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	<title>fonti_storiche &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "fonti_storiche"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 07:45:32 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[E da Genova il Sirio partivano...]]></title>
<link>http://deffeblog.wordpress.com/?p=245</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 19:12:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>deffe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Due facciate del passaporto di mia nonna, Giovanna (Jenny) Rovegno,  Nata a New York nel 1885, figli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/passaporto1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-243" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/passaporto1.jpg?w=128" alt="" width="128" height="89" /></a><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/passoporto2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-244 alignleft" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/passoporto2.jpg?w=128" alt="" width="128" height="90" /></a>Due facciate del passaporto di mia nonna, Giovanna (Jenny) Rovegno,  Nata a New York nel 1885, figlia di Domenico e Luigia De Barbieri, emigrati dalla Liguria (dal piccolo paese di Tribogna) in America negli ultimi decenni dell'800. Come<a href="http://deffeblog.wordpress.com/2008/02/22/a-genova-un-mu…ellemigrazionea-genova-un-museo-dellemigrazione/"> </a>ho gia scritto in un <a href="http://deffeblog.wordpress.com/2008/02/22/a-genova-un-museo-dellemigrazione/">vecchio post</a>, <a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/domenico.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-247 alignright" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/domenico.jpg?w=67" alt="" width="67" height="96" /></a>Domenico (qui in una fotografia da anziano, faccia da contadino ligure - chissà se aveva la mimica di Gilberto Govi!) fece fortuna con la produzione e il commercio di marshmellows, confetti, canditi, arrivando a possedere una fabbrica a Manhattan e una grande casa a Staten Island, e nel frattempo mise in piedi, con il contributo di sua moglie, una notevole famiglia (11 figli tra maschi e femmine!). Le ragazze, o almeno mia nonna, narrano le cronache di famiglia, tornarono verso gli inizi del secolo scorso al paese in visita  (o meglio, per trovare marito)...non è stato  difficile, almeno per Jenny, che era bruna <a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/jenny-sposa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-272" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/jenny-sposa.jpg?w=44" alt="" width="44" height="96" /></a>con grandi  occhi azzurri e un naso importante (che aimè ho ereditato). Fatto sta che, in una di queste occasioni, incontrò Mario, un giovane avvocato, figlio di una famiglia molto nota  della zona, professionisti e ricchi propietari terrieri.<br />
Bello, alto, biondo, elegante e galante, e con due stupendi baffi arricciati. Scriveva dei sonetti<a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/mario-giovane.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-273" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/mario-giovane.jpg?w=74" alt="" width="74" height="96" /></a> perfetti - Jenny parlava solo il dialetto genovese  e l'americano, ma aveva studiato cucito, cucina, poesia, (molti anni dopo mi recitava dei brani di "Evangeline" e "The song of Hiawatha", di Longfellow, a memoria. Per non parlare delle scorpacciate di pancakes che abbiamo fatto a casa sua, conditi di burro e zucchero: vero menù ipercalorico per noi bambine italiane postbelliche).</p>
<p>Torniamo in argomento: tra Jenny e Mario fu amore a prima vista. La famiglia di lui fece una opposizione ferocissima: sposare la figlia di emigrati ex contadini! ooorrrore! Lo diseredarono, o almeno, minacciarono di farlo. Ma i due innamorati si sposarono, andarono in America in viaggio di nozze, (forse - di questo non sono sicura: c'è una foto di entrambi sul ponte di una nave...) e poi, al ritorno cominciarono a mettere su famiglia, e nacque poi mio padre Clementino (Tino)</p>
<p>Ma l'opposizione dei parenti, tra cui in particolare una zia rapallese molto snob,  però continuava, e alla fine Jenny, una ragazza gagliarda e intraprendente, e una sincera democratica, si scocciò, prese il figlo, (l'erede maschio!!!) e se ne tornò da sola in America, minacciando di non farsi più vedere se non la smettevano di rompere. E' questo il viaggio documentato dal passaporto: 1919, con mio padre che aveva 3 anni. La storia poi ovviamente continua (se no io non sarei qui a scriverla, molti e molti decenni dopo...). La continuerò anche io, in qualche altro post. Ma perchè mi è venuta in mente? e a chi mai potrebbe interessare, a parte la mia famiglia di qui e di là dell'oceano?</p>
<p>La risposta è la visita alla Mostra "<strong>La Merica. Da Genova a Ellis Island</strong>", appena inaugurata al <strong>Galata, Museo del mare </strong>di Genova,<a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/galatamuseo.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-250" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/galatamuseo.jpg?w=127" alt="" width="127" height="96" /></a> di cui ho fatto cenno  precedentemente. Sono stata a visitarla e la consiglio caldamente: è una mostra non enorme, ma molto interessante, gli oggetti e le ricostruzioni d'ambiente sono fatte molto bene,<a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/nave.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-251" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/nave.jpg?w=127" alt="" width="127" height="96" /></a> i documenti originali sono presentati con sistemi virtuali molto comunicativi (ad esempio, una parte del tavolaccio della mensa per i viaggiatori dei ponti inferiori si illumina al tocco, e si può leggere la riproduzione di una lettera molto commovente di un emigrato, che parla dell'orribile viaggio fatto e delle sofferenze patite). C'è poi il "trucco" di dotare ogni visitatore-viaggiatore di un passaporto (quasi uguale a quello riprodotto qui sopra), che ha un codice a barre. Inserendolo in apposite fessure vicino a certi schermi, si iniziano dei dialoghi reali/virtuali con personaggi che sottopongono il visitatore o visitatrice (che ha assunto anche l'identità di una reale emigrato/a) a domande (a cui bisogna rispondere) che riproducono fedelmen<a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/libertavirtuale.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-252 alignright" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/libertavirtuale.jpg?w=127" alt="" width="127" height="96" /></a><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/infermeria.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-253 alignleft" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/infermeria.jpg?w=127" alt="" width="127" height="96" /></a>te un interrogatorio degli ispettori a Ellis Island, all'arrivo del viaggio in America ... tutto in varie lingue. Mi piace il mix tra nuove tecnologie digitali, ricostruzioni d'ambiente fedelissime, uso dei documenti, fotografie, manifesti e quadri originali. Il tutto è coinvolgente, e in certi momenti, anche commovente. Io mi commuovo abbastanza di rado - ma le parole, i visi delle fotografie,  e anche la grandiosa simulazione dell'arrivo lentissimo della nave nel porto di New York sono veramente efficaci...</p>
<p><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/laviaggiatrice.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-254" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/laviaggiatrice.jpg?w=127" alt="" width="127" height="96" /></a><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/quadroemigranti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-255 alignleft" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/quadroemigranti.jpg?w=127" alt="" width="127" height="96" /></a><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/ritratti.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-256 alignleft" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/ritratti.jpg?w=127" alt="" width="127" height="96" /></a> <a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/documenti1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-258" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/documenti1.jpg?w=127" alt="" width="127" height="96" /></a> <a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/casa-dei-migrati.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-259" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/casa-dei-migrati.jpg?w=127" alt="" width="127" height="96" /></a></p>
<p>L'ultima fotografia qui vicino è una casa della piazza del piccolissimo paese di Ogno, in Val Fontanabuona, provincia di Genova. Fino a pochi anni fa semideserto: tutti partiti, in America del Nord e del Sud. Questa casa disabitata, con le finestre adorne di fiori, è una specie di monumento agli emigrati, in attesa del ritorno dei loro discendenti...<br />
Infatti molti ritornano, in visita: non è raro vedere le domeniche belle tavolate nell'ottimo ristorante del paese - sentire parlare inglese o spagnolo o un misto di vari linguaggi e dialetti. Sono intriganti le facce dei discendenti degli emigrati: le mescolanze di genti che hanno prodotto questi visi e corpi, in parte nordici in parte mediteranei, in parte latini...Mi viene sempre voglia di fermarli, di farmi raccontare da dove vengono, cosa si aspettano di trovare, cosa sanno delle storie dei loro "ancestors"...hanno fatto migliaia di chilometri, e speso certe volte molti soldi per andare a vedere un paesino di poche case, sepolto nei boschi di castagni dell'entroterra della Liguria...<br />
Rimango ogni volta ammirata della forza della memoria, ma soprattutto della forza di quella che non c'è, di quella che deve essere ricostruita: una mancanza che chiama, attraverso il tempo e lo spazio. E la gente risponde.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Archivi dei movimenti: micro-cronaca dell'incontro]]></title>
<link>http://deffeblog.wordpress.com/?p=233</link>
<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 16:14:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>deffe</dc:creator>
<guid>http://deffeblog.it.wordpress.com/2008/06/01/archivi-dei-movimenti-micro-cronaca-dellincontro/</guid>
<description><![CDATA[Genova, 5 marzo 1968, manifestazione in via XX Settembre (archivio del SecoloXIX)
Lunedì 26 maggio ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/genova681.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-237" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/genova681.jpg?w=216" alt="" width="216" height="300" /></a><span style="color:#ff0000;">Genova, 5 marzo 1968, manifestazione in via XX Settembre (archivio del SecoloXIX)</span></p>
<p style="text-align:right;">Lunedì 26 maggio a Roma faceva molto caldo: finalmente l'estate, ma come al  solito tutta all'improvviso. Io naturalmente mi ritrovo con vestiti inadeguati, calze, giacca, borsa piena di libri e depliant raccolti al convegno organizzato da OTEBAC su archivi, biblioteche e web (quindi pesantissima!)</p>
<p style="text-align:left;">Insomma, alla <a href="http://www.fondazionebasso.it/home.aspx"><strong>Fondazione Basso</strong></a> che aveva organizzato alle 17  l'incontro di presentazione della <a href="http://www.fondazionebasso.it/contenuto.aspx?n=U657Q8QL88Z2GI955505440MLG3BF10L"><strong>banca dati sugli archivi dei movimenti</strong></a>, ideata da <strong>Leonardo Musci e Marco Grispigni</strong>, sono arrivata in ritardo e semidistrutta, e me ne dispiace, perchè ho sentito solo una parte degli interventi, che erano molto interessanti. Comunque, per quel che può servire, scrivo due righe di quello che ho potuto seguire. Non gli interventi iniziali, di illustrazione della<a href="//www.fondazionebasso.it/fondi/default.htm','FondiPopup','resizable=no,location=no,menubar=no,scrollbars=no,status=no,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no,width=990,height=680'))"> </a><a href="http://www.fondazionebasso.it/risorseonline.aspx?sez=archivi+dei+movimenti">banca dati on line;</a> ma si può esplorarla facilmente, seguendo le indicazioni degli strumenti di consultazione. Inoltre la "Guida alle fonti per la storia dei movimenti", il volume uscito nel 2003 dal Mibac degli autori citati, sulla scorta del quale è stata costruita la banca dati, è <a href="http://www.archivi.beniculturali.it/DGA-free/Strumenti/Strumenti_CLXII.pdf">scaricabile</a> in .pdf dal sito della Direzione generale per gli archivi.</p>
<p>Quando sono arrivata,<strong> Giovanni Contini</strong> stava illustrando i limiti della storia del '68, costruita nei decenni passati, fino ad anni recenti, quasi solo attraverso interviste a testimoni e protagonisti. Ma le interviste spesso non sono andate in profondità, non hanno consentito di rendere il testimone "filologo di se stesso". Come esempi positivi vengono citati i lavori di <strong>Manlio Calegari</strong> (sulla Resistenza: gli ultimi sono "Comunisti e partigiani. Genova 1942-1945, uscito nel 2001, e "La sega di Hitler", Selene, 2004, su una formazione partigiana attiva nei dintorni di Genova): l'esperienza originaria rimane inattingibile, ma attraverso l'intervista in profondità, spesso ripetuta, si "sciolgono i significati delle parole", si riesce a far coincidere l'orizzonte ermeneutico dei due soggetti, testimone e storico. Si deve far tesoro degli errori compiuti con il lavoro sulla Resistenza: tantissime interviste a partigiani, ma poche approfondite, riprese a distanza di tempo...Sulla Resistenza ormai i testimoni sono quasi del tutto spariti; ma sui movimenti il lavoro si può fare,  partendo anche da fatti "laterali" per far emergere il significato delle parole. Bisogna "raccontare"!</p>
<p><strong>Marco Scavino</strong> ricorda i due libri principali usciti nel 1988: quello di <strong>Peppino Ortoleva</strong>, "Saggio sui movimenti del 1968 in Europa e in America con un'antologia di materiali e documenti",  un piccolo classico, e lo straordinario "Autoritratto di gruppo" di <strong>Luisa Passerini</strong>. Ma all'epoca c'era uno squilibrio tra la memoria soggettiva dei protagonisti, e il lavoro storiografico effettivamente compiuto. Mancavano ancora gli strumenti del mestiere, che cominciarono a essere raccolti negli anni successivi, per prima dalla Fondazione Feltrinelli. Nel 1998  esce il libro di <strong>Robert Lumley</strong>, Giunti, col titolo italiano "Dal '68 agli anni di piombo. Studenti e operai nella crisi italiana", titolo un po' fuorviante...</p>
<p>Negli anni seguenti vengono raccolti i materiali documentari, ormai conservati in più di cento istituti, anche pubblici, come testimonia la Guida. Nel 2004 esce per Bompiani "Biografia del Sessantotto: utopie, conquiste, sbandamenti" , di <strong>Giuseppe Carlo Marino</strong>. Ormai i documenti sono disponibili, lo storico può confrontarsi con i problemi che pongono.<br />
Che sono in sintesi: la vastità delle fonti, la ripetitività, il problema dell'autorialità. Quest'ultimo legato non solo alle caratteristiche intrinseche della documentazione (spesso anonima) ma anche alle modalità della raccolta, conservazione, versamento. Inoltre si nota un forte squilibrio territoriale, a favore delle regioni del Nord, dovuto alla disparità della produzione, forse, ma soprattutto della conservazione.</p>
<p>La documentazione dei movimenti è molto ricca nel decennio metà '60-metà '70; in seguito molto più dispersa e frammentaria;  ci sono anche vistose lacune, soprattutto nell'area dei periodici, tenedo conto che c'è stato un periodo in cui uscivano tre quotidiani nazionali di estrema sinistra...</p>
<p>Come osservazione finale Scavino annota che comunque avere a disposizione migliaia di documenti non è sufficiente per fare una buona storiografia, ci sono ancora incertezze e fluttuazioni anche su concetti di fondo, come la periodizzazione. Bisogna auspicare un lavoro sui contesti, sui significati delle parole, come nel recente "<a href="http://www.ibs.it/code/9788871581446/mondo-marcello-operaio.html">Il mondo di Marcello operaio per scelta nella Torino del '68</a>", in cui si lavora sui contesti culturali, con risultati significativi.</p>
<p><strong>Francesca Socrate </strong>riprende il discorso sulla storiografia del '68, facendo notare che <strong>Crainz</strong> (Guido Crainz," <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2003/settembre/28/grandi_illusioni_Paese_mancato_co_0_030928375.shtml">Il paese mancato"</a>, Donzelli, 2003, al link recensito da Sergio Luzzatto sul Corsera) e anche Marino hanno lavorato sulle fonti del Ministero degli Interni, sostanzialmente fonti di polizia, a differenza dei libri autobiografici del 1978 (<strong>Viale, Boato</strong> ecc. Sono anche essi interpretazioni storiche sul '68, ma senza strumentazione storiografica, senza note) e delle interpretazioni politiche, sociologiche uscite intorno all''88.</p>
<p><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/06/balbioccupata.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-238" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/06/balbioccupata.jpg?w=238" alt="genova, 1968, occupazione Università Balbi" width="238" height="300" /></a>Poi cominciano a essere consultate le fonti, arriva la storia orale di <strong>Luisa Passerini </strong>e <strong>Ronald Fraser</strong>, si usano la stampa coeva, i volantini, ma in modo ancora "artigianale". Ortoleva sceglie documenti "belli", si pubblica soprattutto memorialistica: l'"Orda d'oro" di <strong>Balestrini e Moroni, Capanna, Scalzone</strong>...</p>
<p>Altre tappe sono articoli e testi di <strong>De Luna, </strong>di<strong> Barbagallo</strong>... (qui <a href="http://www.tesionline.com/intl/pdfpublicview.jsp?url=../__PDF/19774/19774b.pdf">link</a> a una bibliografia sul '68, per chi vuole approfondire);  le tematiche si sono differenziate, tra storia locale e  storia di singoli soggetti, con l'uso delle fonti orali. Nel 1998 esce il compendio di <strong>Marcello Flores </strong>e <strong>Alberto De Bernardi</strong> " Il Sessantotto", per il Mulino. Nel 2000 l'apertura degli archivi del Ministero dell'Interno. Poi il "Paese mancato" di Guido Crainz nel 2003, che rappresenta il un po' il "canone"; sempre del 2003 è la Guida di <strong>Musci</strong> e <strong>Grispign</strong>i. Recentissimo il libro di <strong>Anna Bravo</strong>...</p>
<p>Ma le fonti non dicono tutto: la quotidianità, la "felicità pubblica" testimoniata nelle memorie soggettive. Perciò è importante analizzare il lessico, sapendo che lì convergono culture diverse: i più adulti, che spesso sono coloro che parlano, scrivono e sono leader, ma anche la cultura dei più giovani, di cui è un esempio l'espressione "potere strudentesco". Della scarsità di fonti sulla vita quotidiana del '68 è un esempio la presenza, nell'Archivio diaristico di Pieve S. Stefano, di solo 5 diari del '68, a fronte di centinaia degli anni '70. Attraverso la storia orale, che rimane importantissima, si rendono possibili altre memorie del '68, come, ad esempio,  quella del ceto dei docenti e ricercatori universitari...</p>
<p>Francesca Socrate conclude auspicando la nascita di un portale sulla storia dei movimenti, dove far convergere l'accesso alle risorse di vario tipo che sono e saranno disponibili sul web.</p>
<p>Poi si passa al dibattito, ma io dopo poco devo andare via.</p>
<p>Comunque è stato un incontro molto interessante. Mi piacerebbe <strong>replicarlo qui a Genova</strong>. Vedremo...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Archivi dei movimenti, una banca dati]]></title>
<link>http://deffeblog.wordpress.com/?p=223</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 20:13:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>deffe</dc:creator>
<guid>http://deffeblog.it.wordpress.com/2008/05/23/archivi-dei-movimenti-una-banca-dati/</guid>
<description><![CDATA[Per coincidenza e fortunata combinazione lunedì 26 dovrei essere a Roma, per seguire un incontro su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per coincidenza e fortunata combinazione lunedì 26 dovrei essere a Roma, per seguire un incontro su "<a href="http://www.otebac.it/seminariconvegni/roma260508.html">Archivi, biblioteche e web</a>" che ho già segnalato in precedenza.</p>
<p>Nel pomeriggio si svolgerà anche questo appetitoso seminario, per iniziativa della Fondazione Basso:</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Lunedì, 26 maggio 2008, ore 17.00<br />
La Fondazione Lelio e Lisli Basso - Issoco presenta</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>ARCHIVI DEI MOVIMENTI</strong><br />
Una banca dati delle fonti per la storia dei movimenti in<br />
Italia, 1966-1978 </span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Marco Grispigni e Leonardo Musci</strong><br />
illustreranno la banca dati</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Giovanni Contini, Marco Scavino, Francesca Socrate<br />
parleranno delle fonti per la storia dei movimenti<br />
SALA CONFERENZE FONDAZIONE BASSO<br />
Via della Dogana Vecchia, 5 - Roma</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Per informazioni:<br />
Tel. 06.6879953 - Fax 06.68307516<br />
basso@fondazionebasso.it<br />
www.fondazionebasso.it</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align:left;">Conosco il libro di Marco Grispigni e Leonardo Musci,  "<strong>Guida alle fonti per la storia dei movimenti in Italia 1966-1978</strong>" uscito nel 2003 per il MBAC - Direzione generale per gli Archivi, e l'ho trovato un aiuto prezioso per chi, come me, si occupa  di archivi di questo tipo. Sono molto interessata anche a come  l'argomento verrà approfondito da Contini, Scavino e Socrate.</p>
<p style="text-align:left;">Proprio in questo periodo, un po' sulla scia di una serie di iniziative e presentazioni di libri legati al quarantennale del '68, con un gruppo di amici e amiche sessantottini stiamo cercando di recuperare materiali documentari, contattando ciascuno altre persone, magari perse di vista da tempo. Lo scopo sarebbe di riunire i fondi documentari ora dispersi, in un luogo dove possano essere riordinati e inventariati. Costruire quindi "ex post" un "<strong>Archivio del '68</strong>", genovese, ligure, ma senza preclusioni geografiche e temporali...</p>
<p style="text-align:left;">Diceva un amico, ricordando uno dei periodi più intensi di lotta politica, proprio durante il '68, l'inizio del rapporto studenti-operai e l'intervento in fabbrica (Chicago Bridge, Italcantieri), che  in quel momento si scriveva un volantino al giorno...c'è stato un tempo forsennato di produzione sia politica, che di inchiesta sulle condizioni di lavoro operaie, e sulla vita nei quartieri...<br />
Ci piacerebbe recuperarne anche una piccola parte, che supporti la memoria dei testimoni,  e le "fonti secondarie" di quotidiani, riviste, libri (poche  a livello locale, a parte il recente libro di Luca Borzani di cui ho parlato <a href="http://deffeblog.wordpress.com/wp-admin/post.php?action=edit&#38;post=189">qui</a>)</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/05/fisica-occupata-681.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-230" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/05/fisica-occupata-681.jpg?w=300" alt="" width="300" height="221" /></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://deffeblog.files.wordpress.com/2008/05/genova-68-fisica-occupata1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-231" src="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/05/genova-68-fisica-occupata1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ff0000;">Genova, 1968, Fisica Occupata. Foto di Eleonora Pizzigrilli</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ff0000;">Si canta e suona "We shall overcome"</span></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Un discorso sulle fonti per la storia dei movimenti è quindi in questo momento quanto mai opportuno e importante; mi piacerebbe che nascesse un gruppo seppur virtuale di archivisti/e che mettano in comune le esperienze e abbiano voglia di confrontarsi. Anche sulle nuove tecnologie (Web2.0: social tagging, maps, wiki, siti e blog di "storia dal basso", collezioni fotografiche o di manifesti su Flikr, e quant'altro...) utili per comunicare e valorizzare gli archivi, per raccogliere  gli "users contributes"...<br />
Che dire ancora? Se posso, racconterò  in sewguito  le mie impressioni.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne": un incontro all'Archivio di Stato di Arezzo]]></title>
<link>http://deffeblog.wordpress.com/?p=190</link>
<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 17:47:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>deffe</dc:creator>
<guid>http://deffeblog.it.wordpress.com/2008/03/31/la-memoria-restituita-fonti-per-la-storia-delle-donne-un-incontro-allarchivio-di-stato-di-arezzo/</guid>
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<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Ricevo l'invito a questo incontro, a cui purtroppo non potrò  assistere, perchè l'ho saputo solo ieri. Arezzo è lontana come NYC per una tapina che vive a Genova e che gli tocca accompagnare anche i nipoti all'asilo - proprio il giovedì mattina causa turni di lavoro dei legittimi  genitori. Però lo segnalo volentieri, allegando anche l'  <a title="Invito" href="http://deffeblog.wordpress.com/files/2008/03/invito.pps">Invito</a></p>
<p align="center">Settimana della Cultura</p>
<p align="center"><span style="color:#ff9900;"><strong>Giovedì 3 aprile 2008 ore 16,30</strong></span></p>
<p align="center">Archivio di Stato di Arezzo - Sala conferenze</p>
<p align="center">Presentazione della collana di studi</p>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne</span></h3>
<p align="center">Diretta da Marina Caffiero e Manola Ida Venzo</p>
<p align="center">Interverranno:</p>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#008000;">Carlo Caporossi</span></h3>
<p align="center">Italianista e curatore delle ristampe di Annie Vivanti</p>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#ff00ff;">Patrizia Gabrielli</span></h3>
<p align="center">Università di Siena- Facoltà di lettere e filosofia di Arezzo</p>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#33cccc;">Linda Giuva</span></h3>
<p align="center">Università di Siena- Facoltà di lettere e filosofia di Arezzo</p>
<h3 style="text-align:center;"><span style="color:#0000ff;">Rosalia Manno Tolu</span></h3>
<p align="center">Direttrice dellArchivio di Stato di Firenze</p>
<p align="center">Leggerà alcuni brani Annalia Bonella dellArchivio di Stato di Roma</p>
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