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	<title>g-zagrebelsky &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/g-zagrebelsky/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "g-zagrebelsky"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 08:55:41 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Sulla compatibilità]]></title>
<link>http://articolo2.wordpress.com/?p=1251</link>
<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 20:07:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fr.</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per dare chiarezza alla domanda posta da P. Scoppola (nel &#8220;La democrazia dei cristiani&#8221;)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size:10pt;font-family:Georgia;">Per dare chiarezza <a href="http://articolo2.wordpress.com/2008/03/24/1250/" target="_blank">alla domanda posta da P. Scoppola</a> (nel "La democrazia dei cristiani") ci affideremo a G. Zagrebelsky, la cui risposta, sotto il profilo della valenza logica, risulterà difficilmente inficiabile.<br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Georgia;">"<i>La fede</i>" – scrive nel suo “<a href="http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842085256" target="_blank">Contro l’etica della verità</a>” – "<i>è compatibile con la democrazia a una condizione: che non sia etero-diretta da un potere dogmatico. La democrazia è il regime del confronto delle diverse posizioni, per la responsabile ed ininterrotta ricerca delle soluzioni migliori ai problemi del vivere sociale. Ciò comporta che, le convinzioni etiche di credenti e non credenti, per quanto riguarda la loro traduzione nella pratica politica, diventano opinioni. Che senso avrebbe il libero confronto democratico se una parte dicesse: fate quel che volete, io non sono disposta a stare ad ascoltarvi (ma voi dovete ascoltare me), perché io ho la verità in tasca, non ho bisogno di andar cercandola? […] Si comprende la minaccia per democrazia insita nella pretesa odierna del magistero di imporre comportamenti politici specifici che, vanificando di fatto le proclamazioni conciliari, pretendono dai cattolici supina obbedienza</i>”.<br />
Alla chiesa fa comodo sfoderare, all'occorrenza, l’arma del piagnisteo, del vittimismo: le accuse di dispotismo loro rivolte vengono, come per magia, rivoltate in tentativi di escludere i cattolici dal dibattito sui temi fondamentali del nostro vivere civile.<br />
“<i>Per nulla</i>” – sottolinea l’autore. “<i>Si vuole invece che entrino nel dibattito deponendo ogni pretesa di infallibilità che viene dal loro agire come appendici di un potere gerarchico e dogmatico e, cosa assai rilevante, senza mettere impropriamente in campo la sua grande potenza organizzativa: una forza, oltretutto, sostenuta anche con denaro pubblico, non certo solo cattolico</i>”.<br />
“<i>Dunque, difendiamo il diritto di parola dei cattolici </i>[…] <i>Ma pretendiamo che nessuno si impalchi a maestro di Verità</i>. […] (Altrimenti) <i>Le loro posizioni contraddicono la democrazia, alimentano contrapposizioni che fomentano violenze, dividono il campo come tra due eserciti belligeranti e rendono il dialogo impossibile</i>”.<br />
<i>Ergo </i>(aggiungo): cattolicesimo e democrazia - <i>rebus sic stantibus </i>– non possono che mostrarsi incompatibili.<br />
</span></span></p>
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