati da un’altra tendenza naturale: i mezzi sono in genere tangibili e misurabili, mentre i fini attengono in gran parte al campo <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">immateriale</span>; la libertà, ad es., non è misurabile, è assolutamente immateriale. Pertanto il settore immateriale è quello da privilegiare in ogni attività umanizzatrice. Un’ultima considerazione è che le ideologie moderne consentono di <span style="background:yellow none repeat scroll 0;">sottrarsi alle responsabilità dell’impegno politico</span>: se le soluzioni saranno trovate dall’economia o dalla scienza, basta lasciar fare alle imprese o agli scienziati, basta fidarsi. Ecco come le ideologie nascoste hanno contribuito a degradare la politica a tifo sportivo, cioè a negarla, mentre dovrebbe essere la massima espressione della responsabilità di ciascuno per il bene comune.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><em><span style="font-size:14pt;font-family:Arial;">*Riferimento bibliografico: V. Cheynet, Le choc de la décroissance, édition du Seuil, avril 2008.</span></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Chiesa CENSURA Grillini a Pisa]]></title>
<link>http://queerzone.wordpress.com/?p=121</link>
<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 14:37:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>QueerZone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come riferito da questo articolo su Yahoo, l&#8217;onorevole Grillini doveva intervenire ieri a Pisa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Come riferito da <a href="http://it.notizie.yahoo.com/gayit/20080222/ten-grillini-parla-a-pisa-ma-la-curia-gl-ef693a4_1.html" target="_blank">questo articolo su Yahoo</a>, l'onorevole Grillini doveva intervenire ieri a Pisa ad un incontro dal titolo "I diritti di tutti", che doveva tenersi al Teatro Lux (di proprietà della Curia).  Ebbene pur di impedire l'intervento la Curia ha minacciato gli attuali gestori del Teatro di rescindere il contratto... e così si è dovuto provvedere a ricollocare la conferenza altrove. Ecco la dichiarazione dell'onorevole Grillini:</p>
<blockquote><p>La censura alla mia presenza a Pisa in un dibattito sui diritti da parte della Curia locale oltre a rivelare un brutale sottofondo di razzismo, <b>è quanto mai esemplare di ciò che la Chiesa di Ratzinger e Ruini intende per libertà di pensiero e di dialogo</b>. Fa ancora più rabbia pensare che queste strutture sono finanziate con l'8 per mille e <b>con denaro pubblico</b>, denaro di cui si fa un vergognoso uso di parte, nonchè brutalmente discriminatorio. Questo episodio dimostra la necessità di una riscossa laica e democratica e che è urgente un'azione a difesa della libertà di parola per tutti</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Roma: nelle superiori lezioni contro il Bullismo agli studenti, con la collaborazione del Mario Mieli ma Alleanza Nazionale ed Avvenire non ci stanno]]></title>
<link>http://queerzone.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 13:38:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>QueerZone</dc:creator>
<guid>http://queerzone.wordpress.com/?p=100</guid>
<description><![CDATA[A Roma è stato avviato un progetto patrocinato dall&#8217;Assessorato alle Pari Opportunità del Co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A Roma <a href="http://www.queerblog.it/post/965/a-scuola-contro-bullismo-o-omofobia" target="_blank">è stato avviato un progetto patrocinato dall'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Roma contro il bullismo e l'omofobia nelle scuole</a>. Il progetto è promosso dal <a href="http://www.mariomieli.org/" target="_blank">Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli</a> e si avvale della collaborazione di esperti e psicologi per realizzare interventi di formazione che aiutino gli insegnanti a prevenire gli episodi di bullismo ed intolleranza che imperversano nelle scuole superiori.</p>
<p>Ovviamente l'armata di "QUELLI CHE SONO SEMPRE CONTRO" praticamente ad ogni cosa ancora una volta è scesa in campo. Questa volta è composta dagli eredi dei fascisti di Alleanza Nazionale e dal sempre presente quotidiano dei vescovi <a href="http://www.avvenire.it" target="_blank">Avvenire</a>, che si sono scagliati contro il progetto per la presenza del Mario Mieli...  Un'organizzazione che opera ormai da decenni per lottare contro l'intolleranza, il bullismo e l'omofobia... ed è chiaro a tutti che molti dei raid dei cosiddetti "bulli" sono rivolti proprio ai danni di ragazzi e ragazze omosessuali. Ad ogni modo il corso intende promuovere la cultura del dialogo e del rispetto delle diversità (siano esse dovute a genere, identità sessuale o disabilità fisiche).</p>
<p>Ebbene come al solito Avvenire non può far altro che strumentalizzare il tutto e scagliarsi nei suoi ormai consueti anatemi. Trovo francamente ridicolo l'atteggiamento di questo persone... il bullismo è un fenomeno che va SEMPRE combattuto, in TUTTE le sue forme! <a href="http://queerzone.wordpress.com/2008/02/08/milano-sei-gay-insulti-e-botte-alloratorio-e-il-prete-non-sa-non-vede-non-sente/" target="_blank">Non è che quando si mena un ragazzino perché gay... si può scusare il fatto... come recentemente avvenuto</a>. Affido la replica direttamente ad un comunicato stampa del Mario Mieli:</p>
<blockquote>
<p class="spip">Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli respinge con forza l'attacco del quotidiano cattolico L'Avvenire, effettuato senza alcuna cognizione di causa, ribadendo che il progetto preso così tanto attaccato vuole promuovere, tramite la libera espressione degli studenti, una riflessione sulle tematiche del bullismo per favorire lo scardinamento delle dinamiche che provocano gli innumerevoli ed incresciosi episodi e fornire spazi di ascolto per gli studenti. Peraltro già il titolo del progetto, “Smontiamo i bullismi” dovrebbe far riflettere della serietà con la quale il Circolo Mario Mieli affronta il tema del bullismo, del quale non ha assolutamente una visione da “parrocchietta” come le illazioni contenute nell'articolo dell'Avvenire vorrebbero far credere, ma un'assoluta visione a 360° il cui obiettivo è sensibilizzare studenti, insegnanti e genitori sulle difficoltà che i ragazzi incontrano durante la crescita in un contesto che generalmente non prevede o non accetta le diversità (non solo di orientamento sessuale, ma anche di religione, etnia e disabilità).</p>
<p class="spip">Il progetto non prevede quindi in alcun modo l'affermazione di una specifica visione “culturale” della sessualità umana né di alcuna posizione politica o ideologica, a differenza di quanto invece spesso avviene nelle attività e nelle strutture gestite da organismi collegati alla chiesa cattolica, che bene farebbero a metter più spesso in pratica il vecchio detto della pagliuzza e della trave.</p>
<p class="spip">E' oltremodo doveroso per il Circolo Mario Mieli ringraziare gli Istituti che ancora una volta hanno accordato la propria fiducia alla nostra Associazione, che già in passato ha avuto modo di dar prova di serietà e professionalità nel corso di interventi in diverse scuole romane.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parma: Scoprono che il coinquilino è gay, lo minacciano e lo sequestrano.]]></title>
<link>http://queerzone.wordpress.com/?p=85</link>
<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 20:24:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>QueerZone</dc:creator>
<guid>http://queerzone.wordpress.com/?p=85</guid>
<description><![CDATA[&#8220;&#8230;E&#8217; successo ad un uomo di 34 anni, letteralmente sequestrato nell&#8217;appartam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote><i>"...E' successo ad un uomo di 34 anni, letteralmente sequestrato nell'appartamento in cui viveva da poco, dai suoi coinquilini che avevano appena scoperto il suo orientamento sessuale..."</i>[<a href="http://www.gay.it/channel/attualita/24092/Parma-scoprono-che-e-gay-e-lo-rinchiudono-dentro-casa.html" target="_blank">Continua a leggere su Gay.it &#62;&#62;&#62;</a>]</p></blockquote>
<p>Ecco un altro vergognoso atto di omofobia in quest'Italia che va sempre peggio... e nessuno alza la voce per tutelare ciò che ci spetta per diritto. Signora (ga-)Binetti ora mi dica ancora che non è vero che i gay sono discriminati, attaccati giornalmente, che sono vittime di violenze e soprusi di ogni genere e che non serve una legge che punisca l'istigazione all'odio verso gli omosessuali.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Chiesa Cattolica attuale è un pericolo per la Democrazia]]></title>
<link>http://queerzone.wordpress.com/?p=79</link>
<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 22:18:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>QueerZone</dc:creator>
<guid>http://queerzone.wordpress.com/?p=79</guid>
<description><![CDATA[Vi segnalo questo interessante post sul blog di FamigliaFantasma in cui l&#8217;autore commenta le m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo questo interessante post sul blog di <a href="http://famigliafantasma.freewordpress.it/2008/02/03/la-chiesa-cattolica-attuale-e-un-grave-pericolo-per-la-democrazia/" target="_blank">FamigliaFantasma</a> in cui l'autore commenta le motivazioni per cui ritiene che la Chiesa Cattolica d'oggi sia un pericolo per la democrazia e la laicità dello Stato:</p>
<blockquote><p><i><b>...E’ contraria non solo all’aborto, ma anche alla legge sull’aborto </b><i>(cosa ben diversa). </i></i></p>
<p><i><b>E’ contraria non solo ai matrimoni omosessuali, ma anche ad una legge che li riconosca</b> <i>(cosa ben diversa)</i>...</i></p>
<p>[ <a href="http://famigliafantasma.freewordpress.it/2008/02/03/la-chiesa-cattolica-attuale-e-un-grave-pericolo-per-la-democrazia/" target="_blank">Continua a leggere su FamigliaFantasma &#62;&#62;&#62;</a>]</p></blockquote>
<p>Aggiungo io:</p>
<p><b>è contraria non solo ai matrimoni omosessuali, ma a qualsiasi forma di riconoscimento delle coppie omosessuali e a qualsiasi LEGGE che le riconosca.</b></p>
<p><b>è contraria non solo all'eutanasia e al testamento biologico, ma anche a qualsiasi LEGGE che tenti di disciplinarle.</b></p>
<p><b>è contraria a qualsiasi legge che punisca l'INCITAMENTO all'odio verso gli omosessuali.</b></p>
<p>... meglio che mi fermi qui, va. Le Leggi dovrebbe farle lo Stato non la Chiesa.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Spagna: la Chiesa Cattolica si schiera apertamente invitando a NON VOTARE per Zapatero]]></title>
<link>http://queerzone.wordpress.com/?p=75</link>
<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 16:37:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>QueerZone</dc:creator>
<guid>http://queerzone.wordpress.com/?p=75</guid>
<description><![CDATA[Eccola qui&#8230; la Chiesa Cattolica &#8220;moderna&#8221;, &#8220;aperta al dialogo&#8221; e ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Eccola qui... la Chiesa Cattolica "moderna", "aperta al dialogo" e "tollerante".</p>
<p>Come riferiscono tutti i principali giornali spagnoli, ormai la Chiesa non ha più nemmeno l'accortezza di muovere le proprie pedine di nascosto, ma si schiera apertamente in politica.</p>
<p>Come potere leggere su: <a href="http://www.elmundo.es/elmundo/2008/01/31/espana/1201784022.html?a=42e2c57e88c0e212b18aae0907cc3213&#38;t=1201882018" target="_blank">El Mundo</a>, <a href="http://www.elpais.com/articulo/opinion/obispos/voto/elpepuopi/20080201elpepiopi_1/Tes" target="_blank">El Paìs</a> e <a href="http://www.abc.es/20080201/sociedad-religion/iglesia-pide-catolicos-voten_200802010338.html" target="_blank">Abc</a></p>
<p><b>I fatti: </b>la Conferenza Episcopale Spagnola</p>
<div class="subtitulo">
<ul>
<li>Ha diffuso una nota dal titolo 'considerazioni che stimolino l'esercizio Responsabile del voto'</li>
<li>Chiedono esplicitamente di appoggiare chi non riconosce 'un'organizzazione terroristica (ETA ndr) come interlocutore', strumentalizzando palesemente una tematica delicata come il terrorismo basco... A fronte dell'intenzione di Zapatero di arrivare ad una pacificazione nazionale attraverso il dialogo.</li>
<li>Criticano il laicismo dell'attuale governo e la 'Legge di Memoria Storica' per ricordare il periodo di dittatura franchista e risarcire le vittime delle persecuzioni... La Chiesa Cattolica teme che con questa legge si aiuti la gente a non dimenticare l'appoggio dato dalla Chiesa al Franchismo.</li>
<li>Si oppongono ai matrimoni omosessuali e all'insegnamento delle scuole dell'Educazione alla Cittadinanza, materia che vuole insegnare l'Educazione e la tolleranza nelle scuole</li>
</ul>
</div>
<div class="subtitulo">Un attacco diretto al PSOE e al Governo di Zapatero ed un invito a votare per il partito popolare considerato il "male minore".</div>
<div class="subtitulo">Come riporta il sito di El Paìs <i>non si tratta di negare ai vescovi il loro diritto di introdurre messaggi pastorali nella vita politica, bensì di ricordare loro che, a differenza del resto dei cittadini essi hanno a disposizione uno spazio esclusivo e riservato per farlo: le chiese. Se decidono di abbandonarle, come succede ogni volta che diffondono una nota come quella di ieri, devono attenersi alle regole pattuite tra cittadini e raccolte nella Costituzione e nelle Leggi. Sul terreno politico, NON SONO PASTORI DI NESSUNO E NON POSSONO RECLAMARE IL POSSESSO ESCLUSIVO DELLA VERITA', SE NON AL COSTO DI INCORRERE NEL FANATISMO.</i></div>
<div class="subtitulo"><b>Non si tratta infatti di materia dottrinale, bensì di politica vera e propria... potere temporale a tutti gli effetti... Sono proprio disperati per il fatto che la Chiesa sta pagando il conto per l'appoggio dato alla Dittatura Franchista. </b></div>
<div class="subtitulo">Da notare che nemmeno il Partito Popolare che si oppone a Zapatero ha intenzione di modificare le riforme radicalmente. L'unica cosa cui si pensa per dare il contentino ai cattolici è cambiare la dizione al matrimonio gay, chiamandolo diversamente, ma lasciando intaccati i diritti.</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aiutali anche tu: 2 ragazzi iraniani rischiano la condanna a morte perché si amano]]></title>
<link>http://queerzone.wordpress.com/?p=74</link>
<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 00:57:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>QueerZone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Hamzeh e Loghman sono due ragazzi come tanti altri. Hanno meno di 20 anni&#8230; ma rischiano già d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight:bold;">Hamzeh </span>e <span style="font-weight:bold;">Loghman sono due ragazzi come tanti altri. Hanno meno di 20 anni... ma rischiano già di essere condannati a morte. Il motivo? Perché si amano. E nella Repubblica Iraniana gli omosessuali sono considerati NEMICI DI ALLAH. Il <a href="http://www.everyonegroup.com" target="_blank">Gruppo Everyone</a> si batte affinché questi ragazzi, nemmeno ventenni, siano graziati e <a href="http://www.petitiononline.com/irangay/petition.html">ha lanciato una petizione</a> da presentare alle Ambasciate Iraniane e a tutti gli uomini di potere della "repubblica" islamica.</span></p>
<p><a href="http://www.petitiononline.com/irangay/petition.html" target="_blank">Forza! Sottoscrivete anche voi la petizione! &#62;&#62;&#62;</a> Non ci vuole molto! Act Now!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Solo le parole ci salveranno dai fondamentalismi]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/01/10/solo-le-parole-ci-salveranno-dai-fondamentalismi/</link>
<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 07:00:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>sparzani</dc:creator>
<guid>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/01/10/solo-le-parole-ci-salveranno-dai-fondamentalismi/</guid>
<description><![CDATA[Rafik Schami: «L&#8217; esilio è una condizione amara ma può anche essere liberatorio»
Lo scritt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Rafik Schami: «L' esilio è una condizione amara ma può anche essere liberatorio»<br />
Lo scrittore siriano Rafik Schami è nato nel 1946 nel quartiere cristiano aramaico di Damasco. Nel 1971 si è rifugiato in esilio in Germania. Nel 2006 è uscito in libreria «<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788811678571/schami-rafik/lato-oscuro-dell.html">Il lato oscuro dell' amore</a>» (Garzanti, pagine 858, euro 22).<br />
<a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/files/2008/01/schami.jpg" title="Rafik Schami"><img src="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/files/2008/01/schami.thumbnail.jpg" alt="Rafik Schami" /></a><br />
Credo che non sia inutile rileggere oggi l'intervista che gli fece Claudio Magris, pubblicata sul Corriere della sera del 12 marzo 2006. <i>a.s.</i></p>
<p>Claudio Magris: La globalizzazione cancella alcune identità, ma ne crea altre, accresce diversità e meticciati. Sul piano letterario, incrementa un fenomeno stimolante, già esistente in passato, l' opera di autori che - in seguito all' esilio, all' emigrazione, allo sradicamento - scrivono i loro testi in una lingua diversa da quella materna, come un tempo Joseph Conrad oppure oggi, in Italia, uno scrittore quale Giorgio Pressburger. Rafik Schami, siriano immigrato in Germania all' inizio degli anni Settanta - è nato nel 1946 -, è divenuto un narratore tedesco di grande successo, anche in Italia, col suo libro Il lato oscuro dell' amore, tradotto da Rossella Zeni. È un affresco epico, un tappeto orientale in cui i fili di innumerevoli destini individuali si intrecciano in un disegno in cui vive il Medio Oriente nel crogiolo delle sue stirpi, religioni e culture.<br />
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Per uno scrittore la lingua non è solo comunicazione, ma si identifica con la percezione del mondo e l' ordine che gli si dà; scrivere in tedesco questa storia araba - gli chiedo - implica pure un altro sentimento della realtà? Se l' avesse scritto in arabo, il libro sarebbe stato diverso?</p>
<p>Rafik Schami: Certo, ma la diversità è di natura complessa, per motivi pratici ed estetici. Non avrei mai potuto pubblicare un simile romanzo in arabo senza finire in prigione o in manicomio, ma anche se l' avessi scritto, in arabo, in esilio, sarei stato bloccato. L' esilio è amaro, ma anche liberatorio. Nei Paesi arabi gli autori scrivono sotto un triplice controllo: la dittatura, i fondamentalisti e il clan. In tedesco io scrivo senza riguardi per nessuno e senza chiedere permessi a nessuno, obbedendo solo alla mia storia; il mio stile si basa sulla tradizione del racconto orale e non su quella della narrativa tedesca, dalla quale pure deriva la mia lingua letteraria; per questo mi definisco non uno scrittore tedesco ma di lingua tedesca. La lingua non è il mantello del contenuto, ma la sua pelle, come quella del corpo umano.</p>
<p>C. M.: Il suo romanzo sembra richiamarsi a modelli epici ottocenteschi, a famosi romanzi-fiume che narrano storie di famiglia attraverso le generazioni. Si sente inserito in questo solco del passato oppure questa struttura a mosaico e a intarsio si richiama a una tradizione orientale? Rispetto alla grande narrativa sperimentale che ha rivoluzionato da un secolo il romanzo, non ha in qualche momento il timore di aver scritto una monumentale opera epigonale?</p>
<p>R. S.: Talvolta questo dubbio feroce mi paralizzava; pensi che, due anni prima della sua conclusione, il romanzo aveva raggiunto una misura di duemila pagine e spesso, di notte, una domanda non mi lasciava dormire: chi potrà leggere questo libro? Non sono antiquato? Lavoravo sino all' esaurimento, di notte, a tagliare e ad accorciare, sottraendo come un ladro ogni frase superflua e sentendomi talora perduto. Mi dicevo che la buona letteratura è senza tempo, ma era solo per combattere l' angoscia. Ma a guidarmi era più l' arte orientale e mediterranea del mosaico che il romanzo europeo.</p>
<p>C. M.: Nel suo romanzo ci sono diverse identità religiose - il Cristianesimo cattolico e ortodosso, l' Islam, l' ebraismo - talora pure in conflitto, ma le differenze religiose sembrano irrilevanti rispetto alla cultura araba in cui sono radicate; Cristianesimo e Islamismo contrappongono gli uomini, ma non sembrano incidere sui loro comportamenti, sentimenti, pregiudizi, costumi, che appaiono gli stessi Nella sua saga la famiglia è il centro del mondo; rappresenta un valore o un inferno, come pensava Gide?</p>
<p>R. S.: Un inferno prezioso. La sua impressione sulla vita araba nella mia Damasco è giusta. Come la Trieste dei suoi libri, Damasco è una città aperta e perciò sono persuaso che il<br />
cambio di potere avverrà in forme più moderate che a Baghdad. Questa moderazione è una specialità della città come le rollate di pistacchi e la conversione di San Paolo; i conflitti ci sono ma si può convivere con essi. Per duecento anni hanno infuriato i crociati, con le bandiere della religione, ma a Damasco, anche quando era assediata da questi feroci crociati, i cristiani potevano vivere normalmente. Le minoranze godevano di pochi diritti, ma erano protette; la modernità ha tolto loro la protezione, ma non ha aumentato i loro diritti.</p>
<p>C. M.: Lei è cristiano, è stato comunista, è un oppositore del totalitarismo che ha imperato in questi decenni in Siria e l' ha costretta all' esilio. Dinanzi allo «scontro di civiltà» e in particolare alle violente reazioni islamiche alle vignette blasfeme, Lei ha parlato di due fondamentalismi, rispettivamente in cravatta e barbuto, e di una strumentalizzazione islamica. Non crede ci sia stata forse anche un' intenzionale strumentalizzazione occidentale, una deliberata volontà di provocare, con quelle imbecilli vignette, quelle deliranti reazioni?</p>
<p>R. S.: Si possono fare solo delle illazioni; molti segni dicono che le caricature sono state pilotate, ma il motivo della conflittualità tra Oriente e Occidente è un altro. Nei rapporti fra gli intellettuali cristiano-europei e quelli arabo-islamici non funziona niente; non discutiamo fra noi, ma ci guardiamo con sospetto. Perciò queste caricature, da chiunque possano essere state pilotate, sono uno schiaffo alla nostra viltà. Perché gli intellettuali europei non hanno il coraggio di criticare le storture nel mondo islamico, senza offendere il suo profeta? Non è una vergogna il fatto che tutti i governi europei da decenni collaborino con le dittature arabe e abbiano più rafforzato che scalfito il muro del silenzio nei confronti dell' opposizione in questi Paesi? Perfino una coalizione rosso-verde che ha governato la Germania per sette anni e i cui membri provenivano in gran parte dalla contestazione, ha fatto affari per miliardi con l' Arabia, ma non ha offerto all' opposizione né aiuto né dialogo.</p>
<p>C. M.: Lontano da tanti anni dalla sua Damasco, lei l' ha ricostruita, nel romanzo, strada per strada e pietra su pietra, documentandosi con piante, mappe e guide della città, come faceva Joyce a Trieste con la sua Dublino. Lei si sente lacerato fra i due mondi o li sente armoniosamente fusi nella Sua persona? Si sente in esilio?</p>
<p>R. S.: Per quel che riguarda Trieste, l' ho conosciuta tramite lei e, le tre volte che l' ho visitata, mi sono sempre messo sulle tracce delle sue descrizioni. Così ho fatto anche a Roma con Marco Lodoli. Mi sento meno lacerato, perché ho capito che l' esilio mi ha dato, con la lingua tedesca, una patria meravigliosa, ma ci sono cose di cui sento ogni giorno - e questo da trentacinque anni - la mancanza e la somma di queste cose si chiama Damasco. Perciò il mio nuovo libro si intitola Damasco nel cuore, Germania negli occhi; è una raccolta dei miei saggi in trentacinque anni di esilio. Si vede che divento vecchio e raccolgo le mie vecchie cose. Per questo anche il mio prossimo romanzo - stavolta sarà breve - sarà ambientato a Damasco.</p>
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