<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>giovanni-arpino &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/giovanni-arpino/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giovanni-arpino"</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 21:41:37 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Falleció Dino Risi, uno de los directores más representativos de la comedia italiana]]></title>
<link>http://cinefagos.wordpress.com/?p=2980</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 22:45:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Swanson</dc:creator>
<guid>http://cinefagos.wordpress.com/?p=2980</guid>
<description><![CDATA[
El llamado padre de la comedia italiana, que durante las décadas de los 50-60 y 70 dirigió títul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://farm4.static.flickr.com/3140/2562778300_72693331bf_m.jpg" alt="" width="168" height="240" /></strong></p>
<p><strong>El llamado padre de la comedia italiana,</strong> que durante las décadas de los 50-60 y 70 dirigió títulos como: “Pan, amor y…” (1955), “El estafador” (1959), “La Escapada” (1960), “La mujer del cura” (1971), o “Perfume de mujer” (1976), <strong>murió en su casa de Roma el pasado sábado, a los 91 años de edad.</strong></p>
<p><strong>Había nacido en Milán, el 23 de diciembre de 1916,</strong> y aunque estudió medicina y se especializó en psiquiatría, se interesaba por el cine, que poco a poco fue desbancando a sus primeras vocaciones.</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>Realizó varios cortos documentales y ejerció de guionista para Lattuada y Monicelli, antes de debutar en el cine en la década de los 50.</strong> De su filmografía, de alrededor de ochenta títulos, una veintena los realizó en la década de los 60.</p>
<p><strong>Risi nunca tocó el género neorrealista</strong> como algunos de sus contemporáneos, <strong>pero su comedia costumbrista</strong> deja para la posteridad un <strong>fiel retrato de la sociedad italiana </strong>de aquellos años.</p>
<p><strong>“Perfume de mujer”, basada en una novela de Giovanni Arpino, fue su película más reconocida por Hollywood,</strong> lo que la llevó a los Oscar como <strong>candidata a la mejor película extranjera y como mejor guión adaptado.</strong> En 1992, y con el título de <strong>“Esencia de mujer”</strong>, se hizo en U.S.A. una nueva adaptación de la novela (o remake de la película de Risi, según lo queramos ver),<strong> muy por debajo en calidad de la del realizador italiano,</strong> y protagonizada por Al Pacino, que fue galardonado con el Oscar al mejor actor, en premio a su histriónica y cargante interpretación.</p>
<p><strong>Permaneció en activo hasta la década de los 90,</strong> pero dirigiendo principalmente para televisión.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>D.E.P.   <img src="http://farm4.static.flickr.com/3075/2561952457_b1f04cc24b_t.jpg" alt="" width="100" height="100" /></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong></strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Swanson   <img src="http://farm3.static.flickr.com/2185/2072294906_1cdb594227_s.jpg" border="0" alt="" width="75" height="75" /></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La tenebra azzurra di Arpino]]></title>
<link>http://indipendenteonline.wordpress.com/2007/12/03/la-tenebra-azzurra-di-arpino/</link>
<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 17:39:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italo Cucci</dc:creator>
<guid>http://indipendenteonline.wordpress.com/2007/12/03/la-tenebra-azzurra-di-arpino/</guid>
<description><![CDATA[Era nato nel ’27. E’ morto nell’87. Sessant’anni divorati dalle sigarette. Giovanni Arpino c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img239.imageshack.us/img239/5729/autorezm5.jpg" align="left" height="280" hspace="5" width="251" />Era nato nel ’27. E’ morto nell’87. Sessant’anni divorati dalle sigarette. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Arpino">Giovanni Arpino</a> ci manca da vent’anni e hanno pensato di ricordarlo con <a href="http://www.vareseweb.it/sport/formazione/libri/arpino/azzurrotenebra.html">Azzurro tenebra</a>, romanzo “sportivo” del ’77 dedicato alla penosa esperienza della Nazionale di Valcareggi, di Riva e Chinaglia, di Rivera e Mazzola che detti così sembrano coppie di gemelli e invece erano calcisticamente divorziati l’uno dall’altro. E per questo finì male, quella spedizione: <em>fummo cacciati da Stoccarda in una mezza sera di giugno ad opera di una Polonia comunisticamente scalcinata e tuttavia abbastanza orgogliosa da rifiutare l’offerta italiana di versarle un mucchietto di milioni perché non vincesse.</em> Volevamo soltanto non perdere, bastava per andare avanti, ma non ci riuscimmo, nonostante – da leggere d’un fiato – <em>Zoff, Spinosi, Facchetti, Benetti, Morini, Burgnich, Wilson, Causio, Capello, Chinaglia, Boninsegna, Mazzola, Anastasi,</em> i famigerati tredici “milionari” sospinti inutilmente contro la soldataglia di Kasymir Gorsky. La resa fu firmata da un gol di Capello (Fabio segna soltanto per la storia, illustre o meschina, come il 14 novembre dell’anno prima, quando a Wembley aveva sconfitto per la prima volta la perfida Inghilterra a casa sua) dopo le segnature di Szarmach il Secco e Deyna il Moro. Alle 17.45 del 23 giugno gli “italiani di cermania” si raccolsero incazzati sotto la tribuna stampa per insultare l’Italia sconfitta e noi che ne narravamo le imprese. Noi. Ricordo che scelsero Brera, il giornalista famoso, come capro espiatorio, <em>e Giovanni continuò imperturbabile a picchiare sui tasti dell’Olivetti mentre lo insultavano</em>: tutto quel chiasso non degnò di un guardo, strinse solo più forte la pipa fra i denti. <em>Era il suo popolo – il nostro popolo – che ci mandava affanculo</em>.<!--more--> Regolare. Fu allora, mentre si tornava in pullman nei ritiri di Sindelfingen (cantavo ogni mattina, scrutando l’autostrada boscosa, “Sindelfingen tu sei la mia patria” ormai abbrutito da stinchi di maiale e gargarismi al malteser) che l’altro Giovanni – Arpino – decise di scrivere il suo libro sulla disfatta degli uomini, non dei calciatori, di un’idea, non di una squadra. Suo interlocutore – non ancora celebrato conducator azzurro di Argentina e Spagna – Bearzot detto “il Vecio”, e le tante figurine e figuracce che si muovevano sul palcoscenico di Ludwisburg, il sontuoso ritiro azzurro affittato da Italo “Miliardo” Allodi che ho avuto amico e non ho mai giudicato. Detestava i giornalisti sportivi, Arp (così si nominò nel romanzo) dividendoli in Jene e Belle Gioie. E anche i lettori non gli stavano molto a cuore, se è vero che al Vecio che gli chiedeva «<em>Già scritto l’articolo per domani?», rispondeva «Il solito paraponzi da prima pagina. Tre battute ironiche per gli intenditori, due capoversi per il tifoso baluba, l’eterno dubbio tecnico cotto nel rosmarino del centrocampo. Servire bollente e gratinato in una colonna e mezza di piombo»</em>. Feroce autocritica? Tutto vero. Le biografie raccontano di un Giovanni Arpino famoso e competente giornalista sportivo, gli agiografi precisano che con Azzurro tenebra che «spezzò il monopolio dei libri di Gianni Brera» ed è per questo che a vent’anni dalla morte hanno deciso di ripubblicarlo. Pensate che occasione persa per riportare piuttosto alla vita romanzi come La suora giovane, Un delitto d’onore, Una nuvola d’ira, L’ombra delle colline, Un’anima persa, Il buio e il miele. «Arpino è il mio Nobel personale», scriveva Brera quando ancora si amavano (?). E io, nel mio piccolo, i libri di Arp li ho letti tutti, a partire dal primissimo, Sei stato felice, Giovanni, che pareva il bilancio di una vita e n e era invece l’incipit felicissimo: era il ’52, aveva venticinque anni. Che stile. «Erano lì, all’angolo. Olga me l’aveva detto. “Ci sono tutti e tre. Fa’ attenzione. Sono senza giacca ma fa’ attenzione”. Era importante che non avessero la giacca, nelle tasche dei calzoni si porta raramente il coltello, mai quando lo credi necessario. Già due volte erano venuti a cercarmi, da quella sera...Sdraiato sul letto li avevo sentiti scendere le scale bestemmiando sottovoce...». Ah, Giovanni, quante volte ho pensato che mescolarti con le Jene e le Belle Gioie – e anche con gli scribacchini come me – avrebbe spuntato la tua penna. Molti scrittori si esibivano nel calcio per soldi e il Conte Rognoni lo aveva “acquistato” per le pagine del Guerin Sportivo prima che se lo contendessero a suon di milioni La Stampa e Il Giornale di Montanelli. Quando, proprio in quel triste ’74, Il buio e il miele diventò un film di successo firmato da Dino Risi e interpretato da Vittorio Gassman (Profumo di donna) gli dissi scherzando ma non troppo: «Adesso fai un sacco di soldi, Giovanni», e per poco non m’investì di contumelie: «<em>Li farà l’editore, semmai. Di diritti mi tocca un niente, per poco neanche me lo dicono, che ci facevano un film»</em>. Peccato. Lo avrei voluto vedere libero con le sue trame da grande romanziere, lontano dalla tribuna stampa, da un linguaggio che pian piano veniva influenzato dalle banalità dei mestieranti. Un giorno – eravamo in Spagna al seguito del Cagliari, autunno del ’70, per tenere a battesimo i sardi in Coppa dei Campioni contro l’Atletico di Madrid – decidemmo di trscorrere la vigilia a Toledo. Fu lui a portarmi nella casa di Domenikos Theotokopulos, El Greco, e davanti a ogni quadro un racconto, e le sue grandi mani che ridisegnavano figure magrissime, tormentate, colorate di morte. Dopo, un piatto di jamon serrano sotto una pergola, e non potei non dirgli <em>«ma perché uno scrittore come te si spreca in mezzo a noi?»</em>, e lui mi piantò in asso e mi tolse il saluto per anni. Finché una volta, a Dresda – eravamo sempre in Coppacampioni, con la sua Juve – in una notte piena di fantasmi nella città dei morti, mentre si passeggiava in silenzio mi accorsi che per terra c’era un uccellino incapace di volare: lo raccolsi. «Dammelo”, disse Arp, e se lo pose nel cavo della mano e lo riscaldò con l’alito, poi lo lanciò con un largo movimento del braccio e l’uccellino sparì volando. Fu quello, per sempre, il mio Giovanni Arpino. Dopo – quando fui forzato testimone delle sue amare diatribe con Brera e del disagio fisico e sprituale che lo colse – capii che si era consumato un momento felice della nostra vita.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Boccaccio '70 DVD]]></title>
<link>http://dvdquicksales.com/2007/09/30/boccaccio-70/</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 16:43:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>dvdquicksales</dc:creator>
<guid>http://dvdquicksales.com/2007/09/30/boccaccio-70/</guid>
<description><![CDATA[Our Price USD $26.49


DVD Title:  Boccaccio &#8216;70 DVD
Genre:  Comedy / Fantasy
Info:  Widescree]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Our Price USD $26.49</strong><img src="http://i191.photobucket.com/albums/z152/dvdxp/boccacio.jpg" alt="Boccaccio '70" align="right" border="0" height="282" width="185" /><br />
<a href="http://ww10.aitsafe.com/cf/add.cfm?userid=C5261480&#38;product=Boccaccio '70&#38;price=26.49&#38;return=dvdquicksales.com"><img src="http://i191.photobucket.com/albums/z152/dvdxp/buy.gif" alt="Buy Boccaccio '70" border="0" height="24" width="65" /></a></p>
<ul>
<li><em><strong>DVD Title: </strong> Boccaccio '70 DVD</em></li>
<li><em><strong>Genre: </strong> Comedy / Fantasy</em></li>
<li><em><strong>Info: </strong> Widescreen</em></li>
<li><em><strong>Rating: </strong> Unrated</em></li>
<li><em><strong>Release Date: </strong></em> 1962</li>
<li><em><strong>Running Time  :</strong> 150 min </em></li>
<li><em><strong>Total Cost :</strong> USD $26.49</em></li>
<li><em><strong>Director :</strong> Vittorio De Sica<br />
Federico Fellini</em></li>
<li><em><strong>Writer :</strong> Giovanni Arpino (segment)<br />
Italo Calvino (segment)</em></li>
<li><em><strong>Actors:</strong> Marisa Solinas, Germano Gilioli, Anita Ekberg, and Peppino De Filippo</em></li>
<li><em><strong>UPC :</strong> 850752001295<br />
</em></li>
<li><em><strong>In Stock, Next Day Dispatch </strong></em></li>
</ul>
<p>Synopsis:  Boccaccio '70 DVD - Four directors tell tales of Eros fit for a 1970s Decameron. Working-class lovers, Renzo and Luciana. Boccaccio '70 DVD</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
