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	<title>giovanna-micol &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giovanna-micol"</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 08:16:26 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Intervista a Giulia Conti]]></title>
<link>http://niccobianchi.wordpress.com/2007/04/11/intervista-a-giulia-conti/</link>
<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 12:47:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pinna Bianca</dc:creator>
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<description><![CDATA[
All’interno della squadra federale il caso più sorprendente è sicuramente quello di Giulia Cont]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_M8WRw6js-Is/RhzZRDeAmmI/AAAAAAAAABY/6fcda0-ZN64/s1600-h/foto5.jpg"><img src="http://bp2.blogger.com/_M8WRw6js-Is/RhzZRDeAmmI/AAAAAAAAABY/6fcda0-ZN64/s320/foto5.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" border="0" /></a></p>
<div><i>All’interno della squadra federale il caso più sorprendente è sicuramente quello di Giulia Conti, atleta giovanissima, ma con alle spalle già un’esperienza olimpica sulla classe Yngling e ora nuovamente in corsa per Pechino sulla classe 470 in equipaggio con Giovanna Micol. Le abbiamo chiesto di raccontarci come vive questa coraggiosa scelta.<br />
</i><b><i>Dopo le olimpiadi di Atene con l’ Yngling hai deciso di passare al 470 insieme a Giovanna Micol. Cosa ti ha spinto ad effettuare questa scelta e quali sono le difficoltà più grosse che hai dovuto affrontare?<br />
</i></b>Sapevo che dopo Atene entrambe le mie prodiere (Alessandra Marenzi e Angela Baroni) avrebbero smesso momentaneamente di andare in barca per poter ultimare l'università, il che avrebbe richiesto almeno un paio d'anni. Sinceramente non mi sentivo di cominciare una nuova campagna olimpica sull'Yngling con un equipaggio ex novo, dal momento che con Alessandra e Angela si era creato un affiatamento probabilmente ineguagliabile. Dall'altra parte, però, l'amarezza e la delusione di Atene mi avevano dato la grinta e la giusta determinazione per poter guardare a Pechino con un sentimento di riscatto. Vedevo più papabile una campagna in 470, da sempre stato il mio sogno. Sapevo, però, che l'anno immediatamente successivo alle olimpiadi per me sarebbe stato abbastanza tranquillo dal punto di vista velico, perchè dovevo terminare il liceo. E a ottobre ricevo una telefonata da Giovanna, che mi propone di andare in 470 insieme. Non ho esitato a dirle di sì, e il 27 dicembre abbiamo messo per la prima volta i piedi in barca al gelo del Lago di Garda. La prima cosa che ho pensato è stata: "oh, ma questa barca plana!!". E così è nato l'amore per il 470 e l'affiatamento con Giovi.<br />
<i><b>E’ iniziata la corsa per Pechino 2008, ci racconti le tue impressioni dopo Palma di Maiorca (la prima regata di selezione n.d.r.)?<br />
</b></i>Sì, quest'anno la federazione ha deciso di iniziare (e ovviamente finire) le selezioni per le olimpiadi molto presto, con l'intento, probabilmente, di far dedicare all'equipaggio selezionato maggior tempo per la finale messa a punto della barca e scelta dei materiali. Appunto, la nostra prima regata di selezione è stata Palma di Maiorca: un campo di regata molto difficile, il vento di svariate intensità (dai 6 ai 18 nodi nell'arco dei 6 giorni) e avversarie preparatissime (14 nazioni nelle prime 15 posizioni) hanno rivelato l'ottimo livello della flotta. Pochissimi erano infatti i punti che separavano i vari equipaggi. Abbiamo scalato posizioni di giorno in giorno fino ad arrivare al decimo posto prima della medal race, la prova finale dettata dal nuovo formato di regate che prevede la partecipazione, l'ultimo giorno, dei primi dieci classificati e in cui il punteggio vale doppio. La settima posizione in quest'ultima regata, però, non è servita a scalare ulteriormente la classifica.<br />
<i><b>Cosa ne pensi del nuovo formato olimpico già in vigore per tutti i test events?<br />
</b></i>Quella della medal race è a mio avviso una formula scorretta nei confronti di chi ha ottenuto ottimi risultati nei giorni di regata precedenti: oggi viene messo in discussione, o comunque viene dato un significato diverso allo "scarto". Esso serve a far sì che un incidente di qualsiasi tipo (OCS, DSQ, un ritirato a causa di una rottura) non interferisca sul vero valore dell'atleta. Il nuovo principio della medal race è in contrasto col precedente. Oggi un'atleta può usufruire dello scarto durante le dieci prove, ma nell'undicesima questo principio non è più valido, e anzi, il punteggio è raddoppiato (il punteggio dell'OCS, DSQ, DNF, ecc è uguale al numero di barche presenti nella gold fleet). Questo significa che, dopo che un'atleta ha accumulato i suoi punti con una gran dose di stress e fatica per ottenere il comando della classifica con un buon vantaggio, dimostrando la sua assoluta supremazia sul campo di regata, l'ultimo giorno i suoi sforzi possono essere stroncati da un banale incidente. La mia domanda è: qual è la vera ragione, così importante, tale da ignorare i danni che può apportare allo sport della vela? E se la risposta è di carattere politico o pubblicitario, crediamo che lo sport e i suoi valori possano essere negoziati con qualcos'altro? Speriamo sia solo una fase sperimentale.<br />
A livello nazionale quali sono gli equipaggi da battere?<br />
Fortunatamente in generale gli equipaggi di 470 femminile in Italia non sono molti, o comunque non sono molti quelli che stanno intraprendendo una campagna olimpica. Sicuramente adesso, e lo hanno dimostrato giusto a Palma, l'equipaggio da battere sarà quello di Elisabetta Saccheggiani e Elisa Cecconi.<br />
<i><b>…e in campo internazionale?<br />
</b></i>Beh...tutte! Scherzi a parte, sappiamo che abbiamo ancora moltissimo da imparare, dal momento che regatiamo contro veliste che navigano sul 470 anche da più di 10 anni. Noi ci consideriamo ancora delle "novelline", anche se ultimamente stiamo ottenendo degli ottimi risultati, come il 7° posto al campionato del mondo di Rizhao, Cina, nel 2006. Al momento la leadership in campo internazionale sembra assegnata alle olandesi Marcelien de Konig e Lobke Berkhout, reduci dalla vittoria di due campionati del mondo, la rolex Miami OCR e la regata di Palma. Ma noi siamo fiduciose e piene di grinta, quindi prima o poi le aspetteremo all'arrivo!<br />
<b><i>Com’è strutturata la vostra giornata ‘tipo’ di allenamento? C’è qualcuno che vi segue nella preparazione?<br />
</i></b>Da un paio di mesi ci segue il nostro nuovo allenatore Guglielmo Vatteroni, già esperto di 470, essendo stato per anni coach di Federica Salvà e Manuela Sossi, nonchè dei fratelli Ivaldi. Per noi è una grande occasione, e cercheremo di sfruttare al massimo i suoi consigli. Beh, la giornata ‘tipo’ è strutturata in maniera abbastanza semplice: alle 8 preparazione atletica, un'abbondante colazione, dalle 2 alle 5 ore di barca, un debriefing al rientro su ciò che abbiamo svolto in acqua, cena e a nanna.<br />
<b><i>Come sono i rapporti con la federazione?<br />
</i></b>Con la federazione i rapporti sono buoni, ci hanno sempre supportate sia a livello di trasferte che di materiali. Ora che abbiamo anche l'allenatore direi che non possiamo proprio lamentarci. E poi, essendo noi atlete della Marina Militare, c'è sempre stato un rapporto abbastanza sereno tra l'arma e la federazione.<br />
<b><i>Quali saranno i prossimi appuntamenti?<br />
</i></b>Prossimi appuntamenti? Quelli importanti saranno sicuramente quelli di selezione per le olimpiadi: Hyerès (Francia) a fine aprile, Medemblik (Olanda) a fine maggio, il Campionato Europeo in Grecia i primi di giugno e il campionato del mondo a Cascais (Portogallo) i primi di luglio, che sarà il vero obiettivo della stagione.</div>
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