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	<title>francesco-merlo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/francesco-merlo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "francesco-merlo"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 07:55:33 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Un pensiero politico]]></title>
<link>http://lampidipensiero.wordpress.com/?p=1028</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 09:05:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>stratex</dc:creator>
<guid>http://lampidipensiero.it.wordpress.com/2008/10/07/un-pensiero-politico/</guid>
<description><![CDATA[Se non fosse che ha preso tutti, ma proprio tutti, gli stilemi della comunicazione (nonché del pens]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Se non fosse che ha preso tutti, ma proprio tutti, gli stilemi della comunicazione (nonché del pensiero) del Presidente del Consiglio che gli Italiano hanno scelto nelle elezioni del 2008, alle volte sarebbe anche interessante discuterci. Però è diventato ormai impossibile passare sopra ad affermazioni fuori della realtà e a etichette (ideologico, vittimista) appioppate senza la minima giustificazione e, anche qui, in piena contraddizione (alla faccia della logica lineare e dei ragionamenti matematici).<br />
E soprattutto non se ne può più dei puntuali annunci simil-Silvio "sono stata fraintesa", "bisogna tener conto del contesto" e analoghi, che vorrebbero smentire le affermazioni (incautamente) lanciate di pancia e meritevoli di opportuni ma sempre tardivi "attutimenti".</p>
<p>Ci può cascare qualche sprovveduto che non conosce le persone coinvolte, il passato ed i legami di retro bottega, ma non certo chi ne ha il seppur minimo sentore o è ben assistito dall'intuito, ancorché non dai fatti. Sto parlando delle affermazioni contenute in un post apparso sul sito di Dì Gay Project, e dedicato al <a href="http://www.digayproject.org/Rubriche/Il-blog-di-Imma/la_nostra.php?c=1437&#38;m=71&#38;l=it" target="_blank">pensiero politico</a> di Imma Battaglia sul movimento GLBT (da notare che si parte con il "nostro" e si finisce con il "mio"...). Analisi in gran parte condivisibili, ma non certo quando tentano di far apparire meno forti le affermazioni gravi che lo caratterizzano e lo hanno marcaato anche nel passato recente.</p>
<p>Forse solo un modo poco accorto di scegliere parole o concatenare ragionamenti, ma certo vi sono passaggi inequivocabili, che appaiono gravi proprio in considerazione dei contesti e delle circostanze in cui sono formulati.</p>
<p>Scrivere per esprimere solidarietà a Francesco Merlo dopo la sua evidente provocazione (si veda l'articolo di repubblica del 23 agosto <a href="http://lampidipensiero.wordpress.com/domenico-pierrick-ethan/" target="_blank">riportato qui</a>) che parla a sproposito di <strong>vittimismo di Arcigay (esteso poi misteriosamente a tutti gli omosessuali)</strong> è proprio uno di questi passaggi inequivocabili. Merlo ha agitato la polemica per coprire l'atteggiamento perbenista di Repubblica (denunciato giustamente da Mancuso e Grillini) che, a differenza di altri giornali italiani, sapendolo, aveva volutamente oscurato il fatto che nel rogo di Madrid era morta una famiglia arcobaleno (si noti l'articolo del 22 agosto del Corriere allo stesso link).</p>
<p>Affermare che <span>i locali della Gay Street (Via di San Giovanni in Laterano a Roma, su cui affacciano alcuni bar, ristoranti e simili) dovrebbero provvedere a metter un po' di "sicurezza privata a tutela della propria clientela" e se non lo fanno sono "irresponsabili" è un fatto grave, che colloca questo pensiero esattamente nel solco di quanti invocano <strong>il diritto di "difendersi da soli"</strong> (no ricordano le ronde leghiste?) e comunque di chi preferisce ghetti di lusso alla pienezza dei diritti. Si noti, tra l'altro che gli episodi di violenza non accadono nella suddetta strada (a meno che come tali non si vogliano intendere le scritte a pennarello sulle panchine o sui muri...): piuttosto accadono nei dintorni o in zone che ne sono del tutto estranee (ad es. l'aggressione al conduttore radiofonico Christian Floris, avvenuta al Pigneto), rendendo evidentemente del tutto inutili la sicurezza privata e anche le telecamere provocatoriamente proposte da Alemanno. Senza considerare che è del tutto privo di fondamento parlare di emergenza sicurezza, problema che semplicemente non esiste, sebbene i media dicano il contrario. Dal difendersi da soli al "<strong>facciamo giustizia</strong>" il passo è breve. E quindi, meglio la sicurezza privata che le forze dell'ordine che "si aggirano tra noi".</span></p>
<p>A tutta questa sbrodolata post-romantica e neo-pragmatica risopondo solo con una citazione, banale forse, ma inequivocabile:</p>
<p><em>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.<br />
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.</em></p>
<p>E sono certo che molti dei lettori abbiano bene presente la fonte, anche senza citarla esplicitamente.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[quel giornale]]></title>
<link>http://marcoboccaccio.wordpress.com/?p=253</link>
<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 12:13:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcoboccaccio</dc:creator>
<guid>http://marcoboccaccio.it.wordpress.com/2008/08/25/quel-giornale/</guid>
<description><![CDATA[a proposito della questione sulle notizie riguardo la morte di domenico riso nell&#8217;incidente di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>a proposito della <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/spagna-aereo/steward-gay/steward-gay.html">questione</a> sulle notizie riguardo la morte di <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/spagna-aereo/steward-italiano/steward-italiano.html">domenico riso</a> nell'incidente di barajas, in cui nulla o solo bugie sono state <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/08/22/era-felice-di-vivere-parigi-aveva-casa.html">dette</a> sul suo compagno e sul figlio, vorrei sapere che cosa sarebbe sato scritto (e detto ai tiggì) se i due fossero stati sposati (se l'altro fosse cioè stato spagnolo o olandese o belga o canadese), o comunque legalizzati da una delle normative di <em>matrimonio minore</em> riservato o esteso alle coppie omosessuali in quasi tutti i paesi europei. <em>lo steward e suo marito</em>? forse la notizia sarebbe stata così imbarazzante che nemmeno sarebbe stata data. aggiungo che la versione più folle è stata quella del tg1 (manco a dirlo) in cui la sorella sconvolta accennava a <em>quello che ha scritto quel giornale</em> ma nessuno si è scomodato a spiegare cosa <em>quel giornale</em> avesse scritto. signori, siamo così indietro da far paura. soprattutto perché <em>quel giornale</em> (che è poi la repubblica, che dovrebbe essere laico e attento ai diritti civili) accusa il movimento gay di speculare sulla morte, cosa che invece sono stati proprio loro a fare: ché se tra le vittime non ci fosse stato un italiano forse un titoletto e via.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[1x1 tutti gli altri son nessuno?]]></title>
<link>http://deverifica.wordpress.com/?p=225</link>
<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 13:38:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>deverifica</dc:creator>
<guid>http://deverifica.it.wordpress.com/2008/08/23/se-lo-steward-morto/</guid>
<description><![CDATA[Madrid, il movimento omosessuale accusa i media di ipocrisia
&#8220;Hanno censurato la relazione con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color:#000080;"><span style="color:#b8860b;">Madrid, il movimento omosessuale accusa i media di ipocrisia<br />
"Hanno censurato la relazione con il suo compagno francese"</span></span></h2>
<h1><strong><span style="color:#800000;">Se lo steward morto diventa una bandiera gay</span><span style="color:#800000;">*</span></strong></h1>
<h3><span class="txt12"><em>di FRANCESCO MERLO</em></span></h3>
<p>SIAMO tutti omosessuali, e dunque ci spiace dire che l'omofobia, nella orribile morte del povero Domenico Riso, è un'ossessione sì, ma solo dell'Arcigay, che ha infatti accusato i media italiani di "avere censurato la relazione tra lo steward e il suo compagno francese". Ma noi siamo anche tutti eterosessuali.</p>
<p>E dunque ci spiace dire che solo ad un'Arcigay, che è ossessionata dall'idea e non è intelligente dei fatti, poteva venire in mente che in quel forno crematorio all'aeroporto di Madrid non c'erano 153 persone, ma solo due omosessuali dichiarati.</p>
<p>Tutto questo per dire che la sessualità, rispetto a quell'atroce tragedia, è un dettaglio insignificante, come essere milanisti o juventini. E dunque nessuno, e soprattutto l'Arcigay, che non lasceremo mai sola nelle sue battaglie contro le odiose discriminazioni, ha il diritto di strumentalizzare la dimensione intima e privata dello steward italiano morto insieme ad un amico, al proprio figlio di tre anni e ad altre 150 persone, sulle quali l'onorevole Grillini non ha però l'occhio impietrito dall'ossessione e dall'indecenza.</p>
<p>E infatti solo per quei due, per Domenico Riso e per il suo convivente, l'Arcigay trova necessario che "la completezza dell'informazione" frughi tra le lenzuola, e che la loro pulsione d'amore, che vale quanto tutte le altre pulsioni d'amore, sia sbandierata come una militanza, un drammone e una vertigine post mortem.</p>
<p>Ma che c'entrano le abitudini sessuali, le pratiche coniugali, le tradizioni, le convenzioni e gli umori con la morte in un disastro aereo? In base alla logica sessuocentrica dell'Arcigay, i giornali e le tv di un Paese come l'Italia, che ha le sue gravi rogne ma è ancora civile e sa tenere lontana la tragedia dalla farsa, avrebbero dovuto involgarirsi, come purtroppo ha fatto l'onorevole Grillini, e dunque indagare e raccontare - "senza ipocrisia" perbacco - quanti, tra i sessantenni a bordo usavano il viagra, e quanti avevano pratiche feticiste, e quanti erano i transessuali e i bisessuali, e ancore quante mogli e quanti mariti ha avuto ciascuna vittima, e quante erano le vergini e quanti i sodomiti...<br />
Abbiamo, insomma, il fondato sospetto che l'onorevole Grillini sia - proprio lui - l'ossessionato dall'omofobia. È lui ad avere bisogno, sempre e comunque, del nemico per le sue usurate battaglie, al punto da andare fiero della sessualità di una vittima di un disastro aereo e di celebrarlo come un eroe della diversità, del pensiero laterale e dell'anticonformismo.</p>
<p>E c'è forse qualcosa di più. C'è un accenno rivelatore nell'indignazione di maniera dell'Arcigay, la quale si chiede: "Quando un gay siciliano che è emigrato, si è costruito una vita nuova e una famiglia, potrà avere rispetto, almeno dopo morto?". Noi che sappiamo pensare male, temiamo che in questa sottolineatura dell'emigrante siciliano, che solo a Parigi può liberare la propria sessualità, ci sia un avvitamento razzista, probabilmente inconsapevole. Grillini, insomma, non si rende conto che l'idea che un siciliano debba uscire per riuscire è un'idea criptoleghista, perché appunto i leghisti ritengono che i meridionali solo altrove possono avere opportunità, mentre la loro terra li condanna a un destino di dissipazione sociale e, nel caso dell'omosessuale, di infelicità e di disprezzo. Secondo l'Arcigay, Domenico, se fosse rimasto in Sicilia, avrebbe potuto solo nascondersi e dannarsi. A Parigi, invece: allegria, valori condivisi, fierezza... C'è insomma uno sguardo di degnazione verso la caverna del Sud, dove - malgrado Grillini e il suo bisogno di arcaismi da aggredire per continuare ad esistere - c'è ormai tutto il ventaglio della sessualità praticata, e anche nelle istituzioni, proprio come a Parigi.</p>
<p>Due parole infine sui giornali e sulle tv italiane che, a conferma di libertà, hanno deciso in maniera molto varia come e quanto tirare in ballo la scelte private e i pudori familiari di Domenico Riso. Ogni giornale, insomma, si comporta come crede, ciascuno ha la propria misura di eleganza, ciascuno ha i suoi titolisti e i suoi cronisti, e ciascuno fa ovviamente anche i suoi errori.</p>
<p>È legittimo criticare, ma la paranoia dell'omofobia, in questa Italia confusa, sta rischiando di trasformare l'Arcigay in una comunità di preti fondamentalisti al contrario, con lo sguardo tutto puntato sulle pratiche sessuali e con la stessa idea di società che ha Rocco Buttiglione, e magari anche con lo stesso Dio sessuomane. Qui in più c'è anche l'orrore di avere scambiato un camposanto in un campo di battaglia.</p>
<p>(<em>23 agosto 2008</em>)</p>
<p>*tratto da Repubblica.it</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Froci con le Ali]]></title>
<link>http://ilsarcotrafficante.wordpress.com/?p=372</link>
<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 13:33:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilsarcotrafficante</dc:creator>
<guid>http://ilsarcotrafficante.it.wordpress.com/2008/08/23/porci-con-le-ali/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Arcigay grida allo scandalo per come è stato trattato il caso dello stewart italiano morto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'Arcigay grida allo <a href="http://www.arcigay.it/restituiamo-dignita-a-domenico-riso" target="_blank">scandalo</a> per come è stato trattato il caso dello stewart italiano morto nell'<a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_756859660.html" target="_blank">incidente aereo </a>della Spainair. <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/spagna-aereo/steward-gay/steward-gay.html" target="_blank">Reazioni</a> ancora più stizzite da parte dei giornali italiani. Prima di esprimere la mia, voglio premettere una cosa: è vero che, solitamente <strong>nei media italiani, il frocio o s'infanga o s'insabbia</strong>.</p>
<p>Premesso ciò, mi trovo d'accordo con Francesco Merlo quando parla di totale irrilevanza della sessualità rispetto ad una tragedia del genere; <strong>lo status maritale dello stewart poteva diventare casus belli solo se fosse morto solo lui</strong> (il che avrebbe giustificato un maggior dettaglio sulla sua persona).</p>
<p>Per calmare i gayenti spiriti, invito tutti (gay, etero, bisex, pansex, spandex...) a leggere un bellissimo libro degli anni 70, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porci_con_le_ali" target="_blank">Porci con le Ali</a>, storia sentimental-sessuale di una coppia di post-68ini in crisi. Un libro che insegna soprattutto a non prendersi troppo sul serio, anche quando si profilano nello sfondo grandi tragedie.</p>
<p>ps questo è trackback ai post di <a href="http://ugualiamori.wordpress.com/2008/08/23/lomofobia-di-zucconi-e-di-merlo/" target="_blank">Uguali Amori</a> e <a href="http://resistereblog.wordpress.com/2008/08/22/ipocrisia-sui-gay-o-forse-anche-peggio/" target="_blank">Resistere</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bossi è Alberto da Giussano ma è solo fiction]]></title>
<link>http://titolando.wordpress.com/?p=215</link>
<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 09:40:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>titolando</dc:creator>
<guid>http://titolando.it.wordpress.com/2008/07/28/bossi-e-alberto-da-giussano-ma-e-solo-fiction/</guid>
<description><![CDATA[Casomai qualcuno cercasse conferme sulle intercettazioni telefoniche tra Politica e Rai grazie a Umb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://titolando.files.wordpress.com/2008/07/albe-140x180.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-216" src="http://titolando.wordpress.com/files/2008/07/albe-140x180.jpg?w=140" alt="" width="140" height="180" /></a>Casomai qualcuno cercasse conferme sulle intercettazioni telefoniche tra <strong><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Pronto-Silvio-sono-Sacca/1917587">Politica e Rai</a></strong> grazie a Umberto Bossi le ha trovate. Così come la diceria che la rai sia lottizzata dai partiti, mere strumentalizzazioni? No, un dato di fatto. E' la conclusione a cui si arriva dopo aver letto queste notizie: Il senatore <a href="http://www.leganord.org/segretariofederale/default.asp"><strong>Umberto Bossi</strong></a>, visita il set del kolossal, prodotto da rai-fiction, dedicato alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Legnano"><strong>battaglia di Legnano</strong></a>.</p>
<p>Questa produzione era già finita sulle cronache dei giornali poichè volutamente spinta da Bossi. Non solo, nell'articolo apparso oggi su <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/barbarossa-lega/barbarossa-lega/barbarossa-lega.html"><strong>repubblica.it,</strong></a> è lo stesso regista<strong> <a href="http://www.martinellifilm.it/">Renzo Martinelli</a></strong>, milanese<strong> </strong>e amico di Bossi, ad affermare che "alcuni amici milanesi", tra cui il sindaco Letizia Moratti, gli avevano chiesto di occuparsi di storie lombarde. Sempre Martinelli poi dichiara che non "trattatasi di un film leghista".</p>
<p>Nel frattempo, Bossi si riconosce pienamente nel personaggio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_da_Giussano"><strong>Alberto da Giussano</strong></a> che sarà interpretato da <a href="http://www.razdegan.com/"><strong>Raz Degan</strong></a>. Alberto da Giussano sarebbe un antico guerriero che incede spavaldo, spadone in mano per suonarle ai barbari. Peccato che nessuno sappia ancora se sia realmente esistito o meno (almeno stando alle fonti). Bossi è Alberto e il temibile imperatore <a href="http://www.ilpalio.org/gabrielli_federicoI.htm"><strong>Federico I di Svevia detto "Il Barbarossa"</strong></a>, che il giovane Alberto, alla guida della Lega Lombarda, sconfisse nel 1176 nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_I_del_Sacro_Romano_Impero"><strong>battaglia di Legnano</strong></a>, oggi altri non è, secondo la personalissima interpretazione del capo della Lega, che "lo Stato dell'Italia centralista", contro il quale combattono i moderni soldati del Carroccio. Per guadagnare quella libertà "che oggi, se necessario, si conquista anche con la forza". Perché "è meglio morire che vivere come schiavi".</p>
<p>Comunque Bossi parte per la Romania, andrà a vedere le scene più spettacolari della battaglia di Legnano, ricostruite con 2.500 cavalli arabi e frisoni e ventimila comparse, tra cui molti rom, nella <a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&#38;q=foresta%20di%20Calugareni&#38;um=1&#38;ie=UTF-8&#38;sa=N&#38;tab=wl"><strong>foresta di Calugareni</strong></a>, Bossi ha affidato il suo pensiero sulla "modernità" della figura di Alberto da Giussano al settimanale "<a href="http://www.sorrisi.com/sorrisi/home/index.jsp"><strong>Tv Sorrisi e Canzoni</strong></a>".</p>
<p>Bossi vorrebbe portare in tv anche altri personaggi della storia come: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Carlo_Borromeo"><strong>San Carlo Borromeo</strong></a>, e quella del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Giacomo_Medici"><strong>Medeghino</strong></a>, il grande condottiero milanese del sedicesimo secolo, fratello di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Pio_IV"><strong>Papa Pio IV</strong></a>".</p>
<p>Insomma, certi capitoli della storia vanno riscritti.</p>
<p>Non mi soffermerò sulla polemica legata all'utilizzo di comparse ROM, poco costose, e poco pericolose se a casa loro. In fondo si tratta di fiction e nella finzione non è necessario ci sia un'efficace rappresentazione della realtà. Vi lascio, come ultimo articolo, un pezzo scritto da <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/barbarossa-lega/fiction-lottizzata/fiction-lottizzata.html"><strong>Francesco Merlo</strong></a> di repubblica.it, sintesi perfetta di come i nevrotici costruiscano castelli, mentre gli psicotici li abitino. Una cosa è chiara... così come tra moglie e marito non mettere il dito... tra fiction e realtà sarebbe meglio non mettere "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Propaganda"><strong>la propaganda</strong></a>"!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[una cosa di sinistra]]></title>
<link>http://lineadombra.wordpress.com/?p=451</link>
<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 10:19:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>ubik</dc:creator>
<guid>http://lineadombra.it.wordpress.com/2008/07/20/una-cosa-di-sinistra/</guid>
<description><![CDATA[

&#8220;La nave è ormai in preda al cuoco di bordo e ciò che trasmette al microfono del comandant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" src="http://media.economist.com/images/20080719/D2908EU1.jpg" alt="" width="300" height="229" /></p>
<p style="text-align:justify;"><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">"La nave è ormai in preda al cuoco di bordo e ciò che trasmette al microfono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani". <strong>Sören Kierkegaard</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Allora condenso in questo post alcune brevi considerazioni riguardo alcune cose di “politica”. Così mi cavo il dente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Intanto mi sono accorto che alcuni giorni fa Veltroni ha citato la bellissima frase di <strong>Kierkegaard </strong>che ho riportato sopra. Per chi riceveva da me quel gioiello che era la mitica newsletter eXistenZ (ve la ricordate?) si ricorderà che la frase era sotto la testata.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://www.webalice.it/damianoghiozzi/verdicastelfiorentino/Pulsanti/solenoombra.gif" alt="" width="50" height="45" /> <!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il mio voto ambientalista rimarrà ancora per un bel pezzo in esilio. La Federazione dei Verdi a Chianciano ha eletto, nominato, votato, boh! Grazia Francescato: non so quanti anni sono che vengono eletti dei portavoce un po’ così: naif. A memoria: Carlo Ripa di Meana, la Francescato appunto, Pecoraro Scanio. Quelle poche decenti <!--more-->erano Mattioli e Scalia, Langer, Manconi. Cioè quando votavo verde. Ora sembra che la mozione di Marco Boato (uno della vecchia guardia) non abbia preso poco, anche se ha perso. A conti fatti al pari di Rifognazione ci si trova con un minuscolo partito spaccato: parte movimentista, new age – la Francescato e realista, empirica, rivolta verso il PD quella di Boato. E che fanno i Verdi. Appunto. Eleggono, nominano o non so che la Francescato. Una che a suo tempo venne nella città dove sono cresciuto a presentare nell’unica libreria cittadina un libro scritto da lei sui fantasmi. Te capì?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal"><img class="alignleft" src="http://www.martinfrost.ws/htmlfiles/july2006/hezbollah_recruits.jpg" alt="" width="286" height="211" /><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">In questi giorni mi ha molto colpito lo scambio tra prigionieri al  confine di Israele e Libano, solo che Hezbollah (tanto per dire: il loro saluto militare è la mano tesa, stil nazista) invece di due persone riconsegna due corpi. E Israele libera terroristi, uno dei quali uccise a suo tempo una bambina di 4 anni. In Libano i filosiriani, ma anche altre componenti hanno festeggiato, in Israele le famiglie hanno pianto i loro cari. Tra le cose lette e sentite mi ha colpito su radio3 Mondo la consapevolezza calma e tagliente di Dan Segre, un eroe israeliano che poi ho ritrovato in un’intervista su il Foglio, dove racconta: “Nella guerra del 1967 il rabbino dell’esercito Shlomo Goren attraversò le linee nemiche per chiedere indietro i corpi dei propri soldati. Un arabo a Betlemme gli disse: “Lei è pazzo, rischia la vita per delle ossa?”. Goren replicò: “E’ grazie a quelle ossa se io sono vivo”. Il primo a dirlo fu un ebreo deportato a Babilonia quasi tremila anni fa”. Anche un bello e toccante articolo di Gad Lerner su Repubblica: ritornato nella sua terra racconta in modo accorato e sconsolato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/717" target="_blank">Qui</a></strong> Dan Segre su il Foglio</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.gadlerner.it/index.php/2008/07/17/il-libano-e-il-culto-dei-morti.html" target="_blank"><strong>Qui </strong></a>l’articolo di Gad Lerner</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/23/Bronislaw_Geremek.jpg" alt="" width="155" height="217" />È morto nei giorni scorsi Bronislaw Geremek, grande figura della cultura politica della Polonia (di cui sono un modesto appassionato). Insieme a Adam Michnik (il mitico direttore della mitica Gazeta Wyborcza: avercelo noi un giornale così indipendente), Jacek Kuron, Walesa furono i protagonisti di Solidarnosc e fini intellettuali lucidi e rigorosi. Geremek ultimamente aveva votato contro la direttiva comunitaria su l’espulsione degli immigrati e si era opposto a far esaminare il suo curriculum come volevano i terribili gemelli Kaczynski che vorrebbero far una caccia alle streghe, suscitando sconcerto e polemiche. Geremek era una delle poche voci civili e democratiche di quel paese. Geremek era di quella razza capace di mettere insieme un fine intellettualismo e la gente semplice, lavoratori, cattolici e protestanti. Era uno che le mani se le sporcava in modo onorevole. Un esempio, perchè no?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://goldkorn.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/07/15/il-miglior-amico-di-lech-walesa/" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> e <a href="http://goldkorn.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/07/16/con-geremek-in-ruritania/" target="_blank"><strong>qui</strong></a> il ricordo di Wlodek Goldkorn;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.gadlerner.it/index.php/2008/07/13/geremek-padre-della-democrazia-europea.html" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> quello di Gad Lerner</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bronis%C5%82aw_Geremek" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> chi era Geremek (da Wikipedia)</p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.lanternafil.it/Public/Expo92/Cornice%201.gif" alt="" width="137" height="28" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://www.fotosearch.it/bthumb/IMZ/IMZ140/pgi0100.jpg" alt="" width="170" height="135" /> <!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14       MicrosoftInternetExplorer4  &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">È bene spiegarsi prima di questa riflessione: sono ontologicamente di sinistra. Punto, su questo non discuto. Bene allora vi dico che a me Brunetta ispira simpatia e tenerezza, per l’ingenua e caparbia tenacia con cui vorrebbe riformare la parte pubblica. E poi provo profonda e sincera avversione per il dipendente pubblico in genere (le eccezioni ci sono, le persone che conosco sono ottime, ma si parla per grandi linee che poi corrispondono a tendenze e realtà in atto). E nonostante la mia tessera CGIL in tasca (più per fede, tanto vale ammetterlo, che per convinzione) nutro profonda avversione pe Epifani e il mega-sindacato: per la sua poca trasparenza, per le sue ambigue doppie regole e perché ormai è sinonimo di conservatorismo. Quindi i fatti: Brunetta promette soldi a chi se lo merita, cioè a chi lavora di più e meglio; promette la visita fiscale obbligatoria dal primo giorno. E come fu per Bersani contro i tassisti, si alzano lamentose e prive di vergogna le voci delle corporazioni. Francesco Merlo pubblica oggi su la Repubblica un articolo che vorrebbe essere di costume e sornione, glielo passo perché è domenica, ma non condivido neanche una virgola. È ora di cambiare in modo radicale certe abitudini mentali, per cui ditemi perché: 1) io dovrei prendere lo stesso stipendio di un mio pari che produce la metà di quello che produco io, con il piccolo particolare che il mio sforzo deve a) compensare il suo dolce fregarsene, b) mantenere il buon ritmo aziendale; 2) perché siamo ancora attaccati all’articolo 18? Quando negli altri paesi europei, compresi quelli a forte tradizione socialdemocratica, non ce l’hanno e quindi a meno di ingenti spese processuali ci dobbiamo tenere accollati oscuri colleghi di lavoro di cui ignoriamo il motivo per cui vengono a lavorare; 3) il simpatico Merlo elogia il dolce far niente che coltiverebbe geni letterati in oscuri sottoscala –vero magari per il secolo scorso-. Però inviterei Merlo (tra l’altro mi è molto simpatico) a farsi un giro per uffici &#38; documenti, dopodichè uno pensa che se funzionasse meglio l’amministrazione pubblica lo scriveremmo noi il capolavoro letterario, grazie al tempo risparmiato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Per chiudere se questo argomento e visto che ci sono: iscrivetemi tra quelli favorevoli alle “gabbie salariali” o come accidenti vogliate definirle. I miei parenti in Puglia spendono meno della metà di quello che spendiamo noi a Firenze, quindi perché la parità di stipendio? Da quelle parti avanzano, qui non bastano. Ergo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/pubb-ammin/fannulloni-geniali/fannulloni-geniali.html" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> l’articolo di Merlo sui "fannulloni geniali" (capisco bene lo spirito irriverente, però...)</p>
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</item>
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<title><![CDATA[Povera Italia, razzista e indegna di chiamarsi civile]]></title>
<link>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/?p=105</link>
<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 16:49:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Turone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gli ignoranti pensano che le atrocità di Hitler (e in secondo piano quelle del suo complice Mussoli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ignoranti pensano che le atrocità di Hitler (e in secondo piano quelle del suo complice Mussolini) non siano mai esistite, oppure che siano state il frutto del Male assoluto.</p>
<p>Hanno torto, ovviamente, e commettono un errore grave non solo verso chi di quegli orrori è stato vittima, ma anche verso ciò che fa di un consesso umano una società civile, e verso tutti coloro che a questa società civile tengono.</p>
<p>Non sapevo che domani a Milano verrà messa in atto - con la stessa ottusità burocratica adottata in molti regimi dittatoriali dagli esecutori di ordini atroci, che poi si stupivano di essere chiamati a risponderne anche personalmente - una vergognosa forma di discriminazione su base etnica, che potrebbe ahimè preludere a una pericolosissima recrudescenza (apparentemente in guanti bianchi) contro cittadini di etnia ROM (anche italiani) la cui sola colpa è l'appartenenza - spesso giustamente orgogliosa - a quel popolo.</p>
<p>Domani a Milano i cittadini di etnia rom cominceranno a essere sottoposti a una schedatura con tanto di fotografie da parte della polizia, per ordine del prefetto.</p>
<p>Leggendo la mail scritta da Giorgio Bezzecchi, vice-presidente nazionale dell'<a href="http://www.operanomadimilano.org/" target="_blank">Opera Nomadi</a> che da anni lavora per la promozione sociale, politica e culturale dei rom a Milano e per il suo impegno è stato insignito della Medaglia d'Oro al valor Civico, mi si è accapponata la pelle. La sua famiglia - che visse la deportazione in un campo di concentramento (suo padre sopravvisse, il nonno no) - oggi vive in un campo a Milano, e per questo domani sarà fotografata e schedata, conformemente alle attuali decisioni del prefetto che prevedono un rilevamento completo di tutti i rom residenti nel territorio milanese.</p>
<p>Vi invito a leggere la mail. Se poi vorrete inviare messaggi di solidarietà mi è stato suggerito di scrivere sia all'indirizzo dell'opera nomadi di Milano, sia della cooperativa Romano Drom, di cui Giorgio Bezzecchi è presidente.<br />
<a href="mailto:segreteria@operanomadimilano.org">segreteria@operanomadimilano.org</a><br />
<a href="mailto:ROMANDROM@libero.it">ROMANDROM@libero.it </a></p>
<p>Il razzismo strisciante è oggi assai più pericoloso di quello consapevole.</p>
<p>A Bezzecchi, alla sua famiglia e a tutti i Rom e i Sinti (non solo a quelli onesti e perbene come lui, ma anche a quelli disonesti, che hanno diritto di essere eventualmente sanzionati per quello che fanno e non per il fatto di appartenere a quel popolo) va tutta la mia solidarietà.</p>
<p>Purtroppo la <a href="http://presenteduepuntozero.wordpress.com/2008/05/23/un-giorno-vennero/" target="_blank">poesia di Brecht</a> che riportavo qualche giorno fa è davvero attuale...</p>
<p><b>Testo della lettera di Giorgio Bezzecchi (Rom-medaglia d'oro al valor civico):</b></p>
<p>Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani( censimento fotografico e schedatura-Polizia), domani mattina, presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzechi).</p>
<p>Sono passati sessant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza" di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di "internamento degli zingari italiani"in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41),quei "campi del Duce" di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.</p>
<p>"RICORDARE PER NON DIMENTICARE"</p>
<p>Sono passati sessant'anni ,ma le preoccupazioni,la percezione del pericolo, I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI.</p>
<p>E'agghiaciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano.</p>
<p>Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.</p>
<p>NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni  è giustificata ( VERGOGNA)........</p>
<p>Mi appello alla società civile,chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi.............voci dal silenzio........</p>
<p>Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre,CITTADINO ITALIANO,che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia).................mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino................VERGOGNA</p>
<p>MI VERGOGNO,IN QUESTO MOMENTO, DI ESSRE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO.................</p>
<p>Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia ,di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista,incivile<br />
e becera.</p>
<p>RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani..............................</p>
<p>Milano,05/06/2008</p>
<p>Rag. Giorgio Bezzecchi ( Rom-medaglia d'oro al valor civico)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[la meglio gioventù e il pornografo (liberamente tratto da...)]]></title>
<link>http://paoladifraia.wordpress.com/?p=76</link>
<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 12:14:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoladifraia</dc:creator>
<guid>http://paoladifraia.it.wordpress.com/2008/04/26/la-meglio-gioventu-e-il-pornografo-liberamente-tratto-da/</guid>
<description><![CDATA[
Aggiungiamo adesso, senza alcuna reticenza, che in quella piazza ieri c&#8217;erano umori che non s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paoladifraia.files.wordpress.com/2008/04/beppe_grillo_01tt.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-77" src="http://paoladifraia.wordpress.com/files/2008/04/beppe_grillo_01tt.jpg" alt="" width="488" height="434" /></a></p>
<blockquote><p>Aggiungiamo adesso, senza alcuna reticenza, che in quella piazza ieri c'erano umori che non solo non si identificano con gli schizzi di bile nera di Grillo, ma sono, in parte, anche umori nostri. In tutti i movimenti - direbbe Alberoni - c'è chi fa cassa. Da Masaniello a Canepa a Bossi a Grillo... c'è sempre qualcuno che diventa l'espressione sgangherata di malumori forti e legittimi. E la buona politica dovrebbe calarsi dentro di essi; per tirare fuori, ad esempio, il buon umore dal malumore dei produttori del Nord che stanno con Bossi perché si sentono ipertassati e non protetti.</p>
<p>Così tra i piazzaioli di Grillo ci sono professionisti, docenti, giovani e giovanissimi che coltivano buoni sentimenti e disagio, e magari in qualche caso sono il meglio della gioventù, quella che non trova espressione nei codici della politica e va dunque a cercare un detonatore o un pantografo che percepisca e ingrandisca il segnale.</p></blockquote>
<p>Francesco Merlo, <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/politica/grillo-contro-napolitano/comico-malumore/comico-malumore.html">Repubblica.it</a></p>
<p>***</p>
<p>Può essere che a furia di guardarci l'ombelico non possiamo far altro che parlare alla pancia. Forse qualcuno lo sa e va davvero in piazza solo per ascoltare uno spettacolo gratis. Io credo sia ancora e solo una questione di appartenenza "desiderabile": noi siamo quelli che...e non è obbligatorio che sia coerente con il resto della nostra esistenza. Perfino in una piazza di quarantamila persone come quella di Torino, ieri, è difficile stabilire quale sia la nuova maggioranza. Si condivide in parte o solo un po', si va lì per vedere, per ascoltare, per ridere <em>un po'</em>. Qualcuno, per esempio, vorrà mettere in dubbio i sani valori della piazza del primo maggio? Ieri ognuno stava al proprio posto ma oggi? Tra un po' lo sentiremo, mettere in discussione anche il primo maggio, anzi, mi aspetto che succeda già la prossima settimana, perchè se voleste sapere che tempo fa io risponderei: c'è vento. Abbiamo ancora bisogno della piazza di San Giovanni in Laterano?...Sai, i sindacati...la Lega Nord...i lavoratori... mi dite voi chi salirà sul palco, come se fosse il <a href="http://www.live8live.com/">Live Eight</a>?...Perchè: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_dei_lavoratori">noi non c'eravamo</a> e oggi ognuno la racconta a modo suo e nessuno è più autorevole della propria pubblicità.</p>
<p>Siamo diventati tutti così pigri che non dobbiamo neanche dimostrare che non siamo mica nati ieri, perchè potremo anche guardare in televisione il Grande Fratello, compiacerci con distacco delle poderose schifezze della televisione generalista, tanto con sky, con internet, abbiamo il mondo a nostra disposizione. Chi vuoi che ce la dia a bere? E poi chi ci controlla? Noi siamo furbi, ci controlla la rete. Possiamo fare tutto, non devono dircelo i giornali o la tv. Perchè se vogliamo, abbiamo una fantastica vetrina nel mondo virtuale. Possiamo scegliere tutto e il contrario di tutto. Il nostro tutto, se vogliamo, ce lo portiamo dietro nell'Ipod o col cellulare, anzi fondiamo un movimento per dare l'Iphone gratis a tutti. Questa è la vera democrazia. E se gettiamo una carta per terra ci riprendiamo con la telecamera e ci sottoponiamo al controllo censorio della comunità virtuale, perchè, in fondo, che male c'è?</p>
<p>Un giorno abbiamo sognato che chiunque poteva diventare il presidente degli Stati Uniti. Oggi si può vincere un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Al_Gore">Nobel</a> per la pace stando nella blogosfera.  In Italia però in fondo non siamo così ambiziosi. Noi sognamo di non pagare più le tasse, l'Ici e il bollo auto. Perchè, in fondo, che male c'è?</p>
<p>NOTA: un'ultima cosa su Grillo. Sull'informazione <em>forse</em> ha ragione, però, democraticamente, se abbiamo il governo che ci meritiamo abbiamo anche la stampa che ci meritiamo. Non è raccogliendo le firme per un referendum non valido, come sostiene <a href="http://blogorrea.splinder.com/post/16852299">Lele</a>, che si diventa più liberi dei liberi. Più furbi dei furbi <em>forse</em> sì.</p>
<p>NOTA2: per i miei colleghi: rassegnatevi. Questo comizio sarà ripetuto a voce, lunedì mattina.</p>
<p><!--more--></p>
<h2>L'ANALISI  <!-- fine OCCHIELLO --></h2>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Il comico</strong><br />
<strong>del malumore </strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO --><!-- inizio FIRMA --><span class="txt12"><em>di FRANCESCO MERLO</em></span><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p><!-- inizio TESTO --><strong>ECCO</strong> una bella sfida per la nuova stagione della politica italiana: riprendersi questa piazza che Beppe Grillo riempie ma non merita, e non solo perché, in piena crisi artistica, non riesce più nemmeno a fare ridere. Il punto è che Grillo, per galleggiare nel malumore, ormai deve spararla sempre più grossa. E infatti, in questa escalation, ieri è diventato un altro di quegli irresponsabili italiani che di tanto in tanto vorrebbero riprendere e continuare il lavoro feroce dei partigiani - "ah se solo avessimo più cuore e più coglioni" - scambiando la tragedia della guerra civile con le gag da Bagaglino: "Siamo noi la nuova Resistenza".</p>
<p>Grillo attacca i giornali perché non scrivono quel che vuole lui e come vuole lui. Come tutti i demagoghi italiani, vorrebbe abbattere la stampa<br />
Crede di essere una somma di Totò e del professor Sartori, uno che prende drammaticamente sul serio la propria scienza politica</p>
<p>E come tanti altri anche Grillo attacca i giornali perché non scrivono quel che vuole lui e come vuole lui: "Pennivendoli di regime". E sogna un capo dello Stato meno "Morfeo" e dunque più decisionista, purché ovviamente nel consiglio di reggenza di questo virile presidenzialismo ci sia lui, Beppe Grillo.</p>
<p>Grillo non lo sa, ma il giornalismo, che come tutti i demagoghi italiani anch'egli vorrebbe abbattere, serve anche a mostrare la realtà che sta dietro il dito dell'inaudito. E dunque a segnalare che ieri a Torino la piazza era, come sempre in Italia, molto migliore di lui, nel senso che il malumore del suo "pubblico" non è solo l'umore andato a male di Grillo. E non soltanto perché lì, in mezzo a quei cinquantamila, c'è anche tanta gente che vorrebbe ancora divertirsi a vederlo recitare; gente che - dicono al Sud - lo "buffonia", lo prende in giro, gli fa credere d'esser lì per la sua sapienza politologica e invece è lì soltanto perché in piazza San Carlo non si paga il biglietto.</p>
<p><!--inserto--><!--/inserto--><br />
Insomma alcuni - quanti? - dei suoi fans sono "portoghesi" che sperano di ridere gratis partecipando a uno spettacolo di comicità. E nessuno li comprende meglio di noi che, pur di sentire cantare Ventiquattromila baci o Azzurro, siamo disposti a "buffoniare" Celentano. È così anche per Grillo. L'importante è che, tra una stupidaggine e l'altra di filosofia etica, ci faccia ridere e magari anche ghignare con i suoi lazzi, le sue pernacchie, la sua strumentazione di comico.</p>
<p>Abbiamo un rapporto speciale con i comici, noi italiani. Molti di loro ci hanno insegnato trucchi e scorciatoie di grande intelligenza. Abbiamo imparato molte più cose da Totò che non da Gramsci. Totò, con il suo "vota Antonio, vota Antonio", ci diceva per esempio che la campagna elettorale dei suoi tempi somigliava già ad un canovaccio da commedia dell'arte. Ma nient'altro Totò sapeva e voleva e poteva fare. Questo Grillo invece crede di essere una somma di Totò e del professore Sartori, una specie di Sartori totoizzato, uno che prende drammaticamente sul serio la propria scienza politica. E invece tutto può fare Grillo tranne che saltare la propria ombra, che rimane l'ombra di un comico (in crisi).</p>
<p>Nella rabbia dell'Italia giustamente insoddisfatta della politica, Beppe Grillo è dunque la carnevalata. I suoi sberleffi, le sue parolacce, le sue linguacce sono i coriandoli di piazza. E si capisce che "mandare a fare in culo" possa apparire più piccante che partecipare a una celebrazione - rituale per quanto solenne - della Resistenza.</p>
<p>Aggiungiamo adesso, senza alcuna reticenza, che in quella piazza ieri c'erano umori che non solo non si identificano con gli schizzi di bile nera di Grillo, ma sono, in parte, anche umori nostri. In tutti i movimenti - direbbe Alberoni - c'è chi fa cassa. Da Masaniello a Canepa a Bossi a Grillo... c'è sempre qualcuno che diventa l'espressione sgangherata di malumori forti e legittimi. E la buona politica dovrebbe calarsi dentro di essi; per tirare fuori, ad esempio, il buon umore dal malumore dei produttori del Nord che stanno con Bossi perché si sentono ipertassati e non protetti.</p>
<p>Così tra i piazzaioli di Grillo ci sono professionisti, docenti, giovani e giovanissimi che coltivano buoni sentimenti e disagio, e magari in qualche caso sono il meglio della gioventù, quella che non trova espressione nei codici della politica e va dunque a cercare un detonatore o un pantografo che percepisca e ingrandisca il segnale.</p>
<p>Due parole infine sulla lotta di liberazione contro i giornali che sarebbero fascisti, fogli di regime eccetera eccetera: roba per il vaffa. Tutti vedono che i giornali italiani sono un esempio di caotico pluralismo che produce più informazione di quanta si possa raccogliere e metabolizzare. Insomma in Italia c'è una sovrapproduzione di informazione che, in menti sciagurate e mediocri, produce ingorghi alluvionali. I casi sono due: o Grillo non riesce ad infilarsi in questo gorgo oppure, lì dentro, si ingolfa la sua intelligenza.<br />
<!-- do nothing -->Vogliamo dire che Grillo scambia per prepotenza d'altri la propria incapacità di capire che la realtà è l'insieme di centinaia di punti di vista. Nulla di nuovo e nulla di grave, anche perché i giornalisti non sono sacri. L'importante è non attaccare il diritto degli altri a ficcare il naso nella realtà. Se dunque non gli piacciono i mille giornali che lo raccontano in mille modi, tutti diversi da come egli vede se stesso, Grillo faccia lui un giornale che gli somigli di più, che sia specchio del suo narcisismo: un giornale che canta, insulta e sputa in aria.</p>
<p><!-- do nothing --><!-- fine TESTO --><br />
(<em><!-- inizio DATA -->26 aprile 2008<!-- fine DATA --></em>)</p>
<div class="comments anchor">
<dl>
<dt></dt>
</dl>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Viva la vita, viva l'eutanasia! (Caro suicidio, grazie!)]]></title>
<link>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/?p=26</link>
<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 10:24:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Turone</dc:creator>
<guid>http://presenteduepuntozero.it.wordpress.com/2008/03/21/viva-la-vita-viva-leutanasia-caro-suicidio-grazie/</guid>
<description><![CDATA[Era parco di punti esclamativi, il mio papà. A me, che sarei diventato giornalista come lui, spiega]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Era parco di punti esclamativi, il mio papà. A me, che sarei diventato giornalista come lui, spiegava che andavano usati con molta parsimonia, perché quelle rare e selezionate volte in cui lo si poneva in fondo alla frase riuscisse davvero a sottolineare l'importanza dell'eccezione.</p>
<p>Le due frasi coronate dal punto esclamativo che ho messo nel titolo sono entrambe sue, ma le scrisse in ordine cronologico inverso: l'inno alla vita lo vergò nel suo ultimo biglietto, in cui lasciandoci dichiarava il suo amore per me, mio fratello e mia sorella, in qualche modo a chiusura del periodo della sua vita inaugurato con la scrittura dell'articolo con cui ringraziava - anche nel titolo urlato - la forza che riceveva dalla consapevolezza di poter usare la prospettiva del suicidio come un'arma per difendere la vita.</p>
<p>Mio papà Sergio è morto, ha deciso di andarsene nel suo letto, nel novembre del 1995, a 65 anni, prima che la malattia prendesse il sopravvento su di lui, su quello che lui sentiva di essere e voleva continuare a essere, almeno nel ricordo di quelli a cui teneva. Ho ripensato a queste cose leggendo in questi giorni le vicende per certi versi simili del poeta belga <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_20/eutanasia_per_lo_scrittore_claus_48cb4f02-f64d-11dc-a713-0003ba99c667.shtml" target="_blank">Hugo Claus</a> che ha potuto fare appello a una legge e della signora francese <a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/casi-eutanasia/casi-eutanasia/casi-eutanasia.html" target="_blank">Chantal Sebire</a> che ha dovuto violarla.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Mio padre aveva maturato la sua decisione negli anni, e aveva pensato anche ad aiutare i colleghi che in fretta e furia avrebbero scritto il suo "coccodrillo", affidando a una cara amica i "lanci" d'agenzia da fare avere all'ANSA (li ho recuperati anni dopo, e li allego in fondo: purtroppo non so più dove sono tante altre cose che avevo di lui; sono troppo poco metodico in queste cose, e mi scuso). Ancora fra parentesi, proprio questa parentesi mi fa venire in mente che anche in questo il biglietto d'addio e di amore di mio padre era del tutto particolare: non ha chiesto scusa, perché ci aveva preparato all'idea nel tempo e perché era convinto che fosse la cosa giusta da fare, anche se certo portava con sé anche dolore.</p>
<p><a title="“Caro suicidio, grazie!” di Sergio Turone" href="http://presenteduepuntozero.wordpress.com/files/2008/03/turone_carosuicidio.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="“Caro suicidio, grazie!” di Sergio Turone" href="http://presenteduepuntozero.wordpress.com/files/2008/03/turone_carosuicidio.jpg"><img src="http://presenteduepuntozero.wordpress.com/files/2008/03/turone_carosuicidio.jpg" alt="“Caro suicidio, grazie!” di Sergio Turone" width="520" height="479" /></a></div>
<div>(<em>clicca sull'immagine per ingrandire</em>)</div>
<p>Ero negli Stati Uniti quando mi arrivò la notizia, e dei convulsi giorni seguenti ho memorie confuse: ricordo però molto bene la lettura su "Repubblica" (o forse era ancora "La Stampa") di un articolo in cui Gabriele Romagnoli  dopo aver accennato un parallelo con Alex Langer scriveva di mio padre: "Onore a un uomo che se ne va inneggiando alla vita".</p>
<p>Tutto  questo mi è tornato in mente leggendo oggi su Repubblica l'editoriale di Francesco Merlo (che purtroppo non trovo online) sul fatto che in Francia la magistratura e la stampa stanno trattando il caso di Chantal Sebire con una civiltà che in Italia purtroppo non esiste, soprattutto in questi casi in cui la pacatezza dovrebbe essere istintiva. Anche senza arrivare all'approccio, che a me è parso un po' troppo "tecnico", che ha spinto <a href="http://www.bmj.com/cgi/eletters/334/7583/9" target="_blank">un medico inglese</a> a criticare perché "sensazionalistico" l'<a href="http://www.bmj.com/cgi/content/full/334/7583/9" target="_blank">articolo con cui ho raccontato sul British Medical Journal</a> l'angosciosa e sofferta fine dell'agonia di Piergiorgio Welby, favorita dalla compassionevole assistenza di Mario Riccio.</p>
<p>Magari tornerò sull'argomento, e magari racconterò qualcosa di più su mio padre, che fra le altre cose scrisse molti bellissimi racconti di fantascienza. Intanto, metto qui in coda i dispacci dell'ANSA che annunciavano la sua morte.</p>
<p>10-NOV-95 22:30 NNNN<br />
ZCZC0681/RMA<br />
R CRO S0A S41 QBXA<br />
MORTE TURONE: BIOGRAFIA<br />
(V. 'MORTO GIORNALISTA E SCRITTORE...' DELLE 20,35 CIRCA)<br />
(ANSA) - L' AQUILA, 10 NOV - Sergio Turone, nato a Milano il<br />
10 giugno del 1930, era residente a Roma e domiciliato a Villa<br />
Rosa di Martinsicuro (Teramo), dove trascorreva gran parte del<br />
suo tempo. Era noto come scrittore, giornalista, docente<br />
universitario e uomo politico di sinistra.<br />
Come giornalista e' stato ed era tuttora collaboratore ed<br />
editorialista per numerose testate nazionali, quotidiane e<br />
periodiche, dall' Unita' all' Espresso. Come docente<br />
universitario e' stato ordinario di ''Istituzione dei movimenti<br />
sindacali'' e nel febbraio prossimo avrebbe preso la docenza di<br />
''Storia del giornalismo'' e ''Storia del sindacato'' all'<br />
Universita' di Teramo dove si fece anche promotore di una<br />
cattedra per Di Pietro, all' indomani delle sue dimissioni.<br />
Come politico, e' stato prima consigliere comunale a Milano<br />
nel Psi negli anni '60, poi a Martinsicuro, poi consigliere<br />
provinciale a Teramo e, dal 1990 al 1995, consigliere regionale<br />
abruzzese. Al Consiglio regionale fu eletto come indipendente<br />
nelle liste del Pci con 9.043 preferenze. Aderi' poi al Pds sin<br />
dalla fondazione, e ne fu componente del Consiglio nazionale.<br />
Dal Pds si dimise nel settembre del 1992, in contestazione con<br />
l' ingresso del partito nell' internazionale socialista. Nel<br />
consiglio regionale dell' Abruzzo, conflui' prima nel Gruppo<br />
Misto come indipendente; poi aderi' al Movimento 'La Rete' dal<br />
quale si distacco' poco prima di fine legislatura. (SEGUE).</p>
<p>GO<br />
10-NOV-95 21:54 NNNN<br />
ZCZC0682/RMA<br />
R CRO S0A S41 QBXA<br />
MORTE TURONE: BIOGRAFIA (2)<br />
(ANSA) - L' AQUILA, 10 NOV - Studioso di Silone, esperto di<br />
politica e di storia del sindacato, Sergio Turone ha pubblicato<br />
numerosi libri per le maggiori case editrici italiane (tra cui<br />
Mondadori e Laterza): ''Storia del sindacato in Italia'' (Premio<br />
Tobagi 1985); ''Imprenditori e sindacati in Italia''; ''Il<br />
paradosso sindacale''; ''Come diventare giornalisti senza<br />
vendersi''; ''Politica ladra, storia della corruzione in Italia.<br />
1861-1992''; e il piu' recente ''Agonia di un regime: il caso<br />
Abruzzo'', che tratta della storia di tangentopoli e della sua<br />
esperienza di consigliere regionale abruzzese quando, nel<br />
settembre del '92, fu arrestata l' intera Giunta regionale dell'<br />
Abruzzo per presunte spartizioni clientelari dei fondi<br />
comunitari 'Pop'.<br />
Nella sua storia di scrittore, ci fu anche una parentesi,<br />
peraltro felice, nella narrativa, con il romanzo ''1994'',<br />
premio ''Forte dei Marmi'' per la satira politica nel 1986.<br />
(ANSA).</p>
<p>GO<br />
10-NOV-95 21:55 NNNN</p>
<p>Documento: 19951111 01200<br />
ZCZC0188/RMA<br />
R POL S0A QBXB<br />
MORTE TURONE: MESSAGGIO DI D'ALEMA<br />
(ANSA) - ROMA, 11 NOV - Il segretario del Pds, Massimo D'<br />
Alema, ha inviato ai familiari di Sergio Turone un telegramma<br />
nel quale rivolge ''i sentimenti del piu' profondo cordoglio''<br />
suo e della direzione del Pds.<br />
''Sergio Turone - e' scritto nel telegramma - e' stato una<br />
figura di grande rilievo nel mondo dell' informazione e uno dei<br />
protagonisti delle maggiori battaglie democratiche e civili del<br />
Paese. Lo ricordiamo anche per il suo impegno diretto nel<br />
partito, proprio nel delicato periodo della trasformazione del<br />
Pci in Pds. Ci manchera'''. (ANSA)<br />
TG/BIM<br />
11-NOV-95 15:06 NNNN</p>
<p>Documento: 19951113 04280<br />
ZCZC0449/RMB<br />
R CRO S0B QBXB<br />
MORTE TURONE: FUNERALI SEMPLICI E POI LA CREMAZIONE<br />
(ANSA) - MARTINSICURO (TERAMO), 13 NOV - Con una cerimonia<br />
semplice, alla quale hanno partecipato i parenti e gli amici<br />
piu' cari, si sono svolti nel pomeriggio a Martinsicuro i<br />
funerali del giornalista e scrittore Sergio Turone, morto<br />
suicida venerdi' scorso. Nella sala consiliare del Comune di<br />
Martinsicuro - cittadina nella quale Turone viveva da una decina<br />
d' anni - vi era un centinaio di persone; altre trecento erano<br />
fuori per rendergli l' ultimo saluto.<br />
Dopo la breve cerimonia civile, il feretro e' stato<br />
trasportato all' obitorio di San Benedetto del Tronto (Ascoli<br />
Piceno), dove domani si procedera' alla cremazione, secondo le<br />
ultime volonta' del giornalista scomparso. Le ceneri saranno poi<br />
seppellite nel cimitero di Villa Rosa di Martinsicuro, vicino<br />
alle tombe del padre di Turone, Mario Antonino, e della madre,<br />
Luigia Toma.<br />
Nei discorsi commemorativi sono state rilevate le grandi doti<br />
umane e le riconosciute capacita' politiche e professionali -<br />
come docente universitario, giornalista e scrittore - di Sergio<br />
Turone. E' stato anche letto un messaggio del ''Secolo XIX'',<br />
quotidiano sul quale, proprio il giorno del suicidio, era<br />
apparso l' ultimo articolo di Turone, nel quale il giornalista,<br />
che e' stato anche editorialista di ''Avvenimenti'', parlava del<br />
dolore e dell' eutanasia. (ANSA).<br />
M04-AND<br />
13-NOV-95 18:25 NNNN</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Così fan tutti]]></title>
<link>http://blogdome.wordpress.com/2008/01/18/cosi-fan-tutti/</link>
<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 09:58:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>dome</dc:creator>
<guid>http://blogdome.it.wordpress.com/2008/01/18/cosi-fan-tutti/</guid>
<description><![CDATA[
Così fan tutti - Lucia Annunziata (La Stampa)
Così fan tutti - Gian Antonio Stella (Corriere dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" width="314" src="http://www.ilmanifesto.it/vignettadelgiorno/200801/vignetta_20080118.gif" height="400" /></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=4035&#38;ID_sezione=&#38;sezione=">Così fan tutti </a>- Lucia Annunziata (La Stampa)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_18/sanita_tessere_stella_26a5882a-c58d-11dc-8434-0003ba99c667.shtml">Così fan tutti</a> - Gian Antonio Stella (Corriere della Sera)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/moglie-mastella/cosi-fan-tutti/cosi-fan-tutti.html">Così fan tutti</a> - Francesco Merlo (Repubblica)</p>
<p><em>vota: </em><a target="_tab" href="http://www.wikio.it/vote?url=http://blogdome.wordpress.com/2008/01/18/cosi-fan-tutti/"><img border="0" src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio3.gif" /></a></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Merlo insulta bossi malato]]></title>
<link>http://jjbthearchive.wordpress.com/2005/09/27/merlo-insulta-bossi-malato/</link>
<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 09:59:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jake</dc:creator>
<guid>http://jjbthearchive.it.wordpress.com/2005/09/27/merlo-insulta-bossi-malato/</guid>
<description><![CDATA[Il giornalista chiude così il suo lungo pezzo: «Entrato in scena come un Mangiafuoco, Bossi sta us]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il giornalista chiude così il suo lungo pezzo: «Entrato in scena come un Mangiafuoco, Bossi sta uscendo come una Cenerentola, un povero diavolo che cerca di vendere la propria malattia come l’ultimo dei suoi tappeti».<br />
Un attacco frontale e senza sconti a Bossi malato che in quel momento non può difendersi. Un attacco figlio di una rabbia e di un pressappochismo che esaspera anche il più antileghista italiano. «Non sorprende che Bossi, gran maestro pataccaro anche da impedito, voglia credere di avere optato per il Parlamento di Strasburgo, non come si sceglie una clinica o una casa di riposo, ma per punire Roma ladrona». E Merlo continua: «Il malessere fisico di un uomo, per giunta marginale culturalmente, politicamente e geograficamente, continuerà ad identificarsi con al politica del Paese, sarà il paravento di ambizioni inconfessabili, di inadeguatezze, mediocrità...». Quindi Bossi «diventa razzista» e oggi è «la versione incolta e settentrionale del moralismo anticapitalista di Leoluca Orlando e della sua Rete».</p>
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