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	<title>gian-antonio-stella &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/gian-antonio-stella/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gian-antonio-stella"</description>
	<pubDate>Sun, 18 May 2008 09:45:31 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Un'intervista  a  Gian  Antonio  Stella]]></title>
<link>http://lastanza.wordpress.com/?p=80</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 10:33:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>romina2007</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ecco  un&#8217;interessante  intervista  fatta  a  Gian  Antonio  Stella, il  noto  giornalista  aut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco  <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=146&#38;ID_articolo=95&#38;ID_sezione=309&#38;sezione=">un'interessante  intervista</a>  fatta  a  Gian  Antonio  Stella, il  noto  giornalista  autore  de  <em>La  Casta</em>, insieme  a  Sergio  Rizzo, e  di  un  nuovo  libro  dal  titolo <em>La  deriva: perché  l'Italia  rischia  il  naufragio.</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nessuno ne parla: Scuola, le cifre dell'emergenza]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/?p=118</link>
<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 16:56:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nè Berlusconi né Veltroni ne hanno mai parlato in campagna elettorale
Studenti che lasciano, profe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#464646;"><font face="Arial Unicode MS">Nè Berlusconi né Veltroni ne hanno mai parlato in campagna elettorale</font></span></h3>
<h3><span style="color:#464646;">Studenti che lasciano, professori anziani. Tagliato un sesto dei finanziamenti. L'Italia spaccata in due</span></h3>
<h3><span style="color:#464646;">di Gian Antonio Stella</span></h3>
<p><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;">Coleotteri, astronavi, incunaboli... </span></b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;">Si può fare una lista di una infinità di argomenti di cui Silvio Berlusconi e Walter Veltroni «non» hanno giustamente mai parlato in questa campagna elettorale. <a rel="popup console" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2008/04_Aprile/01/pop_scuola.shtml" title="Scuola, le cifre dell'emergenza  [Apre una nuova finestra]">Quel che proprio non si capisce è come facciano a parlare così poco di scuola. Perché è lì, sulla scuola, che ci giochiamo tutto</a>. Diranno: non è vero. E accuseranno i soliti giornali, le solite televisioni e i soliti cronisti di cogliere nei loro discorsi solo le battute del «teatrino della politica». Può darsi. Fatto sta che a incrociare nell'archivio dell'Ansa dell'ultimo mese i nomi dei due principali sfidanti traboccano le citazioni sull'Alitalia e la par condicio, le tasse e il comunismo, le alleanze e Ciarrapico e un mucchio di altre cose. Meno, salvo eccezioni, la scuola. Peccato: se c'è un'emergenza superiore ad ogni altra, da noi, è quella. Lo dicono i rapporti Ocse del P.i.s.a. (Programme for international student assessment) che ogni tre anni valutano la preparazione degli studenti quindicenni di tutto il mondo e che ci hanno visto affondare sempre di più fino a inabissarci nelle scienze al 36</span><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;"><font face="Arial Unicode MS">˚</font></span><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> posto su 57 Paesi passati al setaccio, coi ragazzi settentrionali che reggono il passo e quelli meridionali che sprofondano sotto i livelli della Turchia o del Messico. Al punto, per fare un solo esempio, che a una domanda banale come «perché sulla Terra c'è un'alternanza tra il giorno e la notte?» la risposta corretta («la Terra ruota intorno al suo asse») è data nelle isole da poco più di un allievo su quattro. </span><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> </span></b><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;">Lo dicono i bilanci degli ultimi lustri,</span></b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> che rivelano come, al di là dei volonterosi «bla, bla, bla» l'Italia abbia smesso da un pezzo di credere nella scuola tanto da aver tagliato dal 1990 al 2006 addirittura un sesto dei finanziamenti. Soprattutto a livello locale: regioni, province e comuni spendono oggi il 130 per cento in più che nel '90, ma se nella sanità hanno accelerato fino al 140, sull'istruzione hanno fatto il contrario stando al di sotto del 25 per cento rispetto all'aumento medio di cui dicevamo. Lo dice infine un dossier che gli specialisti di «Tuttoscuola» (<a target="_blank" href="http://www.tuttoscuola.com/">www.tuttoscuola.com</a>), sconcertati dai silenzi sul tema nel dibattito elettorale, hanno messo insieme per incendiare il confronto questa mattina alla Camera tra la democratica Mariangela Bastico, viceministro dell'Istruzione, e l'azzurra Valentina Aprea, già sottosegretario al ministero dell'Università e della ricerca nel precedente governo delle destre. Dibattito organizzato e condotto dal direttore della rivista, Giovanni Vinciguerra. Un dossier allarmante. Che in un Paese serio non farebbe chiuder occhio agli aspiranti premier. A partire dalla fotografia dei drammatici contrasti fra i vari pezzi del Paese: «Più che di una scuola italiana, si deve parlare di tante scuole, diverse da Regione a Regione, da Provincia a Provincia. Le differenze sono rilevanti, a volte assurde, inspiegabili ». Province «con 100 computer per istituto e altre con 30». Aree «dove le graduatorie di istituto per le supplenze sono pronte entro il 1</span><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;"><font face="Arial Unicode MS">˚</font></span><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> settembre e altre dove dopo tre mesi si assiste ancora al carosello dei docenti sulle cattedre». Zone dove la capacità di trattenere i ragazzi che vogliono mollare è abissalmente diversa: «A Ravenna la dispersione nel biennio iniziale degli istituti professionali è dello 0,9%, a Crotone del 47,4%». </span><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> </span></b><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;">Per non dire delle cose minime, quelle che nei Paesi civili</span></b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> vengono date per scontate: «Il certificato di conformità dei Vigili del fuoco è posseduto dal 70% degli edifici scolastici di Forlì, solo dal 7% di quelli di Isernia». Insomma: centocinquanta anni «di centralismo amministrativo, fatto di migliaia di circolari, di riforme e controriforme, hanno prodotto un sistema di istruzione molto più disomogeneo, sul piano della qualità del servizio offerto e dei risultati ottenuti dagli allievi, di quanto si potrebbe supporre». Di più: alla vigilia di un cambiamento epocale, il federalismo scolastico previsto dalla riforma costituzionale del «titolo V» voluta nel 2001 dal centrosinistra col trasferimento di un mucchio di competenze e di poteri alle Regioni fin dal settembre 2009, fra un anno e mezzo, la svolta si annuncia sotto i peggiori auspici. Tanto più dopo i tagli finanziari agli enti locali di questi anni. Tagli messi in carico al sistema scolastico: «Le Province riescono a pagare per l'istruzione nell'esercizio di competenza solamente il 38% degli impegni di spesa assunti con deliberazione nel medesimo anno finanziario». Quanto ai Comuni capoluogo, le cose vanno anche peggio. Le spese «per la scuola dell'infanzia sono consistenti solo dove c'è una tradizione che va in questa direzione, come nel caso di Reggio Emilia, ma si abbassano fino quasi ad azzerarsi in altri casi, come quelli di Sassari e Caltanissetta, dove gli impegni per l'infanzia sfiorano appena lo 0,1% dell'impegno complessivo». Assurdo. Soprattutto in un Paese come il nostro che, povero di spazi e risorse energetiche, dovrebbe puntare tutto sulle intelligenze. Su quella che Carlo Carboni in «Elite e classi dirigenti in Italia» chiama la «manutenzione del capitale umano». </span><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> </span></b><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;">Gli studi dell'Ocse e della Commissione europea non lasciano dubbi:</span></b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> occorre investire sulla testa delle persone. «Risulta infatti che se si aumentano dell'1% gli investimenti del settore produttivo si ottiene, sul lungo periodo, un aumento del prodotto pro-capite dell'1,3-1,5 per cento. Se parallelamente si innalza di un anno il livello medio di istruzione della popolazione in età di 15-64 anni, nel medesimo periodo s'ottiene un aumento del 3,8-6,8%». Bisogna crederci, però. Ricorda il dossier che il divario tra le abilità informatiche di un adulto e di ragazzo, in un Paese come l'Italia in cui oltre la metà degli abitanti con più di sedici anni confida di non aver «mai usato un computer», si allarga drammaticamente: «Si calcola che il gap tecnologico che esiste oggi tra una persona anziana e il proprio nipote è molto più consistente di quello che c'era una volta tra un anziano completamente analfabeta e il nipote che andava a scuola». Di più: «Se tra noi e gli antichi romani ci separano circa cinquanta nonni, si può sostenere che non ci sia mai stato in tutto questo arco di storia un gap tanto ampio tra un nonno e un nipote come quello di oggi e dei prossimi anni». Ci vorrebbe una scuola all'altezza. </span><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> </span></b><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;">Ma può esserlo, se un insegnante su due</span></b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> (solo nove anni fa erano poco più di un quarto: 27%) ha oltre cinquant'anni? Se ogni tentativo di introdurre qualche incentivo per i più bravi è stato bloccato da furenti rivolte di piazza («Dopo vent'anni di scuola chi ha diritto di valutarmi: chi?»), frustrato da mille distinguo sindacali o peggio ancora affogato nelle sabbie mobili del rinvio? Se lo scellerato scambio contrattuale («Io ti pago poco ma ti chiedo poco») ha finito da una parte per umiliare lo Stato ormai paralizzato in ogni possibilità di selezionare i suoi docenti e dall'altra per umiliare i docenti che nella scuola per l'infanzia, se hanno meno di otto anni di anzianità, sono pagati ormai 14 euro e 60 centesimi l'ora, cioè quanto una baby sitter? Se i «disabili» vengono moltiplicati per poter moltiplicare poi gli insegnanti di sostegno? Se «l'analisi delle 3.347 richieste di inabilità al lavoro presentate alla Asl di Milano dal gennaio 1992 al dicembre 2003 mostra che l'incidenza delle patologie psichiatriche sul totale è del 49,8% per la categoria degli insegnanti, del 37,6% per gli impiegati, del 28,3% per gli operatori sanitari e solo del 16,9% per gli operai» quindi che «il mestiere dei maestri e dei professori è oggi il più usurante dal punto di vista psicologico-psichiatrico»? Per non dire dei bidelli, che sono un po' la prova di come da decenni la precedenza non venga data agli utenti (gli studenti e le loro famiglie) ma alla massa informe del «personale scolastico». </span><font size="3"><font face="Arial Unicode MS"> </font></font></p>
<div id="rectangle right"><!-- OAS AD '180x150'begin --><b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;">Dice il dossier di «Tuttoscuola»</span></b><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;"> che, mentre in altri Paesi come il Giappone, la Finlandia o la Spagna «il compito di tenere puliti i banchi, le aule e i corridoi delle scuole fa parte dei normali doveri degli stessi allievi» che anzi imparano subito a rispettare la proprietà collettiva, ci sono da noi più bidelli che carabinieri nelle caserme: 167 mila. «Ma un altro dato colpisce di più: ce n'è uno ogni 2,2 classi. Per un costo complessivo per lo Stato che sfiora i 4 miliardi di euro all'anno». E il bello è che, nonostante costino mediamente «367 mila euro l'anno a istituto», da molte parti hanno costretto le scuole ad assumere part-time, due ore al giorno, delle «scodellatrici». Addette solo a mettere nel piatto dei bambini il cibo che arriva già cotto. Perché, direte voi, non scodellano loro? «Ah, no! Nel contratto c'è scritto...» </span><span style="font-size:10.5pt;color:#464646;font-family:Georgia;">Gian Antonio Stella<br />
<strong>Corriere della Sera  01 aprile 2008</strong> </span></div>
<p><span><font size="3"><font face="Arial Unicode MS"></font></font></span></p>
<div>Articoli di approfondimento:</div>
<div>
<h2><a href="http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/246"><font color="#993366">Elezioni: i partiti maggiori ignorano la scuola</font></a></h2>
<p><a href="http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/247"><font color="#993366"><strong>TREVISO: A OTTO ANNI LO CHIAMAVANO 'MONNEZZA' E LO PICCHIAVANO PERCHE' LA MAMMA E' NAPOLETANA. LA SCUOLA "MINIMIZZA</strong></font>"</a></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Preservativi Arcobaleno: "Di' una cosa di sinistra!" "La sinistra non è casta..."]]></title>
<link>http://circospetto.wordpress.com/?p=634</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 15:32:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>piazzamanin</dc:creator>
<guid>http://circospetto.wordpress.com/?p=634</guid>
<description><![CDATA[ 
Con le prevedibili polemiche (e qualche colto riferimento a una lontana canzone di Ian Dury, Sex a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://circospetto.wordpress.com/files/2008/03/600px-preservativi-sinistra.jpg" alt="I preservativi della Sinistra Arcobaleno" /></p>
<p>Con le prevedibili <a href="http://www.pratoasinistra.it/node/24" target="_blank">polemiche</a> (e qualche colto riferimento a una lontana canzone di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ian_Dury" target="_blank">Ian Dury</a>, <i>Sex and Drugs and Rock'n'Roll</i> da parte degli <a href="http://unionedicentro.wordpress.com/2008/03/05/sinistra-arcobaleno-sesso-e-droga/" target="_blank">oppositori</a>) il <a href="http://www.networkgiovani.it/" target="_blank">Network Giovani</a> della <a href="http://www.sinistrarcobaleno.it/" target="_blank">Sinistra Arcobaleno</a> ha lanciato la sua campagna "Fai una scelta di parte".</p>
<p><img src="http://circospetto.wordpress.com/files/2008/03/pack-cartine.jpg" alt="Le cartine della Sinistra Arcobaleno" align="left" />Nel <i>point</i> di Via San Luca si possono trovare i <a href="http://www.networkgiovani.it/2008/03/07/cartine-e-preservativi/" target="_blank">gadget</a> della campagna elettorale. I i preservativi, ad esempio. No alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_casta" target="_blank">casta</a> politica (nel senso inteso da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Antonio_Stella" target="_blank">G.A. Stella</a>), perché – come recita lo slogan stampato sulla confezione – "La Sinistra non è casta", come non lo è chi si ferma a prenderne una manciata dall'espositore.</p>
<p>"Coltivare da sé o coltivare la mafia?" è lo slogan stampato sulla confezione delle cartine. Inutile cercarle perché queste, invece, sono finite.</p>
<p>Saranno stati i nostri lettori?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettera aperta in risposta a Gian Antonio Stella]]></title>
<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=111</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 18:01:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
<guid>http://ramonmantovani.wordpress.com/?p=111</guid>
<description><![CDATA[Egregio Dottor Stella,
 
mi sono guadagnato un suo commento sul Corriere Della Sera a proposito del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Egregio Dottor Stella,</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';"> </span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">mi sono guadagnato un suo commento sul Corriere Della Sera a proposito del mio articolo pubblicato su Liberazione in memoria di Raul Reyes.</span></font></p>
<p><font color="#ffffff"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/12/elegia_smemorata_del_compagno_Ramon_co_9_080312096.shtml" title="link all'articolo">http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/12/elegia_smemorata_del_compagno_Ramon_co_9_080312096.shtml</a></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/12/elegia_smemorata_del_compagno_Ramon_co_9_080312096.shtml"> </a></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">La ringrazio per l’attenzione.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Il suo articolo, però, suona piuttosto ironico (forse) ed indignato.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Lei mi addebita la colpa di non aver citato Ingrid Betancourt nel mio pezzo. E’ una critica che capisco, ma che, con il suo permesso, non condivido. </span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Non posso tralasciare il tono del suo articolo che esprime pregiudizi: letture di fumetti, “n’ zacco rivoluzzionaria”, l’immancabile citazione del caso Ocalan e la presunta vena romantica che mi avrebbe ispirato.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Vede, Dott. Stella, io non pretendo che lei conosca le mie posizioni molto critiche nei confronti di chi, a sinistra, coltiva un’idea romantica delle guerriglie latinoamericane, né che abbia capito che aiutare Ocalan a raggiungere l’Italia (su sua richiesta e non su mia iniziativa) fosse un tentativo per aprire un processo di pace. Solo mi sarei aspettato, da lei che considero un giornalista serio, maggior rispetto. Ma non fa niente. </span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Mi limito a dire che il suo articolo è esemplare per superficialità. Del resto la stampa italiana è ben nota nel mondo per osservare la politica internazionale attraverso il buco della serratura della politichetta italiana.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Il suo giornale, Dott. Stella, si occupa molto, e giustamente, di Ingrid Betancourt, ma non molto delle decine di sindacalisti che ogni anno vengono uccisi in Colombia, delle decine di suoi colleghi giornalisti massacrati o fatti sparire dai paramilitari e dagli apparati dello Stato colombiano, delle decine di parlamentari colombiani che sono espressione diretta dei narcotrafficanti, e così via.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Con ciò non voglio dire che, per questo, si debba essere acritici con le FARC. Ma, se permette, scrivere dell’uccisione di un amico e, per me, compagno, non necessariamente deve essere corredato da prese di posizione per rassicurare coloro che della Colombia conoscono solo la vicenda Betancourt. </span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Se vuole sapere la mia opinione su Ingrid Betancourt io penso che sia inaccettabile il suo sequestro, e che si debba fare ogni sforzo affinché riacquisti la libertà e si riapra un processo di pace in Colombia.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Io, nel mio piccolo, l’ho fatto. Può, se vuole verificare ciò che ho fatto senza clamori di stampa, chiedere ai sottosegretari agli esteri con delega all’America Latina dei governi Berlusconi e Prodi. Può chiedere alla Comunità di Sant’Egidio. A Pierferdinando Casini (in qualità di Presidente della Camera e dell’Unione Interparlamentare Mondiale). Può chiedere a diversi Ambasciatori italiani in Colombia e nei paesi limitrofi. </span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">In tanti anni di tentativi, per riaccendere un processo di pace e per ottenere la liberazione di Ingrid Betancourt, chiunque ci abbia provato può testimoniare dell’opera di Alvaro Uribe per impedirli e boicottarli. Anche l’uccisione di Raul Reyes, come ha osservato la famiglia di Ingrid Betancourt, è arrivata puntuale per boicottare ogni trattativa.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Ovviamente lei è libero di pensare che Uribe sia uno statista democratico, ma le consiglio di leggere quanto ha scritto su Newsweek il suo collega statunitense Joseph Contreras. Ovviamente può pensare che Marulanda sia un terrorista e narcotrafficante, ma le consiglio di leggere quanto ha scritto Ettore Mo sul Corriere Della Sera dopo averlo incontrato, anche grazie alla richiesta che io feci a Raul Reyes, visto che Marulanda per stile e per motivi di sicurezza è sempre stato restio a concedere interviste.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Io continuo a pensare che in Colombia ci sia un conflitto armato di natura politica. Che Uribe sia diretta espressione degli ambienti paramilitari e narcos. Che mettere le FARC sulla lista delle organizzazioni terroristiche sia un atto che perpetua il conflitto. Che i sequestri siano speculari alle sparizioni e uccisioni e siano ingiustificabili e disumani. Ma penso anche che un processo di pace sia l’unica soluzione per mettere fine a tanta barbarie. Ed ho testimoniato che Raul Reyes a questo lavorava.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">La storia, purtroppo, è ricca di esempi di conflitti nei quali sono stati usati metodi disumani da tutte le parti in lotta. Nelson Mandela, Ben Gurion, Arafat, Ben Bella ed altri sono stati accusati di terrorismo per i metodi di lotta che usavano. Le FARC sequestrano, è vero, ma non hanno mai messo bombe in luoghi frequentati da civili come hanno fatto le organizzazioni dei signori sopra citati. Le ripeto che i sequestri sono inaccettabili, ma non le sembra che sia meglio lavorare per un processo di pace piuttosto che ripetere stancamente e strumentalmente che i sequestri sono disumani tacendo sui misfatti dello stato colombiano? <span> </span></span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Mi scusi per il ritardo con il quale le rispondo, ma ero in Spagna e non tutti i giorni ho potuto leggere il Corriere Della Sera. In compenso ho letto El Pais, che ogni giorno, anche quello successivo alle elezioni politiche, dopo la prima dedica almeno dieci pagine alla politica internazionale. Con articoli informati ed interessanti, anche se spesso da me non condivisi. Giornale sul quale la notizia dei dieci sindacalisti assassinati in Colombia dall’inizio dell’anno è comparsa. E sul quale non dedicano paginate e servizi sulle storie di letto di questo o quel capo di stato estero.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">Cordiali saluti.</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';"> </span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';">ramon mantovani</span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';"> </span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';"> </span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';"> </span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font color="#ffffff"><span style="font-size:16pt;font-family:'Courier New';"> </span></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stella:Venti mesi di «maggioranza sexy»]]></title>
<link>http://walkcammino.wordpress.com/2008/01/24/stellaventi-mesi-di-%c2%abmaggioranza-sexy%c2%bb/</link>
<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 17:20:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>pier90</dc:creator>
<guid>http://walkcammino.wordpress.com/2008/01/24/stellaventi-mesi-di-%c2%abmaggioranza-sexy%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[Venti mesi di «maggioranza sexy»
Romano e le liti, dagli spinelli a Bush
L’ottimismo contro tutt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3>Venti mesi di «maggioranza sexy»</h3>
<h1>Romano e le liti, dagli spinelli a Bush</h1>
<h2>L’ottimismo contro tutto: «Mediazioni? Mai. I comunisti? Folklore. E Mastella sarà una sorpresa»</h2>
<p>di Gian Antonio Stella </p>
<p>«Fine de’a gita». Gli ultimi ed esausti respiri del governo Prodi, con quel malinconico applausino nell’aula deserta alla lettura dell’inutile fiducia ottenuta alla Camera, fanno venire in mente al diessino Gianni Cuperlo uno striscione allo stadio di Treviso all’epilogo dell’unica avventura in A chiusa con 23 sconfitte: «Fine de’a gita». Mai si era visto, in realtà, un gruppo di «gitanti» così rissoso. Fin dall’inizio. Da quella interminabile notte in cui, stremato dalla delusione per la «vittoria mutilata», quella vittoria che i sondaggi per mesi avevano dato come larghissima ed ora si rivelava sottile come carta velina, il Professore era apparso per dire: «Le elezioni le abbiamo vinte. Di un soffio, ma vinte». Al diavolo i dubbi e le offerte berlusconiane di una grande coalizione: «Posso governare cinque anni. La legge me lo permette». E via così. Con le citazioni di Bush che perfino al momento di decidere la guerra in Iraq (pur contando su un certo consenso trasversale) aveva al Senato un solo voto in più dei democratici e quelle di Churchill e Adenauer e «tanti altri che avevano un solo voto di maggioranza». E guai a ricordare che qui da noi la situazione era diversa perché dalle altre parti non capita che una coalizione sia costretta a contare sulla salute di sette senatori a vita: «Come va, caro, quel dolorino al nervo sciatico? ». Lui tirava dritto. Facendo coraggio a se stesso per far coraggio agli altri. Certo di durare? «È una squadra, la nostra, coesa e omogenea, dureremo cinque anni».</p>
<p><b>Proprio sicuro? «C’è l’impegno di tutti </b>affinché questa coalizione vada avanti nei prossimi cinque anni. La coalizione è questa. Non cambia. Dura l’intera legislatura». E le risse interne? «Ogni motore va collaudato, vi assicuro che fra poco si sentirà armonia, come a sentire una Ducati o una Ferrari. Una Feraaaaari! ». E l’incapacità di decidere? «I ministri non possono esprimere opinioni, debbono esternare le decisioni, le conseguenze e le implementazioni ». E il rischio quotidiano di una caduta? Al che, lui allargava le mani come un Cristo Pantocratore per abbracciare nella benedizione tutti gli elettori delle circoscrizioni estere: «Abbiamo avuto l’incarico di governare dagli elettori di cinque continenti. Quindi governeremo». Il giorno dopo la vittoria uscì di casa a Bologna, per la sgroppatina quotidiana sotto i portici con una tuta azzurra attillatissima con scritto «Italia» sulla schiena e sprizzava il buonumore di chi era convinto che l’impresa più difficile, vincere le elezioni, fosse stata compiuta: il resto, bene o male, sarebbe stato meno complicato. Del resto, aveva già spiegato a Giampaolo Pansa come vedeva il futuro: «A me non piace mediare. Voglio governare. Ogni volta che si riunirà il Consiglio dei ministri, non si discuterà, ma si deciderà». Sì, ciao. Una tensione dopo l’altra. Tutti i giorni. Sulla scelta di confermare la decisione berlusconiana di concedere agli americani l’aeroporto «Dal Molin», con Massimo D’Alema che diceva che «una retromarcia sarebbe stata letta come un atto ostile» e Manuela Palermi, capogruppo dei comunisti italiani in Senato, che tuonava: «Il governo deve dire no».</p>
<p><b>Sulle impronte digitali, che Luciano Violante</b> invocava contro i clandestini che si cancellano i polpastrelli e Paolo Cento avversava perché «invece di fare leggi per acchiappare i potenti che evadono e che delinquono ce la prendiamo con qualche povero diavolo di immigrato ». Sulla droga, col ministro Livia Turco da una parte e la mamma Turco Livia dall’altra: «Il più stupefatto, quando ho aumentato la dose minima consentita per uso personale, è stato mio figlio. Mi ha detto: "Mamma, non ti capisco". Gli ho detto: "Adesso ti spiego: come madre, se provi a farti uno spinello ti riempio di botte". Poi c’è la mia posizione come ministro. Gli ho domandato: "Secondo te è giusto che un tuo compagno di scuola al quale i genitori non hanno fatto una capa tanta come tuo padre e io l’abbiamo fatta a te, e che magari pensa che fumare uno spinello non sia pericoloso, corra il rischio di venire arrestato?». Una via crucis. Nella prima stazione si contempla... Nella seconda... Per venti mesi, in mezzo ai flutti, agli scossoni, agli uragani, alle grandinate, Prodi non ha perso occasione per sottolineare d’esser il perno di tutto. Ironico: «Berlusconi dice che domani cadiamo? Lo dice tutti i giorni...». Tranquillo: «Sono sereeeeno. Fermo e sereeeeno». Sicuro: «Il nostro è un governo seeerio e coeso, coeso e seeerio!». Le bufere sui costi della politica? «Mo quello è un tema che ho inventato io! Entro giugno vareremo un disegno di legge!». Perplessità sull’obesità di un esecutivo di 102 persone? «Abbiamo dovuto cedere qualcosa... Ma nei punti chiave ho deciso io: Amato agli interni, Padoa Schioppa all' economia, D’Alema agli esteri... Squadra buonissima!».</p>
<p><b>E Mastella alla Giustizia? Rispondeva ficcandoti il dito </b>indice nelle costole per rafforzare il concetto: «Io dico che Mastell a s a r à una s o r p r e s a . Una sor-pre-sa!». «Ma c’è o ci fa?», si chiedevano i corrispondenti esteri che non capivano fino a che punto questo suo marmoreo ottimismo fosse un modo per caricare gli amici e irridere agli avversari o se ci credesse davvero. Il massimo lo diede quando l’inviato del tedesco Die Zeit gli chiese: «La nostra signora Merkel fa già fatica a guidare una coalizione di due soli partner. Ci spieghi come farà a tenerne insieme nove ». E lui: «All’interno dei vostri due partiti di coalizione esistono quaranta diverse correnti, non solo nove! I tedeschi, mi perdoni la franchezza, hanno impiegato molto più tempo a stringere il patto di coalizione rispetto a noi. Ci hanno messo due mesi! In un mese io ho fatto eleggere i presidenti delle due Camere, un presidente della Repubblica, formato il governo e superato il voto di fiducia. Siamo italiani, ma mi sembra che da voi il tutto proceda con molta più fatica. Noi abbiamo solo più folklore, Rifondazione Comunista, i Comunisti Italiani...».</p>
<div class="right"><b>Mai una concessione a chi gli ricordava come il suo governo </b>fosse sempre sull’orlo della crisi. Anzi, un giorno con Gianni Riotta si permise una battuta che gli sarebbe stata rinfacciata: «Ci sono stati quattro casi di coscienza sull’Afghanistan, è vero. Ma siamo ancora qui, mi pare. Avessimo vinto le elezioni con più agio sarebbe stato più facile ma così è più thrilling, c’è più avventura. Vuole la verità? È più sexy!». Dieci anni fa, nel 1998, andò uguale: sorrise dell’ipotesi di andarsene fin quasi all’ultimo. Sempre ottimista a costo d’apparire giulivo: «Non è ancora l’epoca delle vacche grasse ma la stiamo preparando!», «Abbiamo l’attivo primario più alto del mondo!», «Ho il fiato corto? Durerò vent’anni! », «Problemi? Sono come quel personaggio del Carosello, "Ercolinosempreinpiedi". Solo che lui dondolava e io no». Anche ieri sera, mentre dai banchi del governo si avviava verso l’uscita, assicurava agli amici che lui non dondolava: «Andiamo fino in fondo». Anche molti dei suoi però, ieri sera, hanno spento la luce sospirando sullo slogan ulivista della campagna vincente di due anni fa e un millennio fa: «Domani è un altro giorno».</div>
<p class="footnotes">Gian Antonio Stella<br />
<strong>24 gennaio 2008</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La CASTA]]></title>
<link>http://demoscratos.wordpress.com/2008/01/23/la-casta/</link>
<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 19:23:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>demoscratos</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Ho appena finito di leggere il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: «La CASTA» e lo consi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p align="left">Ho appena finito di leggere il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: «La CASTA» e lo consiglio a tutte le persone che hanno i nervi saldi... Spero che le prossime edizioni le facciano in gomma o la Meliconi inventi il "salva libro"... perche la voglia di tirarlo contro un muro é molto alta!!<br />
«Che futuro ha un paese dove la fame di poltroe ha spinto a inventare le comunità montane l livello del mare? ... Dove conviene fisicamente regalre soldi ad una forza politica piuttosto che ai bambini lebbrosi?»</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Così fan tutti]]></title>
<link>http://blogdome.wordpress.com/2008/01/18/cosi-fan-tutti/</link>
<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 09:58:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>dome</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Così fan tutti - Lucia Annunziata (La Stampa)
Così fan tutti - Gian Antonio Stella (Corriere dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" width="314" src="http://www.ilmanifesto.it/vignettadelgiorno/200801/vignetta_20080118.gif" height="400" /></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=4035&#38;ID_sezione=&#38;sezione=">Così fan tutti </a>- Lucia Annunziata (La Stampa)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_18/sanita_tessere_stella_26a5882a-c58d-11dc-8434-0003ba99c667.shtml">Così fan tutti</a> - Gian Antonio Stella (Corriere della Sera)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/moglie-mastella/cosi-fan-tutti/cosi-fan-tutti.html">Così fan tutti</a> - Francesco Merlo (Repubblica)</p>
<p><em>vota: </em><a target="_tab" href="http://www.wikio.it/vote?url=http://blogdome.wordpress.com/2008/01/18/cosi-fan-tutti/"><img border="0" src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio3.gif" /></a></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nuove regole erariali sui cavalli, gli asini, i muli e i bardotti destinati all'alimentazione]]></title>
<link>http://lapaginettadiale.wordpress.com/2007/12/20/nuove-regole-erariali-sui-cavalli-gli-asini-i-muli-e-i-bardotti-destinati-allalimentazione/</link>
<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 11:01:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gian Antonio Stella è bravo, bravissimo. Però mi deprime troppo, riduce il mio patriottismo ai min]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Gian Antonio Stella è bravo, bravissimo. Però mi deprime troppo, riduce il mio patriottismo ai minimi termini.<br />
Sul <a href="http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_20/finanziaria_muli_burattini_stella_3519fa10-aec9-11dc-8fe5-0003ba99c53b.shtml" target="_blank">Corriere di oggi</a> fa una "bella" analisi della legge finanziaria.</p>
<p>Che amarezza...</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ambiente ed il gioco di 864 milioni di euro]]></title>
<link>http://npacalabria.wordpress.com/2007/12/10/ambiente-ed-il-gioco-di-864-milioni-di-euro/</link>
<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 15:22:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>npacalabria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Credevano di giocare con i soldi finti del Monopoli, al Commissariato per l&#8217; emergenza ambient]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Credevano di giocare con i soldi finti del Monopoli, al Commissariato per l' emergenza ambientale in Calabria. Scrivevano su di un foglietto: entate e su un' altro : uscite. Fine. Senza "un bilancio vero e proprio" Senza "una documentazione giustificativa" Senza un controllo della Ragioneria. Hanno speso cosi' in otto anni, 864 milioni di euro. Lo dice la relazione finale, esplosiva, dell' ultimo commissario. Che se ne va con una chiusa amarissima. "E molto altro potrebbe essere illustrato, se valesse la pena di raccontare avendo tempo e modo". E soprattutto scopo. Questo è il punto : c'è ancora un senso, nel radiografare una situazione amministrativa di confine tra la sciatteria e la criminalita? La denuncia, 50 pagine da far ribollire il sangue, è stata inviata al premier Romano Prodi, al ministro dell' Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, al governatore Agazio Loiero ed al capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Ed è firmata da Antonio Ruggiero, un prefetto che da anni viene sbattuto qua e la' per l' Italia a farsi carico delle situazioni piu' rognose. Come quella di Isola Capo Rizzuto, dove il comune era andato in bancarotta, un terzo dei dipendenti comunali aveva precedenti penali o era stato indagato, il 93% non pagava la tassa sui rifiuti, il 97% non pagava l' acqua, il 30% non pagava l' ICI ed erano abusive perfino alcune tombe di famiglia costruite a ridosso del cimitero. Insomma stiamo parlando di un funzionario che dalle bombe ai tralicci in Alto Adige ai primi sbarchi di albanesi a Brindisi ne aveva viste tante. Come Commissario per l' emergenza ambientale in Calabria, pero', mai. O cosi' almeno pare di capire dal rapporto con cui, dopo due mesi e mezzo, ricostruisce la sua esperienza alla guida dell' organismo voluto ne 97, dopo l' ennesima emergenza, per mettere ordine nel caos totale in cui agonizzava, il mondo dei depuratori, dei rifiuti, delle discariche. Setta capi ha avuto, in una manciata di anni, quel Commissario. Quattro presidenti regionali e tre prefetti, con proroghe su proroghe di poteri speciali usati, stando all' inchiesta giudiziaria intitolata "Poseidone", malissimo. Al punto che un' anno e mezzo fa, tra i numerosi indagati per reati che vanno dalla truffa aggravata, all' abuso d' ufficio, fini' anche l' ex Governatore Giuseppe Chiaravalloti. 2Avete rilevato interessi di politici nazionali nella vicenda?" chiesero i membri della Commissione Parlamentare d' inchiesta sul ciclo dei rifiuti ai giudici titolari delle indagini, Salvatore Musone, Isabella De Angelis e Luigi De Magistris. La risposta dei giudici fu eloquente : " Prima di rispondere vorremmo disattivare il circuito audio-visivo interno. Come finira' l' iter processuale si vedra'. Ma il rapporto di Ruggiero, al di la' degli aspetti penali,dice gia' tutto. Dal 1998 al 2006 il Commissariato figura di aver avuto entrate complessive per 692 milioni e mezzo di euro e uscite per quasi 645 milioni, tanto che al passaggio di consegne fu detto al nuovo commissario, con una "certificazione da parte della Tesoreria provinciale dello Stato" (sic) che c' era persino un saldo di cassa di 45 milioni di euro. Una bufala : nemmeno il tempo di mettere mano ai conti e saltava fuori "una pesante situazione debitoria" oltre 223 milioni. Che non figuravano nè nei vari passaggi di consegne nè nelle precedenti rendicontazioni. Possibile che non se ne fossero accorti? Ma cero che se n' erano accorti, solo che tutto era stato occultato in una inestricabile selva contabile. Lo scrivente ha rilevato la mancanza di un bilancio vero e proprio e la distinzione delle somme in tre soli capitoli di contabilita' speciale che rende oltremodo difficoltosa la verifica dell' andamento delle spese relative ad ogni singolo intervento, perchè di fatto la gestione felle suddette contabilita' è tipo conto corrente finalizzato, accusa il prefetto, ricordando di aver denunciato tutto alla Corte dei Conti. Per capirci, c' erano solo dei "foglietti" di qua le entrate, di la' le uscite. Fine. Si trattava di emergenze perchè non tener nota di tutto?. Le emergenze sono emergenze no?. Lo dice la parola stessa....Ed ecco centinaia di migliaia di euro ( quanti? non siamo riusciti a fare le somme) dati ad avvocati amici infischiandosene della regola che ogni vertenza doveva essere passata all' Avvocatura dello Stato. Ecco i buchi del bilancio lasciati dai comuni calabresi in larghissima maggioranza riottosi nel pagare il Commissario quanto dovevano per la gestione dei depuratori dato che nessuno di fatto chiedeva loro i soldi, parzialmente recuperati solo adesso, con la creazione di 127 commissari ad acta, che sono riusciti a rastrellare in 127 comuni 21 milioni di euro mai versati. Ecco la scoperta che il programma di elaborazione dei dati contabili è di fatto inutilizzabile e non ha neppure un contratto di assistenza, anzi non si trova piu' neanche il carteggio relativo al contratto a suo tempo stipulato. Ecco infine i ritardi dovuti ad una prassi burocratica che, nel casino totale di competenze e priorita', era sostanzialmente finalizzata a ritardare tutto il ritardabile. Insomma, un disordine tale che vede la Calabria buttare in discarica il 50% della spazzatura, on si è ancora riusciti ad accertare una situazione complessiva e analitica dei debiti pregressi delle gestioni precedenti, delle quali non esiste una contabilita' sistematica, nè relazioni tecnico economiche. Per non dire del personale, oltre i 64 dipendenti in organico, compresi i contrattisti e gli esperti, il prefetto ha scoperto che c' erano a carico del Commissariato 41 fantasmi di cui non sapeva assolutamente nulla. Mai visti in faccia. Mai impegnati in alcuna pratica. Assunti con i contratti stipulati dal ministero dell' Ambiente, nei quali è espressamente stabilito che il corrispettivo della prestazione resa sara' corrisposto al Commissario delegato dietro attestazione del committente che il lavoratore ha regolarmente adempiuto agli obblighi contrattuali. Traduzione : ogni mese arrivava da Roma l' ordine di pagare quegli sconosciuti senza che il Commissario fosse in condizione di indicare l' attivita' prestata dai  dipendenti in questione. Domanda : ma nessuno controllava? risposta no. Non risultano allegati nè gli atti che avrebbe dovuto produrre il servizio di controllo interno, nè i verbali della verifica amministrativa e contabile. Peggio : "le pezze d' appoggio" per giustificare i conti, da parte della Ragioneria competente " non è stata mai richiesta"Gian Antonio Stella, Corriere della Sera 9.12.2007. Questo articolo mi è stato inviato tramite mail da un dirigente nazionale del partito, senza scomodare nè le grandi firme, nè le grosse testate giornalistiche, il mio blog testimonia che, questo episodio ed episodi analoghi, non rappresentano il massimo della gravita' di malcostume politico in Calabria, malcostume che non potrebbe esistere in tale entita' e gravita', senza l' avallo dei vertici nazionali dei poartiti. A maggior ragione occorreva costituire un comitato permanente, composto da partiti, associazioni, movimenti, che coinvolgesse pezzi della societa' civile per fronteggiare questa vera e propria emergenza democratica. Il sottoscritto si è adoperato per addivenire a questo, insieme al movimento Ammazzatecitutti, passando sopra vecchi rancori e sentimenti avversi ( di partito) verso Beppe Grillo,La lista Civica Nazionale e quant' altro, mettendo da parte tutto per cercare di cambiare qualcosa, in questa martoriata regione. Gli altri, ed in un recente post, ho detto chi, e qua lo ripeto : Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi, Giacomo Mancini, hanno ritenuto di agire diversamente, ( agire molto probabilmente dettato loro dai loro vertici nazionali, romani,) I risultati da loro conseguiti sono sotto gli occhi di tutti, i meetup di Grillo, presentano sempre delle loro specifiche caratteristiche,  quindi non li includo,  sono i meno responsabili, insieme a tutti gli altri componenti del suddetto comitato del (lusingiero) risultato conseguito. Stando cosi' le cose non posso far altro che continuare ad informare , tramite questo blog, al momento elettorale forniro' adeguata risposta alla sinistra dei sinistri. Piero Ferrari segretario regionale per la Calabria del Nuovo Partito D'Azione</p>
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<title><![CDATA[Così semplice, così complicato]]></title>
<link>http://mondopiccolo.wordpress.com/2007/11/26/cosi-semplice-cosi-complicato/</link>
<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 14:50:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>ringo83</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Per favore, qualcuno trovi il tempo di spiegare a Gian Antonio Stella che c’è una profonda dif]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:10pt;font-family:Georgia;"><span>  </span>Per favore, qualcuno trovi il tempo di spiegare a Gian Antonio Stella che c’è una profonda differenza tra l’essere stati emigranti italiani in Usa e l’essere immigrati romeni in Italia oggi. Perché non serve a niente snocciolare a pagina 21 del Corriere di oggi cifre che riguardano un capitolo chiuso della nostra storia, raccontando di come vivevano i nostri antenati dalle parti di Ellis Island. La pregiata firma di via Solferino prova<span>  </span>a mettere sullo stesso piano due civiltà completamente diverse, due modi di intendere la vita diametralmente opposti: italiani da una parte, rom dall’altra. Noi siamo portati a rispettare le regole, anche quando non ci vanno bene (o meglio, lo eravamo, prima che il progressismo dileguasse il senso di responsabilità individuale). Loro non le sanno recepire. La cosa è molto semplice. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Georgia;"></span><span style="font-size:10pt;font-family:Georgia;">Così semplice che un supponente come Stella nemmeno ci fa caso.<span>  </span></span></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La ricerca sugli sprechi]]></title>
<link>http://wordvoyager.wordpress.com/2007/11/22/la-ricerca-sugli-sprechi/</link>
<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 13:18:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>wordvoyager</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, co-autori della recente inchiesta “La casta”, il 13 ottobre ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:'Bookman Old Style';">Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, co-autori della recente inchiesta “La casta”, il 13 ottobre in un articolo del “Corriere della Sera”, fanno il punto sugli sprechi della politica. Le cifre sono chiare. Gli “oneri comuni di parte corrente” a carico del ministero dell’Economia per gli organi costituzionali (Camera, Senato, Quirinale, Corte costituzionale, Cnel, Consiglio superiore della magistratura) peseranno sulle casse statali 53.353.871 euro in più rispetto all’anno precedente. Nel 2007, i sei organi costituzionali sono costati allo Stato (o più precisamente a noi cittadini) 1.945.560.992 euro mentre nel nuovo anno la cifra arriverà a 1.998.914.863 euro, circa 2 miliardi. Fonte di queste cifre è la tabella a pagina 279 dell’Atto Senato 1818, il disegno di legge del bilancio dello Stato per il prossimo anno. Che dire? Cifre da capogiro. Nei bilanci familiari vale la regola spendi da una parte, risparmi dall’altra. E i bilanci statali non fanno eccezione. Il ministero di Rosy Bindi perderà 40 milioni di fondi a sostegno della famiglia; gli stanziamenti per l’editoria scenderanno da 79 milioni a 34 milioni; pari opportunità da 52 a 45; la Protezione Civile dovrà accontentarsi di 39 milioni, la metà rispetto all’anno precedente. Il denaro dei cittadini viene distribuito in questo modo. Servono a far funzionare la macchina burocratica della politica. I cittadini in caso di incendi, terremoti o frane dovranno far affidamento a 39 milioni di euro in meno. Le tasse vengono pagate ma ci si attende un miglioramento del Paese. L’ “integrazione sociale” degli immigrati grava sulle casse statali la modesta cifra di 50 milioni e i fondi per la ricerca sono rimasti a 30 milioni suddivisi fra i quattro enti pubblici del settore, nello specifico: Cnr, Agenzia spaziale italiana, Istituto nazionale di fisica nucleare, Istituto nazionale di atsorfisica. La politica investe su se stessa e non sull’Italia. Il cittadino deve pretendere una maggiore chiarezza su come viene investito il proprio denaro. È un suo diritto. </span><span style="font-family:'Bookman Old Style';"> </span></p>
<p><span style="font-family:'Bookman Old Style';">Wordvoyager</span></p>
<p><span style="font-family:'Bookman Old Style';"></span><span style="font-family:'Bookman Old Style';">Fonti:</span><span style="font-family:'Bookman Old Style';"> </span></p>
<p><span style="font-family:'Bookman Old Style';"></span><span style="font-family:'Bookman Old Style';">http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_13/spese_politica.shtml</span><span style="font-family:'Bookman Old Style';"> </span><span style="font-family:'Bookman Old Style';"> </span></p>
<p><span style="font-family:'Bookman Old Style';"></span><span style="font-family:'Bookman Old Style';">http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/ricerca-tagli/ricerca-tagli/ricerca-tagli.html</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Malloppite.]]></title>
<link>http://ca9122.wordpress.com/2007/11/07/la-malloppite/</link>
<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 15:08:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Arturo</dc:creator>
<guid>http://ca9122.wordpress.com/2007/11/07/la-malloppite/</guid>
<description><![CDATA[Da tempo viviamo una situazione particolarmente gravosa in Italia, situazione che ha portato anche g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Da tempo viviamo una situazione particolarmente gravosa in Italia, situazione che ha portato anche grazie a Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, di aprire gli occhi su una realtà complessiva nella politica italiana decisamente squallida e volgare. Ma in realtà, Rizzo e Stella non hanno certo scoperto l'acqua calda, infatti Giampaolo Pansa molti anni fa scrisse un bel libro, che forse pochi rammentano, che si intitolava "Il Malloppo" e nella parte iniziale della sua introduzione, così si presentava:</p>
<blockquote>
<p align="justify"><em>Perché Il Malloppo? Sulle prime, volevo intitolare questo libro La Tangente e, se avessi fatto così, non avrei dovuto spiegare nulla. La tangente è oramai il cancro abituale della nostra società politica, un male che non viene più curato tanto appare inguaribile. L'affarismo partitico, del resto, non indigna più nessuno, anzi, è nobilitato come l'unico fine pratico dell'attività pubblica,  un motore che, quando gira, fa girare tutto. E così mi sono detto: sì, sbattiamo la tangente in copertina, il lettore capirà subito da che parte tirino molte pagine di questo racconto. Poi, via via che costruivo il libro, mi sono accorto che alla malattia del tangentismo se n'era affiancata un'altra, assai più diffusa e devastante: la malloppite, la voglia sfrenata di malloppo. Che cosa sia il malloppo non è facile a dirsi in due parole. E' il bottino. E' la refurtiva. E' il risultato dell'arraffa-arraffa. Ma è anche qualcosa di più complesso e perverso. E' la super-carriera fatta senza meriti. E' il maxi-stipendio ottenuto senza fatica. E' la roba conquistata in fretta. E' il denaro messo insieme come viene viene, senza guardare per il sottile, in base al principio che il fine giustifica i mezzi. E il denaro è davvero diventato il fine di questa  nostra età senza pudori. Dove la ricchezza pare in grado di dare a chi la possiede anche il prestigio, l'intelligenza, l'autorità, la fama. </em></p>
</blockquote>
<p align="justify">Correva l'anno 1989.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Se i bamboccioni non si ribellano è colpa del '68]]></title>
<link>http://indipendenteonline.wordpress.com/2007/10/25/se-i-bamboccioni-non-si-ribellano-e-colpa-del-68/</link>
<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 12:03:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lorenzo Grossini</dc:creator>
<guid>http://indipendenteonline.wordpress.com/2007/10/25/se-i-bamboccioni-non-si-ribellano-e-colpa-del-68/</guid>
<description><![CDATA[Come è possibile che la generazione dei bamboccioni non è ancora scesa nelle piazze? Si domanda st]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img87.imageshack.us/img87/7008/copdjcbk1.jpg" align="left" height="286" hspace="5" width="200" />Come è possibile che la generazione dei bamboccioni non è ancora scesa nelle piazze? Si domanda stupito <a href="http://indipendenteonline.wordpress.com/2007/10/05/casta-contro-casta-ovvero-come-ti-dimostro-che-google-e-gay/">Gian Antonio Stella</a> dalle colonne del Corriere della Sera. Eppure, prosegue l’autore de La casta nel suo ragionamento ai trenta quarantenni di oggi la generazione più anziana ha tolto tutto: opportunità, occasioni, risorse, persino la speranza. Che aspettano i giovani a incazzarsi allora? Visto che ognuno di loro, continua Stella citando il libro di Tito Boeri e Vincenzo Galasso <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788804571636/contro-i-giovani-come.html">Contro i giovani (Mondadori)</a> si ritrovano gravati ciascuno da 80mila euro di debito pubblico e 250mila di debito pensionistico. E versano il 45 per cento dei propri soldi per pagare la pensione di chi, a suo tempo, aveva versato il 30 per cento. Con la prospettiva, a suo tempo, di ritrovarsi poi loro con un obolo mensile ». <a href="http://l_antonio.go.ilcannocchiale.it/post/1639345.html">Che aspettano allora ad aprire una nuova stagione di rivolta questi giovani?</a> La risposta, sembrerà strano, è semplicissima. I giovani non si ribellano perchè prima di ribellarsi bisogna vivere. Meglio sopravvivere. Pagare l’affitto, tenersi un lavoro sempre più precario e sempre più indecente, gerarchizzato secondo logiche che di meritocratico non hanno nulla. <em>A veder bene il 68 non l’- hanno fatto dei marginali, a fare casino, scendere nelle piazze, contestare il sistema e in qualche misura rovesciarne i rapporti di forza all’interno, sono stati i figli d’una borghesia che ha regalato ai suoi giovani la corda con cui impiccarla. I patricidi di ieri avendo capito la lezione con quella corda i figli (quelli degli altri soprattutto) li stanno impiccando.</em></p>
<p><a href="http://www.indipendenteonline.it/archivio_pdf_download/25_ottobre_2007.htm"><em>pubblicato su L'Indipendente di oggi (cliccate per scaricare gratuitamente tutto il giornale) </em></a></p>
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<title><![CDATA[«La Casta» ovvero votare col portafoglio]]></title>
<link>http://eurodillo.wordpress.com/2007/09/28/%c2%abla-casta%c2%bb-ovvero-votare-col-portafoglio/</link>
<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 19:10:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>eurodillo</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp;

Non sto parlando della classe politica, ma del libro di Rizzo e Stella, che sto leggendo ade]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">&#160;</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1411/1454593834_193c7ca427_o.jpg" alt="La Casta di Rizzo e Stella" height="318" width="200" /></p>
<p align="justify">Non sto parlando della classe politica, ma del libro di Rizzo e Stella, che sto leggendo adesso.</p>
<p align="justify">Al di là dei contenuti e delle opinioni personali, se c'è una cosa che si può dire con certezza di questo libro è che siamo di fronte ad un caso da manuale di <strong>voto col portafoglio</strong>. L'edizione che ho fra le mani è la diciottesima. 18 edizioni in 4 mesi. <strong>Un milione di copie vendute</strong>, delle quali molte vengono lette da più di una persona. E' quindi grazie non (solo) a questo libro, ma (soprattutto) a chi l'ha comprato, che il tema dell’<strong>«elefantiasi»</strong> (per dirla con gli autori del libro) <strong>della classe politica</strong>  è entrato in pompa magna nell'agenda politica.</p>
<p> <!--more--></p>
<p align="justify">Il libro è talmente pieno di dati, di fatti, di comparazioni, che nessuno può fare dei distinguo e seppellire il <em>j'accuse</em> dei due giornalisti fra i <em>ma</em> e i <em>però</em>. In Italia si è perso il senso della misura: i soldi pubblici vengono regalati come caramelle. La differenza è che ora <strong>la gente sa</strong> e quindi i politici non possono più far finta di niente.<br />
«La Casta» si apre con lo scandalo delle Comunità Montane di pianura e nella finanziaria in corso di definizione <a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/economia/conti-pubblici-50/finanziaria-bozza/finanziaria-bozza.html">il governo propone di abolire le comunità montane al di sotto dei 500 metri</a> (o dei 600 metri per quelle alpine). La Casta denuncia gli incredibili <em>benefit</em> dei parlamentari - come le assurde spese di barbiere - e <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/25/Costi_camera_2008_Albonetti.shtml">Bertinotti annuncia l'adeguamento ai prezzi di mercato</a> dei servizi interni alla Camera dei Deputati.</p>
<p align="justify">«La Casta» ha dunque avuto la funzione di <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/25/Costi_camera_2008_Albonetti.shtml"><em>agenda setter</em></a> e questo <strong>in virtù del milione di copie</strong>, del fatto che la gente sa e più sa e più si scoccia. <strong>E soprattutto loro sanno che noi sappiamo!</strong></p>
<p align="justify">Parallelamente, monta anche l'insofferenza per le tasse. Il legame è evidente a tutti: più si conoscono gli sprechi del settore pubblico e meno volentieri si pagano le tasse. Così i due temi del momento - che fanno più ascolti, più click, che vendono più giornali - sono Casta e tasse. Adesso è partita la corsa ai tagli: i politici si sono svegliati tutti in vena di risparmio e le proposte di tagli "si sprecano"! :) Se però non seguiranno i fatti, il mare in piena non si fermerà, e c'è già un grillo pronto a zomparci sopra. Quindi il governo ha una sola via d'uscita: tagliare, tagliare, tagliare. Se non lo fa, perderà le prossime elezioni, perché i delusi o non voteranno, oppure voteranno centro-destra, <a href="http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_03/sondaggio_di_Pietro.shtml" title="Di Pietro sale nei sondaggi sull'onda dell'antipolitica">Di Pietro</a>, o la <a href="http://www.listacivicanazionale.it/?action=pagina&#38;id=5">lista civica nazionale cui aderisce Grillo</a>, se ci sarà. In ogni caso, saranno tutti voti sottratti al PD. Allo stesso tempo i tagli si scontrano con le proprie convenienze e - per alcuni aspetti - con i sindacati e la sinistra radicale. Chissà se gli conviene tagliare i costi della politica oppure far solo finta, starsene all'opposizione una legislatura, ma in compenso mantenere la mangiatoia. <em>Vara che non è mica così scontato, nè!</em></p>
<p align="justify"><strong>P.S.</strong> Io ho votato!</p>
<p align="justify"><strong>P.P.S.S.</strong> Non è tutta merda quella che puzza: le grandi privatizzazioni degli anni '90 portate a termine dai governi di centro-sinistra furono un enorme taglio di mangiatoia. Certo, ormai se ne parla come della rivoluzione incompleta, dell'occasione perduta, etc. Tutto vero, si <em>doveva</em> fare di più: però il taglio c'è stato e anche lì in parte fu determinato dall'ondata di antipolitica seguita a Tangentopoli (l'altra determinante è che avremmo fatto bancarotta).</p>
<p align="justify">&#62;  <span class="titolo"><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/24/casta.shtml">I costi della politica salgono ancora: la Casta promette e non mantiene</a> di Rizzo e Stella sul CorSera (24 settembre 2007)<br />
</span></p>
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