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	<title>francoforte &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/francoforte/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "francoforte"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 08:57:17 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il bello di vivere a Francoforte (2)]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=521</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 15:21:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qui la prima puntata di questa serie di post, nella quale attribuivo a dei roditori particolarmente ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://totentanz.wordpress.com/2008/06/09/il-bello-di-vivere-a-francoforte-1/">Qui</a> la prima puntata di questa serie di post, nella quale attribuivo a dei roditori particolarmente orecchiuti uno dei lati positivi dell'essere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francoforte_sul_Meno">qui</a> e non <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">lì</a>.<br />
Il secondo beneficio che traggo dal vivere a Francoforte è la multietnicità, dato che si tratta della città non capitale più multietnica d'Europa.<br />
Lo sperimento soprattutto nel palazzo dove vivo, il cui pannello dei citofoni è un miscuglio di cognomi che coinvolge tutti i continenti.<br />
Distribuiti in due scale per otto piani, per tre appartamenti a piano, siamo due italiani, una manciata di sudamericani, qualche inglese, un po' di cinesi, coreani ed esteuropei, una famiglia dal nome arabo e molti cognomi di cui riconosco l'indubbia esoticità ma di cui non saprei dire la provenienza.<br />
C'è una famiglia indiana le cui donne, madre e figlia, le incontri in ascensore con addosso dei sari sgargianti.<br />
I miei vicini di casa sono giapponesi, almeno a leggere la targhetta sulla porta, perchè da quando vivo qui non li ho mai incrociati.<br />
Sotto ho dei portoghesi silenziosissimi, sopra ho una famiglia greca in cui non si usa mai la lavatrice prima di mezzanotte, e la prima volta che la loro centrifuga ha ostacolato i miei tentativi di prendere sonno sono stato almeno un quarto d'ora lì a chiedermi perchè cazzo quell'elicottero stesse sorvolando incessantemente attorno al palazzo. Una mussaka fatta come si deve potrebbe essere un buon prezzo da imporgli per non piantare una grana con l'amministrazione.<br />
Nell'altra scala ci sono degli africani, ma non so precisamente di dove siano. La donna veste con quei caratteristici vestiti con fantasia a fiori e in testa la solita fascia infiocchettata e coordinata al resto.<br />
Tedeschi sì, ce ne sono. Soprattutto un vecchietto dall'aria simpatica che incontro sempre per le scale e che mi saluta scandendo bene quel <em>guten Tag</em> col tono come per dire "non osare non ricambiarmi il saluto come si usa tra vicini di casa civili". Ma comunque ci si saluta sempre tutti cordialmente anche se non ci si è mai visti prima, perché in Germania è una regola di buona educazione che non manca in nessun condominio (poi magari incontri per strada qualcuno che hai rimorchiato la sera prima e non ti saluta, ma questo è un altro discorso...).<br />
Non ci sono turchi, ché loro fanno un po' come i cinesi da noi, e si raggruppano colonizzando interi condomini, se non quartieri, rendendoli praticamente delle enclave anatoliche (a proposito, a me pare che la Germania sia l'unico paese europeo dove i cinesi non si concentrano in un solo quartiere ma si sparpagliano tra il resto della popolazione; mi riprometto di approfondire questa faccenda e capirne il perché).<br />
Quando faccio le scale a ora di cena, ogni pianerottolo è invaso da un profumo diverso che passa da sotto le porte: curry, salsa di soia, carne arrostita, cipolle.<br />
Fuori dal mio palazzo la situazione non è diversa. Anche se a Francoforte manca qualcosa di vagamente simile al melting pot berlinese del quartiere di Neukölln, di facce di continenti lontani se ne vedono eccome.<br />
Ho trovato perfino un ristorante uzbeco e uno mongolo. Un supermercato giapponese col banco dove ti fanno il sushi. Di giapponese c'è anche una pasticceria. Negozi di alimentari di ogni angolo del mondo: cinesi, afgani, indiani, sudamericani, russi.<br />
Ma in fondo - e questo è un po' difficile da capire per chi vive in Italia, dove si sta vivendo un'ondata di razzismo e xenofobia inaudita e in disarmonia col resto dell'Europa occidentale - stiamo parlando di una città che sul suo sito, per bocca del sindaco, <a href="http://www.frankfurt.de/sixcms/detail.php?id=stadtfrankfurt_eval01.c.317693.it&#38;template=hp_flash">dichiara con orgoglio il fatto che più del trenta per cento dei residenti siano stranieri</a>. Lì c'è Bossi che distingue tra insegnanti italiani del nord e del sud, qui ci si inorgoglisce dell'esercito di stranieri che ha scelto di vivere e lavorare a Francoforte. Non so se ci si rende conto, davanti a questo paragone, della cloaca culturale merdosa in cui è sprofondata l'Italia.<br />
I benefici della multietnicità sono evidenti e seguono questa catena di conseguenze: più differenze, più apertura mentale, più libertà (devo precisare, però, che tali considerazioni si stanno facendo nel contesto tedesco, dove le istituzioni sono caratterizzate da un forte orientamento laico ed equidistante dalle religioni; dove gli immigrati musulmani sono pochi, fatta eccezione per i turchi che però mi pare che vivano un islam un po' più laico; dove il mercato del lavoro è aperto a tutti e non crea nicchie di esclusione; dove il benessere è diffuso e la qualità della vita è ottima anche per le classi meno abbienti e dove ci sono tante altre condizioni imprescindibili perché la società multietnica funzioni).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CSD Frankfurt]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=452</link>
<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 19:55:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
<guid>http://totentanz.wordpress.com/?p=452</guid>
<description><![CDATA[Oggi c&#8217;è stato il CSD (vale a dire il Gay Pride) a Francoforte.
Mi sono perso la parata perch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi c'è stato il CSD (vale a dire il Gay Pride) a Francoforte.<br />
Mi sono perso la parata perchè ho dovuto presentarmi dal biciclettaro entro le due a ritirare la bici (40 euro per sostituire una camera d'aria e riparare il cambio, io dovevo studiare da biciclettaro), altrimenti sarei rimasto appiedato fino a lunedì sera.<br />
La festicciola in piazza con gli immancabili stand di bratwurst e robetta asiatica però me la sono vista bene.<br />
Un gay pride tedesco molto regolare, devo dire.<br />
A questo punto, siccome questo blog abbonda di paragoni tra Germania e Italia nei quali quest'ultima fa sempre figure miserabili, non posso esimermi dal notare alcune significative differenze tra i gay pride tedeschi e quelli italiani:</p>
<ul>
<li>I gay pride tedeschi sono molto più eterogenei. Per dire: a sgomitare per una birra ci sono anche le vecchiette, e moltissime sono le coppie eterosessuali. Segno che qui alla gente piace festeggiare senza porsi interrogativi carfagneschi su un ipotetico esibizionismo carnevalesco della situazione.</li>
<li>Ai gay pride tedeschi ci sono un sacco di bambini. Ma davvero tanti. Figli di coppie etero, di coppie gay, di coppie lesbiche. Segno che qui si pensa che l'omosessualità non vada spiegata. È, e basta. I bambini capiscono da soli.</li>
<li>Ai gay pride tedeschi gli sponsor sono più mainstream. Segno che qui non si ha paura di associare il proprio marchio alla comunità omosessuale.</li>
<li>Ai gay pride tedeschi ci sono gli stand di tutti i partiti, parlamentari o extraparlamentari. Anche lo stand della CDU, che è come dire che in Italia Casini e Buttiglione allestiscono il loro stand al gay pride. E questo è segno di tante cose che mi viene un travaso di bile solo a pensarle.</li>
</ul>
<p>Le coppie gay e lesbiche con figli - tantissime, e con bambini bellissimi - mi hanno trasmesso una sensazione di tristezza. Non loro stesse, sia ben chiaro, ma il pensiero che da qualche parte, sempre in Europa, qualcuno crede di poter sottrarre autenticità e valore a questo affetto perché la propria morale religiosa lo ha assunto come peccato grave.<br />
La svalorizzazione dei sentimenti altrui è una delle perfidie più disgustose e meschine, soprattutto quando colpisce una sfera di affetti che si è costituita come famiglia. Bisognerebbe prendere la Carfagna, per esempio, portarla al cospetto di una delle felicissime famiglie omogenitoriali che ho visto oggi, e invitarla ad avere il coraggio di dire loro in faccia che quello non è affetto perchè non c'è stata procreazione <em>come dio comanda</em>. Diglielo in faccia, "voi non vi volete bene".<br />
Comunque, ecco qualche foto scattata da me medesimo.<br />
<!--more--></p>
[caption id="attachment_453" align="alignnone" width="490" caption="Le consuete sciure da gay pride"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1650.jpg"><img class="size-full wp-image-453" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1650.jpg" alt="" width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_454" align="alignnone" width="368" caption="La coppia bavarese"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1654.jpg"><img class="size-full wp-image-454" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1654.jpg" alt="" width="368" height="490" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_455" align="alignnone" width="490" caption="L&#39;abbraccio"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1657.jpg"><img class="size-full wp-image-455" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1657.jpg" alt="" width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_456" align="alignnone" width="490" caption="Un altro abbraccio"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1659.jpg"><img class="size-full wp-image-456" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1659.jpg" alt="Un altro abbraccio" width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_457" align="alignnone" width="490" caption="La drag queen. Si chiama Gloria ed è un&#39;istituzione nella vita frocia francofortese."]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1664.jpg"><img class="size-full wp-image-457" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1664.jpg" alt="La drag queen. Si chiama Gloria ed è un'istituzione nella vita frocia francofortese." width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_458" align="alignnone" width="490" caption="La divisa d&#39;ordinanza"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1667.jpg"><img class="size-full wp-image-458" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1667.jpg" alt="La divisa d'ordinanza" width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_459" align="alignnone" width="490" caption="La coppia."]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1669.jpg"><img class="size-full wp-image-459" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1669.jpg" alt="La coppia" width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_460" align="alignnone" width="490" caption="La foto ricordo"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1670.jpg"><img class="size-full wp-image-460" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1670.jpg" alt="La foto ricordo" width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_461" align="alignnone" width="343" caption="Il cane in bici"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1672.jpg"><img class="size-full wp-image-461" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1672.jpg" alt="Il cane in bici" width="343" height="457" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_462" align="alignnone" width="490" caption="La favolosa"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1673.jpg"><img class="size-full wp-image-462" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1673.jpg" alt="La favolosa" width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_463" align="alignnone" width="490" caption="La Goetheplatz affollata"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1674.jpg"><img class="size-full wp-image-463" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1674.jpg" alt="La Goetheplatz affollata" width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_464" align="alignnone" width="368" caption="La drag africana e la Commerzbank"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1675.jpg"><img class="size-full wp-image-464" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1675.jpg" alt="La drag africana e la Commerzbank" width="368" height="490" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_465" align="alignnone" width="490" caption="Le frocie che magnano asiatico"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1676.jpg"><img class="size-full wp-image-465" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1676.jpg" alt="Le frocie che magnano asiatico" width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_466" align="alignnone" width="490" caption="CDU e FDP, ovvero Unione Cristiano Democratica e il Partito Liberale Democratico"]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1677.jpg"><img class="size-full wp-image-466" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1677.jpg" alt="CDU e FDP, ovvero Unione Cristiano Democratica e il Partito Liberale Democratico" width="490" height="367" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_467" align="alignnone" width="490" caption="DKP, Deutsche Kommunistische Partei, notare la bandiera arcobaleno con la stella rossa."]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1679.jpg"><img class="size-full wp-image-467" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1679.jpg" alt="DKP, Deutsche Kommunistische Partei, notare la bandiera arcobaleno con la stella rossa." width="490" height="368" /></a>[/caption]
[caption id="attachment_468" align="alignnone" width="490" caption="La più favolosa di tutte."]<a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/img_1680.jpg"><img class="size-full wp-image-468" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/img_1680.jpg" alt="La signora Ballion, la più favolosa di tutte." width="490" height="368" /></a>[/caption]
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[All'aeroporto di Francoforte (3)]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=412</link>
<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 18:28:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[All&#8217;aeroporto di Francoforte, il comune di Napoli l&#8217;assessore regionale al turismo della]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>All'aeroporto di Francoforte, <span style="text-decoration:line-through;">il comune di Napoli</span> l'assessore regionale al turismo della Campania ha investito in due cartelloni pubblicitari.<br />
L'operazione di marketing turistico però deve essere stata condotta all'insegna del risparmio, visto che questi due cartelloni si trovano in un'ala del terminale 1 poco frequentata, non di passaggio perché cieca e i cui check in vengono aperti solo per grandi traffici o voli charter.<br />
Mentre gli altri ambienti dell'immenso aeroporto di Francoforte brulicano di esseri umani, questi due cartelloni sovrastano una desolazione da deserto del Gobi.<br />
Il messaggio pubblicitario, poi, è basato su un'autoironia tutta napoletana poco adatta a essere recepita dai tedeschi. Un ritaglio di giornale col titolo <em>Le strade di Napoli sono piene di</em>, e poi l'aggiunta <em>opere d'arte</em> (il primo cartellone) o <em>bellezza</em> (il secondo). I copywriter un po' scemi assoldati <span style="text-decoration:line-through;">dal comune</span> dall'assessore avranno pensato che la pessima mentalità napoletana dei tarallucci e vino sia facilmente adattabile a qualsiasi potenziale turista da attrarre a Napoli, mentre una trovata del genere non fa altro che ricordare ai tedeschi che Napoli ha <strong>quel</strong> problema.<br />
Sono secoli che si tenta tenta di rilanciare il turismo tedesco a Napoli attraverso la pubblicità. Non la legalità, non la sicurezza, non la pulizia, non l'efficienza, non strutture decenti, non alcuna facilitazione per rendere la vita dei turisti più semplice. La pubblicità.</p>
<p><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/franeapel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-413" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/franeapel.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[All'aeroporto di Francoforte (2)]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=409</link>
<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 18:00:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[All&#8217;aeroporto di Francoforte, una tazzina di espresso alla caffetteria Segafredo costa due eur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>All'aeroporto di Francoforte, una tazzina di espresso alla caffetteria Segafredo costa due euro e sessanta. Ed è pure una <a href="http://it.youtube.com/watch?v=iGb1A-z6uoU">ciofeca</a>.<br />
Io qui in Germania mi sono imposto la regola di non pagare un espresso più di un euro e cinquanta.</p>
<p><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/07/espressosegafredo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-410" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/07/espressosegafredo.jpg" alt="" width="266" height="200" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[All'aeroporto di Francoforte (1)]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=408</link>
<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 17:48:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[All&#8217;aeroporto di Francoforte c&#8217;è il banco last minute.
Si arriva, si consulta una lista]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>All'aeroporto di Francoforte c'è il banco <em>last minute</em>.<br />
Si arriva, si consulta una lista di voli che decollano di lì a poco, se ne acquista uno e si parte.<br />
Sono i voli che le compagnie non sono riuscite a riempire, i cui posti ancora liberi sono svenduti a prezzi stracciati poco prima del decollo.<br />
Potrebbe essere un'idea per un fine settimana da qualche parte.<br />
Mi piace da morire l'idea di avviarsi verso l'aeroporto senza sapere ancora dove è diretto il volo che si prenderà.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un mes, un viaje]]></title>
<link>http://elysir.wordpress.com/?p=112</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 07:39:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>elysir</dc:creator>
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<description><![CDATA[Son passati i primi sei mesi senza che quasi me ne accorgessi, e quindi son oltre la metà del propo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Son passati i primi sei mesi senza che quasi me ne accorgessi, e quindi son oltre la metà del proposito che mi ero imposta quest'anno, che poi era il titolo originale del blog: <em><strong>un mese, un viaggio</strong></em> (in spagnolo, <em><strong>un mes un viaje</strong></em>)</p>
<p><strong>Dal 1° gennaio al 30 giugno 2008 in cifre:</strong></p>
<ul>
<li>son stata in <strong>2 continenti</strong> (Europa, Africa)</li>
<li>ho girato per <strong>7 stati</strong> (Italia, Spagna, Germania, Zanzibar, Belgio, Inghilterra, Austria)</li>
<li>ho visitato <strong>11 città</strong> (Madrid, Francoforte, Stone Town, Firenze, Milano, Bruxelles, Verona, Londra, Brema, Vienna, Barcellona e Siviglia)</li>
<li>ho preso l'aereo <strong>17 volte</strong> (l'andata di Madrid è stata il 28.12.07) di cui:</li>
<li>1 volta con <strong>Vueling </strong>(Madrid)</li>
<li>10 volte con <strong>Ryanair </strong>(Francoforte, Brux, Londra, Brema e Siviglia)</li>
<li>2 volte con <strong>SkyEurope </strong>(Vienna)</li>
<li>2 volte con <strong>Blue Panorama</strong> (Zanzibar)</li>
<li>2 volte con <strong>Clickair </strong>(Barcellona)</li>
<li>ho passato <strong>2 notti</strong> in <strong>2 aeroporti</strong> (Charleroi e Bremen),</li>
<li><strong>1</strong> notte in <strong>aereo </strong>(l'andata per Zanzibar)</li>
<li><strong>3 notti</strong> in <strong>2 hotel</strong> (Francoforte e Vienna)</li>
<li><strong>9 notti</strong> in <strong>6 ostelli </strong>(Madrid, Brux, Londra, Brema, Barcellona e Siviglia)</li>
<li><strong>7 notti</strong> in <strong>1 villaggio</strong> (Zanzibar).</li>
</ul>
<p>Un pò di prezzi:</p>
<ul>
<li>il weekend <strong>più economico</strong> è stato a <strong>Brema</strong>, con una spesa totale (volo + pernottamenti + shopping + cibo + benzina + casello + parcheggio + varie)  di <strong>75.00 €</strong></li>
<li>al contrario, <strong>i viaggi più costosi </strong>son stati <strong>Barcellona</strong>, con <strong>375.00 €</strong> e<strong> Zanzibar con 270.00 </strong>(ho dovuto pagarmi solo gli extra dato che il viaggio mi è stato offerto ed ero in all-inclusive)</li>
<li>il <strong>volo più economico</strong> (tasse incluse, senza assicurazione e senza bagaglio da imbarcare, solo quello a mano) è stato <strong>Francoforte per 0.02 cent</strong>, sfruttando un bug del sito Ryanair</li>
<li>quello più costoso è stato <strong>Barcellona, con 62.50 €</strong>.</li>
</ul>
<p>A dicembre, tirerò le somme.<br />
Chissà se poi l'anno prossimo sarò capace di stare ferma per tutto un mese intero..uhm.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trovare casa a Francoforte]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=380</link>
<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 07:59:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
<guid>http://totentanz.wordpress.com/?p=380</guid>
<description><![CDATA[Il mercato.
La città è piccola, e l&#8217;offerta immobiliare è ridotta rispetto alla domanda. Qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mercato.</strong><br />
La città è piccola, e l'offerta immobiliare è ridotta rispetto alla domanda. Quindi, se si è automuniti o dotati di vocazione al pendolarismo, si volge la ricerca fuori città, altrimenti bisogna sottostare alle dure leggi tipiche dei mercati immobiliari in cui c'è una sproporzione impressionante tra domanda e offerta.</p>
<p><strong>I costi.</strong><br />
Affitti quasi londinesi, cauzioni da infarto, provvigioni da colpo apoplettico, e la tedeschissima <em>abstand</em>, una quota che il proprietario chiede per la cucina spacciata per nuova di zecca. Per il suo utilizzo, attenzione!, non certo per il suo possesso, perchè quando si abbandonerà la casa bisognerà lasciare la cucina nelle stesse condizioni in cui è stata trovata.</p>
<p><strong>L'agenzia.</strong><br />
Se si cerca casa attraverso un'agenzia immobiliare, tra cauzione, provvigione e <em>abstand</em>, nei casi limite si può arrivare a sborsare la bellezza di tremila o quattromila euro solo per insediarsi in un bilocale da seicento euro al mese.<br />
Sono rarissime le agenzie che funzionano come quelle italiane, con uffici in zona e agente che ti porta a vedere gli appartamenti. Tutto funziona via internet: si riempie un modulo specificando i criteri dell'appartamendo desiderato, si riceve una lista di appartamenti liberi, si prende contatto direttamente con i proprietari e, se non si è scelta nessuna opzione, si passano i successivi mesi a rispondere alla raffica di mail che l'agenzia manda per chiedere rassicurazioni sul fatto che non si sia preso uno di quegli appartamenti senza informarla.</p>
<p><strong>Le inserzioni.</strong><br />
L'alternativa alle agenzie sono le inserzioni gratuite, scremate dalla provvigione che prenderebbe l'agenzia. Rimangono la cauzione e l'abstand, se c'è la cucina o qualche elettrodomestico, più il problema che queste inserzioni senza intermediari vengono letteralmente prese d'assalto e fagocitate nel giro di poche ore. Non è facile varsi valere. E se si riesce a prendere miracolosamente un appuntamento,  guai a far notare che quella cucina, a volerla comprare nuova, non la si pagherebbe neanche la metà dell'abstand richiesto, perchè non è prudente dettare condizioni quando alla stessa inserzione hanno già risposto in venti nel giro di ventiquattr'ore dalla pubblicazione.<br />
Le inserzioni, poi, vanno interpretate.<br />
Un monolocale descritto come <em>ideale per single</em> potrebbe essere un microappartamento ricavato da un'ambiente dell'appartamento accanto, con uno sgabuzzino senza finestra in cui hanno piazzato un cesso e un lavandino, e - udite udite - la doccia in cucina. Non è neanche tanto rara, questa doccia in cucina. Anzi, quando l'inserzione dice <em>ideale per single</em> significa quasi certamente che c'è la doccia in cucina. Ho già dato istruzioni a chi di dovere di abbattermi a colpi di machete il giorno che deciderò di andare a vivere in una casa <em>ideale per single</em> con la doccia in cucina.<br />
Tutti gli aggettivi positivi vanno esaminati attraverso la lente del sospetto. <em>Accogliente</em> potrebbe voler dire che c'è a stento lo spazio per muoversi. Un appartamento <em>romantico</em> si troverà sicuramente in un vecchio palazzo jugendstil che se ne cade a pezzi. Ma queste sono caratteristiche delle inserzioni immobiliari di tutto il mondo. Le inserzioni di Francoforte in più amano vantare una <em>gute Einkaufmöglichkeit</em>, buona possibilità di fare la spesa in zona, e quindi intendono un Lidl pulcioso (mai visto un popolo così fissato per gli hard discount) e un tabaccaio. Ma anche il <em>Balkon</em>, che farà lievitare il prezzo dell'affitto, perché l'architettura tedesca dal dopoguerra in poi è stata così avara di balconi e terrazzini da renderli più preziosi di un giardino con piscina a laguna e jacuzzi per quattro. Solo per comprendere quanto è ricercato e agognato il balcone qui, basti sapere che qualche volta, nelle inserzioni, è seguito da un punto esclamativo: <em>Balkon!</em></p>
<p><strong>La cauzione.</strong><br />
Generalmente corrisponde a due o tre affitti mensili. Verrebbe restituita alla fine del contratto, se si ha avuto cura di non sfasciare l'appartamento. In realtà, di tutte le persone che conosco sparse per la Germania, nessuno l'ha mai avuta indietro perché i proprietari trovano sempre il pelo su cui basare la mancata restituzione di millecinquecento euro. Bisognerebbe cautelarsi preventivamente con resoconto dettagliato di tutti i difetti dell'appartamento, stilato al momento dell'insediamento e sottoscritto da entrambe le parti, ma tale resoconto purtroppo rientra in quelle condizioni da non dettare se si sta sgomitando tra altri venti pretendenti. Altrimenti, a sopruso avvenuto, si può tentare la difficile strada del sindacato degli inquilini.</p>
<p><strong>La fine del contratto.</strong><br />
Bisogna lasciare la casa in condizioni impeccabili. Quindi una ritinteggiata alle pareti, le opportune riparazioni di ciò che è stato distrutto durante la propria permanenza  e un po' di dentifricio ficcato nei buchi lasciati da pensili e specchi. Tutto ciò è volto ad avere indietro la cauzione, ma non serve a niente. Ripeto: mai sentito di qualcuno che l'abbia riottenuta.<br />
Si potrebbe tentare la via napoletana alla risoluzione di questo problema: smettere di pagare l'affitto svariati mesi prima di lasciare l'appartamento. Ovviamente adattandola alla precisione tedesca e non pagando solo per i mesi corrispondenti all'ammontare della cauzione. Ma è proprio la precisione tedesca a costituire il rischio di tale soluzione, perché la denuncia è dietro l'angolo.</p>
<p>Insomma, io sto cercando casa per avvicinarmi al lavoro, ma anche perché la zona dove sono ora non è un granché. La frustrazione regna sovrana.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Manobras com bicicletas - Accrobazie con le bici]]></title>
<link>http://nostrosito.wordpress.com/?p=200</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 23:00:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nostro Sito</dc:creator>
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<description><![CDATA[Em Frankfurt na Alemanha, quando estávamos fazendo nosso giro turístico nos deparamos com essa tur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Em Frankfurt na Alemanha, quando estávamos fazendo nosso giro turístico nos deparamos com essa turma de Street Bike. Veja o vídeo só para relaxar. Depois voltamos com mais pontos turísticos (espero).</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#339966;">A Francoforte, quando stavamo facendo il nostro giro turistico, abbiamo fatto questo vídeo riprendendo dei ragazzi giocando con le bici. Guardate il video per rilassarvi. Dopo ritorniamo con i nostri momenti turistici.</span></p>
<p style="text-align:center;">[blip.tv ?posts_id=989298&#38;dest=-1]</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il bello di vivere a Francoforte (1)]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=347</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 14:54:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[I coniglietti.
Va bene, mi rendo conto che è una cosa difficile da immaginare, soprattutto in consi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I coniglietti.<br />
Va bene, mi rendo conto che è una cosa difficile da immaginare, soprattutto in considerazione del fatto che la maggior parte delle mie frequentazioni ancora risiede in <a title="Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">una città</a> la cui fauna è composta esclusivamente da topi di fogna di dimensioni quasi equine, piccioni incatramati portatori tutt'altro che sani di oscuri e inquietanti morbi, gabbiani disperati che si avventano sulle discariche, abusive e non, cibandosi di chi sa quali schifezze radioattive prima che vengano <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/rifiuti-11/stop-amburgo/stop-amburgo.html">spedite a Amburgo</a>.<br />
Ma a Francoforte ci sono i coniglietti. O leprotti. Insomma, quei roditori che zompettano e hanno la coda paffuta, ci siamo capiti.<br />
E non stanno solo nei parchi. Li intravedi anche nelle aiuole in pieno centro, sotto i grattacieli della Commerzbank e della Deutsche Bank.<br />
Liberi di andarsene in giro.<br />
Oddio, "andarsene in giro". Di giorno se ne stanno nascosti nelle tane che si sono scavati, e di sera pascolano timorosi sui praticelli. Qualcuno si avventura timidamente verso il marciapiede per poi volgere il culo e sparire frettolosamente in qualche cespuglio, nel rispetto del luogo comune che li vuole dei fifoni cagasotto.<br />
Al solo tentativo di avvininarmi ho causato scene di panico generale, figurarsi tirare fuori la macchina fotografica e sparargli un flash in faccia. Quindi niente foto.<br />
Ora non è che io subisca eccessivamente il fascino dei conigli come animali da compagnia. Chiusi in casa, più che di <em>pet therapy </em>me li immagino protagonisti di qualcosa come <em>fetor therapy</em>, e per me la parola <em>coniglio</em> suona meglio accompagnata dall'espressione <em>alla cacciatora</em>.<br />
Solo che ritrovarseli a scorazzare in piena città è indice esaustivo della cura maniacale che i tedeschi mettono nel costruirsi una buona qualità della vita.<br />
Ecco, i coniglietti francofortesi hanno il loro peso nell'oscillazione tra negativo e positivo del sentimento bivalente che provo per i tedeschi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A piedi nudi]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=344</link>
<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 11:39:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Francoforte, così come Berlino e Londra, con l&#8217;arrivo della bella stagione si riempie di cogl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Francoforte, così come Berlino e Londra, con l'arrivo della bella stagione si riempie di coglioni e coglione che girano per la città a piedi nudi.<br />
Poi si siedono in metropolitana, accavallano le gambe ed è tutto un bel mostrare piante di piedi nere come l'asfalto che hanno calpestato.<br />
Voialtri chiamatelo pure "riscoprire il contatto con la terra". Io lo chiamo "esibizionismo strumentale a nulla", se non al proprio ego e a costo di calpestare piscio di cane, chiazze di sporcizia non ben definita, cocci di bottiglia, vomito di ubriaco.<br />
Si è al centro di una metropoli, per dio, non in una radura della Val Pusteria.<br />
Ho pensato al motivo per cui non ho mai visto a Napoli una cosa del genere e l'ho trovato subito: su un marciapiede napoletano non si riuscirebbe a percorrere neanche dieci metri a piedi nudi senza essere annichiliti e umiliati da un coro di risate e scherno dei passanti di qualunque età.<br />
Se non per altro, la cosiddetta spontaneità napoletana, che qualcuno di mia conoscenza ha meglio definito come <em>'a sfaccimma d'a cunferenza</em>, torna utile per tenere a bada certi esibizionismi e limitarli entro un grado meno demenziale di eccentricità.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Kroon è più forte di Franco]]></title>
<link>http://fantacyclingmanager.wordpress.com/?p=105</link>
<pubDate>Fri, 02 May 2008 14:32:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>monsieurmariocw</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Forse sarà l&#8217;ultima edizione del GP Francoforte, classica storica tedesca che è stata incap]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-106" src="http://fantacyclingmanager.wordpress.com/files/2008/05/kroonwinner.jpg?w=254" alt="" width="254" height="300" /></p>
<p>Forse sarà l'ultima edizione del GP Francoforte, classica storica tedesca che è stata incapace di accodarsi alla Classica di Amburgo ed al Giro di Germania e crescere con loro. Anzi, la corsa tedesca è retrocessa di grado e di grido, se è vero che solo 17 corridori l'hanno portata a termine. Vince l'olandese Kroon (Mercatone Uno), ben sorretto da quell'Andy Schleck (5° all'arrivo) che sarà meraviglioso protagonista al prossimo Tour de France. Battuti il capitano di Rizz, Fabian Wegmann (Lamprizz), che conferma la splendida forma della compagina sevillana-patavina. Sul gradino più basso del podio l'eterno Rebellin (Cicloweb.it), lasciato senza squadra da Monsieur, ma comunque ottimo anche in Germania. La Mercatone Uno conclude la sua splendida giornata col piazzamento di Ciolek, 6° al traguardo.</p>
<h3><a href="http://www.zillo.altervista.org/2008/francoforte.htm">RISULTATI</a></h3>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buon 1 Maggio da Francoforte]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=313</link>
<pubDate>Thu, 01 May 2008 17:02:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0579.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-314" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0579.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0595.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-315" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0595.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0601.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-316" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0601.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0604.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-317" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0604.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0610.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-318" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0610.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0611.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-319" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0611.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0630.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-320" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0630.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0631.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-321" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0631.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0633.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-322" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0633.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0661.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-324" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0661.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0667.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-325" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0667.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a><a href="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/05/img_0674.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-327" src="http://totentanz.wordpress.com/files/2008/05/img_0674.jpg?w=128" alt="1 Maggio a Francoforte" width="128" height="96" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Westhausen]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=303</link>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 08:17:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mentre voialtri romani davate il benservito a Rutelli, io visitavo un cimitero di guerra italiano ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre voialtri romani davate il benservito a Rutelli, io visitavo un cimitero di guerra italiano che ho trovato per caso durante uno dei miei vagabondaggi della domenica. Quasi cinquemila soldati e qualche civile, età media di ventidue anni, tutti morti tra il '43 e il '44, provenienza dei cognomi equamente distribuita in ogni angolo d'Italia.<br />
Finalmente posso dire di aver trovato un punto di conciliazione con Francoforte. Un cimitero.<br />
Niente di strano: lo era anche a Londra, il punto di conciliazione con la città. L'Abney Park Cemetery. Solo che l'attrattiva dell'Abney Park era più che altro un nutrito viavai diurno di gay, i quali non si perdono d'animo quando c'è da eleggere spontaneamente un luogo di cruising all'aperto, e non guardano in faccia a nessuno, neanche alle lapidi.<br />
Altro è il cimitero di guerra italiano all'interno del Friedhof Westhausen di Francoforte, un po' decadente ma sicuramente il più bel cimitero di guerra che abbia mai visitato. Niente cemento, nessuna celebrazione patriottica, solo silenzio, alberi, ragnetti, corvi, margheritine, <a href="http://www.flickr.com/photos/totentanz/2449990332/">distesa di lapidi</a> e tutto quanto. Qualcosa che richiama più la tranquillità dei giardini italiani che l'orgoglio del valore militare. Qualche salma rimpatriata, qualche donna lavoratrice civile, <a href="http://www.flickr.com/photos/totentanz/2449995078/">qualche lapide inclinata da radici invadenti</a>, anche <a href="http://www.flickr.com/photos/totentanz/2449993558/">qualche foto che il sole sta sbiadendo</a> e di cui pare che presto sarà difficile distinguere i volti. Nessun morto in Russia, nessun caduto in battaglia, solo prigionieri dei tedeschi che hanno smesso di vivere (uccisi?) prima di poter tornare in Italia. Giovanissimi. Qualcuno senza nome. <a href="http://www.flickr.com/photos/totentanz/2449992190/">Soldato Ignoto</a> scritto sulla lapide, salme non identificate di ragazzi che qualcuno in Italia magari ha atteso ancora per decenni prima di rassegnarsi.<br />
E voialtri eleggevate Alemanno.<br />
Ma io il piacere perverso l'ho provato, lo ammetto, a veder perdere Rutelli, e proprio il giorno prima dicevo a qualcuno che desideravo che Alemanno vincesse. E lo avrei votato, se fossi stato residente a Roma, per  contribuire al collasso totale della sinistra, dal quale solo ci si può attendere un rinnovamento.<br />
Ha senso sperarlo?<br />
Andreotti, del resto, è ancora lì a rendere evidente che dai collassi, loro, esono con un paio di graffi e si rimettono subito in sesto.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Englischkenntnisse]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=300</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 08:59:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chi si lamenta della scarsa diffusione dell&#8217;Inglese in Italia dovrebbe fare un salto a Francof]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Chi si lamenta della scarsa diffusione dell'Inglese in Italia dovrebbe fare un salto a Francoforte.<br />
Per carità, rimaniamo sempre uno dei paesi meno anglicizzati tra quelli più industrializzati, e perseveriamo nel conservare una pronuncia raccapricciante in inglese.<br />
A Francoforte però neanche si scherza. Vi è una diffusione maggiore dell'inglese, certamente, ma con una distribuzione bizzarra e inspiegabile. Può capitare di imbattersi nell'inglese impeccabile di una cassiera del supermercato, e contemporaneamente nel totale angloanalfabetismo di una impiegata della Deutsche Bank (come è capitato a me, che ho dovuto arrangiarmi con assurde perifrasi per rimediare al mio digiuno di termini bancari in tedesco). Addirittura molti servizi di assistenza ai clienti non sono in grado di fornirla in inglese, questa benedetta assistenza, anche nel caso di grosse mulltinazionali il cui target di riferimento non è certamente composto da casalinghe o pensionati dei paesini del Rheingau. Dalla ING Direct, per esempio, mi hanno risposto chiedendomi di riformulare la mia richiesta di informazioni in tedesco, perchè non hanno servizio di assistenza in inglese (rimane da chiarire perché tale richiesta me la abbiano fatta in inglese).<br />
Sulla pronuncia comunque se la cavano molto meglio degli Italiani, nonostante i loro <em>I sink</em>, <em>I haf been</em> e profusione a volontà di <em>s</em> sibilanti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FFM Wochenendanfang]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=295</link>
<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 18:37:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stamattina il collega T.K. mi ha chiesto perchè Airfrance no e la sgangherata Aeroflot sì. Non ho ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina il collega T.K. mi ha chiesto perchè Airfrance no e la sgangherata Aeroflot sì. Non ho saputo dare risposta. Non avrebbe compreso bene le implicazioni della turnée sarda del Bagaglino.</p>
<p>Ho la buona abitudine di andare a piedi al lavoro nelle belle giornate. Ci metto circa un'ora, ma vale la pena di sfacchinare, visto che il percorso lambisce il Grüneburgpark e la visione di un paio di scoiattoli mi rifornisce di abbastanza buon umore da stare a posto per il resto della giornata.<br />
Sia all'andata che al ritorno, a metà strada, incrocio sempre lo stesso tale, che evidentemente lavora dove io vivo e vive dove io lavoro. Ormai è un appuntamento fisso, e ci scambiamo sempre un'occhiata reciproca. Ha più o meno la mia età, è bruttino ma ha l'espressione simpatica. Oggi sono stato tentato di dirgli en passant che un giorno di questi finiremo per fare amicizia. Poi mi sono detto: lascia stare, è tedesco.</p>
<p>Ribadisco: Francoforte è una cittadina, per quanta voglia abbia la gente di definirla metropoli. In quale metropoli del mondo si scende in centro e si incontra per strada il cinquanta per cento dei colleghi, poi si va a fare la spesa e nel supermercato e c'è il restante cinquanta sparso tra gli scaffali?<br />
Praticamente qui non è necessario avere i numeri di telefono della gente: ci si becca comunque in giro all'ora dello struscio.</p>
<p>Domani magari vado al Deutsches Architekturmuseum a vedere la mostra <a href="http://www.dam-online.de/portal/WebObjects/PortalDAM.woa/1/wo/gjTeIIEWqnvJtwhFPAUUmg/0.dw1892851796.7.2.2.2.0.1.0.pp1376960119.1.0.3.0.1.1.2.1.0.wltv1340292065.2.0.0.0.0.2.3#WKS1921734278">Neo Tokyo3, Architektur in Manga und Anime</a>. Così mi riprendo dalle croste delle <a href="http://www.schirn-kunsthalle.de/index.php?do=exhibitions_detail&#38;id=80&#38;lang=de">Impressionistinnen</a>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Live from Kazakhstan (1) -Da Roma a Baku, passando per Francoforte-]]></title>
<link>http://simontheroad.wordpress.com/?p=27</link>
<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 14:39:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>simone</dc:creator>
<guid>http://simontheroad.wordpress.com/?p=27</guid>
<description><![CDATA[Martedì 15 Aprile 2008 

Ho sempre amato la fase del decollo. Quando l&#8217;aereo prende via via s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em><strong><span style="text-decoration:underline;">Martedì 15 Aprile 2008</span> </strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://www.overland.co.jp/sms/sshot/w-airlines/lufthansa.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p style="text-align:left;">Ho sempre amato la fase del decollo. Quando l'aereo prende via via sempre maggior velocità, accelerazione, sulla pista, fino all'istante in cui si alza da terra, e senti quella pressione sull'addome, che dura pochi, intensi, secondi, per abbandonarti quando l'aereo è ormai ad alta quota. Mi mancava anche questo, del viaggio. Dodici anni che non provavo questa sensazione, a quei tempi si volava verso Benidorm.</p>
<p> </p>
<p>Come da disposizioni, avevo già spento il cellulare, e avevo ancora in mente la bellissima immagine della mia ragazza, nuovo sfondo fantasmagorico del mio telefonino, quando i miei occhi vengono distratti da un ipersorridente steward che si avvicina con un gruppo di giornali italiani in mano.</p>
<p>Sembra la pubblicità vivente di un dentifricio: occhi azzurri smaglianti, faccione tondo da boyscout, baffi ben curati, e per l'appunto sorrisone a 125 denti perfettamente bianchi e ultracurati. Se sono riuscito a rappresentarvi bene l'immagine, aggiungeteci adesso la prima pagina de IL GIORNALE del 15 aprile scorso, con un titolone a caratteri cubitali che recitava: &#60;&#60; S T R A V I N C E   B E R L U S C O N I &#62;&#62;.</p>
<p>Tanto non ci riesci a rovinarmi la partenza, è il pensiero che tiro, con un'immaginaria fionda, verso quei 125 denti smaglianti....</p>
<p><!--more--></p>
<p>Vicino al finestrino, mi diverto ad osservare il cielo, tra una breve <em>pennichella </em> e qualche rapido sguardo ad una Hostess molto carina, molto professionale, molto amazzone, che ogni tanto allietava le due ore di viaggio fino a Francoforte. Due cose mi rimangono impresse, oltre che le gambe della tedescona (Raffy, schieeerzo , please...): la forma tondeggiante delle nuvole, quasi una sorta di infinito gregge di pecore, e le case della zona di <strong>Frankfurt</strong> che sorvoliamo, tutte ordinate, tutte disposte in fila, ordinatamente, tutta una serie di piccole villette dal tetto spiovente, dalle mura biancastre.<br />
Disposte, create, costruite secondo un criterio, un progetto, o almeno, questa è l'impressione che mi davano, mentre le sorvolavamo. Inoltre, molto verde, molti alberi, anche e soprattutto nei pressi dell'aereoporto, che difatto sta in mezzo ad una sorta di foresta, ed è effettivamente immenso.</p>
<p><em>"Hello, I'm going to Baku, Azerbaijan, where is the gate?"</em> pronuncio all'indirizzo del cortese tedesco che accoglie i viaggiatori di passaggio all'aereporto di Frankfurt, diretti verso altri lidi. La frase mi esce spontaneamente, tanto che sono letteralmente fiero di me stesso e del mio english, anche perchè capisco alla prima botta la risposta del mio interlocutore, e mi dirigo a fare nuovamente il controllo passaporti (dove invece trovo un tedesco più freddo e scostante di un cadavere del '300, al quale mi viene la tentazione, salutandolo, di mimare il gesto di Luca Toni quando ha appena fatto goal), e successivamente attendo la partenza del volo al relativo gate.<br />
La mia soddisfazione sarebbe stata però di breve durata.</p>
<p>Una volta  a bordo del secondo aereo Lufthansa della giornata, che da Francoforte mi avrebbe portato fino a <strong>Baku (Azerbaijan)</strong>, seconda tappa del mio viaggio verso le terre kazake, scivolo sulla classica buccia di banana. Anzi, di aranciata, per così dire.</p>
<p>Solito steward, e solite hostess (questa volta dei veri e propri <em>cessi</em> ), che portano a noi passeggeri cibo e bevande. Il mio vicino di posto è un cittadino tedesco tutto tatuato, che ha appena scelto la pasta. Ovviamente, per distinguermi, in un improvviso ed insulso moto patriottico, scelgo la carne.</p>
<p>Bene. Viene il momento delle bevande. Il tedesco si prende la coca cola.<br />
Il sottoscritto, che voleva fare il fico,  assume un aria finta intellettualoide, inarca il proprio sopracciglio, guarda con leggero disprezzo il bicchiere di coca cola, e si rivolge allo steward in attesa:</p>
<p><em>"Please, give me an orange juice"</em> (Per favore, mi dai un succo d'arancia).<br />
O almeno, questo è quanto avevo intenzione di dire. Ma, sul momento, il mio english va in ferie, e mi ritrovo con una parola, "Such", che mi rimbalza nella mente, quando penso al termine "succo". Ovviamente, mi rendo subito conto che non sarebbe il termine giusto. Mi prende l'agitazione, in quanto anche il tedesco comincia a fissarmi, incuriosito dai miei secondi di silenzio nello scegliere la bevanda. Lo steward continua a guardarmi sorridente, secondo me avrebbe retto in quella posizione fino in Azerbaijan.</p>
<p>Voi direte "Cacchio, e non potevi dirgli semplicemente Orange? Avrebbe capito".<br />
Siete tutti bravi, complimenti. Non avete ancora compreso che mi ero dimenticato pure come si dice "arancia", in english?</p>
<p>Alla fine, caccio un sospiro di quelli solenni, mi schiarisco la voce, e pronuncio:<br />
<em>"Water"</em></p>
<p>Lo steward, nella medesima espressione di prima, mi risponde, con fare accondiscendente:<br />
<em>"Are you sure?"</em> (Sei sicuro?)</p>
<p><em>"SURE, SURE!!!"</em></p>
<p>Dio, che figura di merda....</p>
<p>Alla prossima, dove vi racconto cosa mi è successo alla dogana di Baku, e poi, tutto Kazakhstan.</p>
<p>## CONTINUA ##  ( <em>By Simo, from Aktau, Kazakhstan </em>)</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[It's so fucking boring...]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=265</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 22:16:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci si annoia da morire.
Chiedete a chiunque abbia abbastanza dimestichezza con le città tedesche pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si annoia da morire.<br />
Chiedete a chiunque abbia abbastanza dimestichezza con le città tedesche più importanti, ma anche no, e il verdetto su Francoforte è sempre lo stesso: che due palle.<br />
Il problema è che sì, c'è la Banca Centrale Europea, c'è la borsa valori, c'è l'aeroporto più trafficato dell'Europa continentale, ci sono i grattacieli e c'è forse l'unica skyline metropolitana tedesca, ma Francoforte, nonostante gli sforzi per sembrarla, non è affatto una metropoli.<br />
Cinquecentomila abitanti non fanno una metropoli, o almeno sono un po' pochi per costituire la base d'appoggio di quel fermento culturale che si aspetterebbe chi poi trova Francoforte noiosa.<br />
Ecco, in un'altra ottica è già più godibile. Invece che metropoli smorta la si potrebbe considerare una cittadina vivace, facendo finta di non vedere la desolazione del fine settimana. Colpa della massiccia presenza di <i>Wochenendefahrer</i>, gente che vive a Francoforte dal lunedì al venerdì, e torna al proprio luogo di origine nel fine settimana (niente di più facile in una città piazzata proprio al centro dell'Europa e collegata benissimo con qualsiasi altra città, sia per aria che su ferro).<br />
Intanto però Francoforte si sforza di vendersi come metropoli, e se in alcuni punti ci riesce, in altri oscilla tra il tenero e il patetico.<br />
Leggi sulla mappa dei mezzi pubblici ben sette linee della metro, e poi scopri che alcune sono solo brevi diramazioni di una stessa linea a cui hanno dato dignità di linea autonoma con un numero tutto loro, altre addirittura non sono altro che tram che, in centro, vanno sottoterra e prendono la definizione di metropolitana. Fa sorridere la linea U5 che, appena due formate dopo Konstabler Wache, sale in superficie e viaggia per strada, nel traffico. Sei in metropolitana e sei fermo al rosso, o arrivi in ritardo perchè qualcuno ha tamponato la metro in cui viaggiavi. Alla fine ne conti solo due, di linee della U-Bahn.<br />
Ciò in cui Francoforte riesce a essere perfettamente metropolitana sono i difetti. Il costo della vita, per esempio. Affitti, trasporti, intrattenimento serale hanno prezzi che definirei <i>londinesi</i>.<br />
Ma ha anche qualche pregio metropolitano: a occhio e croce, è la città più multietnica che ho visto in Germania, fatta eccezione per Berlino.<br />
Un motivo per vivere a Francoforte?<br />
Be', aspirare a una brillante carriera nel settore bancario. Ma allora perchè non Londra?<br />
O altrimenti innamorarsi dei bellissimi dintorni. Heidelberg a portata di regionale, Mainz e il Rheingau a due passi, le terme di Wiesbaden a un tiro di schioppo, il Taunus lì vicino. E poi Colonia solo a un'ora di treno.<br />
Ma allora perchè non Colonia, che ha fama di luogo dove ci si diverte da matti?</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Back in action!]]></title>
<link>http://rds4ever.wordpress.com/?p=84</link>
<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 21:57:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>rds4ever</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ciao a tutti,
dopo un breve periodo di assenza(causa viaggetto in Germania nel weekend scorso),torno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti,</p>
<p>dopo un breve periodo di assenza(causa viaggetto in Germania nel weekend scorso),torno di nuovo alla mia passione,scrivere sul blog.Vi racconto un po' del mio viaggio,partenza da quel di Ciampino sabato mattina con arrivo a Francoforte Hahn verso le 11.Da lì',pullman verso la ridente e simpatica cittadina di Magonza,dove trascorriamo gran parte del pomeriggio(assaggiando peraltro il brezel,una cosa salata buonissima che a momenti diventava come una droga :)</p>
<p>Dopo aver girato in lungo e in largo Magonza,arriva la sera e andiamo a sistemarci nella stanza che abbiamo affittato.Dopo esserci riposati,proseguiamo e andiamo a mangiare in un ristorante(non proprio tipico,in effetti)dove la qualità del cibo non era tanto scarsa.L'indomani il nostro viaggio prosegue,tra una foto e un'altra alle simpatiche casette tedesche,verso Francoforte sul Meno.Arriviamo alla stazione principale di Francoforte verso l'ora di pranzo,giusto il tempo di fare un giretto completo per le vie consigliate dalla simpatica piantina per turisti.L'impressione che ho avuto da questa città è che la modernità,unità all'antichità,sia un mix che apprezzo parecchio e cosa ancora più interessante è notare come,anche in una piazza piena di persone non si senta tanto casino (saremo abituati male qui?)</p>
<p>Insomma,un weekend diverso e rigenerante,che mi ha portato a conoscere un aspetto della Germania abbastanza interessante.</p>
<p>Per cui,se siete in cerca di idee,Francoforte sul Meno e Magonza(solo per pochi giorni,xò)sono altamente consigliate</p>
<p>Buon weekend!</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Amore a prima vista]]></title>
<link>http://totentanz.wordpress.com/?p=256</link>
<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 12:59:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>totentanz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il colpo di fulmine per una donna è una cosa che ho sperimentato solo un paio di volte nella mia vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il colpo di fulmine per una donna è una cosa che ho sperimentato solo un paio di volte nella mia vita. In entrambi i casi per questioni che riguardavano anche la musica e per l'incarnazione di uno spirito decisamente rockettaro dimostrato dalle due <i>femmine </i>in questione.<br />
In uno di questi due casi, si è trattato di una perfetta sconosciuta che anni fa incontravo ogni tanto a Berlino, ai piedi della Gedächtniskirche, circondata da un capannello di gente radunatasi a sentirla suonare.<br />
Ieri, a sorpresa, l'ho ritrovata sullo Zeil di Francoforte, e l'ho filmata (con la macchina fotografica digitale, mi si perdoni la pessima qualità).</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/UhO-4Rjaj6g'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/UhO-4Rjaj6g&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=EKkmHRHZEzc&#38;feature=related">Qui invece è stata beccata in pieno stato di grazia da un altro utente di Youtube</a>. Mi chiedo perchè suoni per strada quando, come session, potrebbe fare soldi a palate con la sua bravura.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[I templi baha'i]]></title>
<link>http://lafedebahaiinitalia.wordpress.com/?p=54</link>
<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 11:27:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[I templi bahá&#8217;í, in quanto luoghi di preghiera e meditazione, sono gli edifici religiosi che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I templi bahá'í, in quanto luoghi di preghiera e meditazione, sono gli edifici religiosi che di più si avvicinano alla funzione svolta da una chiesa, un tempio o una moschea. Eppure sono qualcosa di più. Come previsto da Bahá'u'lláh, i templi locali saranno un giorno il fulcro della vita spirituale di una comunità e una espressione dei suoi principi umanitari.</p></div>
<div align="center" style="text-align:center;"></div>
<div style="text-align:center;"><img src="http://lafedebahaiinitalia.wordpress.com/files/2008/02/p38.jpg" alt="p38.jpg" /></div>
<p>I templi bahá'í, simbolo del progresso planetario della Fede, sono attualmente uno per ogni continente. Allo stadio attuale dello sviluppo della Fede, i bahá'í si sono concentrati più nella creazione e sviluppo delle istituzioni sociali e spirituali della vita comunitaria piuttosto che erigere edifici per ogni comunità. Purtuttavia i templi che sono già stati costruiti sono come fari che chiamano il mondo ad un modo nuovo di adorazione e vita religiosa.</p>
<p>Ogni tempio ha un suo stile, caratteristico ma conforme ad una serie di requisiti architettonici che costituiscono il tema unificante: tutti i templi bahá'í hanno nove lati ed una cupola centrale.</p>
<p>Il primo fu costruito in Russia, nella città di Ashkhabad, nell'Asia Centrale. Completato intorno al 1908, servì alla comunità bahá'í di quell'area fino al 1938, quando fu espropriato dal governo sovietico. L'edificio fu demolito nel 1962 dopo essere stato fortemente danneggiato da un terremoto.</p>
<p>Il tempio di Ashkhabad fu, sotto molti aspetti e per quei tempi, un'innovazione. Oltre ad essere il centro spirituale della fiorente comunità bahá'í di quell'area, esemplificava le idee umanitarie della comunità. Infatti, annesse all'edificio, vi erano numerose dipendenze che comprendevano un ospedale, una scuola e un ostello per i viaggiatori.</p>
<p align="center"><a rel="attachment wp-att-56" href="http://lafedebahaiinitalia.wordpress.com/2008/02/10/i-templi-bahai/56/" title="p39.jpg"><img src="http://lafedebahaiinitalia.wordpress.com/files/2008/02/p39.jpg" alt="p39.jpg" /></a></p>
<p>Il primo tempio in Occidente fu terminato nel 1953 a Wilmette, Illinois, negli Stati Uniti, sulle rive del lago Michigan, a nord di Chicago. La sua cupola traforata e le straordinarie decorazioni fondono insieme elementi provenienti dagli stili sia occidentali che orientali, e, da allora, continua ad attirare milioni di visitatori. Successivamente furono costruiti altri templi a Kampala, in Uganda, vicino a Sidney, in Australia; non lontano da Francoforte in Germania; su una collina che domina Panama City in Panama e ad Apia nella Samoa Occidentale.</p>
<p>L'ultimo tempio ad oggi è stato completato nel 1986 a Nuova Delhi, in India. La sua ardita struttura, più volte premiata per l'architettura, è stata descritta ed illustrata in centinaia di riviste e giornali.</p>
<p>Il suo disegno, ispirato al fiore di loto, è composto da 27 "petali" di marmo, ognuno separato dall'altro, raggruppati tre a tre per formare nove lati. Nove porte si aprono su una sala centrale della capienza di 2500 persone. Alto poco più di quaranta metri con la sua superficie luminosa sembra, in certi momenti, levitare sopra il terreno di dieci ettari sito alla periferia della capitale indiana.</p>
<p>In pochi anni il tempio di Nuova Delhi è divenuto una delle maggiori attrazioni del mondo e annualmente registra più di due milioni e mezzo di visitatori. Tale è il rispetto che i popoli dell'India nutrono per esso che durante le festività induiste, al di là della religione di appartenenza, vi si recano anche centomila visitatori al giorno.</p>
<p>Tutti i templi effettivamente sono aperti a gente di ogni religione. Non vi si tengono sermoni né riti e non vi è alcun clero.</p>
<p>Circa 120 appezzamenti in tutto il mondo sono stati finora acquistati e vengono tenuti da parte per costruirvi futuri templi. Nel futuro ogni singola comunità bahá'í avrà il suo. Come il primo di Ashkhabad, ognuno diverrà il fulcro della vita comunitaria e un centro di servizi sociali, scientifici, educativi e umanitari.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Si stava meglio a Kathmandu]]></title>
<link>http://inepal.wordpress.com/?p=74</link>
<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 17:16:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>नेपाल</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Un mese esatto fa, a quest&#8217;ora, ero a Francoforte in attesa del volo per Doha da dove poi sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://inepal.wordpress.com/files/2008/01/pokhara-lake-nepal.jpg" alt="nepal pokhara lago" /></p>
<p>Un mese esatto fa, a quest'ora, ero a Francoforte in attesa del volo per Doha da dove poi sarei ripartito per il Nepal.  Cosa rimane di un viaggio dopo un mese dalla partenza?<br />
Condivido con voi il fatto che non ho smesso di pensare a  quei posti, a quel che ho visto.  Penso ai tre di  Firenze che ho incontrato e che sono ancora da quelle parti, al ragazzo israeliano che ha ancora un mese da stare via...e  mi accorgo di essere stato riassorbito da tutti gli impegni e da tutte le cose di prima.  Ma ora è diverso.  Quando vedo uno straniero per strada, mi ricordo di quando ero io lo straniero. Quando vado al cinema e vedo "Into the wild", ripenso all'Annapurna e agli animali che ho visto. Consumo molto più incenso di prima. Ascolto la loro musica su <a href="http://www.channelnepal.com/" title="channel nepal" target="_blank">Channel Nepal</a>. E mi manca tantissimo il <i>dal bath</i>; che posto meraviglioso, il Nepal...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Back to home]]></title>
<link>http://inepal.wordpress.com/2008/01/15/back-to-home/</link>
<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 10:30:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>नेपाल</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Ce l&#8217;ho fatta, alla fine sono salito su un volo in serata e rientrato. Devo dire, grazie alla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://inepal.wordpress.com/files/2008/01/gradi-gorkha-ispettore.jpg" alt="gorkha nepal ispettore gradi viaggio" /></p>
<p>Ce l'ho fatta, alla fine sono salito su un volo in serata e rientrato. Devo dire, grazie alla gentilezza di due persone della Qatar Airways, ottima compagnia con cui mi sono trovato molto molto bene. O forse grazie al fatto che vestivo in parte come la polizia nepalese, con tanto di gradi di ispettore...</p>
<p>In ogni caso, sono rientrato in Italia, sono a casa mia. Eh, non sono contento, per niente...mi sembra tutto così diverso rispetto a prima...vado in bagno, c'è l'acqua calda. Ho il riscaldamento. Una serie di agi che là non tutti hanno. Ma il prezzo per questi e molti altri agi è una società completamente diversa: peggiore, a mio avviso. Si stava meglio a Kathmandu. Concordo pienamente con Stefano, amico virtuale di viaggi, che dic:</p>
<p><i>"...<span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">ti fa riflettere se abbia un senso la routine di tutti giorni. O se forse il vero coraggio sia scegliere di fare lo stesso lavoro e di vedere le stesse persone per 40 anni della tua vita. Invece di vivere un’avventura nuova ogni giorno..</span>."</i></p>
<p>Oggi e nei prossimi giorni, con calma, organizzo le foto, ridimensiono quelle del blog che avevo messo e troppo pesanti per l'apertura con connessioni lente. Il blog resta in aggiornamento, per chi parte e per chi resta ma vuole partire stando a casa.</p>
<p>Namaste a tutti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La furia del Gorkha]]></title>
<link>http://inepal.wordpress.com/2008/01/14/la-furia-del-gorkha/</link>
<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 16:24:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>नेपाल</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sembrava andatotutto troppo bene, e invece sono bloccato a Francoforte. Ho perso il volo, dopo quasi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sembrava andatotutto troppo bene, e invece sono bloccato a Francoforte. Ho perso il volo, dopo quasi due ore di coda ai controlli di sicurezza, arrivato al gate il mio aereo sene era andato.Ora non sose usare il metodo nepalese, che consiste nell'uso del khukuridi trenta centimetri che mi sono comprato (se non sapete cos'è provate con Google)...o il metodo italiano,che vuol dire nuovolavoro per il mio avvocato...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il tempo che non passa mai a Francoforte]]></title>
<link>http://inepal.wordpress.com/2007/12/31/il-tempo-che-non-passa-mai-a-francoforte/</link>
<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 18:39:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>नेपाल</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono dalle quattro e mezza a Francoforte: l&#8217;aereo per Doha parte dopo le dieci. Non passa più]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono dalle quattro e mezza a Francoforte: l'aereo per Doha parte dopo le dieci. Non passa più...passo il mio tempo a pensare all'origine del nome di questa città. Posso dedurre, ma qua ci vorrebbe il mio amico John, che le sa tutte...</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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