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	<title>forze &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "forze"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 07:39:39 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Polizia/Uilps a Bologna: protesta contro tagli difesa e sicurezza, alla faccia delle promesse elettorali del governo.]]></title>
<link>http://rsemiliaromagna.wordpress.com/?p=145</link>
<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 01:42:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radicali di Sinistra Emilia Romagna</dc:creator>
<guid>http://rsemiliaromagna.it.wordpress.com/2008/09/30/poliziauilps-a-bologna-protesta-contro-tagli-difesa-e-sicurezza-alla-faccia-delle-promesse-elettorali-del-governo/</guid>
<description><![CDATA[A Bologna arriva la protesta dei lavoratori della pubblica sicurezza
La segreteria nazionale della U]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="attachment_146" align="alignleft" width="207" caption="A Bologna arriva la protesta dei lavoratori della pubblica sicurezza"]<a href="http://rsemiliaromagna.files.wordpress.com/2008/09/hp-bologna02.jpg"><img class="size-full wp-image-146" title="A Bologna arriva la protesta dei lavoratori della pubblica sicurezza" src="http://rsemiliaromagna.wordpress.com/files/2008/09/hp-bologna02.jpg" alt="A Bologna arriva la protesta dei lavoratori della pubblica sicurezza" width="207" height="155" /></a>[/caption]
<p>La segreteria nazionale della Uilps ha presenziato ieri, 29 settembre, a Bologna, dove alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni e del capo della Polizia Antonio Manganelli si è celebrata la festa per San Michele Arcangelo, patrono della Polizia. L'Uilps è sceso in piazza per protestare "sulle attuali condizioni lavorative e normative in cui versano i tutori dell'ordine e nelle quali devono svolgere la propria attività ritenuta indispensabile dall'intero Paese". La manifestazione vuole "contribuire a stimolare una sensibilità, allo stato attuale non riscontrata, del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dell'attuale Governo"; <!--more-->parteciperanno la segreteria provinciale Uilps di Bologna, la segreteria regionale Emilia Romagna e la segreteria provinciale di Forlì Cesena. I poliziotti hanno allestito un gazebo in piazza Nettuno allo scopo di informare e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle rivendicazioni della categoria. La protesta è contro i tagli alla sicurezza e difesa per oltre 3.5 miliardi di euro previsti nella legge finanziaria 2009 e il blocco delle assunzioni, il mancato rinnovo del contratto collettivo di lavoro delle forze di polizia, le decurtazioni stipendiali in caso di malattia, il pensionamento d'ufficio per il personale che ha raggiunto il 40° anno di servizio e "il perdurare di comportamenti antisindacali attuati da vertici della polizia di stato della regione, nei confronti di dirigenti sindacali di questa organizzazione".</p>
[caption id="attachment_147" align="alignleft" width="205" caption="Le forze di polizia reclamano risorse per svolgere il loro compito"]<a href="http://rsemiliaromagna.files.wordpress.com/2008/09/forze_di_polizia_su_segway.jpg"><img class="size-full wp-image-147" title="Le forze di polizia reclamano risorse per svolgere il loro compito" src="http://rsemiliaromagna.wordpress.com/files/2008/09/segway_polizia_due_con_casco_milano_300306.jpg" alt="Le forze di polizia reclamano risorse per svolgere il loro compito" width="205" height="174" /></a>[/caption]
<p>Queste realtà relative alla situazione delle forze dell'ordine pubblico ci lasciano sconcertati. Visti anche i recenti episodi di giustizia fai da te che hanno portato le conseguenze a tutti note e viste le situazioni di inutile militarizzazione demagogica e di abuso delle forze dell'ordine nei confronti della cittadinanza attiva non possiamo credere che, dopo le promesse elettorali fatte in tema sicurezza, l'attuale governo abbia intenzione di dar via allo smantellamento delle forze di polizia. Una seria politica per la sicurezza non può né basarsi sul dispiegamento alla cieca delle forze armate, né sui tagli e sulla negazione dei giusti e relativi diritti per chi indossa l'uniforme di polizia. I Radicali di Sinistra dell'Emilia Romagna sono vicini alle forze dell'ordine, a quei cittadini che ogni giorno si mettono al servizio del cittadino e operano affinché le leggi vengano rispettate. E vogliamo piuttosto puntare il dito contro un governo che utilizza, strumentalizza le forze dell'ordine per reprimere movimenti di dissenso, con metodi che definire fascisti è poca cosa, mentre si dovrebbero elogiare ed incentivare gli episodi di esponenti delle forze dell'ordine che hanno dato la vita per la difesa dei loro concittadini, per il rispetto delle regole, perché è tale il compito delle forze dell'ordine che devono agire in maniera controllata e mirata, che devono essere loro stesse le prime a rispettare la legge, che devono avere i mezzi per poter portare avanti il loro compito quotidianamente. In un paese in cui la cultura dei furbetti del quartierino, della giustizia fai da te, della violenza gratuita e della criminalità organizzata non si può e non si deve togliere gli strumenti della legalità ai corpi che hanno il compito di raggiungere questo obiettivo, e soprattutto crediamo che non si possa più tollerare che questa cultura dell'illegalità possa diffondersi e prosperare, bisogna rinnovare e dare fiducia a chi ha l'incarico di mantenere sicuro il nostro paese, non come intende il governo, ordinando i pestaggi ai no global o ai comitati contro le discariche, puntando il dito solo ed esclusivamente contro gli immigrati, zingari, etc. ma soprattutto contrastando i veri problemi che affliggono il paese in tutti i profili e le sfaccettature sociali, politiche ed economiche, problemi come la mafia, l'evasione, i problemi che affliggono l'Italia sempre più. La sicurezza è un tema caro ai Radicali di Sinistra e non vogliamo e non possiamo permettere che venga strumentalizzata dalle destre per affondare ancora di più l'Italia in un clima di terrore mentre l'illecito ha campo libero.</p>
<p><em>Radicali di Sinistra dell'Emilia Romagna</em></p>
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</item>
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<title><![CDATA[Dagli atomi alle stringhe - Parte terza]]></title>
<link>http://sedutoscomposto.wordpress.com/2008/08/22/dagli-atomi-alle-stringhe-parte-terza/</link>
<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 14:44:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nailor</dc:creator>
<guid>http://sedutoscomposto.it.wordpress.com/2008/08/22/dagli-atomi-alle-stringhe-parte-terza/</guid>
<description><![CDATA[Questo è il terzo di una serie di articoli contenenti la mia traduzione di questa pagina. Ogni comm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è il terzo di una serie di articoli contenenti la mia traduzione di <a href="http://www.hyperhistory.com/online_n2/people_n2/science_n2/atomic_theory.html">questa pagina</a>. Ogni commento e/o critica è sempre bene accetto/a da chiunque. Buona lettura!</em>
<p>__________________________________________________
<p>1924
<p>In risposta a questo problema il francese Louis deBroglie suggerì che la materia, come la luce, potesse avere proprietà sia delle onde, sia delle particelle. Questo dualismo particella-onda – derivato dal lavoro di Einstein e Planck – fu confermato sperimentalmente, per l’elettrone, nel 1927.
<p>1925 – meccanica delle onde
<p><img height="80" alt="meccanica_ondulatoria" src="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/meccanica-ondulatoria.jpg" width="105" align="right" border="0"> Il fisico austriaco Erwin Schrodinger formulò un modello di un atomo completo come interazione di onde. Le particelle diventarono simili alle vibrazioni di una corda di violino, con la differenza di essere chiuse in un cerchio. La sua equazione differenziale parziale sembrava avvalorare una simile relazione con le meccaniche dell’atomo allo stesso modo di come le equazioni della dinamica di Newton si relazionavano all’astronomia planetaria. Una nuova teoria fisica, chiamata Meccanica Quantistica, presentava così un modello atomico ancora più radicale. Max Born sostenne che le onde di Schrodinger non avevano nulla a che fare con la realtà materiale. Attualmente, luce e materia esistono sotto forma di particelle; ciò che si comporta come un’onda è la probabilità sul dove tale particella si trova. La ragione per cui la luce a volte sembra agisca come un’onda, è il fatto che noi non notiamo l’accumulazione di molte particelle di luce distribuite sulla probabilità di dove ogni particella si potrebbe trovare.
<p>1926
<p><img height="100" alt="principio_indeterminazione" src="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/principio-indeterminazione.jpg" width="100" align="left" border="0"> Il fisico tedesco Werner Heisenberg formulò il suo principio di indeterminazione che dice che noi non possiamo sapere attraverso misurazioni la posizione ed il momento di una particella simultaneamente. Meglio si conosce una, peggio conosciamo l’altra. Tali aspetti del mondo microscopico diventano sempre più incerti mano a mano che le scale di tempo e distanza considerate diventano più piccole. Particelle e campi ondulano e saltano tra tutti i valori possibili previsti dall’indeterminazione quantica. Ciò implica che il regno microscopico consiste in un furore continuo, inondato da un mare violento di fluttuazioni quantiche. Fluttuazione quantica: è il comportamento turbolento di un sistema su scale microscopiche dovuto al principio di indeterminazione.
<p>1926
<p><a href="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/nuvola-probabilit1.jpg" target="_blank"><img height="147" alt="nuvola_probabilit&#224;" src="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/nuvola-probabilit-thumb.jpg" width="240" align="right" border="0"></a> Paul Dirac progettò un modello di meccanica quantistica (sviluppato da Schrodinger e Heisenberg) che forniva le leggi della dinamica che governano le particelle atomiche. A questo punto egli applicò alla meccanica quantistica anche le idee di Einstein sulla teoria della relatività. L’elettrone poteva ora essere descritto da quattro funzioni d’onda, soddisfacendo quattro equazioni differenziali simultanee. Gli elettroni non potevano comunque essere definiti con esattezza ma esistevano come una sorta di nuvola di probabilità all’esterno del nucleo. Alle equazioni di Dirac seguì l’idea che l’elettrone dovesse ruotare, o avvitarsi, attorno al suo asse e che ci dovessero essere anche stati di energia negativa. Dirac suggerì che la deficienza di un elettrone in uno di questi stati potesse essere equivalente ad una particella carica positivamente di vita breve, o ad un positrone con la stessa massa dell’elettrone, ma intrinsecamente opposto in termini di carica elettrica. Nella materia ordinaria, un positrone si dovrebbe incontrare rapidamente con un elettrone e annichilirsi, risultando in una vita brevissima, ma in un vuoto perfetto il positrone può vivere per sempre. <img height="80" alt="fotografia_positrone" src="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/fotografia-positrone.jpg" width="120" align="left" border="0"> Questa nuvola – fotografia (1932) – mostra la traiettoria di una particella di massa elettronica carica positivamente rallentata mentre passa sopra ad una placca di piombo. Essa fu una delle prime evidenze dell’esistenza del positrone. L’introduzione della probabilità costituì una rottura radicale con la fisica tradizionale che conteneva come principio fondamentale il categorico collegamento tra causa ed effetto. La natura probabilistica della meccanica quantistica significò che alcune volte gli eventi accadono per ragioni non analizzabili. O, più correttamente, gli eventi si verificano per cause implicite comprensibili e prevedibili, ma con tempistiche non prevedibili. Non era più possibile collegare eventi conseguenti – gli effetti – ad alcuna causa che potesse permettere di prevedere cosa sarebbe accaduto successivamente. Nonostante gli eventi conseguenti potessero essere previsti in termini di interazioni conosciute tra forze, eventi specifici nel tempo, o eventi scelti specificatamente quando sussistono varie possibilità, non potevano più essere previsti eccetto che su base probabilistica. La realtà sarebbe ora stata descritta attraverso probabilità matematiche al posto di immagini che noi possiamo visualizzare. La durezza della meccanica quantistica portò Bohr a dire:“Chiunque non sia shockato dalla teoria quantistica non l’ha capita”. Malgrado la forte meccanica ondulatoria e le incertezze (in termini di misura), i blocchi fondamentali dell’edificio della conoscenza sulla materia erano ormai stati posti, o così sembrò per un certo periodo. Ma ora – nella seconda metà del ventesimo secolo – tutto divenne complicato un’altra volta. Dopo il 1945 gli scienziati scoprirono centinaia di nuove particelle con l’aiuto di nuove e più potenti macchine – gli acceleratori di particelle – capaci di bombardare il materiale sub-atomico con una forza molto maggiore a più alta velocità. <img height="150" alt="collisione_particelle" src="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/collisione-particelle.jpg" width="130" align="right" border="0"> I risultati furono assolutamente sbalorditivi: mentre all’inizio sembrava che ci fossero differenti tipi di particelle atomiche costituenti, successivamente si scoprì che ce n’erano circa un centinaio. Molte di queste particelle furono chiamate adroni. Questa è la famiglia di particelle che subisce la maggiore attrazione nucleare forte e include protoni e neutroni. (L’attrazione nucleare forte mantiene i protoni e i neutroni insieme nel nucleo) Ad ogni modo, esclusi i protoni ed i neutroni, tutti gli adroni sono molto instabili e decadono solitamente nel giro di un milionesimo di secondo, e non fanno parte della materia comune.
<p>&#160;
<p><a href="http://sedutoscomposto.wordpress.com/2008/08/20/dagli-atomi-alle-stringhe-parte-prima/">Dagli atomi alle stringhe - Parte prima</a>
<p><a href="http://sedutoscomposto.wordpress.com/2008/08/20/dagli-atomi-alle-stringhe-parte-seconda/" target="_blank">Dagli atomi alle stringhe - Parte seconda</a></p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Dagli atomi alle stringhe - Parte seconda]]></title>
<link>http://sedutoscomposto.wordpress.com/2008/08/20/dagli-atomi-alle-stringhe-parte-seconda/</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 15:45:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nailor</dc:creator>
<guid>http://sedutoscomposto.it.wordpress.com/2008/08/20/dagli-atomi-alle-stringhe-parte-seconda/</guid>
<description><![CDATA[Questo è il secondo di una serie di articoli contenenti la mia traduzione di questa pagina. Ogni co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è il secondo di una serie di articoli contenenti la mia traduzione di <a href="http://www.hyperhistory.com/online_n2/people_n2/science_n2/atomic_theory.html">questa pagina</a>. Ogni commento e/o critica è sempre bene accetto/a da chiunque. Buona lettura!</em>
<p>__________________________________________________
<p>1897- l'elettrone</p>
<p><img height="220" alt="raggio_catodico" src="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/raggio-catodico.gif" width="250" align="right" border="0"> Il fisico Inglese J.J. Thompson scoprì una particella sub atomica comune a tutta la materia mentre eseguiva esperimenti sulle emissioni termiche ioniche. Queste emissioni si verificano quando un elemento metallico viene riscaldato e rilascia raggi invisibili. Questo raggio può essere illuminato su uno schermo fluorescente piazzando un piccolo elettrodo a pochi centimetri di distanza dall'elemento riscaldato e connettendo del voltaggio tra l'elemento e l'elettrodo. L'elettrodo deve essere positivo (anodo) e l'elemento negativo (catodo). * Il raggio invisibile produce un punto luminoso sullo schermo ed è conosciuto come raggio catodico. Siccome il raggio è attratto dall'anodo, Thomson dedusse che i raggi catodici fossero una banda di particelle cariche negativamente. Egli li chiamò elettroni. Questo ci suggerisce che gli elettroni sono rilasciati dagli atomi metallici. Più tardi, fu dimostrato che tutti gli atomi contengono elettroni, per esempio, l'elettrone è uno dei blocchi costruttivi di un atomo non fondamentale.</p>
<p>*La designazione positiva fu una scelta arbitraria che seguiva ricerche precedenti in cui si mostrava che c'erano due tipi di carica elettrica, come attrattiva e repulsiva l'altro tipo.</p>
<p>1911 - il nucleo</p>
<p><img height="146" alt="particella" src="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/particella.jpg" width="440" align="left" border="0"> Ernest Rutherford bombardò una lamina d'oro con nuclei di elio (particelle alpha) e notò che molti di essi passavano attraverso l'oro non riflessi. Ma approssimativamente 1 su 8000 erano percepibilmente riflessi in tutte le direzioni e alcuni venivano addirittura rimbalzati indietro nella direzione da cui venivano. Egli concluse che queste riflessioni richiedessero che l'atomo dell'oro contenesse un piccolo centro carico positivamente circondato da particelle cariche negativamente e, conseguentemente, che la materia fosse per la maggior parte spazio vuoto. Rutherford scoprì che il diametro del nucleo è stimabile come 100,000 volte più piccolo dell'atomo. Possiamo immaginarcelo come uno spillo nel centro di uno stadio di calcio, dove lo spillo costituisce il nucleo. (Il lavoro di Rutherford diede la prima indicazione sul fatto che il centro di carica positiva occupa una frazione estremamente piccola del volume di un atomo.) Dopo la scoperta dell'elettrone, si realizzò che ci dovessero essere centri di carica positiva all'interno dell'atomo per bilanciare la negatività degli elettroni e creare atomi elettricamente neutri. Gli esperimenti di Rutherford lo convinsero che il nucleo dell'idrogeno (essendo il più leggero di tutti i nuclei) fosse una particella elementare. Egli lo chiamò protone, dalla parola Greca "protos", che significa "primo". Egli predisse anche l'esistenza del neutrone nel 1920. Vent'anni dopo, il suo assistente James Chadwick ne fece la scoperta. <img height="140" alt="nucleo" src="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/nucleo.gif" width="150" align="right" border="0"> I neutroni possono essere immaginati agenti come una specie di colla che tiene insieme il nucleo. Questi protoni carichi positivamente si respingono uno con l'altro.</p>
<p>Ad ogni modo, protoni e neutroni sono attratti l'uno dall'altro come risultato di un'altra forza, l'attrazione nucleare forte. Questa, è una forza attrattiva che ha effetto solo su un raggio molto ristretto del nucleo. L'attrazione nucleare forte tiene uniti protoni e neutroni per formare il nucleo. I neutroni non contribuiscono ad alcun effetto repulsivo a causa della loro neutralità. In questo modo, avendo più neutroni intorno aiuta a tenere insieme il nucleo. A questo punto fu fatto osservare che ogni atomo con elettroni in orbita attorno ad un centro carico positivamente dovevano continuamente espellere onde elettromagnetiche ed ub questo modo continuare a perdere carica, causando il collasso a spirale dell'elettrone nel nucleo. Per evitare ciò Niels Bohr, dalla Danimarca, semplicemente postulò distinte orbite possibili come nuova regola.</p>
<p>1912</p>
<p><img height="130" alt="atomo_bohr" src="http://sedutoscomposto.files.wordpress.com/2008/08/atomo-bohr.jpg" width="155" align="left" border="0"> Niels Bohr suggerì che gli elettroni orbitanti attorno al nucleo degli atomi potessero avere solamente certe energie e che elemento avesse differenti energie degli elettroni. Egli assunse che le orbite fossero definite dal loro momento angolare. Ciò condusse al calcolo di possibili livelli energetici per queste orbite e al postulato che l'emissione di luce avviene quando un elettrone si muove in un'orbita con energia inferiore. Questo postulato rimase nella proposizione di Einstein che l'energia, nella forma della luce, consiste di distinte, continue particelle (o quanti), che egli chiamò fotoni. Nel modello di Bohr, gli elettroni potevano occupare solo particolari orbite attorno al nucleo e potevano saltare da un'orbita alla successiva - il famoso salto quantico. Per ciascuno di questi salti, essi avrebbero emesso o assorbito un fotone. Nonostante la teoria quantica della luce fosse provata sperimentalmente, altri esperimenti provarono che la luce aveva anche proprietà continue simili alle onde. Einstein suggerì che ci fossero "due immagini contraddittorie della realtà; separate nessuna delle due spiega pienamente il fenomeno della luce, ma insieme ci riescono". Ciò significò che il fenomeno in natura condivide insieme l'onda e la particella, e che la luce è insieme continua e discreta.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a href="http://sedutoscomposto.wordpress.com/2008/08/20/dagli-atomi-alle-stringhe-parte-prima/" target="_blank">Dagli atomi alle stringhe - Parte prima</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chiaiano, bombolette di gas contro le forze dell'ordine]]></title>
<link>http://onlistres.wordpress.com/?p=16</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 12:22:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>onlistres</dc:creator>
<guid>http://onlistres.it.wordpress.com/2008/07/18/chiaiano-bombolette-di-gas-contro-le-forze-dellordine/</guid>
<description><![CDATA[  Continua il clima di tensione a Chiaiano: nella notte del 10 luglio sono stati lanciati degli ordi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>  Continua il clima di tensione a Chiaiano: nella notte del 10 luglio sono stati lanciati degli ordigni esplosivi rudimentali contro le forze dell' ordine che presidiano la cava destinata ad essere trasformata in discarica. Alcune bombolette a gas da campeggio collegate ad un petardo sono esplose in via Cupa dei Cani, dal lato che da accesso alla cava, dove si trova un presidio dei carabinieri. Gli ordigni hanno provato solo fragore ma nessun danno. Altre bombolette del genere erano state lanciate contro le forse dell' ordine nella notte tra il 30 giugno ed il 1 luglio da giovani a bordo di un ciclomotore, anche allora senza provocare danni        <br><br>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77068</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MARCO TRAVAGLIO - PASSAPAROLA 3 - 02/06/2008]]></title>
<link>http://cogitoraptor.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 17:07:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>cogitoraptor</dc:creator>
<guid>http://cogitoraptor.it.wordpress.com/2008/06/03/marco-travaglio-passaparola-3-02062008/</guid>
<description><![CDATA[UNICI COLPEVOLI : I CITTADINI

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>UNICI COLPEVOLI : I CITTADINI</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/KKD6JeG_zW4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/KKD6JeG_zW4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MARCO TRAVAGLIO - PASSAPAROLA 2 - 26/05/2008]]></title>
<link>http://cogitoraptor.wordpress.com/?p=57</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 21:44:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>cogitoraptor</dc:creator>
<guid>http://cogitoraptor.it.wordpress.com/2008/05/26/marco-travaglio-passaparola-2-26052008/</guid>
<description><![CDATA[BALLE SPAZIALI

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BALLE SPAZIALI</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/qQMmt2AiebU'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/qQMmt2AiebU&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Invito evento]]></title>
<link>http://caffeeuropeo.wordpress.com/2008/03/28/invito-evento/</link>
<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 06:50:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>caffeeuropeo</dc:creator>
<guid>http://caffeeuropeo.it.wordpress.com/2008/03/28/invito-evento/</guid>
<description><![CDATA[PADOVA
PALAZZO MORONI - SALA PALADIN
MARTEDÌ 1 APRILE 2008 - ORE 16.30
5 IDEE PER CAMBIARE L&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>PADOVA<br />
PALAZZO MORONI - SALA PALADIN<br />
MARTEDÌ 1 APRILE 2008 - ORE 16.30<br />
5 IDEE PER CAMBIARE L'EUROPA E GOVERNARE IL MONDO<br />
</strong><br />
Tavola rotonda di gruppi giovanili sull'Italia e l'Europa Con la partecipazione di esponenti di: Popolo delle Libertà, Partito Democratico, Unione di Centro, Italia dei Valori, Lega Nord, FGCI e G*C per La Sinistra - l’Arcobaleno, Gioventù Federalista Europea Modera</p>
<p>Nicola Martini, Direzione Nazionale Gioventù Federalista Europea</p>
<p align="center"><strong><u>A TERMINE EVENTO SPRITZ OFFERTO A RINGRAZIAMENTO DELLA PRESENZA</u></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hai letto...]]></title>
<link>http://jerrycarreras.wordpress.com/2008/03/27/36/</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 07:52:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jerry Carreras</dc:creator>
<guid>http://jerrycarreras.it.wordpress.com/2008/03/27/36/</guid>
<description><![CDATA[Hai guardato, hai scrutato,
hai voluto leggere ogni parola
per sentire una carezza
come un alito di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Hai guardato, hai scrutato,<br />
hai voluto leggere ogni parola<br />
per sentire una carezza<br />
come un alito di vento.</p>
<p>Nei tramonti dei tuoi sogni<br />
ha preso corpo un nuovo astro<br />
lontano ancora anni luce<br />
ma sembra così vicino...</p>
<p>Nella notte, fra milioni di stelle<br />
e di nuovi sentieri tracciati<br />
da qualche cadente luce,<br />
ha brillato...</p>
<p>Da dove è nato tutto questo?<br />
Da cosa ha preso forma,<br />
intensità, luce, colore...<br />
e chissà quale sapore?</p>
<p>Nel calice inebriato<br />
non c'è nettare divino,<br />
e neppure il succo stillato<br />
dei frutti più noti!</p>
<p>I sapori, i colori,<br />
gli odori e le forme<br />
di un'immagine dell'animo<br />
non si possono descrivere:</p>
<p>si possono vivere<br />
con la passione di un corpo<br />
dominato dalle forze<br />
d'uno spirito eterno!</p>
<p>E se queste forze ora bussano<br />
al cospetto dei tuoi brividi<br />
apri lo scrigno del tuo cuore<br />
e cavalca l'onda delle passioni</p>
<p>'si che esse non siano solo un ricordo<br />
o anche un solo tremore!<br />
Possono essere la gioia, il tripudio,<br />
il bello, la vita!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Terrorist Takedown 2: Forze Speciali [Pc]]]></title>
<link>http://gamecornerweb.wordpress.com/2008/03/23/terrorist-takedown-2-forze-speciali-pc/</link>
<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 20:44:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>gamecornerweb</dc:creator>
<guid>http://gamecornerweb.it.wordpress.com/2008/03/23/terrorist-takedown-2-forze-speciali-pc/</guid>
<description><![CDATA[ Genere: Sparatutto
Produttore: City Interactive
Sviluppatore: City Interactive
Distributore: Leader]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <b>Genere</b>: Sparatutto<br />
<b>Produttore</b>: City Interactive<br />
<b>Sviluppatore</b>: City Interactive<br />
<b>Distributore</b>: Leader<br />
<b>Lingua</b>: Italiano<br />
<b>Giocatori</b>: 1</p>
<p><b>Recensione a cura di:</b><br />
Andrea "Nervous D." Vittozzi</p>
<p>[pc] Risale all’ormai lontano 2004 la pubblicazione del primo capitolo di questa che sta diventando una vera e propria telenovela della guerra al terrorismo che, forse, facendo leva sul coinvolgimento delle persone riguardo quello che sta succedendo al nostro mondo colpito da questa grande piaga, si ripropone di nuovo al grande pubblico con un’ennesima sceneggiatura, stavolta però, sotto una nuova veste grafica e interessanti migliorie del comparto tecnico che avremo modo di approfondire più avanti.<br />
Parliamo di “telenovela” in quanto i ragazzi della City Interactive, compagnia polacca di Varsavia che si veste del duplice ruolo di publisher &#38; developer, per la serie Terrorist Takedown ha già all’attivo cinque capitoli….avete capito bene….perchè se pensavate che quel “2” che fa capolino alla fine del titolo fosse riferito al numero della “puntata” avete capito proprio male. Sedetevi e rilassatevi. In effetti l’errore di dare ai videogiochi dei titoli che non fanno altro che creare una grande confusione cronologica non è certo un brevetto della C.I. (basti pensare alle lunghe e intricate serie di Street Fighter o Final Fantasy).<br />
Ritornando al discorso, il “2” è da intendersi come un nuovo livello qualitativo raggiunto da questo capitolo che evidentemente si vuole differenziare dai suoi predecessori. Gli sviluppatori sono ora fieri di avere dalla loro parte la recentissima tecnologia JupiterEX della Touchdown Entertainment che ha permesso loro di allargare notevolmente gli orizzonti del loro prodotto dal punto di vista tecnico.</p>
<p><b>Ciak!......eeeee azione!</b><br />
Dopo vane negoziazioni con terroristi mediorientali appartenenti all’organizzazione chiamata “Comando dei Martiri della Libertà”, colpevoli di aver rapito alcuni civili, il governo abbandona la linea diplomatica e decide di passare alla forza bruta inviando sul posto un contingente di forze speciali col fine di salvare gli ostaggi e riprendere il controllo della situazione ponendo fine al pagamento di riscatti che fino ad ora ha creato solo precedenti per altri rapimenti.</p>
<p>Dopo un filmato introduttivo davvero poco convincente e stimolante, accediamo al menù iniziale del quale l’approccio Hi-Tech non è certo un punto di forza. Così iniziamo la campagna in single player decidendo in primis il livello di difficoltà tra tre opzioni (facile, normale e difficile).<br />
Fin dai primi passi mossi nel mondo di Terrorist Takedown 2 apprezziamo subito la sua buona giocabilità dovuta alla semplicità dei controlli sia per quanto riguarda il movimento del nostro alter ego virtuale, sia per la gestione delle armi. Come tutti i giochi di questo genere avremo i principali comandi alla portata della nostra mano sinistra (la classica combinazione di tasti a,w,s,d , per capirci) mentre con la destra, sul mouse, gestiremo il grilletto della nostra arma equipaggiata e il movimento della visuale. Ovviamente, chi fosse abituato in altra maniera, potrà assegnare a piacere la funzione dei tasti.<br />
L’interfaccia che ingombra il nostro monitor durante l’azione è essenziale e molto poco “stilosa”, ma è sufficiente a tenere d’occhio la situazione del nostro arsenale e, con un radar semplice, a sapere dove è situato il nostro obiettivo. Il radar ci mostra la nostra posizione su una mappa stilizzata alla stregua di un navigatore satellitare, ma in realtà non ha una grande funzionalità visto che la direzione è fortemente obbligata e più volte ci sentiremo come cavie da laboratorio dentro a un labirinto a senso unico. La scarsa libertà di azione, a nostro avviso, è poco camuffata tanto che saremo accompagnati da una tediosa sensazione claustrofobica persino in spazi all’aperto come può essere il paesaggio urbano di Bèera.</p>
<p>L’azione è abbastanza frenetica e non risparmia nessun colpo. Sia i terroristi che i mercenari, sfoggiando grandi doti di mimetismo, spuntano da ogni dove rendendo inutile anche la più accorta e silenziosa delle avanzate e il più delle volte facendo risultare frustrante l’esperienza di gioco.<br />
Forte è poi l’impressione di attivare con i nostri piedi delle zone calde che fanno balzare in contemporanea tre quattro nemici dai loro nascondigli; a prescindere dalla nostra tattica il nemico non si farà mai cogliere impreparato quasi come se avessimo accordato un appuntamento.<br />
Al di là di queste impressioni sparare a questi cattivoni è molto appagante. Le loro reazioni al dolore inflittogli saranno differenti a seconda della zona del corpo in cui sono stati colpiti; ci strapperanno anche una smorfia di ilarità quando, una volta colpiti sul piede, inizieranno a saltellare su quello sano strillando come donnicciole, diventando carne da macello. Peccato non ci sia la possibilità di freddare il nemico con l’headshot, che, comunque, è presente in gran parte degli sparatutto attuali.<br />
Il parco armi non è molto vasto, avremo a disposizione un fucile d’assalto AKS-74, una pistola mitragliatrice Calico M950, un fucile d’assalto Stayer AUG e, infine, il nostro fido e intramontabile coltellaccio che ci tirerà fuori da situazioni d’emergenza o risulterà indispensabile qualora volessimo fare un lavoro pulito senza attirare troppo l’attenzione. Al poc’anzi citato armamentario si aggiungeranno anche varie tipologie di mitragliatrici fisse che troveremo in loco per far fronte a intere masnade di terroristi. A noi sta la scelta di usare l’arma giusta al momento giusto.<br />
Come in tutti gli sparatutto di nuova generazione manca la barra della vita: sotto una pioggia di proiettili il nostro monitor diventerà sempre più rosso e da lì capiremo che è il caso di accantonare per un attimo la nostra missione e tagliare la corda per salvare la pelle; basterà trovare un rifugio sicuro per riprendere fiato e ritornare al 100% della nostra salute.<br />
Buona, ma sicuramente migliorabile, è l’ A.I. dei nemici che oscilla tra picchi di dabbenaggine allo stato puro a picchi di rimarchevole scaltrezza che ci darà l’impressione di giocare contro un avversario umano.<br />
Durante una sparatoria, i terroristi si nasconderanno con molta perizia dietro colonne e pareti e all’occasione useranno tavoli come scudi improvvisati , rovesciandoli. Se poi decidiamo di andarli a stanare, non si faranno prendere così facilmente bensì, con salti e capriole, indietreggeranno cercando riparo altrove.<br />
Attuare strategie di bassa lega come sparare qualche colpo e aspettare che ci vengano incontro mentre noi attendiamo al sicuro dietro a un muro per coglierli di sorpresa, non funzioneranno, anzi in qualche occasione saremo noi ad esser presi in contropiede data la loro capacità di elaborare un percorso alternativo per accerchiarci.<br />
Grande delusione quando invece rimangono imbambolati senza motivo diventando, così, un bersaglio che suscita quasi tenerezza.<br />
Le fasi dell’azione sono cariche di realismo, grazie alla qualità degli effetti visivi dovuta al nuovo motore grafico preso in prestito dal meraviglioso F.E.A.R. : le fiamme e le esplosioni sono abbastanza credibili, gli oggetti che ci circondano rispettano le leggi della fisica, i muri si macchiano di sangue e quando l’azione diventa più concitata spesso si alzerà un polverone che renderà tutto più difficile e angosciante. E’ doveroso precisare, comunque, che di interattivo c’è veramente poco.</p>
<p><b>Terroristi bacati</b><br />
I bugs non mancano e alcuni sono davvero fastidiosi. In alcuni snodi della storia affideremo la nostra vita a degli informatori autoctoni che ci guideranno attraverso posti a noi sconosciuti facilitando il nostro compito, ma non sempre è così. Infatti succederà spesso e volentieri che si piantino davanti a noi, soprattutto negli angusti cuniculi, intralciandoci e rallentandoci anche in un’eventuale fuga dal nemico.<br />
Altro baco abbastanza ridicolo, forse più una distrazione dei programmatori, è che per aprire dei cancelli di metallo si dovrà avere la pazienza di andare con il puntatore (il mirino) precisamente su una delle sue sbarre, altrimenti l’icona di interazione non comparirà dando ai terroristi la possibilità di crivellarci con tutta calma.<br />
I dialoghi, scontati e banali come quelli di una soap opera italiana, giustificano ogni azione che andremo a compiere ma non contribuiscono a dare uno charme particolare alla storia.</p>
<p><b>Comparto Tecnico</b><br />
Prima di giocare è opportuno perdere qualche minuto nel regolare al meglio le prestazioni del nostro pc e della nostra scheda grafica. Infatti, al primo avvio, anche se il gioco farà un benchmark automatico del nostro computer per regolare su misura i parametri degli effetti video e audio, questi risulteranno comunque troppo onerosi per il nostro hardware nel caso abbiate una configurazione di fascia medio-bassa. E’ dunque consigliabile, attraverso alcuni tentativi, procedere manualmente per trovare un buon compromesso tra dettaglio grafico e fluidità, visto che la City Interactive ci offre una gran quantità di opzioni ai limiti della programmazione.</p>
<p>Detto ciò possiamo dire che la grafica non fa gridare al miracolo ma si difende bene, la qualità delle texture è buona ma niente più. Le ambientazioni abbastanza scarne e asettiche sembrano dei set cinematografici tipici dei b-movies. Gli edifici sembrano grossi scatoloni di carta troppo squadrati e perfetti , l’arredamento degli interni risulta ripetitivo e troppo simmetrico. Altra nota negativa sono i fori che provochiamo alle pareti con i proiettili: risultano delle verie e proprie “toppe” livello su livello che si fondono in maniera pessima con la texture dell’intonaco.<br />
Buoni gli effetti di luce sia naturali che quelli prodotti dal fuoco delle nostre armi; gradevolissimo, poi, quello della torcia elettrica (praticamente identico a quello del già citato F.E.A.R) negli ambienti più bui.<br />
I nemici, anche se sembrano usciti tutti dallo stesso stampo, sono ben caratterizzati e il dettaglio delle loro skins e uniformi risulta ben realizzato.<br />
Le movenze sono abbastanza riuscite ma incappano più volte in grossolane cadute di stile come per esempio la mimica del corpo che richiama un po’ quella dei robots e un approssimato lip-sync.<br />
Sufficiente il comparto audio, anche se non lascia il segno. Le musiche di sottofondo sono azzeccate e accompagnano con ritmo opportuno le fasi di gioco, sia quelle frenetiche che quelle perlustrative.<br />
Numerosi ed efficaci gli effetti sonori (soprattutto se si ha il supporto di un impianto surround): in momenti di suspense anche il rumore di una lattina ci farà trasalire. Al contrario, le grida di dolore dei terroristi agonizzanti ci fanno più pensare a un parto piuttosto che all’esalazione dell’ultimo respiro.<br />
La qualità del doppiaggio italiano è buona ma altalenante, visto che in alcune battute non sempre si rispetta lo stato d’animo che i protagonisti del gioco dovrebbero avere in un determinato contesto.</p>
<p><b>Multiplayer</b><br />
Per giocare in rete abbiamo a disposizione le tre classiche modalità: deathmatch (tutti contro tutti), Deathmatch a squadre (come nel deathmatch, questa volta, però, i giocatori sono divisi in due squadre) e conquista la bandiera (si dovrà conquistare la bandiera nemica e portarla nella propria base).<br />
Durante l’installazione del gioco verrà offerta la possibilità di installare un piccolo software per facilitare la nostra esperienza online (GameSpy Comrade).</p>
<p><b>Hardware</b><br />
- Windows Vista/XP o 2000<br />
- Directx 9.0c<br />
- Processore 1.7 GHz<br />
- 512 MB di RAM<br />
- Scheda Video ATI Radeon 9000 o GeForce4 Ti con 64 MB  di RAM<br />
- 3 Gb di spazio su HDD<br />
- Scheda audio compatibile con Directx 9.0c<br />
- DVD-Rom, mouse e tastiera</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/NrhXs3vW8Cs'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/NrhXs3vW8Cs&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Within Temptation =D]]></title>
<link>http://setyourselfonfire31.wordpress.com/2007/11/17/within-temptation-d/</link>
<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 11:46:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>setyourselfonfire31</dc:creator>
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<description><![CDATA[The Heart Of Everything by Within Temptation was the first album I bought since last year December, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>The Heart Of Everything</strong> by <strong>Within Temptation</strong> was the first album I bought since last year December, as far as I can remember. Downloads are so much cheaper... None the less, my dad asked me whether I wanted to accompany him to the music store "Look &#38; Listen", and once I started browsing through the cd's I couldn't get enough of it! lol. I haven't really heard Within Temptation that much, but I figured since it is supposed to be similar to Nightwish I'd like it. So far, so nice. ^^</p>
<p><img border="4" align="absMiddle" width="570" src="http://static.metal-archives.com/images/1/0/0/6/1006_photo.jpg" alt="Within Temptation" height="535" /></p>
<p>And hence, the mp3 for the day will be <strong>Frozen</strong> by <strong>Within Temptation.</strong></p>
<p><a href="http://rapidshare.com/files/70319073/03_Frozen_1.mp3"><strong>http://rapidshare.com/files/70319073/03_Frozen_1.mp3</strong></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oggi giornata nazionale delle Forze Armate]]></title>
<link>http://wolfark.wordpress.com/2007/11/04/oggi-giornata-nazionale-delle-forze-armate/</link>
<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 10:48:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>wolfark</dc:creator>
<guid>http://wolfark.it.wordpress.com/2007/11/04/oggi-giornata-nazionale-delle-forze-armate/</guid>
<description><![CDATA[
&nbsp;
Roma, 4 novembre 2007
&#8220;Si richiede un nuovo sforzo di coesione nazionale e un concreto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://wolfark.wordpress.com/files/2007/11/frecce_tricolori_over_vittoriano.jpg" alt="frecce_tricolori_over_vittoriano.jpg" /></p>
<p align="left">&#160;</p>
<p align="left">Roma, 4 novembre 2007<br />
"Si richiede un nuovo sforzo di coesione nazionale e un concreto impegno per  garantire la pace anche al di fuori dei confini della stessa Europa e  contribuire alla costruzione di un  nuovo ordine mondiale", ha detto il  presidente della Repubblica Giorgio Napolitano celebrando al Quirinale la  Giornata dell'Unita' d'Italia e la Festa delle Forze armate.</p>
<p>"E' nostro  dovere prepararsi a fronteggiare ognuna delle nuove possibili emergenze" che  possono presentarsi nel panorama internazionale per garantire la sicurezza e  condurre alla pace. Questo il messaggio che il presidente della Repubblica  Giorgio Napolitano rivolge al Paese celebrando al Quirinale la Giornata  dell'Unita' d'Italia e la Festa delle Forze armate.</p>
<p>"A  nessuno possono sfuggire - ha aggiunto - le preoccupazioni che nascono  dall'aggravarsi della situazione in Afghanistan, dall'incombere di gravi  incognite nella regione che abbraccia l'Iraq e l'Iran, dal riaccendersi di acute  contrapposizioni nei vicini Balcani, dal persistere di tensioni nel quadro  politico e istituzionale libanese, dal trascinarsi di una crisi lacerante nel  Medio Oriente". Il Capo dello Stato ha richiamato "il dovere comune di tutti  coloro che hanno vivo il senso della responsabilita' e del prestigio dell'Italia  a dare prova di unita' nel vigilare e nel ricercare le strade che meglio possono  garantire la sicurezza e condurre alla pace".</p>
<p>L'Italia deve  fare la sua parte, deve contribuire a "garantire la sicurezza internazionale,  prevenire e superare crisi e conflitti in aree vicine e lontane". Questa e' "una  responsabilita' a cui non possiamo sottrarci, che come italiani e come europei  non possiamo delegare ad altri".</p>
<p>Napolitano ha anche  chiesto alle Forze politiche a al Parlamento di sostenere gli sforzi per ridurre  i costi del dispositivo militare realizzando al tempo stesso una sua  ristrutturazione e razionalizzazione per aumentarne l'efficienza e consentire di  assolvere ai compiti irrinunciabili con meno unita' impiegate.<br />
<strong><br />
Le celebrazioni</strong><br />
Il presidente della Repubblica,  Giorgio Napolitano, ha dato il via a Roma alle celebrazioni per il giorno  dell'Unita' nazionale e la Giornata delle Forze armate, deponendo una corona  d'alloro sulla tomba del milite ignoto.</p>
<p>Ad accompagnarlo, il  ministro della Difesa, Arturo Parisi, ed il capo di Stato maggiore della Difesa,  amm.Gianpaolo Di Paola.</p>
<p>Presenti il presidente del Consiglio, Romano  Prodi, il presidente del Senato Franco Marini, il presidente della Camera,  Fausto Bertinotti, ed i vertici delle Forze armate.</p>
<p>Dopo la  deposizione della corona, le Frecce tricolori hanno sorvolato l'Altare della  patria.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4616316,00.html">Rai.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un uomo alla finestra ( essere Kafka)]]></title>
<link>http://filcusum.wordpress.com/2007/10/19/un-uomo-alla-finestra/</link>
<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 11:48:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>filippo cusumano</dc:creator>
<guid>http://filcusum.it.wordpress.com/2007/10/19/un-uomo-alla-finestra/</guid>
<description><![CDATA[





 C&#8217;è in Kafka una grande avversione per qualsiasi tipo di fisicità.
L&#8217;educazione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="titolopost"></div>
<p><!--inizio testo post--></p>
<div class="testopost">
<div align="left">
<div align="center"><img src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/56513/sk_kafka.jpg" /></div>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> C'è in Kafka una grande avversione per qualsiasi tipo di fisicità.<br />
L'educazione repressiva e gli atteggiamenti ansiosi del padre (v. il bellissimo "Lettera al Padre") hanno creato in lui un gigantesco senso di colpa, che si riversa sulla sfera dell'eros.<br />
Il pensiero di avere un rapporto fisico con una donna lo atterrisce, ma lo turba enormemente anche il suo essere un uomo socialmente monco e inutile, incapace di accoppiarsi<span>  </span>e di avere una famiglia.</p>
<p>Il vero polo d'attrazione della sua vita è la scrittura, l'attività cui vorrebbe dedicarsi in maniera assoluta e monacale</p>
<p>Sente, tuttavia,<span>  </span>che la scrittura non può essere, come vorrebbe, il centro della vita, ma soltanto un piacere da concedersi dopo che si è dato spazio al dovere.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Cioè al suo lavoro di funzionario di una compagnia di assicurazioni.<br />
Cioè ai suoi<span>  </span>tentativi di approdare ad  una vita "normale”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il dramma di Kafka è proprio questo.<br />
<span> </span><br />
L'amore gli appare sia la possibilità di arrivare finalmente nella Terra di Canaan, quella dove abitano gli uomini e le donne reali che si accoppiano e procreano , sia il momento della definitiva perdizione e rovina, l'addio crudele ad una missione che sente molto più congeniale alle sue attitudini e alle sue forze, quella della scrittura.</p>
<p><img src="http://filcusum.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/56513/home_teaser.jpg" /> Due sono i grandi amori della sua vita.<br />
<span> </span><br />
In entrambi i casi si tratta di donne che vivono a parecchie centinaia di chilometri da Praga: Felice abita a Berlino, Milena a Vienna</p>
<p>In entrambi i casi il rapporto con l'amata ha il suo momento di massimo pathos nella scrittura. In quegli epistolari , c’è uno slancio infinito, un’immaginazione incontenibile, molto più grande di quella messa in opera nei romanzi .</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Kafka vive esclusivamente nell'attesa di scrivere alla donna che ama e di riceverne le lettere.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quando il rapporto, per l’ insistenza della donna amata, si avvicina ad una qualsiasi forma di stabilità e concretezza, lui preferisce troncare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">In entrambi i casi è la malattia<span>  </span>che lo consuma la causa apparente della rottura.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">In realtà quello che lo spinge a chiudere questi rapporti è il desiderio di tornare a se stesso, di ritrovarsi senza fardelli sia come uomo sia come scrittore.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img src="http://filcusum.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/56513/kafka2.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un’ultima considerazione.<br />
Il complesso di colpa, proprio per i prezzi che ha saputo esigere nella vita di Kafka, ha limitato enormemente la sua produzione letteraria: restano alcuni splendidi racconti e tre romanzi, di cui uno solo portato a termine.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ma, senza quel mostruoso senso di colpa, che ne sarebbe dell’opera di Kafka?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Lo considereremmo, come lo consideriamo oggi, uno dei grandissimi del Novecento?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Penseremmo a lui come ad uno scrittore attualissimo, nonostante il secolo che è passato da quando ha scritto i suoi libri?</p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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